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Il Dubbio


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42 replies to this topic

#1 xtc

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    Gianfranco Marmoro

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Inviato 10 luglio 2013 - 20:39

IL DUBBIO
Alla fine anch’io sto cedendo alla nostalgia del tempo passato, ho tentato invano di evitare luoghi comuni e certezze al fine di osservare e comprendere i meccanismi della civiltà. Non ho mai disdegnato la tecnologia, l’avvento della luce elettrica ha spostato il centro evolutivo dell’uomo: il lavoro è diventato meno faticoso, viaggiare, conoscersi non è più un opzione per persone ricche e… avventurose, comunicare è ora possibile anche per i timidi grazie al web, amare è più semplice perché non è necessario essere un uomo e una donna per stare insieme.
Ma c’è un angolo buio di questa evoluzione tecnologica che non riesco a comprendere, qualcosa di strisciante che si è insinuato nella nostra quotidianità sfiancandola e modificandola. Dov’è finito il dubbio, quella sensazione che ci assaliva ogni volta che qualcuno ci proponesse uno stile di vita o una scelta politica e commerciale, dov’è quella voglia di autonomia che ci teneva fuori dal branco per poter riflettere sui nostri desideri reali, dov’è infine quella tristezza e quella malinconia che ci faceva incontrare parlando delle nostre debolezze per poi sostenerci e affrontarle.
Siamo un popolo di persone sicure di ogni scelta e di ogni azione, che sia l’ennesimo “mi piace” su facebook o il litigio sulle nostre ferree convinzioni su politica, musica, sesso e religione, ma siamo anche i più abili contestatori del nulla, il nulla che avanza e fa naufragare ogni nostra azione. Il nulla che si è impossessato del nostro linguaggio e lo sparge nel web facendolo incontrare con altro nulla al fine di convincerlo che esiste.

Ho nostalgia del candore e dell’imbecillità spontanea che ci assaliva la prima volta che parlavamo e agivamo di sesso, della prima sensazione che ci dava scoprire luoghi, scritture e suoni che liberavano la mente; ora tutto è possibile e comprensibile ma sfugge al controllo delle nostre emozioni più ancestrali, e accettiamo quello che nessuno uomo in passato avrebbe sopportato. La nostra privacy è sotto lo sguardo di tutti, la nostra personalità si misura in I-Phone, tablet e facebook, la nostra curiosità è placata dalla quantità di stimoli inerti che ci danno l’illusione della conoscenza.
Eppure non sappiamo scrivere o leggere più o meglio di 40 anni fa, non riusciamo a far valere i nostri diritti e la nostra dignità come facevano i contadini e i minatori, non amiamo neppure farci attraversare da quel ragionevole dubbio che ha permesso a molti di non fingere di vivere.
Non crediate che io sia qui a decantare il tempo che fu, non sono convinto che il passato fosse più interessante, i miei compagni di scuola non erano più intelligenti di quelli odierni (anzi), ma avevano quel leggero imbarazzo dovuto all’incertezza che li rendeva più umani.
  • 4

#2 Bara dei pupi

Bara dei pupi

    Dungeon Synth nei giorni pari e Vaporwave in quelli dispari

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Inviato 10 luglio 2013 - 20:49

c'è un partito per questo dubbio?
  • 1
Tanti amici mi chiamano e mi dicono peppe ma tu non ti lamenti mai a stare in quarantena forzata
Amici miei vi rammento che zio peppuzzo nazionale come mi chiama fraternamente Claudio ferri in arte bassino. Che mi sono fatto quasi 7 anni al 41 bis sotterrato isolato dal mondo altro che quarantena. Qua per me e hotel a 5 stelle. Pertanto non scendete e spero che conte vada quanto prima un decreto che chi viene preso in strada va in quarantena forzata. Alla fine dobbiamo salvaguardare noi e milioni di italiani. Pensate se venivate chiamati per andare in guerra. Buona serata peppuzzo vi vuole bene
Tanto bene.

#3 xtc

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    Gianfranco Marmoro

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Inviato 10 luglio 2013 - 22:04

NEL DUBBIO PUOI FORMARLO ANCHE TU, MA DUBITO CHE VINCERA'
  • 0

#4 Russian

Russian

    populista

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Inviato 11 luglio 2013 - 09:48

A me è piaciuta molto questa riflessione. La classica porta aperta nel mio caso perchè non ho mai accettato di aprire un profilo fuckbook ( come lo chiamo io ),tanto per fare un esempio e soprattutto perchè mi ritengo ( quando me ne rimane la voglia ) un convinto contestatore delle classiche verità cosiddette affermate. E di sicuro ho nostalgia dei tempi in cui andavo a comprare un disco dei Butthole Surfers senza sapere nient'altro di quello che diceva la recensione del mensile rock... asd
  • 1

#5 Limenitis

Limenitis

    sputasentenze

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Inviato 11 luglio 2013 - 10:06

Il bello della tecnologia è che puoi scegliere se usarla o meno. Russian non ha un profilo fb, io vado in giro col cellulare da 20 € e non ho mai avuto uno straccio di lettore cd in casa. Ho anche parecchi dubbi e qualche volta mi emoziono pure. Il mondo non è cambiato granchè, perchè noi grosso modo siamo sempre gli stessi.
  • 0

Stefano

 

 

Sono stato ad un loro concerto in prima fila, impiedi. Ubriaco fracico ed erano convinte fossi un fan sfegatato, mi dedicavano le canzoni mentre io per quasi due ore urlavo: troieee!

 


#6 Bara dei pupi

Bara dei pupi

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Inviato 11 luglio 2013 - 11:44

vabbeh ma non penso che sia la tecnologia a fare i nerd quanto i nerd ad usufruire ora di questa, ora di quell'altra tecnologia; anche quando c'erano solo i cellulari del cavolo come quello di limentis il nerd passava il pranzo a mandare gli sms non rispettando le regole base dell'educazione, ora fa la foto della birra e la posta su facebook e rimane sempre un coglioncino grosso come il mignolo di un bambino

sul dubbio non ho capito bene, la fede politica nasce proprio per risolvere i dubbi esistenziali, non diversamente dalla religione, è ovvio quindi che si mostri abbastanza sicura; l'imprenditore vuole meno tasse e più liberta in modo da "tirare avanti il paese e dare lavoro" (in realtà vuole fare soldi come è giusto che sia) e il sinistrello vuole giustificare il proprio stato borghese dando diritti di qua e di là che tanto alla fine non invadono la sua sfera poco populista, è una maniera per dare un senso ad un'esistenza altrimenti votata a cose che socialmente sono percepite come negative
  • 1
Tanti amici mi chiamano e mi dicono peppe ma tu non ti lamenti mai a stare in quarantena forzata
Amici miei vi rammento che zio peppuzzo nazionale come mi chiama fraternamente Claudio ferri in arte bassino. Che mi sono fatto quasi 7 anni al 41 bis sotterrato isolato dal mondo altro che quarantena. Qua per me e hotel a 5 stelle. Pertanto non scendete e spero che conte vada quanto prima un decreto che chi viene preso in strada va in quarantena forzata. Alla fine dobbiamo salvaguardare noi e milioni di italiani. Pensate se venivate chiamati per andare in guerra. Buona serata peppuzzo vi vuole bene
Tanto bene.

#7 Russian

Russian

    populista

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Inviato 11 luglio 2013 - 13:08

Ha relativamente a che fare ma il thread mi ha riportato alla mente sta canzone di Gaber..



Questo mondo
corre come un aeroplano
e mi appare
più sfumato e più lontano.
Per fermarlo
tiro un sasso controvento
ma è già qui che mi rimbalza
pochi metri accanto.

Questo è un mondo
che ti logora di dentro
ma non vedo
come fare ad essere contro.
Non mi arrendo
ma per essere sincero
io non trovo proprio niente
che assomigli al vero.

Il tutto è falso
il falso è tutto.
Il tutto è falso
il falso è tutto.

E allora siamo un po' preoccupati
per i nostri figli
ci spaventano i loro silenzi
i nostri sbagli.
L'importante è insegnare quei valori
che sembrano perduti
con il rischio di creare nuovi disperati.

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Non a caso la nostra coscienza
ci sembra inadeguata
quest'assalto di tecnologia
ci ha sconvolto la vita.
Forse un uomo che allena la mente
sarebbe già pronto
ma a guardarlo di dentro
è rimasto all'ottocento.

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Io
che non riesco più a giudicare
non so neanche che cosa dire
della mia solitudine.
Guardo
con il mio telecomando
e mi trovo in mezzo al mondo
e alla sua ambiguità.

C'è qualcuno che pensa
di affrontare qualsiasi male
con la forza innovatrice
di uno Stato liberale.
Che il mercato risolva da solo
tutte le miserie
e che le multinazionali siano necessarie.

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Ma noi siamo talmente toccati
da chi sta soffrendo
ci fa orrore la fame, la guerra
le ingiustizie del mondo.
Com'è bello occuparsi dei dolori
di tanta, tanta gente
dal momento che in fondo
non ce ne frega niente.

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Io
che non riesco più a ritrovare
qualche cosa per farmi uscire
dalla mia solitudine.
Cerco
di afferrare un po' il presente
ma se tolgo ciò che è falso
non resta più niente.

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Il tutto è falso
il falso è tutto quello che si sente
quello che si dice
il falso è un'illusione che ci piace
il falso è quello che credono tutti
è il racconto mascherato dei fatti
il falso è misterioso
e assai più oscuro
se è mescolato
insieme a un po' di vero
il falso è un trucco
un trucco stupendo
per non farci capire
questo nostro mondo
questo strano mondo
questo assurdo mondo
in cui tutto è falso
il falso è tutto.

Il tutto è falso
il falso è tutto

Il tutto è falso
il falso è tutto

Il tutto è falso
il falso è tutto, tutto, tutto.
  • 3

#8 xtc

xtc

    Gianfranco Marmoro

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Inviato 11 luglio 2013 - 15:43

Ha relativamente a che fare ma il thread mi ha riportato alla mente sta canzone di Gaber..



Questo mondo
corre come un aeroplano
e mi appare
più sfumato e più lontano.
Per fermarlo
tiro un sasso controvento
ma è già qui che mi rimbalza
pochi metri accanto.

Questo è un mondo
che ti logora di dentro
ma non vedo
come fare ad essere contro.
Non mi arrendo
ma per essere sincero
io non trovo proprio niente
che assomigli al vero.

Il tutto è falso
il falso è tutto.
Il tutto è falso
il falso è tutto.

E allora siamo un po' preoccupati
per i nostri figli
ci spaventano i loro silenzi
i nostri sbagli.
L'importante è insegnare quei valori
che sembrano perduti
con il rischio di creare nuovi disperati.

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Non a caso la nostra coscienza
ci sembra inadeguata
quest'assalto di tecnologia
ci ha sconvolto la vita.
Forse un uomo che allena la mente
sarebbe già pronto
ma a guardarlo di dentro
è rimasto all'ottocento.

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Io
che non riesco più a giudicare
non so neanche che cosa dire
della mia solitudine.
Guardo
con il mio telecomando
e mi trovo in mezzo al mondo
e alla sua ambiguità.

C'è qualcuno che pensa
di affrontare qualsiasi male
con la forza innovatrice
di uno Stato liberale.
Che il mercato risolva da solo
tutte le miserie
e che le multinazionali siano necessarie.

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Ma noi siamo talmente toccati
da chi sta soffrendo
ci fa orrore la fame, la guerra
le ingiustizie del mondo.
Com'è bello occuparsi dei dolori
di tanta, tanta gente
dal momento che in fondo
non ce ne frega niente.

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Io
che non riesco più a ritrovare
qualche cosa per farmi uscire
dalla mia solitudine.
Cerco
di afferrare un po' il presente
ma se tolgo ciò che è falso
non resta più niente.

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Il tutto è falso
il falso è tutto quello che si sente
quello che si dice
il falso è un'illusione che ci piace
il falso è quello che credono tutti
è il racconto mascherato dei fatti
il falso è misterioso
e assai più oscuro
se è mescolato
insieme a un po' di vero
il falso è un trucco
un trucco stupendo
per non farci capire
questo nostro mondo
questo strano mondo
questo assurdo mondo
in cui tutto è falso
il falso è tutto.

Il tutto è falso
il falso è tutto

Il tutto è falso
il falso è tutto

Il tutto è falso
il falso è tutto, tutto, tutto.

spendida
è molto vicina allo spirito della mia riflessione
non è un monito contro la tecnologia sia ben chiaro,
  • 0

#9 Ganzfeld

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Inviato 11 luglio 2013 - 16:04

Dov’è finito il dubbio

Bauman descrive la società odierna mettendo in risalto proprio il dubbio.
  • 2

Tuttavia nella mia vita non ho mai smesso di masturbarmi


#10 xtc

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    Gianfranco Marmoro

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Inviato 11 luglio 2013 - 20:33


Dov’è finito il dubbio

Bauman descrive la società odierna mettendo in risalto proprio il dubbio.

grazie della segnalazione,nonostante i miei antichi amori per la filosofia non conoscevo bauman, ma adesso approfondirò , GRAZIE DAVVERO
  • 0

#11 Ganzfeld

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Inviato 11 luglio 2013 - 21:35



Dov’è finito il dubbio

Bauman descrive la società odierna mettendo in risalto proprio il dubbio.

grazie della segnalazione,nonostante i miei antichi amori per la filosofia non conoscevo bauman, ma adesso approfondirò , GRAZIE DAVVERO

Non ho letto nulla di suo direttamente ma lo abbiamo studiato in quinta superiore a scienze sociali. In pratica parla di questa società liquida in cui, mentre un tempo si aveva un' ottima sicurezza a discapito di una poca libertà, adesso avviene esattamente il contrario con lo svuotamente di quelli che chiama i contenitori sociali. Andando sul concreto si potrebbe pensare ai matrimoni: se 90 anni fa ci si sposava e si era praticamente certi di aver dovuto vivere con il partner per il resto della propria vita, oggi come oggi i divorzi sono all' ordine del giorno con relativi effetti sull' intera famiglia. Oppure c' è l' esempio ancora più attuale del lavoro per cui ogni ulteriore commento sarebbe superfluo. Il tutto viene sostanzialmente fatto collegare da Bauman al fenomeno della globalizzazione, del capitalismo e dell' alta finanza.
  • 0

Tuttavia nella mia vita non ho mai smesso di masturbarmi


#12 xtc

xtc

    Gianfranco Marmoro

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Inviato 11 luglio 2013 - 21:48

STO LEGGENDO ALCUNBE COSE MOLTO INTERESSANTI
COME L'AVVENTO DELL'EROTISMO COME LIBERTA' DEL SESSO DALLA PROCREAZIONE E DAL RAPPORTO UOMO-DONNA
  • 0

#13 Ganzfeld

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Inviato 11 luglio 2013 - 21:50

Ecco, quello non lo abbiamo affrontato in classe purtroppo asd
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Tuttavia nella mia vita non ho mai smesso di masturbarmi


#14 Financo Mr Repetto

Financo Mr Repetto

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Inviato 11 luglio 2013 - 22:19

Ecco, quello non lo abbiamo affrontato in classe purtroppo asd


È un saggio molto breve "gli usi post-moderni del sesso", l'ho letto in libreria! Lo consiglio molto.
  • 0

#15 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

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Inviato 12 luglio 2013 - 08:51

In pratica parla di questa società liquida in cui, mentre un tempo si aveva un' ottima sicurezza a discapito di una poca libertà, adesso avviene esattamente il contrario con lo svuotamento di quelli che chiama i contenitori sociali. Andando sul concreto si potrebbe pensare ai matrimoni: se 90 anni fa ci si sposava e si era praticamente certi di aver dovuto vivere con il partner per il resto della propria vita, oggi come oggi i divorzi sono all' ordine del giorno con relativi effetti sull' intera famiglia.


Bauman scrive da Dio e amo certe sue riflessioni, però questa cosa dell'insicurezza bisognerebbe anche un attimino vederla relativizzandola rispetto ad altre epoche ed ai luoghi di riferimento. Ciò che percepiamo ora come insicuro anche solo 100 o 200 anni fa sarebbe stato una quisquiglia rispetto a ciò che la maggior parte della popolazione quotidianamente doveva affrontare.
L'insicurezza di oggi è - citando un esempio che ha scritto un po' più sopra XTC - non sapere se quella che hai oggi sarà la donna della tua vita, e se ce si pone questo dubbio spesso è anche per inettitudine personale, vuoi perché condividere le cose con lei si rivela col tempo un'esperienza impegnativa e non siamo stati abituati in generale a fare il minimo sacrificio per gli altri, vuoi per motivi anche più futili, come per esempio che si ha voglia di scoparsi altre persone. E' questa l'insicurezza, quando un tempo si dovevano affrontare crisi come epidemie di colera e di peste, quando la stragrande maggioranza della popolazione viveva in totali condizioni di sussistenza e quando andarsene dall'Italia per molti tra fine '800 e inizi '900 voleva dire prendere un barcone stracolmo con altri poveracci ed andare in un posto oltreoceano in cui si cominciava una vita davvero da zero, senza conoscere nessuno e senza poter avere più contatti decenti con i familiari una volta partiti o poter tornare indietro?
Ok, ora con la crisi molte sicurezze date per certe scricchiolano, ma sono ancora molte di più le sicurezze che un tempo non ci saremmo manco sognati di avere.
Anche sul lavoro ci andrei cauto col pessimismo, se andiamo indietro anche solo agli '50 c'era ancora in auge in Italia una distinzione difficile da valicare tra latifondisti e mezzadri, non possiamo neanche immaginare l'insicurezza a livello lavorativo di questi ultimi, perché sono storie che purtroppo non passano. Anche questo uno dei mille esempi che potrei fare.
Questo su ciò che dice Bauman, poi per me criticare la condizione attuale è una necessità, se non altro per riflettere su cosa si potrebbe migliorare, visto che non viviamo di certo nel migliore dei mondi possibili.
  • 3

Statisticamente parlando, non lo so.


#16 Bara dei pupi

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Inviato 12 luglio 2013 - 09:52


Ok, ora con la crisi molte sicurezze date per certe scricchiolano, ma sono ancora molte di più le sicurezze che un tempo non ci saremmo manco sognati di avere.
Anche sul lavoro ci andrei cauto col pessimismo, se andiamo indietro anche solo agli '50 c'era ancora in auge in Italia una distinzione difficile da valicare tra latifondisti e mezzadri, non possiamo neanche immaginare l'insicurezza a livello lavorativo di questi ultimi, perché sono storie che purtroppo non passano.


beh ma difficilmente il pessimismo e l'incertezza sono dati da situazioni reali quanto dalla possibilità di rimuginare

per quanto anche solo psicosi sono sempre sinonimo di infelicità; poi certo anche io ne rido ma boh non penso ci sia una classifica oggettiva delle sfighe
  • 0
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Amici miei vi rammento che zio peppuzzo nazionale come mi chiama fraternamente Claudio ferri in arte bassino. Che mi sono fatto quasi 7 anni al 41 bis sotterrato isolato dal mondo altro che quarantena. Qua per me e hotel a 5 stelle. Pertanto non scendete e spero che conte vada quanto prima un decreto che chi viene preso in strada va in quarantena forzata. Alla fine dobbiamo salvaguardare noi e milioni di italiani. Pensate se venivate chiamati per andare in guerra. Buona serata peppuzzo vi vuole bene
Tanto bene.

#17 Giovanni Drogo

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Inviato 12 luglio 2013 - 11:59

Non credo sia possibile fare una classifica delle sfighe e misurare il livello di felicità/infelicità rispetto a queste, ma ci sono dei confronti che sono comunque impari, se la mia famiglia viene decimata per via di una malattia, se rimango senza una casa in cui stare, se mi viene una malattia incurabile e soprattutto dolorosa oppure se vengo sbattuto in carcere per il solo fatto di pensarla in un certo modo, mi sembrano cose alle quali è un po' difficile far fronte. Cose come la violazione della privacy, la nostalgia di un passato più autentico ed il fascino del dubbio che viene perduto sono magari anch'esse problematiche serie e che possono indurre all'infelicità, ma io non riesco proprio a dargli un peso importante. Da fastidi come l'intrusività della tecnologia poi è possibile correre al riparo in qualche modo, bisogna solo avere le palle di non sentire il bisogno di avere tutto ciò che c'hanno gli altri (parlo di cose come tablet, smartphone, social network e via discorrendo).
  • 0

Statisticamente parlando, non lo so.


#18 Ganzfeld

Ganzfeld

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Inviato 12 luglio 2013 - 13:02


In pratica parla di questa società liquida in cui, mentre un tempo si aveva un' ottima sicurezza a discapito di una poca libertà, adesso avviene esattamente il contrario con lo svuotamento di quelli che chiama i contenitori sociali. Andando sul concreto si potrebbe pensare ai matrimoni: se 90 anni fa ci si sposava e si era praticamente certi di aver dovuto vivere con il partner per il resto della propria vita, oggi come oggi i divorzi sono all' ordine del giorno con relativi effetti sull' intera famiglia.

Bauman scrive da Dio e amo certe sue riflessioni, però questa cosa dell'insicurezza bisognerebbe anche un attimino vederla relativizzandola rispetto ad altre epoche ed ai luoghi di riferimento. Ciò che percepiamo ora come insicuro anche solo 100 o 200 anni fa sarebbe stato una quisquiglia rispetto a ciò che la maggior parte della popolazione quotidianamente doveva affrontare.


In pratica parla di questa società liquida in cui, mentre un tempo si aveva un' ottima sicurezza a discapito di una poca libertà, adesso avviene esattamente il contrario con lo svuotamento di quelli che chiama i contenitori sociali. Andando sul concreto si potrebbe pensare ai matrimoni: se 90 anni fa ci si sposava e si era praticamente certi di aver dovuto vivere con il partner per il resto della propria vita, oggi come oggi i divorzi sono all' ordine del giorno con relativi effetti sull' intera famiglia.

Bauman scrive da Dio e amo certe sue riflessioni, però questa cosa dell'insicurezza bisognerebbe anche un attimino vederla relativizzandola rispetto ad altre epoche ed ai luoghi di riferimento. Ciò che percepiamo ora come insicuro anche solo 100 o 200 anni fa sarebbe stato una quisquiglia rispetto a ciò che la maggior parte della popolazione quotidianamente doveva affrontare.
L'insicurezza di oggi è - citando un esempio che ha scritto un po' più sopra XTC - non sapere se quella che hai oggi sarà la donna della tua vita, e se ce si pone questo dubbio spesso è anche per inettitudine personale, vuoi perché condividere le cose con lei si rivela col tempo un'esperienza impegnativa e non siamo stati abituati in generale a fare il minimo sacrificio per gli altri, vuoi per motivi anche più futili, come per esempio che si ha voglia di scoparsi altre persone. E' questa l'insicurezza, quando un tempo si dovevano affrontare crisi come epidemie di colera e di peste, quando la stragrande maggioranza della popolazione viveva in totali condizioni di sussistenza e quando andarsene dall'Italia per molti tra fine '800 e inizi '900 voleva dire prendere un barcone stracolmo con altri poveracci ed andare in un posto oltreoceano in cui si cominciava una vita davvero da zero, senza conoscere nessuno e senza poter avere più contatti decenti con i familiari una volta partiti o poter tornare indietro?
Ok, ora con la crisi molte sicurezze date per certe scricchiolano, ma sono ancora molte di più le sicurezze che un tempo non ci saremmo manco sognati di avere.
Anche sul lavoro ci andrei cauto col pessimismo, se andiamo indietro anche solo agli '50 c'era ancora in auge in Italia una distinzione difficile da valicare tra latifondisti e mezzadri, non possiamo neanche immaginare l'insicurezza a livello lavorativo di questi ultimi, perché sono storie che purtroppo non passano. Anche questo uno dei mille esempi che potrei fare.
Questo su ciò che dice Bauman, poi per me criticare la condizione attuale è una necessità, se non altro per riflettere su cosa si potrebbe migliorare, visto che non viviamo di certo nel migliore dei mondi possibili.

Secondo me devi contestualizzare: anche ciò che avveniva 100 o 200 anni fa non è nulla (o quasi) in confronto a ciò che succede in un paese del Terzo Mondo in questo momento. Il punto è che anche se nascessimo in una società avanzatissima ci sarebbero comunque dei problemi, molto probabilmente minori a quelli di oggi, ma non per questo vissuti in maniera leggera o con un maggiore senso di sicurezza (che poi la mancanza di sicurezza non è necessariamente una conseguenza di un problema). Tornando al discorso del lavoro, è vero che un tempo alcune persone non se la passavano da Dio, ma, per esempio, come dice Ulrich Beck, mentre nel capitalismo dell' Ottocento le imprese si limitavano a un solo territorio, in quelle transnazionali odierne c' è la possibilità di distribuire la produzione in aree diverse del pianeta, esportare posti di lavoro dove i costi sono più convenienti o di distinguere sede di residenza, di produzione e fiscale con tutto ciò che ne consegue per l' operaio. Invece tempo fa se avevi un lavoro bene o male avevi una certa sicurezza sulla tua intera carriera lavorativa, era tutto molto più schematico: nascevi contadino e morivi contadino se proprio vogliamo semplificare il tutto. Ora invece puoi prendere quante lauree vuoi ed essere la persona più competenete del mondo che non sarai mai comunque certo del lavoro che farai, anche una volta che lo hai ottenuto. Poi se mi parli di determinati contesti in cui il lavoro era un punto interrogativo anche ai tempi allora ok, ma tieni conto che Bauman parla a livello globale e non di singola nazione. Comunque prova anche a pensare anche alle pubblicità che sono costruite ad arte conoscendo lo spettatore e i suoi bisogni: se noti in moltissime di esse viene posta l' attenzione proprio sul futuro e sulla sua certezza.
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Tuttavia nella mia vita non ho mai smesso di masturbarmi


#19 Bara dei pupi

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Inviato 12 luglio 2013 - 13:15

Secondo me devi contestualizzare: anche ciò che avveniva 100 o 200 anni fa non è nulla (o quasi) in confronto a ciò che succede in un paese del Terzo Mondo in questo momento

esatto

ma poi vi rendete conto che molti soffrono per problemi poco legati alla realtà o per una percezione distorta della stessa?


se noti in moltissime di esse viene posta l' attenzione proprio sul futuro e sulla sua certezza.


bisognerebbe anche ribaltare la prospettiva, a me ad esempio tutte le cose certe alla lunga stufano, e non sono l'unico nel senso che mi pare abbastanza comune l'odio verso il quotidiano e la noia (certo tra non lavorare e lavorare come metti-timbri preferirei sempre la seconda se non avessi soldi)
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Amici miei vi rammento che zio peppuzzo nazionale come mi chiama fraternamente Claudio ferri in arte bassino. Che mi sono fatto quasi 7 anni al 41 bis sotterrato isolato dal mondo altro che quarantena. Qua per me e hotel a 5 stelle. Pertanto non scendete e spero che conte vada quanto prima un decreto che chi viene preso in strada va in quarantena forzata. Alla fine dobbiamo salvaguardare noi e milioni di italiani. Pensate se venivate chiamati per andare in guerra. Buona serata peppuzzo vi vuole bene
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Inviato 12 luglio 2013 - 13:21

Sì, ma non confondere il quotidiano e la sua ripetitività con la certezza intesa in un senso ben più profondo, altrimenti è ovvio che il discorso cambia.
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Tuttavia nella mia vita non ho mai smesso di masturbarmi





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