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Abel Ferrara


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96 replies to this topic

#1 Veteran of Disorder

    Baron Samedi

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Inviato 14 novembre 2006 - 12:01

In attesa di vedere "Mary" (film che a TS se non erro nelle sale non è transitato manco di striscio e che poi ho rimosso dalla mia memoria) volevo discutere con voi del regista newyorkese: innanzitutto, lo apprezzate o meno?Personalmente lo citerei tra i miei 5 registi preferiti (Lynch, Cronenberg, Jarmusch ed Herzog gli altri 4 per fornire qualche coordinata..) ma non nego di averne perso un po' le tracce dal '96 in poi (intendo dei suoi film dal '96 in poi, in realtà l'ho conosciuto soltanto 2/3 anni dopo...) a causa di qualche incrocio sfortuito (il mediocre "New Rose Hotel") e un conseguente calo dell'interesse ad approfondire i vari "Blackout" & "X-mas" (sui quali sarei curioso di sapere le vostre impressioni, sia mai che mi sia perso...).

Causa patatrac improvviso del portatile ho appena perso la lunga disamina che voleva abbracciare buona parte della sua filmografia quindi per ora cercherò di sintetizzare il tutto...

a) Terminata la sua collaborazione con lo sceneggiatore ed amico di sempre Nicholas St. John credete che il Nostro non abbia + niente da dire?Del resto molti sostenevano fosse lui il vero genio in grado di far rendere Ferrara al meglio. Va sottolineato poi di come dell'analisi introspettiva a sfondo religioso che si respira in molti suoi film, se non responsabile principale ("Mary" però c'ha smentito), almeno corresponsabile fosse proprio St. John ritiratosi a vita privata proprio per concedersi in toto alla pratica religiosa...

b) Cosa ne pensate dell'esordio ufficiale "The Driller Killer" (parlo di ufficiale perché prima c'era stato un porno dal titolo "Nine Lives Of A Wet Pussycat" uscito sotto pseudonimo) datato 1979, dove è forte il richiamo alla New York no wave e palpabile il crescendo psicotico del protagonista?

c) Siete concordi nel definire il periodo '90-'96 come quello del massimo splendore di Ferrara autore di almeno 2 capolavori ("Il Cattivo Tenente" & "The Addiction") e di altrettanti film di prima fascia ("King Of New York" & "The Funeral")?Personalmente ritengo che attori come Keitel & Walken siano perfetti nell'immaginario filmico del Nostro...

d) Mancandomi attendo pareri sul controverso "Mary", tanto elogiato quanto criticato...senza magari spoilerarmi ogni singola scena. Ve ne sarei riconoscente...
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#2 Guest_vegeta_*

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Inviato 14 novembre 2006 - 12:37

Regista controverso, talentuoso e discontinuo.

Non ho visto tutti i suoi film, ma trovo che "Fratelli" sia uno dei massimi film degli anni '90.
  • 0

#3 Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 14 novembre 2006 - 13:13

In attesa di vedere "Mary" (film che a TS se non erro nelle sale non è transitato manco di striscio e che poi ho rimosso dalla mia memoria) volevo discutere con voi del regista newyorkese: innanzitutto, lo apprezzate o meno?Personalmente lo citerei tra i miei 5 registi preferiti (Lynch, Cronenberg, Jarmush ed Herzog gli altri 4 per fornire qualche coordinata..) ma non nego di averne perso un po' le tracce dal '96 in poi (intendo dei suoi film dal '96 in poi, in realtà l'ho conosciuto soltanto 2/3 anni dopo...) a causa di qualche incrocio sfortuito (il mediocre "New Rose Hotel") e un conseguente calo dell'interesse ad approfondire i vari "Blackout" & "X-mas" (sui quali sarei curioso di sapere le vostre impressioni, sia mai che mi sia perso...).

Causa patatrac improvviso del portatile ho appena perso la lunga disamina che voleva abbracciare buona parte della sua filmografia quindi per ora cercherò di sintetizzare il tutto...

a) Terminata la sua collaborazione con lo sceneggiatore ed amico di sempre Nicholas St. John credete che il Nostro non abbia + niente da dire?Del resto molti sostenevano fosse lui il vero genio in grado di far rendere Ferrara al meglio. Va sottolineato poi di come dell'analisi introspettiva a sfondo religioso che si respira in molti suoi film, se non responsabile principale ("Mary" però c'ha smentito), almeno corresponsabile fosse proprio St. John ritiratosi a vita privata proprio per concedersi in toto alla pratica religiosa...

b) Cosa ne pensate dell'esordio ufficiale "The Driller Killer" (parlo di ufficiale perché prima c'era stato un porno dal titolo "Nine Lives Of A Wet Pussycat" uscito sotto pseudonimo) datato 1979, dove è forte il richiamo alla New York no wave e palpabile il crescendo psicotico del protagonista?

c) Siete concordi nel definire il periodo '90-'96 come quello del massimo splendore di Ferrara autore di almeno 2 capolavori ("Il Cattivo Tenente" & "The Addiction") e di altrettanti film di prima fascia ("King Of New York" & "The Funeral")?Personalmente ritengo che attori come Keitel & Walken siano perfetti nell'immaginario filmico del Nostro...

d) Mancandomi attendo pareri sul controverso "Mary", tanto elogiato quanto criticato...senza magari spoilerarmi ogni singola scena. Ve ne sarei riconoscente...


Ma lo sai che sei un grande? Nel senso che finalmente è stato aperto un thread su Ferrara...per me è un altro dei cosiddetti fondamentali, soprattutto restringendo il campo all'America contemporanea...fondamentale proprio perchè chi crede che Hollywood rappresenti il proprio paese più o meno sempre uguale non può esimersi dal dare uno sguardo alle opere di certi autori che, pur lavorandoci in quell'universo, non accettano assolutamente di uniformarsi al prodotto medio e parlano per allegorie, metafore, immagini sconvolgenti, accostamenti di idee etc. per rappresentare una realtà che tanto bidimensionale non è, evidentemente...

Abel è uno di questi, uno che ti racconta New York attraverso i più disparati impianti narrativi, dal semi-porno all'horror più gore che ci sia...ti racconta la religione, e la sua visione della stessa, dalla parte dei soggetti più lontani ad ogni forma di fede divina...e ti racconta la criminalità con l'elemento del melodramma e della tragedia epica che rende amorevoli anche i peggio delinquenti...

Bando alle ciance, a domanda risposta:

a) La mia risposta è no...passi per New Rose Hotel, ma gli altri film dell'ultimo periodo qualcosa da dire ce l'hanno tutti...dunque, forse non ci regalerà più capolavori, ma il giorno del funerale artistico di Ferrara lo vedo piuttosto lontano, per adesso...

b) Ne penso bene, davvero bene...è una forma immatura al maschile de L'angelo della vendetta...provocatorio oltre ogni limite...

c) Non sono tanto d'accordo nell'ordine in cui li hai messi, però sì...

d) Deludente nel suo essere confusionario, lodevole nel coraggio della messinscena...secondo me chi crede, come me, che The Addiction sia un capolavoro potrebbe benissimo apprezzare certi aspetti anche di Mary..
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#4 Guest_vegeta_*

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Inviato 14 novembre 2006 - 15:50


Regista controverso, talentuoso e discontinuo.
Non ho visto tutti i suoi film


se non avessi visto tutti i film io aspetterei a definirlo controverso e discontinuo.


bè, sul controverso non ho molti dubbi....sul discontinuo, ok, ammetto di poter essere stato influenzato dagli ultimi film che diretto (New Rose Hotel) o da altri passi falsi, come il remake degli Ultracorpi, quindi mi riprometto di recuperare tutte le sue prime pellicole che non ho visto.
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#5 Tom

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Inviato 14 novembre 2006 - 15:54

Con un pizzico di presunzione devo dire che Abel Ferrara lo seguo dai tempi in cui ragazzino appassionato di horror in una notte d'estate degli anni '80 vidi L'ANGELO DELLA VENDETTA, ben prima quindi che la critica lo scoprisse come autore a tutto tondo. Devo però anche dire che, come Veteran of Disorder, i film della seconda metà degli anni '90 hanno visto un forte calo del mio interesse.

Oggi come oggi lo considero un regista controverso, capace sia di volare alto con capolavori inclassificabili, sia di capitombolare spesso con tonfi a volte inspiegabili. Credo che tra le sue tante doti non si possa contare la lucidità. Tra i tonfi metto sicuramente tutta la produzione degli anni 80, che mi sembra anche lui disconosca. Paura su Manhattan e The Gladiator sono del tutto trascurabili. In Crime Story, Oltre ogni rischio e soprattutto China Girl forse con il senno di poi si può rintracciare qualche sintomo del futuro genio, ma bisogna essere dei seri appassionati specializzati in arrampicate sui vetri.

Ultracorpi - l'invasione continua, è un altro incomprensibile scivolone, forse dovuto a ragioni alimentari, da mettere in soffitta insieme ai film degli anni 80.

New Rose Hotel e The Blackout , non posso giudicarli, dato che li ho piantati entrambi a metà per la noia e non li ho mai più ripresi.

Questi invece secondo me (ma non mi discosto dall'opinione generale) gli apici:

The Driller Killer e L'angelo della vendetta, due piccoli grandi capolavori speculari. Il secondo resta per me ancora uno dei film in cui più emerge in modo inquietante il fascino della morte.

King of New York, che apre la stagione dei grandi film. Un classico canovaccio da gangster movie trasformato in una parabola cristologica, ambigua e blasfema eppure sincera e a suo modo sacrale. Finale di quelli che non si dimenticano.

Il cattivo tenente, altro film speculare al precedente (mi sembra tipico di Ferrara raddoppiare le tematiche), con un poliziotto al posto del gangster. Uno dei Ferrara più volutamente sgradevoli e sinceramente disperati.

Occhi di serpente, forse è una malata dichiarazione d'amore al cinema, forse è una certificazione della sua morte nel centenario. Forse confuso, ma di sicuro da vedere.

Ed eccoci a The Addiction e a The Funeral i due capolavori (speculari vedi caso) per cui Ferrara passerà alla storia del cinema. Tra i tanti immensi meriti di questi due film mi piace notare che entrambi riescono a dire qualcosa di nuovo e di diverso su temi abusatissimi e supersfruttati (vampirismo e contagio, mafia e famiglia). In effetti mi pare che i problemi maggiori per Ferrara arrivino in genere quando cerca di elaborare qualcosa di originale.

De Il nostro Natale non mi fanno impazzire alcune scelte di regia, a tratti troppo patinata, ma è un ottimo film, che dopo i due precedenti flop dà un buon segno di ripresa. ATTENZIONE POSSIBILE SPOILER - non mi ricordo se ciò che stò per dire della trama è chiaro fin dall'inizio o si scopre solo alla fine Geniale il capovolgimento di prospettiva che sta alla base del film: il crimine visto come normalità ripulita e borghese, minacciata da una legge brutta sporca e cattiva rappresentata da poliziotti proletari ed emarginati. FINE SPOILER

Di Mary confesso con un po' di rimorso di non sapere proprio nulla.
Anzi, se qualcuno è così gentile da scrivere di cosa parla...
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#6 Guest_Sickboy_Reducer_*

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Inviato 14 novembre 2006 - 16:03

Non conosco a fondo A. Ferrara...ho comprato tempo fa "The Addiction" (anche per la presenza di C.Walken), un film raffinato e puramente "dark". Con ampi spazi di riflessione  e significati visto in un angoscioso bianco&nero...c'è qualcuno potrebbe consigliarmene un secondo ben realizzato?
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#7 Guest_vegeta_*

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Inviato 14 novembre 2006 - 16:38

Non conosco a fondo A. Ferrara...ho comprato tempo fa "The Addiction" (anche per la presenza di C.Walken), un film raffinato e puramente "dark". Con ampi spazi di riflessione  e significati visto in un angoscioso bianco&nero...c'è qualcuno potrebbe consigliarmene un secondo ben realizzato?


se non era chiaro....."FRATELLI - THE FUNERAL"

;)
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#8 Guest_Sickboy_Reducer_*

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Inviato 14 novembre 2006 - 16:42


Non conosco a fondo A. Ferrara...ho comprato tempo fa "The Addiction" (anche per la presenza di C.Walken), un film raffinato e puramente "dark". Con ampi spazi di riflessione  e significati visto in un angoscioso bianco&nero...c'è qualcuno potrebbe consigliarmene un secondo ben realizzato?


se non era chiaro....."FRATELLI - THE FUNERAL"

;)


Ora lo è ancor di più... ;D
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#9 slothrop

    Enciclopedista

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Inviato 14 novembre 2006 - 17:23

Posso rispondere solo a B e C.

Comunque in generale Driller Killer è un film cult tanto da vedere quanto, ahimè, un pò datato e pesantuccio (ma rimane mittico Tony Coca Cola and the Roosters).
Bello pure l'angelo della vendetta, roba che Mean Streets in confronto dipinge una New York da favola. Anche questo non esattamente il film che riguardo volentieri (un pò come per Cronenberg, apprezzo Ferrara ma lo trovo intrinsecamente e volutamente squallido al punto di non desiderare una seconda visione).

I film più belli: Fratelli e The Addiction, il Cattivo Tenente un gradino sotto (un pò troppo programmatico nella sua violenza e abiezione gratuita), poi devo vedere da una vita King Of New York e China Girl (i film di metà anni '80) mentre Occhi di Serpente alla fine si può guardare, film controverso che faccio fatica a definire bello ma comunque da vedere, appunto.
  • 0

#10 Guest_Figazzo_*

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Inviato 14 novembre 2006 - 17:29

io amo talmente questo regista che non butto nemmeno black out e new rose hotel, che nonostante  per qualcuno rimangano film a metà secondo me hanno una vena sperimentale che può affascinare, new rose hotel
è un film notturno, cyberspace senza esserlo fino in fondo ( Ferrara riprende solo dei piccoli chip e videofonini), intrigante, cupo, sporco, grande fotografia,  negli ultimi 20 minuti è puro flusso di coscienza sui ricordi di Dafoe, l'interpretazione di Walken è di quelle che non dimentico, sopra le righe,  che spara monologhi e  battute schizzatissime ( stasera le ragazze vogliono fare zighete e zaghete), insomma  per chi ha letto il raccontino cyberpunk di Gibson sa che Ferrara nonostante il materiale fosse insufficiente per girare un ora e mezza di pellicola ha tirato fuori cmq qualcosa di mai visto e per questo interessante. Il film risale al 1998 e lo reputo per ora l'ultimo film  interessante che ho visto di questo cineasta.

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#11 Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 14 novembre 2006 - 17:33

Veteran ho letto il tuo messaggio...

A quanto ammonterebbe il prezzo vantaggioso di Mary?
Comunque tra i 3 che mi hai citato tu, se dovessi entrare in videoteca e trovarli tutti e 3 allo stesso prezzo prenderei proprio Mary, dovendone scegliere uno solo...però declino ogni forma di responsabilità, magari i nostri gusti non coincidono per niente (anche se mi fa piacere che hai apprezzato Broken Flowers)..

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#12 Veteran of Disorder

    Baron Samedi

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Inviato 14 novembre 2006 - 20:55

Lieto del successo che sta riscuotendo questo thread...


Non conosco a fondo A. Ferrara...ho comprato tempo fa "The Addiction" (anche per la presenza di C.Walken), un film raffinato e puramente "dark". Con ampi spazi di riflessione  e significati visto in un angoscioso bianco&nero...c'è qualcuno potrebbe consigliarmene un secondo ben realizzato?


Io direi "Il Cattivo Tenente" (definito da Oscar della sgradevolezza) ma che forse è il mio film di Ferrara preferito, quoto infatti in proposito Fabio:

Il Cattivo Tenente è un'esibizione abbagliante, comprende i dialoghi e le immagini più 'sontuose' di questo cinema appunto dello squallore, del simbolo e della perdizione (quanto più svanisce una qualsiasi 'fede' emergono degrado e debolezze insite nel genere umano)


Altri titoli che ti suggerirei sono "King Of New York" & "Fratelli", come primi passi vanno + che bene...


Tra i tonfi metto sicuramente tutta la produzione degli anni '80, che mi sembra anche lui disconosca. Paura su Manhattan e The Gladiator sono del tutto trascurabili. In Crime Story, Oltre ogni rischio e soprattutto China Girl forse con il senno di poi si può rintracciare qualche sintomo del futuro genio, ma bisogna essere dei seri appassionati specializzati in arrampicate sui vetri.
Ultracorpi - l'invasione continua, è un altro incomprensibile scivolone, forse dovuto a ragioni alimentari, da mettere in soffitta insieme ai film degli anni '80.


Che sia uno dei motivi per cui lo annovero tra i miei registi preferiti?L'aver saltato a pié pari quasi tutta la produzione anni '80?Ovviamente scherzo...

Di Mary confesso con un po' di rimorso di non sapere proprio nulla.
Anzi, se qualcuno è così gentile da scrivere di cosa parla...


Ecco un link utile: la storia pare interessante ma diretta forse in modo frammentario...Devo dire però che m'attira molto.

...ed arrivando al dunque:

Veteran ho letto il tuo messaggio...

A quanto ammonterebbe il prezzo vantaggioso di Mary?


Una dozzina d'euro nuovo di pacca...

Sarei poi interessato Jules a sapere come avresti riordinato i titoli da me citati in apertura relativi al periodo '90/'96.


Ma sapete invece che "Occhi di Serpente" non m'ha mai convinto fino in fondo?L'idea del film nel film è buona però non sono completamente soddisfatto della realizzazione: ad ogni modo lo ritengo un film + che discreto.
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#13 Claudio

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Inviato 14 novembre 2006 - 22:32

Un grandissimo regista, tra i miei preferiti degli ultimi anni.
I film che prediligo sono "Il Cattivo Tenente", "King Of New York" e "The Funeral/Fratelli", che credo riassumano al meglio il suo cinema.
"The Addiction" ha ottime trovate, ma sinceramente l'ho trovato eccessivo anche per un talento "debordante" come lui. Ne riconosco comunque la grandezza dal punto di vista della regia.
A me non è dispiaciuto neanche "New Rose Hotel", con una laidissima Asia Argento  :D

Walken e Keitel immensi, comunque, maschere ideali del cinema perverso di Ferrara, ma ricorderei anche la grandiosa performance del compianto Chris Penn in "The Funeral".
  • 0

#14 Guest_spacemen_*

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Inviato 16 novembre 2006 - 15:12

Qui vedo che più o meno concordate tutti sugli alti e bassi di Ferrara.Non ho visto tutti i suoi film ma qualche differenziazione la vorrei fare.
The driller killer :grande film.
L??angelo della vendetta : grande film(ma devo dire che vedendolo ho notato che Abel qualche spunto,e più di uno,volendo o non volendo,l??abbia preso da quel grande film che è Repulsion di Roman Polanski(vorrei sapere cosa ne pensate!).
Il cattivo tenente: grandissimo anche questo(Basterebbero le visioni del Cristo).
Occhi di serpente:bel film.
Fratelli:altro grande film.

Ma qui mi distinguo.
Chinagirl e King of New York li ritengo due film brutti,non degni di nota.

  • 0

#15 Guest_DiamondSeaII_*

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Inviato 16 novembre 2006 - 15:36

Un autore discontinuo ma dal talento immenso, capace di autentici picchi di genio.

Considero The Addiction la sua vetta, seguito da The Funeral e King Of New York.
  • 0

#16 Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 25 novembre 2006 - 16:00


Sarei poi interessato Jules a sapere come avresti riordinato i titoli da me citati in apertura relativi al periodo '90/'96.


Ma sapete invece che "Occhi di Serpente" non m'ha mai convinto fino in fondo?L'idea del film nel film è buona però non sono completamente soddisfatto della realizzazione: ad ogni modo lo ritengo un film + che discreto.


Allora riguardo alla mia classifica il punto critico è che considero The Addiction troppo superiore a tutti gli altri, tutto qui...stiamo parlando di uno dei migliori 5 film americani di tutto il decennio dei novanta...

Su Occhi di serpente, invece, sono sostanzialmente d'accordo..
  • 0

#17 Veteran of Disorder

    Baron Samedi

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Inviato 25 novembre 2006 - 20:34

Un paio di sere fa mi sono rivisto (per la terza volta se non erro) "King of New York" e...che film ragazzi!

Sull'interpretazione di Cristopher Walken non posso fare a meno di quotare il boss:

Walken e Keitel immensi, comunque, maschere ideali del cinema perverso di Ferrara


Aggiungendo che l'immedesimazione con Frank White fa si che il tragico finale mi lasci sempre con l'amaro in bocca...

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#18 Guest_vegeta_*

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Inviato 25 novembre 2006 - 20:35

Un paio di sere fa mi sono rivisto (per la terza volta se non erro) "King of New York" e...che film ragazzi!


ora mi prenderò delle bestemmie, ma l'ho trovato un film buono, ma di certo non tra i migliori di Ferrara.
  • 0

#19 Veteran of Disorder

    Baron Samedi

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Inviato 25 novembre 2006 - 20:37

Echissenefrega...uah uah...(scusami, non ho resistito  ;D)
  • 0

#20 Guest_vegeta_*

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Inviato 29 novembre 2006 - 23:51

ho recuperato poco fa "Occhi Di Serpente". Mi è piaciuto, è un film che offre se non altro molti temi su cui discutere, e l'ho preferito nettamente a "King Of New York".

vi riporto un mio breve commento

Il cinema e la vita, indissolubilmente legati. Il regista in crisi Harvey Keitel, la divetta senza talento Madonna, e l'attore strafatto James Russo sono le ambigue figure al centro di questo ambizioso film di Ferrara, giudicato incompiuto dai più.
E' invece un bell'esempio di riflessione sul cinema come vita, sul processo creativo, sull'autodistruzione.
Imperfetto, questo si, ma non narcisistico e sempre vitale: sospeso tra interviste, riprese in digitale, frammenti del film nel film...richiede attenzione e potrebbe risultare indigesto. Ma affascina, senza dubbio.
Ferrara, come il suo alter ego Keitel, cava il sangue dal suo cast.

  • 0

#21 corey

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Inviato 30 novembre 2006 - 10:16

Altro thread fondamentale, complimenti.
Non è ancora stato menzionato il suo film più personale, teorico e "stratificato": BLACKOUT. Un film che supera le interdizioni di Bazin consegnandole al video, scaraventandola rappresentazione nell'abisso della perdita. Sottovalutatissimo.
  • 0
i periti hanno dimostrato che non vi è alcuna certezza.

#22 Veteran of Disorder

    Baron Samedi

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Inviato 30 novembre 2006 - 10:23

Eh, io non l'ho visto....ma mi sa sia il caso di farlo!
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#23 corey

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Inviato 30 novembre 2006 - 10:38

Mi sa di sì, eh eh! Di nuovo complimenti per aver inaugurato la discussione su Abel.
Blackout non è un film che va visto, soprattutto va rivisto. Se poi, come me, non disdegni le letture cervellotiche (ma in questo caso trovo sia la pellicola stessa a istigarle), il film agita splendidamente questioni batailliane. Ne parla piuttosto approfonditamente Silvio Danese nella sua monografia.

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#24 corey

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Inviato 30 novembre 2006 - 11:25

Ah, dimenticavo: è paradossale che il suo film più religioso insieme a MARY (che però è una sorta di traballante inversione di marcia del suo cinema) Ferrara l'abbia girato senza St. John.
Il ruolo di consigliere spirituale in BLACKOUT è stato rivestito dal montaggio AVID. Immagini su immagini, a significare lo smarrimento di coscienza del protagonista e al tempo stesso il vertiginoso precipitare verso la perdita.
  • 0
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#25 Veteran of Disorder

    Baron Samedi

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Inviato 30 novembre 2006 - 20:25

Mi sa di sì, eh eh! Di nuovo complimenti per aver inaugurato la discussione su Abel.


Ti ringrazio, ma il merito va anche&soprattutto a chi l'ha animata...


Blackout non è un film che va visto, soprattutto va rivisto. Se poi, come me, non disdegni le letture cervellotiche (ma in questo caso trovo sia la pellicola stessa a istigarle), il film agita splendidamente questioni batailliane. Ne parla piuttosto approfonditamente Silvio Danese nella sua monografia.


Non le disdegno affatto, ti farò sapere...


Commenti invece su "X-mas"?Mi pare che nessuno l'abbia citato...
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#26 Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 30 novembre 2006 - 22:30

Un pò troppa retorica per i miei gusti e anche per ciò che rappresenta Ferrara...però la dissonanza tra il Natale del primo tempo e la malavita del secondo è ammirevole...ripeto: anche senza St. John Ferrara ha ancora molto da dire...io consiglio sicuramente anche questo...
  • 0

#27 corey

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Inviato 30 novembre 2006 - 22:50

X-mas non mi fa impazzire, devo dire. Un po' sottotono rispetto a Blackout e a New Rose Hotel. Personalmente ho trovato l'inversione tra prima e seconda parte un filo sensazionalistica. Ma Ken Kelsch gioca con le superfici e i riflessi in modo superbo e il finale è splendido. Comunque non imprescindibile.
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#28 Guest_vegeta_*

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Inviato 01 dicembre 2006 - 00:08

ho recuperato pure Mary

Abel Ferrara firma il suo film più religioso, e forse complesso.
Vuole parlarci di tante, troppe cose. Di fede e di vita, di cinema e violenza. Mai con tono banale, ma forse anche in modo un po' confusionario.
I personaggi del suo film, un giornalista televisivo (Whitaker) che tradisce la moglie (Heather Graham), un egocentrico regista (Modine) che ha diretto e interpretato un film su Gesù, e l'attrice che interpreta Maddalena (Binoche) e che sta attraversando una crisi mistica, sono coerentemente ambigui e contradditori, e decisamente umani.
Un film non perfetto, ma che riesce a dire qualcosa di non scontato sul tema della religione. E nei tempi di fasulli film scandalo come "La Passione Di Cristo" e "Il Codice Da Vinci" non è poco.

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#29 Veteran of Disorder

    Baron Samedi

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Inviato 04 dicembre 2006 - 09:06

ho recuperato pure Mary


Anch'io ("Blackout" on next!)

Sono sostanzialmente d'accordo con quanto postato da vegeta: film non perfetto anzi confusionario a tratti ma che proprio per tale caratteristica risulta molto umano...

Ottima la prestazione di Whitaker (una certezza) e a distanza di tempo mi ritrovo a quotare quanto scritto da un utente sul forum di SA riguardo 2 momenti del film che gli erano rimasti impressi, lo stesso vale per me:

una notte (morale??) ripresa divinamente con un Whiteaker che sembra sparire nel buio dei suoi pensieri, mentre viene scarrozzato per la città, ed un pianosequenza su corpo di donna che sembra veramente amoreggiare sfocandosi con la carne..



Sicuramente Ferrara ha, almeno qualcosa, ancora da dire.
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#30 Guest_vegeta_*

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Inviato 04 dicembre 2006 - 09:12


ho recuperato pure Mary


Anch'io ("Blackout" on next!)


piacere che tu sia del mio parere...io a giorni recupererò "Il Nostro Natale" ;)
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#31 Veteran of Disorder

    Baron Samedi

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Inviato 04 dicembre 2006 - 09:18

Ah bene, poi fammi/facci sapere cosa ne pensi: io sono ancora indeciso se recuperarlo o meno.
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#32 corey

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Inviato 28 dicembre 2006 - 08:20

Non appena vedi  Blackout facci un fischio. Sono curioso di sapere che ne pensi. Anzi, mi piacerebbe conoscere anche l'opinione degli altri ferrariani - veri o sedicenti tali - in circolazione.
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i periti hanno dimostrato che non vi è alcuna certezza.

#33 Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 28 dicembre 2006 - 09:25

corey ti rispondo qua così facciamo partecipare anche altri se vogliono...

1) Cosa vedi di retorico in China Girl?

2) Ritengo che l'eccesso di retorica sia qualcosa di più di un "limite" in un film...soprattutto quando esso è frutto di qualche scelta sfuggita di mano all'autore..
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#34 corey

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Inviato 28 dicembre 2006 - 09:33

1) L'impostazione complessiva. E per questo intendo il trattamento della materia, dal punto di vista tematico e visivo (non sono tra quelli che considerano Bojan Bazelli un direttore della fotografia prodigioso). 

2) Trovo il termine "difetto" intriso di connotazioni extraestetiche. Se come concorrente lessicale "limite" non ti convince scegline un altro. Difetto è proprio grosssolano. In ogni modo Il nostro Natale non mi pare sfuggito di mano a Ferrara, eccessvamente programmatico forse, incontrollato non direi.
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#35 corey

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Inviato 28 dicembre 2006 - 09:40

Anzi preciso il punto 1, dal momento che siamo i soli a sapere da cosa nasce la tua domanda, ovvero dal fatto che a mio avviso Il nostro Natale è molto meno "retorico" (altro aggettivo che aborro) di China Girl, nel senso che la caratterizzazione dei personaggi, il modo di presentarli allo spettatore e il modo di imbastire la narrazione sono molto meno convenzionali in R-Xmas che in China Girl.
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#36 Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 19 novembre 2007 - 09:48

Tornando dalla visione di Meduse, ieri sera mi sono rivisto King of New York, che era una vita che non rivedevo...e concordo con quanto ha detto vegeta, nel senso che è uno dei meno buoni risultati scaturiti dalla collaborazione di Ferrara con St.John, a maggior ragione perchè noto i punti di debolezza proprio nella sceneggitura: didascalica fino all'eccesso, con un apologo morale fin troppo esibito...anzi, dall'altra parte la regia di Ferrara, spesso invece distratto e poco attento al rigore formale, mi è parsa molto professionale e di classe...inutile poi stare ancora ad elogiare l'immenso talento di Christopher Walken..
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#37 popten

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Inviato 19 novembre 2007 - 12:02

personaggione -lo dico anche per averlo visto suonare a napoli in un concerto rock blues dopo la proiezione di fratelli!-, di lui ho visto

il cattivo tenente, per me un film stupendo! e che grande Harvey Keitel!

the addiction, che mi incuriosì e a tratti mi prese anche molto, ma qualcosa non me lo fece amare in tutto.

Mary, non mi piacque particolarmente.

Fratelli, purtroppo non riuscii a vedere la prima parte ma come impressione generale pensai che era parecchio bello

king of new york che per me è un buon film ma lo regge un grandissimo c.walken
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#38 Lorenzovic

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Inviato 21 novembre 2007 - 11:31

Devo dire che Ferrara (il regista americano, non quello italiano, e nemmeno il giornalista di LA7...  :)) mi ha sempre affascinato ed in parte "disturbato" (in senso positivo, e penso a film come "Il cattivo tenente").
Però... a cosa attribuire una certa "sciattoneria", almeno nei primi film?
Per esempio l'altra sera mi è capitato casualmente di trovare (ormai verso la fine) su una televisione locale "L'angelo della vendetta"... devo dire che, non potendo giudicare il film nella sua interezza (non l'avevo e quindi non l'ho ancora mai visto per intero), alcuni particolari mi hanno comunque colpito... come l'ambientazione e la recitazione quasi da film italiano di "Serie C" degli anni '70...
Si era alla scena del party in maschera finale... il gruppo "dal vivo" suona una musica vagamente (e banalmente) free-jazz-rock, dove si sente chiaramente il tema esposto da un sax... ed invece il musicista che "mima" tale tema è un trombettista!
Ripeto: sciatteria voluta e "significante" (...la realtà è un incubo, i particolari non contano...), o semplice incompetenza, o film realizzato in fretta e furia?
A me sinceramente ha fatto un po' l'effetto "orologio del centurione"...
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#39 Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 21 novembre 2007 - 11:54

Ma proprio "L'angelo della vendetta" dovevi prendere ad esempio?

Rispondendo alla tua domanda, penso di sì, l'effetto b-movie, sia per i costi che per le scelte minimali di messa in scena, è assolutamente voluto...in fretta e furia non direi proprio, è uno dei film più intellettuali e profondi di Ferrara, c'è in nuce tutta la sua tormentata futura riflessione sull'uomo e le sue dipendenze, sull'uomo e la fede, sull'uomo ed il suo relazionarsi con il prossimo...

Lo voglio rivedere perchè potrei arrivare a considerarlo un capolavoro..
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#40 Flight

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Inviato 21 novembre 2007 - 19:01

Però... a cosa attribuire una certa "sciattoneria", almeno nei primi film?
(...) il gruppo "dal vivo" suona una musica vagamente (e banalmente) free-jazz-rock, dove si sente chiaramente il tema esposto da un sax... ed invece il musicista che "mima" tale tema è un trombettista!


colpevolmente, non l'avevo notato, comunque Joe Delia è un amico di Ferrara e ne cura la colonna sonora da quei tempi; personalmente quel tema lo adoro da pazzi, se è banale allora vale un pò per tutti i temi danzerecci..
comunque si potrebbe aprire un tema sugli esordi di serie B-Z da parte di registi di culto/primo piano.

Ora, premesso che io reputo ancora Ms 45 tra i migliori film di Ferrara ad oggi, ciò che si può definire sciatteria, o rozzezza, per altri è efficace escamotage attrattivo: tu parli di un serial killer senza la forma di Kubrick: presenti il marcio com'è, ed il risultato è anche più efficace.

Pertanto, in risposta a Jules, per me l'effetto è palesemente involontario. Il regista cresceva mentre filmava e si vede, dalla stessa pellicola alle seguenti.

Anyway, Ferrara è in buona compagnia. Coppola esordì (o quasi..) con Dementia 13 ma anche a James Cameron (Piranha 2), Peter Jackson col cultissimo Bad Taste, film, si ricorderà, non raffinati.
Ma la palma spetta ad Oliver Stone, qualcuno ricorderà il suo "La Mano" (1981, con Caine!) cult trash "sciatto" come pochi.



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fabio

#41 Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 21 novembre 2007 - 19:10

Secondo me invece i registi che citi hanno avuto un approccio alla rozzezza dei loro esordi molto diverso fra loro...e a differenza dell'esordio coppoliano o quello, ancor più folgorante di Peter Jackson, continuo a non vedere questo effetto-lassismo nel film di Ferrara..
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#42 corey

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Inviato 05 marzo 2008 - 09:17

The Blackout (1997), con Matthew Modine, Béatrice Dalle, Dennis Hopper, Claudia Schiffer

Immagine inserita

Matty, divo strafatto del cinema hollywoodiano, torna a Miami dopo un periodo passato sul set. Qui incontra Annie, sua compagna, alla quale chiede di sposarlo. Lei non solo si rifiuta, ma, dopo avergli rivelato/ricordato che l’ha costretta ad abortire, lo pianta. Per lui inizia una discesa nel vortice della droga e dell’alcool che lo conduce all’incoscienza. 18 mesi dopo: Matty è a New York e vive con Susan. Si è disintossicato e la serenità sembra finalmente riconquistata, ma un terribile incubo ossessiona la sua mente. Deve tornare a Miami e rivedere Annie per capire che cosa lo tormenta.


Dopo The Funeral (1996), The Blackout: film nerissimo, abissale, ancora più stringente di The Addiction (1995), ancora più sbilanciato di Snake Eyes (1993). Scritto insieme allo psichiatra Christ Zois e all’amante Marla Hanson, Blackout muove da un’idea cinefila (l’Hitchcock di Vertigo come scintilla iniziale) per deragliare immediatamente in diario intimo, in spudorata trascrizione autobiografica (il film mette in scena, stando alle dichiarazioni di Matthew Modine, la rottura tra Abel e Marla), complicata da una riflessione sui limiti della rappresentazione tanto incerta e velleitaria quanto affascinante.

Immagine inserita

Acclamatissima star hollywoodiana, Matty (Modine) sacrifica tutto all’apparenza, facendo della sua vita un gigantesco schermo su cui proiettare desideri senza responsabilità o profondità: si sballa di brutto, tradisce ripetutamente la compagna e la costringe ad abortire, dimenticandosene subito dopo. Desiderio senza memoria, semplice grammatica libidinale, Matty non regge l’abbandono di Annie (una Béatrice Dalle prorompente e provocante più che mai), per lui il dolore della perdita è letteralmente insopportabile, disperazione da soffocare con alcool e droga fino allo scivolamento nell’incoscienza, cortocircuito allucinatorio in cui il desiderio si installa in permanenza nella realtà.

Immagine inserita

In questo naufragio tossico è spalleggiato da Mickey (Dennis Hopper), proprietario di un locale notturno e sedicente videoartista alle prese con il rifacimento hard di una pellicola del 1955: Nanà di Christian-Jacque, già morboso adattamento del romanzo di Zola. Il mefistofelico Mickey fomenta il cupio dissolvi di Matty, sprofondandolo in un baratro di perdizione narcotica che culmina in un “atto puro” e indicibile, irrappresentabile. Cancellazione. Neve televisiva. Pixel. Poi il tentativo di tornare indietro, di riavvolgere il nastro, doloroso, lancinante rewind. La vita ripulita con Susan (Claudia Schiffer, l’immagine raccapricciante della normalità) a New York non serve a niente, a nulla valgono le sedute di psicoterapia, la sola soluzione è tornare a Miami, guardare in faccia la verità. Un video. Di nuovo il monitor, di nuovo pixel, ma stavolta non disgregati e formicolanti, stavolta compatti e devastanti: implacabili.

Immagine inserita

Video della crudeltà (Artaud: “La crudeltà è prima di tutto lucida, è una sorta di rigido controllo, di sottomissione alla necessità”). Di fronte alla purezza del proprio atto Matty crolla, schianta, frana, sperimentando quel “cieco precipitare verso la perdita, che è il momento decisivo della religiosità” (Georges Bataille). Lo attende l’immensa oscurità del mare: inchiostro, petrolio, fluido atrabiliare in cui immergersi e svanire, ritrovando nella dissoluzione annegante l’unità originale. "E il naufragar m’è dolce".

Immagine inserita

N.B. Blackout può contare sulla strepitosa fotografia, scissa tra squilli di luce al calor bianco e vertiginosi tuffi nella pece, di Ken Kelsch, sulle musiche “cool” (virgolette di disprezzo per il termine) di Joe Delia e Schoolly D sporcate dallo stesso Abel e su un pezzo “electric and loud” (qui le virgolette sono di disprezzo per la band) degli U2 (Miami). Inoltre per la prima volta, grazie al sistema AVID, Ferrara può controllare direttamente il montaggio e la stratificazione delle immagini (Blackout è un film fortemente incardinato sulle sovrimpressioni e sulle dissolvenze incrociate). Ah dimenticavo, c’è anche il superamento delle interdizioni formulate da Bazin in "Morte ogni pomeriggio", quelle che sanciscono il divieto di riprodurre l’amore e la morte. Indovinate un po’ quale medium è incaricato di violarle? Un film non sottostimato: affondato.

Voto: 10

Tratto da www.spietati.it (spazio film in tv)
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i periti hanno dimostrato che non vi è alcuna certezza.

#43 Ukrainian Roulette

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Inviato 05 marzo 2008 - 12:41

Un film non sottostimato: affondato.


Direi ignorato...

Grazie a corey per aver riesumato il topic su Ferrara,tra i primi registi,assieme a Lars Von Trier,ai quali iniziai a manifestare desiderio autentico di seguire ogni nuova opera ci venisse proposta e per aver così ben illustrato questo The Blackout.
Film che quando ebbi la fortuna di vedere al cinema (con 4 persone in sala) mi lasciò come primo impulso quello di rivederlo prima possibile.
Da questa pellicola ho tratto un grande insegnamento.Ho imparato a valutare le persone insoddisfatte.Non me ne vergogno e accetto che un film possa essere insegnamento positivo raccontando solo il negativo.
La curva psichica di Matty è simile a molte altre raccontate nei libri o al cinema.Ma questa è particolarmente caratterizzata e motivata dall'individuo debole e fondamentalmente insicuro che deve sobbarcare nella sua mente tutto il peso della popolarità e della ricchezza.
La paura di perdere tutto e la frustrazione di non sapere gestire quello che possiede è l'elemento scatenante del black out mentale che inconsciamente lo porta a chiedere soccorso a chi sa essere molto più forte di lui.Con la dignità di chi solo da drogato accetta di rimanere in vita.

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“[…] vedo la vicina morte di ventimila uomini, che per un non nulla, per una varia fama s’avviano al sepolcro come ad un letto: vanno a combattere per ragioni ignote ai più, per una terra non pure vasta abbastanza per ricettare quelli che morranno in tale tenzone”.

 


#44 corey

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Inviato 05 marzo 2008 - 12:55

(...) accetto che un film possa essere insegnamento positivo raccontando solo il negativo.


Russian, grazie a te per le bellissime considerazioni, tra le quali quella summenzionata andrebbe incisa a lettere di fuoco all'entrata di ogni sala cinematografica. Dumontianamente suonerebbe più o meno così: la rappresentazione del male non è il male della rappresentazione (vedi Flandres).
Grazie ancora.
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#45 Ukrainian Roulette

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Inviato 05 marzo 2008 - 14:35

Dimenticavo nella fretta una segnalazione per chi ha delle perplessità circa "Mary"
Consiglio la lettura del libro "Il Vangelo di Maria Maddalena",di Kathleen McGowan.
Libro sconvolgente,non tanto per la narrazione quanto per le dichiarazioni dell'autrice,leggibili per chi arriva fino alla postfazione.
Sicura chiave per meglio interpretare il film di Ferrara e per capire in quale terreno si muova.Ancor meglio per capire su quali basi possa poggiare la religiosità di Abel,che in tante discussioni viene messa in primo piano.


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“[…] vedo la vicina morte di ventimila uomini, che per un non nulla, per una varia fama s’avviano al sepolcro come ad un letto: vanno a combattere per ragioni ignote ai più, per una terra non pure vasta abbastanza per ricettare quelli che morranno in tale tenzone”.

 


#46 corey

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Inviato 05 marzo 2008 - 19:56

Dimenticavo nella fretta una segnalazione per chi ha delle perplessità circa "Mary"
Consiglio la lettura del libro "Il Vangelo di Maria Maddalena",di Kathleen McGowan.
Libro sconvolgente,non tanto per la narrazione quanto per le dichiarazioni dell'autrice,leggibili per chi arriva fino alla postfazione.
Sicura chiave per meglio interpretare il film di Ferrara e per capire in quale terreno si muova.Ancor meglio per capire su quali basi possa poggiare la religiosità di Abel,che in tante discussioni viene messa in primo piano.


Mary - film che a mio avviso rilegge, rovesciandolo di segno, più o meno tutto il cinema ferrariano - tra l'altro "fa chiasmo" proprio con Blackout. Non trovi?
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#47 Jules

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Inviato 19 giugno 2008 - 15:35

Attenzione! Qualcuno fermi Abel Ferrara dal disastro! Un altro paio di film come "Go go tales" e la fine definitiva sarà inevitabile! Incredibile pensare che il regista di "The Addiction", "Fratelli" e "Il nostro Natale" si sia ridotto a certe marchette di infima lega.
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#48 vegeta851

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Inviato 23 giugno 2008 - 13:55

"Go Go Tales" lo vedrò in settimana, nonostante ne abbia letto ovunque malissimo.

Intristisce però che l'unica maniera per cui un film d'autore riesca a far parlare di sè siano tette e culi. Vi basterà aprire l'home page di qualsiasi quotidiano italiano per leggere titoli come "Asia Argento si bacia con un rotweiler", "Stefania Rocca si spoglia per Abel" ecc ecc

:-[
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#49 corey

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Inviato 24 giugno 2008 - 08:57

e se go go tales fosse un film debordiano?  ???
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#50 vegeta851

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Inviato 26 giugno 2008 - 23:28

Qualcuno fermi Abel Ferrara dal disastro!


marchetta è un eufemismo dai. "Go Go Tales" è una gran merda e basta. Un po' di culi, un po' di tette, la lingua in bocca al rotweiler, un cast di comprimari che farebbe venire gli incubi a Freddy Krueger (c'è addirittura Romina Power), una sceneggiatura che sta scritta su un fazzoletto (anzi sulla carta igienica)...e qualcuno ha parlato di film d'autore?

"Fratelli" e "Il Cattivo Tenente" sono proprio di un altro regista eh
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