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Spaghetti Western. Non Di Solo Leone Si Può Campar.


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156 replies to this topic

#1 bluetrain

bluetrain

    Fourth rule is: eat kosher salamis

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Inviato 01 aprile 2012 - 17:53

*
POPOLARE

Come annunciato altrove, ecco il famigerato topic sul western all'italiana, noto ai più come "spaghetti", termine affibbiato con connotazione inizialmente negativa, quasi canzonatoria, dalla critica a stelle e strisce e che poi ha assunto nel tempo una caratura di tutt'altra grana.
Per molto tempo, devo ammettere di essere stato vittima del pregiudizio dominante, secondo il quale il western italico degno di nota si esaurirebbe grosso modo con i 5 film di Leone, per cui visti e amati quelli, la storia può anche finire lì.
E invece. Nulla di più sbagliato: in mezzo alla sterminata produzione - che, senz'altro, ha dato i natali a molte pellicole trascurabili, talora orrende - si celano grandi e a volte grandissimi film, girati da signori registi, che possono tranquillamente essere considerati tali non solo dagli appassionati del genere.
Premesso sin d'ora il dovuto timore reverenziale nei confronti del Maestro Tom (competere con i contenuti del suo blog sul western sarebbe sintomo di follia incontrollata), e specificato che la lista di film a seguire non ha valenza organica né, tanto meno, pretese di completezza, vado ad elencare un po' di titoli, alcuni dei quali chiosati da qualche mio scarabocchio, già esternato su altri lidi, nella speranza di innescare una discussione che possa essere costruttiva ed utile all'approfondimento dell'argomento.


1965
Una pistola per Ringo (Duccio Tessari, 1965)

Immagine inserita

Il plot è ripreso da un vecchio poliziesco con Bogart, che adattato all'ambientazione western funziona benone.
Unica pecca, abituato come sono al marciume tipico dei western maccheronici e/o crepuscolari, sono le scenografie (eccessivamente posticce) e i costumi (lindi ed indossati da attori troppo "puliti"), che sanno un po' di carnevale di borgata. Se poi ci si aggiunge la "faccia d'angelo" di Giuliano Gemma (qua accreditato come Montgomery Wood), che risulterebbe acqua e sapone anche se abbondantemente cosparsa di sterco, il gioco (non) è fatto.
Va beh, tanto dopo un quarto d'ora di visione ci si fa l'occhio.

Il ritorno di Ringo (Duccio Tessari, 1965)


1966
Django (Sergio Corbucci, 1966)

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Che dire: un fumettone eccezionale, certamente tra gli spaghetti western migliori e più originali, con tutto quel fango, quella sporcizia, quelle ambientazioni al limite del gotico, e l'idea geniale del pistolero solitario che, anziché viaggiare a cavallo come i suoi colleghi, se ne va a zonzo a piedi, trascinandosi con indolenza una bara (con sorpresa).
Per l'epoca, ultra-violento (il picco, nella scena dell'orecchio, al limite dello splatter).
Noto, leggendo i pareri sul film in giro per la rete, che la meretricia zuffa fangosa è rimasta impressa a fuoco nelle menti un po’ di tutti.

La resa dei conti (Sergio Sollima, 1966)

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Solidissimo spaghetti western di Sergio Sollima, con due grandi protagonisti: Lee Van Cleef (che a detta dello stesso regista, non aveva bisogno di recitare: bastava metterlo davanti all’obiettivo, et voila, les jeux sont fait. Certo, non si poteva fargli fare l’Amleto, ma per il western era perfetto, fenomenale) e Tomas Milian, reinventato per l’occasione nel suo ruolo naturale di latino americano (molti non lo sanno, ma è cubano).
Il paradosso del film è che, nonostante sia stato letto ed etichettato dai più come eminentemente “politico” (come un po' tutti i c.d. "tortilla western"), Sollima abbia in realtà operato un cospicuo lavoro di decontaminazione politica rispetto al soggetto originale, che disegnava il personaggio del fuggiasco messicano come un uomo di mezza età, più maturo e rivoluzionario convinto (si era pensato inizialmente a Gian Maria Volontè per il ruolo).
Proprio l’introduzione del Cuchillo, che alla fine, per quanto possa essere visto come un personaggio positivo, non è certo un eroe o un maître à penser, ma un semplice “rubagalline”, giovane, un po’ truffaldino ed infedele del sottoproletariato messicano (che manco sa usare la pistola: quasi una bestemmia in ambito western), aveva la funzione di mitigare l’attenzione del pubblico verso gli elementi più dichiaratamente ideologici della sceneggiatura, atteso che a detta dello stesso Sollima i film smaccatamente politici perdono di efficacia, politica innanzitutto.
Da evidenziare poi una serie di gustosissime peculiarità del film, a partire dal fatto che il Cuchillo, che non sa usare la pistola, se la cava sempre unicamente con il coltello (cuchillo in spagnolo, per l’appunto), al punto che il duello finale sarà un apparentemente impari pistola contro lama, assolutamente inedito e fuori dagli schemi. Poi, il personaggio del Barone Von Schulenberg, nato dal cinefilo gusto per la citazione di Sollima (è esplicito il riferimento e l’omaggio ad Eric Von Stroheim), ma anche la colonna sonora, eccezionale, di Morricone, che nel duello finale mescola senza pudore e con incredibile efficacia Beethoven con gli spaghetti western.
Insomma, un gran bel film.

Quién sabe? (Damiano Damiani, 1966)
Tempo di massacro (Lucio Fulci, 1966)
Navajo Joe (Sergio Corbucci, 1966)
Yankee (Tinto Brass, 1966)


1967
Se sei vivo spara (Giulio Questi, 1967)

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Western assolutamente atipico e sui generis, molto violento (Giulio Questi dice di aver attinto per la rappresentazione delle scene più cruente ai suoi ricordi di partigiano durante la seconda guerra mondiale), che ammicca in più di un’occasione al genere horror, se non nella sostanza, certamente nella forma e nello stile.
Ma non solo: essendo il nostro uno dei registi più originali ed innovativi del periodo, convinto sostenitore del cinema come manifestazione della pop art, vari elementi del film possono essere letti in questa chiave. A partire dalla citata commistione di generi normalmente distanti da loro o dalla presenza di elementi bislacchi - come ad esempio il gruppo di cowboy omosessuali o le pallottole fatte d’oro - all’utilizzo molto peculiare del montaggio, del fuori fuoco e della fotografia, a tratti luminosissima, al limite della sovraesposizione, in piena dicotomia con il buio morale della maggior parte dei personaggi.
Epocale la scena iniziale, quando la mano di Tomas Milian, ferito ma ancora vivo, spunta a mo’ di zombie dalla buca che lui stesso si era scavato sotto minaccia (Kill Bill Vol. 2?), così come la colata aurea sul finale…!

Faccia a faccia (Sergio Sollima 1967)
I giorni dell'ira (Tonino Valerii, 1967)
10.000 dollari per un massacro (Romolo Guerrieri, 1967)
Da uomo a uomo (Giulio Petroni, 1967)
El desperado (Franco Rossetti, 1967)


1968
Corri uomo corri (Sergio Sollima, 1968)

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L'episodio più debole della trilogia western di Sollima. Anche perché reggere il confronto con due filmoni come "Faccia a faccia" e "La resa dei conti" non è certo affare di poco conto.
Il film - che è tutt'altro che brutto, ed è magistralmente diretto dal bravissimo "terzo Sergio" degli Spaghetti Western, sia chiaro - forse patisce un po' il non perfetto equilibrio tra le parti più scanzonate e quelle più cruente e drammatiche, che certo non mancano.

Il mercenario (Sergio Corbucci, 1968)
Ognuno per sé (Giorgio Capitani, 1968)
...e per tetto un cielo di stelle (Giulio Petroni, 1968)
I Quattro dell'Ave Maria (Giuseppe Colizzi, 1968)
Se incontri Sartana prega per la tua morte (Gianfranco Parolini, 1968)
Tepepa (Giulio Petroni, 1968)


1969
La collina degli stivali (Giuseppe Colizzi, 1969)
Ehi amico... c'è Sabata, hai chiuso! (Gianfranco Parolini, 1969)
Cimitero senza croci (Robert Hossein, 1969)
La notte dei serpenti (Giulio Petroni, 1969)
Sono Sartana, il vostro becchino (Giuliano Carnimeo, 1969)
La taglia è tua... l'uomo l'ammazzo io (Edoardo Mulargia, 1969)


1970
Buon funerale, amigos!... paga Sartana (Giuliano Carnimeo, 1970)
E Dio disse a Caino (Antonio Margheriti, 1970)
Mátalo! (Cesare Canevari, 1970)
Vamos a matar, compañeros (Sergio Corbucci, 1970)


1971
Testa t'ammazzo, croce... sei morto! Mi chiamano Alleluja (Giuliano Carnimeo, 1971)

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Il titolo da solo vale il prezzo del biglietto. Fatta questa doverosa premessa, il film è un onesto spaghetti western, ben diretto, con una marcata componente comica, che affiora a tratti con alcune trovate davvero esilaranti (la macchina da cucire, l'operazione con il cavatappi, la presenza di un personaggio improbabile come il cosacco, et cetera).
Promosso con riserva.


1972
Il grande duello (Giancarlo Santi, 1972)

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Mezzo punto in più per il tema musicale ricorrente, composto da Bacalov, non a caso ripreso da quella vecchia volpe di Tarantino nel suo capolavoro citazionista Kill Bill.
Per il resto, il film mi pare davvero sottovalutato, essendo diretto con buonissima tecnica (che ha l'unico "difetto" di essere troppo leoniana, essendo stato Santi aiuto regista di Sergione in almeno un paio di film della trilogia del Dollaro), interpretato da ottimi attori (Lee Van Cleef su tutti, che sa fare solo un personaggio ma qua lo fa alla grande, e che dire dei fratelli Saxon? Fantastici) e corroborato da una solida sceneggiatura, che sembra rifarsi per certi aspetti più al genere poliziesco che non al western tout court.
L'unica stonatura, a mio avviso, è rappresentata da un paio di scene eccessivamente acrobatiche nei primi minuti del film, più consone a un Trinità che a un film come questo.

Il mio nome è Shangai Joe (Mario Caiano, 1972)
Una ragione per vivere e una per morire (Tonino Valerii, 1972)


1975
I Quattro dell'apocalisse (Lucio Fulci, 1975)


1976
Keoma (Enzo G. Castellari, 1976)

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Ultimo colpo di coda del genere. In un'epoca in cui il western all'italiana è ormai decotto, sul viale del tramonto e ostaggio della più becera e insulsa comicità da osteria, Castellari se ne esce con questo grande film, colmo di simbolismi, che, a onor del vero sembra rifarsi più al western crepuscolare americano per le ambientazioni e a Peckinpah per lo stile registico (uso del ralenty, montaggio frenetico, al limette del convulso), che non agli "spaghetti" d'antan.
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#2 Jules

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    Pietra MIliare

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Inviato 01 aprile 2012 - 18:10

Bellissimo thread. Ma "Quien Sabe?" da solo vale parecchi di quelli su cui ti sei soffermato. Personalmente, insieme a quelli di Leone, il mio western all'italiana preferito.

"Non comprare pane con este dinero, compañero...compra dinamite!!!!"
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#3 Dudley

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    mainstream Star

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Inviato 01 aprile 2012 - 18:45

Bellissimo thread. Ma "Quien Sabe?" da solo vale parecchi di quelli su cui ti sei soffermato.

Questione di punti di vista ... a me proprio "Quien sabe" non piace (fastidiosissimo Volonté perennemente sopra le righe), così come tutto il filone "tortilla western".

A parte i soliti classici (Leone, Sollima), tra i miei preferiti segnalo:
"10000 dollari per un massacro", di R. Guerrieri (mi-ti-co)
"Lo voglio morto", di P. Bianchini (grande Craig Hill, una delle facce più belle del genere)
"Bandidos", di M. Dallamano (uno dei più bei spaghetti di sempre)
"Un fiume di dollari", di C. Lizzani (con Henry Silva!)
"Il grande silenzio" di S. Corbucci (strepitoso, uno dei migliori di sempre)

Non male anche
"Una lunga fila di croci", di S. Garrone
"Quella sporca storia nel west" di E. Castellari

E poi .. cavoli, ce ne sono davvero tanti ... molti li ha già citati Bluetrain ... "Da uomo a uomo"; "Navajo Joe", "Anda muchacho, spara!" ... nei prossimi giorni faccio mente locale e magari aggiungo qualche titolo.
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#4 bluetrain

bluetrain

    Fourth rule is: eat kosher salamis

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Inviato 01 aprile 2012 - 18:51


"Il grande silenzio" di S. Corbucci (strepitoso, uno dei migliori di sempre)


Come ho potuto dimenticarlo! Me misero, me tapino...
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#5 Dylan

Dylan

    Ball don't lie

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Inviato 01 aprile 2012 - 21:36


1966
Django (Sergio Corbucci, 1966)

Lee Van Cleef
I Quattro dell'Ave Maria (Giuseppe Colizzi, 1968)



1972
Il grande duello (Giancarlo Santi, 1972)

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1975
I Quattro dell'apocalisse (Lucio Fulci, 1975)


1976
Keoma (Enzo G. Castellari, 1976)

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grande discussione questa!!

sono nomi e volti conosciuti grazie a papà, ancora adesso appena li passano in tv sono imperdibili, mi riportano all'infanzia/adolescenza e poi li ho riscoperti ed amati in età più matura

il trio volontè-van cleef- nero per mio padre è il top, guai a chi glieli tocca :D
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Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l’anima ho milionaria.

#6 Askaron

Askaron

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Inviato 01 aprile 2012 - 22:45

Suggerirei Preparati la bara!, con le fantastiche musiche di Reverberi (tra cui una che fu mixata anche di recente).
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#7 Roby Giubbottino

Roby Giubbottino

    burzumaniaco

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Inviato 01 aprile 2012 - 23:04

:°°°°°°°
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#8 simon

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Inviato 01 aprile 2012 - 23:32

YANKEE di Brass è un segno del destino: pellicola intabarrata tra il prima mimetico, godardiano, ovviamente più che rivoluzionario, e il dopo: astratto, oscenamente edulcorato, straviziato, afasico nella sua messa a fuoco il cinema. dieci.
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#9 Reynard

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Inviato 02 aprile 2012 - 09:23

YANKEE di Brass è un segno del destino: pellicola intabarrata tra il prima mimetico, godardiano, ovviamente più che rivoluzionario, e il dopo: astratto, oscenamente edulcorato, straviziato, afasico nella sua messa a fuoco il cinema. dieci.


Mi sono addormentato a vederlo. Quattro. E mezzo, dai.
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La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#10 piersa

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Inviato 02 aprile 2012 - 11:08

Quin sabe fastidiosissimo. Mi ricorda quelli che vanno in russia e dicono "compagnoski, un bicchieroski di vodka,", fastidio, fastidio.
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#11 Dudley

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Inviato 02 aprile 2012 - 15:54

Un film che mi attira, ma che non sono ancora riuscito a vedere, é "Per il gusto di uccidere" di Tonino Valerii (1966): qualcuno lo conosce ed ha voglia di parlarne?
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#12 Selfon

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Inviato 02 aprile 2012 - 16:11

Io purtroppo devo dire che tutte le volte che ho provato a guardare uno spaghetti western non di leone rimanevo profondamente deluso, non che erano brutti, ma qualitativamente la differenza con leone era tanta (viceversa spesso nello stile registico erano fin troppo simili tanto che mi sembravano i cloni brutti), e non riuscevo a godermeli al 100% per questo, insomma l'impressione che ho sempre avuto è che semplicemente mi piace Leone, non lo spaghetti western, alcuni dei titoli qui elencati mi mancano, proverò, magari cambio idea.
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#13 Roby Giubbottino

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Inviato 02 aprile 2012 - 16:13

Io purtroppo devo dire che tutte le volte che ho provato a guardare uno spaghetti western non di leone rimanevo profondamente deluso, non che erano brutti, ma la differenza con leone era tanta, e non riuscevo a godermeli al 100% per questo, insomma l'impressione che ho sempre avuto è che semplicemente mi piace Leone, non lo spaghetti western, alcuni dei titoli qui elencati mi mancano, proverò, magari cambio idea.


ma Leone che spaghetti western fa dai?
e certo che sono diversi da altri citati qua

che poi per me solo il primo della trilogia ha quella crudezza giusta
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#14 Selfon

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Inviato 02 aprile 2012 - 16:28

Io purtroppo devo dire che tutte le volte che ho provato a guardare uno spaghetti western non di leone rimanevo profondamente deluso, non che erano brutti, ma la differenza con leone era tanta, e non riuscevo a godermeli al 100% per questo, insomma l'impressione che ho sempre avuto è che semplicemente mi piace Leone, non lo spaghetti western, alcuni dei titoli qui elencati mi mancano, proverò, magari cambio idea.


ma Leone che spaghetti western fa dai?
e certo che sono diversi da altri citati qua

che poi per me solo il primo della trilogia ha quella crudezza giusta

Beh ti ho detto forse alla fine semplicemente non mi piacciono gli spaghetti, cioè comunque non mi sono mai divertito come con uno di leone, è come quando dicono " dopo questo tutti gli altri ti sembreranno sempre una chifezza in confronto" riferendosi a qualcosa che ha stabilito standard molto superiori rispetto alla media, e insomma a me questo è successo.

Poi molti mi mancano come ho detto, per il momento Il grande silenzio sembra promettere bene, speriamo.
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#15 Roby Giubbottino

Roby Giubbottino

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Inviato 02 aprile 2012 - 16:46

non sono standard superiori o inferiori ma proprio diversi

ma poi io parlerei solo del primo della trilogia di Leone per fare un paragone con questi
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#16 piersa

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Inviato 02 aprile 2012 - 17:34

gli spaghetti sono scaduti col tempo: barocchismo, gigionismo, tendenza-porno cioé voler costruire ogni strada possibile per un qualche eccidio di massa; me ne ricordo uno (sottogenere: peones vs yankee) in cui il comandante si faceva la barba con un specchietto che usava per radersi e mirare a un gruppo di peoni in piedi dietro di lui, pessimo.
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#17 bluetrain

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Inviato 02 aprile 2012 - 18:10

gli spaghetti sono scaduti col tempo: barocchismo, gigionismo, tendenza-porno cioé voler costruire ogni strada possibile per un qualche eccidio di massa; me ne ricordo uno (sottogenere: peones vs yankee) in cui il comandante si faceva la barba con un specchietto che usava per radersi e mirare a un gruppo di peoni in piedi dietro di lui, pessimo.


Però caro mio fai un po' di confusione... quello di cui parli tu è "Una pistola per Ringo", ed è stato uno dei primi western italiani! E comunque quella era una trovata geniale, altroché. :cool:
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#18 Tom

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Inviato 02 aprile 2012 - 18:19


Un film che mi attira, ma che non sono ancora riuscito a vedere, é "Per il gusto di uccidere" di Tonino Valerii (1966): qualcuno lo conosce ed ha voglia di parlarne?

E' un piccolo capolavoro, non c'entra niente con gli altri western di Valerii, sembra più uno spaghetti in stile Don Siegel.
Il protagonista interpretato da Craig Hill (splendida faccia che poi purtroppo verrà mal utilizzata) è uno dei personaggi più amorali e senza umanità del genere. Mitico.

Cavatevi gli occhi con il trailer...



gli spaghetti sono scaduti col tempo: barocchismo, gigionismo, tendenza-porno cioé voler costruire ogni strada possibile per un qualche eccidio di massa; me ne ricordo uno (sottogenere: peones vs yankee) in cui il comandante si faceva la barba con un specchietto che usava per radersi e mirare a un gruppo di peoni in piedi dietro di lui, pessimo.

E' una scena de "Una pistola per Ringo" che è uno dei primi spaghetti western post-Leone. Un film allegramente mortifero (poi uccide anche la moglie del morto per "non dividere la coppia felice" asd.gif ), ma non così truce. Poi certo, per apprezzare il western all'italiana bisogna apprezzare il fatto che la grande protagonista del genere è la signora Morte, in tutte le sue più fantasiose e sadiche incarnazioni.
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#19 Roby Giubbottino

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Inviato 02 aprile 2012 - 18:34

gli spaghetti sono scaduti col tempo: barocchismo, gigionismo, tendenza-porno cioé voler costruire ogni strada possibile per un qualche eccidio di massa; me ne ricordo uno (sottogenere: peones vs yankee) in cui il comandante si faceva la barba con un specchietto che usava per radersi e mirare a un gruppo di peoni in piedi dietro di lui, pessimo.



sì ma se non c'è un po' di trash/violenza per me non è vero spaghetti, una produzione come il buono, il br. e il catt, dove cazzo va?
sartana tutta la vita, e anche il finto sartana, come cavolo si chiamava?

poi se si parla d'altro ok
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#20 bluetrain

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Inviato 02 aprile 2012 - 19:10


gli spaghetti sono scaduti col tempo: barocchismo, gigionismo, tendenza-porno cioé voler costruire ogni strada possibile per un qualche eccidio di massa; me ne ricordo uno (sottogenere: peones vs yankee) in cui il comandante si faceva la barba con un specchietto che usava per radersi e mirare a un gruppo di peoni in piedi dietro di lui, pessimo.



sartana tutta la vita, e anche il finto sartana, come cavolo si chiamava?


Sabata? Alleluia?
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