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Battles - Gloss Drop [Warp]


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68 replies to this topic

#1 Shinecd80

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Inviato 10 aprile 2011 - 12:05

Immagine inserita

Sarebbe fin troppo facile dire che questo nuovo album dei Battles è una delusione perchè manca Tyondai Braxton, ma in parte è così.
Il fatto è che la voce di TB veniva usata come uno strumento e in questo disco se ne sente la mancanza.
Non è dato sapere (al momento) se gli altri componenti del gruppo hanno lavorato a questo disco da soli o se questo è il materiale sul quale avrebbe dovuto cantare TB, ho come l'impressone però che abbiano iniziato a fare qualcosa con lui per poi rifare tutto una volta che TB se ne è andato.
Con TB l'album sarebbe stato molto più simile al precedente di quanto non lo è questo, che mi sembra complessivamente abbastanza inconcludente anche se si sente sempre che sono musicisti di un certo livello.
Manca il direttore d'orchestra però (TB) e non è cosa da poco, in questo disco si stenta a capire la direzione in cui vogliono (o vorrebbero) andare a finire i brani....è un album inconcludente, e mi dispiace perchè avevo aspettative enormi ma è chiaro che a quanto pare TB era molto piu importante di quanto si potesse pensare.

VOTO:5
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#2 V I K K ©

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Inviato 10 aprile 2011 - 14:38

devo ascoltarlo, ma Mirrored è piuttosto differente dai primi due EP interamente strumentali

EDIT: per quanto ho sentito fino ad ora ci sento molto 'sabor do Brasil' nelle ritmiche
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#3 Norman Bombardini

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Inviato 11 aprile 2011 - 08:28

che schifo di disco!  ???
manca la parte vocale ma quello che manca ancora di più è la creatività e la fantasia che portava in dote Braxton, considerato anche che il suo album solista a me è piaciuto parecchio ed è pieno di belle idee.

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#4 wago

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Inviato 11 aprile 2011 - 08:32

che schifo di disco!  ???
manca la parte vocale ma quello che manca ancora di più è la creatività e la fantasia che portava in dote Braxton, considerato anche che il suo album solista a me è piaciuto parecchio ed è pieno di belle idee.


Sono contento che l'impressione di pochezza non sia solo mia; anche se in tutta onestà io speravo proprio che l'abbandono di Braxton potesse essere il punto di svolta verso uno stile meno dispersivo e più lucido.
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#5 Shinecd80

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Inviato 11 aprile 2011 - 08:40

che schifo di disco!  ???
manca la parte vocale ma quello che manca ancora di più è la creatività e la fantasia che portava in dote Braxton, considerato anche che il suo album solista a me è piaciuto parecchio ed è pieno di belle idee.


braxton usava la voce come un vero e proprio strumento al quale il resto della band andava dietro,io almeno la vedo così.

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#6 slothrop

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Inviato 11 aprile 2011 - 08:56

braxton usava la voce come un vero e proprio strumento al quale il resto della band andava dietro,io almeno la vedo così.


Il disco nuovo non l'ho sentito, ma devo dire che, pur senza amare particolarmente il suo uso della voce e pur esposto a critiche di pacchianeria o quel che è (non tanto mie quanto spesso lette in giro), questa tua teoria mi sembra assai plausibile. Io non ho mai perso la testa per i Battles ma "Mirrored" mi è comunque sembrato migliore e più originale delle prime, insipidissime, prove.
Questo nuovo cercherò di sentirlo ma si fa sempre più strada il dubbio di avere sopravvalutato per anni Ian Williams, considerando che qui nei Battles forse era davvero Braxton l'elemento determinante, nei Don Caballero Williams è entrato in corsa e per quanto poi abbia spodestato Mike Banfield la band è sempre stata guidata da Damon Che Fitzgerald, e negli Storm&Stress (nettamente i miei preferiti del lotto) è forte il sospetto che Kevin Shea fosse il vero genio dietro all'operazione.
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#7 Shinecd80

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Inviato 11 aprile 2011 - 09:05


braxton usava la voce come un vero e proprio strumento al quale il resto della band andava dietro,io almeno la vedo così.


Il disco nuovo non l'ho sentito, ma devo dire che, pur senza amare particolarmente il suo uso della voce e pur esposto a critiche di pacchianeria o quel che è (non tanto mie quanto spesso lette in giro), questa tua teoria mi sembra assai plausibile. Io non ho mai perso la testa per i Battles ma "Mirrored" mi è comunque sembrato migliore e più originale delle prime, insipidissime, prove.
Questo nuovo cercherò di sentirlo ma si fa sempre più strada il dubbio di avere sopravvalutato per anni Ian Williams, considerando che qui nei Battles forse era davvero Braxton l'elemento determinante, nei Don Caballero Williams è entrato in corsa e per quanto poi abbia spodestato Mike Banfield la band è sempre stata guidata da Damon Che Fitzgerald, e negli Storm&Stress (nettamente i miei preferiti del lotto) è forte il sospetto che Kevin Shea fosse il vero genio dietro all'operazione.


Per quanto riguarda questo nuovo disco, purtroppo non si mette in mostra nessuno con anche solo qualche passaggio che ti faccia venir voglia di ritornare ad ascoltare un brano in particolare. Men che meno ian williams,ahimè.
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#8 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

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Inviato 11 aprile 2011 - 12:59

Delusione totale ahimè, eppure ero convinto che avrebbero continuato sulla buona strada iniziata, non so perchè.

La copertina del disco forse riesce ad essere ancora più brutta della musica.
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Statisticamente parlando, non lo so.


#9 slothrop

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Inviato 17 maggio 2011 - 11:31

L'ho sentito e per me è un 6 risicato. Mi piace il singolo Ice Cream ma il resto dell'album, per quanto si muova su quelle coordinate, non mi convince. Ho letto prima dell'ascolto un po' di interviste e recensioni e il succo è che con la perdita di Braxton i Battles si sarebbero concentrati più sulle canzoni e meno sulla "personalità", ovvero "lascio andare la canzone dove vuole andare lei e scelgo il cantante all'uopo", ovvero mi sposto più decisamente verso il pop e l'eclettismo.
Ora, dopo l'ascolto devo dire che è abbsastanza vero, ma secondo me la ciambella non è venuta col buco. "Ice Cream" è carina, mentre sul resto mi sembra che i Battles non rinuncino per davvero ad essere i Battles (ossia la band essenzialmente strumentale, dalla grande perizia tecnica "che si deve sentire" e abbastanza asettica con questi suoni puliti e gommosi) e quindi non lascino fino in fondo le canzoni libere di dispiegarsi (fanno lo stesso su Ice Cream, ma lì miracolosamente funziona). C'è da dire che probabilmente non sono poi grandi pezzi. La band è di quelle - piaccia o meno - che suonano con un imprinting strumentale molto riconoscibile, un'eredità che pesa parecchio e cui non si è saputo del tutto rinunciare, a danno della bellezza del disco.
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#10 wago

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Inviato 17 maggio 2011 - 11:52

Mah su questa storia dell'imprinting strumentale non condivido proprio.

Per me il limite dei Battles è, fin dalla loro svolta "pop", proprio la messa fra parentesi di quelli che erano gli aspetti interessanti del loro background matematico in funzione di una "linearità compositiva" che rimane comunque solo sulla carta.

Questo perché, essenzialmente, non basta semplificare i ritmi (perché questo è accaduto da "Mirrored in poi") ed aggiungere un po' di vocine e fuochi d'artificio per avere dei pezzi pop orecchiabili. Serve saper scrivere le canzoni, concetto del tutto esterno alla particolare declinazione del math da cui Williams viene (non a tutto il genere invero).

E a conti fatti i Battles le canzoni non le sanno scrivere. Le fanno andare "dove vanno loro", ovvero non sanno dare una direzione o un senso ai loro ghirigori. Che ormai sono talmente banalizzati sul piano strutturale che nemmeno l'intricatezza riesce più ad essere una raison d'etre.

Scelta stilistica? Può essere, ma i risultati sono francamente imbarazzanti.
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#11 Giubbo

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Inviato 17 maggio 2011 - 12:50

domanda a bruciapelo:

a me Mirrored è piaciuto molto, mentre non mai digerito i Don Caballero (nonostante i numerosi tentativi).

potrebbe piacermi questo loro nuovo disco?
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#12 wago

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Inviato 17 maggio 2011 - 12:58

E' sulla scia di Mirrored, ma meno brillante e meno a fuoco come brani.
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#13 slothrop

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Inviato 17 maggio 2011 - 13:22

Mah su questa storia dell'imprinting strumentale non condivido proprio.

Per me il limite dei Battles è, fin dalla loro svolta "pop", proprio la messa fra parentesi di quelli che erano gli aspetti interessanti del loro background matematico in funzione di una "linearità compositiva" che rimane comunque solo sulla carta.

Questo perché, essenzialmente, non basta semplificare i ritmi (perché questo è accaduto da "Mirrored in poi") ed aggiungere un po' di vocine e fuochi d'artificio per avere dei pezzi pop orecchiabili. Serve saper scrivere le canzoni, concetto del tutto esterno alla particolare declinazione del math da cui Williams viene (non a tutto il genere invero).

E a conti fatti i Battles le canzoni non le sanno scrivere. Le fanno andare "dove vanno loro", ovvero non sanno dare una direzione o un senso ai loro ghirigori. Che ormai sono talmente banalizzati sul piano strutturale che nemmeno l'intricatezza riesce più ad essere una raison d'etre.

Scelta stilistica? Può essere, ma i risultati sono francamente imbarazzanti.


Boh, mi pare che diciamo la stessa cosa wago, cos'è precisamente quello che non ti convince di ciò che scrivo?

PS: se ho tempo e voglia più tardi tiro fuori due esempi di dischi esoterici contemporanei che hanno qualche elemento "prog" (NB le virgolette) e che però a me piacciono molto
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#14 wago

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Inviato 17 maggio 2011 - 13:49

Mi pare che abbiamo opinioni opposte sulla "densità di tecnica" che si percepisce nei loro pezzi. Per me è, in qualche modo, "troppo poca" (per timore che i pezzi ne risultino appesantiti l'hanno segata troppo); per te invece mi pare di capire sia troppa e risulti una sorta di zavorra che impedisce ai pezzi di decollare.

Forse però ho capito male.

PS: se ho tempo e voglia più tardi tiro fuori due esempi di dischi esoterici contemporanei che hanno qualche elemento "prog" (NB le virgolette) e che però a me piacciono molto


Ottimo! :D
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#15 slothrop

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Inviato 17 maggio 2011 - 14:09

No, non hai capito male anche se poi arriviamo alle stesse conclusioni. Comunque non parlerei proprio di zavorra nel senso che il termine comunica una "pesantezza" che in fondo nei Battles non c'è. Diciamo che è semmai una zavorra puramente stilistica, mi pare che alla fine - che sia quella l'intenzione oppure no - tendano comunque a piegare verso una certa direzione ogni pezzo e alla fine il disco non funziona perchè non ha un vero baricentro stilistico (e su questo sei senz'altro d'accordo con me) ma non è nemmeno un disco pop, nel senso proprio di avere le caratteristiche vincenti dei dischi pop belli (su tutti il problema è la mancanza di canzoni).

Più tardi ti dico degli altri deu gruppi, ma l'etichetta prog, come pure math, gli sta stretta anche di più che ai Battles, c'è però una comunanza a livello di perizia tecnica, pulizia sonora e vocazione only-strumentale.
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#16 wago

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Inviato 17 maggio 2011 - 15:05

Si' alla fine penso che siamo d'accordo. Tu forse vedi meglio le potenzialità insite in un'ulteriore "semplificazione" del suono (ammesso e non concesso il miglioramento della scrittura), io invece tendo a pensare agli ipotetici vantaggi della reintroduzione di strutture più complesse.

Ma alla fine il bilancio del "non è né carne né pesce" resta il medesimo.
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#17 slothrop

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Inviato 17 maggio 2011 - 15:24

Allora, gli altri due dischi. Che però, a ben guardare, coi Battles c'entrano molto poco ma tieni conto che le caratteristiche comuni che indicavo

- perizia tecnica, pulizia sonora e vocazione only-strumentale -

per i miei ascolti sono piuttosto esotiche. Tra ieri sera e stamattina in auto mi sono riascoltato l'omonimo del 2008 degli Aburadako e l'album "Ravo" dei Rovo dell'anno scorso. Due dischi giapponesi recenti che hanno le caratteristiche di cui sopra (diciamo elementi di un math-rock molto calato nella modernità/attualità) ma non sono assolutamente pop e per me alla fine sono nettamente meglio dei Battles

- torno a ripetere, si tratta di roba molto diversa, ma sono io che non sono abituato a fare ascolti di gente che sa suonare così bene -

Allora, i Rovo sono strumentali al 100%, c'è dentro Seiichi Yamamoto, ex Boredoms, e loro fanno un rock strumentale kraut-reiterativo, tipo Steve Reich versione rock-fusion con brani molto lunghi, ben suonati e dall'andazzo decisamente orizzontale. La perizia tecnica e la pulizia son quelle dei Battles, il "taglio" è più mistico/circolare anzichè pop-intricato.

Gli Aburadako invece hanno il cantante, che ha pure una voce assurda e quindi è molto caratteristico, ma lascia alla band ampie parentesi solo strumentali. Questi qua come strumentisti sono dei mostri, in definitiva il suono è pulito ma davvero intricatissimo, tanto che potrebbero sembrare dei progsters con qualche velleità post-rock, solo che sono come completamente impazziti e alla fine fanno una musica che è sbilenca a livelli Beefheart/Sun City Girls per cui la perizia è assoluta e suoni sono puliti, ma l'indole è del tutto folle.



Tutto questo alla fine per dire che il mio problema coi Battles non è sicuramente che sono troppo tecnici o puliti.
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#18 Bara dei pupi

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Inviato 17 maggio 2011 - 15:39

li odio e vi odio sempre di più, non vedo l'ora del nuovo Supersilent per incazzarmi ulteriormente
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#19 slothrop

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Inviato 17 maggio 2011 - 15:44

li odio e vi odio sempre di più, non vedo l'ora del nuovo Supersilent per incazzarmi ulteriormente


Ti quoto sui Supersilent. E comunque ne stiamo parlando pressochè tutti male. Il che significa certificare l'hype, questo sì, ahimè.

Tornando ai Supersilent giuro che prima o poi faccio lo sforzo sovrumano di sentirmeli tutti per bene e poi vi spiego per filo e per segno perchè non sono niente di che.
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#20 vuvu

vuvu

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Inviato 17 maggio 2011 - 16:02

Questa sterzata "pop" verso equazioni strumentali più lineari non mi dice assolutamente nulla. Disco per me insipido sotto tutti gli aspetti. Trovo questa sorta di semplificazione altamente inconcludente. Non disorientano quasi mai. Restano sempre lì, scipiti, senza fornire elementi destabilizzanti o rotazioni tecniche di grande presa. Non sono più i giocolieri di una volta, almeno per il momento, ma nemmeno dei pagliacci capaci di stenderti al primo affondo, al primo giretto armonico. Male, malissimo.

Peccato.   
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"L'intensità del rumore provoca ostilità, sfinimento, narcisismo, panico e una strana narcosi." (Adam Knieste, cit.)

 

"Deve rimanere solo l'amore per l'arte, questo aprire le gambe e farsi immergere dal soffio celeste dello Spirito." (Simon, cit.)

 

La vita è bella solo a Ibiza (quando non c'è nessuno).





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