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Matteo Garrone


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20 replies to this topic

#1 corey

corey

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Inviato 13 aprile 2010 - 11:23

Il cinema di Matteo Garrone


Classe 1968, sei lungometraggi e quattro corti-medi all'attivo, Matteo Garrone è il cineasta italiano più talentuoso e coraggioso in circolazione. Inizia la sua carriera con Silhouette, cortometraggio premiato col Sacher d'Oro nel 1996 e accorpato l'anno dopo ad altri due episodi (Euglen & Gertian, Self Service) nel lungometraggio d'esordio Terra di mezzo. Per questo film Garrone fonda la sua casa di produzione (Archimede), con la quale realizzerà i successivi Ospiti ed Estate romana. Nel frattempo gira Oreste Pipolo, fotografo di matrimoni, mediometraggio prodotto e ideato da Andrea Busiri-Vici (suo il soggetto).

Passato alla più facoltosa Fandango di Domenico Procacci, il cineasta romano inizia una nuova fase della sua carriera, portandosi dietro i collaboratori più stretti (lo sceneggiatore Massimo Gaudioso, il direttore della fotografia Marco Onorato e il montatore Marco Spoletini). Tra il 2002 e il 2008 dirige tre film che ne decretano l'affermazione nel panorama cinematografico nazionale e internazionale: L'imbalsamatore, un noir affascinato dalla tassidermia e permeato di tensioni (omo)erotiche, Primo amore, un mélo ossessionato dal peso corporeo, e Gomorra, un polittico in cinque pannelli dall'interno del sistema camorristico.

Se nella prima fase della sua produzione Garrone dinamizza le regole del realismo interrogando il territorio con uno sguardo totalmente alieno dalle formule del verismo accusatorio (Terra di mezzo), del documentario promozionale (Oreste Pipolo, fotografo di matrimoni) e del cinéma-vérité (Ospiti, Estate romana), nella seconda sposta le coordinate del suo cinema verso una direzione più narrativa e controllata, raccontando un triangolo amoroso all'insegna dalla possessività (L'imbalsamatore), un delirio manipolatorio di castigata crudeltà (Primo amore) e un incubo quotidiano tra le Vele di Scampia e lo smaltimento clandestino di rifiuti nel casertano (Gomorra).

Sei lungometraggi e un medio che riscrivono i codici del realismo, del documentarismo e del noir con uno sguardo lucidamente refrattario al moralismo e alla retorica. Improvvisazione, derive visive, ironia strisciante, dialogo con lo spazio circostante, tempi sospesi, immersività ambientale, attitudine non giudicante: il cinema di Matteo Garrone parla un linguaggio obliquo e spiazzante, filtrando la realtà attraverso un obiettivo trasparente e sorprendente al tempo stesso. Con l'ammaliante precisione di un antropologo con la macchina da presa.


Terra di mezzo (1996)

Tre episodi dedicati a figure di immigrati sullo sfondo delle strade romane. SILHOUETTE: il lavoro di alcune prostitute nigeriane alle prese con una clientela eterogenea. EUGLEN & GERTIAN: il reclutamento alla giornata di giovani manovali albanesi senza permesso di soggiorno. SELF SERVICE: una nottata in compagnia dell??egiziano Ahmed, benzinaio abusivo da anni residente in Italia.

Immagine inserita


Ospiti (1998)

Roma, estate, quartiere Parioli. Gherti (Julian Sota) e Gheni (Llazar Sota), due giovani cugini albanesi, lavorano in un ristorante rispettivamente come cameriere e lavapiatti. Un giorno si presenta al ristorante un certo Corrado (Corrado Sassi), fotografo balbuziente intenzionato ad allestire una mostra nel locale. Il proprietario del ristorante si dice disponibile a farla dopo l'estate, ma nel frattempo gli domanda se conosce qualcuno disposto ad affittare una stanza ai due giovani albanesi. Il ragazzo si offre di ospitarli provvisoriamente a casa sua e col passare dei giorni fa amicizia con Gheni, mentre Gherti diventa amico di Salvatore (Pasqualino Mura), ex portiere del palazzo di Corrado con moglie psicolabile a carico.

Immagine inserita


Oreste Pipolo fotografo di matrimoni (1998)

Le convulse giornate di lavoro di Oreste Pipolo, fotografo matrimoniale napoletano.

Immagine inserita


Estate romana (2000)

Rossella, Salvatore, Monica: tre individui incrociano le loro esistenze nella torrida estate romana alle soglie del Giubileo.

Immagine inserita


L'imbalsamatore (2002)

Un tassidermista cinquantenne s??invaghisce di un giovane. Tutto procede più o meno bene, finché non entra in gioco una ragazza?

Immagine inserita


Primo amore (2004)

La tormentata storia d'amore tra Vittorio, orefice ossessionato dalla magrezza, e Sonia, giovane che cerca di assecondare il delirio anoressico del compagno.

Immagine inserita
   

Gomorra (2008)

1. Storia di Totò: addetto alla consegna della spesa per conto della madre, l'adolescente Totò (Salvatore Abruzzese) è coinvolto a forza nella guerra tra gruppi che si scatena nelle Vele di Scampia; 2. Storia di Don Ciro e Maria: ??sottomarino? (ossia porta-soldi) di lunga data per il clan dominante, Don Ciro (Gianfelice Imparato) si vede costretto a depennare dalla lista la signora Maria (Maria Nazionale), a causa del passaggio del figlio tra le fila degli scissionisti; 3. Storia di Franco e Roberto: stakeholder dei rifiuti tossici in combutta con la camorra, Franco (Toni Servillo) decide di prendere con sé il giovane Roberto (Carmine Paternoster) ??per dargli un'opportunità?; 4. Storia di Pasquale: sarto di talento sfruttato da sempre dal datore di lavoro, Pasquale (Salvatore Cantalupo) accetta l'offerta di tenere dieci lezioni a duemila euro l'una per il laboratorio di Xian (Zhang Ronghua); 5. Storia di Marco e Ciro: insofferenti all'autorità dei clan, i giovani Ciro (Ciro Petrone) e Marco (Marco Macor) emulano le gesta di Scarface, derubando chiunque e ignorando ripetutamente gli avvertimenti dei boss della zona.

Immagine inserita
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i periti hanno dimostrato che non vi è alcuna certezza.

#2 Stephen

Stephen

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Inviato 13 aprile 2010 - 15:01

Ho visto solo "Gomorra", ma due volte. Lo reputo un film stupendo. Alcuni hanno criticato la realizzazione tecnica: a mio parere, è perfetta. Da molto tempo non mi capitava di restare ammaliato dall'inizio alla fine della proiezione. Secondo me è tranquillamente da 9, per usare la scala dei voti. Il ricordo della prima visione è tutt'ora indelebilmente impresso nella mia mente; ricordo ancora il groppo alla gola che ho provato uscito dalla sala.
Ho in mente di rivederlo una volta finito il libro. Devo ancora arrivare alla metà, ma mi sento di dire che il lavoro alla sceneggiatura del film sia stato molto eleborato ed intelligente, senza limitarsi ad una mera trasposizione, ma mirando, per l'appunto, ad un vero e proprio adattamento.
Sono curioso di vedere Terra di mezzo.

Ciao ;)
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E un passo di quella danza era costituito dal tocco più leggero che si potesse immaginare sull'interruttore, quel tanto che bastava a cambiare...

... adesso

e la sua voce il grido di un uccello

sconosciuto,

3Jane che rispondeva con una canzone, tre

note, alte e pure.

Un vero nome.


#3 corey

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Inviato 13 aprile 2010 - 15:46

Sono totalmente d'accordo sulla grandezza di Gomorra e sull'eccellenza del lavoro di stralcio fatto sul libro di Saviano.

Tra i primi film di Garrone, quello di gran lunga più suggestivo e segnante è Estate romana. Ti suggerisco di recuperarlo: la Fandango ha recentemente raccolto i suoi primi lavori in un cofanetto di quattro dvd sotto la supervisione del regista stesso.

Ecco un link utile:
http://www.fandangos...a_prodotto.aspx
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#4 TAFKAno2003

TAFKAno2003

    Groupie

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Inviato 13 aprile 2010 - 19:03

imbalsamatore e primo amore sono altri due bellissimi film "malsani"
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#5 popten

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Inviato 14 aprile 2010 - 08:27

Molto bene corey!
E' un regista del quale mi sono almeno molto piaciute tutte le cose che ho avuto modo di vedere finora (L'imbalsamatore,Primo amore e Gomorra, quest'ultimo per me davvero un grandissimo film).
Conto a breve di vedere Estate romana, che di recente ho preso in dvd !(per i campani, si può trovare a 5 euro alla bancarelle alla duchesca - piazza garibaldi - maddalena)
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#6 corey

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Inviato 14 aprile 2010 - 08:52

Grazie pop!

Estate romana è un film molto diverso da quelli realizzati nella stagione Fandango (dall'Imbalsamatore in poi): povertà di mezzi tecnici, macchina a mano immersa nel tessuto urbano e sguardo che torna su luoghi e personaggi del teatro delle cantine romane degli anni '70-'80. Su tutto lo scheletro di una città sventrata per il Giubileo imminente. E' un film colmo di affetto e ironia (il personaggio di Salvatore Sansone recita battute che fanno smascellare dalle risate: occhio al dialogo sulla spiaggia con l'amico che gestisce lo stabilimento balneare). Indimenticabile l'incontro tra Rossella Or e Victor Cavallo alle Capannelle, nel quale lui le domanda: "Ma io, io come sto?".
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#7 popten

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Inviato 14 aprile 2010 - 09:23

Grazie pop!

Estate romana è un film molto diverso da quelli realizzati nella stagione Fandango (dall'Imbalsamatore in poi): povertà di mezzi tecnici, macchina a mano immersa nel tessuto urbano e sguardo che torna su luoghi e personaggi del teatro delle cantine romane degli anni '70-'80. Su tutto lo scheletro di una città sventrata per il Giubileo imminente. E' un film colmo di affetto e ironia (il personaggio di Salvatore Sansone recita battute che fanno smascellare dalle risate: occhio al dialogo sulla spiaggia con l'amico che gestisce lo stabilimento balneare). Indimenticabile l'incontro tra Rossella Or e Victor Cavallo alle Capannelle, nel quale lui le domanda: "Ma io, io come sto?".


a te!
dalla tua descrizione di Estate romana, le premesse mi sembrano OTTIME, farò sapere, quando sarà!
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#8 Tom

Tom

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Inviato 16 luglio 2018 - 22:01

Ho visto i primi tre film di Garrone, che ancora mi mancavano.

Nonostante il livello semi-amatoriale della produzione si vede l'occhio del regista serio, tanto nella direzione degli "attori" (tutta gente che fa pratiamene se stessa) che nell'elegante poverta' della messa in scena. Tre film che vanno a formare un piccolo microcosmo nella sua filmografia, con facce e situazioni che passano da un titolo all'altro. Anche l'ambientazione e' sempre la stessa: le periferie romane durante l'estate.

 

venerdi_della_pellicola_35mm_omaggio_a_m

 

Terra di mezzo (1996)

Tre episodi dedicati a figure di immigrati sullo sfondo delle strade romane. SILHOUETTE: il lavoro di alcune prostitute nigeriane alle prese con una clientela eterogenea. EUGLEN & GERTIAN: il reclutamento alla giornata di giovani manovali albanesi senza permesso di soggiorno. SELF SERVICE: una nottata in compagnia dell'egiziano Ahmed, benzinaio abusivo da anni residente in Italia.


Insieme di tre cortometraggi, ma lo stesso un film coeso e unitario, dato che il tema e' lo stesso: Roma vista dal punto di vista di immigrati clandestini che la vedono come un paesaggio alieno e inospitale, dove azioni, rapporti umani, perdono completamente di senso. Nessun pietismo o paternalismo, ma uno sguardo partecipe e umano. L'episodio delle prostitute nigeriane stringe il cuore - nostante il vitalismo delle protagoniste, vere prostitute. Film, ahinoi, quanto mai attuale.

 

ospiti5.jpg
 

Ospiti (1998)

Roma, estate, quartiere Parioli. Gherti (Julian Sota) e Gheni (Llazar Sota), due giovani cugini albanesi, lavorano in un ristorante rispettivamente come cameriere e lavapiatti. Un giorno si presenta al ristorante un certo Corrado (Corrado Sassi), fotografo balbuziente intenzionato ad allestire una mostra nel locale. Il proprietario del ristorante si dice disponibile a farla dopo l'estate, ma nel frattempo gli domanda se conosce qualcuno disposto ad affittare una stanza ai due giovani albanesi. Il ragazzo si offre di ospitarli provvisoriamente a casa sua e col passare dei giorni fa amicizia con Gheni, mentre Gherti diventa amico di Salvatore (Pasqualino Mura), ex portiere del palazzo di Corrado con moglie psicolabile a carico.

 
Ad oggi il suo film piu' leggero, a tratti persino una commedia: per me avrebbe dovuto coltivare di piu' questa sua vena. Mettendo in fila le scene quotidiane dei quattro protagonisti, le loro chiacchiere, i loro incontri, il loro vagare, senza mai sottolineature e evitando qualsiasi didascalismo, arriva ad un notevole effettp di perdita di senso delle cose e a beccare dei bei ritratti di grande umanita'. Direi il migliore dei tre e un film da riscoprire in generale.

 

estate_romana_garrone.jpg
 

Estate romana (2000)

Rossella, Salvatore, Monica: tre individui incrociano le loro esistenze nella torrida estate romana alle soglie del Giubileo.


Rispetto ai primi due alza il tiro, un film piu' recitato e ricercato in alcune immagini, ma per quanto comunque interessante mi pare il suo film piu' sfocato. La coralita' stavolta rende la narrazione sfilacciata e incerta, e nessuno dei tre poco gradevoli protagonisti esce davvero a tutto tondo. Posto che un certo grado di vaghezza e incompiutezza e' chiaramente ricercato.
Una scena mi ha colpito: la protagonista "alternativa" (praticamente la versione invecchiata e rintronata della tipa di "faccio cose vedo gente" di Ecce Bombo) che finisce in una runione condominiale, piena di vecchiacci energici e molto romani che, tanto per cambiare, vogliono organizzare una manfestazione contro gli immigrati. Lei, depressa e impaurita, prova a prendere le parti degli immigrati farfugliando imbarazzanti e strampalati concetti storici, venendo ovviamente travolata. Non riesco ad immaginare una metafora piu' precisa e profetica sull'attuale fine della cultura di sinistra.


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#9 thom

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Inviato 18 luglio 2018 - 09:32

Rispetto ai primi due alza il tiro, un film piu' recitato e ricercato in alcune immagini, ma per quanto comunque interessante mi pare il suo film piu' sfocato. 

 

visto ad un anno dall'uscita, quando Garrone non era nessuno; dove tu percepisci sfocatezza a me è rimasta l'impressione di un'istantanea trasognante e decadente di Roma e del suo lido, un affresco potentissimo e poetico

 

dovrei rivederlo, ma al momento lo metterei solo dietro a gomorra; ricordo che dopo la visione pensai (parafrasicamente) ok, in Italia abbiamo un genio, ce lo meritiamo?


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#10 Tom

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Inviato 18 luglio 2018 - 10:03

Sara' che venivo dalla simpatia e vitalita' dei protagonisti dei due film precedenti e proprio non sono riuscito ad appassionarmi alle figure di quei tre squallidoni italiani. Poi e' un bel film anche per me, eh. Solo mi sono piaciuti piu' gli altri due, in cui ho anche "sentito" piu' Roma, tra l'altro.


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#11 Central Perk

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    Il fu Chanandler Bong

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Inviato 18 luglio 2018 - 10:28

Ho assistito alla proiezione di Terra di Mezzo al Casale della Cervelletta (non troppo distante dai luoghi del film) presentato da Garrone stesso.

 

La cosa che mi ha più colpito, e che ha ulteriormente confermato la stima per questo grande regista, è stata quando ha ammesso candidamente che non potrebbe girare film come i primi due/tre perchè si tratta di argomenti molto seri e sopratutto oggi non possono essere trattati con la leggerezza necessaria. Raccontava di come avesse un fisiologico senso di colpa progressista nel tornare ogni volta nella sua casa di Prati dopo una giornata intera ai margini di Roma, con la "presunzione" di provare a spiegare agli altri quella realtà soltanto tramite la conoscenza di gente che la viveva. Ha aggiunto che ora sarebbe ancora peggio, che non ce la farebbe ad avere la faccia di girare in ambienti del genere, prendere il primo volo e andare a Cannes al photocall. Preferisce quindi proseguire il tema della "favola", che ha rivendicato anche in questi primi lavori quasi documentaristici, nel modo più cinematografico possibile, con tutti i suoi pro e contro.

 

 

L'ho trovato di un'onestà intellettuale incredibile, ancora di più se confrontata con il glamour politicizzato di tanti registi nostrani e non. 


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#12 Tom

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Inviato 18 luglio 2018 - 11:20

Ma sai che me lo sono proprio chiesto come fa uno a girare roba come l'episodio delle prostitute e poi tornarsene a casa sua a riprese finite?


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#13 dUST

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Inviato 18 luglio 2018 - 11:30

Il che dimostra - ma non ce n'era bisogno - quale fuoriclasse assoluto sia. E secondo me il meglio deve ancora venire


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 mi ricorda un po' Moro.

 

 

 

 

Con trepidazione vivo solo le partite dell'Inter.

 

 

 

Io non rispondo a fondo perchè non voglio farmi bannare, però una cosa voglio dirla: voi grillini siete il punto più basso mai raggiunto dal genere umano. Di stupidi ne abbiamo avuti, non siete i primi. Di criminali anche. Voi siete la più bassa sintesi tra violenza e stupidità. Dovete semplicemente cessare di esistere, come partito (e qui non ci si metterà molto) e come topi di fogna (e qui sarà un po' più lunga, ma cristo se la pagherete cara).

 

 


#14 Central Perk

Central Perk

    Il fu Chanandler Bong

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Inviato 18 luglio 2018 - 12:07

Ha anche detto cose interessanti quando pungolato sulla chiusura delle sale e argomenti simili. Per lui non ha senso questo smantellare le sale per creare delle micro sale e avere più titoli. Diceva che ormai i televisori sono sempre più grandi e gli impianti audio sempre migliori, così le persone vogliono avere il loro cinema personale di streaming, sky etc. e non vuole perdere tempo e soldi per un cinema fuori di casa. Quello che secondo lui bisognerebbe fare (ma ammetteva che era abbastanza utopistico come auspicio) è tracciare quella linea netta che sanciva la differenza tra tv e sala nei decenni passati. Le sale devono diventare più grandi, combattendo le dimensioni delle tv, avere impianti che ti facciano entrare nel film e sedili comodi e funzionali che ti permettano di essere "risucchiato" nello schermo. Così si ricrea "l'esperienza" del cinema come diversa rispetto a vedere film e serie su tv e telefoni.

 

 

Tutto questo l'ha detto soltanto quando interrogato, senza un filo di supponenza e ammettendo sempre che è un suo pensiero e che probabilmente ci potrebbero essere anche altre soluzioni. Veramente, anche solo da quattro chiacchiere si capiva perché è un grande autore. 


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#15 Fidelio

Fidelio

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Inviato 20 luglio 2018 - 11:20

Un autore che ha anche delle idee, utopistiche o meno, per risolvere il problema della crisi del Cinema. 


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#16 dendrite

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Inviato 20 luglio 2018 - 13:09

Ho visto solo Gomorra e Reality

Garrone è regista che cerca di dare dignità al brutto & popolare, guarda agli ultimi di queste nuove generazioni, i figli persi e irredimibili, con occhio lucido ma anche compassionevole. Gomorra è diventato uno dei film più importanti degli ultimi anni anche per meriti non suoi, ma grazie alla serie tv che ne amplia l'universo insistendo nella luce livida che travalica le gesta misere e brutali dei suoi protagonisti. Avendone visto solo un paio di episodi non posso dirne altro, un buon prodotto, ma diverso dal film.

Reality è ancora più spietato, cerca di dare sostegno ai sogni piccolissimi del protagonista, ma in realtà il tutto si risolve in un cupio dissolvi di queste esistenze. Triste, eppure molto bello nel non fare sconti alla insipienza di questri poveracci. Un atto d'accusa quasi insostenibile a cosa è diventata l'Italia, e forse l'Occidente in toto. Ho avuto difficoltà a finire di vederlo, vedere la rovina di un uomo esposta così chiaramente fa molto male.

In definitiva Garrone mi piace e molto, anche per il coraggio, ma forse è troppo di nicchia.


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La mia vita in vantablack

#17 Tom

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Inviato 20 luglio 2018 - 16:51

Beh dai, non tanto di nicchia, in fondo. Uno dei pregi maggiori di lui e Sorrentino e' proprio quello di aver riportato fuori dalle sale d'essai un cinema italiano d'autore capace di lasciare il segno. Poi certo non saranno gli incassi di Zalone, ma il loro pubblico l'hanno trovato, imponendosi anche a livello internazionale. Il guaio e' che ci riescono solo loro due.

 

Comunque, per evitare il processo di santificazione, provo a dirlo io un difetto di Garrone: abusa dei confronti dialettici impari tra personaggi, dove c'e' un interlocutore aggressivo e logorroico (piu' o meno coscientemente) che mette sotto una controparte  imbarazzata e afasica. Vedendo i suoi film di fila (come sto facendo) ti accorgi che e' un espediente a cui ricorre costantemente, pur con varie sfumature. "Primo amore" e' quasi interamente basato su quello. In linea teorica niente di male, nei fatti ti accorgi come tenda a volte a estremizzare quel tipo di situazione, rendendo spesso "l'aggressivo" monocorde nella sua ottusita' e mostrando "il timido" sempre ad un passo dall'inebetimento.


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#18 pooneil

pooneil

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Inviato 20 luglio 2018 - 17:04

Primo Amore per me il suo film migliore.

(ho fatto anche la rima ah ah ah)

(non ho visto gli ultimi due e i primi tre comunque)

(non lo reputo comunque un genio, Gomorra e Reality per me non brutti ma sopravvalutati)


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#19 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

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Inviato 09 novembre 2019 - 18:09

Curiosissimo di vedere il suo Pinocchio che esce a fine anno, prova che mi sembra veramente pericolosa per un regista come lui, vediamo che succede. Mi dispiace che tutto ciò succeda con in mezzo Benigni, personaggio che dal dopo La Vita è Bella in poi trovo sempre più insopportabile e la cui personalità ormai fin troppo codificata e ingombrante rischia di rovinarmi almeno parzialmente il film. 

 

 

Lui è semplicemente un fenomeno, un fuoriclasse della narrazione con le tempistiche del cinema, ho assolutamente intenzione di guardare tutti i suoi film, anche i primi, per capire com'è maturato, ma intanto Gomorra, Tale of Tales e Dogman son tre film e tre capolavori. 

 

Interessanti anche alcune considerazioni che fa Moretti su Garrone in questa intervista (più o meno a metà video) di qualche anno fa:

 


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Statisticamente parlando, non lo so.


#20 username

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    granita di gelsi rossi

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Inviato 09 novembre 2019 - 19:57

ho visto il trailer al cinema, sembra bello.
potrebbe essere il film di questo Natale?
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