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Tropicalismo


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52 replies to this topic

#21 Guest_telegram_*

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Inviato 14 febbraio 2008 - 17:26

in effetti "Transa" è estremamente percussivo, dagli una ripassata dick, e se risponde a cio' che cerchi vedremo di adeguarci per eventuali consigli!

#22 dick laurent

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Inviato 14 febbraio 2008 - 17:31

no, ma l'ho rimesso su, ed è sicuramente un bel disco e le percussioni ci sono, però è anche bello pop... starò cercando qualcosa che non c'è
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#23 Guest_telegram_*

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Inviato 14 febbraio 2008 - 17:35

no, ma l'ho rimesso su, ed è sicuramente un bel disco e le percussioni ci sono, però è anche bello pop... starò cercando qualcosa che non c'è

il finale di "Neolithic Man" è talmente martellante che fa impallidire "It's a Rainy Day" dei Faust, e "Triste Bahia" non la definirei esattamente pop...
neanche questi due brani isolati vanno bene? Sono effettivamente quanto di più africano potrei applicare alla musica brasiliana...

#24 Loson

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Inviato 14 febbraio 2008 - 17:39

no, ma l'ho rimesso su, ed è sicuramente un bel disco e le percussioni ci sono, però è anche bello pop... starò cercando qualcosa che non c'è

Oh insomma, 'sto pop proprio non ti va giù, eh?  :D
Allora prova con Milagre Dos Peixes, che fin dal primo brano ti scaglia contro una muraglia di percussioni e cori africani. D'altro canto, è pure il disco più "progressivo" di Nascimento, con la voce che sceglie percorsi sempre più astrali ed immaginifici.

P.S. Cmq quoto Telegram: non so proprio che echi pop senti in "Triste Bahia"... ::)

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#25 dick laurent

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Inviato 14 febbraio 2008 - 17:48


no, ma l'ho rimesso su, ed è sicuramente un bel disco e le percussioni ci sono, però è anche bello pop... starò cercando qualcosa che non c'è

Oh insomma, 'sto pop proprio non ti va giù, eh?  :D


scherzi? Transa mi piace, come mi piace quasi tutto quello che ho sentito, mi sono gasato un sacco con i novos baianos che sono molto, molto più poppettosi... solo che per una curiosità mia volevo trovare qualcosa anche in una direzione diversa. Non è neppure questione solo di percussioni, anche se hanno il loro ruolo. Difficile da spiegare, adesso mi viene in mente un brano dalle afrosambas, "canto de Iemanjà" che si avvicina a quello che ho in mente (e che potrebbe piacere anche a Tom, per quello che ha chiesto su, visto che è molto scuro), anche se vorrei trovare qualcosa di più aspro e "selvaggio".

Allora prova con Milagre Dos Peixes, che fin dal primo brano ti scaglia contro una muraglia di percussioni e cori africani. D'altro canto, è pure il disco più "progressivo" di Nascimento, con la voce che sceglie percorsi sempre più astrali ed immaginifici.

P.S. Cmq quoto Telegram: non so proprio che echi pop senti in "Triste Bahia"... ::)


si, triste bahia già è più in quella direzione, però che ne so, sarò un estremista io. Il disco di Nascimento non lo conosco, lo provo
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#26 dick laurent

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Inviato 19 febbraio 2008 - 23:23

Paebirù di Zè Ramalho e Lula Côrtes, scaricato dal blog postato da gigi, è decisamente più vicino a quello che sto cercando, almeno rispetto a Transa e Milagre Dos Peixes (africa brasil non l'ho ancora sentito) senza nulla togliere a questi due dischi.
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#27 Guest_telegram_*

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Inviato 20 febbraio 2008 - 00:25

...

L'ho segnalato quando commentavo la lista...
che dire... è un capolavoro assoluto, un disco anarchico e scalmanato, ma di tribale non si capisce cosa abbia in più rispetto a Milagre e Transa sinceramente... forse ti sei espresso male, boh...

#28 Diamond_Sea

Diamond_Sea

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Inviato 20 febbraio 2008 - 09:56

Il tropicalismo sta' diventando una minaccia concreta per l'Italia.

Colpa del riscaldamento globale. Abbiate pieta' della mia mente bacata.
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#29 dick laurent

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Inviato 20 febbraio 2008 - 11:12


...

L'ho segnalato quando commentavo la lista...
che dire... è un capolavoro assoluto, un disco anarchico e scalmanato, ma di tribale non si capisce cosa abbia in più rispetto a Milagre e Transa sinceramente... forse ti sei espresso male, boh...


Anche se c'è un po' di tutto dentro, è un disco che ha effettivamente un'attitudine più primitivista (avessi detto solo "tribale" sarebbe stato come cercare un biondo in svezia, credo), vedi la doppietta iniziale di Trilha de sumè e Culto à terra.
Transa invece è più "raffinato" e Milagre che ha dei momenti sperimentali ma ha anche degli arrangiamenti orchestrali...
Poi avevo visto che l'avevi segnalato, anche se c'è da dire che da un po' di tempo è un disco sulla bocca di molti. Comunque se conosci/conoscete qualcosa sul genere sono sicuramente graditi consigli

E sui dischi della soul jazz mi sai dire qualcosa? Io ho sentito solo "sexual life of the savages", che aveva un paio di grandi pezzi (soprattutto Sobre as Pernas era un pezzone wave) ma per il resto era abbastanza altalenante...

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#30 dick laurent

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Inviato 20 febbraio 2008 - 11:21

Il tropicalismo sta' diventando una minaccia concreta per l'Italia.

Colpa del riscaldamento globale. Abbiate pieta' della mia mente bacata.


si però nessuna pietà per il size 1, è terribile, ogni volta mi tocca fà copia incolla  >:(
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#31 Guest_telegram_*

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Inviato 20 febbraio 2008 - 11:28

E sui dischi della soul jazz mi sai dire qualcosa? Io ho sentito solo "sexual life of the savages", che aveva un paio di grandi pezzi (soprattutto Sobre as Pernas era un pezzone wave) ma per il resto era abbastanza altalenante...

Il post-punk brasiliano è composto grossomodo da mere imitazioni... se vuoi posso consigliarti un altro paio di compilation, ma la qualità è sempre molto altalenante. Io direi che lo si può saltare in toto, non si perde nulla di particolarmente valido. Tranne forse i Titas, ma quelli stanno a parte nel listone di cui sopra ;)

#32 geeno

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Inviato 19 gennaio 2009 - 08:15

trovo che il capolavoro assoluto di Gal non sia presente, e quindi mi permetto di segnalarlo. Si tratta di "Gal" (1969). E' fondamentale soprattutto perché è l'unico classico tropicalista dove al più celebrato session-man brasiliano dell'epoca, il chitarrista Lanny Gordin, viene lasciato potere decisionale. Gordin crea brani deliranti e zeppi di distorsioni, in apparenza quasi improvvisati nel loro marasma di suoni psichedelici, ma in realtà frutto di un notevole lavoro in studio (anche considerando che il Nostro oltre alle chitarre suona il basso - e come lo suona! Un suono corposo e torrenziale, mai sentito niente del genere considerata l'epoca!). Il risultato è qualcosa di davvero impressionante, se aggiungete il fatto che Gal sbraita come una iena, manco fosse Yoko Ono o Patty Waters. Non dico che sembri praticamente no-wave, ma di certo si capisce come mai Arto Lindsay ami questo disco. Meriterebbe di essere celebrato quanto "Trout Mask Replica".


:o :o

Fermi tutti. Questo disco è incredibile, raramente mi è capitato di essere folgorato così dai primissimi ascolti; stilisticamente trattasi di tropicalismo estremo, ha già detto tutto telegram.

Adesso devo smettere di ascoltarlo, mentre lavoro devo rimanere lucido e questo disco mi fa scoppiare la testa.

Immagine inserita

Naturalmente è molto meglio di qualsiasi cosa abbia fatto Arto Lindsay e di "Trout Mask Replica".
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#33 dick laurent

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Inviato 19 gennaio 2009 - 11:02


trovo che il capolavoro assoluto di Gal non sia presente, e quindi mi permetto di segnalarlo. Si tratta di "Gal" (1969). E' fondamentale soprattutto perché è l'unico classico tropicalista dove al più celebrato session-man brasiliano dell'epoca, il chitarrista Lanny Gordin, viene lasciato potere decisionale. Gordin crea brani deliranti e zeppi di distorsioni, in apparenza quasi improvvisati nel loro marasma di suoni psichedelici, ma in realtà frutto di un notevole lavoro in studio (anche considerando che il Nostro oltre alle chitarre suona il basso - e come lo suona! Un suono corposo e torrenziale, mai sentito niente del genere considerata l'epoca!). Il risultato è qualcosa di davvero impressionante, se aggiungete il fatto che Gal sbraita come una iena, manco fosse Yoko Ono o Patty Waters. Non dico che sembri praticamente no-wave, ma di certo si capisce come mai Arto Lindsay ami questo disco. Meriterebbe di essere celebrato quanto "Trout Mask Replica".


:o :o

Fermi tutti. Questo disco è incredibile, raramente mi è capitato di essere folgorato così dai primissimi ascolti; stilisticamente trattasi di tropicalismo estremo, ha già detto tutto telegram.

Adesso devo smettere di ascoltarlo, mentre lavoro devo rimanere lucido e questo disco mi fa scoppiare la testa.

Immagine inserita

Naturalmente è molto meglio di qualsiasi cosa abbia fatto Arto Lindsay e di "Trout Mask Replica".


mah! ti dirò che io non ci avevo trovato nulla di sconvolgente. tra la roba psichedelica invece paebirù merita parecchio.
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#34 geeno

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    Scaruffiano

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Inviato 19 gennaio 2009 - 12:25


mah! ti dirò che io non ci avevo trovato nulla di sconvolgente. tra la roba psichedelica invece paebirù merita parecchio.


immagino tu ti riferisca a:

Immagine inserita

che non conosco.

Considera che di roba brasileira non ne ho sentita molta, per adesso sto esplorando il tropicalismo in senso stretto che è quello che mi dà più soddisfazione: fuzz a palla, trombe, trombette e delirio a Bahia  :-* :-*

Sono esaltato.
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#35 dick laurent

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Inviato 19 gennaio 2009 - 13:04



mah! ti dirò che io non ci avevo trovato nulla di sconvolgente. tra la roba psichedelica invece paebirù merita parecchio.


immagino tu ti riferisca a:

Immagine inserita

che non conosco.

Considera che di roba brasileira non ne ho sentita molta, per adesso sto esplorando il tropicalismo in senso stretto che è quello che mi dà più soddisfazione: fuzz a palla, trombe, trombette e delirio a Bahia  :-* :-*

Sono esaltato.


e ma effettivamente ho visto che piace a molti quel disco
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#36 Plozzer

Plozzer

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Inviato 20 gennaio 2009 - 07:48

in effetti "Transa" è estremamente percussivo, dagli una ripassata dick, e se risponde a cio' che cerchi vedremo di adeguarci per eventuali consigli!


Transa peraltro è il mio disco del 2008, l'ho ascoltato più spesso di qualsiasi altra cosa.

Questa discussione me l'ero completamente persa.
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Whatever you do, don't


#37 geeno

geeno

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Inviato 20 gennaio 2009 - 08:21



Questa discussione me l'ero completamente persa.


L'avevo tirata su perché volevo che telegram mi erudisse, gli avevo anche chiesto delle cose sul tropicalismo in un altro thread ma niente, mi ignora, su queste cose si fa un gran viaggio...  :P

vi dico però che su play.com per 10.91 vi tirano dietro The Sound Of Revolution 1968-69 di Gilberto Gil, che sono i primi due dischi, "Frevo Rasgado" ( :-* :-*) e "Cerbero Electronico" ( :-*) che pensavo essere introvabili su cd invece...
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#38 Guest_telegram_*

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Inviato 20 gennaio 2009 - 10:54

"Paebiru" è un capolavoro dei più deliranti geeno, vai tranquillo, ma dobbiamo anche tenere conto che arrivò la bellezza di sei anni dopo "Gal", e dubito che se quel disco anarchico non avesse aperto la strada, in Brasile avremmo mai assistito all'incisione di opere estreme come il sopracitato album di Cortes & Ramalho.

La storia del tropicalismo non è semplicissima, ma mooolto schematicamente possiamo riassumerla così. Fai conto che per ogni frase che ti scrivo ci si potrebbe fare un capitolo però eh. :P

In Brasile verso la metà dei Sessanta ci sono cantanti come Roberto Carlos e Erasmo Carlos - entrambi estremamente popolari grazie a continue apparizioni televisive - che si rifanno alla musica straniera vuoi a livello di costruzione melodica (le ballate di Roberto), vuoi a livello di arrangiamenti (le chitarre elettriche di Erasmo)... ci sono altri artisti che li seguono ma loro due sono i principali: il movimento è chiamato jovem guarda (da cui anche il nome di un programma). Ai musicisti più legati alla tradizione non sta bene questa cosa, ci sono in mezzo ovviamente anche risvolti politici (il Brasile è sotto dittatura - sottobanco appoggiata dagli Stati Uniti -, gli studenti di lì a breve avrebbero iniziato le contestazioni, eccetera), a ogni modo guidati da Elis Regina organizzano una contestazione contro l'uso degli strumenti elettrici e la corruzione del samba e della bossanova, che culmina a Rio in un delirante corteo dove una folla inferocita che distrugge ogni cosa sul proprio cammino. Veloso assiste alla cosa, e sconcertato decide di operare proprio contro quegli invasati: insiste con Gil affinché trovino un sound shockante. Gil inizialmente è scettico, poi si convince delle ragioni di Caetano. Nel 1967 escono alcuni capisaldi della psichedelia anglofona, Veloso ha maniera di sentirli (Beatles in testa) e ne rimane impressionato. Ciò che gli darà tuttavia la spinta e l'idea finali è un film, "Terra in trance" di Glauber Rocha (vedetelo se potete, è un capolavoro assoluto), che effettivamente possiede già il modus operandi del tropicalismo: scardinare le strutture e le certezze dell'arte locale, attraverso elementi di disturbo e provocazioni, ma al tempo stesso mantenere un equilibrio che renda ancora riconoscibile come brasiliano il punto di partenza.
Postai già altrove il testo di "Tropicalia" di Veloso, e lo riposto perché è importantissimo per capire l'atteggiamento di cui stiamo parlando.
"Sulla mia testa aeroplani, camion sotto ai miei piedi, punta verso gli altipiani, il mio naso, io organizzo il movimento, io oriento il Carnevale, io inauguro il movimento, sull'altipiano centrale, della nazione, viva la bossa, viva la capanna, il monumento è di carta crespa e argento, gli occhi verdi della mulatta, la chioma nascosta dietro la foresta verde, il chiaro di luna del Sertao, il monumento è senza porta, l'entrata è una strada stretta e tortuosa, e sopra alle ginocchia un bambino sorridente brutto e morto, con la mano tesa, viva la selva, viva la mulatta, nel cortile interno c'è una piscina, acqua blu di Amaralina, palma da cocco, parlata e brezza nordestina, e fari, nella mano destra c'è una rosa, che prova l'eterna primavera, e nei giardini gli avvoltoi passeggiano per tutto il pomeriggio, tra i girasoli, viva la maria, viva Bahia, nel polso sinistro un bang-bang, nelle sue vene scorre poco sangue, ma il suo cuore va e viene al ritmo di un samba, di tamburelli, emette accordi dissonanti, da cinquemila altoparlanti, signore e signori lui ha messo i suoi grandi occhi, su di me, viva Iracema, viva Ipanema, domenica c'è O fino da bossa, lunedì il morale è sotto i piedi, martedì si va in campagna, tuttavia, il monumento è piuttosto moderno, non mi hai detto niente del mio nuovo completo giacca-pantaloni, e che tutto il resto vada all'inferno, tesoro, che tutto il resto vada all'inferno, tesoro, viva la banda-da-da, carmen miranda-da-da-da".
Conta che tradotto in italiano hai anche meno modo di cogliere i giochi di suono (ma se conosci brano di quelli ti sarai già accorto), per il resto penso non ci sia troppo da dire: lo vedi da te, una narrazione del tutto sballata (ma è una narrazione poi?), immagini causali accostate per contrasti concettuali, giochi di colore kitsch, persino violenti a modo loro, e una marea di citazioni (per dire, "che tutto il resto vada all'inferno" è da un pezzo di Roberto Carlos). E di base, il continuo rimando alla propria brasilianità (il colpo di genio è proprio alla fine, quando tira fuori in maniera del tutto pretestuosa "Carmen Miranda-da-da-da-da", giusto per costruire la rima. Carmen Miranda suppongo tu sappia chi fosse). Altro testo simbolico del tropicalismo: "Domingo no parque" di Gilberto Gil. Qui c'è una storia di base, in compenso è tutta sballata la linea temporale con cui viene raccontata. Comunque, l'apice della provocazione del tropicalismo arriva durante un festival del 1968. I due avevano qualche mese prima partecipato a un altro festival, in cui dovettero subire dure contestazioni a causa del look e degli arrangiamenti (Veloso aveva portato "Alegria Alegria", che si apre con pazzesche botte di chitarra iper-fuzz), ma riuscendo comunque a conquistare il pubblico dei più giovani. Al festival successivo non andò altrettanto bene: il brano di Gil fu escluso al primo turono, e ciò provocò l'ira di Veloso. Si presentò sul palco a cantare la sua canzone ("E' probido proibir") già contrariato quindi, ma quando per giunta il pubblico si mise a fischiarlo e a insultarlo (con tanto di "venduto", "frocio" e via dicendo) per via del look (aveva un vestito fosforescente) e dell'arrangiamento cacofonico del brano (a accompagnarlo degli agguerritissimi Mutantes), non ci vide più e cominciò a inveire. Di quel discorso è rimasta la registrazione ( http://it.youtube.co...h?v=mCM2MvnMt3c ). E' un discorso a mio avviso fondamentale per capire la mentalità di questi musicisti, più tardi ne posto la traduzione integrale se ho voglia. A ogni modo tutto ciò che ottenne fu una pioggia di oggetti e un tentativo di linciaggio. Con Mutantes e Gil, abbandonò il teatro in tutta fretta: Gil fra l'altro rimase pure ferito nel casino generale. Poi un programma tv scandaloso più che mai, l'arresto, e tante altre cose, ma a quel punto il tropicalismo era finito. Finì nel momento stesso in cui Gil e Veloso partirono per Londra.
Tornando alla musica, cos'era? Sostanzialmente musica popular brasileira virata rock psichedelico anglofono. Nota bene quello che ho scritto: non ho scritto una versione brasiliana del rock psichedelico anglofono. Perché il punto di partenza è comunque la loro musica, non la nostra. La nostra viene usata solo come elemento di disturbo, e credo tu possa accorgertene senza troppi problemi. Nel 1970 tutto questo già non sussisteva più. Anzitutto andavano svanendo le distorsioni, secondo andava scomparendo l'organo elettrico, terzo le produzioni si facevano o più barocche (le orchestre cominciavano a guardare più all'alambicco che alla dissonanza) o più funk (elemento ancora estraneo al tropicalismo - escludendo qualche passaggio di basso in "Gal"), in ambo i casi con suoni nettamente più puliti e definiti. E questo è sostanzialmente quello che viene indicato come post-tropicalismo. Un'era che comunque ha sapuro generare i suoi dischi deliranti, non inganniamoci, solo che partivano da presupposti diversi: partivano da quelle che del tropicalismo erano state le ceneri, tant'è vero che escludendo l'orrendo "Araça Azul" di Veloso (di cui egli stesso ha ammesso di vergognarsi), non troverete nessun disco davvero anarchico in Brasile fra il 1969-70 e il 1973-74, almeno fra i nomi che contano. Ci sono stati quei tre-quattro anni di rigetto per l'estremismo in cui la produzione musicale locale si è diretta verso lidi musicali più strutturati e puliti (ma non per questo meno creativi, sia chiaro). Da questi lidi poi, una volta fatto ordine e schiarite le idee, chi lo desiderava è tornato a fare casino (Jards Macale e Walter Franco, ma anche "Paebiru", "Ogum Xango" di Ben/Gil, e via dicendo)...

#39 geeno

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Inviato 20 gennaio 2009 - 15:55

Grande telegram così ti voglio, logorroico...

davvero, grazie perché è una spiegazione concisa ma puntuale.

I testi sono in effetti molto belli (un po' di portoghese lo mastico) ma mi sembra interessante soprattutto questo passaggio:


Tornando alla musica, cos'era? Sostanzialmente musica popular brasileira virata rock psichedelico anglofono. Nota bene quello che ho scritto: non ho scritto una versione brasiliana del rock psichedelico anglofono. Perché il punto di partenza è comunque la loro musica, non la nostra. La nostra viene usata solo come elemento di disturbo, e credo tu possa accorgertene senza troppi problemi.


che mi porta a chiedermi perché in Italia non è successa una roba del genere; tu dici "nostra" ma in realtà il rock psichedelico anglofono era lontano dalla bossa come dalla tradizione melodica italiana.
Forse ha a che fare con motivi extra-musicali, la dittatura etc... o con il fatto che qui da noi la controcultura e gli ambienti rivoluzionari guardavano più al cantautorato di protesta che non al rock and roll.
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#40 Guest_telegram_*

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Inviato 20 gennaio 2009 - 19:32

tu dici "nostra" ma in realtà il rock psichedelico anglofono era lontano dalla bossa come dalla tradizione melodica italiana.

Sì, intendevo il rock anglofono ovviamente, mi sono espresso male, è che volevo stringere il più possibile e non sono stato a pensarci troppo. :D




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