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Derek Bailey: Standards


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4 replies to this topic

#1 Flight

Flight

    cosa rimane dentro noi

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Inviato 30 ottobre 2007 - 00:20

Tzadik
Cat. # 7620
Released Jun 2007

Immagine inserita

‚??Sparsa le trecce morbide
sull'affannoso petto,
lenta le palme, e rorida
di morte il bianco aspetto
giace la pia, col tremolo
guardo cercando il ciel
‚?Ě


Una chitarra acustica sommersa nel deliquio pi√Ļ dolce, cullante, della impro da gran tempo. ‚??Standards‚?Ě di Derek Bailey √® una recente emissione Tzadik, invero concepita gi√† anni fa, disegna le prove generali per quel ‚??Ballads‚?Ě (2002) che rappresent√≤ una tappa fondamentale della carriera del chitarrista inglese.

Standards immagina un costante, vano sovrapporsi di note in grappolo, che assistiamo inermi rigenerarsi in volteggio dai propri tormenti, bocci di lacrime, memorie, lembranças, fortificate via scacchi esistenziali.
Essenza squisita, purezza finissima, che trae attesa e desiderio da un invisibile trasporto nell‚??aria, inerte trascinamento, conforto dallo sconforto.
Disarmonie, dinamiche, fantasia inessenziale senza peso, dal grande potere allegorico; simbolo frutto di leggere, sature pulsazioni amorose in mimo, in costante gioco, febbre, migrazione.

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fabio

#2 out of the cool

out of the cool

    Roadie

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Inviato 30 ottobre 2007 - 00:40

Sinceramente aldilà delle descrizioni un po' roboanti che ne leggevo a riguardo non trovo ballads così bello...bailey è davvero uno sperimentatore tosto e la sua natura di sperimentatore sui pezzi di ballads porta a eccessi che rendono il disco un po' troppo ostico per me...mi annoia, devo ammettere.

mi piace di pi√Ļ sulle cose "sue" ecco
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#3 Guest_carmelo bene_*

Guest_carmelo bene_*
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Inviato 30 ottobre 2007 - 00:59

Tzadik
Cat. # 7620
Released Jun 2007

Immagine inserita

‚??Sparsa le trecce morbide
sull'affannoso petto,
lenta le palme, e rorida
di morte il bianco aspetto
giace la pia, col tremolo
guardo cercando il ciel
‚?Ě


Una chitarra acustica sommersa nel deliquio pi√Ļ dolce, cullante, della impro da gran tempo. ‚??Standards‚?Ě di Derek Bailey √® una recente emissione Tzadik, invero concepita gi√† anni fa, disegna le prove generali per quel ‚??Ballads‚?Ě (2002) che rappresent√≤ una tappa fondamentale della carriera del chitarrista inglese.

Standards immagina un costante, vano sovrapporsi di note in grappolo, che assistiamo inermi rigenerarsi in volteggio dai propri tormenti, bocci di lacrime, memorie, lembranças, fortificate via scacchi esistenziali.
Essenza squisita, purezza finissima, che trae attesa e desiderio da un invisibile trasporto nell‚??aria, inerte trascinamento, conforto dallo sconforto.
Disarmonie, dinamiche, fantasia inessenziale senza peso, dal grande potere allegorico; simbolo frutto di leggere, sature pulsazioni amorose in mimo, in costante gioco, febbre, migrazione.

amava moltissimo Anton Webern.quando si ascolta Bailey bisogna entrare nel moment time o nel tempo verticale.lui stesso ha parlato che il suo lavoro sulle sei corde era sempre frutto di un misto di alea e improvvisazione.
come in Wolff,bisogna pensare a Webern fuori da qualsiasi contesto seriale.sono il rigore assoluto,simmetrico,la fascinazione per Mondrian le possibili chiavi di accesso per entrare in un mondo interiore alquanto "difficile".
fantasia inessenziale senza peso (cit.) puo'essere sicuramente un degno epitaffio



#4 Flight

Flight

    cosa rimane dentro noi

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Inviato 30 ottobre 2007 - 08:29

grazie, Carmè.
quanto al rapporto di Standards con Ballads, non c'√® vera filiazione, sfido a identificare in questi coaguli le originali, oggetto dell'omaggio. Tanti scritti a riguardo si premurano, comunque, a far divergere le due strade, certo √® che a me questo disco ha preso pi√Ļ di tanti altri personali di Bailey come il pur commovente 'Carpal Tunnel'.

Possiede un raro tiro, una misura seducente tra alea/distacco e sensibile/tangibile, compromesso di umanesimo acceso e astrattismo geometrico.
Come è stato scritto, "un'ora scarsa di paradiso", aggiungo io un paradiso che s'infiamma alle ore piccole ... e Dio sa quanto, di sti tempi, serve.
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fabio

#5 paloz

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Inviato 21 maggio 2020 - 13:31

Prima riedizione digitale di questo raro vinile olandese del duo Bailey / Bennink, due nomi che solo a dirli insieme fanno scintille.

Da non perdere.

 

 

Derek Bailey & Han Bennink (ICP 004, 1970)

 

 

a2555084985_16.jpg


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esoteros

 

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, ‚ÄúMalone Dies‚ÄĚ)





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