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poesia


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83 replies to this topic

#41 Guest_carmelo bene_*

Guest_carmelo bene_*
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Inviato 14 ottobre 2007 - 00:56

ciao ragazzi sono nuovo..mi sto appasionando ultimamente alla poesia..piu' ne leggo piu' mi viene voglia di saperne ancora di piu'.probabilmente le cose he mi attraggono della poesia in generale sono il senso di musicalita',il ritmo ma anche il "mistero" di queste composizioni che spesso vengono dall'inconscio(non sono un esperto non pigliatemi in giro).i miei poeti preferiti sono rimbaud,ungaretti petrarca e garcia lorca..datemi qualche consiglio di libri di autori che non siano loro.mi fareste un gran piacere,grazie


caro gatto,
invece di leggere,perche'non inizi a scriverne,di poesie?forse dal tuo inconscio possono emergere dei magnifici versi.sul senso di musicalita',sul ritmo ti consiglio di leggere e ascoltare dapprima edoardo sanguineti e poi passa a pierre boulez.
ma segui il mio consiglio:prendi carta e penna e inizia a scrivere.
in bocca al lupo

#42 FoiNaCruz

FoiNaCruz

    pivello

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Inviato 15 ottobre 2007 - 17:44

Se ami la musicalità nella poesia ti consiglio The Rime Of The Ancient Mariner di Coleridge. Io da un po' di tempo leggo con piacere Jack Kerouac, ma non so se è consigliabile per uno che ha iniziato da poco a leggere poesie. Ti consiglio anche di leggere qualche poeta giapponese, tipo Kobayashi Issa.
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#43 arvic

arvic

    Classic Rocker

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Inviato 16 ottobre 2007 - 00:11

Se ami la musicalità nella poesia ti consiglio The Rime Of The Ancient Mariner di Coleridge. Io da un po' di tempo leggo con piacere Jack Kerouac, ma non so se è consigliabile per uno che ha iniziato da poco a leggere poesie. Ti consiglio anche di leggere qualche poeta giapponese, tipo Kobayashi Issa.


Grazie mille, di questi conosco solo quella di Coleridge, mentre Kerouac ho sempre avuto un di paura a leggerlo, timore di rimanerne deluso.
In ogni caso non è solo questione di musicalità:

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno
,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare

Cazzo!
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#44 lippa

lippa

    Little Miss Sunshine

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Inviato 18 ottobre 2007 - 14:14

(dai Notturni)

La chimera

Non so se tra rocce il tuo pallido
Viso m??apparve, o sorriso
Di lontananze ignote
Fosti, la china eburnea
Fronte fulgente o giovine                         
Suora de la Gioconda:
O delle primavere
Spente, per i tuoi mitici pallori
O Regina o Regina adolescente:
Ma per il tuo ignoto poema                   
Di voluttà e di dolore
Musica fanciulla esangue,
Segnato di linea di sangue
Nel cerchio delle labbra sinuose,
Regina de la melodia:                             
Ma per il vergine capo
Reclino, io poeta notturno
Vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo,
Io per il tuo dolce mistero
Io per il tuo divenir taciturno.                 
Non so se la fiamma pallida
Fu dei capelli il vivente
Segno del suo pallore,
Non so se fu un dolce vapore,
Dolce sul mio dolore,                             
Sorriso di un volto notturno:
Guardo le bianche rocce le mute fonti dei venti
E l??immobilità dei firmamenti
E i gonfii rivi che vanno piangenti
E l??ombre del lavoro umano curve là sui poggi algenti
E ancora per teneri cieli lontane chiare ombre correnti
E ancora ti chiamo ti chiamo Chimera.

Dino Campana.

Capolavoro di immagini e musica in versi.
  • 0
Alla fine tutte le cose devono rimanere così come sono e sono sempre state: quelle grandi riservate ai grandi, gli abissi ai profondi, le finezze e i brividi ai raffinati e tutte le cose rare, agli esseri rari.
F. W. Nietzsche, Al di là del bene e del male



Però, domenica prossima cerchiamo semplicemente di divertirci. Cioè, per una volta, se possibile, vediamo di non analizzare tutto fino alla pazzia.
J. D. Salinger, Franny e Zooey

#45 Homer

Homer

    Classic Rocker

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Inviato 04 novembre 2007 - 10:22

Senza aver letto tutte le risposte alla tua richiesta iniziale, mi sento di consigliarti:

- Baudelaire (il mio poeta preferito)

- Hikmet (alcune sue poesie d'amore, nella loro semplicità, sono bellissime; a volte secondo me è troppo criptico)

- Montale (ci sono alcune poesie che sono a dir poco meravigliose; una che di solito non si studia è Piccolo testamento)

- Kavafis (semplicità e forte sensibilità classica; la sua poesia su Ulisse è una delle composizioni più belle sul mitico viaggiatore, assieme ai versi danteschi)

- I lirici greci (li ricordo dal liceo e ne rimasi allora folgorato) 

- Catullo

- Orazio (per lui e per Catullo forse vale lo stesso discorso: andrebbero letti, almeno una volta, in lingua originale, come forse anche i lirici greci; ma possiedono comunque una sensibilità, una forza espressiva, un'intensità a cui molti poeti contemporanei e moderni devono molto)

- Pascoli (non è in genere molto amato dagli studenti e dai giovani in generale, è come Manzoni forse più un autore della "maturità", ma la poesia Alexandros è bellissima)

- Leopardi (tema della mia tesina di maturità, amato all'epoca anche per la classica fase di pessimismo adolescenziale che si attraversa e che ha trovato pieno compimento in questo autore; amo le sue poesie).

- Shakespeare (mi riferisco al teatro in particolare, perchè ciò che scrive è soprtattutto poesia; ed in questo senso, allora, bisogna leggere almeno una tragedia greca)
  • 0

"Beh, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un’ottima domanda. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Ok. Per me... io direi... per Groucho Marx tanto per dirne una, e Willie Mays e... il secondo movimento della sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione Potatoehea Vlues... i film svedesi naturalmente... L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili... mele e pere di Cézanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracey"

"Saigon. Merda. Sono ancora soltanto a Saigon. Ogni volta penso che mi risveglierò di nuovo nella giungla"


#46 gatto

gatto

    aspirante indie

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Inviato 04 novembre 2007 - 10:39


ciao ragazzi sono nuovo..mi sto appasionando ultimamente alla poesia..piu' ne leggo piu' mi viene voglia di saperne ancora di piu'.probabilmente le cose he mi attraggono della poesia in generale sono il senso di musicalita',il ritmo ma anche il "mistero" di queste composizioni che spesso vengono dall'inconscio(non sono un esperto non pigliatemi in giro).i miei poeti preferiti sono rimbaud,ungaretti petrarca e garcia lorca..datemi qualche consiglio di libri di autori che non siano loro.mi fareste un gran piacere,grazie


caro gatto,
invece di leggere,perche'non inizi a scriverne,di poesie?forse dal tuo inconscio possono emergere dei magnifici versi.sul senso di musicalita',sul ritmo ti consiglio di leggere e ascoltare dapprima edoardo sanguineti e poi passa a pierre boulez.
ma segui il mio consiglio:prendi carta e penna e inizia a scrivere.
in bocca al lupo


grazie del consiglio pero' e gia da un bel po di tempo  che cerco di scrivere e se anche sono tutte stronzate quelle che escono dalla mia penna devo dire che e' una cosa molto terapeutica,che ti libera,ti svuota..e' come suonare  il proprio strumento musicale.cmq il tuo consiglio ottimo e' da girare a tutti nel forum
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#47 Guest_Glory days_*

Guest_Glory days_*
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Inviato 26 novembre 2007 - 19:32

...ho dedicato questo ultimo periodo alla riscoperta, alla lettura dei classici della poesia italiana...da Petrarca e il suo Canzoniere, raccolta di sonetti e canzoni perfettamente e meravigliosamente cesellati in immagini e in parole limpide, a Foscolo con Le Grazie e I sepolcri, poesia accesa di ardore umano e civile, dal verso sapiente, dalla ricerca della Bellezza. Leopardi e i grandi temi filosofici che sollevano i suoi Canti...il nulla, il dolore, il vuoto, la rimembranza. Manzoni, che amo molto, verso e lingua puri e ricchi di sfumature, pieni di musicalità, vibranti di intensità negli Inni sacri, epici nel riflettere sul destino delle vicende umane nelle odi civili.
In tema con gli studi universitari ho scoperto l'immenso Paul Celan...la poesia che, contro il monito di Adorno, canta il segreto e gli abissi degli orrori della memoria della Shoah.
Da tempo vorrei dedicarmi a poeti francesi come Verlaine, Rimbaud, Valery, Mallarme. E altri ancora come Holderlin, Rilke, Trakl.
Nella Poesia il linguaggio incarna la sua vera essenza.

#48 Ronald Regaz

Ronald Regaz

    ritardato mentale

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Inviato 16 dicembre 2007 - 14:56

caro gatto,
invece di leggere,perche'non inizi a scriverne,di poesie?forse dal tuo inconscio possono emergere dei magnifici versi.sul senso di musicalita',sul ritmo ti consiglio di leggere e ascoltare dapprima edoardo sanguineti e poi passa a pierre boulez.
ma segui il mio consiglio:prendi carta e penna e inizia a scrivere.
in bocca al lupo


caro Carmelo, io seguo un po' il forum anche se per profonda ignoranza non scrivo quasi mai, e so che tu sei un individuo Kulturale (nella miglior accezione possibile!) se ce n'è uno. per questo vorrei capire il motivo di questo consiglio, che di primo acchito mi lascia molto perplesso. infatti, la gente che scrive poesia senza leggerne (cioè: senza averne letta abbastanza da avere un background solido) è una delle principali piaghe d'Italia, pari solo all'evasione fiscale e ai reality show...
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#49 lippa

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Inviato 16 dicembre 2007 - 15:58

caro Carmelo, io seguo un po' il forum anche se per profonda ignoranza non scrivo quasi mai, e so che tu sei un individuo Kulturale (nella miglior accezione possibile!) se ce n'è uno. per questo vorrei capire il motivo di questo consiglio, che di primo acchito mi lascia molto perplesso. infatti, la gente che scrive poesia senza leggerne (cioè: senza averne letta abbastanza da avere un background solido) è una delle principali piaghe d'Italia, pari solo all'evasione fiscale e ai reality show...

Se posso dire non è sempre vero che per scrivere una poesia o un racconto ci sia necessariamente bisogno di avere un "solido background"..diversamente trovo che sia molto più grave non conoscere le regole della sintassi italiana o la grammatica..ho sempre pensato che la poesia sia prima di tutto un'esternazione di uno stato emotivo (per me personalmente mai allegro) o la voglia/necessità di fissare un pensiero sulla carta per dargli ancora più forma..insomma è una questione d'animo: quanto esso è più sensibile e attento a raccogliere ciò che gira intorno e ciò che lo abita tanto più sarà semplice dar vita ad una poesia..ovvio che poi se parliamo di metrica, rime baciate o meno, figure retoriche, allegorie, assonanze etc etc ovvio che un pò di preparazione è necessaria (non parliamo appunto della metrica cosa abbastanza complessa). Per me insomma la questione non per forza deve ricadere sulla preparazione culturale di un individuo..ma quanto esso sia in grado di percepire se stesso e gli altri. Per dirne una: ti è mai capitato di ascoltare un pezzo di musica, uno qualsiasi che ti ha fatto venir su delle parole, dei pensieri o degli stati d'animo? anche quella per me è poesia.
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#50 sottosuolo

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Inviato 16 dicembre 2007 - 16:12

A volte mi viene da pensare alla poesia come ad una specie di trasposizione sonora del movimento interiore, come una versione linguistica del suono/non-suono che produciamo scavando dentro noi stessi e cercando. O semplicemente osservandoci, contemplando il nostro cercare e facendolo confluire nella musica di un verso.
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#51 Ronald Regaz

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    ritardato mentale

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Inviato 16 dicembre 2007 - 16:47


caro Carmelo, io seguo un po' il forum anche se per profonda ignoranza non scrivo quasi mai, e so che tu sei un individuo Kulturale (nella miglior accezione possibile!) se ce n'è uno. per questo vorrei capire il motivo di questo consiglio, che di primo acchito mi lascia molto perplesso. infatti, la gente che scrive poesia senza leggerne (cioè: senza averne letta abbastanza da avere un background solido) è una delle principali piaghe d'Italia, pari solo all'evasione fiscale e ai reality show...

Se posso dire non è sempre vero che per scrivere una poesia o un racconto ci sia necessariamente bisogno di avere un "solido background"..diversamente trovo che sia molto più grave non conoscere le regole della sintassi italiana o la grammatica..ho sempre pensato che la poesia sia prima di tutto un'esternazione di uno stato emotivo (per me personalmente mai allegro) o la voglia/necessità di fissare un pensiero sulla carta per dargli ancora più forma..insomma è una questione d'animo: quanto esso è più sensibile e attento a raccogliere ciò che gira intorno e ciò che lo abita tanto più sarà semplice dar vita ad una poesia..ovvio che poi se parliamo di metrica, rime baciate o meno, figure retoriche, allegorie, assonanze etc etc ovvio che un pò di preparazione è necessaria (non parliamo appunto della metrica cosa abbastanza complessa). Per me insomma la questione non per forza deve ricadere sulla preparazione culturale di un individuo..ma quanto esso sia in grado di percepire se stesso e gli altri. Per dirne una: ti è mai capitato di ascoltare un pezzo di musica, uno qualsiasi che ti ha fatto venir su delle parole, dei pensieri o degli stati d'animo? anche quella per me è poesia.


che la poesia sia pura esternazione di un sentimento, è stereotipo diffuso dal romanticismo, a suo tempo meritorio nel ribellarsi contro certo acritico culto neoclassico dell'antico (non dell'Antichità!) e contro l'aridità del formalismo, ma che diffondendosi e banalizzandosi ha portato all'orrore dei siti web italiani intasati di sedicenti "poeti incompresi" e dei loro pensierini da seconda elementare.
lo studio della lingua e della forma (la metrica tradizionale non va per forza usata, ma è giusto conoscerla) è importante tanto quanto il sentimento per poter fare poesia. e anzi, più che di sentimento, visto che quelli può provarli chiunque, parlerei di capacità di coglierlo e fissarlo, il sentimento.


(ps: se l'ascolto di un brano musicale non avesse mai destato in me parole, pensieri o stati d'animo, non sarei su questo forum... :))
  • 0

#52 sottosuolo

sottosuolo

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Inviato 16 dicembre 2007 - 17:07

lo studio della lingua e della forma (la metrica tradizionale non va per forza usata, ma è giusto conoscerla) è importante tanto quanto il sentimento per poter fare poesia. e anzi, più che di sentimento, visto che quelli può provarli chiunque, parlerei di capacità di coglierlo e fissarlo, il sentimento.

T.S. Eliot paragonava il poeta, in un suo saggio, ad un piccolo componente metallico che faccia scaturire, una volta messo a contanto con due componenti chimici, una reazione. I due componenti chimici erano idealmente la cultura classica e la cultura contemporanea, la lingua e la letteratura antica e quella moderna, che il genio poetico doveva secondo lui plasmare in una soluzione chimica nuova. Questo lo collegava al fatto che secondo lui l'anima è un concetto metafisico vuoto e, ciò che conta nella poesia, è appunto il dar forma, poiein, a qualcosa di pre-esistente. E', mi sembra, la capacità di fissare di cui dicevi.
Questa idea però mi lascia molto titubante, tendo a dare molta più importanza alla percezione della vita (extra-artistica) dell'artista, al suo modo di vedere le cose, al taglio che dà alla sua esistenza e alla consapevolezza che ha di sè e del linguaggio che usa. Tutto questo mi sembra aver poco a che fare con il concetto di "cultura". Un haiku per essere scritto non ha bisogno di nozioni, o almeno ne ha solo in minima parte, il punto principale è lo sguardo che si ha sul mondo, mi sembra.

che la poesia sia pura esternazione di un sentimento, è stereotipo diffuso dal romanticismo, a suo tempo meritorio nel ribellarsi contro certo acritico culto neoclassico dell'antico (non dell'Antichità!) e contro l'aridità del formalismo, ma che diffondendosi e banalizzandosi ha portato all'orrore dei siti web italiani intasati di sedicenti "poeti incompresi" e dei loro pensierini da seconda elementare.


Questo secondo me dipende anche dal fatto che la gente non si chiede abbastanza, e non riflette abbastanza, su cosa sono i "sentimenti". I concetti di amore, di angoscia, di bellezza che si trovano spesso in giro sono a volte spaventosamente ingenui e superficiali. In quel caso basterebbe forse sviluppare il concetto di sentimento e portarlo oltre, vedere dove si radica, mettere tutto in discussione e vedere cosa ne rimane; è bene che la gente scriva, ma dovrebbe almeno essere sicura di sentire con forza quello che scrive...
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#53 lippa

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Inviato 16 dicembre 2007 - 17:32

Sia chiaro io non mi sto riferendo al caso in cui si scriva "L'amore è come una cometa lascia sempre la scia anche quando se ne và" (me la sono inventata ora) grazie al ciufolo che questa non è poesia ma al massimo una banale maniera/modo di cantare l'amore, non mi riferivo quindi ai siti delle varie "kikka" e "mi manki da morire"..il mio discorso era un altro. Sono d'accordo con sottosuolo quando dice che bisogna sviluppare il concetto di sentimento e portarlo oltre e vedere dove esso si radica e con quanta forza. La capacità di cantare un sentimento dipende come ho detto prima dalla sensibilità che uno ha e che trovo sia necessaria nel sapere poi mettere in parole l'emozione: e il mio concetto di sensibilità è abbastanza alto non è di tipo immanente ma è una ispirazione interiore che non tutti probabilmente hanno. Però non mi piacciono le etichette elitarie della serie cè gente che scrive delle stronzate perchè manca di cultura. Penso invece che esprimano in modo semplice dei pensieri senza avere l'obbiettivo di distinguersi dall'ovvietà di un sentimento (che come si è detto tutti sono in grado di provare). Non credo che tutti i poeti abbiano studiato prima di scrivere, credo forse più nel fatto che una volta scoperto di avere una certa inclinazione al poetare abbiano invece coltivato la scrittura come un arte vera e propria. Altrimenti non ci sarebbe differenza tra un quadro di sergio rossi e uno di schifano, come non ci sarebbe differenza tra uno scritto leopardiano e uno mio per esempio. Cè chi ha dedicato una vita a questa passione e alla sua teorizzazione. Se poi ne esiste una.
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#54 sottosuolo

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Inviato 16 dicembre 2007 - 17:49

Penso invece che esprimano in modo semplice dei pensieri senza avere l'obbiettivo di distinguersi dall'ovvietà di un sentimento (che come si è detto tutti sono in grado di provare). Non credo che tutti i poeti abbiano studiato prima di scrivere, credo forse più nel fatto che una volta scoperto di avere una certa inclinazione al poetare abbiano invece coltivato la scrittura come un arte vera e propria. Altrimenti non ci sarebbe differenza tra un quadro di sergio rossi e uno di schifano, come non ci sarebbe differenza tra uno scritto leopardiano e uno mio per esempio. Cè chi ha dedicato una vita a questa passione e alla sua teorizzazione. Se poi ne esiste una.


Secondo me però è anche vero che chi decide (e chi può permettersi di deciderlo naturalmente) di dedicare la sua vita alla riflessione artistica dedica, o almeno dovrebbe dedicare, molto più tempo a sè, e alla consapevolezza di sè, ponendosi quindi su una strada che dovrebbe portarlo fuori dai clichè. Più che i sentimenti in sè, che come tu dici tutti provano, penso sia importante il modo in cui ci si pone di fronte ai propri sentimenti, in modo in cui ri reagisce ad essi. Voglio dire, anche gli animali provano sentimenti, l'uomo ha il potere di riflettere coscientemente quei sentimenti, di affrontarli, di sublimarli esteticamente ecc. Se tutti i linguaggi artistici fossero trasparenti e immediatamente comprensibili potremmo avere forse l'immediata percezione dell'urgenza e della profonfità che muove gli artisti stessi. Ma forse non sarebbe divertente...
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#55 lippa

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Inviato 16 dicembre 2007 - 21:21

Penso invece che esprimano in modo semplice dei pensieri senza avere l'obbiettivo di distinguersi dall'ovvietà di un sentimento (che come si è detto tutti sono in grado di provare). Non credo che tutti i poeti abbiano studiato prima di scrivere, credo forse più nel fatto che una volta scoperto di avere una certa inclinazione al poetare abbiano invece coltivato la scrittura come un arte vera e propria. Altrimenti non ci sarebbe differenza tra un quadro di sergio rossi e uno di schifano, come non ci sarebbe differenza tra uno scritto leopardiano e uno mio per esempio. Cè chi ha dedicato una vita a questa passione e alla sua teorizzazione. Se poi ne esiste una.


Secondo me però è anche vero che chi decide (e chi può permettersi di deciderlo naturalmente) di dedicare la sua vita alla riflessione artistica dedica, o almeno dovrebbe dedicare, molto più tempo a sè, e alla consapevolezza di sè, ponendosi quindi su una strada che dovrebbe portarlo fuori dai clichè. Più che i sentimenti in sè, che come tu dici tutti provano, penso sia importante il modo in cui ci si pone di fronte ai propri sentimenti, in modo in cui ri reagisce ad essi. Voglio dire, anche gli animali provano sentimenti, l'uomo ha il potere di riflettere coscientemente quei sentimenti, di affrontarli, di sublimarli esteticamente ecc. Se tutti i linguaggi artistici fossero trasparenti e immediatamente comprensibili potremmo avere forse l'immediata percezione dell'urgenza e della profonfità che muove gli artisti stessi. Ma forse non sarebbe divertente...

Hai perfettamente ragione, ho omesso una parte fondamentale che è proprio questa di cui parli tu..il concetto di come si affrontano i sentimenti e di come ad essi si riflette è essenziale. Non so quante volte sia capitato in effetti di catturare immediatamente in un'opera d'arte l'impressione stessa dell'artista..anzi ti dirò che ora che mi ci fai pensare è quasi impossibile...anche perchè spesso l'artista scrive, dipinge, compone principalmente per se stesso e a quel punto il messaggio diventa davvero criptico.
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#56 Kien

Kien

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Inviato 27 gennaio 2008 - 00:01

Tra i grandi poeti qui citati credo si possa trovare anche un angoletto per Camillo Sbarbaro, forse uno dei più cupi e rassegnati che abbiamo mai avuto.

Taci, anima di godere

Taci, anima stanca di godere
e di soffrire(all'uno e all'altro vai
rassegnata)
Nessuna voce tua odo se ascolto:
non di rimpianto per la miserabile
giovinezza, non d'ira o di speranza,
e neppure di tedio.
Giaci come
il corpo, ammutolita, tutta piena
d'una rassegnazione disperata.
Non ci stupiremmo,
non è vero, mia anima, se il cuore
si fermasse, sospeso se ci fosse
il fiato...
Invece camminiamo,
camminiamo io e te come sonnambuli.
E gli alberi son alberi, le case
sono case, le donne
che passano son donne, e tutto è quello
che è, soltanto quel che è.
La vicenda di gioia e di dolore
non ci tocca. Perduto ha la voce
la sirena del mondo, e il mondo è un grande
deserto.
Nel deserto
io guardo con asciutti occhi me stesso.


  • 3

#57 paloz

paloz

    Poo-tee-weet?

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Inviato 26 giugno 2008 - 18:49

Parente(si) inesistente
Dedicato a una persona speciale

Sarà la voglia che ha il sole
di vederti ogni giorno
a darti un??aria tanto lucente, con quegli
occhi ancora chiusi dentro al sogno
di diventare grande.

Nell??attesa di scoprire
il segreto della vita
rimani chiusa nel tuo mondo incantato,
sul letto reciso da luci soffuse
di candele consumate da un tempo
immobile.




(Questa è mia, scusate l'egoismo ma volevo sapere cosa ne pensavate.. L'ho scritta quasi due anni fa. Le altre le trovate sul mio blog, citato qui sotto)
  • 0

esoteros

 

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#58 Dylan

Dylan

    Ball don't lie

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Inviato 21 marzo 2014 - 09:16

nessuno scrive qui dal 2010, un forum di cani. riparto io con un fenomeno


Seamus Heaney
Poscritto

E qualche volta trovate il tempo di andare in auto
Immagine inseritaad ovest
in County Clare, lungo la Flaggy Shore,
a settembre o ottobre, quando il vento
e la luce si azzuffano così che da una parte
l’oceano è pazzo di schiuma
e bagliori, e all’interno fra le pietre
la superficie di un lago color ardesia è illuminata
dal lampo terrestre di uno stormo di cigni,
le piume scompigliate e soffiate, bianco su bianco,
le teste adulte dall’aria ostinata
sommerse o affioranti o indaffarate sottacqua.
Inutile pensare di posteggiare e cogliere la scena
più completamente. Non sei né qua né là,
una fretta per cui passano cose note e ignote
mentre forti morbide folate prendono l’auto di sbieco
e sorprendono il cuore sovrappensiero e lo aprono
Immagine inseritad’un soffio
  • 1
Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l’anima ho milionaria.

#59 Dylan

Dylan

    Ball don't lie

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Inviato 03 aprile 2014 - 21:03

Jamie McKendrick translated by Antonella Anedda

Vividi

I morti sono furfanti che fingiamo di amare.
I loro visi di cera un rimprovero sereno.
Impariamo i loro segreti con disgusto:
le loro azioni li rendono cattivi
almeno come noi – anche peggio visto
che sono morti e noi vivi e possiamo migliorare.
I morti sono furfanti che fingiamo di amare.
Sono morti deliberatamente, per dispetto
succhiandoci la linfa per la loro arsura.
Vestiamo le loro colpe di virtù che mai
hanno avuto solo per farli stare al loro posto
là dove devono, a una giusta distanza.
I morti sono furfanti che fingiamo di amare
benché a volte sentiamo le loro voci parlare
esattamente come ci parlarono,
li rivediamo sorridere come un tempo sorrisero,
i capelli vividi che avevano in vita.
  • 1
Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l’anima ho milionaria.

#60 Dylan

Dylan

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Inviato 03 novembre 2015 - 21:18

Quest'anno è come l'anno di mille anni fa,
noi portiamo la brocca e sferziamo la schiena della vacca,
falciamo e non sappiamo nulla dell'inverno,
beviamo mosto e non sappiamo nulla,
presto saremo dimenticati
e i versi svaniranno come neve davanti alla casa.

Quest'anno è come l'anno di mille anni fa,
guardiamo nel bosco come nella stalla del mondo,
mentiamo e intrecciamo cesti per mele e pere,
dormiamo mentre le intemperie consumano
davanti alla porta le nostre scarpe infangate.

Quest'anno è come l'anno di mille anni fa,
non sappiamo nulla,
non sappiamo nulla del declino,
delle città sprofondate, del vortice in cui sono affogati
cavalli e uomini.



Thomas Bernhard
Sotto il ferro della luna
traduzione di Samir Thabet
 


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Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l’anima ho milionaria.




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