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Veleno (La Serie E Il Caso Giudiziario)


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20 replies to this topic

#1 Claudio

Claudio

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Inviato 09 giugno 2021 - 10:17

In due giorni mi sono sparato d'un fiato i 5 episodi di "Veleno", la docu-serie di Amazon che racconta il caso dei cosiddetti "Diavoli della Bassa Modenese", collegando i fatti giudiziari con l'inchiesta giornalistica dell'omonimo podcast di Pablo Trincia. Serie molto ben costruita e congegnata, con una narrazione che procede in modo incalzante, aggiungendo via via nuovi tasselli del mosaico senza svelare la fine (anche perché forse la fine e la verità non si sapranno mai).

 

Per chi non la conosce, la storia è questa:

 

Nel 1997 una tranquilla comunità di provincia viene sconvolta da una serie di casi di pedofilia e satanismo. Le indagini portano alla scoperta di una presunta setta guidata da un prete della zona. Sedici bambini vengono allontanati per sempre dalle loro famiglie. Quattordici persone tra genitori e parenti finiscono in carcere. Venti anni dopo un’inchiesta giornalistica mette in dubbio l’intera vicenda.

 

Sarei curioso di sapere che idea vi siete fatti soprattutto della vicenda giudiziaria, che per me è ormai irrimediabilmente inficiata dalla nascita delle due tifoserie contrapposte (innocentisti vs. colpevolisti) che finisce sempre con l'inquinare casi analoghi (parliamo di Bibbiano? ;D )

Al di là della clamorosa inadeguatezza delle indagini e della faciloneria con cui sono state prese per buone testimonianze a dir poco improbabili da parte dei bambini, a me alla fine resta il dubbio profondo che quegli abusi siano stati effettivamente commessi, seppur in forme diverse, meno scenografiche, ma forse non meno devastanti dal punto di vista psicologico. Più che i racconti univoci dei bambini, mi ha colpito la loro ferma determinazione nel non voler tornare alle loro case, alle loro famiglie: possibile provare questo per chi non ha mai subito neanche un graffio tra le mura domestiche? E quale motivazione potrebbe aver spinto psicologi e assistenti sociali a far costruire ai bambini questo incredibile castello di menzogne e a distruggere le loro famiglie?

 

veleno-stagione-1-serie-tv-amazon-prime-


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#2 lazlotoz

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Inviato 09 giugno 2021 - 12:51

Storia abbastanza incredibile. 

Come al solito in queste storie pare che molti siano colpevoli di qualcosa, ma che non si sa di cosa. Di certo c'è che il lato delle indagini è davvero inquietante. Come abbiano, con tale fermezza, tolto dei figli dalle famiglie fa immaginare situazioni comunque pesanti (la parte delle messe nere ovviamente non regge manco un po', ma il resto rimane). L'idea che dopo così tanti anni non si sia fatta chiarezza è inquietante.

 

La serie, e il podcast prima, per quanto mi riguarda è irricevibile per lo stile di Trincia, che comunque viene fuori da Le Iene, e si vede.

Ovviamente tutt'altra storia, ma per dire, Polvere è un'indagine portata avanti con una professionalità che qui si sognano.


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#3 Tom

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Inviato 09 giugno 2021 - 13:00

I casi di isteria collettiva che arrivano a contagiare anche le autorita' ci sono sempre stati e sempre ci saranno.

Che ci debba sempre essere un fondamento anche minimo per scatenarle e' una pia illusione rassicurante. A volte c'e' a volte non c'e'. TUTTI ci potremmo finire in quei buchi neri della ragione quando si innescano certi meccanismi sociali.


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#4 Claudio

Claudio

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Inviato 09 giugno 2021 - 13:06

La serie, e il podcast prima, per quanto mi riguarda è irricevibile per lo stile di Trincia, che comunque viene fuori da Le Iene, e si vede.

Ovviamente tutt'altra storia, ma per dire, Polvere è un'indagine portata avanti con una professionalità che qui si sognano.

 

Da non estimatore dello stile-Iene, però, devo dire che Trincia ha fatto un lavoro enorme, un'inchiesta vecchio stampo, di quelle che sui giornali non leggiamo più da eoni. Certo, a volte il suo stile affiora un po' troppo, ma nella serie è ben contrappuntato dalle voci dei bambini e degli psicologi che fanno da contraddittorio alla tesi innocentista. E se alla fine la serie lascia il dubbio è proprio per via di questa contrapposizione.

 

Un filo inquietante, in ogni caso, il profilo di Foti, personaggio a metà tra paladino anti-violenze sui bambini e guru di una setta di esaltati.

 

il-comune-di-trieste-ha-organizzato-un-i


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#5 lazlotoz

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Inviato 09 giugno 2021 - 13:19

Sì, sicuramente c'è un gran lavoro dietro, quello emerge chiaramente.

Il problema è che io a Pablo Trincia non credo manco per un secondo. Non viene intaccato il racconto, che rimane comunque notevole. Ma il fatto audiovisivo. Che poteva essere pure interessante, ma che invece rimane davvero poca cosa.

 

Ovvio che se uno non ce l'ha così in culo come ce l'ho io, sicuramente può apprezzare di più.


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#6 Claudio

Claudio

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Inviato 09 giugno 2021 - 13:29

Ma io non la butterei sul personale. In realtà non trovo un solo personaggio davvero credibile in tutta la storia, Trincia incluso, che per me ha sposato troppo la tesi innocentista (anche su Bibbiano dopo). Però credo che lo scopo di questa serie non sia convincere, quello semmai poteva essere lo scopo del podcast di Trincia, qui c'è una contrapposizione che lascia solo vittime sul campo da una parte e dall'altra. Non c'è un solo protagonista della vicenda che non sia rimasto definitivamente devastato, tra morti, suicidi, bambini traumatizzati, famiglie distrutte e psicologi con la vita professionale segnata per sempre. Credo che la particolarità della storia sia proprio questa, unita alla sconcertante gestione giudiziaria. Sarei curioso di leggere le motivazioni di certe sentenze, perché mi pare che il livello di pressapochismo sia stato davvero inaudito. Gli unici che ci hanno guadagnato sono i soliti sciacalli alla Giletti che l'hanno strumentalizzata per ingrassare l'audience.


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#7 lazlotoz

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Inviato 09 giugno 2021 - 14:09

Certo hai ragione. È che proprio non mi piace il modo di raccontare le cose.

 

Però astraendoci dal fatto serie tv, e invece vedendo la vicenda reale... Sì, la sensazione è proprio come dici tu, di pressapochismo inaudito. Ed è la cosa più incredibile viste le conseguenze.

Ci han perso tutti, e non so manco dire chi è messo peggio, se i genitori senza figli o i figli senza genitori (si fa per dire, ovviamente uno strazio per entrambi). E tutto l'intorno davvero desolante.

Ma sul modo di operare per le indagini si sa, non è che in italia si brilli in certe cose (se non l'hai ancora sentito, come sopra, consiglio Polvere).

Alla fine manca un po' il racconto corale, che a pensare che quelli son poi dei paesini del cavolo, chissà come questo fatto abbia devastato pure il tessuto sociale.

 

Davvero una storia da brividi.


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#8 Claudio

Claudio

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Inviato 09 giugno 2021 - 16:25

Ho fatto un salto anche sulla pagina Facebook creata dalle (presunte) vittime e mi ha messo un disagio enorme: https://www.facebook.com/vocivere/

Chissà quanto nella loro granitica convinzione vi sia di ricordo effettivo e quanto di difesa disperata della vita che si sono ricostruiti nelle famiglie affidatarie. Alcuni comunque alla fine hanno incontrato i genitori naturali, tipo il figlio di Federico Scotta, incontro raccontato qui.


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#9 Duck

Duck

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Inviato 09 giugno 2021 - 16:29

Mi avete convinto, la vedo.


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«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 

consigli per il futuro: leggere i fantaconsigli dell'UU e fare l'esatto opposto

Duck tu mi consigliasti di molto bello Delitto e Castigo, che nonostante la lunghezza (per me quello è gia parecchio lunghino) mi piacque parecchio e mi permise anche di fare un figurone con mia cognata in una discussione in cui credeva di tagliarmi fuori.


#10 Merlo

Merlo

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Inviato 09 giugno 2021 - 16:57

Io ho ascoltato il podcast ed è stata una bella botta, non so se ho la voglia/coraggio di vedere anche una serie.


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"Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace"


#11 dirac

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Inviato 09 giugno 2021 - 18:20

Ho ascoltato il podcast. Era interessante la questione "epistemologica" degli interrogatori dei bambini. Gli psicologi li interrogavano cercando conferme alla teoria e le trovavano immancabilmente. Poi pero' mi pare ci fosse un medico che cercava le prove fisiche dei maltrattamenti e li trovava sempre anche lei, allora ti chiedi se non sia dolo più che confirmation bias.

 

Sul resto la vedo come lazlotoz.


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#12 Claudio

Claudio

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Inviato 09 giugno 2021 - 18:52

Ho ascoltato il podcast. Era interessante la questione "epistemologica" degli interrogatori dei bambini. Gli psicologi li interrogavano cercando conferme alla teoria e le trovavano immancabilmente. Poi pero' mi pare ci fosse un medico che cercava le prove fisiche dei maltrattamenti e li trovava sempre anche lei, allora ti chiedi se non sia dolo più che confirmation bias.

 

Ecco, questa delle prove fisiche dei maltrattamenti mi sembra una questione centrale, ma che dai processi emerge in modo piuttosto fumoso, ricorre l'espressione "compatibili con" ma mai qualcosa di più, men che meno tracce di sangue o resti umani o animali di qualsiasi sorta nei presunti luoghi delle messe nere (e infatti quella storia sul piano processuale è crollata completamente). Però, ripeto, pur con tutte le distorsioni e manipolazioni, a me risulta molto difficile credere che non vi siano mai stati maltrattamenti o abusi, anche solo tra le mura di casa.


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#13 Roy Earle

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Inviato 09 giugno 2021 - 20:21

 

Ho ascoltato il podcast. Era interessante la questione "epistemologica" degli interrogatori dei bambini. Gli psicologi li interrogavano cercando conferme alla teoria e le trovavano immancabilmente. Poi pero' mi pare ci fosse un medico che cercava le prove fisiche dei maltrattamenti e li trovava sempre anche lei, allora ti chiedi se non sia dolo più che confirmation bias.

 

Ecco, questa delle prove fisiche dei maltrattamenti mi sembra una questione centrale, ma che dai processi emerge in modo piuttosto fumoso, ricorre l'espressione "compatibili con" ma mai qualcosa di più, men che meno tracce di sangue o resti umani o animali di qualsiasi sorta nei presunti luoghi delle messe nere (e infatti quella storia sul piano processuale è crollata completamente). Però, ripeto, pur con tutte le distorsioni e manipolazioni, a me risulta molto difficile credere che non vi siano mai stati maltrattamenti o abusi, anche solo tra le mura di casa.

 

 

 

Ho cominciato a vederla anche io, ricordavo poco e male della vicenda. Una bella merda.

Prima puntata e prima incongruenza nelle testimonianze dei genitori: quando gli Scotta parlano delle fratture multiple riscontrate sulla bambina tirando in ballo la misteriosa thailandese che avrebbe cercato di convincere la moglie a prostituirsi, Kaempet dice chiaramente "Non voglio più farlo" ben due volte per poi correggersi e dire "Non lo faccio". Quindi nel mondo della prostituzione c'era invischiata eccome e non si tratta di problemi di lingua ma di lapsus vero e proprio. Iniziamo male. Pure quella famiglia di disgraziati dei Galliera mi convincono pochissimo. Mi sa che hai ragione Claudio.


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#14 Claudio

Claudio

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Inviato 10 giugno 2021 - 10:17

 

 

Ho ascoltato il podcast. Era interessante la questione "epistemologica" degli interrogatori dei bambini. Gli psicologi li interrogavano cercando conferme alla teoria e le trovavano immancabilmente. Poi pero' mi pare ci fosse un medico che cercava le prove fisiche dei maltrattamenti e li trovava sempre anche lei, allora ti chiedi se non sia dolo più che confirmation bias.

 

Ecco, questa delle prove fisiche dei maltrattamenti mi sembra una questione centrale, ma che dai processi emerge in modo piuttosto fumoso, ricorre l'espressione "compatibili con" ma mai qualcosa di più, men che meno tracce di sangue o resti umani o animali di qualsiasi sorta nei presunti luoghi delle messe nere (e infatti quella storia sul piano processuale è crollata completamente). Però, ripeto, pur con tutte le distorsioni e manipolazioni, a me risulta molto difficile credere che non vi siano mai stati maltrattamenti o abusi, anche solo tra le mura di casa.

 

 

 

Ho cominciato a vederla anche io, ricordavo poco e male della vicenda. Una bella merda.

Prima puntata e prima incongruenza nelle testimonianze dei genitori: quando gli Scotta parlano delle fratture multiple riscontrate sulla bambina tirando in ballo la misteriosa thailandese che avrebbe cercato di convincere la moglie a prostituirsi, Kaempet dice chiaramente "Non voglio più farlo" ben due volte per poi correggersi e dire "Non lo faccio". Quindi nel mondo della prostituzione c'era invischiata eccome e non si tratta di problemi di lingua ma di lapsus vero e proprio. Iniziamo male. Pure quella famiglia di disgraziati dei Galliera mi convincono pochissimo. Mi sa che hai ragione Claudio.

 

Sì, quella vicenda non è chiara per nulla e più si cerca di approfondire, più spuntano dubbi.

 

Per dire, il comitato pro-vittime, in occasione della mancata revisione del processo a Scotta, ha tirato fuori questa ricostruzione dei fatti basata su ulteriori precedenti:

 

Pablo Trincia si occupa in questa parte di Federico Scotta e della moglie thailandese Kaempet Lahmab, ai quali vengono tolti due figli, Elisa, nata nel 1993 e Nick di pochi mesi, a seguito delle dichiarazioni di Dario, che riconosce Federico Scotta con la figlia Elisa e Francesca Ederoclite, con la figlia Marta, come presenti in più occasioni nelle quali venivano compiuti abusi su bambini.Qui si registrano varie omissioni e distorsioni della storia, piuttosto rilevanti.
Pablo Trincia descrive gli Scotta quasi come una famiglia da Mulino Bianco: il padre di Federico, vedovo, compie frequenti viaggi in Thailandia e una volta porta con sé il figlio allora sedicenne. In tale occasione Federico conosce quella che diventerà sua moglie, compiuti i diciotto anni. Hanno due bambini e vivono felici e contenti; diventano amici con Francesca Ederoclite, separata con una bambina, Marta, che abita nello stesso stabile. Tutti insieme si vedono spesso e fanno allegre gite ai lidi ferraresi.
L’idillio viene interrotto da un episodio, così riferito da Pablo Trincia: la moglie di Federico ha una lite con un’amica anch’essa thailandese che vuole costringerla alla prostituzione. Nel corso della lite, l’amica afferra la piccola Elisa, di appena un mese, e la scaraventa contro il muro. La bambina viene portata il giorno dopo in ospedale dove le riscontrano una frattura e varie ecchimosi. L’amica viene denunciata, ma nel frattempo i servizi sociali sospendono la potestà genitoriale e affidano la bambina a una famiglia della zona.
Le cose non stanno esattamente così: Elisa Scotta, nata nel 1993, è seguita fin quasi dalla nascita dai servizi sociali; a dieci giorni dalla nascita, viene ricoverata all’ospedale di Mirandola per lesioni al volto, alle orecchie e agli occhi; dopo una settimana, è ancora al Pronto soccorso per ematoma cranico; un mese dopo, è ricoverata in pediatria per circa venti giorni dove le vengono riscontrate fratture al cranio, al femore, al radio sinistro e nove fratture costali, per un totale di 12 fratture, non una sola come riporta Pablo Trincia. Dell’ultimo fatto è vero che fu accusata e processata un’amica di famiglia, che, a dire degli Scotta, avrebbe fatto del male alla bimba nel corso di un litigio con Kaempet Lamhab, per storie attinenti all’esercizio della prostituzione. L’amica patteggerà la pena. Nel corso del primo processo tali fatti vengono esaminati e si rilevano diverse incongruenze, come il fatto che la bambina fu portata al P.S. solo dopo 24 ore e nessuna denuncia fu fatta dagli Scotta contro l’amica. Le indagini porteranno alla luce anche altri fatti sulla famiglia di Federico Scotta: a casa del padre Giovanni Battista Scotta verrà trovato materiale pedo-pornografico (per cui sarà accusato anche di ricettazione), e si accerterà che per anni ha abusato dell’altra figlia Giovanna, che in un diario, aveva scritto che il padre abusava di lei da quando aveva 5 anni (il procedimento contro G.B. Scotta si conclude con l’estinzione per prescrizione). Lo stesso Federico Scotta parlerà nel processo di abusi subiti dalla sorella. Durante uno dei viaggi “culturali” in Thailandia, anche il padre conosce una donna del posto e si risposa: hanno un figlio, Singa, che accuserà poi il padre di abusi sessuali, e ciò sarà oggetto di un separato procedimento penale.
Il 30 aprile 1997, dopo un percorso sorvegliato di graduale riavvicinamento ai genitori naturali, il Tribunale dei minori dispone la sperimentazione del rientro stabile di Elisa in famiglia.
Il 5 luglio 1997, a seguito delle indagini avviate sulla base dei racconti di Dario, Elisa viene allontanata dai genitori e ricollocata in affido. Anche il fratello Nick, nato da pochi mesi, viene allontanato e affidato al Cenacolo Francescano di Reggio Emilia. Il 13 agosto 1997, la visita ginecologica e medico legale conferma sospetti di abuso sessuale. Per la tenera età Elisa non viene sottoposta ad esami testimoniali.

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#15 Garga Charrua

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Inviato 10 giugno 2021 - 10:46

Sinceramente non so cosa pensare. Gli Scotta hanno l'aria di essere dei bei lordoni. Quello che parla di "erezione spontanea" quando la figlia si è messa accanto a lui per guardare i cartoni è pure un bel soggetto. Però però... ci sono troppe cose che non tornano. Posto che la storia dei riti satanici era una palese fregnaccia, anche nei singoli casi di violenze in famiglia c'è molta nebbia e pochi fatti certi. 


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#16 Roy Earle

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Inviato 10 giugno 2021 - 12:46

Sinceramente non so cosa pensare. Gli Scotta hanno l'aria di essere dei bei lordoni. Quello che parla di "erezione spontanea" quando la figlia si è messa accanto a lui per guardare i cartoni è pure un bel soggetto. Però però... ci sono troppe cose che non tornano. Posto che la storia dei riti satanici era una palese fregnaccia, anche nei singoli casi di violenze in famiglia c'è molta nebbia e pochi fatti certi. 

 

Trincia è stato bravissimo a scoperchiare i metodi inverecondi e dilettantistici con cui assistenti sociali e psicologi hanno portato i bambini a dire quello che volevano loro plagiandoli in maniera inaccettabile. Foti è un personaggio abbastanza inquietante: da un lato ti viene voglia di credere alla sua buona fede quando sostiene con forza che il fenomeno degli abusi intrafamiliari è sottovalutatissimo e cova nel silenzio generale perché realtà intollerabile nella sua gravità, dall'altro vai a leggerti i magheggi che combinava in altri lidi nell'inchiesta Angeli e Demoni e ti accorgi che il cavaliere senza macchia protettore dei bambini abusati lucrava su quegli stessi strappando ricchi appalti a compiacenti amministrazioni locali a botte di sedute da 135€ l'ora.

La storia dei riti satanici nel cimitero con contorni di massacri di decine di bambini e persone era poi talmente ridicola che fossi stato il magistrato a capo delle indagini avrei ordinato la perquisizione della casa della Donati: chissà quanti libri su sette sataniche e diavolacci cornuti assetati di sangue minorenne avrebbero trovato, ci scommetto. Forse abbiamo rimosso che nei decenni 80-90 ci fu una vera e propria follia collettiva con episodi satanici praticamente in ogni dove, reportage "giornalistici" a cadenza settimanale in tutte le tv sul dilagare di messe nere e profanazioni assortite e in quel contesto culturale demenziale vuoi che questa fantomatica e diabolica insidia non abbia suggestionato decine e decine di assistenti sociali e psicologi (categoria in cui molto più spesso di quanto dovremmo ci ritroviamo sempliciotte anime belle o veri e propri crociati della purezza dei bimbi)?

Bestie di Satana, Bambini di Satana, sacrifici a Satana, chiese di Satana, Marilyn Manson erano tutti argomenti su cui i media premevano con risultati molto spesso catastrofici. Una lettura utile a capire lo spirito del tempo di allora è il libro dei Luther Blisset Lasciate che i bimbi.

Trincia però sorvola con sufficienza,, da bravo ex Iena, sulle versioni di quei ragazzi che non hanno ritrattato e sui lati oscuri, minori e meno eclatanti della vicenda come sottolineato dal post del comitato delle vittime riportato da Claudio più su.

O ci sono Angeli o ci sono Demoni e in mezzo a questo dualismo naif cavalcato dai media la verità, come spesso accade, si perde nell'oblio.

Ma del resto:


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#17 Claudio

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Inviato 14 giugno 2021 - 08:33

Repubblica oggi rilancia la tesi innocentista con intervista al "bambino zero" (orribile termine, ma tant'è) il quale sostiene di aver inventato tutto:

Il caso Veleno. “Né abusi né riti satanici, 16 bimbi tolti ai genitori per le mie accuse inventate”
Parla Davide, il bambino zero dell'inchiesta sui "Diavoli della Bassa Modenese": "Ricordo diversi colloqui anche di 8 ore. Psicologa e assistenti sociali non smettevano finché non dicevo quello che volevano loro. Mi dicevano che ero coraggioso"

 

di Valeria Teodonio

Davide ha un sorriso disarmante. All’inizio è un po’ imbarazzato, ma poi si fa coraggio: "Sono pronto". Ha 31 anni, è un ragazzo alto e magro, la voce profonda e gli occhi verde acqua, appena velati da un'ombra scura. Ha deciso di raccontare per la prima volta la sua storia. La sua verità. Rivelazioni sconcertanti su fatti che hanno distrutto la vita di decine di persone alla fine degli anni '90.
Era uno scricciolo biondo quando, nel 1997, le assistenti sociali e la psicologa che lo seguivano iniziarono a fargli tante domande sulla sua famiglia. In quei colloqui Davide raccontò di aver subito abusi sessuali da parte di suo padre e di suo fratello, nella loro casa nella campagna di Massa Finalese, in provincia di Modena. Non solo. Disse che nei cimiteri della sua zona avvenivano delle strane cerimonie, parlò di messe sataniche in cui i grandi facevano del male ai piccoli. In cui i bambini venivano violentati ed erano costretti perfino a uccidere altri bambini.

I racconti di Davide - il "bambino zero" di questa storia - diedero il via a un'inchiesta che durerà anni, quella sui "Diavoli della Bassa Modenese". Un'inchiesta su cui "Veleno", il podcast firmato da Pablo Trincia e pubblicato da Repubblica nel 2017 (su cui Amazon ha realizzato una docu-serie), ha gettato nuova luce. L'indagine, dopo le testimonianze di altre presunte vittime, portò 16 bambini ad essere allontanati dai loro genitori. Alcuni imputati, tra cui i familiari di Davide, vennero condannati a molti anni di carcere per pedofilia. Altri vennero assolti. In ogni caso i genitori non riebbero mai più i loro figli. E una mamma si suicidò.
Prima d'ora Davide non aveva mai rilasciato un'intervista. Ha deciso di farlo "perché - ha spiegato - non può più tenersi dentro la verità".

Quando iniziarono i colloqui? E perché?
"Iniziarono quando avevo 7 anni. I miei genitori erano poveri e venni affidato a un'altra famiglia. Ogni tanto però, come prevedeva la prassi, tornavo dalla mia famiglia d'origine. Una volta vidi mia madre naturale molto triste. E divenni cupo anche io. Così, quando tornai dalla famiglia affidataria, la donna che poi diventò la mia mamma adottiva mi chiese se fossi stato maltrattato. Ha insistito tanto che alla fine le dissi di sì. Anche perché avevo paura di essere abbandonato, se non la avessi accontentata. Senza rendermi conto delle conseguenze di quello di quello che stavo facendo".

Cosa succedeva durante i colloqui?
"La psicologa Valeria Donati e le assistenti sociali che mi seguivano iniziarono a martellarmi di domande. Ricordo diversi colloqui anche di 8 ore. Non smettevano finché non dicevo quello che volevano loro. Mi chiesero di dire dei nomi e io inventai dei nomi a caso, su un foglio. Per disperazione. Ho inventato che mio fratello aveva abusato di me, che c'erano delle persone che facevano dei riti satanici. Ma non c'era nulla di vero. Mi sono inventato tutto. Perché se dicevo che stavo bene non mi credeva nessuno. A forza di insistere ho detto quello che si volevano sentir dire".

E cosa successe dopo quei colloqui?
"Vennero convocati altri bambini e anche loro fecero quei racconti. Loro mi dicevano che ero coraggioso, che ero il primo a parlare. "Coraggioso" era la loro parola preferita. Un giorno la psicologa mi fece fare un incontro con gli altri ragazzi, e lei disse che li avevo salvati. Ma io non avevo salvato proprio nessuno. Mi sono sentito morire dentro. Una volta cercò anche di farmi accusare una donna che mi aveva accolto quando ero piccolo, Oddina Paltrinieri. Ma non lo feci".

Sua madre per prima era convinta che gli abusi fossero reali?
"La mia mamma affidataria era sicura che mi facessero del male, ma non era vero. Mio fratello è andato in galera, ma in realtà eravamo molto legati, avevamo un ottimo rapporto. Guardavamo la televisione. Non riesco ad accettare di aver detto queste cose sulla mia famiglia. Mi dispiace tanto".

Perché lei era così convinta?

"Secondo lei è impossibile che un bambino possa inventarsi cose del genere. Ma vi assicuro che dopo determinate domande un bambino dice quello che vuoi. Se a un bambino dici dieci volte che i genitori facevano cose brutte, alla fine lui dice, sì, facevano cose brutte".

Cosa ha provato quando è uscito Veleno?
"Quando è uscito Veleno ho sentito il bisogno di chiedere scusa. Mi sentivo in colpa da una vita. Ho voluto riallacciare i rapporti con quello che resta della mia famiglia, i miei fratelli. Visto che i miei genitori sono morti dopo essersi ammalati in carcere. Ma mia madre adottiva ha detto che dovevo scegliere: o noi o loro. E ci sono stato molto male".

Lei è stato ricoverato più volte in questi anni, perché sentiva di non stare bene psicologicamente.
"Mia madre mi ha portato anche dallo psicologo Claudio Foti, a Bibbiano. Anche lui ha provato a farmi dire che avevo subito gli abusi. E di stare lontano dai giornalisti. Nel mio ultimo ricovero, invece, sono entrato volontariamente. Perché io continuavo a dire che quegli abusi non erano mai avvenuti mentre la mia madre adottiva continuava a sostenere che invece erano avvenuti e che dovevo farmi curare. Non sapevo dove sbattere la testa e ho chiesto di essere ricoverato per qualche giorno. Ma invece mi hanno tenuto 41 giorni contro la mia volontà. Un avvocato mi ha aiutato a uscire".

Perché altri bambini parlarono anche loro di abusi e riti satanici?
"Credo perché anche loro furono pressati, martellati con domande infinite".

E perché alcuni di loro, da grandi, continuano ad affermare di essere stati abusati?
"Perché nelle loro menti si è ormai creato un falso ricordo. O perché è difficile raccontare la verità adesso, dopo tanti anni. Hai paura che se la possano prendere con te per tutte le bugie che hai detto. Anche io avevo paura di dire la verità".

Cosa vuole dire a sua madre? E ai ragazzi che sono nella sua situazione?
"Vorrei dire a mia mamma che anche se non mi crede io le voglio bene. Ai ragazzi voglio dire di farsi forza, e di dire la verità. Perché nessuno ce l'ha con noi. Siamo vittime".

Ora come sta?
"Sono contento, rivedo i miei fratelli. Avevo paura a ricontattarli. Pensavo che l'avessero con me. Non era così".

E da quanto non era contento?
"Da quando avevo 7 anni".


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#18 Garga Charrua

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Inviato 14 giugno 2021 - 11:08

Ho voluto riallacciare i rapporti con quello che resta della mia famiglia, i miei fratelli. Visto che i miei genitori sono morti dopo essersi ammalati in carcere. Ma mia madre adottiva ha detto che dovevo scegliere: o noi o loro. E ci sono stato molto male".

 

 

Che schifo.

 

 

ps: noto che l'associazione Voci Vere ancora non ha fiatato. 


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#19 Il nostro caro angelo

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Inviato 14 giugno 2021 - 11:30

Storia allucinante che edifica tracce come supporti per ridescrivere un passato intollerabile.

 

Uno degli elementi centrali di tutta la vicenda è - a mio avviso - il parallelo con Bibbiano: la differente modalità di elaborazione del sensemaking (capovolta a seconda delle prospettive) fornisce il significato dei casi giudiziari, influenzando in maniera permanente e oggettiva lo sguardo degli inquirenti, delle vittime e della stessa opinione pubblica.

Per il resto mi sembra una serie davvero ben congegnata, da divorare effettivamente in un paio di giorni.


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#20 Eugenio Cefis

Eugenio Cefis

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Inviato 14 giugno 2021 - 12:11

A suo tempo avevo ascoltato il podcast, rimanendone impressionato non troppo positivamente, per il taglio eccessivamente innocentista proposto da Pablo Trincia e l'impressione netta che il giornalista facesse cherry picking nell'esporre i fatti.
Che gli inquirenti e gli psicologi, a partire dall'incommentabile Foti, abbiano commesso porcherie immani è un dato di fatto, così come permangono evidenti dubbi sulla colpevolezza di gran parte degli imputati. Le storie riguardanti messe nere erano da escludere in prima istanza, senza dover tornarci sopra.
Però, da tutto quello che ho letto sul caso e su situazioni analoghe (Mc Martin School in testa) che negli ultimi anni sono state sottoposte a un lavoro di debunking in senso inverso (il monumentale The Witch Hunt Narrative del professor Ross Cheit smonta in modo dettagliato, servendosi di una documentazione impressionante, il mito della "caccia alle streghe" nei daycare center americani negli anni Ottanta, mito mandato avanti da soggetti interessati e a volte inquietanti), ritengo che un fondo di verità da cui sono partite quelle indagini rimanga e che qualcuno di quei bambini sia stato effettivamente abusato. Peccato che inquirenti e psicologi abbiano usato metodi di indagine ampiamente superati già all'epoca perché suggestivi e deformanti dei fatti. Così quelli che sarebbero stati alcuni casi di abuso che purtroppo possono accadere diventarono un circo e uno scandalo mediatico in un momento in cui, dopo i fatti di Marcinelle e la nascita della pedopornografia in rete, era sorto da un giorno all'altro l'isterismo sociale sulla pedofilia in ogni angolo, con i bambini strappati dai giochi per strada e la nascita dello helicopter parenting, nonostante già all'epoca tutte le statistiche dicessero che nove volte su dieci l'abusante è un conoscente se non un membro della famiglia, altro che stranger danger.
Non so se vedrò la serie, a me Trincia piace poco, anche se ha fatto un lavoro notevole, questo è innegabile.
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Immaginate che abbia messo in firma qualcosa di interessante




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