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Bad Luck Banging Or Looney Porn (Radu Jude, 2021)


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4 replies to this topic

#1 nicholas_angel

nicholas_angel

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Inviato 29 aprile 2021 - 08:45

ATTENZIONE: il film v.m. 18 inizia con un Porno amatoriale e potrebbe sconvolgere i più sensibili...

 

Tempo fa, dopo la visione di un film di Ferreri con mio padre, ci eravamo detti che di provocatori di questo calibro nel cinema non c'è più traccia. Poi arriva dal nulla questo Orso d'oro (scoperto grazie alla piattaforma streaming MioCinema e oggi nelle sale), a sottolineare lo stato di salute del cinema rumeno, ma con uno spirito anarchico e folle che non si vedeva da tempo in Europa: "Bad luck banging or loony porn" (tradotto su Circuito Cinema come "Una botta sfortunata o follie porno"), un titolo che è tutto un programma, di Radu Jude, autore già affermato in patria, ma pronto alla consacrazione europea con la sua nuova opera. 

 

In seguito a un suo video porno amatoriale finito per sbaglio in rete, un'insegnante di una scuola media è a rischio licenziamento, ma un processo potrebbe ribaltare la sua posizione (al diavolo i giochi di parole).

Un'analisi al vetriolo del maschilismo e del moralismo vigenti oggi in Romania, ma non solo, con tanto di mini-saggi audiovisivi a metà visione a interrompere la narrazione, al fine di allargare il campo delle riflessioni proposte da Jude: è il primo film che vedo in cui protagonisti hanno quasi sempre la mascherina e si prenota con forza un posto nella Top 10 di fine anno. 

 

Chi lo vede in sala puo' dire le reazioni del pubblico dalla scena iniziale ? Magari qualcuno abbandonerà il cinema sconvolto...

 

https://www.circuito...y-porn-v-o-s-2/

 

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#2 paloz

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Inviato 01 maggio 2021 - 22:00

Chiarissime le intenzioni, un po' troppo sfilacciata l'esecuzione. Ne emerge il profilo di un regista altamente opinionato che sfrutta la provocazione e l'osé per colpire dritto ai conservatori, quando invece paradossalmente sono gli sguardi impassibili sulla città e le frecciate ideologiche / letterarie più oblique a cogliere davvero nel segno. Formidabile la sezione centrale in forma di alfabeto dell'umanità, un vero manifesto poetico.

La vittoria alla Berlinale ricorda un po' quella di Touch Me Not, forse ancora più ardito nel mostrare senza filtri una realtà scomoda come quella delle deformazioni genetiche, nonché la sessualità lgbtq+ e il mondo della prostituzione ad essa legato. Non vorrei insomma che l'Orso d'Oro fosse solo una gara a chi si spinge più oltre, poiché magari si tratta di film più significativi che "belli" - roba da vedere al massimo una volta, insomma.
  • 1

esoteros

 

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#3 Jules

Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 01 maggio 2021 - 22:43

Io non ho visto alcuna reazione scandalizzata, diverse risate e un po' di stupore.

 

Il film, va detto subito, è un capolavoro, oltre che uno dei film più importanti che il cinema europeo abbia realizzato nel nuovo millennio. E' un film in cui l'immagine provocatoria non è mai tesa a scandalizzare, né tantomeno non ha una coerenza profonda con quanto mostrato in precedenza e successivamente. E' un film con una densissima capacità di osservare il reale, in una prima parte che sembra quasi un documentario sulla Romania di oggi (l'aggettivo che viene in mente prima di qualsiasi altro è: maleducata) e in una seconda che spicca il volo sulle ali della satira acuta che trasforma una delle scuole migliori di Bucarest in un coacervo di neofascisti (punto di arrivo ideale di quanto messo in scena fino a quel punto).

 

Il ragionamento paradossale è intelligente e originale: si parte con un filmato porno, si mostra una comunità che vede sesso e maschilismo ovunque e poi, facendo un'analisi morale dell'insegnante sputtanata in pubblico, arriva persino a trarne conseguenze politiche: non solo fa sesso col marito, ma è pure disinibita, rivendica un ruolo attivo nell'amplesso e, a quel punto, non può che essere ebrea, comunista, anti-patriottismo.

 

Ormai fare ironia sul fatto che chi parla del cinema rumeno è sicuramente uno snob è diventato uno sport facile da praticare. Ma non è colpa del cinema rumeno se è la miglior industria cinematografica d'Europa da almeno vent'anni.


  • 4

#4 lazlotoz

lazlotoz

    Enciclopedista

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Inviato Ieri, 17:13

Film davvero notevolissimo.

La prima parte è un capolavoro. Dimostra che nel linguaggio cinematografico se hai un'idea una, e la porti avanti con caparbia costanza ottieni delle cose superbe. Quelle panoramiche ripetute in maniera ossessiva sono un fattore programmatico che ci si può scrivere un manifesto. Raccontare un mondo in inquadrature. Certo ci va giù anche in maniera schematica e semplificata, ma quello è il suo discorso. D'altra parte le prime inquadrature non lasciano dubbi su quale sia il registro.

La seconda parte, è perfetta. Un alfabeto-mondo che non solo descrive e analizza ma allo stesso tempo crea. Con alcune battute fulminanti (Gesù che anche da parte di madre ha una buona famiglia, meglio un vitello che un infarto etc), e racconti del passato da mettere i brividi. Cortocircuiti (il ritratto, citando Pasolini, allo specchio).

La terza parte è quella che a conti fatti forse è più debole. Ma che anche lì, tira dritto per l'idea iniziale. È teatro, i personaggi sono semplicemente delle rappresentazioni di concetti, ideologie, idee e perversioni. Infatti fenomenale l'idea di spostarli, mischiarli. E di mettere voci e rumori costanti (come nella prima parte meraviglioso il lavoro sul suono del traffico ossessivo). Però forse a un certo punto forse un po' eccede... ma come dire, la scena finale è un colpo di coda che sublima qualunque cosa. Pure nella sua semplice banalità. 

 

Tre appunti:

Mascherine: non ne avevo ancora visti di film ambientati nell'oggi, con le mascherine da covid. E averla giocata su un tema del genera ci fa capire quanto sia buono sto regista. Il fatto di nascondersi, di non vedere le facce dei giudicanti alla fine etc etc

 

Macchine parcheggiate: metafora spiattellata, certo. Ma che è una roba talmente efficace che poco importa.

 

Romania: questa è la Romania, ma sinceramente potrebbe essere senza problemi un film sull'Italia ed essere identico. Il problema che un regista così e un produttore così oggi come oggi in italia è impossibile da trovare. Toh, volendo Maresco.

 

Voto: 8,5


  • 1

#5 Sandor Krasna

Sandor Krasna

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Inviato Ieri, 20:17

La prima parte è Cléo de 5 à 7 dei poveri, ma nel senso letterale del termine, ottimo il filmare alla nouvelle vague (oggi diremmo mumblecore) di una Romania senza possibilità di redenzione culturale (i palazzi storici in rovina, così come un cinema abbandonato).
Geniale anche per me il lasciare le mascherine e il covid a livello diegetico (evidentemente metafora dell'assenza di significato che dilaga come il virus appunto). Per il resto un grande pugno in faccia agli intellettuali contemporanei, tutti presi a citare da e con internet in un mondo in cui non ci si guarda più in faccia (nascosti dalle mascherine, ma non solo).
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