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Ondalibri: Commenti Alle Classifiche 2020


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47 replies to this topic

#21 Greed

Greed

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Inviato 19 dicembre 2020 - 13:57

Nori niente, 100 (ho letto la sua traduzione e introduzione a Mosca Petuski, già si capisce qualcosa).

 

Sulle bibliografie lunghe: l'importante è partire, come quando si cammina. Fortunatamente Celati ha scritto un sacco di cose brevi, come anche Landolfi (letti parecchi, capito poco, ma va bene così)


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#22 Duck

Duck

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Inviato 19 dicembre 2020 - 14:11

Cioè ora 100000 è diventato 100? Si sentirà sminuito!

 

Comunque sicuramente l'antologia calviniana ha il merito di fare un po' d'ordine. Poi non so se abbia selezionato veramente il meglio (per chi poi?), però mi pare un ottimo punto di partenza.

Il comunista non parla di estinzione di massa e quindi è già qualcosa asd è piuttosto un dilemma morale di questo membro del PCI, diventato deputato da poco, alle prese sia con le piccolezze della propria esperienza di vita (l'amica, l'ex moglie), con le piccolezze di partito (sempre fatto da umani con le loro magagne), che con grandi questioni come l'eterna condanna al lavoro e alla fatica per domare un mondo demmerda. Non è uno di quei romanzi che vuole dare risposte e mi pare sia un pregio.


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«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 

consigli per il futuro: leggere i fantaconsigli dell'UU e fare l'esatto opposto

Duck tu mi consigliasti di molto bello Delitto e Castigo, che nonostante la lunghezza (per me quello è gia parecchio lunghino) mi piacque parecchio e mi permise anche di fare un figurone con mia cognata in una discussione in cui credeva di tagliarmi fuori.


#23 Greed

Greed

    round control to major troll

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Inviato 19 dicembre 2020 - 14:18

Ti volevo chiedere qualche info di più su Woodehouse.

 

Sono un po' avverso alle antologie, per cui ho evitato quella Calvino; che ha comunque il pregio di dare un ordine tematico o di genere per un autore che ha una produzione vasta e disordinata. Bello il Racconto d'autunno, penso che la tua predilezione per la storia te lo farà apprezzare... ( :shifty:)

 

(100000 Lo divido sempre, ma è per non sbagliare il numero degli zeri)


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#24 100000

100000

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Inviato 19 dicembre 2020 - 16:18

Spesso sono diffidente anch'io sulle antologie, almeno quelle su un autore solo e non per generi, che già capisco di più.

Nori secondo me c'entra il giusto con il discorso che facevi sui discendenti delle Operette Morali (ok non era proprio così ma ci siamo capiti), però come tono e soprattutto come frequentazioni è sempre in quel giro lì: Cavazzoni, Celati, Benati, ecc., o almeno lui li cita in continuazione (oltre ai russi, che incredibilmente mi sembra che siano in qualche modo collegati a questa che non chiamerei una scuola ma boh).

 

@duck: il fatto che parlasse di estinzione di massa comunque per me era un grosso +, mentre della politica italiana nello specifico mi frega poco (da qui i miei dubbi sopra), ma se mi capita gli darò una possibilità

 

p.s.: ovviamente non mi offendo per il numero di 0, mettetene quanti ne volete.


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#25 Duck

Duck

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Inviato 19 dicembre 2020 - 21:17

@duck: il fatto che parlasse di estinzione di massa comunque per me era un grosso +, mentre della politica italiana nello specifico mi frega poco (da qui i miei dubbi sopra), ma se mi capita gli darò una possibilità

 

Di politica ce n'è sicuro, di italiano c'è l'ambientazione e quindi non ci si può scappare. Però non è quello il focus del romanzo.

Per Dissipatio H.G. ne parliamo auspicabilmente più avanti quest'anno :P

 

Wodehouse: io sono un neofita, l'esperto è An Absent Friend che l'ha consigliato anche a me. Ha due enormi pregi: i suoi romanzi non parlano proprio di nulla di importante e come li scrive. Sono tutti ambientati negli anni '20 spensierati che, alla fin fine, non sono manco mai esistiti. I personaggi sono perlopiù ricchi, raramente devono lavorare per vivere ma se proprio devono tenersi buoni chi gli passa il mantenimento. Le trame sono tutte basate sugli equivoci: matrimoni che saltano, maiali che vengono rapiti, piani che vanno a catafascio con una catena di eventi organizzata alla perfezione. Ne ha scritti tantissimi e anche una miriade di racconti, organizzati poi a "cicli" in base ai personaggi.

Quello che ho messo in classifica fa parte del ciclo forse più famoso, quello di Bertie Wooster (uno degli adorabili sfaccendati di cui sopra) e del suo maggiordomo Jeeves. L'imbecillità del primo (che pure è pieno di buone intenzioni ed è impossibile non avere in simpatia) è bilanciata dall'impertubabilità e dall'intelligenza sopraffina del secondo, che lo cava fuori dai guai con piani sottilissimi.

Ma il bello, oltre al fatto che uno si diverte, è come si sono scritti, tanto che io (su pressioni dell'amico assente di cui sopra) me li sono letti in originale, pure se la mia principale esperienza nella letteratura inglese sono gli articoli di informatica asd Quelli che ho letto in italiano inevitabilmente perdono qualcosa del suo linguaggio che è fantasioso, capace di accostamenti paradossali, ma anche immediato e con scambi di battute fulminanti.

Come si fa a non apprezzare uno che titola un romanzo "Aunts aren't gentlemen"?

Quindi una roba di totale intrattenimento, e scusate se è poco.


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«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 

consigli per il futuro: leggere i fantaconsigli dell'UU e fare l'esatto opposto

Duck tu mi consigliasti di molto bello Delitto e Castigo, che nonostante la lunghezza (per me quello è gia parecchio lunghino) mi piacque parecchio e mi permise anche di fare un figurone con mia cognata in una discussione in cui credeva di tagliarmi fuori.


#26 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 19 dicembre 2020 - 23:10

 

 

Wodehouse: io sono un neofita, l'esperto è An Absent Friend che l'ha consigliato anche a me. Ha due enormi pregi: i suoi romanzi non parlano proprio di nulla di importante e come li scrive. Sono tutti ambientati negli anni '20 spensierati che, alla fin fine, non sono manco mai esistiti. I personaggi sono perlopiù ricchi, raramente devono lavorare per vivere ma se proprio devono tenersi buoni chi gli passa il mantenimento. Le trame sono tutte basate sugli equivoci: matrimoni che saltano, maiali che vengono rapiti, piani che vanno a catafascio con una catena di eventi organizzata alla perfezione. Ne ha scritti tantissimi e anche una miriade di racconti, organizzati poi a "cicli" in base ai personaggi.

Quello che ho messo in classifica fa parte del ciclo forse più famoso, quello di Bertie Wooster (uno degli adorabili sfaccendati di cui sopra) e del suo maggiordomo Jeeves. L'imbecillità del primo (che pure è pieno di buone intenzioni ed è impossibile non avere in simpatia) è bilanciata dall'impertubabilità e dall'intelligenza sopraffina del secondo, che lo cava fuori dai guai con piani sottilissimi.

Ma il bello, oltre al fatto che uno si diverte, è come si sono scritti, tanto che io (su pressioni dell'amico assente di cui sopra) me li sono letti in originale, pure se la mia principale esperienza nella letteratura inglese sono gli articoli di informatica asd Quelli che ho letto in italiano inevitabilmente perdono qualcosa del suo linguaggio che è fantasioso, capace di accostamenti paradossali, ma anche immediato e con scambi di battute fulminanti.

Come si fa a non apprezzare uno che titola un romanzo "Aunts aren't gentlemen"?

Quindi una roba di totale intrattenimento, e scusate se è poco.

 

 

Di Woodhouse ne lessi un paio, non ricordo i titoli. Ricordo però il piacere della lettura, e alcune pagine sul cricket davvero meravigliose.

È una letteratura inglesissima che più inglese non si può. Se l'etichetta può avere un senso. E probabilmente non ce l'ha. asd

 

È di quegli scrittori che si possono consigliare sempre. Non so se ha scritto dei capolavori, ma di certo ha creato un mondo da esplorare. E tanto ci basti.


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#27 Greed

Greed

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Inviato 20 dicembre 2020 - 10:13

Sembra interessante. Voi che lo sostenete poi ci prendete abbastanza con i miei gusti, quindi tengo a mente.

 

 

Nori secondo me c'entra il giusto con il discorso che facevi sui discendenti delle Operette Morali (ok non era proprio così ma ci siamo capiti), però come tono e soprattutto come frequentazioni è sempre in quel giro lì: Cavazzoni, Celati, Benati, ecc., o almeno lui li cita in continuazione (oltre ai russi, che incredibilmente mi sembra che siano in qualche modo collegati a questa che non chiamerei una scuola ma boh).

 

 

Avevo notato i costanti rimandi comuni e le collaborazioni, oltre a una casa comune che è Quodlibet. Wikipedia dice

 

"Dal 2008 ha visto la luce Compagnia Extra [della Quodlibet], una "banda di pensiero" più che una mera collana di narrativa (diretta da Ermanno Cavazzoni e Jean Talon) che finora ha pubblicato libri e autori dall'ispirazione ariostesca come Federico FelliniUgo CorniaGianni CelatiDaniele BenatiPuškinGeorges PerecLuigi Malerba e Paolo Nori."

 

(ariostesca?)

Tra gli autori passati Perec è un altro dei quotatissimi che devo recuperare.


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#28 100000

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Inviato 20 dicembre 2020 - 11:12

Idem per Perec, Quodlibet volevo giusto citartela. Per quanto intuisca un umore simile non riesco a organizzare il pensiero in maniera esatta come il Celati citato sopra (e non ho neanche minimamente letto tutti gli scrittori della lista).
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#29 Greed

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    round control to major troll

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Inviato 21 dicembre 2020 - 18:03

Per me l'umore di cui parli (anche io avrei usato la stessa parola) è il fatto di essere intellettuali-artisti un po' bislacchi e spesso a loro agio con le traduzioni "d'autore".

Poi in Fellini (Il viaggio di Mastorna, sceneggiatura di un film che non s'è fatto), Celati, Cavazzoni (e anche il Baldini di Intercity, che non fa parte della cricca ma è citato da Cavazzoni) torna più volte il tema di un aldilà-aldiquà, una sorta di Purgatorio, o vita a metà, o attesa. Più o meno, eh.

 

Non sono riuscito a leggere niente di narrativa, ormai mi annoia tutto.  :unsure: Spero che prima o poi mi torni l'entusiasmo.

 

 

Ho conosciuto più persone che hanno fasi in cui non riescono a leggere romanzi e più in generale "finzioni". Mi spieghi se credi che ci sia una motivazione, per te, e cosa ti piace(va) tra i romanzi?


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#30 100000

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Inviato 21 dicembre 2020 - 19:22

Anch'io sono curioso.

A me capita (e non saprei dire il motivo) di essere stanco della parola scritta e di rigenerarmi con i fumetti, o semplicemente di avere "nostalgia" dei fumetti e insomma di aver bisogno di cambiare proprio medium prima di poter proseguire con letture letterarie.


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#31 Ganzfeld

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Inviato 21 dicembre 2020 - 20:01

Su di me non riesco a trovare una causa se non di tipo esistenziale (aka mi sono semplicemente rotto le palle di passare il mio tempo libero a leggere* invece che fare cose più "vive").

 

*Stesso discorso per la musica.


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#32 Владимир Гозерин

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Inviato 22 dicembre 2020 - 10:11

Su di me non riesco a trovare una causa se non di tipo esistenziale (aka mi sono semplicemente rotto le palle di passare il mio tempo libero a leggere* invece che fare cose più "vive").

 

Non so se sia quello, perché i saggi li leggo e come lettura è anche più impegnativa. Che ci sia una componente esistenziale è probabile, ma non sono capace di rintracciare cosa sia. Dopo un po' che leggo vorrei già sapere tutto il romanzo e più proseguo nella lettura più questa sensazione aumenta fino a farmi mollare per insofferenza. Con la saggistica questa cosa non succede, coi fumetti invece sì ma è facile da gestire (ci si mette molto meno a leggerli rispetto ai romanzi) e riesco a scavalcarla. 


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#33 Ganzfeld

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Inviato 22 dicembre 2020 - 12:48

 

Su di me non riesco a trovare una causa se non di tipo esistenziale (aka mi sono semplicemente rotto le palle di passare il mio tempo libero a leggere* invece che fare cose più "vive").

 

Non so se sia quello, perché i saggi li leggo e come lettura è anche più impegnativa. Che ci sia una componente esistenziale è probabile, ma non sono capace di rintracciare cosa sia. Dopo un po' che leggo vorrei già sapere tutto il romanzo e più proseguo nella lettura più questa sensazione aumenta fino a farmi mollare per insofferenza. Con la saggistica questa cosa non succede, coi fumetti invece sì ma è facile da gestire (ci si mette molto meno a leggerli rispetto ai romanzi) e riesco a scavalcarla. 

 

Con la saggistica (e ancor meglio con i manuali universitari che mi piacciono un botto asd) in effetti reggo meglio anche io, quindi c'è sicuramente anche un lato legato più al contenuto del libro.


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#34 100000

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Inviato 23 dicembre 2020 - 17:48


Questo è sostanzialmente tutto quello che ho letto. Gli ultimi 3/4 della lista sono tutti fra il meh e il blah e non li consiglio.
 
Non ti è piaciuto The end of the road? A me molto (letto in italiano tra l'altro, quando mi sembra leggibilissimo anche in inglese)
 
Aggiungo in fondo alla mia classi (così arrivo a 10!) due saggi simili come intenti e anche come periodo storico, uno perché me l'ero dimenticato, l'altro perché l'ho finito oggi:
Il tempo degli stregoni parla delle idee e della vita di Wittgenstein, Benjamin, Heidegger, Cassirer fra il 1919 e il 1929
Helgoland parla di fisica quantistica passando per la biografia di Heisenberg negli stessi anni più o meno (dal 1925 in poi)
Entrambi mi sono piaciuti soprattutto per il sapermi presentare argomenti che da ignorante potevano risultare super-ostici in termini comprensibili, facendomi l'effetto dei professori (bravi) che mentre ti spiegano sembra tutto chiaro poi a ripeterlo a distanza di tempo, ecco, sembra già più complicato.

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#35 debaser

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Inviato 23 dicembre 2020 - 17:54

No anzi mi ha discretamente deluso. Venivo dall'entusiasmo per The Floating Opera che ho letto giusto l'anno scorso.

Così come mi hanno deluso parecchio Banks, Egan e pure Lem, che pure sono scrittori di cui ho letto altro che ho apprezzato molto.

Quel Banks ("Consider Phlebas", il primo della Culture) davvero poca cosa, noiosetto. Ho fatto fatica a arrivare in fondo.

Di Egan non riesco a farmi piacere più niente, davvero troppo involuto nella sua nerdità. Ha dato il meglio nei suoi racconti degli anni 90 (cioè: Axiomatic), che erano 30 anni avanti. Poi.. boh? Spesso illeggibile.


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Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
non si dice, non si scrive solamente si favoleggia


#36 100000

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Inviato 23 dicembre 2020 - 18:22

Su Egan siamo abbastanza d'accordo, anche se sono meno drastico.
Instantiation mi manca (leggo che è di quest'anno, non sapevo neanche fosse uscito). Io dopo l'entusiasmo per Axiomatic avevo provato qualche testo più lungo (Oceanic, Diaspora) e mh. Volevo provare Schild's Ladder e/o Luminous prima di gettare la spugna.


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#37 Владимир Гозерин

Владимир Гозерин

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Inviato 23 dicembre 2020 - 21:16

Bon, posto qui i commenti ai miei dieci.
 
 
Giovanni Dall'Orto - Tutta un'altra storia. L'omosessualità dall'antichità al secondo dopoguerra
Il libro che mi ha svoltato l'anno. Opera accuratissima, a metà fra l'accademia e la divulgazione, 700 pagine di tomo di cui 200 di note e fonti.
Lo consiglio a chiunque, perché racconta di fatto la storia dall'antica Grecia alla società di oggi, ma trattando il lato nascosto della luna, di cui mi sono reso conto non sappiamo niente. È davvero come riscoprire tutto da capo. 
La cosa che mi è piaciuta di più è che non si tratta della solita sfilza di "Giulio Cesare era gay, Michelangelo era gay" e via dicendo, che è si un argomento molto forte ma è anche un'arma a doppio taglio: fa sembrare che gli omosessuali vadano rispettati solo perché hanno saputo generare quei grandi personaggi.
In questo libro c'è la vita della gente comune, della percezione della società, dell'evoluzione della percezione filosofica prima e teologica del fenomeno poi, c'è l'antropologia. C'è anche un po' di sano attivismo: qualche frase polemica Dall'Orto la butta, ma chi conosce il personaggio sa che è inevitabile, e soprattutto quando lo fa ci mette cinque chili di note e fonti a supporto, quindi che vuoi dirgli?
P.S. E poi c'è il capitolo geniale sulla poesia erotica "in codice" della Firenze del quindicesimo secolo, che fa davvero morire dal ridere.
 
Guido Crainz - ll Sessantotto sequestrato. Cecoslovacchia, Polonia, Jugoslavia e dintorni
Se siete fan del socialismo non leggetelo perché fa neri non soltanto i regimi dei paesi in questione (quello è sparare sulla Croce Rossa), ma anche come il PCI reagiva alle loro schifezze. Anche qui tutto ben documentato ahimè, lo dico da chi se fosse vissuto all'epoca li avrebbe probabilmente anche votati, ma gli avvenimenti descritti qui dentro mostrano come l'ideologia e il dover stare per forza da una parte semplifichino spesso oltremodo una realtà ben più complessa.
 
Giuseppe Zecchini - Attila
Alessandro Barbero - Federico il Grande
Sono i due volumi Sellerio alla base del ciclo di puntate dedicate a Attila e Federico II di Prussia, andate in onda su Rai Radio 2 per alle "Otto della sera". Mi piaceva averli perché è molto più comodo consultarli in un volumetto che dove andarsi a riascoltare l'audio ogni volta. 
Quello su Attila è davvero sorprendente: sarò ripetitivo, ma quando leggo un libro di storia ben fatto mi rendo conto come la cultura generale di cui siamo dotati dall'informazione di base sia lacunosa e stereotipata. Anche in questo caso vicenda molto meno lineare di come viene spesso narrata (ossia Attila arriva, crea un impero, muore, fine dell'impero asd ).
 
Francesco Zambon - Bestiari tardoantichi e medievali. I testi fondamentali della zoologia sacra cristiana
Un gigantesco volume (dimensione dizionario) che cataloga e spiega una lunga seria di bestiari, con un ottimo apparato di note. Molto filologico e tecnico. C'è anche una sezione immagini a colore di notevole qualità.
 
Silvia Ronchey - Lo stato bizantino
Lei è un pozzo di sapere, però questo volume è strutturato i maniera inspiegabile. Racconta praticamente la storia dell'Impero due volte: una dal punto di vista economico/strutturale e una dal punto di vista militare/politico. Avrei preferito che portasse avanti il discorso una sola volta e in maniera unitaria perché così ogni volta devi stare a ricollegare e se non sei già più che pratico, fai una certa fatica. 
Credo che comprerò qualche altro volume più pratico sull'argomento e una volta schiaritomi le idee proverò a riaffrontare questo con una maggiore maturità. Consigliato, ma decisamente non per neofiti.
 
 
Fumetti:
 
Luca De Santis / Sara Colaone - In Italia sono tutti maschi
Storia di un gruppo di omosessuali mandati al confino durante il fascismo, tratta da materiale documentato, benché romanzata.
 
Hiroaki Samura - La ragazza d'inverno
Ambientato nella Russia di Stalin, ma... la famiglia dello zar in realtà non era stata sterminata come si credeva. Molto poetico, dall'autore del celebre "L'immortale".
 
Zerocalcare - Scheletri
Mi fa sempre sorridere come st'avanzo di centro sociale che non riesce a spiccicare due parole di fila in italiano sappia scavarti nei meandri dell'anima con la facilità con cui si beve un bicchiere d'acqua.
 
Philippe Druillet - Salambò. L'integrale
Immagino fosse l'unico modo per riuscire a farmi terminare la lettura di qualcosa di Flaubert. 
Alcune tavole sono davvero impressionanti per quantità di particolari, peccato per l'impaginazione: spesso è impossibile vedere la parte centrale dei disegni, che viene mangiata dalla rilegatura. 

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#38 Reynard

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Inviato 23 dicembre 2020 - 22:05

 


Silvia Ronchey - Lo stato bizantino
Lei è un pozzo di sapere, però questo volume è strutturato i maniera inspiegabile. Racconta praticamente la storia dell'Impero due volte: una dal punto di vista economico/strutturale e una dal punto di vista militare/politico. Avrei preferito che portasse avanti il discorso una sola volta e in maniera unitaria perché così ogni volta devi stare a ricollegare e se non sei già più che pratico, fai una certa fatica. 
Credo che comprerò qualche altro volume più pratico sull'argomento e una volta schiaritomi le idee proverò a riaffrontare questo con una maggiore maturità. Consigliato, ma decisamente non per neofiti.

 

C'è un libro che è un po' vecchiotto (eufemismo) ma è considerato una pietra miliare negli studi sull'impero bizantino, ne racconta tutta la storia e nel modo che cerchi: "Storia dell'impero bizantino" di Georg Ostrogorski.

Gli altri che ho letto, o sono tematici/focalizzati/strutturati in modo anche più complesso (ne ho letto uno interessante questa estate, "L'impero che non voleva morire", ma è sia focalizzato - VII/VIII secolo - sia richiedente una gran quantità di informazioni di background) o sono robe divulgative. Ostrogorski è superato dalla ricerca per quanto riguarda l'interpretazione di certi eventi, ma se devi ancora farti una idea sugli eventi stessi non ho ancora letto un'opera di sintesi che lo batta.


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La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#39 hexentöter

hexentöter

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Inviato 23 dicembre 2020 - 23:01

 Venivo dall'entusiasmo per The Floating Opera che ho letto giusto l'anno scorso.

bello assai; che mi dici della trilogia della jemisin? mi segno anche stu malvaldi, mai sentito nominare e l'avessi visto in libreria l'accoppiata giallo+sellerio mi avrebbe tenuto lontanissimo ma se lo metti addirittura sopra chiang mi fido

 

 Tra i libri in sospeso anche I beati anni del castigo (citato da haxan), che mi sembrava una di quelle storie di sofferenza, molto aderenti alla realtà ma prive di valore letterario, magari mi sbaglio.

 

non gli avrei dato due lire, l'ho letto praticamente per caso tra l'altro perché ce l'avevo già in casa, era tra i libri che hanno fatto leggere al liceo a mia sorella.

io ci ho trovato un'atmosfera austera - quasi ascetica - e una costruzione per suggestioni molto riuscite, fondamentalmente non succede un cazzo per tutta la durata del libro ma ogni non-evento porta con sé una quantità devastante di aspettative/conseguenze (quel "negretta" che si ripete un po' di volte nel corso del libro è una discreta scossa, non so se l'ho notato così tanto perché sono influenzato dalla nostra epoca infame)

 

la sofferenza, se c'è (e sicuramente c'è), è totalmente silenziosa, discreta, come se non fosse concesso esprimerla o come se fosse sconveniente o inutile farlo.

mi ha ricordato bernhard per qualcosa, un bernhard più asciutto e rigoroso, non saprei come dire. dico oltre alla ovvie citazioni come quella a walser con cui si apre il libro.

 

una storia di passioni represse sicuramente, anche un po' morbosa a tratti, chi ha fatto leggere queste cose a dei liceali è un criminale asd

 

comunque mi è piaciuto moltissimo, se non si è capito dai balbettii di cui sopra, recupererò altro della signora jaeggy.

 


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#40 debaser

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Inviato 24 dicembre 2020 - 00:36

Malvaldi lascia pure stare, messo sopra Chiang solo perché quei racconti li avevo già letti tutti e ci sono rimasto male asd ora ci metto un disclaimer.
Cioè, è robetta leggerina leggerina. È il tizio che scrive I delitti del BarLume, per intendersi.. Si fanno leggere (fra quei 2 meglio il secondo del primo) e mi hanno divertito, ma insomma ci andrei cauto (rispetto a Fruttero & Lucentini per dire non è manco lo stesso sport).

La Jemisin me l'avevano molto caldamente consigliata e non è male, ma non regge la distanza. Il primo l'ho divorato, i successivi ho arrancato.
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Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
non si dice, non si scrive solamente si favoleggia





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