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Campionato Non Anglofono - Turno Di Recupero <<Napoleon Memorial Edition>>


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1811 replies to this topic

Sondaggio: Campionato Non Anglofono - Turno Di Recupero <<Napoleon Memorial Edition>> (16 utente(i) votanti)

François Bernheim – Tom (Francia, 1969)

  1. ***** (3 voti [18.75%] - Visualizza)

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Carte de Séjour – Rhorhomanie (Algeria/Francia, 1984)

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Etienne Daho – Les filles du canyon (Francia, 2017)

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Sababa 5 & Yurika – Nasnusa (Israele, 2020)

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#41 Acid WaruMonzeamon

Acid WaruMonzeamon

    Classic Rocker

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Inviato 29 aprile 2020 - 09:51

Grandissimo pezzo quello targato Gelbert & Virtzberg! Sto ascoltando adesso l'intero album scaricato a pezzetti da youtube, sono stati bravissimi a mischiare quarantamila generi senza mai cadere in facili cliché, merita ogni brano del disco. Mi sembra strano che poi i due si siano persi, insomma qua c'é tantissima classe. 

 

il pezzo scelto per i Tamouz mi sembra il classico pezzo "meno prog di un album prog" che si inserisce tra due brani prog puri per aleggerirli. Ieri stavo per darli un tiepido 3, stamane invece mi sono quasi pentito di non aver dato un 5. Piú che la componente prog mi piace la componente psych, mi sembra una colonna sonora perfetta per un trip al Negev. 


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#42 bosforo

bosforo

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Inviato 29 aprile 2020 - 09:59

3/4 sono da dischi che amo quindi e' come sfondare una porta aperta col sottoscritto

 

 

Arik Einstein & Shalom Hanoch – Layla shel kochavim (1970)

Delicato folk melodico con ancora un piede nei tardi '60. Difficile sbagliare con Arik Einstein in quel periodo.

// 5 stelle

Tamouz – Panas ha’rechov (1976)

Mi ero giocato un loro pezzo (non questo) ma non s'e' potuto fare perche' qualcuno li aveva gia' scelti e avendo fatto un solo album non sarebbe stato possibile. Ottimo gruppo tra folk e progressive, secondo me appetibili a chi non mastica il prog.

// 4 stelle

 

Shimon Gelbetz & Ilan Virtzberg – Shir kdamshnati (1982)

L'unica che non conoscevo, discreta bomba police-wave con un occhio al rock piu' classico.

// 4 stelle

Ehud Banai & the Refugees – Ir miklat (1987)

Con EB negli anni Ottanta si va a colpo sicuro, ma qui si e' giocata una delle sue migliori a mani basse.

// 5 stelle


  • 1

#43 bungle

bungle

    -

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Inviato 29 aprile 2020 - 10:37

Altro ottimo turno, in cui però manca un brano che mi abbia davvero conquistato. Il primo e l'ultimo brano sono un 4 alto, il secondo un 4 bassino  e alla fine ho preferito dare 3  4.


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"And the sea isn't green
And I love the queen
And what exactly is a dream?
And what exactly is a joke?"


#44 Vito Miceli

Vito Miceli

    Sporco Lennoniano Fanatico [(C) BillyBud]

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Inviato 29 aprile 2020 - 14:57

Quattro-tre-cinque-cinque.
  • -1
Immaginate che abbia messo in firma qualcosa di interessante

#45 World Elite

World Elite

    Gran Visir Onnisciente della Musica Non-Anglofona

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Inviato 29 aprile 2020 - 23:08

Risultati ISRAELE terzo turno

 

utente: Maladiez

voti: 24

media voto: 3,833

 

Arik Einstein & Shalom Hanoch – Layla shel kochavim (1970) 3,708
Tamouz – Panas ha’rechov (1976) 3,416
Shimon Gelbetz & Ilan Virtzberg – Shir kdamshnati (1982) 4,041
Ehud Banai & the Refugees – Ir miklat (1987) 4,166

 

Classifica parziale Israele

 

1. Ehud Banai & the Refugees – Ir miklat (1987) 4,166

2. Rami Fortis & Berry Sakharof – Nitzotzot (1990) 4,148

3. Rockfour – Chor belevana (1994) 4,111

4. Shimon Gelbetz & Ilan Virtzberg – Shir kdamshnati (1982) 4,041

5. Shlomo Gronich – Ish kash (1982) 3,962

6. Melechesh – The Scribes of Kur (2006) 3,818

7. Arik Einstein & Shalom Hanoch – Layla shel kochavim (1970) 3,708

8. Orphaned Land – Norra el Norra (2004) 3,59

9. Tamouz – Panas ha’rechov (1976) 3,416

10. Astral Projection – Kabalah (1996) 3,136

11. Chava Alberstein & the Klezmatics – Di krenitse (1998) 2,962

12. Salem – Ha’ayara bo’eret (1994) 2,772

 

Classifica parziale utenti ISRAELE

 

1. Maladiez 3,833

2. Terminator87 3,795

3. Pancakes 3,329


  • 1

#46 World Elite

World Elite

    Gran Visir Onnisciente della Musica Non-Anglofona

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Inviato 29 aprile 2020 - 23:32

Sta per iniziare il quarto?

 

QUARTO TURNO ISRAELIANO

 

MG_8694-Custom.jpg

(Reuven Rubin: "Musicisti klezmer", 1968)

 

 

Shalom Hanoch – Mechakim la'Mashiach (1985)

 

Eviatar Banai – Matay nitnashek (1997)

 

Berry Sakharof – Eir shel kayitz (1998)

 

Aviv Guedj – Kol ha’chomot ha’gvohot (2016)


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#47 Владимир Гозерин

Владимир Гозерин

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Inviato 29 aprile 2020 - 23:33

Shalom Hanoch – Mechakim la'Mashiach (1985)
E dopo i due brani nel turno precedente, troviamo ancora Hanoch, qualche anno dopo e questa volta da solista. Questo è il suo inno ed è uno dei capolavori della musica israeliana.
Non facciamo che non vi piace perché praticamente è il pezzo che inventa le sonorità dei War On Drugs che tanto vi solluccherano. 
Intitola il disco da cui è tratto (titolo alternativo inglese: "Waiting for Messiah"), che è a sua volta un macigno a metà fra new wave e heartland rock. Fatelo vostro.
5 stelle, 6 se possibile
 
(Ma poi, quant'è ganzo Hanoch nel video?)
 
 
Eviatar Banai – Matay nitnashek (1997)
Trattasi del cugino dell'Ehud Banai del turno precedente. Ha debuttato una decina di anni dopo, con l'album che porta il suo nome. 
Questa canzone viene da lì, e pur essendo il pezzo di maggior successo, rischia di non rappresentarlo in pieno. Col suo mood leggero e arioso, è infatti poco in linea con quello che è un disco di pezzi sentiti e drammatici. 
Rimediatelo perché è bellissimo, adatto sia per gli amanti del chamber pop, sia per i radioheadiani della prima ora (anche se è meglio dei Radiohead ovviamente).
Non metto il voto pieno a questo pezzo appunto perché lievemente fuori posto nel disco, ma preciso che comunque mi piace molto.
4 stelle
 
 
Berry Sakharof – Eir shel kayitz (1998)
Un paio di turni fa era accompagnato da Rami Fortis, qui lo ritrovate da solo qualche album più tardi, in quello che è stato il suo disco più venduto, in cui tento il miscuglio fra art rock, musica mediorientale, trip hop, in qualche tratto persino jungle. 
Non la mia canzone preferita sua, ma bella comunque: del resto, col Sakharof dell'epoca impossibile scendere sotto una certa soglia.
4 stelle
 
 
Aviv Guedj – Kol ha’chomot ha’gvohot (2016)
Esiste una grande band che porta il nome della capitale dell'Algeria. No, non gli Algiers, quelli fanno schifo.
Parlo invece degli Algir (o Algeir a seconda della traslitterazione), una delle migliori band dell'underground israeliano, con il loro art rock allucinato. 
Dopo il loro scioglimento, Aviv Guedj è diventato solista, proseguendo più o meno il loro cammino, benché da un punto di vista più cantautoriale. Questa ballata è bellissima.
5 stelle

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#48 Acid WaruMonzeamon

Acid WaruMonzeamon

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Inviato 30 aprile 2020 - 00:15

piccola curiosità riguardo gli Algir: leggo su RYM che si sono formati al Talmei Eliyahu, che sarebbe un moshav, la versione capitalista de kibbutz (cioè dove vieni pagato per quel che produci), interessante sta cosa, sarebbe da approfondire. E pur sempre una band che si forma in un ambiente chiuso, con pochissimo contatto con il mondo esterno.


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#49 bosforo

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Inviato 30 aprile 2020 - 08:33

Shalom Hanoch – Mechakim la'Mashiach (1985)

Non sono un fan del disco col posacenere di Hanoch. Belle canzoni ma i suoni sono quelli generici da turnisti anni '80 che nel 1985 gia' erano ovunque. Qui la canzone e' addirittura molto bella, ma ha quella patina che la rovina in parte.

// 3 stelle

 

Eviatar Banai – Matay nitnashek (1997) 

La scena anni '90 israeliana era ottima ed estremamente variegata e questa non fa eccezione. Gran voce e arrangiamenti pop-rock ma lussureggianti.

// 4 stelle

 

Berry Sakharof – Eir shel kayitz (1998) 

Grandissimo Bezza, qui in piena infatuazione electro-rock. Invero lo preferisco nell'album successivo, che porta alla completa maturazione questi esperimenti electro-mideast-rock, o in quello precedente, piu' industrialeggiante e con strascichi new wave. Questo pero' resta un pezzone; sono un gran fan della chitarra piena di delay su quei beat hip hop.

// 4 stelle

 

Aviv Guedj – Kol ha’chomot ha’gvohot (2016) 

Mi piacciono gli Algeir ma non avevo mai sentito i lavori solisti. Questa e' da dislocazione della mascella. Sara' l'arrangiamento con quei trilli di piano e gli archi in soppiatto, quella planata sinuosa appena prima del ritornello o il ritornello stesso, piu' esplosivo dell'automobile di uno scienziato nucleare iraniano sabotata da Mossad!
// 5 stelle
 
 
Gran tornata. C'e' gia' la possibilita' di farne un best of israeliano (in realta' ci sto lavorando da qualche settimana ma aggiungero' senz'altro pezzi come quello di Aviv Guedj appena scoperto

  • 1

#50 Владимир Гозерин

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Inviato 30 aprile 2020 - 09:40

 

Shalom Hanoch – Mechakim la'Mashiach (1985)

Non sono un fan del disco col posacenere di Hanoch. Belle canzoni ma i suoni sono quelli generici da turnisti anni '80 che nel 1985 gia' erano ovunque. Qui la canzone e' addirittura molto bella, ma ha quella patina che la rovina in parte.

// 3 stelle

 

Mah, con questo discorso si dovrebbero stroncare anche le cose coeve di Tom Petty.

 

"Don't Come Around Here No More" ha suoni da turnisti? Averceli 'sti turnisti.

 

Ma è un accusa che puoi lanciare a qualsiasi gruppo rock dell'epoca a questo punto, a partire dai tuoi amati Big Country, per dire.


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#51 Acid WaruMonzeamon

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Inviato 30 aprile 2020 - 10:15

Ma invece mi stavo chiedendo: quanto peso hanno le etichette discografiche israeliane? rappresentano solo band/artisti underground? i big da come vedo erano/sono tutti sottocontratto con etichette multinazionali. 


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#52 Владимир Гозерин

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Inviato 30 aprile 2020 - 10:22

Ma invece mi stavo chiedendo: quanto peso hanno le etichette discografiche israeliane? rappresentano solo band/artisti underground? i big da come vedo erano/sono tutti sottocontratto con etichette multinazionali. 

 

Mica vero, quasi tutti i big sono stati sotto contratto per le etichette locali. 


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#53 Acid WaruMonzeamon

Acid WaruMonzeamon

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Inviato 30 aprile 2020 - 10:48

Ah! Ma dunque nel contesto locale israeliano come funzionava? Massima libertà al big oppure c'era qualche caratteristica che rispecchiava l'etichetta e che in parte minima andava soddisfatta?
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#54 Владимир Гозерин

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Inviato 30 aprile 2020 - 10:51

Ah! Ma dunque nel contesto locale israeliano come funzionava? Massima libertà al big oppure c'era qualche caratteristica che rispecchiava l'etichetta e che in parte minima andava soddisfatta?

 

Non hanno mai avuto direttive dall'altro o problemi di censura che io sappia, se non - credo - quelli che avrebbero potuto aver in qualsiasi altro stato con cose davvero estreme (tipo che so, Giorgio Gaber in Italia con "Io se fossi Dio" asd ).


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#55 maladiez

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Inviato 30 aprile 2020 - 12:08

Grazie a tutti per i voti, onestamente non avrei molto da aggiungere ai brani schierati di quanto non avete ( e meglio ) gia' fatto voi. Posso dire solo che se nel turno spagnolo ho faticato abbestia per mettere insieme 4 pezzi che mi piacessero in questo turno Israeliano ho avuto letteralmente l'imbarazzo della scelta, davvero tanta tanta roba. Arik Einstein come avrete capito è una celebrita' in patria, questo brano un po' alla Donovan mi ha colpito per la sua raffinatezza. Su Tamouz mi sono documentato nell'approfondimento di OR sul prog, ovviamente non li conoscevo .Gelbetz & Virtzberg sono  stati una autentica sorpresa , leggo dai vostri commenti che tutto l'album è molto bello, io non l'ho ancora ascoltato anche perche' appena sentito il brano che ho poi schierato non ci ho pensato due volte a postarlo pero' il disco intero me lo voglio sentire per bene. Di Ehud Banai stavo inizialmente per giocare un brano dell suo repertorio piu' folk ma alla fine mi sono reso conto che le cose piu' interessanti stanno nel suo periodo wave, anche qui c'era parecchia roba interessante da scegliere. Mi spiace solo non aver potuto schierare qualcosa di Klezmer che è un genere che vorrei un po' approfondire anzi se qualcuno mi puo' dare qualche consiglio su cosa ascoltare gliene sarei grato, vanno bene anche compilation :) .


  • 4

"Chi vuol brillare, si metta in ombra"

 

 

Alice: "Quanto tempo è per sempre?"

Bianconiglio: " A volte solo un secondo"


#56 Владимир Гозерин

Владимир Гозерин

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Inviato 30 aprile 2020 - 12:12

Occhio che klezmer = ebraismo nell'Europa dell'est. Non Israele. Anzi in Israele non è particolarmente popolare.


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#57 bosforo

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Inviato 30 aprile 2020 - 12:32

Shalom Hanoch – Mechakim la'Mashiach (1985)
Non sono un fan del disco col posacenere di Hanoch. Belle canzoni ma i suoni sono quelli generici da turnisti anni '80 che nel 1985 gia' erano ovunque. Qui la canzone e' addirittura molto bella, ma ha quella patina che la rovina in parte.
// 3 stelle

 
Mah, con questo discorso si dovrebbero stroncare anche le cose coeve di Tom Petty.
 
"Don't Come Around Here No More" ha suoni da turnisti? Averceli 'sti turnisti.
 
Ma è un accusa che puoi lanciare a qualsiasi gruppo rock dell'epoca a questo punto, a partire dai tuoi amati Big Country, per dire.

Don't come around ha un arrangiamento geniale, gli strumenti ben spaziati e di bruttino c'è solo il suono dei tamburi che però ha la "scusa" di avere l'eco quindi ci sta. Il disco di Hanoch è ovattato e ha un suono di chitarra presettoso e piatto (infatti i pezzi più incentrati su piano e tastiere sono meglio). Pure la voce non suona bene. Per me davvero uno dei dischi più rovinati da un suono non all'altezza, sembra il disco anni 80 di un cantautore italiano anni 70, hanno aggiornato il suono al comune denominatore dell'epoca ma niente di originale.

I big country avevano alcuni dei suoni più unici almeno fino al secondo album, quindi difficile fossero triti.
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#58 bungle

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Inviato 30 aprile 2020 - 12:39

Occhio che klezmer = ebraismo nell'Europa dell'est. Non Israele. Anzi in Israele non è particolarmente popolare.

 

in effetti l'avevo notato anche io... però in teoria molta della gente che vive adesso in Israele dovrebbe provenire proprio dall'est europa...


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#59 Владимир Гозерин

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Inviato 30 aprile 2020 - 12:47

@Bosforo: il suono della batteria ha il gated drum in Petty, ce l'ha in Hanoch, e ce l'ha nei Big Country. 

 

Le chitarre "presettose" non vuol dire niente: ti basterebbe ascoltare il disco per constatare che suonano diverse praticamente in ogni brano.

In "Ze le Noach" (liquide come in molta new wave che ami) sono diverse da "Mechakim la'Mashiach" (suono heartland ripreso di peso dai War On Drugs appunto), in "Lo otzer beadom" sono diverse ancora (raffiche di chitarra ritmica Aor + armonie acustiche), e idem in "Choco" (chitarra blues senza effetti). 

 

Se fossero presettose in tutto il disco, suonerebbero tutte uguali, invece suonano diverse in ogni brano: l'unica cosa che si nota è che sono suoni anni Ottanta, e non vedo perché non dovrebbe notarsi. Nei Big Country appunto si nota abbestia, idem in Petty.

Semplicemente ti sei fissato con questa teoria e devi portarla avanti contro ogni evidenza.

 

 

 

in effetti l'avevo notato anche io... però in teoria molta della gente che vive adesso in Israele dovrebbe provenire proprio dall'est europa...

 

Gli ebrei israeliani provengono da un po' ovunque. Poi una volta lì, le radici con le origini si perdono, credo anche abbastanza velocemente.


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#60 Acid WaruMonzeamon

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Inviato 30 aprile 2020 - 14:19

Insomma, in Israele per un bel po'di tempo c'era conflitto tra askenazi e sefarditi. Adesso pare che la situazione si sia risolta, hanno trovato un nuovo nemico comune negli etiopi ebrei :D
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