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Martin Eden (Marcello, 2019)


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11 replies to this topic

#1 William Blake

William Blake

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Inviato 17 settembre 2019 - 20:47

VENEZIA 76 - Non dimentico della sua precedente esperienza cinematografica, ma anzi traendone nuova ispirazione, con "Martin Eden" Marcello compie sul piano della forma un connubio tra vecchio/documentario e nuovo/finzione in cui ciò che è stato partecipa al presente quando si tratta di far dialogare con la realtà i pensieri, le parole e le azioni del tormentato protagonista. Marinelli si è aggiudicato la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile

 

martin-eden-locandina.jpg

 

http://www.ondacinem...artin-eden.html

 

 
L'ho visto il primo giorno di programmazione e, fattolo decantare, ho notato che i difetti nel corso dei giorni successivi sono andati evaporando. Marcello informa l'opera di un ritmo straniante, un moto ondoso che quando ti trascina riesce a portarti davvero lontano. Il regista ha rielaborato "Martin Eden" di Jack London, un romanzo americano che più americano non si può, per adattarlo al contesto italiano e napoletano per la precisione: non pago, l'autore fa del personaggio un archetipo del novecento che attraversa il secolo e si confronta con esso, non solo verbalmente e politicamente (il capitalismo della borghesia e il socialismo degli operai, l'anarchia dell'individualismo...) ma anche attraverso l'immaginario e le immagini che Marcello ha raccolto e montato così da definire interiorità e controcampo sulla realtà. Dal secondo atto in poi, per altro, la fame e l'ambizione megalomane di Martin immergono questi raccordi sullo sguardo, irreali e allucinati, in uno stato perennemente febbrile che si ferma quando la febbre ce l'ha davvero. Poi la fine del viaggio, l'ellissi brutale che stravolge il protagonista, l'unico visibilmente cambiato (perché è davvero cambiato) mentre tutti gli altri sono rimasti inalterati. In cima alla piramide non trova nessuno se non una divorante e sartreiana nausea. Al contrario di quanto accadeva nel "Petroliere" (anche in quel caso il terzo atto si svolgeva dopo un'ellissi improvvisa) la resa dei conti non può che essere interiore. Meritato la Coppa Volpi assegnata a Marinelli.

  • 7
Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#2 paloz

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Inviato 05 dicembre 2019 - 16:57

Concordo col giudizio di Blake e del recensore: il film è di una poesia discreta ma rara, mette voglia di vivere e poi sprofonda nello spleen più amaro, sullo sfondo di un sud Italia che suona e odora di realtà.

Su Marinelli ci avevo scommesso sin da "La solitudine dei numeri primi", ma qui si supera davvero.


  • 1

esoteros

 

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#3 William Blake

William Blake

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Inviato 05 dicembre 2019 - 17:13

Finalmente qualcuno che l'ha visto e l'ha commentato. Miglior film italiano dell'anno.
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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#4 lazlotoz

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Inviato 29 marzo 2021 - 08:30

Io sinceramente non mi fido di Pietro Marcello. 

Però qui in più di un momento sfiora la meraviglia. E lo stupore di vedere un cinema italiano fatto in questo modo è impagabile (ah, Marinelli ormai è un luogo comune che sia bravissimo, ma qui è effettivamente magistrale).

 

Il passaggio fra le due parti va bene che sia voluta l'ellissi, ma io l'ho trovata davvero squilibrata. Specie perché la seconda parte corre via troppo rapida. 

 

Poteva essere un capolavoro, è "solo" un bellissimo film.


  • 0

#5 William Blake

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Inviato 29 marzo 2021 - 09:06

Perché non ti fidi? Mi sembra uno dei talenti italiani più cristallini
  • 0
Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#6 lazlotoz

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Inviato 29 marzo 2021 - 09:36

Eh, sai che non ti so dire, son di quelle robe inspiegabili, e pure un po' stupide. Ma il suo modo di fare cinema mi pare sia sempre un po' furbetto. Qui in Martin Eden ci son quegli interventi in montaggio con le immagini di repertorio ad esempio, come a volersi ricollegare a un passato, a nobilitarsi, a dare profondità. E invece a me viene in mente chi lavora veramente sul repertorio (senza star a citare i Ricci Lucchi eh) e mi pare attaccato un po' con lo sputo.

Idem per certe scelte musicali che sembrano più furbe che funzionali.

Cioè, non riesco a leggere una "sincerità" visiva che io cerco spesso nel cinema.

 

Ma sia chiaro: 1- son cose legate al mio modo di vedere le cose, quindi potrebbe essere una gran cazzata 2- senza dubbio è molto bravo (qui con il direttore della fotografia certe scelte son davvero clamorose, tipo l'uso dei piani stretti)


  • 0

#7 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 29 marzo 2021 - 09:42

Ah, ignoranza bestiale, non ho letto il libro.

Da recuperare?


  • -1

#8 Siberia

Siberia

    Radical Schick

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Inviato 29 marzo 2021 - 09:54

Eh, sai che non ti so dire, son di quelle robe inspiegabili, e pure un po' stupide. Ma il suo modo di fare cinema mi pare sia sempre un po' furbetto. Qui in Martin Eden ci son quegli interventi in montaggio con le immagini di repertorio ad esempio, come a volersi ricollegare a un passato, a nobilitarsi, a dare profondità. E invece a me viene in mente chi lavora veramente sul repertorio (senza star a citare i Ricci Lucchi eh) e mi pare attaccato un po' con lo sputo.

Idem per certe scelte musicali che sembrano più furbe che funzionali.

Cioè, non riesco a leggere una "sincerità" visiva che io cerco spesso nel cinema.

 

Ma sia chiaro: 1- son cose legate al mio modo di vedere le cose, quindi potrebbe essere una gran cazzata 2- senza dubbio è molto bravo (qui con il direttore della fotografia certe scelte son davvero clamorose, tipo l'uso dei piani stretti)

 

Le immagini di repertorio mi sembrano perfettamente in linea con la sua vocazione e/o le sue origini da documentarista, suppongo che La bocca del lupo lo abbiate visto tutti.

 

Su Marcello la penso come WB: talento cristallino, Martin Eden ne è l'ennesima conferma (seppur quasi normalizzato rispetto ai lavori precedenti).


  • 0

#9 Il nostro caro angelo

Il nostro caro angelo

    Anello di Saturno

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Inviato 29 marzo 2021 - 09:56

Ah, ignoranza bestiale, non ho letto il libro.
Da recuperare?


Tipo il libro più bello di sempre, o giù di lì.
  • 0

#10 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 29 marzo 2021 - 10:17

 

Eh, sai che non ti so dire, son di quelle robe inspiegabili, e pure un po' stupide. Ma il suo modo di fare cinema mi pare sia sempre un po' furbetto. Qui in Martin Eden ci son quegli interventi in montaggio con le immagini di repertorio ad esempio, come a volersi ricollegare a un passato, a nobilitarsi, a dare profondità. E invece a me viene in mente chi lavora veramente sul repertorio (senza star a citare i Ricci Lucchi eh) e mi pare attaccato un po' con lo sputo.

Idem per certe scelte musicali che sembrano più furbe che funzionali.

Cioè, non riesco a leggere una "sincerità" visiva che io cerco spesso nel cinema.

 

Ma sia chiaro: 1- son cose legate al mio modo di vedere le cose, quindi potrebbe essere una gran cazzata 2- senza dubbio è molto bravo (qui con il direttore della fotografia certe scelte son davvero clamorose, tipo l'uso dei piani stretti)

 

Le immagini di repertorio mi sembrano perfettamente in linea con la sua vocazione e/o le sue origini da documentarista, suppongo che La bocca del lupo lo abbiate visto tutti.

 

Su Marcello la penso come WB: talento cristallino, Martin Eden ne è l'ennesima conferma (seppur quasi normalizzato rispetto ai lavori precedenti).

 

 

Però ne La bocca del lupo mi pare la fusione abbia più senso e qui invece più un "contentino" a chi cerca la sua poetica.

Ma appunto è un'idea mia che si basa più sulla sensazione che sul ragionamento.

Ovviamente avercene. 

 

Su Martin Eden direi però che tutta la seconda parte rimane squilibrata, sembra un po' buttata via (oltre che dolorosa nel vedere il personaggio di Martin diventare quel che diventa) e lasciata così risulta appiccicata per far tornare la tesi di fondo. Forse la sintesi ha schiacciato un po' tutto.

Credo davvero potesse essere un capolavoro vero, perché quando azzecca le atmosfere è davvero potente (la parte in casa di Maria in campagna è bellissima). 


 

Ah, ignoranza bestiale, non ho letto il libro.
Da recuperare?


Tipo il libro più bello di sempre, o giù di lì.

 

 

Ah, ok, ne ho letto due pagine ieri sera, lo continuo con bassa aspettative allora  asd


  • 0

#11 debaser

debaser

    utente stocazzo

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Inviato 29 marzo 2021 - 10:46

 

Ah, ignoranza bestiale, non ho letto il libro.
Da recuperare?


Tipo il libro più bello di sempre, o giù di lì.

 

 

concordo, bellissimo

 

il film non mi ha davvero convinto fino in fondo.


  • 1

Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
non si dice, non si scrive solamente si favoleggia


#12 maun

maun

    pivello

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Inviato 18 maggio 2021 - 13:03

film magnifico visto qualche tempo fa per cui non ricordo tutto nel dettaglio. marinelli qui si supera andando oltre anche alla straordinaria prova fornita nel film dei taviani una questione privata. benissimo anche marcello che si conferma autore raffinato e sensibile. dopo la bocca del lupo finalmente altro grande cinema italico mi auguro anche da esportazione ma non ci credo piu di tanto...


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