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William Basinski


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79 replies to this topic

#1 Farzan

Farzan

    Classic Rocker

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Inviato 19 novembre 2006 - 21:24

Musica che pare poesia.

questo direi se mi chiedessero di descrivere i suoi lavori in poche parole.
Un mare di tranquillità, pochi lievi rumori trascinanti come non mai.
reiterazioni continue di intuizioni fantastiche.

Io lo adoro, per il momento ho ascoltato questi lavori:
Melancholia
The garden of Brokeness
Watermusic
Disintegration loop 1

che dire, Melancholia è semplicemente splendido, sembrano dei quadri appena sfumati, piccoli abbozzi che ti portano in un'altra dimensione.

The garden of brokeness pure è un' altra opera fantastica, sicuramente un pò più ostica della precedente. variazioni lievi su un motivo di piano, silenzi e poi rinascite. splendido.

watermusic invece non sono mica riuscito ad apprezzarlo tanto, se non altro per l'ultima parte che mi ha rovinato la sensazione di pace della prima parte.

infine disintegration loop 1 per quanto lungo e reiterato non mi è parso nemmeno per un secondo prolisso o fiaccante. so che ce ne sono altri della serie e me li sono procurati e li ascolterò al più presto(stasera).

ho visto che ci sono anche altri lavori come a movement in chrome primitive e altre cose che non ricordo, sulla quale chiedo il vostro parere.(chiedo il vostro parere un pò su tutto).

se qualcuno volesse dare un occhiata, su www.microsuoni.com c'è tutta la sua discografia, prezzi un pò bastardi ma vabbè, questa musica è poesia, e quindi si può fare.
  • 1

#2 Guest_authcelestial_*

Guest_authcelestial_*
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Inviato 19 novembre 2006 - 21:41

Sfortunatamente ho soltanto l'ultimo The garden of brokenness, che mi è piaciuto parecchio: un lento, dolcissimo, avvolgente flusso sonoro. Mi sono ripromesso di ascoltare il resto già da tempo, ma ho sempre mancato l'appuntamento... spero di riuscire nell'intento a breve!

:)

#3 Ringa

Ringa

    aspirante indie

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Inviato 20 novembre 2006 - 09:47

Io ti consiglio anche Variations for piano and tape. Ovviamente è molto simile sia a The Garden che ai Disintegration Loops: lento, dolce, maliconico e... soporifero!  :P
Non c'è nell'elenco però ti consiglio davvero di ascoltarlo.

  • 0

#4 Farzan

Farzan

    Classic Rocker

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Inviato 20 novembre 2006 - 16:34

Io ti consiglio anche Variations for piano and tape. Ovviamente è molto simile sia a The Garden che ai Disintegration Loops: lento, dolce, maliconico e... soporifero!  :P
Non c'è nell'elenco però ti consiglio davvero di ascoltarlo.

ecco si, era uno di quei titoli che non ricordavo!
mi sto chiedendo tutto il giorno come mai i suoi lavori non vengano etichettati come ripetitivi e nonostante tutto riescano a creare suoni che non fiaccano. a ben pensarci è una cosa strana, data la reiterazione delle idee.
  • 0

#5 ginolodi

ginolodi

    aspirante indie

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Inviato 20 novembre 2006 - 16:48

consiglio anche:

The Disintegration Loops II
The Disintegration Loops III
The Disintegration Loops IV
The River (2cd)
  • 0

#6 sonicam

sonicam

    Melonball Bounce

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Inviato 21 novembre 2006 - 07:54

The garden of brokeness pure è un' altra opera fantastica, sicuramente un pò più ostica della precedente. variazioni lievi su un motivo di piano, silenzi e poi rinascite. splendido.


Conosco solo quest'ultimo che ho commentato nell'ultima playlist e che per il sottoscritto rientra tra i migliori album usciti quest'anno.
Ovviamente non poteva mancare l'angolo del precisino, brokenness con due n. :)

se qualcuno volesse dare un occhiata, su www.microsuoni.com c'è tutta la sua discografia, prezzi un pò bastardi ma vabbè, questa musica è poesia, e quindi si può fare.


Per dovere di cronaca segnalo anche il sito americano http://www.forcedexposure.com/ in cui si può trovare tutta la discografia a prezzi più concorrenziali ($13,00 a cd).
  • 0
This Is a Journey Into Sound
From Their Minds To Yours

Domanda: È vero che in una delle vostre prime performances ingoiaste dei microfoni?
Ilpo: Sì, quando io e Mika ci chiamavamo "Sine", dopo gli Ultra 3. Uno di noi ingoiò i microfoni e l'altro suonò il suo corpo battendogli il torso.

warning: there is nothing wrong. all distorsions are fully intentional.

#7 norb

norb

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Inviato 23 novembre 2006 - 16:57

Difficile non consigliare qualcosa di Basinski. L'unico consilgio che mi sento di dare è quello di sbrigarsi a comprare i suoi cd (basta scrivergli un'email), perchè l'hype è passato e secondo me Basinski tornerà presto chiuso nello stesso cassetto da dove tira fuori quegli incredibili nastri semi smagnetizzati che usa per le sue opere.

  • 0

#8 norb

norb

    mainstream Star

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Inviato 24 novembre 2006 - 11:08

The Disintegration Loop I
2062 ltd.ed. , 2002
74 min.

The Disintegration Loop I è una lunga litania in memoria della tragedia dell??11 Settembre del 2001. In quei giorni Basinski stava registrando i suoni che sarebbero andati a finire in questo lavoro, ed ha assistito da spettatore attonito al tragico evento. Non si tratta di un manifesto politico ma di un quadro impressionistico sul dolore, sull??angoscia della sparizione e del mancamento. Detriti che lentamente offuscano i sensi. Una sensazione sola, sempre la stessa che si ripete all??infinito e il tempo sembra essere andato fuor di sesto. La prima immagine di questa interminabile ripresa dura più di un??ora, sessantatre minuti e mezzo per la precisione. Poi altri dieci minuti abbondanti di un vuoto desolante: una sirena stanca e strozzata che ha il compito di rassicurare, ed invece con il suo eco smisurato conferma solo il terribile vuoto che si è venuto a creare.

The Disintegration Loop II
2062 ltd.ed. , 2003
74 min.

Secondo capitolo della serie dedicata alla tragedia dell??11 Settembre. La struttura del lavoro è analoga a quella del primo volume, ma qui i due brani sono rispettivamnte di trentadue e quarantadue minuti. Solo micro variazioni nel mixaggio e nella consistenza del loop distinguo i brani iniziali dei due lavori. Non per questo l??impatto è meno devastante, tutt??altro: i detriti scorrono ciclicamente sopra frammenti di melodie che nella loro leggerezza ed inconsistenza quasi commuovono. Lo shift dei due livelli sonori fa si che ogni tanto il loop detritico lasci più spazio alla quiete desolante del livello più basso. Il passaggio al secondo movimento è un capolavoro: questi intervalli sono il vero punto di forza della serie Disintegration Loop, che nella sua apparente semplicità conferma tutto il bene che si è finora detto dell??arte di William Basinski.

Watermusic II
2062 ltd.ed. (301 numbered copies), 2003
66 min.

Come la serie The Disintegration Loop, anche la Watermusic è divisa su più cd. Il secondo volume è un unico lungo brano di 66 minuti. Non c??è qui la drammatica urgenza di comunicazione che si respira in The Disintegration Loop I, e la tessitura elettronica si fa più sperimentale e colta. Dal punto di vista opposto si potrebbe dire una computer music estremamente umana. La struttura è costruita su suoni d??organo modulati da un drone mediamente alto in frequenza. Le note compaiono e scompaiono come le onde sulla superficie del mare, mentre il drone, la superficie stessa, c??è sempre. Basinski sembra volerci comunicare che la visione della vastità può essere affascinante, mentre la presa di coscienza è devastante: lascia immobili, superficialmente inebetiti, inutilmente attenti a quello che non è a misura d??uomo. A tratti fredda, a tratti soave, questa musica è un inno alla contemplazione. Ricalibra i neuroni e, come spesso accade con questo tipo di suoni, rende evidente che la sensazione del tempo non è oggettiva.


Melancholia
2062 ltd.ed. (300 numbered copies), 2003
46 min.

Anche per me questo è il capolavoro di Basinski. Quattordici composizioni pensate e/o registrate durante un arco temporale di più di dieci anni che insieme compongono uno dei più bei lavori di ambient music ascoltati di recente. Le note di pianoforte lasciate alla deriva su tappeti elettronici inevitebilmente rimandano alle gloriose collaborazioni di Brian Eno e Harold Budd. L'arte di Basinski descrive un mondo dove la Natura non è fatta a misura d??Uomo, è molto più grande ed inesplicabile. Ci sono frammenti di vento che spazza lande desolate, foglie che screpitano al passare del tempo, loop che si infrangono sul mare dei ricordi, e tutto è talmente coeso da far sperare che Basinski abbia altri brani nel cassetto per lavori del genere.


The River
Raster-Noton, 2002
92 min. (2CD)
La musica contenuta in questo doppio cd, dalla confezione bellissima, come di norma in casa raster-noton, è stata registrata e prodotta da basinski nel lontano1983.  L??estitica di Basinski  è già in questo incredibile e seminale lavoro: due lunghi brani, che molto probabilmente sarebbero uno solo se il CD potesse contenere novanta minuti di musica, che lentmente crescono di spessore, addensando strati su strati a diverse velocità fino a crere una struttura multidimensionale impressionante, completamnete indipendente dalle coordinate dello spazio circostante. I rumori che giornalmente potremmo sperimentare in ogni casa, nelle mani del musicista di New York diventano una sinfonia di lava incandescente che lentamente cola e si addensa in strutture apparentemente vuote,  che improvvisamente rivelano distanze relative enormi. Se mai avete sentito parlare di scienze architettoniche applicate al suono, questo CD è un buon esempio per capire di cosa si tratta.


A Red Score In Tile
Three Poplars 10
45 min. (LP)
Ancor prima delle registrazioni di The River, Basinski aveva messo su nastro alcune idee di ambient music, pubblicate a distanza di tanti anni  dalla tedesca Three Poplars. Musica dalle tinte tenui e dall??impatto devastante, in cui i suoni degli strumenti acustici ancora non vengono coperti da strati di macerie sonore. L??idea di concepire un lungo brano che lenatamente acquisti spessore grazie allo sfasamento è il credo di Basinski fin da quest??opera. La differenza con il classico lavoro di Eno e Wyatt dell??anno prima (i brani di A Red Score In Tile sono stati pensati nel 1979), è tutta nella concezione della cellula sonora da shiftare: mentre i due musicisti inglesi usavano una frase di painoforte suonabile, qui c??è un suono quasi interrotto, non completamente melodico, anzi ??monco??, che lascia alle sue spalle un flebile drone leggerrmente modulato. E?? davvero sorprendente come la scelta di pochi intervalli sia così detrminante per la riuscita di questa musica. Basinski ripete sempre la stessa frase, ma con una passione che è impossibile resistergli. Le miei orecchie mi chiedono continuamente di essere calibrate con questi suoni, di cui non riesco più a farne a meno.

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#9 Veteran of Disorder

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    Baron Samedi

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Inviato 24 novembre 2006 - 13:34

Prezioso intervento il tuo, norb: sono alle prese proprio adesso con i Disintegration Loops (il secondo volume per l'esattezza) e percepisco come l'ascolto stia operando su di me a livello inconscio, suscitandomi un caleidoscopio emotivo che faticherei a trasmettervi a parole (se non banalizzandolo).

Rimando dunque al futuro prossimo qualsiasi ulteriore commento...
  • 0

#10 Guest_Enrico_*

Guest_Enrico_*
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Inviato 24 novembre 2006 - 20:27

Eh ma i suoni contenuti dei Disintegration Loops sono registrazioni del 1982 non del 2001

#11 norb

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Inviato 24 novembre 2006 - 22:35

si, sono nastri del 1982 ma che Basinski stava riversando nel 2001 per 'comporre' qualcosa di nuovo. Almeno così mi ha detto in un'intervista di un paio di anni fà: si accorse che i nastri si stavano smagnetizzando e con un'apparecchiatura particolare cercava di tirarne fuori qualcosa (di nuovo), senza eliminare le distorsioni prodotte dall'usura e dal tempo.
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#12 Guest_Enrico_*

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Inviato 25 novembre 2006 - 02:24

Ahhh ho capito!

#13 ginolodi

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Inviato 25 novembre 2006 - 09:50

si, sono nastri del 1982 ma che Basinski stava riversando nel 2001 per 'comporre' qualcosa di nuovo. Almeno così mi ha detto in un'intervista di un paio di anni fà: si accorse che i nastri si stavano smagnetizzando e con un'apparecchiatura particolare cercava di tirarne fuori qualcosa (di nuovo), senza eliminare le distorsioni prodotte dall'usura e dal tempo.


vero, ma se non ricordo male, avevo letto che più che smagnetizzando, i nastri looppando si stavano proprio disgregando, consumando fisicamente a quanto pare, da qui Disintegration Loops....
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#14 norb

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Inviato 25 novembre 2006 - 10:07

Più che il nastro si stava disintegrando il suono. Altrimenti non sarebbe stato possibile neanche riversarlo il supporto magnetico. Se non ricoro male Basinski era certo che la smegnetizzazione fosse causata dalla temperatura elevata a cui erano stati sottoposti i nastri. Non so quanto possa interessare qui una precisazione sul deterioramento dei supporti magnetici, ma ogni tipo di nastro ha poi le sue caratteristiche. Per chi fa cinema il 16mm rimane la cosa migliore. Ai nastri BVU, invece, dopo appena 20 anni si incollano le spire e diventano inutilizzabili.
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#15 mongodrone

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Inviato 25 novembre 2006 - 10:24

le spire o le spore? che sono le spire?
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#16 norb

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Inviato 25 novembre 2006 - 15:03

le spire o le spore? che sono le spire?


spì|ra
s.f.
TS geom.
1a qualunque linea curva e flessuosa che descrive giri intorno a un polo senza mai ritornare su se stessa
1b ciascuno degli avvolgimenti di una spirale


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#17 mongodrone

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Inviato 25 novembre 2006 - 15:27

il de mauro l'ho visto anch'io O_O ma non ho idea di cosa siano le spire di un nastro magnetico
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#18 Farzan

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Inviato 25 novembre 2006 - 15:34

si norb intervent interessantissimo il tuo, ma i vari disintegration si trovano anche in edizione non limitata no?
comunque grazie dell'intervento.
  • 0

#19 norb

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Inviato 26 novembre 2006 - 00:57

il de mauro l'ho visto anch'io O_O ma non ho idea di cosa siano le spire di un nastro magnetico


così mi fate passare per ingegnere però:

da qui: http://ilpettegolo.a...tempo/x217.html
Altri accorgimenti possono essere presi ad esempio avvolgendo il nastro a velocità controllata, facendo in modo da non comprimere le spire del nastro, lasciando così lo spazio per far circolare aria e ridurre l'effetto detto "stampaggio", ossia il trasferimento della magnetizzazione da una spira alle spire adiacenti del nastro, che all'ascolto si presenta come un eco in anticipo ed uno in ritardo.
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#20 norb

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Inviato 26 novembre 2006 - 00:58

si norb intervent interessantissimo il tuo, ma i vari disintegration si trovano anche in edizione non limitata no?
comunque grazie dell'intervento.


beh, le prime edizioni erano limitate, in alcuni casi cd-r. Poi a quanto ne so con i soldi delle prime vendite Basinski ne ha stampate delle altre, ma leggermente diverse (sicuramente non cd-r).

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