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Poetry (Lee Chang-Dong, 2010)


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11 replies to this topic

#1 William Blake

William Blake

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Inviato 24 dicembre 2011 - 13:52

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http://www.ondacinem...one/poetry.html
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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#2 wong73

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Inviato 28 dicembre 2011 - 12:56

Moon So-ri ha vinto grazie a OASIS il Premio Mastroianni come miglior esordiente a Venezia nel 2002, Jeon Do-yeon la palma d'oro come miglior attrice a Cannes nel 2007 con SECRET SUNSHINE e la veterana Yun Jeong-hie è tornata in grande stile davantia alla macchina da presa con POETRY...LEE CHANG-DONG è, tra le altre cose, "il regista delle attrici" in Corea. è ancora presto per avere notizie su un suo futuro progetto, ma sarebbe bello che un giorno scegliesse di lavorare con Bae Doona (MR VENDETTA, THE HOST), fra le stelle del cinema made in seoul, la più amata fra i cinefili
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#3 Fitzcarraldo

Fitzcarraldo

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Inviato 28 dicembre 2011 - 13:05

Moon So-ri ha vinto grazie a OASIS il Premio Mastroianni come miglior esordiente a Venezia nel 2002, Jeon Do-yeon la palma d'oro come miglior attrice a Cannes nel 2007 con SECRET SUNSHINE e la veterana Yun Jeong-hie è tornata in grande stile davantia alla macchina da presa con POETRY...LEE CHANG-DONG è, tra le altre cose, "il regista delle attrici" in Corea. è ancora presto per avere notizie su un suo futuro progetto, ma sarebbe bello che un giorno scegliesse di lavorare con Bae Doona (MR VENDETTA, THE HOST), fra le stelle del cinema made in seoul, la più amata fra i cinefili


cielo! la Yun in questo film è strepitosa, quest'anno un'altra performance attoriale di quel livello l'ho rivista grazie alla cinese Deannie Yip in "A simple life" della Ann Hui, due grandissime signore del cinema orientale.

edit. ripensandoci, la scelta di Lee chang-dong per un attrice lontana dallo schermo da così tanto è stata semplicemente geniale: il personaggio acquista una naturalezza nell'impaccio e nell'insicurezza sorprendenti.

Messaggio modificato da Fitzcarraldo il 28 dicembre 2011 - 13:13

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#4 paloz

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Inviato 28 dicembre 2011 - 20:06

Recuperato ieri sera, per fortuna. Grande film, dritto in top 10.
  • 1

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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#5 Fitzcarraldo

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Inviato 29 dicembre 2011 - 01:05

non è proprio in topic, ma tanto qui siamo in pochi e buoni...
sto aspettando con ansia che esca in qualsiasi forma possibile -tanto per il grande schermo dispero- questo "Journals of Musan" che ha vinto i lpremio per miglior esordiente al Tribecca


il regista/protagonista Park Jungbum è l'aiuto regista di Chang-dong in "Poetry" e dice di ispirarsi al cinema sociale inglese, Leigh per intenderci. Avevo letto il pressbook con una intervista molto interessante... se lo ritrovo edito e lo inserisco.

Messaggio modificato da Fitzcarraldo il 29 dicembre 2011 - 01:08

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#6 wong73

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Inviato 29 dicembre 2011 - 08:22

GRAZIE PER IL LINK! davvero molto interessante...

cielo! la Yun in questo film è strepitosa, quest'anno un'altra performance attoriale di quel livello l'ho rivista grazie alla cinese Deannie Yip in "A simple life" della Ann Hui, due grandissime signore del cinema orientale.


è stato un bell'anno per quanto riguarda gli interpreti maturi al cinema...vedasi anche i casi in occidente di Christopher Plummer (BEGINNERS) e Vanessa Redgrave (CORIOLANUS)
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#7 William Blake

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Inviato 10 gennaio 2012 - 12:49

concordo con tutti nel dire che l'interpretazione di Yun sia eccezionale. però, a parte la fotografia luminosa, questo film è parsa una patacca bella e buona: Lee è sempre stato un regista a suo modo estremo. qui ci mette un'infinita sfilza di disgrazie che si accumulano in breve tempo su una donna sola, anziana, con un lavoro da badante e la responsabilità di badare sul nipote visto che la madre è assente. in più questa povera donna ha i primi segni dell'alzheimer. Mija guarda tutto con un'aria fanciullesca e sembra vagare senza meta, da una disgrazia all'altra, quasi peggio della O-haru di Mizoguchi che però aveva ben altra sostanza tragica. la poesia diventa un filtro: come un cosmetico abbellisce tutto quello che si vede, perché la poesia e bellezza. idea molto naif e quanto di più lontano ci possa essere da cosa è la poesia in Occidente, Mija va di fiore in fiore sperando di cogliere il nettare dell'ispirazione. ma non ce la fa proprio, anche perché scopre che il suo nipote, un lazzarone che sin dalla prima scena si capisce merita di essere preso solo a calci in culo, appartiene a un gruppetto di baby-stupratori e la loro vittima s'è gettata nel fiume. alla fine proprio la morte di questa ragazza (o l'elaborazione di questo lutto non suo) diventa una chiave di volta per vedere "la bellezza". regia scarna, che pedina il personaggio, fotografia quasi sempre assolata, tutto è volto a un lirismo che più che forzato mi è parso "sforzato". io, tutta stà bellezza, non ce l'ho vista.
  • 0
Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#8 nicholas_angel

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Inviato 10 gennaio 2012 - 13:20

Quoto in toto william:
a parte la straordinaria protagonista
ci ho trovato ben poco per cui strapparsi i capelli.
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#9 wong73

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Inviato 12 gennaio 2012 - 10:14

edit. ripensandoci, la scelta di Lee chang-dong per un attrice lontana dallo schermo da così tanto è stata semplicemente geniale: il personaggio acquista una naturalezza nell'impaccio e nell'insicurezza sorprendenti.


ed è garbato anche l'omaggio che Lee tributa alla protagonista durante il film, con vari personaggi che omaggiano l'eleganza e la bellezza di Mija/Yun nel corso della storia...niente di più lontano dalle celebrazioni divistiche occidentali, ma una maniera composta e discreta, in linea peraltro con l'opera
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#10 lazlotoz

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Inviato 15 aprile 2021 - 09:51

Recuperato.

Un gran film per me. Proprio perché gioca con il sottile equilibrio della banalità riesce ad essere davvero ficcante. Ovviamente l'essersi affidato totalmente a una attrice così straordinaria aiuta a tenere il tutto.

Funziona benissimo su più livelli, e schiaffare in faccia la questione della poesia, usandola come motore della storia (ho apprezzato moltissimo che fosse così telefonato il finale, che ho trovato comunque emozionante).

 

Non va per il sottile Lee Chang-dong e mi è piaciuto proprio per quello.

 

Voto 7,5


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#11 paloz

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Inviato 15 aprile 2021 - 12:29

Quando l'ho visto la seconda volta mi è piaciuto ancora di più: trama condotta in maniera magistrale, praticamente uno slow burner da manuale.


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#12 lazlotoz

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Inviato 15 aprile 2021 - 15:31

Sì sì, nella sua semplicità è davvero perfetto (come risolve il fatto di denunciare l'insopportabile nipote e l'arrivo della polizia è magistrale).

Poi è vero che è abbastanza al limite in certe occasioni, il solito film che nel momento che non ti entra fatichi parecchio a sopportare (lei che guarda la frutta, lo sguardo finale della ragazzina etc). Ma a me m'ha colpito al cuore.


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