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Matana Roberts - COIN COIN Chapter One: Gens de Couleur Libres


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82 replies to this topic

#41 slothrop

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Inviato 07 ottobre 2013 - 11:19

cioè, magari il disco dell'anno scorso di Neneh Cherry coi The Thing, che fu il disco hipster-jazz dell'anno, aveva un bel potenziale anche su un pubblico non troppo jazzofilo, questo qui per me ne ha meno, anche per quello che dicevo prima. Il primo capitolo di Coin Coin - che a sua volta era profondamente jazzistico, radicato nella scuola Aacm - poteva colpire per la potenza dell'insieme e far breccia anche in un pubblico non jazzofilo, proprio in virtù della sua carica spettacolare e la prossimità a certe forme di "psichedelia tradizionalista". Qui siamo invece in un contesto acustico, di maggiore equilibrio, questo ammalia per grazia, calore e profondità, laddove il predecessore urlave certamente di più.
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#42 combatrock

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Inviato 07 ottobre 2013 - 11:22

cioè, magari il disco dell'anno scorso di Neneh Cherry coi The Thing, che fu il disco hipster-jazz dell'anno


OT
però, scusate: questa idea (del disco "hipster-jazz" a giudizio tuo/vostro non ha portato a critiche eccessive al disco stesso? Voglio dire: non era poi così male! L'ho riascoltato giusto qualche giorno fa e continuo a pensare che, se non passerà alla storia, rimane comunque un disco godibile e con qualche soluzione originale.
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#43 slothrop

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Inviato 07 ottobre 2013 - 11:40

mi sembra che non l'abbia criticato nessuno!

La faccenda dell'hipster-jazz è un puro dato di cronaca, è semplicemente la versione attualizzata - alle specifiche classifiche di fine anno - di quelle classifiche globali dei dischi rock che immancabilmente trovano un posticino per "Kind of Blue" e "A Love Supreme". Questo non toglie un grammo al valore dei dischi in questione.
Penso che la storia dell'hipster-jazz, assolutamente priva di connotazioni di giudizio, meriti di la segnalazione perchè ha che fare con i canali mediatici e quelli della distribuzione, che sono molto importanti nel definire le "percezioni" di "cosa sia rock" e "cosa sia jazz", specie in un'epoca discograficamente caotica come quella attuale.
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#44 slothrop

slothrop

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Inviato 07 ottobre 2013 - 11:50

Ti faccio un esempio dal mondo del drone e affini. Due manipolatori di suono / dronatori che finiscono immancabilmente nelle classifiche indie di fine anno sono Tim Hecker e Fennesz. Uno che ci finisce raramente è Jason Lescalleet. Ovviamente si può dire che Lescalleet sia meno bravo degli altri due e sia quindi giustamente meno famoso, quindi non arriva su etichette ben distribuite e rimane ignoto al "grande pubblico" indie con tendenze avant. Però sta di fatto che negli ambienti al confine tra il noise e l'eai il nome di Lescalleet sia forse il più chiacchierato e osannato in assoluto degli ultimi 3-4 anni. Questo prendetelo per un "fatto", al di là dell'apprezzamento che ovviamente rimane soggettivo.
La cosa buffa è che Lescalleet - a livello stilistico e iconografico - ha un potenziale rock notevole, è uno che viene dal noise (non dall'accademia o dall'improvvisazione radicale) e fa copertine che citano platealmente i Big Black, tipo questa:

http://www.google.it...24&tx=133&ty=33

Indubbiamente fa una musica più "difficile" rispetto a quella di Hecker e Fennesz, ma davvero faccio fatica a non pormi il dubbio di cosa succederebbe se avesse una distribuzione più ampia.
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#45 Ɲ●†

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Inviato 07 ottobre 2013 - 11:54

Slot, però il primo capitolo secondo me ha preso bene perché è sì free-jazz ma con una forte componente negro-spiritual-emozionale, quindi poteva andare bene anche per i meno avvezzi. Credo conti di più quello che non il fatto che sia uscito per Constellation. O meglio, conta molto anche la seconda quanto a visibilità, però per "far piacere" il disco a certi palati non credo basti l'etichetta per cui esce. Diciamo un insieme delle due cose...

Questo secondo a quel che dici è più nell'alveo impro-jazz, quindi forse dovrebbe sbancare meno...
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#46 slothrop

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Inviato 07 ottobre 2013 - 12:09

impro no, jazz sì e son d'accordo sul resto, anzi lo dico da un po' di giorni che questo sfonderà meno. Però lo ascolteranno in tanto perchè è il seguito dell'altro. E' abbastanza curioso che gli unici dischi jazz di cui il pubblico indie abbia parlato tanto negli utlimi anni siano usciti per un'etichetta rock e con un nome noto al pubblico del rock. Poi son piaciuti perchè son belli e perchè avevano un certo potenziale rock (cosa che coin coin 2 ha molto meno, per non dire per niente), ma hanno goduto di una visibilità aprioristica nel mondo indie clamorosa rispetto al resto di quello che esce su Squidco (per capirci, quanti indie hanno Squidco come distributore di riferimento?)
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#47 slothrop

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Inviato 07 ottobre 2013 - 12:52

l'altro è Colin Stetson, anche lui bravo (e originale) ma anche lui Constellation e amicone dei vari indie canadesi
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#48 combatrock

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Inviato 07 ottobre 2013 - 13:07

mi sembra che non l'abbia criticato nessuno!

La faccenda dell'hipster-jazz è un puro dato di cronaca, è semplicemente la versione attualizzata - alle specifiche classifiche di fine anno - di quelle classifiche globali dei dischi rock che immancabilmente trovano un posticino per "Kind of Blue" e "A Love Supreme". Questo non toglie un grammo al valore dei dischi in questione.


Ok, capito. Grazie.
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#49 paloz

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Inviato 07 ottobre 2013 - 13:10

Slot, però Hecker/Fennesz e Lescalleet quanto a fruibilità sono su due piani opposti. Quest'ultimo è rimasto più nell'ombra - almeno per quanto riguarda le classifiche del grande pubblico - proprio perché è meno "facile" e digeribile, Hecker in confronto è un romantico dell'elettronica e Fennesz pure.
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#50 slothrop

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Inviato 07 ottobre 2013 - 13:24

sì, certo, l'ho scritto che è più difficile, però insomma c'ha pure l'immaginario punk e noise. Poi io su Fennesz non ho nulla da dire, magari Hecker continua a non convincermi, ma vabbè.
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#51 Giubbo

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Inviato 07 ottobre 2013 - 14:01

io sarei più interessato al versante spiritual. quindi mi sa che mi tengo lontano da questo, non fa per me.
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#52 Ɲ●†

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Inviato 07 ottobre 2013 - 14:40

magari Hecker continua a non convincermi, ma vabbè.


Manco a me. Tra l'altro l'ultimo album mi ha impallato il lettore mp3 proprio mentre lo stavo cancellando e non si è più ripreso :-(
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#53 paloz

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Inviato 07 ottobre 2013 - 14:51

L'ultimo di Hecker è un capolavoro e voi non siete (fede)degni. -_-
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#54 Moontesquieu

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Inviato 07 ottobre 2013 - 15:09

L'ultimo di Hecker è un capolavoro e voi non siete (fede)degni. -_-


Paloz io sto per schiaffargli 10 netto punto e basta, ti volevo avvertire :D
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#55 combatrock

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Inviato 07 ottobre 2013 - 15:16


L'ultimo di Hecker è un capolavoro e voi non siete (fede)degni. -_-


Paloz io sto per schiaffargli 10 netto punto e basta, ti volevo avvertire :D


[m]http://youtu.be/_14LSKQt-Wg[/m]

Non è una critica, ma una boiata che m'è uscita così :)
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#56 Moontesquieu

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Inviato 07 ottobre 2013 - 15:39

Non è una critica, ma una boiata che m'è uscita così :)


E' il tanto chiacchierato aumento dell' Iva ashd
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#57 nevvero?

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Inviato 07 ottobre 2013 - 20:44

Mettetelo anche su un host, perdio, che non posso accedere a SS.



ho letto ora. ti serve ancora sto servizio? nel caso, cerco di provvedere. :rolleyes:
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#58 Karhunen

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Inviato 07 ottobre 2013 - 21:38

No, ma di spoken ci sono alcune parti, secondo me non guasta proprio nulla, anche perchè c'è sempre la musica sotto


Le parti spoken sono tra quelle meglio riuscite del disco, a mio avviso. Personalmente, invece, nutro dubbi sugli inserti tenorili, anche perché spesso accompagnati da un sovrarrangiamento jazz. D'altronde, io sono uno di quelle capre che hanno amato, due anni fa, Matana e Colin Stetson, proprio perché poco jazz.
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Minä sain sanan Herralta: laita huoneesi kuntoon sillä pian sinä kuolet


#59 slothrop

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Inviato 08 ottobre 2013 - 08:51

D'altronde, io sono uno di quelle capre che hanno amato, due anni fa, Matana e Colin Stetson, proprio perché poco jazz.


perchè invece gli inserti tenorili son proprio roba da jazzofili puristi...


NB: anche a me piacciono le parti spoken
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#60 slothrop

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Inviato 08 ottobre 2013 - 09:12

Faccio due precisazioni:

- la prima sugli inserti tenorili, che com'è ovvio possono non piacere e hanno certamente (oserei dire oggettivamente) il limite di essere un po' tutti uguali. A me comunque piacciono in sé e anche per il fatto che danno alla musica quella dimensione fuori dal tempo, anticata se vogliamo, che mi pare del tutto pertinente allo spirito "narrativo" del disco, senza contare che l'inserto tenorile vale anche come dichiarazione d'intenti di una musicista figlia della Aacm, cioè del circolo di cervelli che ha fatto avanzare il jazz prendendo piena consapevolezza della natura intellettuale e globale di questa musica, che quindi può legittimamente prendere a prestito elementi della musica colta bianca, senza doverlo giustificare. Personaggi pre-Aacm come Cecil Taylor o il controverso caso di John Lewis ebbero il loro da fare per imporsi come jazzisti + neri + intellettuali, andavano vinti dei pregiudizi. L'Aacm partì dalle loro conquiste.


- la seconda è un discorso più generale in merito a questa mia solfa snob sull'hipster-jazz che ogni tanto ricompare. Io ovviamente son qui per dimostrare che c'è meno snobismo e più "oggettività" di quel che sembra. L'argomento è in realtà molto semplice: negli ultimi 10-12 anni il mondo dell'indie-rock è stato lontanissimo dal jazz (non era per niente così negli anni '90) e ha aperto invece le porte al metal, al drone, al minimalismo, persino alla new-age e all'aor, con alcuni di questi settori che parevano geneticamente inconciliabili con l'indie-rock. Il jazz è stato lasciato in disparte dal grosso del correntone indie degli anni '00. Per questa ragione i rari casi di hipster-jazz sono rilevanti, perchè appunto sono rari e in controtendenza. Sono anomalie nelle classifiche di fine anno non perchè l'ascoltatore indie medio sia un imbecille, ma perchè il trend generale è lontano dal jazz e quindi sono eccezioni che si notano, tutto qua.
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