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Matana Roberts - COIN COIN Chapter One: Gens de Couleur Libres


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82 replies to this topic

#1 Ɲ●†

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Inviato 23 maggio 2011 - 10:25

Negli Sticks and Stones con Josh Abrams e Chad Taylor e "affiliata" al AACM, la sassofonista Matana Roberts ha dato il proprio contributo in dischi dei TV On The Radio, Silver Mount Zion, Daniel Givens e ora - dopo alcune registrazioni tra CD-R e live (Lines for Lacy, The Calling, Live in London, The Chicago Project) approda all'esordio solista vero e proprio per la mai doma Constellation, seconda uscita di area jazzistica-sperimentale del 2011 per l'etichetta canadese dopo Colin Stetson.

Ho letto che il progetto COIN COIN dovrebbe prevedere (il condizionale è d'obbligo in questi casi) la realizzazione di 10 dischi ciascuno dei quali dedicato ad un antenato di Matana. I contenuti di questo primo capitolo sono, a farla breve, free-jazz / improvvisativi ma con un proprio, marcatissimo "quid" che affonda le radici (è proprio il caso di dirlo) negli spiritual, in uno spiccato sentimento religioso (la religione più militante che va di pari passo con la protesta e le recriminazioni sociali), nella musica nera più povera e rurale, quella degli schiavi del Sud (Libation For Mr. Brown fa venire in mente l'episodio più "traditonal" di Fig. 5 dei Jackie-O Motherfucker, quella Go Down Old Hannah che proprio come il pezzo di Matana si nutre di sole voci per poi aprirsi ad un finale "free").

Non sono uno che mangia pane e jazz a colazione ma questo disco mi ha folgorato, forse proprio perché mi arriva come trascendente l'ambito di riferimento fino ad aprirsi ad una sorta di totalità sonora / musica veramente globale, per gli elementi che in essa si fondono e per l'apporto dei musicisti coinvolti (più o meno una quindicina di elementi un paio dei quali - Thierry Amar e David Payant - meglio conosciuti per i loro trascorsi con Carla Bozulich, Silver Mount Zion, GYBE! e Vic Chesnutt).

Questo album mi aveva incuriosito e lo aspettavo da quando ho letto la notizia dell'uscita sul sito della Constellation, e direi che l'attesa sia stata ampiamente ripagata. Matana riesce a creare un linguaggio universale per comunicare la gioia il dolore l'orgoglio e tutta l'intensità della sua blackness, siano i toni incupiti dagli archi (qui si sente un po' il legame con il post-rock dissonante tipico della Constellation), oppure rallegrati da andature più festose, oppure molto intimi e raccolti (la ninna nanna di Lulla/Bye o la conclusiva How Much Would You Cost? dedicata alla madre). Su tutto permane una tensione nella varietà di accenti che raramente finisce in secca. Particolare non irrilevante: il disco è stato registrato live e conserva tutto il feeling della performance (anche se poi è stato editato / adattato al formato album). La sperimentazione non travalica mai la comunicazione dei sentimenti che Matana mette in gioco, complice anche un uso molto appropriato della voce che passa dallo spoken-word a contorsioni torturate e quasi Galàsiane. Come a dire che Human is the new Avant.

Ora attendo di ricevere la copia originale del disco, sperando che contenga i testi di Matana, i quali, da quel che ho captato, devono essere pregni di significato ed essenziali alla concettualità dell'opera.

Sul sito della Constellation si può, tra le altre cose, sentire il disco in streaming: http://cstrecords.com/coincoin/

http://soundcloud.co...rds/sets/cst079





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A chemistry of commotion and style

#2 slothrop

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Inviato 23 maggio 2011 - 10:43

gran bel lavoro, e infatti ricorda anche Fig. 5 dei Jomf
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#3 Ɲ●†

Ɲ●†

    Haunted

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Inviato 23 maggio 2011 - 10:58

sì, poi ovviamente ci saranno altri legami più diretti e inerenti all'ambito "free", che io non ho ben presenti. Alcuni li citi anche tu nella recensione su BU... A maggior ragione mi ha colpito come la Roberts sia riuscita a mediare ed amalgamare input diversi e a creare un'opera che riesce benissimo a vivere di vita propria... Insomma, mi pare un disco che, seppur non facile, riesce ad arrivare direttamente al cuore di chi ascolta, al mio almeno sì.
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#4 Ɲ●†

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Inviato 02 luglio 2011 - 09:09

Porto su per segnalare la recensione di XTC

http://www.ondarock....tanaroberts.htm

Solo una perplessità:

Lode alla Costellation per aver impresso coraggio e innovazione alla musica jazz con alcune opere (Colin Stetson, Pat Jordache) capaci di riconciliare il pubblico della musica con un genere spesso considerato solo per addetti.


Io non l'ho ancora ascoltato ma da quel che ho letto non mi risulta che nell'album di Pat Jordache il jazz sia un elemento preminente...

Comunque disco intensissimo e sentitissimo quello di Matana....
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#5 xtc

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    Gianfranco Marmoro

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Inviato 02 luglio 2011 - 09:40

oops
nel testo originale c'era jazz e noise, un refuso chè è solo colpa mia
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#6 slothrop

slothrop

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Inviato 06 luglio 2011 - 16:08

eheh, vero, comunque bello anche il disco di Pat Jordache
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#7 negro

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Inviato 12 luglio 2011 - 10:24

anche io, poco avvezzo al jazz (quel poco che ho sfiorato va da zorn ai masada string e qualche classico) sono rimasto folgorato, sono riuscito ad ascoltare solo i primi due brani, ma il secondo in particolare è favoloso, con quelle urla che sanno di free form, ma senza strumento ne tecnica (un approccio molto africano - primordiale) di un'autenticità strabiliante, e la semplicità dei temi è un'altra cosa che mi ha colpito.

disco da acquistare.
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Il segreto non è prendere, ma dare.

#8 Ɲ●†

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Inviato 12 luglio 2011 - 12:33

preso infatti... Dalla Constellation, credo convenga ordinarlo da loro.... Purtroppo non ci sono i testi, ma altri scritti di Matana che illustrano il concept e la tensione spirituale di cui è intriso il disco...
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#9 paloz

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Inviato 02 settembre 2013 - 14:28

Finalmente il secondo capitolo di Coin Coin ha una data certa. 1 ottobre.

Matana Roberts - Coin Coin Chapter Two: Mississippi Moonchile (2013)

Immagine inserita

Preorder qui

Pezzuccio anteprima qui.
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#10 Ɲ●†

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Inviato 02 settembre 2013 - 14:35

Avevo letto e non vedo l'ora di sentirlo. A dispetto della tracklist con 18 brani dovrebbe essere un unico flusso diviso in 18 sezioni.
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#11 nevvero?

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Inviato 17 settembre 2013 - 14:28

dai ok, allora andata.
la mia classifica parziale di fine anno è:

autechre - exai
jandek - the song of morgan (avendone ascoltato 1/9)
jenny hval - innocence is kinky
dj sprinkles - queerifications & ruins
julia holter - loud city song
kanye west - yeezus
pete swanson - punk authority
matana roberts - coin coin chapter two (senza ascoltarlo, bisogna portarsi avanti)
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#12 paloz

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Inviato 17 settembre 2013 - 14:31

Beh ma speriamo anche che il leak non tardi troppo. :(
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#13 combatrock

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Inviato 17 settembre 2013 - 15:09

Finalmente il secondo capitolo di Coin Coin ha una data certa. 1 ottobre.

Matana Roberts - Coin Coin Chapter Two: Mississippi Moonchile (2013)



Evviva evviva. Mi riterrò soddisfatto se mi piacerà anche soltanto la metà del primo. Grazie per la dritta.
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A voi la poesia proprio non piace eh?Sempre a rompere il cazzo state.


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#14 xtc

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Inviato 17 settembre 2013 - 20:44

LO STO ASCOLTANDO :indahaus: :wub: :ossequi:
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#15 combatrock

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Inviato 18 settembre 2013 - 08:47

LO STO ASCOLTANDO :indahaus: :wub: :ossequi:


Dove, come, che te ne pare?
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#16 slothrop

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Inviato 18 settembre 2013 - 09:07

per me è meglio del primo ma credo che in giro piacerà meno
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#17 paloz

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Inviato 18 settembre 2013 - 09:21

per me è meglio del primo ma credo che in giro piacerà meno


Come mai? Meno accessibile?
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#18 slothrop

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Inviato 18 settembre 2013 - 11:27

no, meno "spettacolare", più equilibrato, sono sei musicisti in tutto, completamente cambiato l'organico, c'è un tenore operistico che dà al suono un'impronta originalissima e le i temi (che pure ci sono e sono belli e fruibili) non svettano mai del tutto sul fluire organico della musica, è una suite molto coesa, un suono ricchissimo ma quasi senza picchi (a parte uno spiritual verso la fine). Secondo me proprio una grande opera, di grande maturità e gusto, ma non ha l'impatto titanico del disco precedente. Per me alla fine è un merito in più, ma come dicevo non credo che verrà letto in questo senso (positivo) specie dalle platee indie.
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#19 combatrock

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Inviato 18 settembre 2013 - 17:49

no, meno "spettacolare", più equilibrato, sono sei musicisti in tutto, completamente cambiato l'organico, c'è un tenore operistico che dà al suono un'impronta originalissima e le i temi (che pure ci sono e sono belli e fruibili) non svettano mai del tutto sul fluire organico della musica, è una suite molto coesa, un suono ricchissimo ma quasi senza picchi (a parte uno spiritual verso la fine). Secondo me proprio una grande opera, di grande maturità e gusto, ma non ha l'impatto titanico del disco precedente. Per me alla fine è un merito in più, ma come dicevo non credo che verrà letto in questo senso (positivo) specie dalle platee indie.


Già acquolina alla bocca. Ma tu dove/come lo hai ascoltato? In streaming?
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#20 slothrop

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Inviato 19 settembre 2013 - 08:34

ho un promo, ma mi sa che si comincerà a trovare
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