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c'è un disco che decreta la fine del prog?


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95 replies to this topic

#81 Connacht

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Inviato 11 giugno 2021 - 07:00

Ma non serve che sottolinei le intenzioni dietro la frase facendo il finto vago sull'autore, visto che non mi interessava l'utente né di rispondervi appositamente e personalmente, ma solo di aprire una parentesi a parte sul dark in generale partendo da quello spunto, in un topic che tanto lascia il tempo che trova perché è stato fatto necroposting di 15 anni. ^^"

Comunque i generi si evolvono, nessuno rimane identico nei suoi stilemi, limitarsi a ciò che era "vero" o "puro" nel porre paletti alla fine è futile.

 

Inoltre le scene musicali non comprendono un solo genere o gruppi sovrapponibili che suonano la stessa cosa, ma espressioni e stili differenti con dei comuni denominatori (Dead Can Dance, Alien Sex Fiend, Clan of Xymox e Sisters of Mercy per esempio sono molto diversi tra loro, pur facendo entrambi parte dell'ampia scena dark anni 80). Al punto che Andrew Eldtrich ha sempre detto di non avere a che fare con la sottocultura gotica e certa musica perché se ne sentiva estraneo e rifiutava l'etichetta, nonostante in molti lo abbiano preso a modello (un po' come se Peter Gabriel prendesse le distanze dal prog).

 

L'etichetta "dark" era ed è più cose, così come i gruppi goth rock che giravano nel Batcave a inizio anni 80 pur con una certa variabilità intraspecifica erano a loro volta differenti dal deathrock statunitense che era ben diverso dall'ethereal darkwave che era differente dalla coldwave e così via.


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You're an island of tranquillity in a sea of chaos. :.:: Last.fm

 

jazz-sebastian-bach-2.png

 

There is no theory. You have only to listen. Pleasure is the law. I love music passionately. And because l love it, I try to free it from barren traditions that stifle it. It is a free art gushing forth — an open-air art, boundless as the elements, the wind, the sky, the sea. It must never be shut in and become an academic art.

  • Claude Debussy
    quoted in An Encyclopedia of Quotations About Music (1981) by Nat Shapiro, p. 268 

 


#82 wago

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Inviato 11 giugno 2021 - 07:03

Anche il prog (o qualunque altro genere) che finisce nell'anno x fa ridere dai, ste categorizzazioni sono accettabili per porre necessari limiti ad articoli e testi vari, ma prese in senso assoluto van bene giusto per Tommaso Franci  asd


  • 2

#83 Tom

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Inviato 11 giugno 2021 - 07:28

Eddai, si parla per convenzioni e senso comune, ovvio che e' assurdo prendere la cosa in senso letterale (come fa Franci).

"Rust Neer Sleeps" di Neil Young e' generalmente considerato la pietra tombale dell'esperienza hippie. Poi logico che dischi di quel tipo si sono continuati a fare, alcuni anche di grande successo, lo stesso Young continua a farne anche adesso. Se chiedessero a me probabilmente indicherei un altro titolo, pero' ci puo' stare che come impatto nell'immaginario collettivo possa essere considerato "l'ultimo disco hippie" e il resto possa essere considerato "post-" o revival.


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#84 wago

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Inviato 11 giugno 2021 - 07:29

Ma certo, se si parla di simboli mi può stare bene ma il tono della richiesta originale mi pare assai più apodittico


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#85 Tom

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Inviato 11 giugno 2021 - 08:14

Ah ok, non avevo neanche letto il primo post.


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#86 Lussus

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Inviato 11 giugno 2021 - 12:53

Wago

 

Mi rendo conto di non possedere nessuna competenza specifica in ambito musicale. Dunque,Wago... saresti cosi gentile da spiegarmi che cosa si intende esattamente per "attitudine progressiva"?


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#87 wago

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Inviato 12 giugno 2021 - 16:24

Credo che ogni singolo appassionato o non appassionato di prog potrebbe darti una risposta diversa.

Immagino che nella gran parte ricorrerebbero questi aspetti:

- ricerca del superamento della forma-canzone o comunque sia della struttura "standard" dei pezzi all'interno di un genere

- enfasi sull'utilizzo di costruzioni ritmiche differenti da 4/4, 3/4 e dalle loro consuete suddivisioni

- variazione di più elementi melodici, ritmici, atmosferici, talvolta armonici (ma più in generale direi emotivi) in un singolo pezzo

- ricorso ad ambientazioni e/o linguaggi ricercati, spesso proiettati verso mondi di fantasia o letture metaforiche/filosofiche della realtà quotidiana

- commistione fra generi e in particolare tentativo di costruzione di un linguaggio musicale ibrido tra musica "colta" e "pop"

- somiglianza stilistica con quanto prodotto da un nucleo di band soprattutto britanniche nella prima metà degli anni Settanta

- collocamento storico tra la fine degli anni Sessanta e la seconda metà dei Settanta

- (spesso implicito) non appartenza, almeno in qualità di elemento centrale, ad altri filoni già ben individuati (es. una band chiave dell'hard rock non può essere "anche prog")

- white privilege mascolinità tossica eteronormatività e altre stronzate che potrai leggere su testate americane ormai completamente bollite

 

Ovviamente alcune di queste caratteristiche cozzano fra loro ma credo che sia normale per una cosa così sfumata come un genere musicale


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#88 Lussus

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Inviato 14 giugno 2021 - 14:03

Ho appena finito di leggere la mono sui Deep Purple.

Non voglio fare quello che va controcorrente a tutti i costi, ma non posso fare a meno di meravigliarmi dell'assurdità di certe affermazioni:cito testualmente "Non mancano alcune citazioni classiche (in "And the address")"

Faccio una premessa:Non sono un esperto di Rock romantico/barocco, anzi mi ritengo mediamente ignorante in materia. La mia conoscenza si limita giusto ai gruppi considerati più importanti:Moody Blues/The Nice.

Detto questo,a mio modo di vedere Il brano è quanto di più lontano possa esserci dal Rock sinfonico.Se n'era parlato tempo fa con Wago,e ricordo che alla fine entrambi concordavamo sul fatto che il pezzo doveva essere inserito a pieno titolo nel filone "Hard progressive"

Il recensore l'ha sparata grossa😀
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#89 woody

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Inviato 14 giugno 2021 - 14:25

 

- white privilege mascolinità tossica eteronormatività e altre stronzate che potrai leggere su testate americane ormai completamente bollite

 

 

Mi sembra che i tuoi punti siano grosso modo condivisibili.
Questo quotato lo capisco poco, erano un genere che piace al 95% ai maschi questo si però mascolinità tossica è proprio una forzatura figlia dei tempi. Erano testi spesso di ispirazione fantasy niente "baby i want to fuck you", era l'unico genere del tempo senza groupie con nerd sul palco generalmente poco attraenti, niente a che vedere col machismo di altri gruppi coevi.


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#90 wago

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Inviato 18 giugno 2021 - 16:28

Non so perché mi sia voluto infliggere nuovamente questo male, ma oggi tornando dal lavoro mi sono ascoltato da Pocket la lettura di questo articolo dell'Atlantic di 4 anni fa, che avevo già letto al momento dell'uscita: https://www.theatlan...ic-ever/534174/

Rispetto a quanto ricordassi, ci ho trovato molto meno ideologia e white guilt, e molta più ignoranza bella e buona, frammista a quel genere di luogo comune che sembra costituire il 99% della narrazione legata al prog diffusa nei paesi anglosassoni. Una descrizione del genere fatta di assolazzi sbrodolati, orchestre come se piovesse, mancanza di melodia, e soprattutto (balla delle balle) totale mancanza di influenza sui filoni musicali che l'han succeduto.

 

A me, più che rabbia, uno che chiude così un articolo su un intero genere fa sostanzialmente pena:

 

The proggers were, at a stroke, outmoded. Which is how, to a remarkable degree, their music still sounds—noodling and time-bound, a failed mutation, an evolutionary red herring. (Bebop doesn’t sound like that. Speed metal doesn’t sound like that.)

I feel you out there, prog-lovers, burning at my glibness. And who knows? If the great texts of prog had inscribed themselves, like The Lord of the Rings, upon my frontal lobes when they were teenage and putty-soft, I might be writing a different column altogether. But they didn’t, and I’m not. The proggers got away with murder, artistically speaking. And then, like justice, came the Ramones.

 


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#91 Владимир Гозерин

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Inviato 18 giugno 2021 - 16:47

(Bebop doesn’t sound like that. Speed metal doesn’t sound like that.)

 

Ebè, i due linguaggi del presente proprio. ashd


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#92 bosforo

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Inviato 18 giugno 2021 - 17:28

 

Non so perché mi sia voluto infliggere nuovamente questo male, ma oggi tornando dal lavoro mi sono ascoltato da Pocket la lettura di questo articolo dell'Atlantic di 4 anni fa, che avevo già letto al momento dell'uscita: https://www.theatlan...ic-ever/534174/

Rispetto a quanto ricordassi, ci ho trovato molto meno ideologia e white guilt, e molta più ignoranza bella e buona, frammista a quel genere di luogo comune che sembra costituire il 99% della narrazione legata al prog diffusa nei paesi anglosassoni. Una descrizione del genere fatta di assolazzi sbrodolati, orchestre come se piovesse, mancanza di melodia, e soprattutto (balla delle balle) totale mancanza di influenza sui filoni musicali che l'han succeduto.

 

A me, più che rabbia, uno che chiude così un articolo su un intero genere fa sostanzialmente pena:

 

The proggers were, at a stroke, outmoded. Which is how, to a remarkable degree, their music still sounds—noodling and time-bound, a failed mutation, an evolutionary red herring. (Bebop doesn’t sound like that. Speed metal doesn’t sound like that.)

I feel you out there, prog-lovers, burning at my glibness. And who knows? If the great texts of prog had inscribed themselves, like The Lord of the Rings, upon my frontal lobes when they were teenage and putty-soft, I might be writing a different column altogether. But they didn’t, and I’m not. The proggers got away with murder, artistically speaking. And then, like justice, came the Ramones.

 

 

*chef's kiss* anche solo per il titolo (mi sono risparmiato la lettura intera).

 

Comunque un aspetto per me primario del prog e che ho apprezzato col tempo e' che - ovviamente parlo della versione originale inglese - contiene elementi di reazione all'utopia modernista degli anni '50-60.

 

I progster nascevano piu' o meno tutti negli ultimi anni della WWII o appena dopo; alla nascita le loro citta' erano dei cumuli di macerie, ma le persone incaricate di ricostruirle finirono per danneggiarle piu' di quanto hanno mai fatto i bombardieri della Luftwaffe.

I city planners avevano deciso che il futuro doveva avere questo aspetto:

 

Spoiler

 

Citta' che prima avevano strati di architettura dal medioevo all'art deco sono state polverizzate dalle bombe e rimpiazzate da reticolati e parallelepipedi, centrati attorno al nuovo mezzo di trasporto: l'automobile. Ancora piu' irritante quando le bombe sono cadute altrove ma le amministrazioni hanno deciso di fare piazza pulita - ad esempio buttare giu' questo per far posto a... questo.

 

Tutto questo per dire che per me lo sguardo al folklore, alla fiaba e alla musica classica aveva un impulso di evasione da un presente che aveva fallito - se nei primi 2/3 anni gli edifici dei new towns erano futuribili (o avevano un che di space age), entro qualche anno gia' erano ingrigiti ed emanavano degrado e alienazione e i loro vicoli geometrici convoluti diventavano delle vie di fuga perfette per criminali in fuga dagli sbirri. Per me e' troppo facile dire che e' un genere da nerd ricconi con i tastieroni e la libreria piena di libri di Tolkien che romanticizzavano il passato; bisognerebbe guardare all'alienazione che c'era dietro.


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#93 Tom

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Inviato 18 giugno 2021 - 18:22

Beh, ma il rifiuto o la messa in dicussione di quella modernita' mi pare uno dei motivi conduttori di un po' tutti i movimenti "contro" dal dopoguerra in poi, soprattutto in Europa. A cominciare dai chansonnier francesi (e emuli italiani) fin dagli anni 50, passando per tutto il folk revival e l'estetica hippie e psichedelica, infatti gia' imbevuta di medievalismi, fiabismi e nostalgie per belle epoque varie. Se mai il prog (e parte dell'hard rock) portarono a sistema quell'idea e ne furono l'ultima fiammata, prima del "futurismo" di molta musica della seconda meta' degli anni 70 che (anche per paradosso) rivalutarono il fascino del grigiore, del geometrico e persino dell'alienazione urbana.


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#94 Владимир Гозерин

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Inviato 18 giugno 2021 - 18:33

Beh, ma il rifiuto o la messa in dicussione di quella modernita' mi pare uno dei motivi conduttori di un po' tutti i movimenti "contro" dal dopoguerra in poi, soprattutto in Europa. A cominciare dai chansonnier francesi (e emuli italiani) fin dagli anni 50, passando per tutto il folk revival e l'estetica hippie e psichedelica, infatti gia' imbevuta di medievalismi, fiabismi e nostalgie per belle epoque varie. Se mai il prog (e parte dell'hard rock) portarono a sistema quell'idea e ne furono l'ultima fiammata, prima del "futurismo" di molta musica della seconda meta' degli anni 70 che (anche per paradosso) rivalutarono il fascino del grigiore, del geometrico e persino dell'alienazione urbana.

 

 

Sno.

Perché i generi che citi avevano tutti una forma di militanza sociale esplicita, che nel prog è invece venuta meno (ok ok, il RIO, ma è una sottocategoria microscopica).

Il prog non rifiutava solo l'alienazione, rifiutava anche chi la combatteva: era una forma di escapismo. (Il che non significa che poi non ci fossero metafore e riflessioni sulla condizione umana o che altro, ma erano travestite e infilate sotto tutta una serie di altri simboli: veniva a mancare l'attacco diretto).


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#95 dick laurent

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Inviato 18 giugno 2021 - 19:54

 

 

 

Il prog non rifiutava solo l'alienazione, rifiutava anche chi la combatteva

 

oddio RIO (ma pure certe robe di Canterbury e prog-jazz-rock tipo Area) a parte non mi pare che la cosa sia vera per band come Van der Graaf o King Crimson. Ma pure in generale a fianco delle cose più fiabesco ci sono anche molte cose molto più nevrotiche e cupe, lo stesso concetto dei cambi labirintici di tempo ripetuti a volte in maniera ossessiva per me spesso va in quella direzione.


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#96 Владимир Гозерин

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Inviato 18 giugno 2021 - 22:09

Ok ok, i Van Der Graaf come i Jefferson Airplane.


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