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* * * * - 9 Voti

Il film che ho visto (prima di postare leggere le regole in prima pagina)


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5417 replies to this topic

#5401 solaris

solaris

    Simmetriade.

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Inviato 21 maggio 2022 - 16:11

Dai, le basi del forum per Dio, quando una roba è distrutta & facilmente presa di mira è divertente trovarci il buono, quando è idolatrata ti predispone male. Suspiria di Guadagnino è tutto fuorché un brutto film (di certo non è peggiore di questa cazzata), così come è tutto fuorché un capolavoro. Ovviamente il posizionamento del regista + il tiro scelto + l'ardire di fare un remake di Suspiria rende persino banale la presa per i fondelli (ma Harry pare non accorgersene).

A parte queste scemenze, questo è proprio un film del cazzo. Un involucro vuoto, con personaggi inesistenti (lei appena partono i riti scompare, gli altri non parliamone nemmeno), del dramma totalmente gratuito buttato dentro nel disperato tentativo di dargli spessore e una forma fighettina che non lascia assolutamente nulla. Tra l'altro interminabile, 2h e mezza che sembravano 10. Ho visto che il regista ha sentito anche l'esigenza di rilasciare una versione extended con altri 30min, effettivamente aveva troppe cose da dire.

In generale, ti dirò, 'sta A24 m'ha un po' stufato (torniamo a quanto dicevamo dell'Assassin's Creed qua sopra). Roba esile tirata a lucido per universitari americani 20-30enni col background nerd che vogliono il prodotto cool che li rispecchi, non importa se vacuo, piatto e assolutamente pretestuoso. Stupisce che un leccasfalto vecchia scuola come Harry ci caschi così.

Film belli grazie al cielo continuo a vederli, non queste ciofechine di certo. Grazie per l'interessamento.
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#5402 Dottor Brewster

Dottor Brewster

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 21 maggio 2022 - 16:48

Mica l'ho visto sto film eh, e manco ho intenzione di guardarlo a dirla tutta asd
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#5403 John Trent

John Trent

    Genio incomprensibile

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Inviato 21 maggio 2022 - 16:48

Nel thread apposito ne avevo parlato e avevo notato gli stessi difetti di Solaris... Da un certo punto in poi, nel senso che dopo la scena della rupe va tutto in vacca (addirittura un personaggio sparisce nella sceneggiatura...).
Fino a lì però è un gran film.
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#5404 មេធ្មប់

មេធ្មប់

    the nameless uncarved user

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Inviato 21 maggio 2022 - 17:24

Dai, le basi del forum per Dio, quando una roba è distrutta & facilmente presa di mira è divertente trovarci il buono, quando è idolatrata ti predispone male. Suspiria di Guadagnino è tutto fuorché un brutto film (di certo non è peggiore di questa cazzata), così come è tutto fuorché un capolavoro. Ovviamente il posizionamento del regista + il tiro scelto + l'ardire di fare un remake di Suspiria rende persino banale la presa per i fondelli (ma Harry pare non accorgersene).

A parte queste scemenze, questo è proprio un film del cazzo. Un involucro vuoto, con personaggi inesistenti (lei appena partono i riti scompare, gli altri non parliamone nemmeno), del dramma totalmente gratuito buttato dentro nel disperato tentativo di dargli spessore e una forma fighettina che non lascia assolutamente nulla. Tra l'altro interminabile, 2h e mezza che sembravano 10. Ho visto che il regista ha sentito anche l'esigenza di rilasciare una versione extended con altri 30min, effettivamente aveva troppe cose da dire.

In generale, ti dirò, 'sta A24 m'ha un po' stufato (torniamo a quanto dicevamo dell'Assassin's Creed qua sopra). Roba esile tirata a lucido per universitari americani 20-30enni col background nerd che vogliono il prodotto cool che li rispecchi, non importa se vacuo, piatto e assolutamente pretestuoso. Stupisce che un leccasfalto vecchia scuola come Harry ci caschi così.

Film belli grazie al cielo continuo a vederli, non queste ciofechine di certo. Grazie per l'interessamento.

 

scorrendo anche il thread di suspiria ho notato che hai in generale questa idiosincrasia verso i film che curano meno plot e personaggi (qui il "personaggi inesistenti", lì le critiche all'evanescenza della versione originale), midsommar in particolare è un film che lavora di materiale archetipico (come tutto il folk horror in generale) e credo che aster abbia capito bene questa cosa proprio nel modo in cui ha scritto i personaggi: che i personaggi siano quasi delle caricature e che la vicenda sia scritta dall'inizio è chiaro (è pure rappresentata chiaramente ad inizio film nell'arazzo).

quindi le critiche sui personaggi e in generale sulla scrittura in film come questo (o appunto come il suspiria originale) mi sembrano totalmente fuori fuoco, non è quello il punto, la partita si gioca tutta dal punto di vista formale – che non equivale a dire che il film è freddo – e se ci può stare dire che può sembrare un po' ruffiano nelle sue pretese arty (no in realtà perché aster si è messo al servizio del genere in entrambi i suoi film finora usciti abbracciandone anche le regole più off-putting) la messa in scena è maestosa, non ci sono altri film recenti che possono anche soltanto pensare di competere su questo piano, quantomeno nel campo dell'horror che è il campo su cui si è esposto finora ari aster.

 

sull'A24: non capisco l'accanimento e temo che sia inutile parlarne perché ti sei fatto già la tua idea e la tua immagine mentale dei produttori e dei fruitori (così come con l'mcu), che ironicamente è la stessa cosa di cui accusavi theMan su(l terribile, lui sì e soprattutto formalmente) guadagnino


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il mistico è soltanto la valvola di sfogo dei tuoi incubi peggiori oggi realizzati

 


#5405 Spiritchaser

Spiritchaser

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Inviato 21 maggio 2022 - 18:18

Nel topic dedicato ne avevo discusso proprio con haxan facendo il criticone; nel frattempo dopo due revisioni ho rivalutato molto di più l'impianto satirico di fondo del film (in cui la società americana è più assurda e fa più orrore di quella ancestrale e orrorifica della setta svedese, nella quale almeno esiste un senso - parossistico, ridicolo e macabro - di comunità) rispetto ad altre riserve forse fuori luogo o spiegabili proprio in base a quello. Volendo forzare la mano si può dire che il film ridicolizzi anche il target immaginato da solaris asd

La critica sui personaggi vuoti anche per me è fuori fuoco un po' per il motivo che dice haxan, in fondo si tratta quasi dei "tipi umani" della commedia, marionette esemplari della società da mettere in ridicolo; in Suspiria (film insopportabile molto ma molto inferiore a questo, non voglio immaginarmene un target asd) non c'è neanche quello, è il vuoto pneumatico riempito da un mischione di teoremi metatestuali insulsi per simulare una profondità intellettuale affettata (col trashume finale che ne è la conseguente catarsi).


  • 1

#5406 solaris

solaris

    Simmetriade.

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Inviato 21 maggio 2022 - 21:34

Non concordo con nulla ma non ho voglia di motivare oltre. Se per voi è un buon film buon per voi.

Guadagnino non è molto distante da sta roba, ma proprio per nulla. Solo lui ha un posizionamento diverso che ve ne influenza la percezione. Poi anche sticazzi di Guadagnino.


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#5407 piersa

piersa

    Megalo-Man

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Inviato 25 maggio 2022 - 12:09

(il film che non ho visto)
Future Crimes di Cronenberg. Dopo averne detto peste e corna da History oh violenze (capolavoro) in avanti, il C.ritorna alle Viscere Spike.
Voto 10 sulla fiducia.
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#5408 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 29 maggio 2022 - 08:17

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La vita invisibile di Eurídice Gusmão, di Karim Aïnouz, 2019
 
Storia di Eurídice e Guida, sorelle vittime di una società che non lascia spazio alle donne (siamo negli anni 50 in Brasile). Sorelle che si separano (Guida insegue un marinaio greco, Eurídice il desiderio di diventare pianista a Vienna), e che cercano di ritrovarsi per anni. Fra attese, soprusi, vitali slanci, risate, pianti.
 
Un melodramma moderno questo film, che ricorda un po' il miglior Wong Kar Wai per certe scelte stilistiche (i colori, i rallenty), un viaggio fra i fantasmi e i morti. Uno svolgersi di eventi per ellissi, via via più consistenti (forse poteva durare un'ora in più per riempire l'ultimo salto temporale). Ma quel che deve venir fuori non è tanto la questione banale di una trama, bensì la potenza dei sentimenti. In un accumularsi di eventi (sempre o quasi si tratta di atti limitanti nei confronti delle due ragazze) crescono i fantasmi (è un film sulle assenze, tutto è abbandono, tutto è vuoto fra gli individui) e la vita scorre via.
 
L'unico dubbio di questo film è per l'uso della tipografia e per i titoli di coda, così "cool". Il resto è davvero eccezionale. Immagini di rara bellezza (rara anche nel senso che Aïnouz ha occhio per trovare inedite soluzioni con il suo direttore della fotografia... vedasi la scena di Guida che amoreggia con il marinaio).
 
Alla fine ho pure pianto un po' su quell'abbraccio impossibile.
 
Voto: 8,5
 
 
3932502.jpg
 
vidainvisiveloscar2020.jpg
 
vida_invisivel_4gWP1yX.jpg
 
 
 
Colpo di genio:
 
A-vida-invis%C3%ADvel-de-Eur%C3%ADdice-G

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#5409 bluetrain

bluetrain

    Fourth rule is: eat kosher salamis

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Inviato 30 maggio 2022 - 10:35

 

L'unico dubbio di questo film è per l'uso della tipografia e per i titoli di coda, così "cool". 
 
 
 

 

 

Io invece mi sono detto: però dai fichi sti titoli di testa, non le solite trombonate da vecchi ashd


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#5410 lazlotoz

lazlotoz

    Enciclopedista

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Inviato 30 maggio 2022 - 10:42

 

 

L'unico dubbio di questo film è per l'uso della tipografia e per i titoli di coda, così "cool". 
 
 
 

 

 

Io invece mi sono detto: però dai fichi sti titoli di testa, non le solite trombonate da vecchi ashd

 

 

 

Ahahah, su quelli di testa ero più possibilista, son stati i quadri dei titoli di coda a non convincermi.

 

E del film che dici? Io più ci penso e più mi è piaciuto.


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#5411 bluetrain

bluetrain

    Fourth rule is: eat kosher salamis

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Inviato 30 maggio 2022 - 11:00

 

 

 

L'unico dubbio di questo film è per l'uso della tipografia e per i titoli di coda, così "cool". 
 
 
 

 

 

Io invece mi sono detto: però dai fichi sti titoli di testa, non le solite trombonate da vecchi ashd

 

 

 

Ahahah, su quelli di testa ero più possibilista, son stati i quadri dei titoli di coda a non convincermi.

 

E del film che dici? Io più ci penso e più mi è piaciuto.

 

 

Film molto bello e toccante senza cadere nel tranello del sentimentalismo becero; concordo grosso modo con la tua analisi. Sicuramente uno dei migliori che ho visto negli ultimi tempi. Anche io avrei non solo tollerato ma gradito un minutaggio maggiore (nonostante già così siamo sulle quasi 2 ore e mezza). 


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#5412 Tom

Tom

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Inviato 30 maggio 2022 - 11:39

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2013 Phil Spector di David Mamet
Ultimo titolo (temo in tutti i sensi) di Mamet, che tocca il suo apice di bastiancontrarismo "difendendo" uno dei personaggi piu' indifendibili degli ultimi vent'anni, roba che mi sa se la gioca con Weinstein come Anticristo moderno piu' ridicolo. Detto cio', non faccio l'ipocrita e ammetto di essere stato un perfetto esemplare di Homo Indignatus ai tempi del processo, anche solo per l'antipatia che mi ha sempre suscitato il personaggio di Spector. Forse anche per questo il film mi ha preso cosi' bene a salutari calci negli stinchi, come solo Mamet li sa tirare.
 
Per quanto mimetica la performance di Al Pacino (ritrovato come rare volte negli ultimi vent'anni) dona a Spector un fascino che non aveva e gli toglie l'aria da ratto malvagio, ma l'immagine che ne esce dal film e' comunque quella di un personaggio sgradevole e fuori di testa, probabilmente colpevole piu' si che no. La tesi di Mamet piu' che innocentista e' che malgrado le apparenze non era colpevole "oltre ogni ragionevole dubbio". Ma questo non importava in un contesto sociale e mediatico che aveva trovato il suo perfetto capro espiatorio: cioe' un vecchio rincoglionito, tremante e patetico, solo come un cane, un "povero" psicopatico che se e' arrivato (molto probabilmente) a fare quello che ha fatto e' perche' i suoi deliri erano stati tollerati oltre ogni limite in quanto ricchissimo e di successo, dalla stessa societa' che alla fine lo ha messo alla gogna (e che crede sia normale che un simile pazzoide conclamato avesse in casa un arsenale, tanto per toccare un tema d'attualita').
 
Sui meriti cinematografici del film (la gelida calibratezza della regia, il processo invisibile sostituito dalle simulazioni, la casa-castello di Spector illuminata come un sepolcro egiziano) il riassunto piu' breve non puo' che essere: e' un film di Mamet.
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#5413 Tom

Tom

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Inviato 09 giugno 2022 - 20:45

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2005 Edmond Stuart Gordon

In queste settimane mi sto facendo le filmografie di Mamet e Stuart Gordon, completando finalmente buchi e rivedendo film che non vedevo da secoli. Fino all'altro giorno ignoravo totalmente, e mai mi sarei aspettato fosse successo, che due autori tanto diversi si fossero incrociati. L'intellettuale Mamet infatti affido' una delle sue sceneggiature piu' scomode e politicamente scorrett(issim)e all'ultimo mohicano dei b-movie d'autore Gordon, che dal canto suo ne tiro' fuori un film che sembra in tutto un film di Mamet, con alcuni suoi attori feticcio (ma c'e' anche un cameo del "suo" Jeffrey Combs) e uno stile vitreo. Ma "Edmond" si inserisce perfettamente anche nel clamoroso finale di carriera di Gordon, che col precedente "King of the Ants" e il successivo "Stucks" aveva avuto una svolta cinica e glaciale degna dei migliori Coen.   

 

Praticamente e' "Un giorno di ordinaria follia" senza le mille paraculaggini del film di Schumacher. Il protagonista e' una merda borghese, vaneggiante, sgradevole, taccagno, razzista, vigliacco. La trama potrebbe essere letta anche come una versione prosaica di "Eyes Wide Shut": dopo aver litigato con la moglie il protagonista si aggira per la citta' di notte in cerca di una scopata. Genialoide l'idea di fargli incontrare una serie di personaggi femminili tutti interpretati da volti - e corpi - noti di Hollywood. Gli ultimi venti minutii spiazzano totalmente e il finale e' uno dei piu' perfidamente sarcastici degli ultimi vent'anni. Macy, va da se', e' un mostro, in tutti i sensi.  


  • 7

#5414 Sandor

Sandor

    Classic Rocker

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Inviato 10 giugno 2022 - 10:48

La produzione del duo Yuzna Gordon è piena di sorprese,ne conoscevo solo i film principali ma quando il Frusciante ne ha fatto la mono anni fa ho visto quasi tutto e sempre con piacere,piccoli gioielli a basso costo.
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#5415 Dottor Brewster

Dottor Brewster

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 27 giugno 2022 - 08:02

Per oggi andiamo con due western classici anni 60

I MAGNIFICI SETTE di John Sturges (1960)

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Nonostante il canovaccio e molte trovate vengano dalla suprema opera kurosawiana e nonostante la fama imperitura questo film non è certo un capolavoro e a dirla tutta non è neanche un ottimo film, è semplicemente un buon e robusto western pur con tutte le incertezze e le ingenuità tipica dei western del periodo di mezzo tra fine 50 e inizio 60, quando si usciva dalla fase "fordiana" per approdare a quella più realistica e cinica successiva.
Tra i meriti del film va iscritto sicuramente quello di aver lanciato tre attori (McQueen, Coburn, Bronson) che nei decenni successivi faranno furore ma che qui nonostante provino a dare qualche zampata sono purtroppo schiacciati dalla convenzionalità senza speranza con cui sono scritti i loro ruoli tanto che alla resa dei conti i personaggi che rimangono di più anche a livello iconografico sono quello del funereo pistolero di Yul Brinner (grazie anche e soprattutto alla successiva ripresa in chiave fantascientifica e crichtoniana) e quello del capobanda cialtrone e crudele interpretato da un Eli Walach che fa le prove generali per Tuco e che si riserva pure la battuta migliore del film* mentre tralasciamo per carità di patria i patetici struggimenti amorosi del giovane cowboy Chico.
Sturges dirige ovviamente con la mano sicura del professionista e le musiche di Bernstein sono giustamente rimaste nella storia per uno spettacolone che nel complesso funziona e diverte ancora oggi, remake del 2016 tanto per cambiare nefando e inutile oltre ogni dire.

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* - perchè depredate questa gente?
- amico, se Dio non avesse voluto che li tosassimo non ne avrebbe fatto delle pecore


Voto: 7 su 10
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#5416 Dottor Brewster

Dottor Brewster

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Inviato 27 giugno 2022 - 08:48

HOMBRE di Martin Ritt (1967)

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Sette anni dopo il film di Sturges il mito del west pulito ed eroico che, nonostante qualche notevole eccezione, era sempre andato per la maggiore comincia inesorabilmente a tirare le cuoia e il collaudato duo PaulNewman/MartinRitt aiuta da par suo a piantare qualche chiodo sulla cassa.
Hombre è quello che all'epoca veniva difinito un western liberal ma grazie a un monumentale Paul Newman che per molti versi è coautore delle pellicola il film non sfiora mai lidi edificanti e redfordiani* come avrebbe potuto anzi si risolve in un compendio di cinica violenza e attonito fatalismo al cospetto di un ambiente arido e terribile (il bisogno dell'acqua è uno dei leitmotiv della pellicola) che sembra prosciugare ogni emozione tanto che i personaggi si ammazzano con ferocia ma, va detto, senza alcun risentimento in un carosello mortale supremamente indifferente.
Newman si diceva: nella parte del silenzioso e solo apparentemente monolitico protagonista, bianco allevato dagli indiani cresciuto nel disprezzo e abituato alla violenza (da brividi quando impiomba con evidente gusto quel faccione di Richard Boone, alle spalle e pure disarmato), offre l'ennesima prova memorabile e nonostante l'aspetto riesce sempre a creare uno scarto tangibile tra lui e gli altri attori, muovendosi, parlando e camminando in maniera differente, come un animale del deserto portato al cospetto della civiltà che viene inevitabilmente guardato con timore e sospetto.
Anche qui regia robusta, cast di caratteristi extralusso (Boone, Balsam, March ma pure le deliziose Barbara Rush e Diane Cilento) e precisi i riferimenti alla situazione drammatica della riserva apache di San Carlos dell'epoca per un film oggi semidimenticato che consiglio caldamente.

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* confronto quello tra i due colossi Newman/Redford di cui si parlava giusto qualche tempo fa con Tom e Kristofferson

Voto 8 su 10
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#5417 Tom

Tom

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Inviato 27 giugno 2022 - 12:01

"Hombre" e' uno degli esempi migliori di una mia vecchia fissazione: quel curioso interregno 60s del western americano, tra la fine dell'epoca classica (in genere convenzionalmente identificata proprio coi Magnifici sette di Sturges) e l'inizio del western revisionista/crepuscolare della New Hollywood. Una fase stranamente poco indagata (paradossalmente e' piu' "celebrata" la parallela deriva decadente e da b-movie del genere, vedi anche il Tarantino piu' recente), nonostante siano titoli molto peculiari, quasi sempre segnati da atmosfere stralunate e particolarmente fosche, pieni di personaggi spiazzanti e crudeli. Oserei dire una specie di stagione metafisica del genere.

 

1960 The Unforgiven, di Huston - con le sue atmosfere pentecostali forse il primo esempio perfetto.

1961 One-Eyed Jacks, di Brando

1961 The Last Sunset, di Aldrich

1963 Hud, di Martin Ritt

1964 Invitation to a Gunfighter, di Richard Wilson

1964 Rio Conchos, di Gordon Douglas

1964 The Outrage, di Martin Ritt - un mezzo disastro, ma quasi un manifesto di quel che intendo

1966 The Shooting, di Monte Hellman - forse l'esempio piu' noto (e estremo) del "filone"
1966 Ride in the Whirlwind, di Monte Hellman

1966 The Appaloosa, di Sidney J. Furie
1967 Hombre, di Martin Ritt - appunto
1967 Vivere da vigliacchi e morire da eroi, di Gordon Douglas
1967 Welcome to Hard Times, di Burt Kennedy - altro titolo "manifesto"
1968 The Stalking Moon, di Robert Mulligan
1968 Blue, di Silvio Narizzano

 

Un tono un po'... sconcertato che si intravede anche in molti titoli piu' classici del periodo. Secondo me persino nel Liberty Valance di Ford, con quel sua aria volutamente finta e teatrale, oppure in film apparentemente convenziomali, come I quattro figli di Katie Elder di Hathaway, dove ci sono delle scene che sembrano girate sotto peyote (quelle con in scena, vedi caso, Dennis Hopper), e anche in certi b-movie attraversati da una vena un po' matta, tipo L'ultimo colpo in canna di Jerry Thorpe.


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#5418 Dottor Brewster

Dottor Brewster

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Inviato 27 giugno 2022 - 13:22

Discorso interessante ed è un filone che forse non è mai stato istituzionalizzato sia per la sua sfeggevolezza sia perchè manca probabilmente qualche capolavoro riconosciuto che faccia da faro accentratore (lo sono a modo loro forse solo il massacrato One Eyed Jacks e il comunque troppo strano The Shooting) ma che secondo me continua anche fino a inzio settanta, almeno Il Ritorno di Harry Collings di Fonda e Io sono Valdez di Sherin hanno molte delle caratteristiche che citi pur essendo state girati in ormai piena new hollywood.
Si potrebbe pure aprirci un topic, ho già pronta l'immagine di copertina:

the-appaloosa-scorpion-scene-3.jpg?ssl=1
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