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Il film che ho visto (prima di postare leggere le regole in prima pagina)


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5417 replies to this topic

#5341 Tom

Tom

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Inviato 04 febbraio 2022 - 11:49

A me manca Thunder Road... ma pare manchi anche a Springsteen, che in un altro forum mi dicono abbia specificato che "I never saw the movie, I only saw the poster" asd


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#5342 Dottor Brewster

Dottor Brewster

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 04 febbraio 2022 - 12:23

asd
A posto siamo, il Boss comincia a prendere per il culo come Bob Dylan.
Thunder Road aka il Contrabbandiere l'ho beccato già cominciato un pomeriggio penso su Paramount diversi anni fa, solido noir on the road con finale ineluttabilmente tragico.
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#5343 Reynard

Reynard

    No OGM

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Inviato 04 febbraio 2022 - 16:15

A me manca clamorosamente anche Furore di John Ford, è uno dei classici che mi tengo per la vecchiaia asd

Piacevole ma non uno dei Ford migliori.


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La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#5344 Kerzhakov91

Kerzhakov91

    Born too late

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Inviato 04 febbraio 2022 - 16:46

Uhm, per me invece tra i suoi massimi capolavori.  :P


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OR

 

 


#5345 Dottor Brewster

Dottor Brewster

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 04 febbraio 2022 - 17:40

Quando lo vedrò vi saprò dire, il libro è tra i miei preferiti in assoluto comunque.
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#5346 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 05 febbraio 2022 - 00:58

locandina.jpg

 

Motherless Brooklyn di Edward Norton2019

 

Ne avevo sentito parlare solo male (credo qui fosse piaciuto a Tom). E infatti me lo son guardato e gustato.

All'inizio un po' restio, perché mi veniva da pensare che uno come Norton che spacca la minchia sempre quando è diretto da altri, e riscrive le sceneggiature degli altri dovrebbe essere perfetto nelle robe sue (attore+regista+sceneggiatore). E invece non è perfetto.

Ma in quel suo essere non un grandissimo c'è una tensione spasmodica al fare qualcosa di grandioso.

E mi pare che qui in più momenti si senta la cosa.

Forse soprattutto nei momenti più jazzosi, dove interpretazioni musica e montaggio rendono così contemporaneo un noir che puzzerebbe di polvere. 

È un film nostalgico.

Di quelli però dove la fine lascia un gustaccio amaro in bocca.

 

 

Bello.

 

Di quelli che rivisti fra qualche anno potrebbero andare verso l'8. Ma per ora 7,25 o 7++ a seconda dei gusti.


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#5347 bluetrain

bluetrain

    Fourth rule is: eat kosher salamis

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Inviato 05 febbraio 2022 - 10:44

Visto di recente, gran bel noirazzo, anche io sono rimasto stupito positivamente, francamente non sono riuscito a trovagli grandi difetti. Tra l'altro molto azzeccata l'idea di farne un hard boiled fatto e finito (nonostante le peculiarità del protagonista, non proprio marlowiano purosangue) ambientato negli anni '50, nonostante la trama del romanzo da cui è tratto si dipani negli anni 2000; sono quasi certo che un ambientazione contemporanea gli avrebbe tolto un po' bel po' di quel fascino polveroso e bituminoso con una grande tradizione - letteraria e cinematografica - alle spalle.

Molto bella anche la colonna sonora per altro. 

 

 

 

Norton che spacca la minchia sempre quando è diretto da altri

 

Probabilmente è stato così anche questa volta, i tic nevrotici del protagonista (che poi sarebbero la sindrome di Touret se ricordo bene) verosimilmente non erano un artifizio narrativo prestabilito, ma il risultato dello spaccarsi la minchia da solo.


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#5348 solaris

solaris

    Simmetriade.

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Inviato 05 febbraio 2022 - 21:13

 

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Memoria (Apichatpong Weerasethakul, 2021).

Lui è quello dello zio boonmee che ricorda le vite precedenti. Richiede molta pazienza, restituisce in base a quanto ci si investe. Mi è piaciuto ma soprattutto mi è utile. Esteticamente molto molto bello.


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#5349 Tom

Tom

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Inviato 20 febbraio 2022 - 23:56

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anche se...

 

Titane Julia Ducournau

Mah. Tanto rumore per (quasi) nulla. Classica malesserata franciosa tutta squallore estetizzante, che gioca facile disturbando lo spettatore con robe disagiose a livello molto epidermico, scarti di trama piu' effettistici che davvero "free", e furbettissimi agganci a tematiche alla moda. Poi, va beh, a pigliarlo come una specie di thriller bizzarro e semi-onirico non e' neanche male, ma mi si confermano i sospetti avuti con Raw (comunque migliore) sulla Ducournau come una gran furbetta, che ha capito come far fessa la fessissima  critica moderna, tanto quella degli estasiati dell'aria fritta che dei detrattori scandalizzati. Per una volta mi sa c'aveva ragione Moretti a sborbottare.


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#5350 Incidente

Incidente

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Inviato 02 marzo 2022 - 19:20

Maixabel - Iciar Bollain (2021)
Non il solito film sull'ETA, "Maixabel" non racconta le origini del gruppo terrorista indipendentista basco o le sue orrorifiche stragi, bensì sonda gli incontri realmente avvenuti tra attentatori e vittime degli attentati. Al centro del film troviamo infatti Maixabel Lasa, moglie del politico Juan María Jáuregui ucciso dall'ETA nel 2000, e, proprio in seguito all'omicidio del marito, direttrice dell'ufficio basco per le vittime del terrorismo.
Gli incontri e la mediazione che li ha preceduti diventano quindi l'espediente per analizzare quello che le stragi hanno significato per la Spagna, per i parenti delle vittime, ma anche, e questo risulta l'aspetto più interessante, per chi li ha perpetrati.
Dopo una prima parte di film che un po' arranca tra eccessivi didascalismi e semplificazioni che concedono poco spessore alle "ragioni" degli attentatori, il film decolla invece nella seconda grazie ad una carica drammatica palpabile.
Se da una parte il film mostra il rimorso di alcuni "etarras", reclutati da giovanissimi e col cervello lavato da bombardamenti propagandistici, dall'altro la figura di Maixabel cerca di ascoltarli, ma è severa e non concede loro alcuno sconto.
Una bravissima Bianca Portillo è stata premiata come miglior attrice agli ultimi premi Goya per il ruolo di Maixabel, ma l'interpretazione che colpisce maggiormente è quella di Luis Tosar (candidato, ma sconfitto da Bardem) nel ruolo di Ibon Etxezarreta, l'esecutore materiale dell'omicidio di Jáuregui, che sul finale riesce ad esprimere col corpo un contrito senso di penitenza e timore che da i brividi.

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#5351 William Blake

William Blake

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Inviato 02 marzo 2022 - 19:27

18042159-gettyimages-1329246197-cover-20
anche se...
 
Titane Julia Ducournau
Mah. Tanto rumore per (quasi) nulla. Classica malesserata franciosa tutta squallore estetizzante, che gioca facile disturbando lo spettatore con robe disagiose a livello molto epidermico, scarti di trama piu' effettistici che davvero "free", e furbettissimi agganci a tematiche alla moda. Poi, va beh, a pigliarlo come una specie di thriller bizzarro e semi-onirico non e' neanche male, ma mi si confermano i sospetti avuti con Raw (comunque migliore) sulla Ducournau come una gran furbetta, che ha capito come far fessa la fessissima  critica moderna, tanto quella degli estasiati dell'aria fritta che dei detrattori scandalizzati. Per una volta mi sa c'aveva ragione Moretti a sborbottare.


D'accordo. Raimo parlò, a sproposito come suo solito, di "nuovo cinema paraculo" per "La vita di Adele", che invece mi pare un sottotitolo perfetto per "Titane".
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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#5352 paloz

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Inviato 09 marzo 2022 - 22:42

Veramente una cacata pazzesca, al decimo minuto ho capito che sarebbe solo peggiorato di lì in poi e ho spento.


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esoteros

 

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#5353 thom

thom

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Inviato 30 marzo 2022 - 11:26

recuperate due opere senili di due maestri, accumunate da insuccesso di pubblico e recensioni perlopiù infami; ovviamente mi sono piaciute entrambe:

 

- Cane mangia cane, Paul Schrader (2016): se sei un godardiano come il sottoscritto non può non piacerti quella che è a tutti gli effetti un'opera che riflette sul linguaggio del crime movie, ma che per 3/4 funziona anche come (seppur eccentrico) thriller criminale. C'è il corpo di Willem Dafoe immolato totalmente alla causa, che definire a suo agio in questi personaggi borderline/randagi è dir poco. Il titolo originale (Dog eat dog) tradisce il fatto che quel mangia è da intendersi come declinato all'imperativo, sintomo di un fato ordinatorio e violento;

 

- Identificazione di una donna, M. Antonioni (1982): è di fatto l'ultimo film di Antonioni, prima del commissariamento (se ho ben inteso); posso capire chi lo trovi a tratti goffo e dozzinale (nei dialoghi), ma a me alla fine ha lasciato quella profonda sensazione del solito vuoto siderale in cui ci muoviamo (e si muove un buon Thomas Milian), vuoto che può essere solo fiaccamente e sporadicamente illuminato dalla luce dell'eros (scene erotiche che spingono il limite del filmabile direi in lidi inesplorati, improponibili negli standard attuali). C'è un pezzo di Roma filmata bene, la solita composizione di scene magistrale e la colonna sonora di John Fox, con brani di Japan e Tangerine Dream. Non da ascrivere fra i capolavori del regista, ma neppure da damnatio memoriae.


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#5354 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 02 aprile 2022 - 18:01

Della serie, ti piace vincere facile.

 

sussurri_e_grida.jpg

 

Sussurri e grida, Ingmar Bergman, 1973

 

Sinceramente non ho molto da aggiungere a quanto è stato scritto negli anni su questo film e sulla capacità unica di Bergman di piegare la grammatica cinematografica ai suoi bisogni.

Infatti il film nasce nella sua testa partendo da un'immagine che lo tormentava "tre donne vestite di bianco in una stanza rossa".

 

image-w1280.jpg

 

Il mondo infinito che riesce a elaborare da questo quadro è qualcosa di devastante.

Il rapporto fra le quattro donne protagoniste, i loro dolori, l'incapacità di comunicare, l'amore. Ogni aspetto esplode in ogni inquadratura, nei dialoghi perfetti, nelle interpretazioni oltre misura.

Difficile immaginarsi di più.

 

Voto: tra il 9 e il 10.

 

 

p.s. Ignoranza mondiale mia, ho scoperto solo oggi che Liv Ullmann  è norvegese e non svedese 

p.p.s. Sven Nykvist qui fa un lavoro assurdo, la capacità di creare dei quadri, citando altre opere d'arte ma risultando sempre inedito è una cosa che hanno avuto in pochi nella storia del cinema.

 

 

viskningar-och-rop-cris-chuchotements-in

sussurri-e-grida-1972-Ingmar-Bergman-021


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#5355 John Trent

John Trent

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Inviato 03 aprile 2022 - 09:51

Sto recuperando nelle ultime settimane un sacco di roba di Bergman, anche quei film non da manuale classico del cinema, e mi sto convincendo che sia tra i grandi il più grande.

3 cose al volo: prima la modernità di tematiche e immagini senza paura di affrontare di petto blasfemia, violenza e sessualità. Ma una modernità estetica innanzitutto, veramente in anticipo sui tempi. Seconda la capacità di creare intrattenimento scorrevole pur nella profondità delle tematiche, altro paladino da portare nella battaglia di chi cerca di creare una divisione tra autorialità e divertimento. Terza la capacità di creare attimi di pura tensione, anzi proprio di paura tra visioni del lato oscuro del cattolicesimo, possessioni, crisi schizofreniche, uno dei registi non horror a fare più paura coi suoi film.

Comunque uno si impegna ad andare incontro ad un gusto popolare ma poi quando si vede Bergman mettere in scena certe immagini in un film del 51 tutto d'un tratto il cinema americano torna a far sorridere, così come l'arrampicamento sugli specchi nel cercare modernità in film coi baci a stampo sulla bocca e le coppie che dormono coi letti separati.

Visti e giudicati con un 10 su 10: Un'estate d'amore, La Fontana della Vergine, Il Silenzio e Come in uno specchio.

Non c'è film horror americano contemporaneo a Bergman che riesca a ricreare l'ansia che si prova nelle sequenze nella barca spiaggiata o in quelle finali di "come in uno specchio" ma in generale accade sempre quando Bergman disvela le visioni demoniache legate all'immaginario religioso (come nella scena dei burattini in Fanny e Alexander per fare un altro es).
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#5356 thom

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Inviato 03 aprile 2022 - 10:37

Il rapporto fra le quattro donne protagoniste, i loro dolori, l'incapacità di comunicare, l'amore. Ogni aspetto esplode in ogni inquadratura, nei dialoghi perfetti, nelle interpretazioni oltre misura.

 

me lo ricordo come l'opera più cruenta e disperata di Bergman, fin dalle prime immagini, con i rantoli della sorella morente a fungere da prologo tragico: il rigore della messa in scena del maestro svedese qui si sovrappone ineludibilmente al rigore della morte, non a caso quella violenza nel colore fauvist, se non ricordo male, è un unicum nella filmografia bergmaniana

 

Sto recuperando nelle ultime settimane un sacco di roba di Bergman, anche quei film non da manuale classico del cinema, e mi sto convincendo che sia tra i grandi il più grande.

 

credo di essere d'accordo nel senso che non trovo un altro regista con un numero paragonabile di lavori di così alto livello (il che è dovuto anche alla prolificità di Bergman): ci sono registi magari con picchi più alti, ma con Bergman ci sono praticamente una decina di film che potrebbero tranquillamente rientrare nella categoria capolavoro


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#5357 paloz

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Inviato 03 aprile 2022 - 13:55

Diciamo che tra i grandi - forse assieme a Kubrick, anche se con modalità e manie opposte - è quello che più ha trattato la sua arte cinematografica come un lavoro senza fine, un continuo e mai compiuto scavare nelle questioni morali, nella psiche e nei sogni dell'umano. Al valore in sé della sua arte si aggiunge la scelta azzeccata di affidarsi a pochi ma eccezionali attori, dei capisaldi senza i quali certe sceneggiature avrebbero potuto facilmente scadere nel banale o nel patetico.
Infine, una quantità di suoi film continuano a richiamarti, a fasi alterne, lungo il resto della vita, come se certe atmosfere, certe ambientazioni e vicende familiari tornassero urgenti, certe altre nostalgie dolci e rincuoranti, i dubbi esistenziali sempre validi e irrisolti. Un cinema agonico, direbbe Miguel de Unamuno, che lotta e si dibatte incessantemente per la verità umana e divina.


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(Samuel Beckett, Malone Dies)


#5358 lazlotoz

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Inviato 03 aprile 2022 - 16:38

non a caso quella violenza nel colore fauvist, se non ricordo male, è un unicum nella filmografia bergmaniana

 

 

Mi pare di aver letto che Bergman dicesse che tutta la sua filmografia poteva essere considerata anche in bianco e nero, tranne che Sussurri e grida.

E in effetti, il colore è protagonista, tanto quanto gli altri personaggi.

È l'immaginarsi uno spazio uterino in cui si sviluppano ed esplodono i sentimenti. Dove lo spazio è dato alla memoria e alla morte.


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#5359 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 03 aprile 2022 - 17:01

Intanto, fine settimana fortunato per le mie visioni:

 

the-boys-from-fengkuei-aka-all-the-youth

 

Il terzo film di Hou Hsiao-hsien, non ho visto quelli prima, ma qui è capo senza grossi dubbi.

Negli anni 90 quando ero un ragazzino infognato di cinema mi godevo la new wave asiatica, Honk Kong su tutti. E tanto si parlava anche di Hsiao-hsien (siamo a Taiwan però), ma mica avevo capito quanto avesse fatto partire da questo gioiello del 1983.

C'è molto, se non tutto, quello che poi verrà in seguito. Primo per certo l'amore per il cinema che trasuda in ogni fotogramma. Pure nell'azzardo di accostare le immagini ad alcuni momenti musicali "nobilitanti" (Pasolini docet), qui Vivaldi e Bach.

 

La storia è poco più di un canovaccio, quattro ragazzi giovani, quattro inutili cazzoni, crescono con il mondo attorno a loro che cambia. Uno di loro si distingue per sensibilità. E le strade si separano, si rincontrano. Mentre la città pian piano li inghiotte (la scena finale è semplicemente perfetta).

 

È sorprendente la perfezione delle immagini (restituite da un recente restauro), che però mai hanno quel sapore estetizzante ma anzi si fanno rivelatrici di un universo complesso (su tutte quella dello schermo del cinema porno che è a dir poco epifanica). Il tono sempre equilibrato, che riesce a tratteggiare ogni aspetto della vita del protagonista con leggerezza (la figura del padre diventato disabile, quanti altri potrebbero descriverla così?).

 

E poi il lavoro sulla memoria in relazione all'uscire dall'adolescenza. Il diventare adulti nel formare i ricordi di un tempo in cui si era felici. 

Il tempo presente che inghiotte l'esistenza, il tempo passato come rifugio.

 

Sì, capo. Voto 8.75/9.25

 

Scene indimenticabili:

 

i-ragazzi-di-feng-kuei-1983-hou-hsiao-hs

 

 

maxresdefault.jpg

 

 

all-the-youthful-days1.jpg

 

 

p.s. per la serie, scopro cose, King Hu negli anni '60 si trasferì a Taiwan. 


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#5360 100000

100000

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Inviato 06 aprile 2022 - 22:14

visto che si parlava di Bergman: ho appena visto L'uovo del serpente (mi mancava)

ne ho letto in più parti come un fallimento riconosciuto dallo stesso Bergman, ma, per quanto abbastanza anomalo nella sua filmografia, non riesco a considerarlo tale: angoscia e paranoia a secchiate, indagine psicosociale, un nastro bianco girato da un proto-terry gilliam (ok sto facendo tutti esempi posteriori che chiaramente al massimo sono stati influenzati da, ma quello ho) senza speranza.

capisco che siamo lontani dai capi e la ricerca spirituale della trilogia del silenzio sia un'altra cosa, ma fossero tutti così i fallimenti


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