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Il film che ho visto (prima di postare leggere le regole in prima pagina)


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5406 replies to this topic

#5281 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 13 dicembre 2021 - 09:45

The Green Knight /o/ Sir Gawain e il Cavaliere Verde

David Lowery

Amazon Prime Video

 

Trama: il nipote di Re Arthù, Sir Gawain, è uno che sta li a non si sa bene fare cosa, scopare prostitute, bere ecc ecc. Sua madre Morgana, il giorno di Natale, evoca sto cavaliere verde, una versione cavallo munita e beffarda di barbalbero, che irrompe nella festa di Natale della Tavola rotonda e dice, tipo, se mi date un colpo con la spada, poi voi tra un anno  se venite nella Cappella Verde dove sto io, ve lo restituisco. Gawain, che era li a cincischiare come sempre, dice "io lo faccio" perchè c'aveva il complesso nei confronti degli altri cavalieri. Gawain quindi taglia la testa a barbalbero, barbalbero la raccoglie e va via ridendo. Quindi Gawain, all'approssimarsi del natale successivo, parte per farsi restituire il colpo e si fa sto viaggione metaforico fino alla fine del film.

 

Mi incuriosiva molto e mi ha deluso. Fotografia, scenografia ecc ecc stupende ma il resto lascia molto a desiderare. L'intenzione, da quello che ho capito, è di dare una lettura esistenzialista al poema inglese del quattordicesimo secolo. Tuttavia più di metà del film è inutile, in quanto la sua sua simbologia esasperata non simboleggia nulla ribadendo all'infinito lo stesso concetto: il protagonista è un inetto. Tutto ciò senza però dare un vero sviluppo al personaggio, che sembra capire tutto solo alla (lunghissima) fine. E' poi un film molto lento, che non aiuta quando si cerca di capire qualcosa che in realtà non è li. In due parole polpettone pretenzioso.

 

Qualcuno l'ha visto e ha una opinione radicalmente opposta?

 

 

L'ho visto in HD e il mio giudizio NON può essere radicalmente diverso dal tuo, in quanto la tua tesi è assolutamente pertinente. Non so chi sei, ma come ho scritto alcune volte, lo spettatore di questa nostra contemporaneità non riesce a percepire la pesantezza del Tempo, la sua ontologia tradotta nel linguaggio cinematografico.

 

Un film assolutamente delizioso che metto tra i primi dieci dell'anno senza se e ma.. mi ripeto: lo streaming avrebbe potuto banalizzare esteticamente i codici semiotici del cinema riducendolo a una bassezza infinita, e invece ci eravamo sbagliati; nonostante la pandemia, abbiamo assistito ad un altro superamento del reale, della fruizione del cinema al cinema.. la qualità è stratosferica e non riesco a fare una TOP 10 dei film usciti negli ultimi due-tre anni.


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#5282 Pancakes

Pancakes

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  • LocationWhere the Iron Crosses Grow

Inviato 13 dicembre 2021 - 11:38

The Green Knight /o/ Sir Gawain e il Cavaliere Verde

David Lowery

Amazon Prime Video

 

Trama: il nipote di Re Arthù, Sir Gawain, è uno che sta li a non si sa bene fare cosa, scopare prostitute, bere ecc ecc. Sua madre Morgana, il giorno di Natale, evoca sto cavaliere verde, una versione cavallo munita e beffarda di barbalbero, che irrompe nella festa di Natale della Tavola rotonda e dice, tipo, se mi date un colpo con la spada, poi voi tra un anno  se venite nella Cappella Verde dove sto io, ve lo restituisco. Gawain, che era li a cincischiare come sempre, dice "io lo faccio" perchè c'aveva il complesso nei confronti degli altri cavalieri. Gawain quindi taglia la testa a barbalbero, barbalbero la raccoglie e va via ridendo. Quindi Gawain, all'approssimarsi del natale successivo, parte per farsi restituire il colpo e si fa sto viaggione metaforico fino alla fine del film.

 

Mi incuriosiva molto e mi ha deluso. Fotografia, scenografia ecc ecc stupende ma il resto lascia molto a desiderare. L'intenzione, da quello che ho capito, è di dare una lettura esistenzialista al poema inglese del quattordicesimo secolo. Tuttavia più di metà del film è inutile, in quanto la sua sua simbologia esasperata non simboleggia nulla ribadendo all'infinito lo stesso concetto: il protagonista è un inetto. Tutto ciò senza però dare un vero sviluppo al personaggio, che sembra capire tutto solo alla (lunghissima) fine. E' poi un film molto lento, che non aiuta quando si cerca di capire qualcosa che in realtà non è li. In due parole polpettone pretenzioso.

 

Qualcuno l'ha visto e ha una opinione radicalmente opposta?

 

Se ne possono dire tante di cose così, e sarei anche d'accordo con molte di esse, ma col finale [più altre cose prima, ma principalmente quello] diventa uno dei film fantasy più boormaniani dai tempi di Excalibur


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The core principle of freedom
Is the only notion to obey


#5283 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 13 dicembre 2021 - 12:11

The Green Knight /o/ Sir Gawain e il Cavaliere Verde

David Lowery

Amazon Prime Video

 

Trama: il nipote di Re Arthù, Sir Gawain, è uno che sta li a non si sa bene fare cosa, scopare prostitute, bere ecc ecc. Sua madre Morgana, il giorno di Natale, evoca sto cavaliere verde, una versione cavallo munita e beffarda di barbalbero, che irrompe nella festa di Natale della Tavola rotonda e dice, tipo, se mi date un colpo con la spada, poi voi tra un anno  se venite nella Cappella Verde dove sto io, ve lo restituisco. Gawain, che era li a cincischiare come sempre, dice "io lo faccio" perchè c'aveva il complesso nei confronti degli altri cavalieri. Gawain quindi taglia la testa a barbalbero, barbalbero la raccoglie e va via ridendo. Quindi Gawain, all'approssimarsi del natale successivo, parte per farsi restituire il colpo e si fa sto viaggione metaforico fino alla fine del film.

 

Mi incuriosiva molto e mi ha deluso. Fotografia, scenografia ecc ecc stupende ma il resto lascia molto a desiderare. L'intenzione, da quello che ho capito, è di dare una lettura esistenzialista al poema inglese del quattordicesimo secolo. Tuttavia più di metà del film è inutile, in quanto la sua sua simbologia esasperata non simboleggia nulla ribadendo all'infinito lo stesso concetto: il protagonista è un inetto. Tutto ciò senza però dare un vero sviluppo al personaggio, che sembra capire tutto solo alla (lunghissima) fine. E' poi un film molto lento, che non aiuta quando si cerca di capire qualcosa che in realtà non è li. In due parole polpettone pretenzioso.

 

Qualcuno l'ha visto e ha una opinione radicalmente opposta?

 

Invece io mi son divertito. Al netto di alcune lungaggini di troppo, ci son dei momenti molto belli. Su tutti l'incontro con la tizia decapitata, davvero bellissimo.


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#5284 debaser

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Inviato 13 dicembre 2021 - 19:40

Concordo, godibilissimo.
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Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
non si dice, non si scrive solamente si favoleggia


#5285 Ailanto

Ailanto

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Inviato 13 dicembre 2021 - 22:17

First cow (Kelly Reichardt, 2020)

 

Splendido film, ambientato per la maggior parte all'epoca della conquista dell'Ovest americano, capace di raccontare allo stesso tempo una tenera storia di amicizia, la fondamentale crudeltà alla base del capitalismo e le meraviglie animali vegetali e minerali della natura.

Un montaggio vivo che non ha paura di far perdere la bussola (temporale, soprattutto) allo spettatore e che ci regala una delle sequenze più belle degli ultimi anni, con un riferimento a Viaggio in Italia di Rossellini; un personaggio dolce e delicato nel cui sguardo leggiamo tutta la placidità che il capitalismo, rappresentato dalla mucca del titolo, metterà di lì a poco in subbuglio.

Ho amato molto l'ambiguità della messa in scena dei due personaggi principali e il grande spazio lasciato sulle immagini alla natura ancora alquanto incontaminata dalla mano dell'uomo.


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E così, ancora, per le vie interminabili della città, quali scoscese, quali cupe dietro orti, quali a rozzi gradini, fino al porto silente, e non gli avevo detto nulla. Non sapevo che cosa aveva voluto da me, né io da lui, cosa ci eravamo dato, e cosa non, solo che le sue mani nei miei capelli non se ne andranno, solo che stremata. Fredda e stremata, pensando cose indicibili (pensando: NON LO VEDRO PIÙ!)

Anna Maria Ortese, Il porto di Toledo


#5286 LM

LM

    Sono un uomo non sono un fake.

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Inviato 15 dicembre 2021 - 17:05

Oxygene, Alexandre Aja, 2021
Vedibile e godibile anche, il blocco claustrofobico riesce molto bene, la Laurent è molto brava. Il film è poco interessato veramente ai perché della situazione di partenza (lei chiusa in una capsula criogena che la fa risvegliare anzitempo, lei che non ricorda nulla, lei che cerca di uscirne in penuria di ossigeno) e li butta lì man mano che il giallo si scioglie, ma è più focalizzato, giustamente dato il minutaggio, sul se e sul come lei riuscirà a sopravvivere. Tutte le eventuali implicazioni filosofiche, che girano attorno alla trama esigua, sono uno sfondo appena accennato e a mio parere non è un male. Bruttina invece la pataccata del finale.

 

Visto ieri sera e devo dire che si tratta di un buon intrattenimento, che mi sembra riesca bene soprattutto all'inizio nel nascondere le carte per poi svelarle una dopo l'altra senza scadere nel banale o nel ridicolo, almeno fino agli ultimi ingiustificabili 30 secondi finali.

Non si può ad ogni modo ignorare il fatto che nella trama c'è un virus che sta sterminando il genere umano e che gli individui nelle capsule sono chiamati "Omicron". Lo sceneggiatore sapeva tutto!!!1! Svegliaaaa!!!1!


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#5287 Fast_Forward

Fast_Forward

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Inviato 15 dicembre 2021 - 18:37

 

The Green Knight /o/ Sir Gawain e il Cavaliere Verde

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Trama: il nipote di Re Arthù, Sir Gawain, è uno che sta li a non si sa bene fare cosa, scopare prostitute, bere ecc ecc. Sua madre Morgana, il giorno di Natale, evoca sto cavaliere verde, una versione cavallo munita e beffarda di barbalbero, che irrompe nella festa di Natale della Tavola rotonda e dice, tipo, se mi date un colpo con la spada, poi voi tra un anno  se venite nella Cappella Verde dove sto io, ve lo restituisco. Gawain, che era li a cincischiare come sempre, dice "io lo faccio" perchè c'aveva il complesso nei confronti degli altri cavalieri. Gawain quindi taglia la testa a barbalbero, barbalbero la raccoglie e va via ridendo. Quindi Gawain, all'approssimarsi del natale successivo, parte per farsi restituire il colpo e si fa sto viaggione metaforico fino alla fine del film.

 

Mi incuriosiva molto e mi ha deluso. Fotografia, scenografia ecc ecc stupende ma il resto lascia molto a desiderare. L'intenzione, da quello che ho capito, è di dare una lettura esistenzialista al poema inglese del quattordicesimo secolo. Tuttavia più di metà del film è inutile, in quanto la sua sua simbologia esasperata non simboleggia nulla ribadendo all'infinito lo stesso concetto: il protagonista è un inetto. Tutto ciò senza però dare un vero sviluppo al personaggio, che sembra capire tutto solo alla (lunghissima) fine. E' poi un film molto lento, che non aiuta quando si cerca di capire qualcosa che in realtà non è li. In due parole polpettone pretenzioso.

 

Qualcuno l'ha visto e ha una opinione radicalmente opposta?

 

 

L'ho visto in HD e il mio giudizio NON può essere radicalmente diverso dal tuo, in quanto la tua tesi è assolutamente pertinente. Non so chi sei, ma come ho scritto alcune volte, lo spettatore di questa nostra contemporaneità non riesce a percepire la pesantezza del Tempo, la sua ontologia tradotta nel linguaggio cinematografico.

 

Un film assolutamente delizioso che metto tra i primi dieci dell'anno senza se e ma.. mi ripeto: lo streaming avrebbe potuto banalizzare esteticamente i codici semiotici del cinema riducendolo a una bassezza infinita, e invece ci eravamo sbagliati; nonostante la pandemia, abbiamo assistito ad un altro superamento del reale, della fruizione del cinema al cinema.. la qualità è stratosferica e non riesco a fare una TOP 10 dei film usciti negli ultimi due-tre anni.

 

la pesantezza del tempo io l'ho percepita in dead man di jarmush e non in questo film. ho forse percepito male?


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#5288 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 19 dicembre 2021 - 08:10

 

 

The Green Knight /o/ Sir Gawain e il Cavaliere Verde

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Trama: il nipote di Re Arthù, Sir Gawain, è uno che sta li a non si sa bene fare cosa, scopare prostitute, bere ecc ecc. Sua madre Morgana, il giorno di Natale, evoca sto cavaliere verde, una versione cavallo munita e beffarda di barbalbero, che irrompe nella festa di Natale della Tavola rotonda e dice, tipo, se mi date un colpo con la spada, poi voi tra un anno  se venite nella Cappella Verde dove sto io, ve lo restituisco. Gawain, che era li a cincischiare come sempre, dice "io lo faccio" perchè c'aveva il complesso nei confronti degli altri cavalieri. Gawain quindi taglia la testa a barbalbero, barbalbero la raccoglie e va via ridendo. Quindi Gawain, all'approssimarsi del natale successivo, parte per farsi restituire il colpo e si fa sto viaggione metaforico fino alla fine del film.

 

Mi incuriosiva molto e mi ha deluso. Fotografia, scenografia ecc ecc stupende ma il resto lascia molto a desiderare. L'intenzione, da quello che ho capito, è di dare una lettura esistenzialista al poema inglese del quattordicesimo secolo. Tuttavia più di metà del film è inutile, in quanto la sua sua simbologia esasperata non simboleggia nulla ribadendo all'infinito lo stesso concetto: il protagonista è un inetto. Tutto ciò senza però dare un vero sviluppo al personaggio, che sembra capire tutto solo alla (lunghissima) fine. E' poi un film molto lento, che non aiuta quando si cerca di capire qualcosa che in realtà non è li. In due parole polpettone pretenzioso.

 

Qualcuno l'ha visto e ha una opinione radicalmente opposta?

 

 

L'ho visto in HD e il mio giudizio NON può essere radicalmente diverso dal tuo, in quanto la tua tesi è assolutamente pertinente. Non so chi sei, ma come ho scritto alcune volte, lo spettatore di questa nostra contemporaneità non riesce a percepire la pesantezza del Tempo, la sua ontologia tradotta nel linguaggio cinematografico.

 

Un film assolutamente delizioso che metto tra i primi dieci dell'anno senza se e ma.. mi ripeto: lo streaming avrebbe potuto banalizzare esteticamente i codici semiotici del cinema riducendolo a una bassezza infinita, e invece ci eravamo sbagliati; nonostante la pandemia, abbiamo assistito ad un altro superamento del reale, della fruizione del cinema al cinema.. la qualità è stratosferica e non riesco a fare una TOP 10 dei film usciti negli ultimi due-tre anni.

 

la pesantezza del tempo io l'ho percepita in dead man di jarmush e non in questo film. ho forse percepito male?

 

 

 

La percezione e il cinema è un argomento molto complesso, ho cercato di stimolare proprio questo argomento nella discussione legata alla meraviglia di TETSUO e di conseguenza all'approdo della stratigrafia della carne (pensando a BICHAT) nella meraviglia inarrivabile che è AUGUST UNDERGROUND.

 

La pesantezza del tempo in JARMUSH (di quel JARMUSH) è puro manierismo, un ludico brivido intellettuale del cinema a stelle e strisce.

 

La pesantezza del tempo, ovvero la sua possibile ontologia, è definitivamente s-velata da BELA TARR in SATANTANGO e in un film che il fascismo culturale, la censura, la disinformazione ha definito più che estremo che è AFTERMATH del genio senza limiti, ovvero lo spagnolo NACHO CERDA' in questo capolavoro senza-più tempo, non solo assistiamo alla patologia del tempo-carne, ma alla definitiva destrutturazione della "stratigrafia della carne". Sto cercando in tutti i modi di contattare NACHO in quanto è soggetto (anche se relativo) della mia prolusione (ottocento pagine) privata con PIER ALDO R.

 

Sulla percezione: posso solo indirizzarti alla lettura della "FENOMENOLOGIA DELLA PERCEZIONE DI MAURICE MERLEAU-PONTY" e sui saggi più teoretici dell'amato professor PAOLO BERTETTO, in questa sede escludo il rapporto tra neuroscienze e cinema in quanto il discorso diverrebbe (percettivamente? cognitivamente?) molto pesante o troverei come nella discussione sulle musiche inafferrabili un tizio che fa delle ricerche a caso per mettermi in difficoltà, elencandomi ricercatori sparsi in Ghana o in Moldavia.


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#5289 simon

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Inviato 21 dicembre 2021 - 12:42

Grazie ad un immenso libro pubblicato dal mitico Roberto Curti ovvero: "SEX AND VIOLENCE. PERCORSI NEL CINEMA ESTREMO" venni a conoscenza di un film estremo.. in questo momento della mia vita ho bisogno di rilassarmi e di divertirmi (quando non studio e non sono letteralmente assediato da tesi in PDF) e senza alcun tipo di vergogna ho sempre amato il cinema estremo, ma il mio concetto di cinema estremo è troppo complesso per essere spiegato in parole povere.

 

Mi hanno fatto (dico i ragazzi della Rete) un regalone, uno dei film di cui avevo letto nel libro di Roberto Curti e che non ero riuscito MAI a beccare in HD.

 

 

NON è un film impegnativo, non credo che gli studiosi di semiotica strutturalista applicata al cinema potrebbero interessarsi a questo film, che nonostante tutto (ed è questa la sua immane genialità) è assurdamente comico

 

Alcuni giorni fa ho parlato del film di NACHO che conobbi sempre grazie a Roberto.. diciamo che il film di NACHO è un cult concettuale, altamente concettuale, questo è puro divertimento soprattutto in un primo pomeriggio dopo aver scritto sedici pagine sul rapporto evidente tra KANT e HUSSERL (grazie Professor ABBAGNANO!) ed influenzato pesantemente da MICHEL HOUELLEBECQ sto cercando di sintetizzare determinate periferie ontologiche dalle parti dell'amatissimo Professor BYUNG-CHUL HAN.

 

****1/2


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

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#5290 Tom

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Inviato 30 dicembre 2021 - 11:22

Due italo-visioni natalizie provenienti dall'ultimo natale senza covid.
 
la-pendaison-de-pinocchio.jpg
 
foto-pinocchio-2.jpg
 
2019 Pinocchio di Matteo Garrone
Partivo dubbioso e invece mi e' piaciuto un sacco. Come molti mi chiedevo che bisogno ci fosse di un altro film su Pinocchio, soprattutto in Italia dove abbiamo quel patrimonio dell'umanita' del Pinocchio di Comencini, l'audiovisivo definitivo sul testo di Collodi per tutti i secoli dei secoli, amen. E infatti nei momenti in cui il film di Garrone inevitabilmente va a sovrapporsi con l'opera di Comencini il confronto e' schiacciante, ad esempio nelle scelte musicali e un po' in tutta la prima parte nel paese, nonostante un Benigni molto in palla che costruisce un Geppetto tutto suo. Ma poi il film prende una piega fantasy-grottesca decisamente divertente, quasi da farsa gotico - barocca, in sapore piu' da apologo settecentesco che da romanzo ottocentesco, con la bella idea di dare respiro a personaggi raramente poco approfonditi, a cominciare dalla Lumaca e dalla Fata Turchina (che quando nella versione adulta diventa Marine Vacth e' la Fata Turchina piu' fregna mai vista). Unica vera pecca: un Pinocchio alla fine un po' anonimo, nonostante l'aria quasi malsana da cyborg di legno. Una bella favola crudele, dunque, per me piu' riuscita del pure affascinante ma piu' rigido "Il racconto dei racconti" (che pero' nel ricordo mi e' parecchio cresciuto). A questo punto spero che Garrone faccia un altro film di questo tipo e completi una sua trilogia fiabesca. Purche' alla prossima vada a pescare un soggetto meno abusato.
 
la-famosa-invasione-degli-orsi-in-sicili
 
la-famosa-invasione-degli-orsi-in-sicili
 
2019 La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Lorenzo Mattotti
Certo abusato non e' invece il soggetto del film di Mattotti, trasposizione di un libro illustrato di Buzzati degli anni 40. A memoria mi pare che sia la sesta cine-trasposizione di un'opera di Buzzati: Un amore con Brazzi (che non ho visto), Il fischio al naso di Tognazzi, Il deserto dei tartari di Zurlini, Il segreto del bosco vecchio di Olmi e il misconosciuto Barnabo delle montagne di Mario Brenta. E questa Famosa invasione degli orsi in Sicilia si pone sul buon livello di quelle trasposizioni, ma mi resta la domanda che mi feci quando seppi che era in lavorazione: ma tra tutte le meraviglie scritte da Buzzati nella sua sterminata produzione perche' prendere proprio quella che forse e' la sua unica opera sorvolabile? Mi verrebbe quasi da fare sociologismo spicciolo nel considerare che l'unica opera di Buzzati trasposta da un quarto di secolo a questa parte sia la sua unica opera infantile. E non e' neanche il caso di un'opera minore scelta per avere maggiore liberta' di movimento, anzi, rispetto alle altre trasposizioni, questa di Mattotti e' quella che resta piu' fedele al testo di Buzzati (uniche aggiunte sono la cornice metanarrativa e il personaggio femminile). Visivamente il film e' incredibile. Mi verrebbe da rompere le scatole dicendo che e' quasi troppo raffinato e spettacolare rispetto all'umile poesia naif delle illustrazioni di Buzzati, ma alla fine niente da dire: tanto di cappello. Pero' a livello narrativo ha tutti i difetti del testo originale: troppo malinconico e spiazzante per essere davvero divertente e allo stesso tempo dall'andamento troppo bambinesco per non essere alla fine un po' noioso. Nonostante Buzzati sia stato uno dei massimi cantori dei fantasmi, mostri e simboli provenienti dall'infanzia il suo punto di vista era inesorabilmente quello smagato dell'adulto. Insomma, uno slendido oggetto filmico, pieno pero' soltanto di quel tanto che c'aveva messo lo scrittore, ed era stata una delle volte che un po' si era risparmiato.
  • 3

#5291 dick laurent

dick laurent

    ...

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Inviato 30 dicembre 2021 - 21:24

 Visivamente il film e' incredibile. Mi verrebbe da rompere le scatole dicendo che e' quasi troppo raffinato e spettacolare rispetto all'umile poesia naif delle illustrazioni di Buzzati,

 

Comunque a me il Buzzati illustratore piace tantissimo. Zero tecnica ma evocativo come pochi.

A proposito di versioni cinematografiche, rimpianto enorme di non aver potuto vedere quella che stava preparando Fellini de Il viaggio di G. Mastorna

 

fellini+block+notes+%252831%2529.jpg


  • 2

dai manichei che ti urlano o con noi o traditore libera nos domine


#5292 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 03 gennaio 2022 - 10:00

cover_full.jpg

 

 

El Abrazo de la serpiente, Ciro Guerra 2015

 

L'intelligenza di un regista e sceneggiatore si misura anche nella capacità di non sovraccaricare di contenuto una storia. Ci son quelli che devono per forza far vedere quanto son bravi e generalmente falliscono. Ci son invece casi, come questo qui, in cui la linearità asciugata di una storia (sembrano due storie che si intrecciano, ma in realtà è un unica storia, quella di Karamakate) esplode in mille sfaccettature per il solo fatto di essere raccontata perfettamente. Niente formalismi, niente seghe. Si traveste da film di avventura questo El abrazo de la serpiente, per parlare di un sacco di cose, senza mai cadere nel didascalico (c'è il rischio specie nella parte del messia). 

Un film lento ma che ti ingloba, come la giungla. Attori strepitosi.

 

 

Voto 8,35

 

 

p.s. Scopro solo post visione che Richard Evans Schultes è quello da cui son partiti tutti i discorsi sulle droghe di Castaneda, non mi ricordavo di lui (se Castaneda lo cita).

 

 

La scelta di usare il bianco è nero è particolare a pensarci, e pure di usarlo così, con i bianchi quasi bruciati, però funziona a meraviglia.

 

397251.jpg

 

abrazoserpiente.jpg?fit=1200%2C600

 

foto-nilbio-torres-en-el-abrazo-de-la-se


  • 3

#5293 lazlotoz

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Inviato 03 gennaio 2022 - 10:52

Due italo-visioni natalizie provenienti dall'ultimo natale senza covid.
 

 

 
2019 Pinocchio di Matteo Garrone
 
 
2019 La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Lorenzo Mattotti
 

 

Su Pinocchio la vedo uguale uguale, io l'avevo messo su un po' per caso (non sono un fan del libro, il personaggio di Pinocchio mi sta sul cazzo, e il film di Comencini è un confronto contro il quale perderebbe chiunque). Garrone  è obiettivamente bravissimo a lavorare con quella materia del fantastico, Il racconto dei racconti funzionava alla grandissima, e qui ancora di più.

Forse funziona bene per l'aderenza al testo e soprattutto per il coraggio di osare con la fantasia, l'immaginazione.

La cosa del Pinocchio un po' fatto così, a me funziona, perché Pinocchio reso così mi sta ancora più sul cazzo.

Devo anche ammettere che il Geppetto di Benigni è davvero bellissimo. 

 

 

Su L'invasione, non son esperto (tutt'altro, shame on me) di Buzzati. Forse effettivamente la storia è un po' "esile", ma l'impianto visivo a momenti mozza il fiato. 


  • 0

#5294 Jean-Jacques

Jean-Jacques

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Inviato 03 gennaio 2022 - 12:00

visto su MUBI Corporate Accountability (Responsabilidad Empresarial), documentario di Jonathan Perel

Il film dura 68 minuti ma sono 68 minuti di puro orrore, come solo la realtà sa esserlo

Nessun montaggio di materiale storico, camera fissa su luoghi squallidamente ordinari che trasfigurano mentre una voce fuori campo legge brevi resoconti di ciò che a quei luoghi è legato

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#5295 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 04 gennaio 2022 - 14:39

locandinapg1.jpg

 

Encanto, di  Byron Howard e Jared Bush, 2021

 

Io sto certamente invecchiando. Ma questo Encanto mi è proprio piaciuto.

Guardato con la piccola che s'è divertita.

Io ho trovato tutto ben fatto nonostante quel mondo Disney lì mi sia piuttosto avverso. A partire dalle canzoni, che ho sempre detestato e qui invece mi son piaciute molto, con coreografie ben congegnate e musiche divertenti (le canzoni son di Lin-Manuel Miranda, cosceneggiatore del film, nonché uno dei protagonisti di His dark materials). La storia ha un suo senso, e la morale (maledetta morale dei film!) alla fine si risolve in maniera meno manichea del solito, anzi lasciando pure dei begli strascichi.

 

Insomma, un bel filmetto di natale per grandi e piccini.

 

Voto 7


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#5296 giufà

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Inviato 04 gennaio 2022 - 15:32

non mi sono piaciuti per niente Oro verde e Waiting for the Barbarians

 

Ho appena scoperto che si tratta dello stesso regista. Oro verde non mi è piaciuto, Waiting si, ma caspita non sembrano per niente dello stesso autore o sbaglio? 

------

 

locandina.jpg

 

Comunque su Raiplay è disponibile Malmkrog, 200 minuti di fitti dialoghi sottotitolati e senza un attimo di tregua. Mi piacerebbe qualche parere da chi l'ha visto. Non è il mio tipo di cinema, la sensazione è stata un po' quella di leggere un libro dovendo seguire i ritmi dell'autore e non i miei; non nego che in più punti ho messo in pausa per leggere e capire con i miei tempi. E in questi momenti mi rendevo davvero conto della cura nella costruzione delle inquadrature e della messa in scena. Boh, mi è sembrato un po' uno spreco di forma, forse andrebbe fruito senza sottotitoli...


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#5297 lazlotoz

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Inviato 05 gennaio 2022 - 10:25

 

non mi sono piaciuti per niente Oro verde e Waiting for the Barbarians

 

Ho appena scoperto che si tratta dello stesso regista. Oro verde non mi è piaciuto, Waiting si, ma caspita non sembrano per niente dello stesso autore o sbaglio? 

------

 

locandina.jpg

 

Comunque su Raiplay è disponibile Malmkrog, 200 minuti di fitti dialoghi sottotitolati e senza un attimo di tregua. Mi piacerebbe qualche parere da chi l'ha visto. Non è il mio tipo di cinema, la sensazione è stata un po' quella di leggere un libro dovendo seguire i ritmi dell'autore e non i miei; non nego che in più punti ho messo in pausa per leggere e capire con i miei tempi. E in questi momenti mi rendevo davvero conto della cura nella costruzione delle inquadrature e della messa in scena. Boh, mi è sembrato un po' uno spreco di forma, forse andrebbe fruito senza sottotitoli...

 

 

 

 

Malmkrog per me parte con delle inquadrature da togliere il fiato, non so manco perché, ma mi ha incantato i primi 2 minuti.

Il problema son i restanti 198. 

Io ammetto la mia ignoranza e deficienza, ma proprio non riuscivo a seguire i discorsi, ho provato a immergermi, a capire, a star solo in superficie. E poi ho staccato dopo un'ora circa.

Ho pensato che a me le cose volutamente ostiche non piacciono. C'è tutto un cinema punitivo che sinceramente non riesce a prendermi. Magari quando avevo 15 anni ci andavo a nozze perché mi davano un'identità intellettuale. Ora che non mi frega più un cazzo preferisco passare ad altro.

 

Comunque era il primo film di Puiu che vedevo mi sa, di quel giro lì mi sa che è il primo rumeno a deludermi. Anche se forse il più famoso della new wave che ormai è già old wave.

 

 

 

Su Ciro Guerra, sì il film americano è stato un salto grosso da quel che leggevo.

Me lo voglio recuperare, anche solo per vedere come se la cava Coetzee in sceneggiatura.


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#5298 100000

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Inviato 05 gennaio 2022 - 11:45

ma nessuno ha visto Titane? a me è piaciuto ma senza gridare al capolavoro come letto un po' ovunque
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#5299 woody

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Inviato 06 gennaio 2022 - 20:55

IO l'ho visto, di sicuro alcune scene disturbanti. però devo dire che non ho capito dove volesse arrivare, ma questo non so se è un difetto del film o un limite mio di spettatore.
Raw mi era piaciuto


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#5300 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 08 gennaio 2022 - 17:31

51cQnhU6rHL.jpg

 

Cea mai fericită fată din lume, Radu Jude, 2009

 

Primo lungometraggio di quel bel fenomeno che è Jude. Di gran lunga il suo ultimo film è stato il migliore del 2021.

Qui all'esordio sul lungometraggio sceglie quel modo tipico di certo cinema, stando nella "leggerezza" di una storia minima, riassumibile in una riga e mezza.

Una ragazzina vince in un concorso un'automobile, i genitori vogliono venderla per la loro attività, intanto lei deve girare lo spot televisivo del concorso in questione.

Punto. 

 

Eppure, quando c'è la capacità di raccontare il microscopico si riesce a svelare il mondo che ci circonda. Senza forzare la mano. Usando la ripetizione fino all'estremo per far emergere il significato delle cose (in pratica il film è composto dalle prove della ragazza per lo spot, ripetute fino allo sfinimento).

Come si dice sempre, nel caso di film dell'ondata rumena, si racconta la società e i disastri post comunisti, l'individualismo, il sessismo etc etc. Ed in effetti è potente proprio per quel suo modo.

 

Bravo Jude. 

Meravigliosi gli attori. La ragazza davvero bravissima.

 

voto 7,32

 

the-happiest-girl-in-the-world-cea-mai-f


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