Vai al contenuto


Foto
* * * * - 7 Voti

Il film che ho visto (prima di postare leggere le regole in prima pagina)


  • Please log in to reply
5248 replies to this topic

#5221 gwoemul

gwoemul

    Us/Them

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 1148 Messaggi:

Inviato 10 settembre 2021 - 22:11

Comunque davvero curiosa l'improvvisa abbondanza di prodotti post-apocalittici (due film e una serie) nell'ultimo anno in Italia


  • 0

#5222 100000

100000

    Enciclopedista

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 7378 Messaggi:

Inviato 11 settembre 2021 - 07:13

mondocane.jpg
 
Mondocane di Alessandro Celli (2021)

Purtroppo concordo: c'è l'idea ma manca tutto il resto. La recitazione è un dramma, compresa quella di Borghi in dizione perfetta mentre gli altri parlano tutti in tararino, inoltre con quelle faccette non ho potuto che pensare a Stanis che dice seppia! tutto il tempo. Peccato
  • 0

#5223 Sandor Krasna

Sandor Krasna

    Groupie

  • Members
  • StellettaStellettaStelletta
  • 470 Messaggi:
  • LocationRoma

Inviato 11 settembre 2021 - 09:54

Comunque davvero curiosa l'improvvisa abbondanza di prodotti post-apocalittici (due film e una serie) nell'ultimo anno in Italia


Beh era quasi inevitabile considerando come abbiamo trascorso gli ultimi 18 mesi...
  • 0

#5224 lazlotoz

lazlotoz

    Enciclopedista

  • Moderators
  • 6253 Messaggi:

Inviato 12 settembre 2021 - 09:07

*
POPOLARE

vampyr.jpg

 

Vampyr, Carl Theodor Dreyer (1932)

 

Come diavolo è possibile che uno debba arrivare a 40 anni per vedere 'sto capolavoro assoluto?

 

Dreyer è un gigante, e si sapeva, ma qui più che negli altri che avevo visto (a differenza degli altri suoi capi qui c'è anche una "leggerezza" dovuta dal genere), mi pare sfondare la modernità con un cazzotto ben assestato. Un film con un gran ritmo e che stimola una crescente angoscia. Ogni scena è una trovata perfetta, dove inquadrature e montaggio rendono così attuale un film di 90 anni fa. Un linguaggio così moderno, che Dreyer su questo piano vince su tutta la linea. E forse è questo l'aspetto che più mi colpisce, vedere di come certi maestri siano sempre nel contemporaneo.

 

Ovviamente piazza un paio di colpi qui dentro che son da antologia, la famosissima scena della bara, il tizio sommerso dalla farina (vi ricorda qualcosa quella scena?), il finale.

 

Una macchina da presa che si infila ovunque per metter in scena l'orrore. Dei soffitti che soffocano come bare. Un uso del suono (che era entrato da 5 anni eh) perfetto.

 

Una pietra miliare perché è evidente che da questo film abbiamo tratto ispirazione (o copiato) una miriade di registi. 

 

Voto 9.5/10

 

 

Vampiro_700.jpg

vampyr4.jpg

vampyr_cc_2.jpg


  • 11

#5225 Reynard

Reynard

    No OGM

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 10158 Messaggi:
  • LocationComo

Inviato 12 settembre 2021 - 10:11

Dovrei menarti perché gli hai dato un voto troppo basso asd asd asd


  • 1
La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#5226 corrigan

corrigan

    気持ち悪い

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 11131 Messaggi:
  • LocationHK

Inviato 12 settembre 2021 - 11:43

film della madonna


  • 0

I distrust orthodoxies, especially orthodoxies of dissent
「その時僕はミサト さんから逃げる事しかできなかった。 他には何もできない、 他も云えない… 子供なんだと ... 僕はわかった

 


#5227 gwoemul

gwoemul

    Us/Them

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 1148 Messaggi:

Inviato 13 settembre 2021 - 11:26

 

Comunque davvero curiosa l'improvvisa abbondanza di prodotti post-apocalittici (due film e una serie) nell'ultimo anno in Italia


Beh era quasi inevitabile considerando come abbiamo trascorso gli ultimi 18 mesi...

 

 

In realtà solo questo Mondocane è post-pandemia. Gli altri due (la serie Anna, e il film La terra dei figli) erano partiti prima con le riprese.

 

Ci vedo più un discorso di nuove generazioni che si scannano in mezzo alle macerie lasciate dai boomer


  • 1

#5228 ucca

ucca

    CRM

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 19836 Messaggi:
  • LocationRome

Inviato 13 settembre 2021 - 16:15

mondocane.jpg
 
Mondocane di Alessandro Celli (2021)
 
Produzione di Rovere/Groenlandia, da salvare ci stanno solo le intenzioni. Va riconosciuto che quelli di Groenlandia cerchino un nuovo film di genere italiano, qualcosa insomma che si differenzi dal solito film italiano di bassa lega. Qua il soggetto sulla carta sembra molto interessante: faide post-apocalittiche in una Taranto mangiata dalle radiazione dell'ILVA, il risultato del degrado ambientale, etc. 
 
Detto ciò in questo film non funziona assolutamente un cazzo: regia inesistente, trama prevedibile (non sono di per sè contro una narrazione lineare, ma qua si azzecca veramente tutto, non il massimo per un film d'azione), fotografia troppo artificiosa, invece di risultare cruda mi è parsa con ben poche idee, così come la scenografia che riprende tutti i clichè del film post-apocalittico senza aggiungere na mezza idea originale. Borghi sembra una fusione poco riuscita tra Joker e Mickey Knox, il classico malvagio perònondeltuttocattivovediillatoumanoeilpassatodifficile anche qua troppo derivativo e troppo poco carismatico per risultare interessante. L'ILVA c'è così come Taranto ma fosse stato ambientato in qualunque altro posto non sarebbe cambiato nulla. La parte didascalica con la morale è il punto più debole di un film già di per se scritto da cani. Il recitato è pessimo, detto da me che in generale riesce bypassare questo problema, qua i bambini (ma anche gli adulti) palesemente non sanno recitare, sembrava di vedere una di quelle messe in scene che fanno in tutte le scuole medie per i genitori e parenti vari. 
 
Voto: 4, si salva giusto il coraggio di voler produrre una roba del genere.


Epperò il trailer non l'avevi visto? Ti vuoi far del male
  • 0

www.crm-music.com

 

Mettere su un gruppo anarcho wave a 40 anni.


#5229 simon

simon

    Scaruffiano

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 12479 Messaggi:

Inviato 15 settembre 2021 - 12:17

vampyr.jpg

 

Vampyr, Carl Theodor Dreyer (1932)

 

Come diavolo è possibile che uno debba arrivare a 40 anni per vedere 'sto capolavoro assoluto?

 

Dreyer è un gigante, e si sapeva, ma qui più che negli altri che avevo visto (a differenza degli altri suoi capi qui c'è anche una "leggerezza" dovuta dal genere), mi pare sfondare la modernità con un cazzotto ben assestato. Un film con un gran ritmo e che stimola una crescente angoscia. Ogni scena è una trovata perfetta, dove inquadrature e montaggio rendono così attuale un film di 90 anni fa. Un linguaggio così moderno, che Dreyer su questo piano vince su tutta la linea. E forse è questo l'aspetto che più mi colpisce, vedere di come certi maestri siano sempre nel contemporaneo.

 

Ovviamente piazza un paio di colpi qui dentro che son da antologia, la famosissima scena della bara, il tizio sommerso dalla farina (vi ricorda qualcosa quella scena?), il finale.

 

Una macchina da presa che si infila ovunque per metter in scena l'orrore. Dei soffitti che soffocano come bare. Un uso del suono (che era entrato da 5 anni eh) perfetto.

 

Una pietra miliare perché è evidente che da questo film abbiamo tratto ispirazione (o copiato) una miriade di registi. 

 

Voto 9.5/10

 

 

Vampiro_700.jpg

vampyr4.jpg

vampyr_cc_2.jpg

 

 

Inizio oggi e finisco domani? 

 

La schizofrenia artistica di DREYER è assolutamente fantastica. Aveva ragione DELEUZE nel considerare la schizofrenia come massima forma di creazione artistica.

 

Questo film continuo a non considerarlo horror per motivi troppo complicati da spiegare e che ritrovate spiegati meravigliosamente bene in questo libro:

 

ndwMtM.jpg

 

DREYER in questo film (pietra miliare ben si intenda eh) vuole sperimentare con il mezzo cinematografico, facendo della cinepresa il vero soggetto del film.. un modo di girare che secondo me verrà letteralmente imitato da un altro genio come Welles.

 

Se Vampiro è un "divertimento stilistico" di portata epocale, il flusso di coscienza del grande regista si irrigidirà (tra mille virgolette) nel corso del tempo, documentando quanto sia impossibile rendere dinamico (cinematograficamente) il problema della Fede in capolavori immani come ORDET e soprattutto GERTRUD.

 

Credo che la femminilità di questo Maestro ben si sposi con la crisi psichica di GERTRUD che è immersa in una situazione non-religiosa, ma in una situazione ancora più disperata: quella di scegliere la scelta.

 

Se in Vampiro e nel Processo esiste tutto uno splendido gioco di creatività affettiva dei personaggi, in GERTRUD ci troviamo davanti a veri e propri automi psicologici, e la cadenza meccanica delle celebrazioni del ritorno in patria del grande poeta ormai cinquantenne esprimono esattamente una sorta di impedimento (mentale) ad essere se stessi: un blocco psichico che è lo sfondo e la tematica principale di questa sua ultima opera.

 

Nonostante la grandezza di DREYER va appuntata una cosa molto importante: il capitalismo nel cinema è davvero spietato. Il regista ha cercato per almeno trent'anni di filmare il suo CRISTO, ma era troppo intimo e complicato per una economia devastante e anti estetica. Rimane solo questo libro a testimoniarne la grandezza immortale.

 

T5uEu0.jpg


  • 1

#5230 solaris

solaris

    Simmetriade.

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 6890 Messaggi:

Inviato 20 settembre 2021 - 23:58

Dune.

Porcatina.


  • 3

#5231 simon

simon

    Scaruffiano

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 12479 Messaggi:

Inviato 21 settembre 2021 - 09:56

L'EMOZIONE DI SFOGLIARE LE IMMAGINI VISIVE DI QUESTO CAPOLAVORO:

 

KEN RUSSELL AT THE BBC

 

Il genio inglese ha stravolto con la sua distopia del romanticismo e della musica classica il palinsesto degli anni sessanta della miglior televisione al mondo, assieme a quella italiana (non scherzo per niente).

 

Ho scaricato i DVD ma non ho osato per il momento fissarmi docu-fiction dopo docu-fiction. Chiudi gli occhi, li riapri e ti lasci affettare da un non-poetico bianco e nero che già in questo contesto è pura vivisezione sociopatica dello spettatore medio.

 

La qualità dei temi proposti (tra l'altro l'Inferno Dantesco) sono di nicchia, artisti storici sicuramente famosi ma assolutamente aristocratici. Russell è stato assieme a ROEG la nuova onda inglese, qualche cosa di epocale e di fottutamente empirico: è come se questi due geni avessero trasportato sulla pellicola il genio scettico di Hume o l'empirismo di Locke ricontestualizzandolo all'evo dei controversi anni settanta.

 

Secondo il mio parere ROEG è più razionale rispetto allo spirito dionisiaco di Russell che dopo alcuni film eclatanti, dopo Stati di Allucinazione si è come perso, il fuoco via via spegnendosi in modo oserei definire barocco.

 

Ritornando ai lavori su commissione della BBC quello che colpisce assieme alla fotografia e la tessitura di quel bianco e nero benedetto-maledetto, potrebbe essere una anamorfosi di GERTRUD di DREYER (il periodo era quello..1964) ed aveva perfettamente ragione Godard che dopo aver visto Gertrude definì questo film come PAZZO.

 

Russell riesce a trasformare dei soggetti storico-artistici in un flusso di coscienza, insomma è quasi impossibile far capire agli utenti di che razza di tesoro stia parlando. Dipende ovviamente dalla vostra sensibilità o meno: qui prevale il sentimento settecentesco inglese e un proto-punk pan-erotico che colpisce lo spettatore, lo frastorna anche. Il ritmo di Russell che insegue la sua decomposizione ottica: il caos percettivo appunto.

 

10/10


  • 0

#5232 Gabrisimpson

Gabrisimpson

    mainstream Star

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 1489 Messaggi:

Inviato 21 settembre 2021 - 11:59

Dune.

Porcatina.

Mi ammazzi l'hype, vado domani sera


  • 0
Boredom won't get me tonight.

#5233 solaris

solaris

    Simmetriade.

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 6890 Messaggi:

Inviato 21 settembre 2021 - 12:12

Mi ammazzi l'hype, vado domani sera

 
Tranquillo io non conto nulla, laffuori è capolavoro.
  • 0

#5234 simon

simon

    Scaruffiano

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 12479 Messaggi:

Inviato 05 ottobre 2021 - 10:59

Pasolini è stato un genio sacrificale.. già nel 1950 aveva visto lucidamente la sua morte, in un bellissimo racconto intitolato GAS.

 

Pasolini nella sua ultima pellicola ha voluto mostrarci il limite: oltrepassarlo significava incontrare la Morte.

 

Il cinema italiano non ha mai vissuto il problema del corpo, il problema del cervello come ha fatto Pasolini.. negli anni ottanta vigeva una sorta di neo aristotelismo di destra rappresentato dal cinema classicamente euclideo-cattolico, quello di Professione Vacanze (che aveva i suoi lati ambigui nella impossibilità del dover essere raziocinanti sempre e per sempre) tanto per intenderci.

 

Mentre il cinema continentale (soprattutto francese) viveva la TANATOLOGIA in primissima persona, seppur con cineasti nuovi rispetto alla sinistra estrema dei settanta, in Italia l'impegno neuro-biotico veniva meno.. non a caso lo scrivente (seppur incipriato di polemica) aveva ed ha innalzato una pellicola dell'impensato come MONDO CANE OGGI: L'INFERNO CONTINUA.

 

Arriviamo al dunque, al film rivisto.

 

L'IMPERATORE DI ROMA

 

Nico in questa pellicola fortemente pasoliniana ha una intuizione incredibile: tutti si ricorderanno il finale di Mamma Roma, la sepoltura mentale del baby co-protagonista segregato in una celletta manicomiale. Ecco: virtualmente L'IMPERATORE DI ROMA parte da quel presupposto mentale.

 

Siamo ben oltre la metà degli Anni Ottanta, ma la fotografia è talmente pregnante, un bianco e nero tattile che i meno abbienti potrebbero scambiarlo per un film dei settanta, osservando soprattutto l'arianesimo tra mille virgolette del protagonista di questo film.

 

NEOREALISMO - TOSSICODIPENDENZA - MALATTIA MENTALE - LIBERAZIONE DEL PENSIERO-

 

NEOREALISMO: Nico riesce a lacerare il cinema di rappresentazione formale della commedia classica e del drammatico classico italiano, squarciando la tela del modo per liberare la realtà da stretta osservanza analitica. Il protagonista è davvero L'Esserci che si distende lacunosamente tra lo Spazio e il Tempo: MONDEGGIARE la speranza come autoctisi negata.

 

TOSSICODIPENDENZA: Un affare di Stato. L'imperatore è tossico, ma non è la droga a liberarlo definitivamente dal gioco della rappresentazione, ma.. aiuta. D'Alessandria ci mostra da entomologo non catto ma comunista alcune scene intollerabilmente sediziose sul farsi che in questa occasione anarchica è il tappeto rosso che Valentino non calpesterà mai e nemmeno tutto il cordame neo socialista di vulgata che si era impadronito della penisola. La droga aiuta a vivere: l'eroina in stereofonia (non è un gioco di parole, basta aver visto il film) si trasforma in una coatta abitazione tra cinestesia e follia di viversi addosso (in-creazione). 

 

MALATTIA MENTALE: Il cinema italiano si è occupato troppo poco (tranne l'Agosti) dei manicomi e dei post manicomi: lo scrivente di stretta fede GUATTARIANA crede da una parte nella liberazione totale graziata dalle turbe psichiche, dall'altra crede imperituro nella microfisica del potere di Foucault che negli anni ottanta significava legare e dislegare (forse la più bella scena del film) il pazzo dal letto-sudario. Gli anni ottanta sono stati anni più psicologici (il Bellocchio) che psichiatrici: indagare lo scandaglio esistenziale alla Sartre faceva comodo ai partigiani del Berlinguer.. i dissociati di estrema sinistra, come il D'Alessandria optavano per il sommerso.. per il caos libidinale a-confessionale che attraverso il linguaggio del corpo e nel mutismo addolorava il corpo ma mentre faceva questo, esplorandolo-divorandolo dava ad esso la possibilità di essere-nel-mondo in maniera a-storica e non sincronica con l'aggregato (PLURIMO) di massa.

 

LIBERAZIONE DEL PENSIERO: In questi mesi di riemersione forumista ci siamo spesso occupati di quella scrittura deforme che documentava il farsi del pensiero, fuori dalla metafora e dal simbolo. ARTAUD, HEIDEGGER soprattutto in quanto non mediati dal conforto della pubblicazione, del risarcimento danni. Passare dalla documentazione dell'immagine mentale alla METAFOROLOGIA della Settima Arte è stato il compito titanico del Prometeo visibile da una parte e da questa parziale del mondo che è L'IMPERATORE DI ROMA. Riuscire a mostrare la metamorfosi non più attualistica del pensiero pensante (fuor dal concetto hegelianamente statico) è il nocciolo la scorza la testuggine del cinema pellicola che si avventura nell'immagine slegata dal rapporto euclideo con la cinepresa per farsi corpo del pensiero: gesticolando, iracondo, depressivo, schizoide, kafkiano.

 

Uno dei film più importanti degli anni ottanta non solo italici è stato schiacciato miseramente dalla inciviltà della burocrazia da esportazione del micro-cinema del Moretti o del macro-espansionismo del Bertolucci.. non ci rimane che sperare in una festa dell'apparizione, ben oltre la fatiscenza anulare del fashion, della necrosi del corpo non contundente.


  • 1

#5235 lazlotoz

lazlotoz

    Enciclopedista

  • Moderators
  • 6253 Messaggi:

Inviato 05 ottobre 2021 - 11:30

locandina.jpg

 

11 Minut, Jerzy Skolimowski (2015)

 

Son già 6 anni dall'ultimo film del buon Jerzy. 

E me lo son messo su senza particolari pretese.

A conti fatti potrebbe essere un cagatone, o una buona puntata di Ai Confini delle Realtà. 

Però in mano a un maestro l'immagine diventa riflessione. E quindi il tempo frantumato diventa possibilità di indagare lo spazio. La macchina da presa impazzisce e ogni tanto è poesia pura. 

La volontà di non raccontare una storia ma l'incrociarsi di storie, che partono da chissà dove... è una libertà che un bel vecchietto come lui può prendersi senza che nessuno gli dica niente. 

 

Averne di roba così, che ti tiene attaccato e vola via rapido. Tanto che ne vorresti ancora.

Direi 7. 


  • 3

#5236 ucca

ucca

    CRM

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 19836 Messaggi:
  • LocationRome

Inviato 05 ottobre 2021 - 15:54

si da recuperare senz'altro


  • 0

www.crm-music.com

 

Mettere su un gruppo anarcho wave a 40 anni.


#5237 Tom

Tom

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 14723 Messaggi:

Inviato 07 ottobre 2021 - 09:37

Non so com'e', ma in un periodo in cui i poster sono mediamente atroci, per questo film ne hanno prodotti un fracco uno piu' bello dell'altro...

 

2021-54497.jpg

 

2019 Saint Maud di Rose Glass

Sarebbe un horror, ma alla fine non lo e' davvero. E' un dramma psichico che utilizza qualche strumento dell'horror, ma non rispettandone quasi nessuna regola. Diciamo che siamo dalle parti di "Repulsion" di Polanski o di un ipotetico Bergman se avesse diretto lui "L'esorcista", anzi, meglio, del Friedkin di quegli anni li' che dirige la sua versione di "Persona". Ultimamente sono un po' allergico ai film che ficcano i loro personaggi in un imbuto senza speranza, scelta narrativa alla fine speculare e pigra quanto quella dei filmetti obbligatoriamente a lieto fine, ma questo mi e' piaciuto un botto. Nonostante il clima malato ti verrebbe da entrare nello schermo per abbracciare e consolare l'infelicissima protagonista, merito dell'enorme bravura e del faccino di Morfydd Clark, capace di sembrare la piu' amorfa delle zitelle in un'inquadratura e un'adorabile madonnina rinascimentale (completamente matta) in un'altra. Alla fine e' soprattutto un gran bel film sulla solitudine, per certi versi parente stretto di "Midsommar", per quanto riguarda la tematica del fanatismo che si infiltra tra le pieghe di una societa' che non riesce a farsi carico del dolore del singolo, ma molto piu' centrato e sensibile (oltre che piu' breve di un'ora). Ecco, magari se vi sentite un po' soli e depressi rimandate la visione a un momento migliore. Oppure usatelo come catarsi, al limite puo' offrire degli spunti per risolvere il problema alla radice.


  • 6

#5238 tiresia

tiresia

    Sue Ellen

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 4346 Messaggi:

Inviato 08 ottobre 2021 - 12:00

Ho visto Dune (dopo quasi due anni prima volta al cinema al chiuso).

Io sono affezionata alla follia di Lynch, ok, è un film sghembo e sbagliato in molti sensi, ma ci sono affezionata. La sua magniloquenza mi è sempre piaciuta, il barocco, i toni caldi della fotografia, questa storia che parte, si perde, riparte, si riperde, non si capisce un tubo, si va avanti, insomma, questo fantastico incasinato mi ha sempre affascinata.

Quindi ero prevenuta non perchè non fosse possibile fare di meglio, anzi, ma perché a me comunque l'altro piaceva.

Il Dune di oggi è bello, elegante e Grande, curatissimo, chiaro nella storia e nella sua idea, ma freddo.

Mi fa l'effetto di Arrival, non riesco a farmi coinvolgere. Eppure nulla da dire, ma è come se mancasse l'umanità. In questo senso mi fa l'effetto di Blade runner  2049, bellissimo e freddo, senza l'umanità.

A me se Paul riuscirà o meno a farcela essere il mahdi, il senso profondo dell'esserlo e di vederne le storture lascia fredda, una riflessione razionale che rimane tale, ma non si fa emozione filmica. Eppure è un bel film, non lo nego, spettacolare quanto necessario e giustissimo in quasi tutto.

Bellissima la scena del corpo di Leto morente, fra Mantegna e manierismo.


  • 1

#5239 vuvu

vuvu

    الرجل المكرسة لقضية المرأة ويقع في

  • Redattore OndaRock
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 17219 Messaggi:

Inviato 08 ottobre 2021 - 12:15

Ho visto Dune (dopo quasi due anni prima volta al cinema al chiuso).

Io sono affezionata alla follia di Lynch, ok, è un film sghembo e sbagliato in molti sensi, ma ci sono affezionata. La sua magniloquenza mi è sempre piaciuta, il barocco, i toni caldi della fotografia, questa storia che parte, si perde, riparte, si riperde, non si capisce un tubo, si va avanti, insomma, questo fantastico incasinato mi ha sempre affascinata.

Quindi ero prevenuta non perchè non fosse possibile fare di meglio, anzi, ma perché a me comunque l'altro piaceva.

Il Dune di oggi è bello, elegante e Grande, curatissimo, chiaro nella storia e nella sua idea, ma freddo.

Mi fa l'effetto di Arrival, non riesco a farmi coinvolgere. Eppure nulla da dire, ma è come se mancasse l'umanità. In questo senso mi fa l'effetto di Blade runner  2049, bellissimo e freddo, senza l'umanità.

A me se Paul riuscirà o meno a farcela essere il mahdi, il senso profondo dell'esserlo e di vederne le storture lascia fredda, una riflessione razionale che rimane tale, ma non si fa emozione filmica. Eppure è un bel film, non lo nego, spettacolare quanto necessario e giustissimo in quasi tutto.

Bellissima la scena del corpo di Leto morente, fra Mantegna e manierismo.

 

 

 

Magari posta qui, è un peccato disperdersi così...

 

Grazie.


  • 0

"L'intensità del rumore provoca ostilità, sfinimento, narcisismo, panico e una strana narcosi." (Adam Knieste, cit.)

 

"Deve rimanere solo l'amore per l'arte, questo aprire le gambe e farsi immergere dal soffio celeste dello Spirito." (Simon, cit.)

 

La vita è bella solo a Ibiza (quando non c'è nessuno).


#5240 tiresia

tiresia

    Sue Ellen

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 4346 Messaggi:

Inviato 08 ottobre 2021 - 12:17

Scusate, ho visto dopo
  • 1




0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi

IPB Skin By Virteq