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Il film che ho visto (prima di postare leggere le regole in prima pagina)


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5235 replies to this topic

#5201 Kerzhakov91

Kerzhakov91

    X Offender

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Inviato 15 luglio 2021 - 11:16

la trama intricatissima (mi hanno fatto sorridere le recensioni che hanno criticato questo aspetto: ma l'avranno mai visto un vero noir degli anni 40?).

 

 

 

 

 

No.


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#5202 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 15 luglio 2021 - 19:05

Nessuno li guarda più comunque, nonostante tutti i nuovi mezzi a disposizione molte parti fondamentali della storia del cinema stanno rapidamente sprofondando nell'oblio.
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#5203 Pancakes

Pancakes

    Frankly, my dear, I don’t give a damn

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Inviato 16 luglio 2021 - 12:49

A me sembra che andando più indietro degli anni 80 nell'immaginario si tenda a fare una cernita abbastanza brutale tra Oscar, film con citazioni e classici diciamo family friendly. Magari dove si studia cinema si allarga un pò il cerchio ma non di troppo


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#5204 Kerzhakov91

Kerzhakov91

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Inviato 17 luglio 2021 - 19:22

in.corsa_.con_.il_.diavolo.jpg

 

 

Prendete alcune delle maggiori tendenze cinematografiche degli anni 70 - la passione per le corse, i road movie, gli horror demoniaci e i thriller cospirazionisti, aggiungeteci un'icona della controcultura americana (Peter Fonda), un attore della New Hollywood in grado di valorizzare qualsiasi film con il suo faccione (Warren Oates) e una confezione da b-movie, shakerate ben bene e otterrete "In corsa con il diavolo" di Jack Starrett. Il finale è di quelli che non si dimenticano. Lo potete trovare sul Blog dei 39.


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#5205 Pancakes

Pancakes

    Frankly, my dear, I don’t give a damn

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Inviato 19 luglio 2021 - 12:44

in.corsa_.con_.il_.diavolo.jpg

 

 

 

 

Forse più folk horror che folk demoniaco, comunque stupendo, nella filmografia essenziale di entrambi i protagonisti

 

i guess this time they ran out of cats


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#5206 woody

woody

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Inviato 19 luglio 2021 - 13:53

M'avevi incuriosito ma purtroppo il club dei 39 è a pagamento. Torrent solo i inglese ma niente sub ita da nessuna parte


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#5207 woody

woody

    mainstream Star

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Inviato 19 luglio 2021 - 15:53

La casa delle stelle

https://www.youtube.com/watch?v=7vsY0UvKdo8&ab_channel=MaxMilano

Divertente commedia argentina che ha per protagonista un'attrice ormai dimenticata intorno agli 80, il suo marito ex-(pessimo)attore su una sedia a rotelle, un regista e uno sceneggiatore, anche loro ormai dimenticati dall'industria cinematografica argentina, che vivono tutti insieme poco armoniosamente in una vecchia villa in campagna. Incontreranno dei ggiovani rampanti e succederanno cose.
A me è piaciuto, l'ha consigliato il Frusciante che lo reputa un capolavoro ma per me è una parola decisamente troppo grossa.

Edit: ma com'è possibile che non mi embedda (o come cazzo si dice) i link da youtube?


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#5208 simon

simon

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Inviato 19 luglio 2021 - 16:57

yVrQPd.jpg

 

 

Il genio della Germania Occidentale dopo un fallimento miserabile, ovvero FALSO MOVIMENTO, un film che non è altro che un circolo vizioso, una ontologia del possibile e che trasforma il genio di ALICE in un cineasta intellettuale per pochi intimi e quei pochi hanno torto marcio, FINALMENTE raggiunge la piena maturità con questa pellicola

 

Se nei film precedenti vedemmo un regista felicemente sempre in transito, con questo film la mitologia del viaggio rivive in ogni attimo, potrebbe essere considerato un film sulla libertà, un film-trip di quelli americani ma non è esattamente così.

 

WENDERS stava cercando attraverso l'amore per ANTONIONI di dissezionare il tempo, cercare ontologicamente la durata reale, un distacco psicologico emotivo da quanto filmantesi. Non a caso una delle scene più incredibili rimane quella del povero Bruno che completamente nudo si mette a defecare sulla sabbia.

 

Secondo il mio parere questo cinema è assolutamente divino, dalla fotografia che nell'edizione che ho visto è assolutamente cristallina, un nitore che appartiene non a caso, a quello infinitivo dell'AVVENTURA di Antonioni, sicuramente vista e rivista duemila volte dal cineasta germanico.

 

Ma qui non vi sono amori o sparizioni assolute, ma una magra vicenda che vede da una parte l'amicizia tra Bruno tristo operaio del cinema (un WENDERS tragicamente didatta in questo film) e quella potenzialmente eversiva di Robert un intellettuale laureato in filosofia meta-cognitiva (grazie WIM) che incontra Bruno durante il suo percorso lavorativo e proseguono assieme esaltando il rugginoso silenzio di una civiltà putrefatta, quasi afasica, sicuramente malata.

 

La colonna sonora di questo film segna l'inizio della confessione amorosa di WENDERS per la musica pop americana, qui molto folk e molto manipolata in post produzione tanto da essere quasi asimmetrica al movimento gassoso del duo di amici. Robert e il padre, forse è questo il non-momento decisivo del film, che comunque non ha trama, solo un esile canovaccio di cui partono queste stratificazioni dello studio dell'Essere, scarni comunque sono anche i dialoghi e se bisogna fare una recensione del tutto intellettuale, bisogna scrivere di cinema corporeo, infatti in questa apertura desolante al mondo, sono proprio i GESTUS brechtiani a vincere, la succitata scena della merda che esce dal di dietro di Bruno fa sorridere ma allo stesso tempo è la chiave più sinceramente autentica partorita da WENDERS.

 

Il film contiene già tutto il cinema di BELA TARR, anche se la genialità del secondo è superiore, in quanto la sua poetica dell'immobilità, della frattura tra ESSERE e STORIA è assolutamente più eversiva rispetto al germano. Ma siamo nel 1976, il cinema di Michelangelo stava rallentando, fino al 1982 WENDERS continuava a dissezionare il tempo, destrutturarlo sentenziando (è appunto un cinema squisitamente filosofico) la paura della paura del cinema e della società civile tedesca che evidentemente non si era ancora levata la scimmia nazista dalle spalle.

 

Questa è la nuda cronaca, senza alcun dubbio QUESTO è il cinema che amo di più, un cinema di piani-sequenza virtualmente infiniti, che se da un lato si distaccano tecnicamente da quelli americani dall'altro sono il frutto più maturo e psicoanalitico rispetto a quelli. Si celebra la Fine ma anche (forse) un inizio che non vuole assolutamente dire: SONO, DUNQUE SONO FELICE.

 

Lo consiglio a tutti, soprattutto in questi giorni di canicola e di paralisi delle grandi metropoli(S). Se amate come me questa pellicola buttatevi a corpo morto sul coevo capolavoro di EUSTACHE, la mamma e la puttana, sono film impossibili da pensare adesso ma che per fortuna sono stati realizzati. Nel film di WENDERS Robert viene gettato nel contesto dopo un tentato suicidio, EUSTACHE purtroppo eseguirà il tragico gesto.


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#5209 wetton76

wetton76

    utente alla ricerca dei classici perduti...

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Inviato 29 luglio 2021 - 16:04

SL07-1.jpg

 

Gli insospettabili (titolo originale: Sleuth), regia di Joseph L. Mankiewicz, anno 1972, con Laurence Olivier e Michael Caine.

 
Il film, che ha avuto un remake nel 2007 (sempre con Michael Caine che questa volta interpreta la parte che fù di Laurence Olivier, e con Jude Law), si svolge in pochi ambienti, praticamente il giardino e gli interni di una grande villa nella campagna inglese, ma si apprezza per i dialoghi ben fatti e per il carisma dei due attori protagonisti, oltre che per un'ottima sceneggiatura (tratta da un'opera teatrale di Anthony Shaffer).
 
La storia si basa sullo "scontro" fra Laurence Olivier e Michael Caine, differenti culture e diverse origini, ma legati dal tradimento della moglie di Laurence Olivier (proprietario della villa) con il più giovane Michael Caine.
Si susseguono vari colpi di scena (il tutto parte come una specie di "gioco"), per arrivare ad un finale abbastanza "teatrale".
 
C'è da dire che il remake del 2007 è di gran lunga inferiore all'originale, nonostante la regia di Kenneth Branagh.
Diciamo altri tempi e altra cultura letteraria e cinematografica.

  • 1

#5210 Sandor

Sandor

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Inviato 23 agosto 2021 - 19:38

"La stanza del vescovo"(1977) di Dino Risi dal romanzo di Piero Chiara.
Sicuramente un buon film con il solito Tognazzi ,ottimo nei personaggi tra il ridicolo e l'inquietante , e un attore assai bravo che non conoscevo ,Patrick Dewaere,che morirà suicida pochi anni dopo.
Certo il motivo principale per vedere questo film è una Ornella Muti 22enne ad un livello di bellezza fuori scala.
Notevole presenza di peli pubici che rallegrano la visione più che consigliata.
  • 0

#5211 Pancakes

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Inviato 24 agosto 2021 - 17:27

Pig-600x889.jpg

 

PIg, di Michael Sarnoski

 

La presentazione è stata furbescamente memetica il giusto, col Cage a cui rubano il maiale pronto ad allinearsi a quelli con l'ascia, gli alpaca e i pupazzoni animati demoniaci. E invece, il film parte che sembra "Joe" di David Gordon Green, poi sembra davvero prendere la piega John Wick, con tanto di fight club segreto che non può non ricordare l'underworld di assassini della serie con Reeves, e alla fine è in verità un buddy movie indie [ambientato nella capitale indie Portland] su gentrificazione, rispetto e perseguimento dei propri sogni, integrità di valori e elaborazione del lutto. Sarnoski da segnare per le belle speranze, Cage sotto le righe ma che spedisce perle di saggezza con nonchalance unica

 

Spoiler


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#5212 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 07 settembre 2021 - 09:25

58963.jpg

 

Dau Natasha, di Ilya Khrzhanovskiy, Jekaterina Oertel (2020)

 

Il progetto Dau è mastodontico, non si sa ancora quanti film saranno (per ora mi pare ne siano usciti 16), quante conferenze, e serie tv. È il risultato di tre anni passati rinchiusi in un set enorme. Non attori, scienziati, antropologi, lavoratori generici (in questo caso forse una addetta alla mensa e un'attrice porno). Il punto di partenza era raccontare la vita di Lev Davidovič Landau, ma la deriva totale del progetto ha portato ad altre storie, un mosaico composto da una miriade di tasselli.

Questo è un film che palesa la deriva. Dialoghi infiniti e bevute colossali. Sesso (vero) filmato, sevizie (vere? finte?) portata a un estremo che riesce a non essere mai pornografico (infatti non ho capito le eccessive critiche alle scene, certo crude). Personaggi che ruotano attorno a tre stanze (la mensa, la casa, la stanza delle torture), con un perenne senso di fallimento e di morte. Un film depressivo che palesa il senso della violenza del potere. 

Dicono non ci fosse sceneggiatura ma che i personaggi (veri? creati ad hoc) fossero guidati dal senso di stare chiusi in un esperimento sociale.

Un film che lascia uno strascico di ansia, e che rilancia il dubbio su cosa è filmabile, cosa si può fare per creare una storia.

Sarebbero da vedere tutti quanti per averne una conoscenza, ma non so se mai lo farò.

Intanto, per chi volesse c'è la piattaforma qui: https://www.dau.com/en

Per provare a entrare in questo mondo piuttosto delirante.

 

Voto al film n.g. se inteso come pezzo del tutto (7,5 per le sensazioni di disagio)


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#5213 woody

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Inviato 07 settembre 2021 - 12:45

Tutto molto interessante, oggi non ho tempo domani cercherò di capire qualcosa di questo progetto.
Intanto la prima cosa che non ho capito, in che senso sono già usciti 16 film?


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#5214 lazlotoz

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Inviato 07 settembre 2021 - 13:28

Tutto molto interessante, oggi non ho tempo domani cercherò di capire qualcosa di questo progetto.
Intanto la prima cosa che non ho capito, in che senso sono già usciti 16 film?

 

Che sul sito mi pare si possano comprare (a 3 dolla) gli altri film della serie. E son già usciti 16 progetti paralleli. Ognuno si intitola DAU. e qualcosa.


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#5215 woody

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Inviato 07 settembre 2021 - 16:06

Sta cosa mi incuriosisce  :)


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#5216 ucca

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Inviato 08 settembre 2021 - 11:11

Ma tom non aveva fatto la guida a tutti i film di Pollack? non la ritrovo..

 

Ieri ho visto "un attimo, una vita" discretamente devastante. La storia d'amore e  morte di un pilota e una ragazza giramondo. 


  • 0

www.crm-music.com

 

Mettere su un gruppo anarcho wave a 40 anni.


#5217 simon

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Inviato 09 settembre 2021 - 05:20

dzkQKJ.jpg

 

Questa splendida immagine documenta o meglio riesce a sintetizzare la poetica tattile, manuale del grande maestro francese.

 

Qualche persona che non conosce il regista francese potrebbe pensare a un film alla americana, insomma un film d'azione magari a tinte noir.

 

Invece è la narrazione rigorosa che non concede nulla allo spettatore, di una evasione meticolosamente progettata e riuscita da parte di un partigiano francese durante la seconda guerra mondiale.

 

Ho parlato di narrazione, assolutamente gelida ma non completamente distaccata dal personaggio visto certamente come un entomologo quando raccorda i pezzi che formano la sua possibilità di fuga, ma rispetto ai film che verranno, il partigiano non è ancora un personaggio bianco, un fantasma che invece di agire viene agito e parlato, alla Kleist.

 

Non so esattamente dove risiede il giansenismo di BRESSON in questo poema dell'accadere, ma so di certo che è la perfetta continuazione stilistica della Parola di DREYER: a un anno di distanza i due geni sembrano passarsi la mano, tanto sono simili a livello formale. In qualche modo assistiamo allo svuotamento del Verbo in pura azione cogitativa e perfettamente manuale del protagonista-partigiano della resistenza. 

 

Mi immagino lo spettatore comune che andava al cinema a vedere questo film: nonostante quanto detto sopra, questa vicenda emana il senso del Sacro seppur indirettamente e intuitivamente; sembrerebbe che il piano della fuga si trasformi in piano della riflessione ontologica e lo spettatore comune avvolto da queste immagini-silenzio partecipa ad uno strano culto, che di religioso ha solamente corpuscoli e onde e mai la piena rivelazione.

 

Non è un cinema ostico, ma è un film esattamente trascendentale in quanto il vero protagonista è il progetto della fuga, costruita geometricamente nel corso del tempo filmico, ma non è una vivisezione tempo-geometrica fine a se stessa, in un certo qual modo la libertà attraverso la scienza dell'esperienza del fare, porta a una pienezza dell'esistenza che cozza testardamente contro le filosofie negative del periodo: il primo Sartre era ancora ben presente con i suoi echi dell'essere e il nulla.

 

Un film capitale che ipnotizza lo spettatore anche senza "effetti speciali" e inquadrature neo barocche ed espressioniste di un altro gigante come Orson Welles. Molto probabilmente la prigione seppur calata in un determinato tempo storico in realtà sembrerebbe la fusione tra il Castello e il Tribunale kafkiano, ma sono solo simbolismi fini a se stessi.

 

Una pietra miliare, testimonianza perenne della volontà e dell'intelligenza umana che si pone sempre e comunque contro il male e riesce a domarlo.


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#5218 popten

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Inviato 10 settembre 2021 - 13:32

Fitzcarraldo. Curioso (visto oggi, ma immagino anche in diretta) come viene trattata la prepotenza colonialista.

 

se ti è piaciuto questo film e/o ti piace il cinema di Herzog,  ti consiglio questa lettura ( se non conosci gia') : 

https://it.wikipedia...ta_dell'inutile


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#5219 solaris

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Inviato 10 settembre 2021 - 18:04

Fitzcarraldo. Curioso (visto oggi, ma immagino anche in diretta) come viene trattata la prepotenza colonialista.

 
se ti è piaciuto questo film e/o ti piace il cinema di Herzog,  ti consiglio questa lettura ( se non conosci gia') : 
https://it.wikipedia...ta_dell'inutile

Interessante, grazie!
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#5220 Nagorno Karabakh

Nagorno Karabakh

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Inviato 10 settembre 2021 - 21:14

mondocane.jpg

 

Mondocane di Alessandro Celli (2021)

 

Produzione di Rovere/Groenlandia, da salvare ci stanno solo le intenzioni. Va riconosciuto che quelli di Groenlandia cerchino un nuovo film di genere italiano, qualcosa insomma che si differenzi dal solito film italiano di bassa lega. Qua il soggetto sulla carta sembra molto interessante: faide post-apocalittiche in una Taranto mangiata dalle radiazione dell'ILVA, il risultato del degrado ambientale, etc. 

 

Detto ciò in questo film non funziona assolutamente un cazzo: regia inesistente, trama prevedibile (non sono di per sè contro una narrazione lineare, ma qua si azzecca veramente tutto, non il massimo per un film d'azione), fotografia troppo artificiosa, invece di risultare cruda mi è parsa con ben poche idee, così come la scenografia che riprende tutti i clichè del film post-apocalittico senza aggiungere na mezza idea originale. Borghi sembra una fusione poco riuscita tra Joker e Mickey Knox, il classico malvagio perònondeltuttocattivovediillatoumanoeilpassatodifficile anche qua troppo derivativo e troppo poco carismatico per risultare interessante. L'ILVA c'è così come Taranto ma fosse stato ambientato in qualunque altro posto non sarebbe cambiato nulla. La parte didascalica con la morale è il punto più debole di un film già di per se scritto da cani. Il recitato è pessimo, detto da me che in generale riesce bypassare questo problema, qua i bambini (ma anche gli adulti) palesemente non sanno recitare, sembrava di vedere una di quelle messe in scene che fanno in tutte le scuole medie per i genitori e parenti vari. 

 

Voto: 4, si salva giusto il coraggio di voler produrre una roba del genere.    


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