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* * * * - 7 Voti

Il film che ho visto (prima di postare leggere le regole in prima pagina)


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5228 replies to this topic

#5081 Garga Charrua

Garga Charrua

    Morte a Boldrin!

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Inviato 29 dicembre 2020 - 14:09

Pensiero estemporaneo: il cinema italiano oggi godrebbe di ottima salute se i talenti usciti negli anni '90 avessero potuto contare su un industria affidabile e non intorpidita e limitata da un conservatorismo asfittico. Penso a Ciprì e Maresco ovviamente, ma anche a Pappi Corsicato, Davide Manuli, Gianni Zanasi, Eros Puglielli, Davide Ferrario, Gianluca Maria Tavarelli. Tutta gente che aveva qualcosa da dire, tutta gente ostracizzata o peggio "normalizzata" nel corso degli anni.
 
Questo per dire che ho visto Il Caricatore (1996) di Eugenio Cappuccio, Fabio Nunziata e Massimo Gaudioso. Ad avercene oggi di esordi così coraggiosi, radicali e slegati dalla gloriosa ma inibente tradizione del nostro cinema. 
 
Per chi volesse, sta tutto qui:
 
MV5BNjJlODViM2YtMjJiMS00YjYxLTljOGMtODc2
 
– Un caricatore? E che ce fate co’ ‘n caricatore?
– Oh, se non ce la facciamo lo finiamo di girare in video.
– In video?! Ma il video fa schifo! Col video si fanno i porno! M’avete chiamato pe’ fa’ ‘na cosa in video? Il cinema è un’altra cosa!

 

 

 

ps: nella sequenza (geniale) della partita di calcetto si riconoscono, oltre ad Arcopinto, Alessandro Piva, Domenico Procacci ("lui è uno che punta molto sui giovani, l'anno scorso ha fatto 4 cortometraggi e 2 opere prime") e un giovane Massimo De Lorenzo (uno dei tre sceneggiatori cani di Boris, "ottimo attore, ma come portiere...")

 

 

voto: altissimo


  • 6

"Sei stati, cinque nazioni, quattro lingue, tre religioni, due alfabeti e un solo Gargamella."


#5082 Tom

Tom

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Inviato 31 dicembre 2020 - 12:04

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1962 War Hunt di Denis Sanders

Scrivevamo sul forum una volta di come la guerra di Corea sia un gran rimosso del cinema americano. Non ricordo se fosse stato citato questo piccolo, lucido e triste film, perche' parla appunto di quella guerra, prendendo in prestito le stilizzazioni di certo cinema pacifista giapponese allora in voga. Produzione minuscola, con una Corea chiaramente ricreata in qualche anfratto californiano, ma la finzione dichiarata funziona a piu' livelli, tanto su quello politico di descriverla come una guerra tutta "americana", tanto sul piano spettacolare, con il tutto che aquista un che di onirico.

 

Film d'esordio di un gia' rilevante Robert Redford (l'ho visto giusto per quello), ma pure di quell'altro, piu' piccolo ma comunque ben dimensionato, mito di Tom Skerritt. Tra gli altri attori un certo Sidney Pollack, giusto per dire che razza di fili ed intrecci partiranno da questo piccolo e dimenticato film pacifista.

 

Ma le suggestioni cinefile impallidiscono di fronte alle suggestioni storiche. Col senno di poi questa praticamente dimenticata pellicola del 1962 sembra un'agghiacciante profezia del massacro vietnamita. Non ha ancora i modi dei futuri vietnam-movie (quelli li anticipera' clamorosamente tre anni dopo il francese "317º battaglione d'assalto" di Pierre Schoendoerffer), ma gia' descrive chiaramente un "sporca" guerra, spogliata delle giustificazioni applicate alle due mondiali, dove tutto e' triste, inutile e tutti possono solo perdere. John Saxon, all'epoca l'unico nome di rilievo del cast, che fa un proto-Rambo, ma ancora piu' un proto-Benicio del Toro di The Hunted, incarna gia' alla perfezione la dissociazione umana, sociale e culturale che quella guerra provochera' nella psiche occidentale. Ancora piu' mette i brividi la figura del bambino-mascotte coreano a cui gli americani insegnano ad uccidere e che nella metafora che chiude il film si prefigura come il futuro nemico. Tutta la malinconica inutilita' dell'arte in 70 malinconici minuti.


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#5083 tiresia

tiresia

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Inviato 03 gennaio 2021 - 00:22

The midnight Sky,Clooney.
È bruttino bruttino, slegato, poco coinvolgente, confuso, approssimativo (la sospensione della credulità è una cosa, l’insensatezza è una cosa ben diversa), è tutto un po’ buttato lì, come se solitudine+catastrofe+ambientalismo+effetti speciali fra le stelle debbano per forza funzionare anche se mescolati alla cieca. Vorrei aggiungere che le passeggiate nello spazio è dal 1968 che non portano bene, quindi non farne un epicentro emozionale può aiutare.
L’isola delle rose, Sibilia
Vorrei accontentarmi della piacevolezza, perché è piacevole, del mestiere cospicuo con cui è stato confezionato. Ma ci sono due cose che non riesco a superare: la versione libertaria e liberatoria di una storia ben diversa, per quanto possibile come visione personale degli autori solo ispirati da un fatto storico, io non riesco a tollerarla, non riesco a starci dentro completamente, è più forte di me; l’impianto dei film di Sibilia con gli amici tutti maschi e la figurina femminile di supporto, gli uni goliardici ragazzini mal cresciuti, le altre materne censorie figure rassicuranti, razionali e realiste, ma non interessanti seppur irresistibili per i primi mi ha stancata.
C’è una terza cosa, Germano non ha più 24 anni, fatevene una ragione, “crescetelo” o sono guai.
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#5084 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 03 gennaio 2021 - 15:20

share.jpg?1490080825

 

Wolfwalkers, di Tomm Moore e Ross Stewart.

 

Tomm Moore è un fenomeno che, forse, paga lo scotto di essere irlandese. Fosse americano o giapponese si parlerebbe di più di lui (ma poi magari è una mia impressione).

Dopo The Secret of Kells e La canzone del mare (ottimi entrambi), torna dopo sei anni di lavoro. Su tutto, al solito, balza all'occhio la qualità eccelsa dell'animazione e dell'immagine. Ogni scena ha dettagli e trovate da applausi. È un film che avrei voluto vedere al cinema.

Sempre eccellenti i riferimenti iconografici.

Forse un pochino si poteva lavorare sulla sceneggiatura. Ma mi pare un peccato veniale quando visivamente si è così potenti.

 

Voto: 8


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#5085 Narostium

Narostium

    Groupie

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Inviato 03 gennaio 2021 - 16:35

I Origins - Mike Cahill - 2014
Con Brit Marling e Michael Pitt
Nonostante quante volte sia stato bollato come ciofeca, a me questo film sa ancora dare, tratta il tema della reincarnazione con cognizione di causa, se pur a tratti in modo melenso. In un mondo scientista come quello in cui viviamo, di questi tempi, mi è riemerso proprio questo film...non è un caso.

Sempre con la Marling un altro film per me valido è The East, anche questo potrebbe essere di orientamento nel mondo attuale, penso di spararmelo stasera.
  • 1

#5086 Sandor

Sandor

    Classic Rocker

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Inviato 03 gennaio 2021 - 18:10

The midnight Sky,Clooney.
È bruttino bruttino, slegato, poco coinvolgente, confuso, approssimativo (la sospensione della credulità è una cosa, l’insensatezza è una cosa ben diversa), è tutto un po’ buttato lì, come se solitudine+catastrofe+ambientalismo+effetti speciali fra le stelle debbano per forza funzionare anche se mescolati alla cieca. Vorrei aggiungere che le passeggiate nello spazio è dal 1968 che non portano bene, quindi non farne un epicentro emozionale può aiutare.
L’isola delle rose, Sibilia
Vorrei accontentarmi della piacevolezza, perché è piacevole, del mestiere cospicuo con cui è stato confezionato. Ma ci sono due cose che non riesco a superare: la versione libertaria e liberatoria di una storia ben diversa, per quanto possibile come visione personale degli autori solo ispirati da un fatto storico, io non riesco a tollerarla, non riesco a starci dentro completamente, è più forte di me; l’impianto dei film di Sibilia con gli amici tutti maschi e la figurina femminile di supporto, gli uni goliardici ragazzini mal cresciuti, le altre materne censorie figure rassicuranti, razionali e realiste, ma non interessanti seppur irresistibili per i primi mi ha stancata.
C’è una terza cosa, Germano non ha più 24 anni, fatevene una ragione, “crescetelo” o sono guai.

Midnight Sky si conferma classico film alla Netflix,non si dire brutto ma inutile, noioso e senza anima.
Lo vedevo mentre facevo un po' di allenamento come sottofondo ma alla fine mi aveva così annoiato che mandavo avanti per saltare qualche minuto .
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#5087 dick laurent

dick laurent

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Inviato 03 gennaio 2021 - 19:11

Lords of Chaos, di Jonas Åkerlund (2018)

 

Il davvero brutto biopic sulla vicenda dei Mayhem & friends, tra atti vandalici, suicidi e omicidi, ma centrato soprattutto sul rapporto tra Euronymous e Vikernes. Si capisce l'opinione  che il regista ha di questa gente, e cioè sostanzialmente un branco di ridicoli cialtroni dal quoziente intellettivo degno dei compagni di merende , parere che è anche decisamente condivisibile per quanto mi riguarda. A rendere ancora più evidente questo disprezzo la scelta totalmente assurda dei protagonisti: Euronymous è interpretato da Rory Culkin, che è un incrocio tra il più noto fratello di Mamma ho perso l'aereo, Frodo Baggins e Howard di Big bang theory e che si comporta soprattutto come l'ultimo, per far capire il carisma. 

VIkernes da un improbabilissimo Emory Cohen, che sembra un soggettone pronto per essere pestato a sangue da qualsiasi bullo di qualsiasi film e invece dovrebbe rappresentare il personaggio oscuro, malvagio e fascinossimo nonchè irresistibile magnete del sesso (seh, più o meno come il tipo del meme sex attic, forse meno). Due tizi che sembrano messi lì apposta per aumentare il senso del ridicolo che gli originali ispirano al regista. L'apice del film Burzum che si prepara letteralmente il Nesquik o una roba simile mentre ammazza Euronymous, dico proprio tra una coltellata e l'altra. 

Capisco che anche i personaggi originali fossero sostanzialmente dei ragazzini scemi e disadattati, però la vicenda aveva anche un suo fascino malsano che qui si perde completamente. 


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#5088 kristofferson

kristofferson

    Giù la testa, coglioni

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Inviato 04 gennaio 2021 - 13:36

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Ocean's Eleven, levatevi.
 
1972 The Hot Rock di Peter Yates
Neanche a farlo apposta, visto lo status di ieri, uno dei rari film con Redford che non avevo mai visto. Commedia black dimenticata e che mi ha sempre attirato poco. E in effetti la storiella e' fine a se stessa e la sceneggiatura e' superficialotta, ma mi venga un colpo se non riesce ad essere la solita uber-figata come tutti i film con Redford degli anni 60 e 70. Confezione di lusso, dalla regia felpata di Peter Yates, all'elegante fotografia "newyorkese", passando per la colonna sonora jazzata di Quincy Jones. Oltre alla scontata marpionita' dei mattatori George Segal e Redford (che robertredfordeggia come non mai, ma allo stesso tempo fa una sottile parodia del suo gia' tipico personaggio - qui deve prendere delle pillole per la gastrite per mantenere il tono cool del suo persnaggio), tutto il cast fa a gara a chi e' piu' carismatico. Tipo una black comedy dei Coen girata come uno degli episodi piu' fichi di Lupin III.


Io invece lo avevo già visto diverse volte e riguardandolo di recente (mi sto ripassando tutta la filmografia di Redford) l’ho trovato meno scoppiettante e divertente di quanto ricordassi.
Sempre mitico il finale però


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#5089 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 04 gennaio 2021 - 13:54

Grande attore alla fin fine sottovalutato il vecchio Redford, certo non era eclettico come molti suoi colleghi dell'epoca ma la sua recitazione senza sforzo apparente è sempre uno spettacolo da guardare.
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#5090 Pancakes

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Inviato 04 gennaio 2021 - 14:18

Lords of Chaos, di Jonas Åkerlund (2018)

 

Il davvero brutto biopic sulla vicenda dei Mayhem & friends, tra atti vandalici, suicidi e omicidi, ma centrato soprattutto sul rapporto tra Euronymous e Vikernes. Si capisce l'opinione  che il regista ha di questa gente, e cioè sostanzialmente un branco di ridicoli cialtroni dal quoziente intellettivo degno dei compagni di merende , parere che è anche decisamente condivisibile per quanto mi riguarda. A rendere ancora più evidente questo disprezzo la scelta totalmente assurda dei protagonisti: Euronymous è interpretato da Rory Culkin, che è un incrocio tra il più noto fratello di Mamma ho perso l'aereo, Frodo Baggins e Howard di Big bang theory e che si comporta soprattutto come l'ultimo, per far capire il carisma. 

VIkernes da un improbabilissimo Emory Cohen, che sembra un soggettone pronto per essere pestato a sangue da qualsiasi bullo di qualsiasi film e invece dovrebbe rappresentare il personaggio oscuro, malvagio e fascinossimo nonchè irresistibile magnete del sesso (seh, più o meno come il tipo del meme sex attic, forse meno). Due tizi che sembrano messi lì apposta per aumentare il senso del ridicolo che gli originali ispirano al regista. L'apice del film Burzum che si prepara letteralmente il Nesquik o una roba simile mentre ammazza Euronymous, dico proprio tra una coltellata e l'altra. 

Capisco che anche i personaggi originali fossero sostanzialmente dei ragazzini scemi e disadattati, però la vicenda aveva anche un suo fascino malsano che qui si perde completamente. 

 

 

La scelta di casting di un ciccione ebreo per Vikernes credo sia proprio un dissing voluto al Vikernes vero che è un noto neonazi [di recente fb ha bannato temporaneamente chiunque avesse menzionato Burzum in un post, tra l'altro]. Il film non l'ho visto ma non faccio fatica a credere che sia brutto, nonostante il regista fosse del giro. Si conferma lo scarto ad oggi incolmabile tra cinema e musica estrema che non so se verrà mai colmato peraltro.

 

The midnight Sky,Clooney.
È bruttino bruttino, slegato, poco coinvolgente, confuso, approssimativo (la sospensione della credulità è una cosa, l’insensatezza è una cosa ben diversa), è tutto un po’ buttato lì, come se solitudine+catastrofe+ambientalismo+effetti speciali fra le stelle debbano per forza funzionare anche se mescolati alla cieca. Vorrei aggiungere che le passeggiate nello spazio è dal 1968 che non portano bene, quindi non farne un epicentro emozionale può aiutare.
L’isola delle rose, Sibilia
Vorrei accontentarmi della piacevolezza, perché è piacevole, del mestiere cospicuo con cui è stato confezionato. Ma ci sono due cose che non riesco a superare: la versione libertaria e liberatoria di una storia ben diversa, per quanto possibile come visione personale degli autori solo ispirati da un fatto storico, io non riesco a tollerarla, non riesco a starci dentro completamente, è più forte di me; l’impianto dei film di Sibilia con gli amici tutti maschi e la figurina femminile di supporto, gli uni goliardici ragazzini mal cresciuti, le altre materne censorie figure rassicuranti, razionali e realiste, ma non interessanti seppur irresistibili per i primi mi ha stancata.
C’è una terza cosa, Germano non ha più 24 anni, fatevene una ragione, “crescetelo” o sono guai.

 

 

Ovvero? Secondo me uno dei punti deboli del film sono anche le parti con i personaggi di chiesa e governo, la buttano veramente troppo in farsa. Tra gli attori invece forte l'amico del protagonista.


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#5091 dick laurent

dick laurent

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Inviato 05 gennaio 2021 - 21:07

 

Lords of Chaos, di Jonas Åkerlund (2018)

 

Il davvero brutto biopic sulla vicenda dei Mayhem & friends, tra atti vandalici, suicidi e omicidi, ma centrato soprattutto sul rapporto tra Euronymous e Vikernes. Si capisce l'opinione  che il regista ha di questa gente, e cioè sostanzialmente un branco di ridicoli cialtroni dal quoziente intellettivo degno dei compagni di merende , parere che è anche decisamente condivisibile per quanto mi riguarda. A rendere ancora più evidente questo disprezzo la scelta totalmente assurda dei protagonisti: Euronymous è interpretato da Rory Culkin, che è un incrocio tra il più noto fratello di Mamma ho perso l'aereo, Frodo Baggins e Howard di Big bang theory e che si comporta soprattutto come l'ultimo, per far capire il carisma. 

VIkernes da un improbabilissimo Emory Cohen, che sembra un soggettone pronto per essere pestato a sangue da qualsiasi bullo di qualsiasi film e invece dovrebbe rappresentare il personaggio oscuro, malvagio e fascinossimo nonchè irresistibile magnete del sesso (seh, più o meno come il tipo del meme sex attic, forse meno). Due tizi che sembrano messi lì apposta per aumentare il senso del ridicolo che gli originali ispirano al regista. L'apice del film Burzum che si prepara letteralmente il Nesquik o una roba simile mentre ammazza Euronymous, dico proprio tra una coltellata e l'altra. 

Capisco che anche i personaggi originali fossero sostanzialmente dei ragazzini scemi e disadattati, però la vicenda aveva anche un suo fascino malsano che qui si perde completamente. 

 

 

La scelta di casting di un ciccione ebreo per Vikernes credo sia proprio un dissing voluto al Vikernes vero che è un noto neonazi [di recente fb ha bannato temporaneamente chiunque avesse menzionato Burzum in un post, tra l'altro]. Il film non l'ho visto ma non faccio fatica a credere che sia brutto, nonostante il regista fosse del giro. Si conferma lo scarto ad oggi incolmabile tra cinema e musica estrema che non so se verrà mai colmato peraltro.

 

 

 

va detto che una cosa interessante ce l'ha, e cioè proprio l'essere un biopic che per una volta non è una celebrazione e basta del musicista di turno, cosa che tutto sommato sia una vera rarità. Poi non che sia chissà che conoscitore di biopic, ma la stragrande maggioranza dei film del genere che ho visto vanno in quella direzione. Qui il problema è semmai che eccede nel senso opposto. 


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#5092 LM

LM

    Sono un uomo non sono un fake.

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Inviato 12 gennaio 2021 - 16:17

 

The midnight Sky,Clooney.
È bruttino bruttino, slegato, poco coinvolgente, confuso, approssimativo (la sospensione della credulità è una cosa, l’insensatezza è una cosa ben diversa), è tutto un po’ buttato lì, come se solitudine+catastrofe+ambientalismo+effetti speciali fra le stelle debbano per forza funzionare anche se mescolati alla cieca. Vorrei aggiungere che le passeggiate nello spazio è dal 1968 che non portano bene, quindi non farne un epicentro emozionale può aiutare.

 

Midnight Sky si conferma classico film alla Netflix,non si dire brutto ma inutile, noioso e senza anima.
Lo vedevo mentre facevo un po' di allenamento come sottofondo ma alla fine mi aveva così annoiato che mandavo avanti per saltare qualche minuto .

 

The Midnight Sky ha talmente tante cose che non vanno bene che non saprei da dove iniziare, fatto sta che da un certo punto in poi, man mano che si accumulavano i difetti, non sono riuscito a godermelo per niente.

Ciò che mi dispiace è che non serviva fare dei miracoli per rendere accettabile qualche difetto e discreto il risultato finale, e invece mi è sembrato così prevedibile e approssimativo da renderlo un film assolutamente superfluo e perdibile.


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#5093 Pancakes

Pancakes

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Inviato 12 gennaio 2021 - 16:36

 

 

Lords of Chaos, di Jonas Åkerlund (2018)

 

Il davvero brutto biopic sulla vicenda dei Mayhem & friends, tra atti vandalici, suicidi e omicidi, ma centrato soprattutto sul rapporto tra Euronymous e Vikernes. Si capisce l'opinione  che il regista ha di questa gente, e cioè sostanzialmente un branco di ridicoli cialtroni dal quoziente intellettivo degno dei compagni di merende , parere che è anche decisamente condivisibile per quanto mi riguarda. A rendere ancora più evidente questo disprezzo la scelta totalmente assurda dei protagonisti: Euronymous è interpretato da Rory Culkin, che è un incrocio tra il più noto fratello di Mamma ho perso l'aereo, Frodo Baggins e Howard di Big bang theory e che si comporta soprattutto come l'ultimo, per far capire il carisma. 

VIkernes da un improbabilissimo Emory Cohen, che sembra un soggettone pronto per essere pestato a sangue da qualsiasi bullo di qualsiasi film e invece dovrebbe rappresentare il personaggio oscuro, malvagio e fascinossimo nonchè irresistibile magnete del sesso (seh, più o meno come il tipo del meme sex attic, forse meno). Due tizi che sembrano messi lì apposta per aumentare il senso del ridicolo che gli originali ispirano al regista. L'apice del film Burzum che si prepara letteralmente il Nesquik o una roba simile mentre ammazza Euronymous, dico proprio tra una coltellata e l'altra. 

Capisco che anche i personaggi originali fossero sostanzialmente dei ragazzini scemi e disadattati, però la vicenda aveva anche un suo fascino malsano che qui si perde completamente. 

 

 

La scelta di casting di un ciccione ebreo per Vikernes credo sia proprio un dissing voluto al Vikernes vero che è un noto neonazi [di recente fb ha bannato temporaneamente chiunque avesse menzionato Burzum in un post, tra l'altro]. Il film non l'ho visto ma non faccio fatica a credere che sia brutto, nonostante il regista fosse del giro. Si conferma lo scarto ad oggi incolmabile tra cinema e musica estrema che non so se verrà mai colmato peraltro.

 

 

 

va detto che una cosa interessante ce l'ha, e cioè proprio l'essere un biopic che per una volta non è una celebrazione e basta del musicista di turno, cosa che tutto sommato sia una vera rarità. Poi non che sia chissà che conoscitore di biopic, ma la stragrande maggioranza dei film del genere che ho visto vanno in quella direzione. Qui il problema è semmai che eccede nel senso opposto. 

 

 

Direi che non è del tutto scollegato da quello che dicevo io. Nel senso: i toni di un Bohemian Rhapsody, di un Rocketman, persino di uno Straight Outta Compton, sarebbero stati decisamente fuori luogo qui. E non tanto solo perchè i protagonisti dell'Inner Circle norvegese fossero artisti / persone migliori o meno, ma proprio anche per lo spettro di sensazioni ed emozioni che la loro musica copre


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#5094 100000

100000

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Inviato 17 gennaio 2021 - 14:27

possessor.jpg

 

Nessuno ha visto/parlato di Possessor? Per me filmone.

Thriller psicologico più che body-horror, sfiora benissimo le corde dell'alienazione sociale/aziendale/famigliare attraverso un espediente narrativo non chissà quanto fantasioso, ma che regge bene e non si mangia il film. Anche le immagini e i colori sono costruiti chirurgicamente (credo piacerebbe anche a solar, no color correction blu-arancione), così come le esplosioni di violenza, che si potrebbe definire estetizzante a volte (mai quanto NWR, chiaro) ma che io direi più che altro ospedaliera (con il pensiero anche al film precedente*).

 

*a proposito: niente menzione neanche nel topic dei giovani registi morenti?

saranno anche i temi a cui sono vicino, ma questo ha fatto due bombe su due


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#5095 gwoemul

gwoemul

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Inviato 18 gennaio 2021 - 14:00

Mi è piaciuto ma sono più tiepido nel giudizio.

L'imprinting paterno si vede tutto ma a mio parere questo finisce per essere anche il limite del film visto che di Cronenberg senior mancano il rigore e la precisione chirurgica.

 

La storia mi è parsa anche abbastanza prevedibile, per lo meno fino agli ultimissimi minuti che invece mi hanno decisamente spiazzato e comprato.

 

Comunque come thriller-psico body-horror cyberpunk post-blackmirror lo consiglio. E Antiviral l'ho messo in watchlist.


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#5096 100000

100000

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Inviato 18 gennaio 2021 - 15:58

Per me Antiviral più acerbo (e ancora più influenzato dal padre forse) ma allo stesso tempo migliore. Non so, forse tocca esattamente le mie corde e temi di cui voglio sentire/vedere ma per me promossissimo nonostante sia palesemente figlio di.

 

EDIT: ci ho ripensato: meglio Possessor: quell'intreccio perfetto di pulsioni aziendali che si trasformano in personali attraverso la possessione dell'altro e viceversa, quella alienazione ripetitiva attraverso le fasce sociali e le parti, evidenziando a modo suo uno scontro fra poveracci dove vince il poveraccio più integrato, più disposto alla disumanizzazione per piegarsi alla volontà aziendale. (non credo di aver spoilerato niente se uno non l'ha visto, alla fine si potrebbe anche non vederci nulla di tutto ciò, ma a me è sembrato evidentissimo)


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#5097 Pancakes

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Inviato 26 gennaio 2021 - 19:47

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Esordio alla regia di Thomas McGuane, scrittore americano autore, fra le altre cose, anche del libro dal quale il film è tratto. Il terzo di una ipotetica trilogia Fonda & Oates insieme a The Hired Hand e Race with the Devil [quest'ultimo uscito meno di due mesi prima sempre nel 1975], ma un pò più dimenticato e sfortunato a livello commerciale rispetto agli altri due. È un peccato, perchè prevedibilmente tocca tutti certi tasti giusti, nel suo essere una specie di drama balneare sulla concorrenza tra due guide turistiche, Fonda appena arrivato e figlio di papà, e Oates, vecchio veterano che ci campa a malapena. Il socio del secondo poi è Harry Dean Stanton, la cui presenza credo renda bene l'idea del circolo di film del quale questo 92 in the Shade fa parte. Un character study in crescendo da riscoprire per i fanatici delle persone coinvolte, ma non solo

 

 

Bisognerebbe comunque fare qualche sorta di class action per recuperare film del genere; il video su youtube qui sopra è il modo più agile per vederlo qui da noi, e bisogna comunque essere fluenti in inglese e con un buon orecchio visto che i sottotitoli autogenerati vanno spesso e volentieri per cazzi loro. A cercarlo in giro si trovano solo vecchi rip dal netflix di 10 anni fa [quando si poteva ancora registrare dallo schermo asd]. Il dvd su amazon pare abbia il finale peggiore, mentre quello di Prime Video pare sia quello giusto, se non fosse che sta solo sulla versione USA della piattaforma. Discorso analogo per google play, dove però non capisco il senso del geoblocking visto che qualche euro per noleggiarlo o comprarlo in digitale ce li avrei anche spesi


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#5098 Folagra

Folagra

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Inviato 31 gennaio 2021 - 10:57

Blue Jay (Lehmann, 2016)

Due "ragazzi" quarantenni si ritrovano nel paese di montagna dove sono cresciuti e stati insieme ai tempi del liceo. La storia è molto normale, lei si è sposata altrove con uomo più vecchio e figli, lui è tornato solo per rimettere a posto la casa della madre ed è visibilmente depresso, non si vedono da 24 anni, da quando erano i piccioncini del villaggio. Passeranno un'ultima notte insieme etc. etc. Ci sono arrivato perché lo sceneggiatore e il protagonista è Mark Duplass di Creep, forse vagamente poco convincente nel ruolo, ma comunque il classico piccolo capolavoro, un film con cui è facile empatizzare. 7(,5)

 

visto ieri. gran bel film.

mi ha ricordato Frances Ha (per il bianco e nero e la sfiga dei personaggi), anche se qui la storia è ancora più essenziale (ci sono solo due attori) e i dialoghi improvvisati.

Per farvi capire il mood, vi dico che a un certo punto parte una canzone di bill callahan asd

tanta nostalgia e malinconia, però nonostante l'argomento e la storia non scade mai nel patetico.

 


 


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When the seagulls follow the trawler, it is because they think that sardines will be thrown into the sea


#5099 gwoemul

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Inviato 06 febbraio 2021 - 17:16

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Wolfwalkers, di Tomm Moore e Ross Stewart.

 

Tomm Moore è un fenomeno che, forse, paga lo scotto di essere irlandese. Fosse americano o giapponese si parlerebbe di più di lui (ma poi magari è una mia impressione).

Dopo The Secret of Kells e La canzone del mare (ottimi entrambi), torna dopo sei anni di lavoro. Su tutto, al solito, balza all'occhio la qualità eccelsa dell'animazione e dell'immagine. Ogni scena ha dettagli e trovate da applausi. È un film che avrei voluto vedere al cinema.

Sempre eccellenti i riferimenti iconografici.

Forse un pochino si poteva lavorare sulla sceneggiatura. Ma mi pare un peccato veniale quando visivamente si è così potenti.

 

Voto: 8

 

Con un impianto visivo così clamoroso anche la più convenzionale delle storie sembra qualcosa di mai visto prima.

Ogni passaggio obbligato della trama è una miniera di idee visive che farebbero impallidire gli storyboarder della pixar, ogni inquadratura sbalorditiva, sia che si tratti del mondo spigolosissimo degli umani che di quello sinuoso e ondivago dei lupi. Aggiungete un ritmo perfetto che nei momenti più infuriati è da applausi a scena aperta (bello vedere finalmente del cinema d'animazione europeo non pensato per un pubblico di cinquantenni) e il coraggio di prendere di petto i momenti più duri quando necessario. Un trionfo.

 

 

Frega un cazzo del giochino dei premi, ma obbiettivamente a pensare che quando inizierà la stagione probabilmente i premi andranno tutti al modestissimo Soul un po' mi girano


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#5100 tiresia

tiresia

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Inviato 08 febbraio 2021 - 07:25

Malcom&Marie..Levinson.
Io dopo 20 minuti ho abbandonato, inenarrabilmente noioso, pretestuoso, vuoto.
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