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Il film che ho visto (prima di postare leggere le regole in prima pagina)


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5235 replies to this topic

#5061 Man-Erg

Man-Erg

    Quando sulla riva verrai

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Inviato 17 novembre 2020 - 13:46

Rivisto per la, boh, quinta o sesta volta One flew over the cuckoo's nest; c'è niente da fare, la scena finale mi fa piangere come poche altre cose nella storia del cinema, quel crescendo di Jack Nitzsche ad accompagnare la sequenza fino alla fuga verso la libertà fa venire la pelle d'oca every goddamn time.

 


  • 6

Trema la mano che insegue il sole, fino a sparire.


#5062 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 27 novembre 2020 - 11:04

locandina.jpg

 

The Report, Scott Z. Burns (2019)

 

Di quei film che metti senza sapere manco di cosa possano parlare.

Uno strano effetto, è un film che non mi è facile da classificar. Cioè ha una regia abbastanza trattenuta e scelte di fotografia che tendono a mimetizzarsi (nessuna scena mi è rimasta impressa). Ha alcune scelte decisamente fastidiose (i cambi di tonalità fra certe sequenze). 

 

La storia era per me nota solo a metà, e credo molto interessante anche solo per scoprire l'esistenza di quel report lì.

La cosa che però più di tutte mi ha impressionato è vedere come sono stati tratteggiati e rappresentati i cattivi di questa storia, che sembrano usciti da un film degli anni '80, solo che al posto di russi dall'accento improbabile, o nazi fuori tempo massimo, qui son quelli della CIA. Le scene di tortura e l'ottusa malvagità sembrano davvero ripetere certi topoi del cinema manicheo di trent'anni fa.

Forse, anche solo per questo, è un film interessante.

Ah no, anche perché c'è Adam Driver, che comunque è davvero sempre bravissimo.


  • 2

#5063 Narostium

Narostium

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Inviato 27 novembre 2020 - 19:05

Lo zapping dell' altro giorno mi ha riavvicinato a Kusturica per via di Maradona. Visione piacevole.

Ho rincarato la dose poi con Underground. Un film così sarà sempre attuale, forse da noi lo è ancor di più oggi che allora, dopo cataclismi di varie entità.

Pieno di scene che rimangono mitologiche nella loro comicità, forse la più esemplare è la scimmia di Ivan che si improvvisa artigliere durante il matrimonio e fa occasionalmente  tana libera tutti all' interno del bunker, ristabilendo l'ordine temporale di tutto un film che rimane totale; ci ho rivisto Jodorowsky, e forse anche la scuola di Monthy Python,è girato in modo motlo sapiente.


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#5064 Tom

Tom

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Inviato 28 novembre 2020 - 09:27

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1995 The Prophecy di Gregory Widen
L'unico film diretto da tal Gregory Widen e' un buon esempio dell'andazzo deviante e sgangherato di molto horror-fantasy degli anni 90. Titolo non tra i piu' noti, che pure ha anticipato e forse un po' indirizzato certa roba post-2000, da Supernatural a Legion, cioe' tutte quelle pacchianate che prendono l'immaginario biblico e lo trattano come materiale "pulp". E naturalmente tirando in ballo l'ultimo termine non si puo' non citare il Quentinone, notando che questo film fu uno dei primi a mettersi in scia Pulp Fiction, e lo fece in modo quantomeno originale visto che tratta una guerra tra angeli come una resa dei conti tra gangster, dove il bottino conteso e' un'anima. Il tono noir, molto terreno e poco fantastico, permette di risparmiare sull'allora costosa CGI (che infatti quando c'e' non e' esattamente una primizia) e di trattare uno scenario presumibilmente immenso come una faccenda sbrigabile tra 5 o 6 personaggi. A non prenderlo sul serio e' un film piuttosto godibile, soprattutto grazie a un divertito Cristopher Walken, che nei panni di un cinico Arcangelo Gabriele si fa un film tutto suo, ma un po' tutto il cast funziona bene. Non e' certo "The Rapture" di Tolkin, ma si respira un po' quell'aria in chiave cazzona.


  • 3

#5065 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 28 novembre 2020 - 18:28

locandina.jpg

 

Bronx, di Robert De Niro (1993)

 

Prima regia (di due) del nostro amato Bob. L'avevo visto già un paio di volte, ma a 'sto giro mi è piaciuto più delle altre. Forse per la sua semplicità, forse perché De Niro qui era ancora una faccia magnifica.

Alla fine è un film scritto bene e recitato benissimo (grandi dubbi però per il cameo di Joe Pesci).

La sceneggiatura, di Chazz Palminteri, è davvero oliata alla perfezione. Con il suo fondo retorico che però regge benissimo. È commovente nella descrizione del rapporto padre e figlio. E anche nel costruire la storia d'amore impossibile.

 

Il De Niro regista non vuole strafare e fa molto bene. Con i suoi fari e maestri avrebbe potuto esagerare e invece tiene tutto.

 

Sarebbe un film da 7+. Ma per la faccia di Palminteri almeno 7,5.


  • 3

#5066 pooneil

pooneil

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Inviato 04 dicembre 2020 - 11:06

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All Day and A Night (Joe Robert Cole, 2020)

 

Forse più conosciuto per i suoi trascorsi da sceneggiatore (Black Panther, The People vs O.J. Simpson), Joe Robert Cole si dimostra capace anche dietro la macchina da presa, firmando questo dramma ambientato nel ghetto di Oakland.

Dona molta intensità ad ogni scena, sia a livello visivo (a me é rimasto impresso il block party con le supercar che sgasano a più non posso) che per i dialoghi, taglienti e perentori.

Tutta questa intensità pero', se accattivante nella prima parte del film, alla lunga mina il realismo e la partecipazione dello spettatore, che rimane un po' incredulo rispetto alla verosomiglianza delle situazioni. Se ripensiamo agli hood film degli anni '90, questi sembrano filmati nel villaggio dei puffi, dato che qui non si intravede il minimo raggio di sole: cane mangia cane, la violenza come unica condotta di vita, ogni rapporto umano corrotto dalle situazioni e annientata qualunque minima speranza di riscatto sociale che non preveda l'attività criminale.

A livello di sceneggiatura sono presenti tre piani temporali, abilmente gestiti, dove i due ambientati nel passato "spiegano" quello presente, e che dovrebbero provocare commozione, ma con me hanno fallito, sia per un protagonista non molto carismatico che per il sovraccarico di cui parlavo prima.

Ad ogni modo un bel film, nonostante la grossa N rossa della locandina, e molto bella la canzone scelta per i titoli di coda:

 


  • 1

#5067 giufà

giufà

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Inviato 07 dicembre 2020 - 18:51

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Amori in corso (1989), di Giuseppe Bertolucci.

Dello stesso regista conoscevo solo il cult Berlinguer ti voglio bene, che se la memoria non mi tradisce è un film assai diverso rispetto a questi amori in corso. Qui è tutto esile, due/tre attori, una casa di campagna, una storia semplice. Però è difficile parlarne, sembra tutto al posto sbagliato nel momento sbagliato (dialoghi, recitazione, regia), con alcune velleità autoriali di troppo che sfiorano il ridicolo. Eppure c'è la giusta atmosfera, quasi metafisica, sfumata, con una voce fuori campo infantile e piena di vita e un approccio delicato che mi ha ricordato i film anni Ottanta di Rohmer (Reinette e Mirabelle, L'amico della mia amica), con un triangolo amoroso giovanile mai esplicitato; qui però sembra non esserci speculazione filosofica e morale. E allora che rimane? Non lo so, forse solo la superficie. E il candore. I più temerari possono pescarlo su Raiplay.

2100-4-amoriincorso.jpg

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La tua firma può contenere:

#5068 Sandor

Sandor

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Inviato 08 dicembre 2020 - 11:10

Nuovo punk story(Desparate  living) di John Waters del 1977 ,il titolo italiano prende spunto dal fenomeno del momento ma una 

volta tanto mi sembra meglio dell'originale.

Credo sia l'ultimo film della parte iniziale della carriera di Waters super indipendente,estrema e fuori di testa.

Non raggiunge le vette trash di Mondo Trasho e Pink Flamingos ma come prodotto mi sembra  migliore,mi ha divertito tantissimo 

con alcune scene notevoli  con nudità e depravazioni forse ora un pò ingenue ma allora dovevano essere di tipo pornografico.

Sto recuperando un pò di film di Waters e lo sto sempre più rivalutando come uno dei miei preferiti,mi mancano gli ultimi film 

ma fino a Serial Mom mi sono piaciuti tutti.


  • 0

#5069 Tom

Tom

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Inviato 18 dicembre 2020 - 18:12

the-gentleman-750x400.jpg

Nostalgia canaglia: l'inquadratura da dentro il baule

 

2019 The Gentlemen Guy Ritchie

Ritchie torna al cockney-noir di inizio carriera e inaspettatamente spara uno dei suoi film migliori e piu' eleganti. All'inizio non si capisce dove il film voglia andare a parare, tra sequenze apparentemente slegate, decine di personaggi e dialoghi a mitraglia (anche con l'aiuto dei sottotitoli italiani e' dura ogni tanto stare dietro a tutti i sottintesi e le battute gergali, ma comunque vale la pena di vederselo in originale), poi tutto ingrana, trova il suo incastro e diventa una gran ficata. Facciamo che e' il suo “Jackie Brown”, arrivato con qualche bell’annetto di ritardo.

 

night-hunter-cover.jpg

Due tipici poliziotti americani, tristi e vissuti.

 

2018 Night Hunter David Raymond

Thrillerozzo americano col serial killer con un che da giallo svedese. Visto per far contenta mia moglie che c'e' Cavill, ma dato che c'e' anche la Daddario ero contento anch'io. E' il solito riciclo di situazioni viste e straviste, ma con due pregi: una trama che prende continuamente svolte inaspettate (tra cui un colpo di scena tanto efficace quanto gratuito) e un ritmo che procede a sequenze veloci e reticenti, anche a rischio di farti perdere qualche pezzo di trama se non si sta attenti. Non vi perdete niente, ma se vi piacciono i gialli nella neve male non fa.


  • 5

#5070 Pancakes

Pancakes

    Frankly, my dear, I don’t give a damn

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Inviato 19 dicembre 2020 - 17:14

the-gentleman-750x400.jpg

Nostalgia canaglia: l'inquadratura da dentro il baule

 

2019 The Gentlemen Guy Ritchie

Ritchie torna al cockney-noir di inizio carriera e inaspettatamente spara uno dei suoi film migliori e piu' eleganti. All'inizio non si capisce dove il film voglia andare a parare, tra sequenze apparentemente slegate, decine di personaggi e dialoghi a mitraglia (anche con l'aiuto dei sottotitoli italiani e' dura ogni tanto stare dietro a tutti i sottintesi e le battute gergali, ma comunque vale la pena di vederselo in originale), poi tutto ingrana, trova il suo incastro e diventa una gran ficata. Facciamo che e' il suo “Jackie Brown”, arrivato con qualche bell’annetto di ritardo.

 

 

 

Tarantino l'anno scorso ha realizzato di essere un vecchio ed ha fatto uno dei suoi film migliori, Ritchie idem, ma da emulo tarantiniano l'ha fatto rimanendo bambinone, oltre che tornando all'ovile del genere che chiaramente gli riesce meglio.
 


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The core principle of freedom
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#5071 bluetrain

bluetrain

    Fourth rule is: eat kosher salamis

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Inviato 19 dicembre 2020 - 17:20

 

the-gentleman-750x400.jpg

Nostalgia canaglia: l'inquadratura da dentro il baule

 

2019 The Gentlemen Guy Ritchie

Ritchie torna al cockney-noir di inizio carriera e inaspettatamente spara uno dei suoi film migliori e piu' eleganti. All'inizio non si capisce dove il film voglia andare a parare, tra sequenze apparentemente slegate, decine di personaggi e dialoghi a mitraglia (anche con l'aiuto dei sottotitoli italiani e' dura ogni tanto stare dietro a tutti i sottintesi e le battute gergali, ma comunque vale la pena di vederselo in originale), poi tutto ingrana, trova il suo incastro e diventa una gran ficata. Facciamo che e' il suo “Jackie Brown”, arrivato con qualche bell’annetto di ritardo.

 

 

 

Tarantino l'anno scorso ha realizzato di essere un vecchio ed ha fatto uno dei suoi film migliori, Ritchie idem, ma da emulo tarantiniano l'ha fatto rimanendo bambinone, oltre che tornando all'ovile del genere che chiaramente gli riesce meglio.
 

 

 

Direi l'unico genere che gli riesce... asd

Sto film stringi stringi è Snatch/Lock & Stock, quindi roba trita e ritrita, ma comunque è ben fatto e divertente, 100 volte meglio di quelle merdate che ha tirato fuori quando ha provato a cambiare il tiro.


  • 1

#5072 Pancakes

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Inviato 19 dicembre 2020 - 17:25

 

 

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Nostalgia canaglia: l'inquadratura da dentro il baule

 

2019 The Gentlemen Guy Ritchie

Ritchie torna al cockney-noir di inizio carriera e inaspettatamente spara uno dei suoi film migliori e piu' eleganti. All'inizio non si capisce dove il film voglia andare a parare, tra sequenze apparentemente slegate, decine di personaggi e dialoghi a mitraglia (anche con l'aiuto dei sottotitoli italiani e' dura ogni tanto stare dietro a tutti i sottintesi e le battute gergali, ma comunque vale la pena di vederselo in originale), poi tutto ingrana, trova il suo incastro e diventa una gran ficata. Facciamo che e' il suo “Jackie Brown”, arrivato con qualche bell’annetto di ritardo.

 

 

 

Tarantino l'anno scorso ha realizzato di essere un vecchio ed ha fatto uno dei suoi film migliori, Ritchie idem, ma da emulo tarantiniano l'ha fatto rimanendo bambinone, oltre che tornando all'ovile del genere che chiaramente gli riesce meglio.
 

 

 

Direi l'unico genere che gli riesce... asd

Sto film stringi stringi è Snatch/Lock & Stock, quindi roba trita e ritrita, ma comunque è ben fatto e divertente, 100 volte meglio di quelle merdate che ha tirato fuori quando ha provato a cambiare il tiro.

 

 

- Snatch, Lock & Stock, Rocknrolla, The Gentlemen

- Revolver

- Sherlock Holmes 1 e 2

- Man from Uncle

- King Arthur

- Aladdin

- Swept Away [che non ho visto, ma sulla fiducia]

 

Nel prossimo si ricongiunge addirittura con Jason Statham, forse è davvero iniziata la sua seconda giovinezza.


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#5073 Kerzhakov91

Kerzhakov91

    X Offender

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Inviato 20 dicembre 2020 - 01:53

Ed è riuscito a tirare fuori un'ottima prova da Hugh Grant, non lo avrei mai detto. 


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#5074 Gabrisimpson

Gabrisimpson

    mainstream Star

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Inviato 22 dicembre 2020 - 22:28

Possibile che nessuno qui ha mai visto Ma Rainey's Black Bottom? A me è piaciuto molto
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#5075 debaser

debaser

    utente stocazzo

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Inviato 24 dicembre 2020 - 09:55

Ho visto il film su Netflix sull'isola delle rose. Filmetto trascurabile e (a quanto mi sembra di capire) con molte licenze rispetto ai fatti.
Però la vicenda ha un suo innegabile fascino, c'è qualcos'altro di vedibile sull'argomento?
Lui sembra una figura davvero particolare - leggendo fra le righe su wiki (era stato un repubblichino, ha adottato slogan latini) me lo immagino mosso più da ideali futuristi che vagamente sessantottini, come sembra quasi dal film.
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Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
non si dice, non si scrive solamente si favoleggia


#5076 cool as kim deal

cool as kim deal

    Utente contro le bonus track

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Inviato 24 dicembre 2020 - 14:21

https://youtu.be/e5USYR2yc4s

C'è questo documentario, io non ho visto né l'uno né l'altro ancora
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Adescatore equino dal 2005

#5077 debaser

debaser

    utente stocazzo

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Inviato 24 dicembre 2020 - 15:04

Oh grazie, provo a guardarlo.
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Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
non si dice, non si scrive solamente si favoleggia


#5078 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 24 dicembre 2020 - 15:23

locandina.jpg

 

La mafia non è più quella di una volta (2019), Franco Maresco

 

Direi in maniera abbastanza perentoria che Maresco è uno dei più grandi registi viventi. Pure tralasciando tutto quanto di eccelso fatto con Ciprì. Se ne è uscito con il dittico sulla mafia (Belluscone + questo) in cui mette in scena il mondo in una maniera sopraffina.

Belluscone (film da 9.5/10) certamente più riuscito di questo ma in ogni inquadratura, ogni parola, ogni gioco pure qui sta spanne sopra tutti quanti.

Sorprende la sua capacità di essere dentro un universo talmente complesso e "degradato". Il suo mettere in scena l'umanità così delirante con distaccata pietà ma fermo intento di analisi, spezzato da un'ironia travolgente, è qualcosa che non lo si può studiare a scuola. E anche il trovarsi nelle situazioni più assurde.

Per certi versi mi ricorda (nel modo) Herzog.

Ma non è solo contenuto, il suo è cinema fatta di immagini, inquadrature e montaggio perfetti. Perché poi sembra essere "solo" uno  bravo a trovarsi in quelle situazioni.

 

La cosa più incredibile è che non si capisce bene quando una cosa sia preparata e quando semplicemente documentata. In Belluscone raggiungeva la vertigine massima con la scena di Dell'Utri. Qui è una sensazione costante su cui però piazza dei capolavori (come la scena del trans che potrebbe stare nei Vangeli).

 

La questione è che ci son dei momenti che ti fan ridere da star male e allo stesso tempo riesce a farti piangere dalla rabbia. Magari con la stessa scena. Maresco è uno dei più grandi oggi, non in italia (che sarebbe poi poca cosa forse) ma nel mondo intero.

 

Voto: 9


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#5079 Tom

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Inviato 29 dicembre 2020 - 11:49

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Ocean's Eleven, levatevi.
 
1972 The Hot Rock di Peter Yates
Neanche a farlo apposta, visto lo status di ieri, uno dei rari film con Redford che non avevo mai visto. Commedia black dimenticata e che mi ha sempre attirato poco. E in effetti la storiella e' fine a se stessa e la sceneggiatura e' superficialotta, ma mi venga un colpo se non riesce ad essere la solita uber-figata come tutti i film con Redford degli anni 60 e 70. Confezione di lusso, dalla regia felpata di Peter Yates, all'elegante fotografia "newyorkese", passando per la colonna sonora jazzata di Quincy Jones. Oltre alla scontata marpionita' dei mattatori George Segal e Redford (che robertredfordeggia come non mai, ma allo stesso tempo fa una sottile parodia del suo gia' tipico personaggio - qui deve prendere delle pillole per la gastrite per mantenere il tono cool del suo persnaggio), tutto il cast fa a gara a chi e' piu' carismatico. Tipo una black comedy dei Coen girata come uno degli episodi piu' fichi di Lupin III.
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#5080 thom

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    The infrared insert of memory encouragement immersion

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Inviato 29 dicembre 2020 - 12:05

Però la vicenda ha un suo innegabile fascino, c'è qualcos'altro di vedibile sull'argomento?


ma in quella (immagino) hypsterata di netflix dicono che l'idea di giorgio rosa è stata scopiazzata dalla gloriosa TAMISIANA REPUBBLICA DI BOSGATTIA?
mio nonno ne fece parte
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