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Il film che ho visto (prima di postare leggere le regole in prima pagina)


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5062 replies to this topic

#5041 giufà

giufà

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Inviato 15 settembre 2020 - 14:05

Il vero problema di Palermo è il traffico.

Emma Dante è andata a Venezia per il suo secondo lungometraggio e io ne ho approfittato per guardare il debutto: Via Castellana Bandiera. Pensavo fosse il solito filmetto noioso e invece ho trovato una roba gustosissima, forse cinematograficamente acerba, ma a suo modo scalcagnata e "di genere". Non so quali fossero le intenzioni, ma il risultato è praticamente una lenta sfida a duello western, d'atmosfera gotica siciliana e perciò sospesa, funerea, un po' beffarda, arida.

Sulla bruttissima Fiat Multipla abbiamo una bellissima coppia "arrusa" che rientra a Palermo, nel regno dei morti; sulla Punto lì di fronte invece una vecchia arcigna, sofferente, testarda, scesa da Piana degli Albanesi. Chi farà retromarcia?

Assai erotiche le mani mostrate da Emma sul volante, commoventi quelle della vecchia sul finale. Erotica e commovente la canzoncina sussurrata dalla Rohrwacher. Buona parte del cast parla addirittura in vero dialetto. Grazie Raiplay

 

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#5042 thom

thom

    The infrared insert of memory encouragement immersion

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Inviato 16 settembre 2020 - 10:41

locandina.jpg

 

bomba secondo me, non so come l'abbia girato perché tutti i protagonisti sembrano immuni a qualsiasi affettazione da cinepresa/osservazione

è un doc carcerario girato a secondigliano, il Gemello è il protagonista (un trentenne che ha passato praticamente metà della sua vita in carcere), ma la vocazione del documentario è abbastanza corale

 

mi pare bravo questo Vincenzo Marra, avete qualche consiglio? non mi pare di aver visto nulla di lui


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#5043 giufà

giufà

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Inviato 16 settembre 2020 - 13:18

Ho notato che a molti la Sciamma non piace, boh io ho apprezzato tutti i suoi film fatti fin'ora, anche quelli dove è soltanto sceneggiatrice. Il ritratto della giovane in fiamme l'ho davvero amato, rivisto per la terza volta qualche giorno fa. Non cambierei neanche una virgola (non vuol dire sia perfetto, anzi e per fortuna!) e al momento è pure sul podio tra i miei film "in costume" preferiti (con L'età dell'innocenza e Picnic a Hanging Rock; tre pellicole con diversi punti di contatto, tra l'altro). Sul film hanno già scritto in tanti e bene, ma un accenno alla coppia va fatta: Adele Haenel & Noemie Merlant, di una bravura e bellezza da togliere il fiato!!!

 

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ritratto-della-giovane-in-fiamme-trailer


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#5044 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 18 settembre 2020 - 13:19

locandina.jpg

 

Prospect (2019)  di Chris Caldwell, Zeek Earl.

 

Hipsterata senza limiti. Vero. Retro fantascienza e color che farebbe morire il nostro Solaris.

Però mi è piaciuto questo filmetto, sebbene abbia un paio di problemi di sceneggiatura non da poco, mi son davvero divertito e ho trovato certe scelte interessanti. Prima di tutto il ritmo sballato, tagliando in maniera abbastanza grossolana per poi prendersi il tempo di dilatare certi passaggi. Gli attori fanno il loro.

Ha un sacco di bei momenti. 

È un cinema così leggero, ma pure senza pretese.

 

6,5


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#5045 giufà

giufà

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Inviato 18 settembre 2020 - 14:04

Non avevo mai visto un film di Mario Martone, ho fatto un'eccezione con Capri-Revolution perché mi interessano questi incipit con l'elemento esterno che irrompe nella stasi secolare delle comunità isolane (Stromboli terra di Dio, A Bigger Splash ecc). Non mi è parso un gran film, ma è interessante la fusione tra i corpi e i luoghi dell'isola (le pietre della costa, la luce, il mare, la montagna). Lo inserirei tra quelle pellicole recenti che mettono in scena, attraverso la danza e l'aspetto coreografico, gli scontri ideologici e non solo quelli personali, tipo Suspiria (capolavoro), Climax (meh), Ema (sulla fiducia). Musica insolita, forse vuole suggerire che in realtà si parla del XXI e non della prima guerra mondiale, ma spero di sbagliarmi.
Lei è bellissima.

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#5046 bluetrain

bluetrain

    Fourth rule is: eat kosher salamis

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Inviato 19 settembre 2020 - 21:27

locandina.jpg

 

Prospect (2019)  di Chris Caldwell, Zeek Earl.

 

Hipsterata senza limiti. Vero. Retro fantascienza e color che farebbe morire il nostro Solaris.

Però mi è piaciuto questo filmetto, sebbene abbia un paio di problemi di sceneggiatura non da poco, mi son davvero divertito e ho trovato certe scelte interessanti. Prima di tutto il ritmo sballato, tagliando in maniera abbastanza grossolana per poi prendersi il tempo di dilatare certi passaggi. Gli attori fanno il loro.

Ha un sacco di bei momenti. 

È un cinema così leggero, ma pure senza pretese.

 

6,5

 

Però sei stato un po' avaro dai, non capo ma merita di più di 6,5...


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#5047 solaris

solaris

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Inviato 19 settembre 2020 - 22:38

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Kaili Blues (Gan Bi, 2015)
Un viaggio sospeso nella Cina rurale, rigogliosa e fatiscente del sud, opera prima del regista e poeta di origine Miao – cresciuto in questi stessi luoghi – che la infarcisce di rimandi al cinema d'autore (tanto Tarkovskij*) e alla concezione buddhista dello scorrere del tempo. Molto interessante anche la forma, che anche in questo caso si concede alcuni virtuosismi (a ridottissimo budget) molto legati al senso del racconto (che non voglio rovinarvi in alcun modo).
Bellissimo.
 
* la Zona viene indirettamente richiamata più di una volta, a partire dal titolo cinese del film, Roadside Picnic.


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#5048 lazlotoz

lazlotoz

    Classic Rocker

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Inviato 20 settembre 2020 - 12:09

 

locandina.jpg

 

Prospect (2019)  di Chris Caldwell, Zeek Earl.

 

Hipsterata senza limiti. Vero. Retro fantascienza e color che farebbe morire il nostro Solaris.

Però mi è piaciuto questo filmetto, sebbene abbia un paio di problemi di sceneggiatura non da poco, mi son davvero divertito e ho trovato certe scelte interessanti. Prima di tutto il ritmo sballato, tagliando in maniera abbastanza grossolana per poi prendersi il tempo di dilatare certi passaggi. Gli attori fanno il loro.

Ha un sacco di bei momenti. 

È un cinema così leggero, ma pure senza pretese.

 

6,5

 

Però sei stato un po' avaro dai, non capo ma merita di più di 6,5...

 

 

Si, dai per quel che vale, pure 7.

È che a ripensarci c'è quel passaggio in cui lei scappa dalla tenda del tizio che vuole comprarla che proprio m'è sembrato mal fatto. 

Ripeto è un bel filmozzo e mi son divertito.

Poi davvero un budget piccolo (mi pare 3,5 milioni). Quindi merita senza dubbio.


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#5049 Tom

Tom

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Inviato 02 ottobre 2020 - 23:55

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2020 The Silencing di Robin Pront

Come prendere la trama di una puntata a caso di Criminal Minds e tirarne fuori un buon e solido thriller boschivo (pure un po' western) col serial killer e l'America del disagio. Il tutto grazie ad un cast azzeccato, ad una regia pulita e a una bella fotografia. Niente di non gia' stravisto, ma colpi di scena e svolte della trama sono piazzati in modo intelligente e efficace. Non e' Wind River, ma e' di quella famiglia.   


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#5050 Central Perk

Central Perk

    Il fu Chanandler Bong

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Inviato 04 ottobre 2020 - 19:01

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Due Sotto Il Divano (Ronald Neame, 1980)

 

 

L'agente della Cia Mile Kendig (Walter Matthau) è una spia della vecchia guardia che ovviamente non segue i protocolli e fa tutto a modo suo. Per punirlo e umiliarlo, il suo nuovo capo Meyerson lo spedisce fino alla pensione in archivio. Da lì inizia la spietata vendetta di Kendig, che distrugge tutti i suoi documenti, vola in Austria dalla sua ex fiamma (un'ottima Glenda Jackson) e comincia a scrivere con il suo aiuto un libro di memorie che sputtana i servizi segreti di mezzo mondo, concentrandosi particolarmente sulla Cia e sul suo vecchio nemico Meyerson. Parte una divertente caccia all'uomo con Matthau che si gode dal primo all'ultimo secondo e noi con lui. Una commedia, fatemelo dire che cacchio, "di quelle di una volta". Ritmo, garbo e un po' di quella sgangheratezza tipica della fine degli anni '70. Matthau domina ovviamente il film, non facendo altro che prendere per il culo i suoi ex colleghi, spostandosi da un continente all'altro e mandando un capitolo per volta dello scomodo libro che racconta tutti i retroscena imbarazzanti delle agenzie investigative. Dietro l'aria da commedia super leggera ci sono diverse stoccatine mica male. Glenda Jackson ha un'ottima chimica con Matthau e formano una bella coppia, bel personaggio anche quello di un giovane Sam Waterston, che interpreta l'ex pupillo di Kendig, costretto a dargli la caccia ma ancora completamente "invaghito" del maestro e affascinato dal modo in cui riesce a portare ancora tutti a spasso. Forse troppo macchiettistico il "villain" Meyerson e un po' troppo telefonato l'intreccio, ma avercene di commedie così. 


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#5051 tiresia

tiresia

    Sue Ellen

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Inviato 08 ottobre 2020 - 07:44

Honeyland, Kotevska/ Stefanov
Documentario spurio, bello. La linea narrativa (per questo documentario spurio, c’è una storia) probabilmente è anche scontata (l’equilibrio in natura considerando l’intervento dell’uomo), ma il film non è mai compiaciuto, mai veramente retorico, insomma asciutto, con una tensione palpabile, ma non caricata.


L’ufficiale e la spia, Polanski
Sì è detto tutto sul film credo, solidissimo.


Gli anni più belli, Muccino
Io voglio credere che Muccino in fondo racconti l’Italia di oggi, o un pezzo di essa, quella che ha anche lui come esponente , e che il quadro sgangherato che esce dai suoi film sia solo una impietosa fotografia di questa oscura generazione.
Ma almeno che abbia più cura della sceneggiatura: come si possa credere che basti un cambio di inquadratura affinché il figlio di Santamaria diventi il complice, accondiscendente, amorevole ragazzo del finale lo sa solo lui. E la linea narrativa di Favino? La capacità di auto comprensione e comprensione tout court fra padre e figlia nasce dalla veloce ed “esotica” visita al basso (anche se siamo a Roma) dove il padre è cresciuto, insomma un rigo di penna che cancella ogni non detto, assenze, squilibri famigliari, scontro generazionale, scontro di classe e tutto quello che vi può venire in mente sia sul piano privato che su quello sociale. A me fa solo arrabbiare.


High Life, Denis
Metafore, sesso, liberazione del corpo e prigionia del corpo, Binoche che incarna la strega/Medea, tutto incappucciato in un film non fluido, a tratti difficoltoso. C’è un serio inno alla naturalità in un film in cui tutto è costretto e artificiale. Mi convince anche poco il fatto che la bambina, sorgente di amore puro, gratuito e reale debba per forza essere biologicamente figlia di chi si occuperà di lei.



Sto pensando di finirla qui, Kaufman

La carta da parati è bellissima.
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#5052 Tom

Tom

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Inviato 10 ottobre 2020 - 22:14

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2020 Alone John Hyams
Potrei quasi riscrivere quanto ho scritto sopra su The Silencing, solo che il risultato e' amplificato al cubo. Come prendere una sceneggiatura media da thrillerino standard da filmetto generico e low budget, prosciugarla all'osso fino a farne praticamente un film minimalista e teorico, e mettere tutto nelle mani di un talentone come John Hyams. Il risultato e' un minuscolo film con un'anima grande cosi', che mescola come niente fosse Duel, Deliverance, Il silenzio degli innocenti, vietnamovie e pure Capuccetto Rosso. Niente colpi di scena o virtuosismi, a tenterti incollato allo schermo e' una regia solidissima, che rifiuta anche l'approccio estetizzante oggi molto di moda nell'ultra-indipendente.

Se lo chiedete a un maschio bianco privilegiato come me, QUESTO e' un film che senza due parole di retorica dice tantissimo sulla solitudine femminile di fronte alla violenza maschile.

Peccato per il titolo che rischia di farlo sparire nella massa con piu' facilita' di quanto gia' comunque succedera'. Di per se e' perfetto, ma ci sono gia' tanti film con lo stesso titolo, un altro persino uscito quest'anno.


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#5053 Tom

Tom

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Inviato 15 ottobre 2020 - 12:54

*
POPOLARE

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1992 Cool World Ralph Bakshi
Uno di quei film che ti chiedi come sia possibile che siano stati portati a termine senza che qualcuno durante i mesi, se non anni, di lavorazione, abbia detto "aspetta, fermiamoci tutti... ma che COSA stiamo facendo?"
 
Quel matto patentato di Bakshi era partito con un'idea molto diversa: un horror splatter girato a tecnica mista. La storia di un uomo che entrava in una dimensione cartoon, faceva sesso con una donna disegnata, da quello nasceva un freak ibrido, che una volta cresciuto, trovandosi emarginato in entrambe le dimensioni, iniziava ad ammazzare gente con i modi creativi dei cartoon. Se non che a riprese gia' iniziate(!?) Bakshi scopre che la produzione aveva fatto totalmente riscrivere la sceneggiatura, trasformando il film in una parodia noir per restare in scia di Roger Rabbit. Non solo, Kim Basinger (allora ancora abbastanza famosa per essere influente - qui per altro al suo ultimo ruolo hot) pretese che si smorzasse la violenza e si trasformasse il tutto in una commedia, perche' il film fosse adatto anche ai bambini(!?).

 

La cosa che fa piu' ridere e' che il risultato ottenuto da queste modifiche fu quello di far diventare il film praticamente piu' morboso dell'idea originale. Se nella versione horror i rapporti sessuali inter-dimensionali erano solo lo spunto di partenza, in un film comunque destinato a un pubblico maturo, trasformando tutto in una commedia ne diventano il fulcro e unico argomento del film per almeno 2/3 della durata, con tutti che vogliono scopare con tutti. Kim Basinger, disegnata o meno, e' una gatta in calore che letteralmente brama cazzi "veri" tutti il film, pero' oh, l'ha avuta vinta lei e alla fine e' un film "divertente": quindi bambini mettetevi comodi e fate stare a loro agio i vostri genitori godendovi battute come "Tieni chiuse quelle cosce!". 
 
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"No!"
 
A tutto questo si aggiunga il "coro" cartoon alla trama porno-soft. Bakshi, come suo solito, ha un tocco leggerissimo e di buon gusto: quindi il suo Cool World, cioe' la dimensione cartoon del film, e' un mondo dove persino le macchine si trasformano in culi o simboli fallici, e dove la tipica follia anarchica dei cartoon vintage e' portata a un tale grado di isteria da diventare, letteralmente, orgasmica.
Come se non bastasse, per ovviare a tagli di budget che lo costrinsero a numerose rinuncie, Bakshi ficcava comunque sullo schermo anche abbozzi e sequenze non finite, facendole passare tipo fantasmi, aggiungendo follia a follia.
 
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Gangbang

 

Narrativamente il film e' un disastro difficile da descrivere. E' evidente che mancano pezzi di storia e che i tempi sono tutti sballati.  L'unico personaggio con uno straccio di motivazione e' il personaggio di Brad Pitt, gli altri sono delle figure che passano sullo schermo dicendo e facendo cose a caso. Per un'ora e passa il film gira totalmente (e follemente) a vuoto, e l'utimo mezz'ora nel mondo reale si basa sul piu' idiota dei MacGuffin: la ricerca di una specie di "antenna" che dovrebbe servire come ponte tra i due mondi... cioe' boh, in realta' mi accorgo che lo sto ipotizzando io, nel film non spiegano un bel niente.
 
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Siamo arrivati al punto in cui mi verrebbe da scrivere che il film e' talmente brutto che fa il giro e diventa bello. Ma a pensarci e' piu' un film con due anime. A livello narrativo e' una delle cose piu' noiose e sgangherate che mi sia mai capitato di vedere, ma a livello visivo e' uno spettacolo per gli occhi come pochi, almeno se si ama un certo tipo di grottesco underground americano, non stiamo certo parlando di Miyazaki. Le scenografie sono strepitose, i colori una festa per le pupille e per quanto a volte raffazzonate a livello tecnico, non c'e' quasi scena che non contenga idee visive da sballo e trovate tutte matte. Se si ci lascia trasportare dal trip visivo e' un scult assoluto, un esempio a suo modo unico di "gonzo movie". E il tutto, poi, ha quell'aria funeraria che aveva tanto cinema fantastico degli anni 90: si vedano Batman Returns e La morte di fa bella dello stesso anno.


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#5054 Signor Armando

Signor Armando

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Inviato 15 ottobre 2020 - 13:07

Sarebbe pure ora di rivalutare la sua versione di Lord of the rings.

E di disseppellire American Pop, un gioiello.


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"Tu pensi che la storia abbia le sue eccezioni; invece non ne ha nessuna. Pensi che la razza abbia le sue eccezioni; neanche per sogno.

  Non esiste alcun particolare diritto alla felicità, né esiste un diritto alla sventura. Non esiste tragedia, non esiste genio.

  La tua sicurezza e i tuoi sogni non hanno fondamento. Se su questa terra appare qualcosa di eccezionale, una particolare bellezza o una particolare

  manifestazione del male, la natura lo scova subito e lo estirpa."


#5055 Pancakes

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    Frankly, my dear, I don’t give a damn

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Inviato 16 ottobre 2020 - 14:14

Tom ma le immagini le prendi direttamente dal film o le trovi in giro?


  • 0

The core principle of freedom
Is the only notion to obey


#5056 Tom

Tom

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Inviato 16 ottobre 2020 - 20:43

Le trovo in giro.


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#5057 Unison

Unison

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Inviato 20 ottobre 2020 - 01:20

Isao Takahata - La Tomba delle Lucciole (1988)
 
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Non credo di aver visto un film così triste da anni (non che arrivi a più di dieci film all'anno, ma quella è un'altra storia) e non credo di aver pianto così tanto per un film da anni, bellissimo, la storia è bella, poco da da dire e credo ci sia poco da aggiungere, e peraltro offre belle chiavi di lettura, ed è esteticamente meraviglioso, i colori ed i disegni sono splendidi. L'unica ''pecca'' a mio avviso è la colonna sonora, che ogni tanto stride un po' con l'atmosfera che film crea.

  • 2

“Looking forward is only an imagination of your brain.

It’s what you want to imaginate.

I can honestly say what I think now, ‘cause I’m in the time now, is what I can tell you.

So, giving you a story of the future is just an imagination.”


#5058 pooneil

pooneil

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Inviato 05 novembre 2020 - 16:46

Alone-1024x576.jpg

2020 Alone John Hyams
Potrei quasi riscrivere quanto ho scritto sopra su The Silencing, solo che il risultato e' amplificato al cubo. Come prendere una sceneggiatura media da thrillerino standard da filmetto generico e low budget, prosciugarla all'osso fino a farne praticamente un film minimalista e teorico, e mettere tutto nelle mani di un talentone come John Hyams. Il risultato e' un minuscolo film con un'anima grande cosi', che mescola come niente fosse Duel, Deliverance, Il silenzio degli innocenti, vietnamovie e pure Capuccetto Rosso. Niente colpi di scena o virtuosismi, a tenterti incollato allo schermo e' una regia solidissima, che rifiuta anche l'approccio estetizzante oggi molto di moda nell'ultra-indipendente.

Se lo chiedete a un maschio bianco privilegiato come me, QUESTO e' un film che senza due parole di retorica dice tantissimo sulla solitudine femminile di fronte alla violenza maschile.

Peccato per il titolo che rischia di farlo sparire nella massa con piu' facilita' di quanto gia' comunque succedera'. Di per se e' perfetto, ma ci sono gia' tanti film con lo stesso titolo, un altro persino uscito quest'anno.

 

Forse avevo aspettative troppo elevate e sopratutto mi aspettavo qualcos'altro (John Hyams = botte da orbi) ma mi sono abbastanza annoiato, come mi aveva annoiato 10 Cloverfield Lane.

Ma almeno questo sono riuscito a finire di vederlo.

 

Visto che All Square del 2018 sembra introvabile, ora non mi rimane che dedicarmi alla sua produzione televisiva, ma non mi attira molto francamente.


  • 0

#5059 Narostium

Narostium

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Inviato 12 novembre 2020 - 11:08

In attesa di Mank, in prima distribuzione USA domani, con effetto quarantena mi rivedo l'eterno Quarto Potere di Welles. 


  • 0

#5060 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 17 novembre 2020 - 10:05

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Your Name, Makoto Shinkai.

 

Questo qui è davvero una bellissima scoperta, non mi ispirava granché dal trailer, e invece mi son ricreduto quasi subito. 

Certo ha un paio di cose che proprio non apprezzo come l'insistere sull'effetto videoclip con le musiche sparatissime e quell'effetto di tridimensionalità portato dalla rotazione rapida della "mdp".

Ma tolti questi due particolari, che nell'insieme diventano dettagli minimi, un bellissimo film che gioca con un topos davvero banale ma scardinato e rimischiato con altri.

La tipicità è lo scambio di persona (lei nel corpo di lui e viceversa). Il mischiarsi è diventare un coming of age, un road movie, un film sentimentale, con un twist plot piazzato a metà film. 

Insomma mi mancava, e Shinkai se ricordo bene non aveva ancora fatto un film di questo calibro. 

 

Un bel setteemezzo: 7,5


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