No, no, è un capolavoro e basta, altro che lavoro valido. 
Penso che solo Streets e (forse) Dead Winter Dead (masterpiece del prog/symphonic metal) lo superino.
Attenzione alla definizioni, prog-synphonic metal???? Il prog i Savatage (band che apprezzo non poco) lo hanno subito di striscio, non solo...tutto l'aspetto sinfonico e barrocco e condiviso con quello prettamente hard'n'heavy...ne "Dead Winter Dead" ne chiunque altro possa definirsi puramente progressive.
Per quanto riguarda la discografia...li ho sempre apprezzati con l'avvento del Paul O'Neill (producer della band nonchè membro
fantasma) ovvero da "The Hall Of Mountain King", il suond è virato dal tipico metal americano ottantiano a un ibrido tra metal/classica...il risultato ottenuto è una lunga serie di successi, quel sodalizio nell'ultimo "Poets&Madmen"porta ancora la sua firma come producer, co songwriters...). Davvero complesso raccontare la parabola dei Savatage, una band che ricopre la nascita di un genere come l'hard'n'heavy e ancor oggi a distanza d'anni continuano a rivelarsi tra i migliori nella tradizione del metallo più classico, ma per essere sintetici e non sciorinare elogi gratuiti si dovrebbe mettere un freno a ciò che accadde a cavallo '90. Proprio quando a Seattle impazzava l'avvento grunge, ma nello stesso continente colleghi concepivano storici dischi nel lato
estremo della musica. "Streets - A rock opera" è uno di questi, uscito nel '91 dopo una altro best-seller quale Gutter Ballet, i Savatage costituirono un lavoro che non si distaccò dal sound del precendete, lo eredita e lo amplifica sotto aspetti tutt'altro che banali. Un album "logorroico", vivisezionato e snodato su cavalcate, mid-tempo e magniloquenti ballad, l'aria che viene condensata rende ogni brano particolarmente carico di pathos e smisurata adrenalina, incanstrando uno dopo l'altro saggi di perfetto h-m americano, intervallato da momenti intimi e rarefatti cantati/suonati con un fervore e passione di certo non trascurabili.
La storia-"concept", altro aspetto che dever esser sottolineato, coincide una qualità dei quali i Savatage pian piano dagli esordi han fatto una prerogativa, le atmosfere che condiziono il fallimento di un uomo () che riprova dopo aver miracolosamente avuto successo a riprendere ciò che aveva perduto, tallonato dalle peripezie e dalle avventure che coincidono con drastiche scelte da parte del protagonista; verrà indotto a trovar conforto nelle cose più collaterali della vita...ma lo sconforto e il rapporto conflittuale con la fede faranno emergere ancor di più la confusione mentale e sociale in qui si trova.
Un racconto che presenta anche diversi personaggi che incontrano l'uomo (DT Jesus) e ne condizionano la sua infelice vita che culmina in finale "x" che credo non sia giusto dire a chi non abbia sentito o non conosca il lavoro. Puntuale la prestazione al piano/voce di J.Oliva, impatta con perfetto appeal su quasi tutti i brani, un turbillion dello stato emotivo sprigionato sia dal tema del disco che dall'ottima ugola graffiante di Oliva, inoltre quanto le 6 corde avvinghiate del compianto fratello chitarrista Criss (r.i.p.) hanno definitivamente inciso sul sound Savatage, altra tipica peculiarità. Tutto strutturato in maniera da far notare il lato prettamente poliedrico degli americani, con un indiscutibile sezione ritmica articolata e camaleontica. L'istrionismo dei Savatage è l'aspetto che orientà "Streets" musicalmente. Quanto poi concept illuminati come "The Crimsol Idol" dei W.A.S.P. del '92, "Operation:Mindcrime" dei Queensryche del'88...dimostrano che erano particolarmente caldi gli anni a cavallo tra 80/90 a elemosinare Opere "nel campo".
P.S. Da segnalare oltre a l'ovvio "Streets - A Rock Opera", i lavori migliori che percorrono dal'87 sino al '96...poi ci fu "The Wake Of Magellan" buone idee ma poca concretezza e qualità, il resto è storia dei giorni nostri con "Poets and Madmen", un album che ho ascoltato all'uscito ma oggi e depositato tra i tanti dischi che possiedo e che difficilmente riascolto...dovrei riprenderlo un giorno o l'altro. Mi son dilungato su "Streets" perchè ho un legame del tutto particolare con quel disco...
Cmq questi i miei preferiti reputandolo il meglio pubblicato dalla band americana:
SAVATAGE - The Hall Of Mountain King, 1987
SAVATAGE - Gutter Ballet, 1989
SAVATAGE - Streets - A Rock Opera, 1991
SAVATAGE - Edge Of Thorns, 1993
SAVATAGE - Handful Of Rain, 1994
SAVATAGE - Dead Winter Dead, 1996