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classic&avant tube


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#81 marz

marz

    in un romanticismo hegeliano

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Inviato 19 agosto 2010 - 23:33

Sarà anche uno stra-classico (che poi chissene...) ma la tempesta di Beethoven interpretata da Kempff è  :-* :-* :-* esecuzione ripresa a Parigi nel 1968 (da notare poi i volti degli spettatori, in pieno '68 parigino... che tempi...)

http://www.youtube.c...&feature=search
http://www.youtube.c...feature=related
http://www.youtube.c...feature=related :-*



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Everybody needs a bosom for a pillow

#82 Notker

Notker

    Scaruffiano

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Inviato 21 agosto 2010 - 06:54

eh sì, Kempff sapeva suonare Beethoven; uno dei pochi ad averlo compreso fino in fondo.
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« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
« Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l'ho presa non bisogna pagare per averla »

#83 dick laurent

dick laurent

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Inviato 21 agosto 2010 - 15:30

Bach - Cello Suite No.5 iv-Sarabande

http://www.youtube.c...h?v=oBFrEJK7oAg

postato perchè mi fa un effetto strano, magari è l'interpretazione o magari è proprio la musica, ma se non ci fosse scritto bach e mi dicessero che è shostakovic o un compositore tardo romantico non avrei nessun problema a crederlo
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#84 Notker

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    Scaruffiano

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Inviato 21 agosto 2010 - 15:47

Bach - Cello Suite No.5 iv-Sarabande

http://www.youtube.c...h?v=oBFrEJK7oAg

postato perchè mi fa un effetto strano, magari è l'interpretazione o magari è proprio la musica, ma se non ci fosse scritto bach e mi dicessero che è shostakovic o un compositore tardo romantico non avrei nessun problema a crederlo



quell'effetto è tipico della cosiddetta "musica pura"; una musica che trova ogni suo presupposto in se stessa, che cioé è autosufficiente, come un blocco di granito che, al passare dei secoli, dei millenni, ecc. rimane pressoché immutabile.
Ti dirò di più: quella musica potresti suonarla anche all'organo o al fagotto, il risultato non cambierebbe. Come saprai, ad esempio L'Arte della Fuga non conteneva infatti nessuna indicazione strumentale.
Bach è forse l'unico compositore ad aver raggiunto livelli di tale perfezione formale.
Giusto per fare un esempio scherzoso: da 1 a 100, se Beethoven è arrivato all'80% e Mozart al 90%, Bach s'è attestato al 99,9%.
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#85 dick laurent

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Inviato 21 agosto 2010 - 16:13

non volevo dire esattamente quello con effetto strano a dire il vero  :)
è che c'è da una parte il pezzo che è parecchio avanzato armonicamente e dall'altra l'interpretazione che mi sembra decisamente romantica, ma il risultato è che quella che dovrebbe essere musica barocca suona (e suona benissimo) come musica romantica, appunto.
Cosa che mi fa pensare che a volte certe categorie (barocco, classico, romantico) sono molto forzate e che anche un'interpretazione credo non esattamente rigorosa stilisticamente possa trasformare un pezzo e farlo in maniera comunque legittima, se il risultato è valido (tra l'altro fino a non molto tempo fa il concetto di interpretazione mi stava parecchio sul culo)
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#86 dick laurent

dick laurent

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Inviato 28 agosto 2010 - 10:51

http://www.youtube.c...h?v=N--WVjG5KI4
la meravigliosa luonnotar di sibelius

la parte vocale che inizia a circa 2:08 è veramente musica che viene da un altro mondo, mai sentito nulla del genere, impressionante. Non male per quello che qualcuno (sempre della cricca adorniana mortacci loro) definì il peggior compositore di sempre.
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#87 Notker

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    Scaruffiano

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Inviato 28 agosto 2010 - 11:29

sempre in merito alla musica vocale del 900, ti invito ad ascoltare questo monumentale capolavoro di Rachmaninov (magari già lo conosci): Le Campane op. 35.
Il 4° movimento è agghiacciante, un velo gelido di morte che avvolge il destino dell'uomo.

http://www.youtube.c...h?v=gpf-0sAP908

Il finale, dal minuto 9.10 in poi, è uno dei momenti più paradisiaci che la musica classica ci abbia regalato, un anelito di speranza che si spegne nel vuoto eterno che attende ognuno di noi. Siamo su vette altissime.
Tratto da un poema di Edgar Allan Poe, è secondo me il capolavoro assoluto del compositore russo. Lui stesso considerava questa sinfonia vocale il suo lavoro meglio riuscito.
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#88 dick laurent

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Inviato 28 agosto 2010 - 12:15

sempre in merito alla musica vocale del 900, ti invito ad ascoltare questo monumentale capolavoro di Rachmaninov (magari già lo conosci): Le Campane op. 35.
Il 4° movimento è agghiacciante, un velo gelido di morte che avvolge il destino dell'uomo.

http://www.youtube.c...h?v=gpf-0sAP908

Il finale, dal minuto 9.10 in poi, è uno dei momenti più paradisiaci che la musica classica ci abbia regalato, un anelito di speranza che si spegne nel vuoto eterno che attende ognuno di noi. Siamo su vette altissime.
Tratto da un poema di Edgar Allan Poe, è secondo me il capolavoro assoluto del compositore russo. Lui stesso considerava questa sinfonia vocale il suo lavoro meglio riuscito.


no non lo conoscevo ma grazie, sto cercando di beccare musica vocale interessante del novecento, dopo me lo ascolto per intero con gli altri movimenti.
A proposito, per quel che ho sentito gran parte della liederistica è spesso un po' troppo languida e statica per i miei gusti attuali, c'è qualcosa di moderno e magari ritmato che mi suggeriresti? Preferisco di sicuro roba orchestrale ma in teoria andrebbero bene pure i classici piano e voce, solo nel caso no stasi/languore.
In realtà non ho affatto un'idea precisa in mente (in effetti sia luonnotar, sia the curlew di warlock sia il pie jesu di lili boulanger che sono i tre lavori per voce che mi sono piaciuti di più finora sono statici), però mi piacerebbe sentire pure qualcosa di parecchio diverso dai vari schubert/mahler/strauss/wolf ecco. La roba impressionista già mi piace molto di più (oltre a certe cose di Alec wilder e Bernstein che stanno sul confine tra jazz, pop e classica).
Ho sentito qualcosa di Ned Rorem che è un po' diverso ma non mi ha convinto eccessivamente, non credo sia quello che sto cercando.
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#89 Notker

Notker

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Inviato 28 agosto 2010 - 13:42

mah, i lieder classici sono una forma abbastanza popolare nei paesi di lingua tedesca e anche in Inghilterra o in Russia, mentre da noi e in Francia è stato praticamente annullata dal melodramma.
dunque la nostra "predisposizione" sovente mal si concilia con i lieder ed ecco che ci sembrano "pallosi".
purtroppo l'atmosfera dei lieder classici è "quella lì", un genere abbastanza intellettuale ma che conserva forti radici popolari.
per ascoltare qualcosa di più "ritmato" non posso che consigliarti i Songbook di Gershwin oppure Kern, Berlin, ecc.
certo, siamo un po' lontani dai lieder comunemente noti ma ne conservano spesso la struttura.
Inoltre, contengono song a volte meravogliose e in giro ci sono molte validissime interpretazioni; quella della Fitzgerald su tutte, secondo me.

rimanendo in Europa, prova ad ascoltare Faurè (i suoi Mirages sono sublimi).
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molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
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#90 dick laurent

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Inviato 28 agosto 2010 - 13:54

mah, i lieder classici sono una forma abbastanza popolare nei paesi di lingua tedesca e anche in Inghilterra o in Russia, mentre da noi e in Francia è stato praticamente annullata dal melodramma.
dunque la nostra "predisposizione" sovente mal si concilia con i lieder ed ecco che ci sembrano "pallosi".
purtroppo l'atmosfera dei lieder classici è "quella lì", un genere abbastanza intellettuale ma che conserva forti radici popolari.
per ascoltare qualcosa di più "ritmato" non posso che consigliarti i Songbook di Gershwin oppure Kern, Berlin, ecc.
certo, siamo un po' lontani dai lieder comunemente noti ma ne conservano spesso la struttura.
Inoltre, contengono song a volte meravogliose e in giro ci sono molte validissime interpretazioni; quella della Fitzgerald su tutte, secondo me.

rimanendo in Europa, prova ad ascoltare Faurè (i suoi Mirages sono sublimi).


si i songbook registrati dalla fitzgerald sono belli, comunque tieni conto che ho scritto lieder per dire cosa non mi aggrada troppo (che poi in realtà mi piacciono anche quelli), ma intendevo musica vocale in generale (non corale), anzi soprattutto con formazioni orchestrali o da camera e non semplicemente piano-voce.
Che poi comunque anche con piano voce c'è roba del genere, non mi fa impazzire (qui non mi piace per niente la voce) ma è decisamente molto più moderno

http://www.youtube.c...h?v=DKxC7SeZsSE

quelli di faurè li ascolto.

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#91 dick laurent

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Inviato 31 agosto 2010 - 09:42

vabbè non dico nulla
http://www.youtube.c...h?v=onUYj3RVXio
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#92 Notker

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    Scaruffiano

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Inviato 31 agosto 2010 - 13:16

e che vuoi dire...

la musica antica, specie quella che va dal tardo gotico a tutto il rinascimento nasconde perle di abbagliante bellezza musicale.

se ne discute poco, troppo poco...
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molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
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#93 dick laurent

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Inviato 31 agosto 2010 - 13:45

e che vuoi dire...

la musica antica, specie quella che va dal tardo gotico a tutto il rinascimento nasconde perle di abbagliante bellezza musicale.

se ne discute poco, troppo poco...


ehm si, anche se nel caso specifico il punto non era esattamente la bellezza dell'ars subtilior
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#94 Notker

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Inviato 31 agosto 2010 - 14:38


e che vuoi dire...

la musica antica, specie quella che va dal tardo gotico a tutto il rinascimento nasconde perle di abbagliante bellezza musicale.

se ne discute poco, troppo poco...


ehm si, anche se nel caso specifico il punto non era esattamente la bellezza dell'ars subtilior


cosa allora? non ho capito
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molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
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#95 dick laurent

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Inviato 31 agosto 2010 - 14:52



e che vuoi dire...

la musica antica, specie quella che va dal tardo gotico a tutto il rinascimento nasconde perle di abbagliante bellezza musicale.

se ne discute poco, troppo poco...


ehm si, anche se nel caso specifico il punto non era esattamente la bellezza dell'ars subtilior


cosa allora? non ho capito


vabbè oh, un pezzo di musica del quattrocento che si chiama "cacando un giorno", dai  :)
poi si, non vuol dire quello però siccome sono scemo a me fa ridere moltissimo

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#96 OffTopic

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    Groupie

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Inviato 06 settembre 2010 - 20:21

Ho scoperto questa bella web TV (Limen si chiama) che trasmette classica on demand:
http://95.110.199.13/
e in particolare vi invito ad ascoltare il ciclo di cinque brevi pezzi di Ivan Fedele suonati al pianoforte da Ciro Longobardi.
Purtroppo non si riesce a ricavare il link.
  • 0

#97 Rover

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Inviato 07 settembre 2010 - 11:38

Ho scoperto questa bella web TV (Limen si chiama) che trasmette classica on demand:
http://95.110.199.13/

Molto bella  O_O
Ho visto una esecuzione davvero niente male della titanica Quadri da una esposizione del pianista Maurizio Baglini
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#98 paloz

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Inviato 08 marzo 2011 - 17:26

Riporto su questo fortunato (relativamente alla sezione) topic per cominciare a condividere con voi qualche opera contemporanea che secondo me vale la pena ascoltare.
Il XX secolo è una continua fonte di scoperte e ispirazioni per me, e sono molto legato ad alcuni compositori - diversi dei quali ancora in vita.

Comincio perciò dal mio recentissimo upload:
György Kurtág - Kafka-Fragmente (1987)

Immagine inserita
ECM New Series

Juliane Banse, soprano
András Keller, violin

1/4
2/4
3/4
4/4


Background:
In an introduction to a performance of the Kafka Fragments at the 1993 Salzburg Festival, Kurtág recalled how he came to write his fifth song cycle in 1985. For years he had jotted down excerpts from Kafka's diaries, letters and posthumous fragments that he felt were 'composable'. One day a teaching commitment forced him to stop work on a piano concerto (it still remains unfinished), and he began to sketch music for some of the fragments almost as an afterthought, 'like a little boy nibbling at forbidden sweets'. Unexpectedly, the Kafka excerpts exercised a strange magnetism on him: 'Their world of pithy formulae full of sadness and despair, of humour and melancholy, of so much at once held me in thrall for a year and a half.'

Kafka and Kurtág share common roots in the rich Jewish traditions of Prague and Budapest, respectively. Both men are noteworthy for the economy of their artistic means, their rigorous self-criticism and their correspondingly long periods of apparent inactivity. Both share 'a will to the unconditional, an impulse to go to extremes in every respect and an abhorrence of artistic compromise', as Wolf Lepenies has remarked.

The forty pieces that make up the four sections of the Kafka Fragments for soprano and violin were completed in spring 1987. Kurtág has given them every hallmark of a personal confession. The manuscript is headed with the words of the third fragment from Part 3: 'My prison cell, my fortress'. Although this motto was discarded in the printed edition, the work retains its dedication to the psychologist Marianne Stein, who helped the composer through a severe personal crisis during his stay in Paris in the late 1950s by showing him a new way to compose. As Claudia Stahl points out in her study of Kurtág's large-scale vocal cycles, Kafka's comparison of storytelling with a toddler's attempts to walk (see the sixth fragment of Part 4) is an apt metaphor for Kurtág's circumspect handling of simple and elementary musical resources, an approach that has marked his personal style ever since that decisive volte-face in his musical evolution. Later Kurtág stressed that Stein was still giving him important suggestions at the time that he wrote the Kafka Fragments: 'If my experience with her in Paris was marked by rigor on many levels, she later [...] helped me greatly by doing the exact opposite: by teaching me to take my time and, as it were, to forgive myself. It made me freer.'

Kurtág selected passages from Kafka's writings that immediately appealed to him without trying to impart narrative unity to his cycle. The order of the pieces (some last only a few seconds, the longer ones scarcely more than five minutes) was altered several times, even after the première in spring 1987. The work's central motif is the 'path', a figure that Claudia Stahl has called an 'archetypal image of the human condition'. The very first words of the cycle are 'The good march in step', and the cycle ends with the line 'We crawled through the dust, a pair of snakes'. The longest piece, lasting more than seven minutes, is a multilevel hommage-message to Pierre Boulez entitled 'The True Path'.

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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#99 dick laurent

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Inviato 08 marzo 2011 - 17:30

questo non lo conosco ma lo sentirò di sicuro, Kurtag mi interessa parecchio. "Stele" mi era piaciuto molto, anzi direi che è tranquillamente tra le cose migliori che ho sentito composte negli ultimi vent'anni. Non che ne abbia sentito questa gran quantità, ma comunque.
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#100 paloz

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Inviato 08 marzo 2011 - 17:36

Un mesetto fa ho ascoltato dal vivo un altro straordinario ciclo per voce e violino, intitolato "Eszkà emlékzaj" (1975) [S.K. Remembrance Noise, su testi di D. Tandori], 7 frammenti in parte simili ai Kafka, ma direi più onomatopeici e curiosi anche dal punto di vista vocale. Se riesco a trovarne una registrazione ve li posto senz'altro.
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(Samuel Beckett, Malone Dies)





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