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Cinema vs Letteratura


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179 replies to this topic

#161 Guest_Oyuki_*

Guest_Oyuki_*
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Inviato 10 agosto 2010 - 08:07

Non so, il libro  - alta fedeltà - ho fatto fatica a leggerlo.
Cioè, non che fosse pesante o 'lento', ma mi pareva un po' ricco di luoghi comuni sulla crisi dei trent'anni, quasi ridondante a volte.
Ma non vi nascondo che sto pensando di riprovarci, a volte capita di leggere un libro in un periodo x in cui davvero non è cio' che fa per te.


Io l'ho letto vicina all'età del protagonista e non trovo tutti questi luoghi comuni. O meglio, forse saranno anche luoghi comuni, ma ti assicuro che tante cose che ho letto nel libro le ho viste accadere sul serio.  O_O
Forse dovresti provare a rileggerlo quando sarai più vicina ai trent'anni.  asd
A parte gli scherzi, è assolutamente vero che per un libro non sempre un periodo vale un altro. Ci sono volte in cui non sei nello spirito giusto e butteresti nel cestino un libro che, magari, dopo qualche anno adorerai.

Quindi sì, io ti consiglio di riprovarci.  :-*


#162 BlackiceLORDofSILENCE

BlackiceLORDofSILENCE

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Inviato 10 agosto 2010 - 10:10

Meglio il libro che il film:
- Lolita


Che porcata la Lolita di Kubrick. Francamente, difficilmente ho visto un libro così stroncato da parte di una mano di un sapiente regista.
Nonostante Nabokov abbia collaborato alla sceneggiatura (azzeccata) non so se ha visto il prodotto finale.
Humbert Humbert è un porco, e manca di tutte le delicate incomprensioni interiori del romanzo, Lolita è una troietta da quattro soldi, non è per niente una ninfetta, anzi è una bagascia tronfia dopo il quarto martini. Il film di Kubrick è un viscidume senza fine totalmente mancante delle minime sfumature del romanzo.
Invece il film del 97 di Adrian Lyne è un capolavoro; daltrondo solo Jeremy Irons poteva fare Humbert Humbert e Dominique Swain fa la ninfetta perfetta, a metà strada fra innocenza e inconscia provocazione.
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la mamma dei sottogeneri del metal è sempre incinta

Che poi Hitler è un personaggio così black metal... esteticamente impossibile non restarne colpiti. Stalin è più death-grindcore. Mussolini garage-punk, Mao invece è doom.


#163 ms88

ms88

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Inviato 10 agosto 2010 - 10:17

Meglio il film del libro:
- Arancia meccanica


ne sei veramente sicura???
dal punto di vista "filosofico" il libro mi è sembrato molto più critico e profondo su come la società influenzi in modo subdolo i cittadini (e mi riferisco in particolare all'ultimo capitolo, quelo tanto criticato, secondo me ingiustamente, da kubrick) e molto più ricercato nel linguaggio;
io il film lo adoravo al liceo (anche perchè faceva molto figo rispetto ai compagni che guardavano tre metri sopra il cielo) ma ora, dopo aver visto un macello di film, mi sembra recitato malino (anche se l'intento è di fare qualcosa di grottesco) e a parte qualche semplice invenzione estetica (ad esempio il mosaico riempito di cazzi  asd asd asd, o la scopata finale con la tipa strafiga con le autoreggenti  :-* :-* :-*, e soprattutto la sposa impiccata vista da sotto la botola del patibolo) un po'  banale...
intoltre pecca di un uso un po' strumentale della musica, anche se io non sono un esperto di classica, è altresì vero che la nona a palla la puoi mettere sotto qualsiasi cosa, anche un porno tamarro, ed è una figata mentre il libro presenta più opere di diversi autori, in modo più contestualizzato

a parte le considerazioni di aranzia meccanica, penso che i lavori migliori di kubrick siano shining e full metal jacket, sono film che quando li vedi, ti dimentichi completamente del legame con il libro, e dal mio punto di vista è decisamente meglio che il film abbia una vita e un'essenza proprie: non penso si possa fare un film, tratto da un libro, che sia stimolo e riflesso del libro stesso :(
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#164 paloz

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Inviato 10 agosto 2010 - 10:20


Meglio il libro che il film:
- Lolita


Che porcata la Lolita di Kubrick. Francamente, difficilmente ho visto un libro così stroncato da parte di una mano di un sapiente regista.
Nonostante Nabokov abbia collaborato alla sceneggiatura (azzeccata) non so se ha visto il prodotto finale.
Humbert Humbert è un porco, e manca di tutte le delicate incomprensioni interiori del romanzo, Lolita è una troietta da quattro soldi, non è per niente una ninfetta, anzi è una bagascia tronfia dopo il quarto martini. Il film di Kubrick è un viscidume senza fine totalmente mancante delle minime sfumature del romanzo.
Invece il film del 97 di Adrian Lyne è un capolavoro; daltrondo solo Jeremy Irons poteva fare Humbert Humbert e Dominique Swain fa la ninfetta perfetta, a metà strada fra innocenza e inconscia provocazione.


La tua visione è motivata e rispettabile. Ciononostante la "dottrina" tende a considerare il film del 97 una porcheria immonda, mentre il Kubrick (magari non rimanendo troppo fedele al libro) mette insieme un film che almeno io (ma non solo :)) trovo molto bello.
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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

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#165 La Fata

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Inviato 10 agosto 2010 - 10:32

Che porcata la Lolita di Kubrick. ...

mmmhhh... non sono d'accordo.


Invece il film del 97 di Adrian Lyne è un capolavoro; ...

:o
ecco, qui stai scherzando, vero?
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#166 BlackiceLORDofSILENCE

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Inviato 10 agosto 2010 - 20:27

[quote author=La Fata link=topic=13072.msg784834#msg784834 date=1281434873]
quote author=BlackiceLORDofSILENCE link=topic=13072.msg784822#msg784822 date=1281433515]
Invece il film del 97 di Adrian Lyne è un capolavoro; ...
[/quote]
:o
ecco, qui stai scherzando, vero?
[/quote]

no no, trovo soprattutto che Jeremy Irons abbia incarnato perfettamente Humbert, con le sue paure e le sue convinzioni, perennemente in lotta interiore fra il frenarsi e il lasciarsi andare; quando balbetta, quando suda, quando la ciocca dei capelli gli si stacca dagli altri... semplicemente meraviglioso.
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#167 Reynard

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Inviato 11 agosto 2010 - 07:49

[quote author=BlackiceLORDofSILENCE link=topic=13072.msg785023#msg785023 date=1281470570]
[quote author=La Fata link=topic=13072.msg784834#msg784834 date=1281434873]
quote author=BlackiceLORDofSILENCE link=topic=13072.msg784822#msg784822 date=1281433515]
Invece il film del 97 di Adrian Lyne è un capolavoro; ...
[/quote]
:o
ecco, qui stai scherzando, vero?
[/quote]

no no, trovo soprattutto che Jeremy Irons abbia incarnato perfettamente Humbert, con le sue paure e le sue convinzioni, perennemente in lotta interiore fra il frenarsi e il lasciarsi andare; quando balbetta, quando suda, quando la ciocca dei capelli gli si stacca dagli altri... semplicemente meraviglioso.
[/quote]

OH-MY-GOD

La Lolita di Kubrick è completamente diversa dal romanzo, è un'altra opera, ci sta che non piaccia.
Ma la Lolita di Lyne del romanzo sembra al massimo la parodia. Sarà fedele alla lettera ma è talmente kitsch e caricato da distruggere tutto.

Per me, quello scarparo di Lyne è riuscito a fare un unico film buono in vita sua.
  • 0
La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#168 BlackiceLORDofSILENCE

BlackiceLORDofSILENCE

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Inviato 11 agosto 2010 - 20:11

boh, kitsch non ce lo vedo proprio...
riprende fedelmente parti del libro, e poi mi pare che dòsi bene anche la drammaticità.

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#169 William Blake

William Blake

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Inviato 12 agosto 2010 - 13:05


riprende fedelmente parti del libro


ma questo non è necessariamente un pregio. io quello di Lyne non l'ho finito di vedere (era in tv) ma mi ha abbastanza schifato per quant'ero laccato, al contrario delle perfette simmetrie (anche erotiche) di Kubrick.
  • 0
Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#170 BlackiceLORDofSILENCE

BlackiceLORDofSILENCE

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Inviato 13 agosto 2010 - 11:44



riprende fedelmente parti del libro


ma questo non è necessariamente un pregio. io quello di Lyne non l'ho finito di vedere (era in tv) ma mi ha abbastanza schifato per quant'ero laccato, al contrario delle perfette simmetrie (anche erotiche) di Kubrick.


non è necessariamente un pregio però non era neanche una continua citazione. Quelle che erano messe qua e la erano ben messe.
Sul film di Kubrick io ho solo visto una sgualdrina volgarotta e un maiale con la brillantina.
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#171 mantizac

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    stands with a fist

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Inviato 13 agosto 2010 - 14:04

NO NO NO a Lolita di Kubrick. Senza linfa.
Rischio il linciaggio se dico che quello di Lyne è di gran lunga superiore?
Non solo per il cast eccellente, è più torbido, dissoluto, vizioso... secondo moi.

Ha il solo difetto di durare troppo.
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#172 pajjetto

pajjetto

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Inviato 13 agosto 2010 - 15:07

Comparare un film a un libro non ha assolutamente senso, uno di quei cazzilli intellettuali per cui andrebbe introdotta la sedia elettrica. Sono due codici linguistici totalmente diversi. Io non paragono la pasta alla norma con la caponata, sono due cose che si preparano diversamente e che hanno una portata semantica diversissima, pure se il soggetto Melanzana è lo stesso. Chiudete il topic, dai.
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#173 Çorkan

Çorkan

    Utente onicofago con ghiri in culo

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Inviato 13 agosto 2010 - 16:25

Comparare un film a un libro non ha assolutamente senso, uno di quei cazzilli intellettuali per cui andrebbe introdotta la sedia elettrica. Sono due codici linguistici totalmente diversi. Io non paragono la pasta alla norma con la caponata, sono due cose che si preparano diversamente e che hanno una portata semantica diversissima, pure se il soggetto Melanzana è lo stesso. Chiudete il topic, dai.


Magari invece confrontare due linguaggi basandosi sulla stessa materia, e cioè la stessa storia, può portare a riflessioni interessanti.
E' vero che sono due linguaggi diversi, ma hanno lo stesso autore (l'uomo), lo stesso oggetto d'indagine (l'uomo) lo stesso destinatario (l'uomo). Vedere come questa indagine si modifica in base al linguaggio scelto può, ripeto, essere interessante.
Anche perchè credo che la diversa portata semantica delle due arti fosse ben chiara sin dall'inizio del topic.
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"La legge non dovrebbe imitare la natura, dovrebbe correggerla"

Dekalog 5

#174 Greed

Greed

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Inviato 13 agosto 2010 - 21:56


Comparare un film a un libro non ha assolutamente senso, uno di quei cazzilli intellettuali per cui andrebbe introdotta la sedia elettrica. Sono due codici linguistici totalmente diversi. Io non paragono la pasta alla norma con la caponata, sono due cose che si preparano diversamente e che hanno una portata semantica diversissima, pure se il soggetto Melanzana è lo stesso. Chiudete il topic, dai.


Magari invece confrontare due linguaggi basandosi sulla stessa materia, e cioè la stessa storia, può portare a riflessioni interessanti.


Come dimostra l'articolo che ho postato in prima pagina e nessuno si è cagato  asd
  • 0

#175 aatman

aatman

    Groupie

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Inviato 13 agosto 2010 - 22:01

Secondo me il socio di grisham è pessimo, meglio il film.
Vale lo stesso poi per il codice da vinci, libro scadentissimo col film era difficile fare peggio
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#176 Rebel Rebel

Rebel Rebel

    Roadie

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Inviato 14 agosto 2010 - 14:11

Previsto per il 2011 è in lavorazione "On the Road" l'adattamento cinematografico del romanzo di Jack Kerouac del 1951. Regia di Walter Salles (La Città di Dio),mentre Sam Riley(Ian Curtis in "Controll") dovrebbe interpretare il protagonista del libro, Sal Paradise (ossia Jack Kerouac).
Faranno parte del cast tra gli altri anche Kirsten Dunst ( :-*,ndr), Kristen Stewart e Viggo Mortensen.


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#177 Guest_cinemaniaco_*

Guest_cinemaniaco_*
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Inviato 31 luglio 2012 - 13:47

1° problema: un adattamento cinematografico va giudicato come film in sè o come film in relazione ad un libro?

2° problema: una persona che conosce già il romanzo di partenza, giudica con maggiori strumenti o con maggiori pregiudizi la riduzione cinematografica?

Il mio parere è questo: io giudico solo il film, senza fare paragoni, senza aspettarmi nulla di già precostruito nella mia testa. C'è chi sostiene che più cose si sanno, più cultura si assimila e meglio è, quindi arrivare al cinema conoscendo il romanzo di partenza, sarebbe in teoria una situazione di vantaggio culturale. Il mio dubbio però rimane lo stesso: un film va giudicato per essere un film, anche quando parte "sfruttando" le idee di altre arti, o no?
Non è per trincerarmi nella mia ignoranza che lo dico, ma secondo me un film va giudicato per essere un film, non in relazione o contrapposizione con le altre arti. Molto spesso si leggono critiche solo in relazione al libro. In un certo senso se conosci la fonte letteraria di partenza ti avvicini al film già con un bagaglio di pregiudizi - inteso proprio come giudizi già in possesso. Li abbiamo tutti naturalmente, anche chi non ha letto il libro, ma secondo me il giudizio di chi conosce la fonte letteraria è in parte viziato da questa lettura antecedente.

Qual è il vostro parere?

#178 Reynard

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Inviato 31 luglio 2012 - 14:05

1° problema: un adattamento cinematografico va giudicato come film in sè o come film in relazione ad un libro?

2° problema: una persona che conosce già il romanzo di partenza, giudica con maggiori strumenti o con maggiori pregiudizi la riduzione cinematografica?

Il mio parere è questo: io giudico solo il film, senza fare paragoni, senza aspettarmi nulla di già precostruito nella mia testa. C'è chi sostiene che più cose si sanno, più cultura si assimila e meglio è, quindi arrivare al cinema conoscendo il romanzo o il fumetto di partenza, sarebbe in teoria una situazione di vantaggio culturale. Il mio dubbio però rimane lo stesso: un film va giudicato per essere un film, anche quando parte "sfruttando" le idee di altre arti, o no?
Non è per trincerarmi nella mia ignoranza che lo dico, ma secondo me un film va giudicato per essere un film, non in relazione o contrapposizione con le altre arti. Molto spesso si leggono critiche solo in relazione al libro. In un certo senso se conosci la fonte letteraria di partenza ti avvicini al film già con un bagaglio di pregiudizi - inteso proprio come giudizi già in possesso. Li abbiamo tutti naturalmente, anche chi non ha letto il libro, ma secondo me il giudizio di chi conosce la fonte letteraria è in parte viziato da questa lettura antecedente.

Qual è il vostro parere?

Prima che chiudano o spostino dico la mia: in effetti il pericolo del pregiudizio c'e', cosi' come quello di non riuscire a giudicare il film in quanto film ma solo in base al libro.
D'altro canto non e' che si puo' smettere di leggere per non farsi influenzare nella visione dei film. In qualche maniera bisognera' trovare il modo di tirare fuori il meglio dal confronto.
Le letterature classiche si basavano su un continuo riutilizzo di soggetti e trame e personaggi a cui ogni autore dava il suo marchio, ma che rimanevano riconoscibili. Senza che ci fosse il giudizio pregiudizievole su ogni nuova versione, confrontandola con l'originale. Questo perche' non c'era l'originale: o meglio l'originale era il materiale mitico di base, conosciuto da tutti, e ogni opera ne era una "riduzione", in un certo senso.
Una delle poche note positive dell'odierna ondata di cine-fumetti e' di confrontarsi con un materiale che funziona piu' o meno con questa forma (anche se il contenuto...). Sarebbe buono riuscire ad applicare lo stesso sguardo anche a personaggi e soggetti frutto di "invenzioni ex novo", anche se e' piu' difficile. Sarebbe riuscire a considerare libro e film come due "messe in opera" di una stessa possibilita' narrativa.
Certo, c'e' sempre l'altra opzione, considerare libro e film come due cose totalmente indipendenti. Ma a parte che facile a dirsi difficile a farsi, forse qualcosa si perde. In fondo il fascino della (per dire) Anna Karenina cinematografica e' che e' diversa da quella del libro, ma e' anche la stessa persona. Come vedere un conoscente e scoprirlo diverso da come ce lo ricordavamo.
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La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#179 ArchieFisher

ArchieFisher

    pacato come il vecchio che ho in avatar da 50 anni

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Inviato 31 luglio 2012 - 14:21

Ho fatto merge e ripulito il thread.

Potete continuare pure a discutere, che è sicuramente un argomento interessante.
  • 0
Life was never better than
in nineteen sixty-three

Ogni vita ha peso e dimenticanza calcolabili

"What kind of music do you usually have here?"
"Oh, we got both kinds. We got Country, and Western."

#180 Guybrush Threepwood

Guybrush Threepwood

    avvocato delle cause perse

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Inviato 31 luglio 2012 - 14:26


1° problema: un adattamento cinematografico va giudicato come film in sè o come film in relazione ad un libro?

2° problema: una persona che conosce già il romanzo di partenza, giudica con maggiori strumenti o con maggiori pregiudizi la riduzione cinematografica?

Il mio parere è questo: io giudico solo il film, senza fare paragoni, senza aspettarmi nulla di già precostruito nella mia testa. C'è chi sostiene che più cose si sanno, più cultura si assimila e meglio è, quindi arrivare al cinema conoscendo il romanzo o il fumetto di partenza, sarebbe in teoria una situazione di vantaggio culturale. Il mio dubbio però rimane lo stesso: un film va giudicato per essere un film, anche quando parte "sfruttando" le idee di altre arti, o no?
Non è per trincerarmi nella mia ignoranza che lo dico, ma secondo me un film va giudicato per essere un film, non in relazione o contrapposizione con le altre arti. Molto spesso si leggono critiche solo in relazione al libro. In un certo senso se conosci la fonte letteraria di partenza ti avvicini al film già con un bagaglio di pregiudizi - inteso proprio come giudizi già in possesso. Li abbiamo tutti naturalmente, anche chi non ha letto il libro, ma secondo me il giudizio di chi conosce la fonte letteraria è in parte viziato da questa lettura antecedente.

Qual è il vostro parere?

Prima che chiudano o spostino dico la mia: in effetti il pericolo del pregiudizio c'e', cosi' come quello di non riuscire a giudicare il film in quanto film ma solo in base al libro.
D'altro canto non e' che si puo' smettere di leggere per non farsi influenzare nella visione dei film. In qualche maniera bisognera' trovare il modo di tirare fuori il meglio dal confronto.
Le letterature classiche si basavano su un continuo riutilizzo di soggetti e trame e personaggi a cui ogni autore dava il suo marchio, ma che rimanevano riconoscibili. Senza che ci fosse il giudizio pregiudizievole su ogni nuova versione, confrontandola con l'originale. Questo perche' non c'era l'originale: o meglio l'originale era il materiale mitico di base, conosciuto da tutti, e ogni opera ne era una "riduzione", in un certo senso.
Una delle poche note positive dell'odierna ondata di cine-fumetti e' di confrontarsi con un materiale che funziona piu' o meno con questa forma (anche se il contenuto...). Sarebbe buono riuscire ad applicare lo stesso sguardo anche a personaggi e soggetti frutto di "invenzioni ex novo", anche se e' piu' difficile. Sarebbe riuscire a considerare libro e film come due "messe in opera" di una stessa possibilita' narrativa.
Certo, c'e' sempre l'altra opzione, considerare libro e film come due cose totalmente indipendenti. Ma a parte che facile a dirsi difficile a farsi, forse qualcosa si perde. In fondo il fascino della (per dire) Anna Karenina cinematografica e' che e' diversa da quella del libro, ma e' anche la stessa persona. Come vedere un conoscente e scoprirlo diverso da come ce lo ricordavamo.


direi che sono pienamente d accordo con te, é ovviamente impossibile non fare paragoni col libro, ma secondo me bisognerebbe vedere il film (e anche i registi dovrebbero mirare a rendere i film) come una reinterpretazione del libro, il problema é che la maggior parte delle volte i risultati sono insoddisfacenti e perlopiù ci si limita al compitino, non dando nessuna forte impronta personale e arrivando così a una sorta di versione impoverita, in quanto a contenuti, del libro. tipo geniali reinterpretazioni sono per me l alice nel paese delle meraviglie di walt disney o quella di swankmajer
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