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Salvatore Sciarrino


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11 replies to this topic

#1 lamonteyoung

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Inviato 28 ottobre 2008 - 10:59

Pochi giorni fa ho notato l'uscita di un triplo orchestrale (edito sempre dalla mistica Kairos) di questo artista.
Sembra promettere bene ma non lo conosco affatto.
Voi che dite?
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"Se ci si vuole opporre all'ordine vigente, è cosa saggia, quando si presenta l'occasione, provocare il caos” (Walter Marchetti)

 

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#2 lamonteyoung

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Inviato 30 ottobre 2008 - 18:40

?
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#3 paloz

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Inviato 01 aprile 2012 - 11:53

Da non credere... un topic giustamente dedicato a Sciarrino - deserto!
lamonteyoung, direi di provvedere insieme al suo riempimento, se sei d'accordo. -_-
Comincio riportando alcuni miei post su "classic&avant tube":

Continuo il mio/nostro percorso contemporaneo con uno dei compositori che più mi sta a cuore, e sicuramente quello che più ha inciso sul mio modo di rapportarmi alla musica moderna: Salvatore Sciarrino (*1947).
La sua produzione è molto vasta ed è difficile orientarcisi, ma col tempo tenterò di proporvi un percorso che vi aiuti a capire la sua poetica, il suo personalissimo e innovativo linguaggio musicale, la sua inedita spinta oltre l'atonale.
Sciarrino è un personaggio unico, che non ha mai esitato a spiegare le ragioni della sua musica, a guidare l'ascoltatore nella comprensione della stessa, a suggerirne una lettura emotiva. Tra i vari scritti su di lui, oltre alle sue "Carte da suono" [ed. Novecento, 2002], vi consiglio l'ottima analisi di Marco Angius in "Come avvicinare il silenzio. La musica di Salvatore Sciarrino" [ed. Rai Eri].
Oggi vi propongo
Salvatore Sciarrino - Sei Capricci, per violino solo (1975-76)

http://www.youtube.com/watch?v=6m7rDBv-8Tw

Per una lettura, copincollo le note di copertina:

Immagine inserita


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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

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#4 paloz

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Inviato 01 aprile 2012 - 13:54

Per quanto riguarda quel box citato in apertura da lamonteyoung: i lavori orchestrali non sono tra quelli che preferisco, anche se sono certissimo che questo sia dovuto solamente al fatto che non ho ancora avuto possibilità di ascoltarli dal vivo, dove di certo assumeranno una potenza evocativa inarrivabile.
E questi lavori sono tuttavia interessanti per la trattazione atipica che Sciarrino fa dell'ensemble orchestrale classico, "alienando" gli strumenti dalla loro funzione, appunto, "classica" per renderli veicoli sonori invece che musicali. E' qui che si comprende davvero come Sciarrino utilizzi le grandi formazioni per creare un piccolo universo, dotato di organi dalle diverse funzioni, attraversato da flussi in continuo movimento, da pulsazioni e soffi impercettibili.
Ci tengo dunque a riportare alcuni passaggi salienti di un bel saggio breve contenuto nel booklet del suddetto box, che vi consiglio caldamente di leggere - anche come introduzione per i profani.


da "Il suono degli elementi" di Salvatore Natoli

Chi ascolta la musica di Sciarrino ha la sensazione prima ancora che di sentire musica di trovarsi nella musica, di percepire il suono come il suo elemento, il suo ambiente. Sentirsi dentro: già questo modifica, e non poco, l'usuale rapporto esecuzione/ascolto. La natura è suono, risuona in ogni sua parte: minerale, vegetale, animale. Per questo credo che più che di materiali sonori bisognerenne parlare di materia-suono siano essi rumori, altezze, timbi, colori. E' da questa materia che Sciarrino fa scaturire figure musicali che vengono a delinearsi per contrasto, somiglianza, sovrapposizione, accumulo. [...]
In Sciarrino accade quel che egli stesso dice dei frattali ove "macrocosmo e microcosmo sono costruiti allo stesso modo, che la struttura dell'atomo è somigliante alla struttura planetaria; che il ramo più grande si biforca come il più piccolo e come le nervature di una foglia; che l'acqua intorno ad un ciottolo assume la forma di un golfo di mare, e così via" *. Questa reiterazione, il riapparire della medesima forma attraverso le sue continue mutazioni balza evidente all'ascolto delle sue "Variazioni".
Variazioni appunto. La tecnica compositiva di Sciarrino è sotto quest'aspetto singolare perché più che ricercare l'esattezza dei suoni - la precisione della nota - lavora sulla loro indeterminazione, al margine, e li cattura nel loro trapassare, deformarsi e svanire. Libero da ogni ipoteca di serialità - di sistema - fa emergere le figure musicali dall'autogeneratività del suono quasi questo ne avesse una. [...]
Il suono da sé sviluppa forme e con la sua musica Sciarrino crea spazi sonori: non dico affatto atmosfere, ma piuttosto luoghi immaginali, visioni. Per questo riesce a portare l'ascoltatore dentro la musica come nel suo elemento. Una musica, la sua, per niente descrittiva, ma piuttosto percettiva: ha a che fare più con la fisiologia che con la raffigurazione. E' fatta, infatti, di stridori, battiti, pulsazioni, respiri, reiterazioni ipnotiche, suoni lontani, intervalli, silenzi. E' materica: è naturale, per usare una sua espressione, senza essere realistica. Sciarrino, infatti, produce suoni mai veramente ascoltati che acuiscono la percezione, stimolano i sensi, attivano in generale la sensibilità. E aprono quindi spazi immaginari. L'immaginario si popola.
Direi che al naturalismo di Sciarrino si può applicare quel che Aristotele in genere diceva dell'arte: certo imita la natura, ma non perché la ritrae, la copia; al contrario perché opera allo stesso modo, fa quel che essa fa: crea. [...] Naturalismo non necessariamente significa realismo. Più che illusione, naturalismo vuol dire trasfigurazione *. E nella sua musica Sciarrino fa proprio questo, impiega i suoni di natura - in taluni casi anche quelli più comuni o che comunque vi somigliano, ma non per evocare situazioni. Al contrario fa ricorso a qualcosa di immediatamente riconoscibile - di noto - per suscitare inconsce analogie e favorire così associazioni, sostituzioni, spostamenti, in una parola simbolizzazioni. La musica di Sciarrino crea spazio con il tempo, con la successione sospensione, in taluni casi estasi. [...]
Tutto è scandito da un tempo lento: è meditazione, estasi. La musica di Sciarrino fa vedere, apre gli occhi alla mente. Così Sciarrino porta l'ascoltatore entro la materia del suono come se fosse il suo primitivo elemento, come la terra, l'acqua, l'aria, il fuoco dei presocratici, come se da sempre vi si trovasse dentro.

* S. Sciarrino, Le figure della musica da Beethoven a oggi, Ricordi, 1998
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#5 lamonteyoung

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Inviato 01 aprile 2012 - 15:37

Ho preso i 2 box della Kairos (orchestral works e sui poemi concentrici) :nod: ottimi entrambi (e dire che un paio di altre cose di Sciarrino non mi avevano impressionato più di tanto)
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#6 Tony Cooper

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Inviato 27 febbraio 2016 - 12:40

Una domanda per frankie:

ascolta questo, Salvatore Sciarrino - Sei Capricci for solo violin (1975-76):



come lo consideri in rapporto ad opere di Braxton come For alto o Alto saxophone improv?
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#7 Tony Cooper

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Inviato 27 febbraio 2016 - 16:45

Questo ridefinisce il concetto stesso di musica.



La perfezione di uno spirito sottile (1985)
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#8 frankie teardrop

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Inviato 28 febbraio 2016 - 11:59

Una domanda per frankie:

ascolta questo, Salvatore Sciarrino - Sei Capricci for solo violin (1975-76):



come lo consideri in rapporto ad opere di Braxton come For alto o Alto saxophone improv?

 

interessante

comunque, più che altro mi fa pensare ai lavori di Leroy Jenkins (che, comunque, era nell'orbita di Braxton)


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#9 ravel

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Inviato 02 maggio 2016 - 18:07

 

Del 1982, molto feldmaniano.


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#10 paloz

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Inviato 03 maggio 2016 - 07:58

Si è detto qui dentro che quest'anno gli è stato assegnato il Leone d'oro alla carriera?


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#11 paloz

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Inviato 18 gennaio 2017 - 11:02

Quest'anno nella stagione milanese del Divertimento Ensemble ci saranno 4 concerti domenicali al Museo del Novecento, dedicati alla musica da camera di Sciarrino.

Cartellone

 

 

5 febbraio 2017

 

Esplorazione del bianco I per contrabbasso (1986)
Let me die before I wake per clarinetto (1982)
Omaggio a Burri per flauto, clarinetto e violino (1995)
Laddio a Trachis II traduzione per chitarra di M. Pisati (1987)
Esplorazione del bianco II per flauto, clarinetto, violino e chitarra (1986)

 

19 febbraio 2017

 

Sei Capricci per violino (1976)

Tre notturni brillanti per viola (1975)
Ai limiti della notte per viola (1979)
Codex purpureus per violino, viola e violoncello (1983)
Il legno e la parola per marimba (2004)

 

5 marzo 2017

 

Due Studi per violoncello (1974)

Melencolia I per violoncello e pianoforte (1980/82)
V Sonata per pianoforte (1994)
Dialoghi sull’ultima corda per due violoncelli (2014)

 

26 marzo 2017

 

Orizzonte luminoso di Aton (1989)

Morte tamburo (1999)
Il pomeriggio di un allarme al parcheggio per flauto a testata mobile (2015)
Fra i testi dedicati alle nubi (1990)
Come vengono prodotti gli incantesimi (1985)


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#12 ravel

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Inviato 18 gennaio 2017 - 15:45

Grazie Paloz, notevole.

 

A quello del 5 (marzo) spero proprio di riuscire ad andare...


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