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Gran Torino


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138 replies to this topic

#101 Greed

Greed

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Inviato 22 marzo 2009 - 12:56

Film eccezionale, sì è vero alcune cose sono stereotipate ma il cinema è fatto anche di stereotipi.
Eastwood secondo me è eccezionale anche per questo, non cerca mai di essere originale.

L'originalità forzata, la ricerca di tecniche particolari (ad esempio i tanto osannati ma per me osceni movimenti di macchina, l'uso particolare delle carrellate tanto abusato da Spike Lee) ma fini a sè stessi sono uno delle brutture di questi tempi. Clint Eastwood ha fatto invece della semplicità (cosa assai diversa dalla banalità) la sua bandiera e mi è impossibile non stimarlo per questo.

Qui la regia sembra un male necessario, fatta in punta di piedi, discreta, quasi invisibile.
Il talento di Mr Eastwood è raccontare storie, e, ad oggi, è il miglior narratore in circolazione.

Io per sbaglio  :P l'ho visto in lingua originale; poichè qualcuno se lo chiedeva (scusate ho letto un po' distrattamente i km di post precedenti): i ringhi di Kowalski sono davvero ringhi, è chiaro che nella prima parte del film l'ironia la fa da padrone, in quel momento del film Clint vuole far ridere, bonariamente, del suo alterego, vuol farcelo amare, vuole presentarcelo come il nonnino incazzoso che tutti ameremmo, e ci riesce alla perfezione.

Il personaggio è troppo caratterizzato? Forse, ma non ci vedo nulla di male, soprattutto perchè la cosa è chiaramente voluta.
Il cinema americano è fatto quasi esclusivamente di caratteri, e una lunga genealogia di attori osannati, primedonne, sono in realtà dei caratteristi, basti pensare a Pacino che da 30 anni ci propina gli stessi atteggiamenti, le stesse pose in ogni film.

La sceneggiatura è banale? No, non penso proprio. Forse può dar fastidio la morale edificante (perchè poi non lo capisco) ma come di consueto Eastwood ci colpisce all'improvviso con delle mazzate tra capo e collo quando meno te lo aspetti; certo se si passa la visione a vivisezionare le immagini, se non si accetta il patto, la sospensione dell'incredulità qualsiasi film apparirà scontato.

Lunga vita a nonno Clint. Alleluja, cazzo. :-*


Concordo con Bubu!
Non è un capolavoro (e forse l'8,5 è un po' tanto..perchè se questo prende 8,5 alcune pietre miliari dovrebbero prendere 12.) ma è un film che con tecniche e sistemi già collaudati -che Clint Eastwood sa usare- racconta l'evoluzione di due personaggi, Walt e Tardo  ;D
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#102 Pere Bubu

Pere Bubu

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Inviato 22 marzo 2009 - 13:54

In fin dei conti è una commedia, non solo perchè in sala si è riso per buona parte del film, ma perchè, citando Calvino, racconta la continuità della vita:
iniziazione (giusto), l'attraversamento del dolore e la morte come catarsi.
Il tutto nel contesto di una comunità di esseri umani.
In questo trovo un altro fattore di grandezza, un'intrinseca critica nei confronti dell'individualismo più becero e ipocrita.

Kowalski è sì un misantropo, ma ha "più cose in comune con quegli sporchi musi gialli" che con la sua famiglia, perchè loro conservano un senso di appartenenza che noi abbiamo perso.

Walt da vecchio stronzo in attesa della morte entrando nell'ambito della comunità diventa un saggio e rispettato anziano che salva il villaggio.

Mi correggo non si tratta solo di semplicità, ma di universalità.
E' semplice come può esserlo una fiaba africana.
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#103 lavocedellapolemica

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Inviato 22 marzo 2009 - 14:25

Tu ne capisci davvero poco di cinema.


Può essere ma direi di no :) comunque il mio voto finale del film sarebbe sul 7 o poco più, quindi mi sembra di averlo valutato più rispetto a diversi altri.
Il film in realtà non mi ha fatto passare una brutta serata, solo che mi è parso un tantino obsoleto e senza molte pretese.
La sua semplicità, come dite più che un pregio mi sembra un difetto; un film americano non è una fiaba africana e la semplicità in questo contesto si è trasformata a mio avviso molto spesso in banalità
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#104 Pere Bubu

Pere Bubu

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Inviato 22 marzo 2009 - 14:42


Tu ne capisci davvero poco di cinema.


un film americano non è una fiaba africana


In realtà mi sa che capisci poco di parecchie cose. asd...scherzo eh?
Vai in brodo di giuggiole per film come "I soliti sospetti", nevvero?
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#105 lavocedellapolemica

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Inviato 22 marzo 2009 - 15:53

so che è un film molto famoso, ma non l'ho mai visto mi dispiace.
Perchè siete già passati sulla difensiva? pare che per stare tranquilli dobbiate per forza inquadrare i miei gusti e classificarmi. Che problema c'è? ho solo dato del banalotto ad un film che a voi è piaciuto, è così grave?
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#106 Incidente

Incidente

    Feudo

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Inviato 22 marzo 2009 - 15:59

so che è un film molto famoso, ma non l'ho mai visto mi dispiace.
Perchè siete già passati sulla difensiva? pare che per stare tranquilli dobbiate per forza inquadrare i miei gusti e classificarmi. Che problema c'è? ho solo dato del banalotto ad un film che a voi è piaciuto, è così grave?


Il punto è che quel film tutto è fuorchè banale, a meno che non sia diventato all'improvviso facile emozionare gente su gente trattando tematiche d'attualità senza storielle  alla Titanic...
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#107 Pere Bubu

Pere Bubu

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Inviato 22 marzo 2009 - 18:50

so che è un film molto famoso, ma non l'ho mai visto mi dispiace.
Perchè siete già passati sulla difensiva? pare che per stare tranquilli dobbiate per forza inquadrare i miei gusti e classificarmi.


Ma figurati cercavo solo di capire il senso del post di sopra, ho detto "I soliti sospetti" ma potevo dire anche "Inside man", ossia quel tipo di film col finale a sorpresa, che tiene alta la tensione e che mira a stupire...tutto lì.
E non ho niente contro questo tipo di film, ci mancherebbe.
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#108 lavocedellapolemica

lavocedellapolemica

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Inviato 22 marzo 2009 - 22:44

mi piacciono i film che a mio parere sono ben fatti, come a tutti gli altri credo
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#109 R. Mutt

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Inviato 24 marzo 2009 - 14:05

Ripeto, invece, che mi lascia alquanto stupefatto questa unanimità di elogi smisurati al cospetto di ogni film di Eastwood:


Claudio, mi meraviglio però che col cinema tu non faccia lo stesso ragionamento che fai con la musica. Molti dischi unanimamente osannati ti fanno schifo,però hai sempre detto che se gran parte della critica e degli addetti ai lavori (di diverse estrazione culturale, nazionalità, età ecc...) si trovano concordi nel dire che, per esempio, Trout Mask Replica è un capolavoro, qualcosa di vero dovrà pur esserci. Ecco, stupisce che tu con Eastwood non faccia la stessa considerazione. Insomma a me Nanni Moretti fa schifo, così come mi ammorba Ultimo Tango a Parigi, ma non mi stupisco "criticamente" (per quanto non sia esperto nè accanito- appassionato di cinema) se tanti trovano in quegli stessi nomi un grande regista e un capolavoro. Insomma, noto una certa idiosincrasia da parte tua al cinema dell'ultimo Eastwood, e mi sembra di capire che tu preferisca altri tipologie di film.

Per me, invece, Eastwood insieme a Kubrick e Pasolini è il mio regista preferito (ance se non conosco completamente le rispettive filmografie), e quello che apprezzo anche in "Gran Torino" è il senso del classico, senza diventare retrò, che stilisticamente pervade la regia del vecchio Clint. Le tematiche mi interessano poco, perchè per me il cinema non è racontare qualcosa ma il come si racconta qualcosa. In Gran Torino la storia potrebbe sembrare banale, ma la recitazione e la regia, i dialoghi, danno spessore a tutto il film. Cazzo, walt potrebbe essere mio nonnno (o qualunque altro suo coetaneo che vive nell'agro aversano dove io vivo; quello che cambia è la nazionalità): un personaggio conservatore e razzista non per ideologia, ma perchè vede morire i valori su cui ha fondato la sua vita. E non c'è nessun cazzo di buonismo nella sua redenzione: lui vuole salvare quel ragazzo, quella famiglia asiatica, per salvare se stesso, i suoi valori messi in pericolo.


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#110 dendrite

dendrite

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Inviato 24 marzo 2009 - 21:40

ATTENZIONE: SVARIATI SPOILER

Sfortunatamente mi sono perso quasi tutto l'Eastwood regista, ma poiché avevo sentito che questo sarebbe stato l'ultimo con lui come attore, non me lo sono voluto far scappare.

Mi è piaciuto davvero molto, ci ho visto molta carne al fuoco, merito di una sceneggiatura che sembra tagliata su misura per il nostro eroe, vi sono svariati argomenti trattati più o meno in profondità ma sempre con attenzione, molto efficace come caratterizzazione dei personaggi e dei luoghi, fluido nel passare da un registro all??altro.

Mi ha fatto ripensare alla celebre frase di Godard secondo cui Eastwood era l??ultimo regista classico in circolazione. E a colpirmi è stata questa regia solida, lineare, che rimanda ad altri tempi, seguita dalla prova del buon Clint, ben affiancato dagli altri personaggi. Regia che mi ha permesso (a me che sono un??anima semplice) di trovarvi molti spunti, molte cose su cui pensare.

Nella storia c??è uno sguardo impietoso sull??America odierna, sull'integrazione razziale sempre cercata dai progressisti ma mai definitivamente raggiunta, dove sono tutti americani a parole e nella carta d??identità, ma di fatto non comunicano, non sono società, se non in termini di logica di branco. E tra loro, tra le etnie ??inserite? non si salva nessuno, né gli afroamericani, né i messicani, neanche gli oriundi europei: nel film ??americani bianchi? non ce ne sono, lo stesso Kowalski è polacco, e questo mette fuori gioco i di lui figli, che invece sono esteticamente il prototipo del wasp, dai connotati superficiali, vacui, arrivisti e gretti. Questo è un punto che mi ha colpito, così come mi ha colpito lo sguardo più tenero verso gli ultimi arrivati Hmong, prima guardati con disprezzo, ma giudicati solo per le loro azioni e per il loro codice morale. Eastwood in questo senso è agli antipodi del Nanni Moretti che ??le parole sono importanti?. No, per lui le parole non valgono un cazzo, giusto uno sputo, lui spala merda su tutti, compresi i suoi pochi amici (ancora: un oriundo irlandese, un italoamericano); per lui sono i fatti che contano e che definiscono la statura di un uomo, e in questo nessuno gli può dire nulla. Gli stessi Hmong, che nel film rientrano in un certo stereotipo dell??orientale apparentemente incomprensibile ma molto saggio inside, si accorgono immediatamente del reale Kowalski, e da subito non fanno più caso al suo velenoso parlar politicamente scorretto. La ragazzina è la prima, e lui a sua volta rimane colpito dalla sua gioiosa esuberanza, dal suo coraggio nel vivere a testa alta in un quartiere di merda come quello. E infatti è il rapporto con Sue che spicca rispetto a quello in effetti più banale con Thao. ? importante anche perché è lei che segna la svolta drammatica del film, con la scena brutale del suo ritorno a casa, che spalanca la porta all??orrore nel quotidiano.
Ancora, è da sottolineare il segnale che il film manda dal punto di vista morale. In questo senso Clint mostra una grande maturità e un??etica superiore alla pura vendetta. In effetti l??idea di immaginare Kowalksi roso dal pentimento per un crudele atto di guerra che è stato costretto a fare, e comunque condannato a una fine certa in breve tempo, è il viatico necessario che prepara all??idea del sacrificio personale per condannare i vigliacchi, e contemporaneamente sovvertire la logica dell??omertà dei tremebondi cittadini che hanno bisogno di una scossa per avere un sussulto di dignità. Un eccesso di buonismo morale? Forse, ma d??altronde è di un film che si parla, di una storia che deve la sua riuscita all??efficace concatenazione delle parti in cui si snoda. E questo è quel che accade in Gran Torino.

Dicevo dello sguardo cupo sull??America, ma in realtà Clint mostra una volta di più che sono coloro che amano davvero il proprio paese, come succede ad artisti statunitensi come lui (mi viene in mente ad esempio il miglior Springsteen), che non esitano a evidenziarne impietosamente i limiti, le storture, ma anche le possibilità di speranza e redenzione. In questo caso, sono le forze fresche, gli ultimi arrivati (sempre gli Hmong) che condividono con i vecchi gli stessi ideali di una vita dignitosa, serena, dove ognuno si costruisce il proprio futuro nel rispetto degli altri, in una società che ti considera per quello che vali.

Si potrebbe parlare del ruolo dell??auto, apparentemente solo un pretesto per il titolo: feticcio di un tempo che fu, tenuta in perfette condizioni e capace di suscitare ammirazione, amore, invidia e voglia di possesso anche nei tempi odierni. Una metafora notevole: sei un residuato bellico, ma spicchi comunque in un oggi mediocre, perché come te non ce ne sono più, non ne fanno più. Già, si sta parlando di Kowalski o della Gran Torino?

Clint Eastwood è il prototipo del post-eroe, la cui integrità non è scalfita dai suoi difetti e dai suoi errori, ma risalta da una profonda coerenza e dignità. Il suo corpo, invecchiato ma non piegato, dice molto del suo carattere, indurito ma non corrotto dal tempo spietato. Una figura che non si piega alla modernità liquida, ma aggiorna il mito senza scalfirne gli attributi.

Tutto questo scaturisce da un film che scorre liscio e appassiona per quasi due ore, che fa ridere e commuovere, con un protagonista che incanta per il senso di umanità dolente che traspare da ogni suo gesto, ogni smorfia. Per quel che mi riguarda, direi che le lodi sono ampiamente meritate.
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La mia vita in vantablack

#111 William Blake

William Blake

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Inviato 24 marzo 2009 - 23:58


Si potrebbe parlare del ruolo dell??auto, apparentemente solo un pretesto per il titolo: feticcio di un tempo che fu, tenuta in perfette condizioni e capace di suscitare ammirazione, amore, invidia e voglia di possesso anche nei tempi odierni. Una metafora notevole: sei un residuato bellico, ma spicchi comunque in un oggi mediocre, perché come te non ce ne sono più, non ne fanno più. Già, si sta parlando di Kowalski o della Gran Torino?


Mi pare che la Gran Torino sia l'America ideale/izzata di Walt o comunque il sogno americano, qualcosa di mitico a cui lui stesso ha montato il volante, di cui è quindi "il pilota", il portabandiera e al contempo una sorta di custode, e difatti la Gran Torino è simbolicamente tenuta da parte, un oggetto di culto da salvaguardiare. un residuo dei vecchi valori a cui lui tiene ma che forse non sono mai esistiti e che condividerà solo con chi ritiente degno...
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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#112 tiresia

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Inviato 25 marzo 2009 - 09:08



Si potrebbe parlare del ruolo dell??auto, apparentemente solo un pretesto per il titolo: feticcio di un tempo che fu, tenuta in perfette condizioni e capace di suscitare ammirazione, amore, invidia e voglia di possesso anche nei tempi odierni. Una metafora notevole: sei un residuato bellico, ma spicchi comunque in un oggi mediocre, perché come te non ce ne sono più, non ne fanno più. Già, si sta parlando di Kowalski o della Gran Torino?


Mi pare che la Gran Torino sia l'America ideale/izzata di Walt o comunque il sogno americano, qualcosa di mitico a cui lui stesso ha montato il volante, di cui è quindi "il pilota", il portabandiera e al contempo una sorta di custode, e difatti la Gran Torino è simbolicamente tenuta da parte, un oggetto di culto da salvaguardiare. un residuo dei vecchi valori a cui lui tiene ma che forse non sono mai esistiti e che condividerà solo con chi ritiente degno...


Direi di più, e questo perchè in fondo è un film ottimista, la macchina passa di mano in un continuo ricominciare e rialimentarsi del sogno americano, e infatti va a Thao, l'"ultimo" degli immigrati in quanto portatore del sogno
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#113 Claudio

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Inviato 30 marzo 2009 - 22:20

scusate ho il cervello fuso..ma quale vita dopo la morte..volevo scrivere la vita prima della morte


Se volete fare i fake, almeno fateli bene...
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#114 Jules

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    Pietra MIliare

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Inviato 30 marzo 2009 - 22:27

Grande Claudio, benvenuto anche tu nel fantastico mondo dello studio dei fake e di cosa li spinge a fare ciò.
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#115 paloz

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Inviato 31 marzo 2009 - 11:37

Il solito capolavoro. Il volto scavato e marmoreo di Clint è ormai icona allo stato puro.
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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#116 Cafiero

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Inviato 31 marzo 2009 - 14:45

Visto il film ieri sera. Mi unisco al coro di chi ha commentato positivamente quest'ultima fatica di Eastwood. Vedo anche che è già stato scritto parecchio da diversi utenti prima di me, quindi evito alcune riflessioni che avevo fatto ma che ho appurato essere già state abbondantemente sviscerate nel resto della discussione.

Solo una curiosità: sbaglio (e potrebbe essere benissimo, vista la vastità della filmografia e le lacune che ancora devo coprire) o questa è la prima volta che "l'attore-Clint" muore in un film?
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#117 Mighty Joe Moon

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Inviato 31 marzo 2009 - 14:59

Visto ieri in lingua originale , quest'uomo è una macchina sforna capolavori , in stato di grazia,la scena dell' incontro con la gang di neri è strepitosa  :-*
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#118 paloz

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Inviato 31 marzo 2009 - 15:32

Visto ieri in lingua originale , quest'uomo è una macchina sforna capolavori , in stato di grazia,la scena dell' incontro con la gang di neri è strepitosa  :-*


Anch'io in lingua originale!
Mi fa piacere scoprire che almeno di cinema qualcosa ci capisci!  asd asd asd  :P

scherzo, ovviamente
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#119 vegeta851

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Inviato 31 marzo 2009 - 15:33


Solo una curiosità: sbaglio (e potrebbe essere benissimo, vista la vastità della filmografia e le lacune che ancora devo coprire) o questa è la prima volta che "l'attore-Clint" muore in un film?


direi di no...

sia in "Honkytonk Man" che ne "La notte brava del soldato Jonathan" Clint ci lascia le penne
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#120 Cafiero

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Inviato 31 marzo 2009 - 16:07



Solo una curiosità: sbaglio (e potrebbe essere benissimo, vista la vastità della filmografia e le lacune che ancora devo coprire) o questa è la prima volta che "l'attore-Clint" muore in un film?


direi di no...

sia in "Honkytonk Man" che ne "La notte brava del soldato Jonathan" Clint ci lascia le penne


Ah, ecco... Infatti questi non li ho visti. Grazie della risposta.
Sai com'è: abituato a vederlo trionfare nella trilogia, negli altri film di Siegel (escluso, appunto, quello che hai segnalato) in quelli in cui lui stesso è regista, nei vari Callaghan e negli Spietati... sono rimasto piuttosto colpito,ieri, nel vederlo dentro una bara!  :D
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