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Gran Torino


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138 replies to this topic

#61 vegeta851

vegeta851

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Inviato 18 marzo 2009 - 14:41


Ho invece l'impressione che tu non tolleri proprio il fatto che io possa pensarla diversamente...


basterebbe guardare il tabellone dei voti per vedere come la pensiamo diversamente su un sacco di film. Ti ho mai "attaccato" per questo?
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#62 Claudio

Claudio

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Inviato 18 marzo 2009 - 14:47



Ho invece l'impressione che tu non tolleri proprio il fatto che io possa pensarla diversamente...


basterebbe guardare il tabellone dei voti per vedere come la pensiamo diversamente su un sacco di film. Ti ho mai "attaccato" per questo?


No, perché non era Eastwood  :D
  • 0

#63 Beggar

Beggar

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Inviato 18 marzo 2009 - 14:49

All'inizio della vicenda ho pensato bene di credere che il film fosse un più o meno sentito omaggio al Grande Torino la mitica squadra di calcio scomparsa tanti decenni orsono... devo ancora vederlo ma i trailer come minimo promettono ottime cose. sono un vecchio fan dei film western di sergio leone ma quasi tutto Clint va dal buono all'ottimo... andremo a vederlo (se ne avrò tempo)
  • 0

#64 Embryo

Embryo

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Inviato 18 marzo 2009 - 15:28

si preferisce "difendere" il punto di vista di un altra webzine, ovvio che ognuno è liberissimo di stroncare o elogiare ciò che vuole


Se l'avesse difeso avrebbe messo quattro e mezzo anche lui, no? O quattro e mezzo è come sette?

O_O
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nobody knows if it really happened

At this range, I'm a real Frederick Zoller.

La birra è un perfetto scenario da sovrappopolazione: metti una manciata di organismi in uno spazio chiuso con più carboidrati di quanti ne abbiano mai visti e guardali sterminarsi con gli scarti che producono - nel caso specifico, anidride carbonica e alcol. E poi, alla salute!

#65 Claudio

Claudio

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Inviato 18 marzo 2009 - 15:45


si preferisce "difendere" il punto di vista di un altra webzine, ovvio che ognuno è liberissimo di stroncare o elogiare ciò che vuole


Se l'avesse difeso avrebbe messo quattro e mezzo anche lui, no? O quattro e mezzo è come sette?

O_O


Tra l'altro. E comunque non credo che quel 4,5 possa rappresentare il punto di vista di quel sito, visto che ad esempio il direttore (Daniele Bellucci, col quale peraltro mi trovo spesso d'accordo) gli mette 6,5.
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#66 Homer

Homer

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Inviato 18 marzo 2009 - 17:12

Scusate se mi permetto, ma mi pare che i toni siano un pò eccessivi, ragazzi.
Forse, è vero, ogni tanto ci si lascia un pò "suggestionare" dal fatto che un film sia stato girato da un regista piuttosto che da un altro (o, almeno, a me capita). Ma è una cosa che credo, più o meno inconsciamente, facciamo tutti quanti con i registi che più amiamo. E vi confesso che sotto sotto non ci trovo nulla di così scandaloso.
Eastwood è a mio parere una garanzia, questo non toglie che degli ultimi filmoni del buon Clint Mystic River sia per ora il migliore a mio modesto parere e che l'osannatissimo Million Dollar Baby, il bel dittico sulla guerra di Iwo Jima e Changelling siano tutti buonissimi film, ma confesso che fatico a trovarli in tutto e per tutto dei capolavori.
Nulla toglie che uno possa pensarla diversamente da me e comunque io non ami o abbia trovato interessanti i suddetti film.

  • 0

"Beh, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un’ottima domanda. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Ok. Per me... io direi... per Groucho Marx tanto per dirne una, e Willie Mays e... il secondo movimento della sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione Potatoehea Vlues... i film svedesi naturalmente... L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili... mele e pere di Cézanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracey"

"Saigon. Merda. Sono ancora soltanto a Saigon. Ogni volta penso che mi risveglierò di nuovo nella giungla"


#67 Claudio

Claudio

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Inviato 18 marzo 2009 - 17:43

degli ultimi filmoni del buon Clint Mystic River sia per ora il migliore a mio modesto parere e che l'osannatissimo Million Dollar Baby, il bel dittico sulla guerra di Iwo Jima e Changelling siano tutti buonissimi film, ma confesso che fatico a trovarli in tutto e per tutto dei capolavori.


Ecco, era più o meno quello che tentavo di dire, aggiungendo che trovavo singolare la quasi assoluta unanimità di pareri entusiastici che si registra - solo da alcuni anni, peraltro - su Eastwood.
Io tra l'altro sono uno che ha sempre apprezzato l'Eastwood dei decenni precedenti, e forse anche per questo mi chiedo perché adesso quello che veniva giudicato "buono" allora venga sempre giudicato "capolavoro". E per di più al cospetto di uno che è un monumento alla "fedeltà a sé stessi" e che ripropone da sempre certi temi, valori e personaggi.
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#68 William Blake

William Blake

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Inviato 18 marzo 2009 - 18:01


film pieno di difetti, ma di quelli che molto banalmente ti prendono e ti piacciono. c'è da riparlarne ;)


Film pieno di difetti? Guarda che non stai valutando l'armonia dei movimenti del corpo e la quantità di spruzzi all'entrata in acqua in una gara di tuffi!  ::)
Questo è cinema. Grande cinema.


non capisco, il cinema come dovrebbe essere valutato? dicendo semplicemente "mi è piaciuto" o "non mi è piaciuto"? o dicendo "è bello" o "è brutto"? e in quest'ultimo caso significa che il dato lavoro deve avere pregi e/o difetti. no?
che sia cinema non lo metto in dubbio. che sia grande cinema, permettimi di dire, che è opinabile.

"Gran Torino", come già è stato ampiamente detto, raccoglie gran parte delle tematiche toccate da Eastwood nella sua carriera di regista, e anche sotto il profilo attoriale Walt Kowalski è quasi la summa, anche autoironica (e questo mi ha fatto piacere), di tutti i grandi persoanggi di Clint, che vanno dall'ispettore Callaghan allo spietato Munny, passando per il padre/maestro Frankie Dunn. "Gran Torino" si pone dunque come la chiusura di un cerchio, la chiusura di tutte le parentesi. E come spesso accade in operazioni di tal genere, si rischia di mettere troppa carne al fuoco, che Eastwood comunque riesce a cuocere con gran mestiere, con la sua messa in scena sobria (anche se io ogni tanto ci vedo alcune scene troppo artificiosamente classiciste, come la fintissima caduta del bicchere o come l'immagine di Walt in primo piano e la famiglia di Hmong radunata tutta per benino dietro di lui) e un'immedesimazione sincera col protagonista, ma qualche ingrediente nell'insieme si perde. I difetti maggiori risiedono, a mio avviso, nella sceneggiatura che non riesce a sfuggire agli schematismi del genere (la storia del burbero e solitario vecchio che si crede tanto cattivo ma che in fondo è buono, è vecchia anche più di Clint), alle semplificazioni, a caratterizzazioni stereotipate (il ragazzo confuso ma con tanta voglia di imparare, la sorella grande e saggia...senza contare che Eastwood per far capire che è un duro ringhia più del suo cane, anche se onestamente potrebbe essere un'esagerazione del doppiaggio  :)); inoltre, la sceneggiatura non riesce ad avere una tenuta drammatica degna di questo nome: troppo netta la cesura fra tutta la parte del film di formazione, con battute a raffica e scene divertenti (ho riso più volte come uno scemo asd), e la svolta finale "drammatica" (scontatamente strappalacrime), con tanto di sacrificio cristologico (un po' buttata là quell'inquadratura, molto più interessante questo sottotesto leggerlo nel Wrestler di Aronofsky). Tutta la parte centrale finisce per inficiare sulla portata di uno dei grandi temi del cinema eastwoodiano: quello della "moralità delle decisioni individuali" e che, in questo film, apre a un certo ottimismo (anche facile nel vedere la struttura), laddove altre opere (che ho amato molto di più) si concludevano nel più cupo pessimismo.
Nel complesso è un film che mi è piaciuto molto, però, appunto non è esente da difetti. Ammetto, comunque, che ho preferito l'imperfezione sincera di "Gran Torino" alla perfezione patinata di "Changeling", lavoro che gradii senza entusiasmarmi.


Detto questo...
Immagine inserita
...come si fa a non volergli bene? :-* asd

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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#69 vegeta851

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Inviato 18 marzo 2009 - 18:55


degli ultimi filmoni del buon Clint Mystic River sia per ora il migliore a mio modesto parere e che l'osannatissimo Million Dollar Baby, il bel dittico sulla guerra di Iwo Jima e Changelling siano tutti buonissimi film, ma confesso che fatico a trovarli in tutto e per tutto dei capolavori.


Ecco, era più o meno quello che tentavo di dire, aggiungendo che trovavo singolare la quasi assoluta unanimità di pareri entusiastici che si registra - solo da alcuni anni, peraltro - su Eastwood.


comunque, per puntualizzare, "Changeling" e "Flags of our fathers" non mi pare che siano stati giudicati capolavori (a partire dalle recensioni sul nostro sito) e addirittura il film con la Jolie in patria è stato quasi unanimamente stroncato dalla critica. Quindi non esageriamo...manco stessimo parlando di Tarantino  asd
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#70 Homer

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Inviato 18 marzo 2009 - 19:18

Cercavo di moderare le posizioni.
Torniamo a parlare del film, che è meglio.
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"Beh, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un’ottima domanda. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Ok. Per me... io direi... per Groucho Marx tanto per dirne una, e Willie Mays e... il secondo movimento della sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione Potatoehea Vlues... i film svedesi naturalmente... L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili... mele e pere di Cézanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracey"

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#71 Kraftwave

Kraftwave

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Inviato 18 marzo 2009 - 22:26



film pieno di difetti, ma di quelli che molto banalmente ti prendono e ti piacciono. c'è da riparlarne ;)


Film pieno di difetti? Guarda che non stai valutando l'armonia dei movimenti del corpo e la quantità di spruzzi all'entrata in acqua in una gara di tuffi!  ::)
Questo è cinema. Grande cinema.


non capisco, il cinema come dovrebbe essere valutato? dicendo semplicemente "mi è piaciuto" o "non mi è piaciuto"? o dicendo "è bello" o "è brutto"? e in quest'ultimo caso significa che il dato lavoro deve avere pregi e/o difetti. no?
che sia cinema non lo metto in dubbio. che sia grande cinema, permettimi di dire, che è opinabile.

"Gran Torino", come già è stato ampiamente detto, raccoglie gran parte delle tematiche toccate da Eastwood nella sua carriera di regista, e anche sotto il profilo attoriale Walt Kowalski è quasi la summa, anche autoironica (e questo mi ha fatto piacere), di tutti i grandi persoanggi di Clint, che vanno dall'ispettore Callaghan allo spietato Munny, passando per il padre/maestro Frankie Dunn. "Gran Torino" si pone dunque come la chiusura di un cerchio, la chiusura di tutte le parentesi. E come spesso accade in operazioni di tal genere, si rischia di mettere troppa carne al fuoco, che Eastwood comunque riesce a cuocere con gran mestiere, con la sua messa in scena sobria (anche se io ogni tanto ci vedo alcune scene troppo artificiosamente classiciste, come la fintissima caduta del bicchere o come l'immagine di Walt in primo piano e la famiglia di Hmong radunata tutta per benino dietro di lui) e un'immedesimazione sincera col protagonista, ma qualche ingrediente nell'insieme si perde. I difetti maggiori risiedono, a mio avviso, nella sceneggiatura che non riesce a sfuggire agli schematismi del genere (la storia del burbero e solitario vecchio che si crede tanto cattivo ma che in fondo è buono, è vecchia anche più di Clint), alle semplificazioni, a caratterizzazioni stereotipate (il ragazzo confuso ma con tanta voglia di imparare, la sorella grande e saggia...senza contare che Eastwood per far capire che è un duro ringhia più del suo cane, anche se onestamente potrebbe essere un'esagerazione del doppiaggio  :)); inoltre, la sceneggiatura non riesce ad avere una tenuta drammatica degna di questo nome: troppo netta la cesura fra tutta la parte del film di formazione, con battute a raffica e scene divertenti (ho riso più volte come uno scemo asd), e la svolta finale "drammatica" (scontatamente strappalacrime), con tanto di sacrificio cristologico (un po' buttata là quell'inquadratura, molto più interessante questo sottotesto leggerlo nel Wrestler di Aronofsky). Tutta la parte centrale finisce per inficiare sulla portata di uno dei grandi temi del cinema eastwoodiano: quello della "moralità delle decisioni individuali" e che, in questo film, apre a un certo ottimismo (anche facile nel vedere la struttura), laddove altre opere (che ho amato molto di più) si concludevano nel più cupo pessimismo.
Nel complesso è un film che mi è piaciuto molto, però, appunto non è esente da difetti. Ammetto, comunque, che ho preferito l'imperfezione sincera di "Gran Torino" alla perfezione patinata di "Changeling", lavoro che gradii senza entusiasmarmi.


Detto questo...
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Perdonami se ti ho indispettito per la battutaccia, ma avevo colto a pieno il tuo pensiero.
Il cinema dovrebbe essere valutato per quello che credo sia: molta emozione e poca ragione.
Sottolineare i pregi e i difetti di un film è quasi un dovere per un appassionato serio di cinema, mentre è ben diverso analizzare con il lanternino quella o quell'altra scena; tutto questo è un po' ridicolo per come intendo io il cinema. Non a caso, hai citato una lista di imperfezioni/lacune piuttosto insignificanti nell'economia della pellicola, che commenti, alla fine della fiera, con un "mi è piaciuto molto". Mi pare facile cogliere una sorta di contraddizione logica in tutto questo.

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#72 William Blake

William Blake

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Inviato 18 marzo 2009 - 23:49


Il cinema dovrebbe essere valutato per quello che credo sia: molta emozione e poca ragione.


Intendendo il cinema come arte, differisco dal tuo punto di vista. L'emozione è parte integrante del cinema, non c'è dubbio, ma se ci si lascia andare semplicemente a quella diventa fuorviante, perchè un film può piacere a pancia e lasciare un ricordo sbiadito dopo qualche mese o viceversa, oppure farti schifo alla seconda visione mentre alla prima "mi aveva emozionato tantissimo", magari soltanto perchè c'era un evento esterno che ne aveva condizionato la visione. La ragione deve sempre controbilanciare l'emozione, perchè se l'emozione si affievolisce o cambia totalmente, gli elementi razionali di un'opera rimangono uguai. Tornando al discorso di cinema come arte, faccio un esempio stupido...Dante è considerato uno dei geni più grandi della letteratura occidentale: questo non perchè c'è una convenzione che fa dire così, ma perchè se si sa leggere Dante, allora la Comedìa non può non apparire come uno dei meccanismi intellettuali più potenti che siano stati mai creati, quindi se poi il tale "X" si annoia sono fatti suoi, ma obiettivamente non può esimersi dall'inchinarsi di fronte all'opera (e i primi che l'hanno fatto e che lo continuano a fare sono i poeti stessi, da Boccaccio fino a Borges).
Così anche al cinema: "Quarto potere" (tanto per fare l'esempio più classico) può non emozionare etc. ma obiettivamente non si può non rimanere esterefatti di fronte alla sua potenza. Quindi, se si vuole intendere il cinema come "settima arte", allora la ragione deve andare almeno di paripasso con l'emozione, per avere un approccio critico con dei paramentri che siano un minimo oggettivi. Se no, un film "è migliore" di un altro, semplicemente perchè "è piaciuto di più a me"? Troppo facile...
Poi, ognuno è libero di scegliere la propria via, ci mancherebbe. ;)


Non a caso, hai citato una lista di imperfezioni/lacune piuttosto insignificanti nell'economia della pellicola, che commenti, alla fine della fiera, con un "mi è piaciuto molto". Mi pare facile cogliere una sorta di contraddizione logica in tutto questo.


Mi pare di essere stato piuttosto chiaro sulle critiche che ho mosso, soprattutto, nei confronti della sceneggiatura e mi pare di aver detto che nell'economia della pellicola quelle impefezioni/lacune inficiano: il cinema è spesso fatto di questi particolari che ti fanno storcere il naso o ti fanno innamorare di un film. Mi sembra lampante, inoltre, che mi sia focalizzato solo sui difetti, per rispondere a te, e anche perchè dei pregi si era parlato abbondantemente sia sul forum che nella recensione di Diego, e reputavo inutile ribadirli. Il "mi è piaciuto molto" è il commento soggettivo al film nel suo complesso che, brutalizzando, mi fa dare un 7.5/10, cioè un voto molto positivo, ma non un 8-8.5-9...proprio per i difetti suddetti (e quelli mi pare ci siano per tutti, poi che siano significanti o meno, non sto qui a discuterci...)


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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#73 tiresia

tiresia

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Inviato 19 marzo 2009 - 07:44

Scusate, ma io la recensione del famoso 4,5 al film non l'ho trovata.....ho trovato il voto, ma non la recensione
  • 0

#74 Homer

Homer

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Inviato 19 marzo 2009 - 08:00

Scusate, ma io la recensione del famoso 4,5 al film non l'ho trovata.....ho trovato il voto, ma non la recensione


A volte pubblicano solo il voto, tipo tabellone, non sempre accompagnato da una recensione.
E comunque può anche essere che più avanti ne pubblichino altre.

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"Beh, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un’ottima domanda. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Ok. Per me... io direi... per Groucho Marx tanto per dirne una, e Willie Mays e... il secondo movimento della sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione Potatoehea Vlues... i film svedesi naturalmente... L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili... mele e pere di Cézanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracey"

"Saigon. Merda. Sono ancora soltanto a Saigon. Ogni volta penso che mi risveglierò di nuovo nella giungla"


#75 Homer

Homer

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Inviato 19 marzo 2009 - 08:01

non esageriamo...manco stessimo parlando di Tarantino


Scherzi a parte, quello di Tarantino è un ottimo esempio.
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"Beh, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un’ottima domanda. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Ok. Per me... io direi... per Groucho Marx tanto per dirne una, e Willie Mays e... il secondo movimento della sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione Potatoehea Vlues... i film svedesi naturalmente... L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili... mele e pere di Cézanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracey"

"Saigon. Merda. Sono ancora soltanto a Saigon. Ogni volta penso che mi risveglierò di nuovo nella giungla"


#76 Guest_Honky Tonk Man_*

Guest_Honky Tonk Man_*
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Inviato 19 marzo 2009 - 08:03

Mi spiace che si litighi per un film, per di più uno cui tengo così tanto.

Detto questo...
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Cuccioloto teneroso!

#77 John Dillinger

John Dillinger

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Inviato 19 marzo 2009 - 08:10

Io non parlo certo di capolavoro, questo è "solo" un buon film, però, a conti fatti, penso che certe storie solo Clint sia in grado di raccontarle.
Ci fa innamorare dei suoi personaggi, ci fa commuovere, ci fa riflettere... stavolta, inaspettatamente, ci fa anche ridere. Poi se qualche passaggio è un po' stereotipato pazienza. Il film rimane grande lo stesso.
E rimane grande anche la recitazione. A quasi 80 anni Clint ci regala ancora delle performance di grande espressività, non smetterò mai di ritenerlo uno dei più grandi attori della storia del cinema.

Voto personalissimo al film: intorno al 7. 
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#78 bowman

bowman

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Inviato 19 marzo 2009 - 09:09

Non ho ancora visto il film ma l'appellativo "giustiziere" mi fa terribilmente temere un già-visto. Spero di sbagliarmi.
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#79 vegeta851

vegeta851

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Inviato 19 marzo 2009 - 09:19

Spero di sbagliarmi.


appunto  :)
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#80 Kraftwave

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Inviato 19 marzo 2009 - 10:37



Il cinema dovrebbe essere valutato per quello che credo sia: molta emozione e poca ragione.


Intendendo il cinema come arte, differisco dal tuo punto di vista. L'emozione è parte integrante del cinema, non c'è dubbio, ma se ci si lascia andare semplicemente a quella diventa fuorviante, perchè un film può piacere a pancia e lasciare un ricordo sbiadito dopo qualche mese o viceversa, oppure farti schifo alla seconda visione mentre alla prima "mi aveva emozionato tantissimo", magari soltanto perchè c'era un evento esterno che ne aveva condizionato la visione. La ragione deve sempre controbilanciare l'emozione, perchè se l'emozione si affievolisce o cambia totalmente, gli elementi razionali di un'opera rimangono uguai. Tornando al discorso di cinema come arte, faccio un esempio stupido...Dante è considerato uno dei geni più grandi della letteratura occidentale: questo non perchè c'è una convenzione che fa dire così, ma perchè se si sa leggere Dante, allora la Comedìa non può non apparire come uno dei meccanismi intellettuali più potenti che siano stati mai creati, quindi se poi il tale "X" si annoia sono fatti suoi, ma obiettivamente non può esimersi dall'inchinarsi di fronte all'opera (e i primi che l'hanno fatto e che lo continuano a fare sono i poeti stessi, da Boccaccio fino a Borges).
Così anche al cinema: "Quarto potere" (tanto per fare l'esempio più classico) può non emozionare etc. ma obiettivamente non si può non rimanere esterefatti di fronte alla sua potenza. Quindi, se si vuole intendere il cinema come "settima arte", allora la ragione deve andare almeno di paripasso con l'emozione, per avere un approccio critico con dei paramentri che siano un minimo oggettivi. Se no, un film "è migliore" di un altro, semplicemente perchè "è piaciuto di più a me"? Troppo facile...
Poi, ognuno è libero di scegliere la propria via, ci mancherebbe. ;)


Non a caso, hai citato una lista di imperfezioni/lacune piuttosto insignificanti nell'economia della pellicola, che commenti, alla fine della fiera, con un "mi è piaciuto molto". Mi pare facile cogliere una sorta di contraddizione logica in tutto questo.


Mi pare di essere stato piuttosto chiaro sulle critiche che ho mosso, soprattutto, nei confronti della sceneggiatura e mi pare di aver detto che nell'economia della pellicola quelle impefezioni/lacune inficiano: il cinema è spesso fatto di questi particolari che ti fanno storcere il naso o ti fanno innamorare di un film. Mi sembra lampante, inoltre, che mi sia focalizzato solo sui difetti, per rispondere a te, e anche perchè dei pregi si era parlato abbondantemente sia sul forum che nella recensione di Diego, e reputavo inutile ribadirli. Il "mi è piaciuto molto" è il commento soggettivo al film nel suo complesso che, brutalizzando, mi fa dare un 7.5/10, cioè un voto molto positivo, ma non un 8-8.5-9...proprio per i difetti suddetti (e quelli mi pare ci siano per tutti, poi che siano significanti o meno, non sto qui a discuterci...)



Ti rispondo brevemente, poi termino perché non vorrei tediare gli altri utenti.
Scusami, e chi ti dice che anch'io non intenda il cinema come arte? Non è questo il cuore del mio discorso.
Forse non sono stato sufficientemente chiaro. Con "emozione", parlo di tutta una serie di parametri/caratteristiche molto più ampi: commozione, apprensione, suggestione, partecipazione, eccitazione, imprevedibilità, intensità, energia e tanti altri, tra cui quella potenza a cui fai riferimento menzionando il film di Orson Welles.
Ma ripeto, la cosa sorprendente non è che tu abbia trovato svariati difetti in Gran Torino (le tue osservazioni sono plausibili), ma che in un certo senso ci sputi sopra pur ritenendolo un film molto buono (che poi è più o meno il mio stesso giudizio!). Questo tipo di opinioni critiche da "accademia" mi lasciano sempre un po' interdetto e annoiato. Tutto qui. Evidentemente abbiamo due punti di vista dissimili, pazienza. Per fortuna abbiamo il cinema per non pensarci.
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