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Filosofeggiando!!!


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654 replies to this topic

#641 Stephen

Stephen

    Con Artificial User che sarà 3 Rivoluzione Industriale

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Inviato 21 febbraio 2018 - 18:01

Sinceramente l'eresia del dio incompiuto che soffre per l'imperfezione della creazione tra una tirata gnostica algebrizzata e l'altra non mi stupisce. asd (ma dicevi il mitico Schellingone o Sergio - che non ho ancora letto?)

Infatti mi racconto ogni giorno la storia di quanto fosse rincoglionito Fichte per farsi cacciare dall'università per ateismo mentre giravano stravaganze ben più choccanti. asd
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... non si è mai visto un idiota fondare e gestire un hedge da 12miliardi.

... tipo andare a pochi centimetri dal prendersi una coltellata vicino Basilica San Paolo per inseguire un rapinatore rumeno strafatto di coca alle tre del mattino, per 1200 euro al mese.

Speriamo si sbrighino presto.


#642 Script of the bridge

Script of the bridge

    Bello come il tizio nella foto

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Inviato 21 febbraio 2018 - 18:05

Regaz, in questi giorni di convalescenza mi sto sparando endovena un po' di testi di Sgalambro. Ho letto "Trattato sull'empietà" e "La conoscenza del peggio". Molto tosti, soprattutto il primo (non avendo praticamente alcun riferimento teologico). Ho peró ordinato "La morte del sole" e l'hype è altissimo. Voi cosa ne pensate del filosofo catanese?
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#643 Guest_Michele Murolo_*

Guest_Michele Murolo_*
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Inviato 21 febbraio 2018 - 18:06

E che per di mio sarei molto più gnostico che cristiano asd

Ma sono cose malate. Fichte che inoltre era anche fortemente antisemita, e anzi i suoi Discorsi alla nazione tedesca ebbero un certo influsso su Hitler che invece, trentenna scriveva ancora Schoppenhauer e aveva una conoscenza di Nietzsche pari allo zero cosmico[Informazione tratte da La biblioteca di Hitler. Cosa leggeva il Fuhrer].

 

@Script: Mi dispiace ma ho provato a leggere qualcosa di suo ma non mi è piaciuto. O meglio non è vero che non mi sia piaciuto, semplicemente non mi ha convinto ad andare avanti con la lettura. Comunque in futuro ci voglio riprovare



#644 Connacht

Connacht

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Inviato 22 febbraio 2018 - 11:09

Scarafaggi, parassitoidi e libero arbitrio: prosopopea.com/2012/07/20/scarafaggi-parassitoidi-e-libero-arbitrio/

"Questo quasi-libero arbitrio degli insetti è filogeneticamente un precursore di quello che noi consideriamo libero arbitrio ? Quanti strati di controllo dobbiamo aggiungere alla torta per distinguere tra una scelta veramente libera e una che ha solo l’apparenza di essere tale ? Aveva ragione Schopenhauer ? Può la biologia informare il dibattito filosofico ? (Sì.)"


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#645 Guest_Michele Murolo_*

Guest_Michele Murolo_*
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Inviato 22 febbraio 2018 - 11:15

Stephen il 7 marzo viene Tronti a parlare in cattolica!



#646 Rover

Rover

    hjdjlalkjaz

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Inviato 26 febbraio 2018 - 19:28

Forse se ne è parlato ma ho finito da poco di leggere Oltre La Linea di Jünger - Heidegger (Adelphi, 1989) e mi è sembrato uno scritto importante per inquadrare alcune questioni ampiamente dibattute nell'epoca in cui ci troviamo. Le prospettive di Jünger sull'argomento del superamento del nichilismo mi sono sembrate fin troppo fiduciose: più profonde le riflessioni contenute nella risposta di Heidegger, La Questione dell'Essere. (Se avete pareri leggo volentieri) 


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#647 Rover

Rover

    hjdjlalkjaz

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Inviato 16 marzo 2018 - 16:12

Avete gia' parlato di Badiou, qui?

...non mi sembra!

 

Mi sono dedicato alla lettura due libretti di raccolte epistolari di Cioran editi da Mimesis: Il nulla (con Marin Mincu, romanziere, poeta e saggista) e Cioran, Balan Tra inquietudine e fede corrispondenza (1967-1992) con George Balan, filosofo, musicologo e teologo di origine rumena.

Il secondo in particolare ricostruisce la bella amicizia tra i due intellettuali e svela molti aspetti, anche sorprendenti, della quotidianità del filosofo di Rasinari, tra cui la profonda inquietudine religiosa e l'amore per la musica.


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#648 Trickster017

Trickster017

    autoba(h)n

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Inviato 13 aprile 2018 - 13:46

Filosofi del forum, sapete cosa significa l'espressione "Scheinbeweiskunst" ?

Vi sono tre parole di cui separatamente conosco il significato, ma messe insieme non ne capisco il senso. Si parla di Labriola e della retorica.


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Keine Gegenstaende aus dem Fenster werfen


#649 Reynard

Reynard

    the scientifical truth which is much better

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Inviato 13 aprile 2018 - 14:05

Lett. "Arte della argomentazione (o: della conclusione) apparente".

 

Bisognerebbe vedere dal contesto (non conosco quel che pensa Labriola della retorica) se il prefisso Schein- indica la non necessità, la semplice verosimiglianza della argomentazione (secondo la definizione aristotelica della retorica come concernente il possibile) oppure la sua falsità. A senso propenderei per la seconda, ma ripeto andrebbe visto il contesto.


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La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#650 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 14 maggio 2018 - 22:02

Che cosa è esattamente la filosofia?
con la potenza del linguaggio possiamo scrivere frasi come questa: possiamo conoscere il prima del prima della auto-genesi.
 
Ma il linguaggio ordinario rimane come la forma più alta di censura cesura dall'autocoscienza dell'essere-linguaggio, l'impossibilità di essere. Non potremo mai parlare di massa, sono astrazioni, stiamo ancora a Marx e dunque rimpiango Hegel.
 
Proprio oggi guardando un incontro di tennis a Roma la regia ha staccato dal campo alla panoramica del villaggio, questo brulichio di persone che potremmo definire che abitano il mondo, un brulichio post euclideo, tracciante. Se la filosofia si arrende all'incognita di capire i legami micro-dinamici che legano gli enti, ben oltre la filosofia fenomenologica... ecco saremo sempre al punto di partenza.
 
Che cosa è veramete la filosofia: illuderci o confermarci di illuderci che siamo in grado non di pensare ma di percepire i nostri segni dotati di una parvenza di significanza, l'atto scritto gli atti di coscienza.
 
La filosofia ci insegna grazie ad Aristotele l'arte della modestia, del più grande sforzo (assieme a Kant) di capire tutto quanto è fuori dal nostro corpo-mente, la possibilità nel primo caso di ridurre il sistema (che cosa è un sistema?) attraverso il suo slabbramento in enti logici che possono ulteriormente ridursi a singoli atomi-aggregati di relazione, il secondo ha processato il fenomeno del mondo. Bisogna ripartire da questa strategia, da questo contatto (discreto) con la metafisica e la non previsione dell'IO TRASCENDENTALE post fichtiano, dunque HUSSERL come base di partenza per carpire l'arte; la prospettiva simbolica come libro base di estetica e di ermeneutica.
La filosofia è solamente questo: la penetrazione verso l'ignoto del non cosciente, le ontologie sull'IO TRASCENDENTALE, il rapporto di A con il mondo inteso come incognita riducibile ma non ai suoi atomi più semplici (geometria post euclidea, Prigogine) con tutta la speculazione teoretica-intenzionale che FA l'arte... ciò sta sotto di noi in termini pratici tra mille virgolette: la terra, l'archeologia di un vissuto, strato dopo strato fino al centro che non è un centro e la teologia come scienza logica speculativa dell'essere divino intuito spiegato (!) attraverso il linguaggio privato da ogni risonanza metafisica, figlio della matematica, della geometria più che specchio di ciò che "vediamo".
Quattro punti cardinali che ci portano comunque alla perenne domanda che non troverà mai risposta in quanto qualsiasi concetto originale viene ripreso e modificato una catena infinita di proiezioni: che cosa è il tempo? 
Da queste basi, si costruisce e decostruisce l'intera storia della filosofia. Non si scappa dal corpo presenza, dall'intuizione della metafisica, al dolore come gestazione dialettica che porta al pensiero, alle sue viscere, alle sue micro-tensioni, al passato inteso come retroazione di strati storico archeologici, l'intero rapporto con le ontologie della realtà con la schizofrenia la psicosi del rapporto tra ciò che calpestiamo e ciò che ci spinge a guardare in alto nell'impossibilità di pensare alla possibilità di non pensare all'auto-genesi: la presenza che fa male, in quanto è un domandarsi e rispondersi vivendo-agendo in spazi topologici, deformabili, non sempre armonici. 
Trovo queste affermazioni ovunque, in un incontro di tennis (schemata) alla fascinazione estetica per l'opera d'arte, trascendendo ciò che esiste ma è incognito attraverso l'immaginario.
Per avvertire che siamo abbiamo un solo intervento divino: il dolore. attraverso il male più di ogni altra condizione umana sentiamo il tempo, sentiamo lo spazio e sembriamo come il prodotto di queste due forze, fino alla morte non di noi stessi, ma dallo spostamento progressivo del tempo e dello spazio da un'altra parte.

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#651 Eugenio

Eugenio

    Sporco Lennoniano Fanatico [(C) BillyBud]

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Inviato 16 maggio 2018 - 22:04

Per avvertire che siamo abbiamo un solo intervento divino: il dolore. Attraverso il male più di ogni altra condizione umana sentiamo il tempo, sentiamo lo spazio e sembriamo come il prodotto di queste due forze, fino alla morte non di noi stessi, ma dallo spostamento progressivo del tempo e dello spazio da un'altra parte.


Il dolore dunque procede dal divino? Bene e male sono due facce di un'unica medaglia?
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#652 Connacht

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Inviato 04 giugno 2018 - 11:19

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L'altro ieri è morto Irenäus Eibl-Eibesfeldt, padre dell’etologia umana che rese un campo di ricerca definito e a sé stante. Se vi interrogate spesso sulla natura del comportamento umano, se siete sempre stati presi tra i due fuochi del "bellum omnium contra omnes" e "homo homini lupus" di Hobbes da un parte, "buon selvaggio" di Rosseau dall'altra, questo autore ha risposto a entrambi. L'uomo è predisposto per sua natura all'assassinio, all'istinto di autoconservazione e alla brama di potenza, venendo domato solamente dalla ragione e dallo sviluppo culturale che reprimono tali impulsi? Oppure in realtà la natura dell'uomo è quella di un essere di indole pacifica e buona, o tutt'al più "né buono né cattivo, senza vizi né virtù", ma poi reso aggressivo solo dallo sviluppo della civiltà e dalla nascita di confini, idee, paletti?

 

Il libro "Amore e odio – per una storia naturale dei comportamenti elementari" tratta lo studio dei comportamenti umani per discernere quali sono appresi, per mezzo culturale, e quali sono invece degli innatismi (ovvero quelli che impropriamente chiamiamo “istinto”) e in quest’ultimo caso si procede poi alla loro comparazione con quelli presenti negli altri animali. L’autore mette a frutto i suoi anni di viaggi e ricerca, soprattutto tra popolazioni indigene delle quali vengono analizzate espressioni facciali e gestuali, mimica, sentimenti. I risultati sorprendenti non sono solo il fatto che le emozioni umane sono universali, senza distinzioni di etnia, ma che conserviamo (filogeneticamente) molte affinità anche con gli altri animali, soprattutto gli altri primati, tanto più quanto minore è la distanza evolutiva che ci separa. Come avrebbe poi detto il neuroscienziato Antonio Damasio, non siamo macchine pensanti che si emozionano, ma macchine emotive che pensano. 

 

Il confine che ci separa dagli altri animali, forse, non è così netto come ci piace credere, e come molta filosofia ha erroneamente dato per scontato per secoli.

 

« Se smetteremo di erigere barriere alla comunicazione fra uomini e di degradare a mostri coloro che sono uomini come noi, anche se aderiscono ad altri sistemi di valori – ma, al contrario, accentueremo ciò che a loro ci lega, noi prepareremo per i nostri nipoti un futuro felice. Le potenzialità del bene sono biologicamente presenti in noi quanto quelle dell’autodistruzione. La vita è scaturita da questo petrigno pianeta in sempre nuove forme: dalle alghe più semplici su su fino all’uomo, il quale medita su questa creazione e cerca di plasmarla egli stesso e, ciò facendo, forse finisce per distruggerla. Sarebbe veramente grottesco risolvere in quest’ultimo modo il problema del significato della vita. »

 

« Noi uomini siamo in generale convinti di agire per libero arbitrio; crediamo di poter liberamente decidere di fare una cosa e non farne un’altra. Ma, a volte, l'insorgenza dell'ira non turba forse la limpidezza delle nostre decisioni? Non diciamo forse, come se fossimo costretti, cose che in un altra situazione psicologica non avremmo detto? E ancora, non reagiamo forse, a certe situazioni, addirittura automaticamente, in modi sostanzialmente uguali, senza aver prima riflettuto? […]
Da vari punti di vista ci comportiamo come un calcolatore programmato. Il confronto non è affatto longe quaesitus perché, in realtà, noi reagiamo in modo prevedibile, e se così non fosse non esisterebbe una scienza del comportamento. Ma ciò equivale a dire che, in qualche momento del nostro sviluppo, noi siamo stati 'programmati': di fronte a questo problema - come, cioè, si sia verificato che noi siamo dotati di programmazioni comportamentali - le opinioni divergono. » 


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#653 Stephen

Stephen

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Inviato 04 giugno 2018 - 14:21

Che poi bisognerebbe discutere di queste cose, prima o poi; a me viene sempre in mente il mondo vero e il mondo apparente di Nietzsche. 

 

Comunque volevo postare questo. asd


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#654 AxolotLFT

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Inviato 04 giugno 2018 - 14:37

Non ho capito (non ho aperto il video, kiki e bouba li so senza pupazzi ma magari i pupazzi sono la chiave di volta; Nietzsche non lo so)
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Stamani sono stato al fucking gazebo della Lega.

ma secondo te ti credo?


There is a duality between thought and language reminiscent of that which I have described between dreaming and play

#655 Stephen

Stephen

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Inviato 04 giugno 2018 - 14:42

kiki e bouba li so senza pupazzi ma magari i pupazzi sono la chiave di volta

 

Abbastanza, perché è una serie di corti in cui i pupazzi parlano di filosofia politica googlando un po' di tutto finché non arriva il mostro del porno che gli sequestra il cellulare. 

Nietzsche non lo so

 

Magari poi uno di questi giorni ci scrivo un bel pippone.


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