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Filosofeggiando!!!


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654 replies to this topic

#581 Guest_Michele Murolo_*

Guest_Michele Murolo_*
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Inviato 23 ottobre 2017 - 18:59

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#582 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 23 ottobre 2017 - 20:16

sto leggendo i primi saggi religiosi di Garin, è inutile sbrodolarci su o meno: nel Novecento tardo o presto che esso sia stato, abbiamo avuto delle teste macro pensanti che si sono terminalizzate non sillogisticamente in Massimo Cacciari.

 

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#583 Connacht

Connacht

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Inviato 08 gennaio 2018 - 13:49

Monod_Il_caso_e_la_necessit.jpg

 

« Oggi è poco prudente per un uomo di scienza inserire il termine 'filosofia', sia pur 'naturale', nel titolo o nel sottotitolo di un'opera: è il miglior modo per farla accogliere con diffidenza dagli scienziati, e, per bene che vada, con condiscendenza dai filosofi. Ho un'unica scusante, che però ritengo legittima, ed è il dovere che si impone agli uomini di scienza, oggi più che mai, di pensare la propria disciplina nel quadro generale della cultura moderna, per arricchirlo non solo di nozioni importanti dal punto di vista tecnico, ma anche di quelle idee, provenienti dal loro particolar campo d'indagine, che essi ritengano significative dal punto di vista umano. Il candore di uno sguardo nuovo (quello della scienza lo è sempre) può talvolta illuminare di luce nuova antichi problemi. »

 

« Le alterazioni nel DNA sono accidentali, avvengono a caso. E poiché esse rappresentano la sola fonte possibile di modificazione del testo genetico, a sua volta unico depositario delle strutture ereditarie dell'organismo, ne consegue necessariamente che soltanto il caso è all'origine di ogni novità, di ogni creazione nella biosfera. Il caso puro, il solo caso, libertà assoluta ma cieca, alla radice stessa del prodigioso edificio dell'evoluzione: oggi questa nozione centrale della Biologia non è più un'ipotesi fra le molte possibili o perlomeno concepibili, ma è la sola concepibile in quanto è l'unica compatibile con la realtà quale ce la mostrano l'osservazione e l'esperienza. Nulla lascia supporre (o sperare) che si dovranno, o anche solo potranno, rivedere le nostre idee in proposito. »

 

« Nell'arco di tre secoli la scienza, fondata sul postulato di oggettività, ha conquistato il suo posto nella società: nella pratica ma non nelle anime. Le società moderne sono costruite sulla scienza. Le devono la loro ricchezza, la loro potenza e la certezza che ricchezze e potenze ancora maggiori saranno in un domani accessibili all'uomo, se egli lo vorrà [...] . Le società moderne hanno accettato le ricchezze e i poteri che la scienza svelava loro, hanno appena inteso ma non accettato il messaggio più profondo della scienza: la definizione di una nuova e unica fonte di verità, l'esigenza di una revisione totale delle basi dell'etica. Le società moderne devono la loro potenza materiale a quest'etica fondatrice della conoscenza, e la loro debolezza morale ai sistemi di valori, distrutti dalla conoscenza stessa e ai quali esse tentano ancora di riferirsi. Questa contraddizione è fatale, e scava quella voragine che vediamo aprirsi sotto di noi. »

 

« L'etica della conoscenza è anche, in un certo senso, conoscenza dell'etica, delle pulsioni, delle passioni, delle esigenze e dei limiti dell'essere biologico. Nell'uomo essa sa riconoscere l'animale, non assurdo ma strano, prezioso per la sua stessa stranezza; un essere che, appartenendo contemporaneamente ai due regni – la biosfera e il regno delle idee – è al tempo stesso torturato e arricchito da questo dualismo lacerante che si esprime nell'arte, nella poesia e nell'amore umano. »

 

« La scienza moderna ha mostrato l'insanabile opposizione tra le verità oggettive empiricamente dimostrate e il mondo dei valori individuali: il suo inarrestabile progresso ha rotto il patto, l' "antica alleanza" che l'uomo aveva stretto con la natura concependola animisticamente. Nel mondo aristotelico l'uomo credeva di avere il suo posto al culmine della natura: in quanto essere vivente e conoscente la natura, questa era costituita a sua misura, anzi egli era alla cima della piramide naturale i cui gradini inferiori gli offrivano le infinite potenzialità per il suo sviluppo. Ora invece l'uomo finalmente sa di essere solo nell'immensità indifferente dell'Universo da cui è emerso per caso. La scienza moderna rivela all'uomo che egli è un accidente, quasi un estraneo nell'universo e riduce l'antica alleanza tra lui e il resto della creazione a un filo tenue e fragile. »

 

« La scienza moderna ha mostrato l'insanabile opposizione tra le verità oggettive empiricamente dimostrate e il mondo dei valori individuali: il suo inarrestabile progresso ha rotto il patto, l' "antica alleanza" che l'uomo aveva stretto con la natura concependola animisticamente. Nel mondo aristotelico l'uomo credeva di avere il suo posto al culmine della natura: in quanto essere vivente e conoscente la natura, questa era costituita a sua misura, anzi egli era alla cima della piramide naturale i cui gradini inferiori gli offrivano le infinite potenzialità per il suo sviluppo. Ora invece l'uomo finalmente sa di essere solo nell'immensità indifferente dell'Universo da cui è emerso per caso. La scienza moderna rivela all'uomo che egli è un accidente, quasi un estraneo nell'universo e riduce l'antica alleanza tra lui e il resto della creazione a un filo tenue e fragile. »


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There is no theory. You have only to listen. Pleasure is the law. I love music passionately. And because l love it, I try to free it from barren traditions that stifle it. It is a free art gushing forth — an open-air art, boundless as the elements, the wind, the sky, the sea. It must never be shut in and become an academic art.

  • Claude Debussy
    quoted in An Encyclopedia of Quotations About Music (1981) by Nat Shapiro, p. 268

#584 markmus

markmus

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Inviato 12 gennaio 2018 - 17:11

frankie teardrop, on 12 Jan 2018 - 3:52 PM, said:
 
allora: 1) la struttura originaria non può non essere stabile, perché essa non è qualcosa che si può interpretare, essendo essa lo sfondo in cui anche le diverse interpretazioni sono possibili:
insomma: la sedia può assumere qualsiasi posizione, può avere qualsiasi colore o forma, ma essa è comunque un "ente" che appare solo perché c'è qualcosa (la struttura originaria) che rende possibile il suo apparire 
 
2) Il non-essere come assenza radicale di significato (nulla) è impossibile, perché esso, per significare almeno come non-essere, deve comunque "essere" se stesso... - dunque, deve essere tutt'altro che la negazione radicale dell'essere!
 
3) tu scrivi: non sarebbe piu' corretto scrivere: "qualsiasi definizione o non-definizione e' possibile solo se la coscienza si PERCEPISCE come sfondo stabile"? perche' magari invece non lo e'.
 
La coscienza si percepisce come sfondo stabile, certo. Ma essa certamente non è instabile, perché, se lo fosse, allora non sarebbe più se stessa - non sarebbe, insomma, la stabilità ultima rispetto a cui tutto appare
grazie per la risposta. quello che non capisco e':
 
1) ma la struttura originaria vuol dire qualcosa tipo "la realta'", o "l'insieme delle cose esistenti"? 
perche' non si avrebbe la possibilita' di interpretarla se non fosse stabile? cos'e' che dimostra che qualcosa che e' instabile non e' interpretabile? questa sedia si sta lentissimamente deteriorando e smettera' un giorno di essere una sedia, e come facciamo quindi a definirla sedia? non puo' essere semplicemente un insieme di realta' cangiante + convenzione tra soggetti/coscienze che la percepiscono? poi se per "struttura originaria" intendiamo una realta' che include ogni sua possibile variazione, tipo lo ieri, l'oggi, il domani e tiene conto di tutte le permutazioni che possono avvenire in essa, allora la definizione di stabile la capisco (intendendola come qualcosa che non si trasformi in non-essere), ma tornando alla domanda iniziale, in che modo questo risolve la questione dell'aporia del nulla? e soprattutto, in cosa differisce un mondo in cui il nulla (assoluto) esiste rispetto ad uno in cui il nulla non esiste?
 
2) il non-essere per come lo penso io e' qualcosa che non necessita di significare. "deve essere se' stesso" solo per relazionarsi all'essere, se invece continua ad esistere nel non essere puo' semplicemente non essere, no? senza bisogno di significato.
 
3) "(la coscienza) certamente non è instabile, perché, se lo fosse, allora non sarebbe più se stessa - non sarebbe, insomma, la stabilità ultima rispetto a cui tutto appare"
come facciamo a capire che la coscienza non e' instabile? qui dici che non lo e' perche' se lo fosse non corrisponderebbe alla definizione che ne hai dato, ma questa e' una tautologia. si torna quindi al punto uno mi sa: perche' lo sfondo delle diverse interpretazioni non puo' mutare?
 
haxan, ma che e' 'sta roba? ho capito solo la frase di parmenide di tutto quello che hai scritto/citato(?) e ci ho pure fatto analisi matematica 3 asd non c'e' un modo di scriverlo in modo piu' sfincionesco e meno post-(ironico?)?

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#585 häxan

häxan

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Inviato 12 gennaio 2018 - 18:26

haxan, ma che e' 'sta roba? ho capito solo la frase di parmenide di tutto quello che hai scritto/citato(?) e ci ho pure fatto analisi matematica 3 asd non c'e' un modo di scriverlo in modo piu' sfincionesco e meno post-(ironico?)?

 

eh, no, non si può semplificare...


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Quando ero giovane e leggevo Deleuze pendendo dalle sue labbra come una puttanella

 

Non la buttiamo sempre sulla campagna e sulle colline per favore.


#586 LukakuFakeTroll

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Inviato 12 gennaio 2018 - 18:44

Comunque quello che volevo dire sulla sedia e sugli oggetti è che anch'essi sono punti di vista sul mondo, non tanto che la loro entità sia indipendente dalla nostra osservazione, quanto piuttosto dal loro darsi entità ed osservazioni in un senso più generale di quello che usiamo umanamente.
Un sistema che ha più stati accessibili è un'immagine del mondo nella misura in cui gli eventi del mondo lo fanno passare di stato in stato; il mondo è un insieme di sistemi in questa relazione di influenza fra loro e non ha senso, in un reticolo, parlare di un ipotetico altro reticolo completamente sconnesso (anche in potenza), dopodiché si può spaziare assai nel proprio reticolo.
  • 0

A proposito del Maurizio Costanzo show, a me l'ospitata del Joker al programma del personaggio di De Niro ha ricordato una di Aldo Busi, ma proprio uguale, compreso il balletto con cui si presenta al pubblico. Dubito che Phoenix si sia ispirato a quella, ma in certe parti, quando si mette a checcheggiare, la somiglianza era impressionante.

il primo maggiorenne che vedrò vestito da joker a carnevale, halloween o similia lo prendo per il culo di brutto
minimo un A STRONZOOOO, ANCORA STU JOKER? STRONZOOOO, vieni a casa mia che ho bisogno di una mano a sgomberare la mansarda, STRONZOOOO

There is a duality between thought and language reminiscent of that which I have described between dreaming and play

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#587 frankie teardrop

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Inviato 12 gennaio 2018 - 18:54

 

frankie teardrop, on 12 Jan 2018 - 3:52 PM, said:
 
allora: 1) la struttura originaria non può non essere stabile, perché essa non è qualcosa che si può interpretare, essendo essa lo sfondo in cui anche le diverse interpretazioni sono possibili:
insomma: la sedia può assumere qualsiasi posizione, può avere qualsiasi colore o forma, ma essa è comunque un "ente" che appare solo perché c'è qualcosa (la struttura originaria) che rende possibile il suo apparire 
 
2) Il non-essere come assenza radicale di significato (nulla) è impossibile, perché esso, per significare almeno come non-essere, deve comunque "essere" se stesso... - dunque, deve essere tutt'altro che la negazione radicale dell'essere!
 
3) tu scrivi: non sarebbe piu' corretto scrivere: "qualsiasi definizione o non-definizione e' possibile solo se la coscienza si PERCEPISCE come sfondo stabile"? perche' magari invece non lo e'.
 
La coscienza si percepisce come sfondo stabile, certo. Ma essa certamente non è instabile, perché, se lo fosse, allora non sarebbe più se stessa - non sarebbe, insomma, la stabilità ultima rispetto a cui tutto appare
grazie per la risposta. quello che non capisco e':
 
1) ma la struttura originaria vuol dire qualcosa tipo "la realta'", o "l'insieme delle cose esistenti"? 
perche' non si avrebbe la possibilita' di interpretarla se non fosse stabile? cos'e' che dimostra che qualcosa che e' instabile non e' interpretabile? questa sedia si sta lentissimamente deteriorando e smettera' un giorno di essere una sedia, e come facciamo quindi a definirla sedia? non puo' essere semplicemente un insieme di realta' cangiante + convenzione tra soggetti/coscienze che la percepiscono? poi se per "struttura originaria" intendiamo una realta' che include ogni sua possibile variazione, tipo lo ieri, l'oggi, il domani e tiene conto di tutte le permutazioni che possono avvenire in essa, allora la definizione di stabile la capisco (intendendola come qualcosa che non si trasformi in non-essere), ma tornando alla domanda iniziale, in che modo questo risolve la questione dell'aporia del nulla? e soprattutto, in cosa differisce un mondo in cui il nulla (assoluto) esiste rispetto ad uno in cui il nulla non esiste?
 
2) il non-essere per come lo penso io e' qualcosa che non necessita di significare. "deve essere se' stesso" solo per relazionarsi all'essere, se invece continua ad esistere nel non essere puo' semplicemente non essere, no? senza bisogno di significato.
 
3) "(la coscienza) certamente non è instabile, perché, se lo fosse, allora non sarebbe più se stessa - non sarebbe, insomma, la stabilità ultima rispetto a cui tutto appare"
come facciamo a capire che la coscienza non e' instabile? qui dici che non lo e' perche' se lo fosse non corrisponderebbe alla definizione che ne hai dato, ma questa e' una tautologia. si torna quindi al punto uno mi sa: perche' lo sfondo delle diverse interpretazioni non puo' mutare?
 
haxan, ma che e' 'sta roba? ho capito solo la frase di parmenide di tutto quello che hai scritto/citato(?) e ci ho pure fatto analisi matematica 3 asd non c'e' un modo di scriverlo in modo piu' sfincionesco e meno post-(ironico?)?

 

 

1) La struttura originaria è semplicemente (!) la luce che rende possibile ogni apparire determinato. Essa è lo sfondo ineludibile in cui ogni ente appare, mostrando innanzitutto di essere un "che" di significante (un essere determinato). 
Il nulla è un concetto autocontraddittorio, perché esso vuole significare qualcosa (il nulla radicale, l'assoluta insignificanza) che per essere ciò che vuole essere deve necessariamente non-essere-se-stesso, dato che, mentre vuole significare "negazione assoluta dell'essere", significa ALMENO l'"essere nulla"... Insomma, il nulla, come radicale insensatezza, come radicale negazione dell'essere, non appare in alcun modo, perché, per apparire, dovrebbe presupporre proprio ciò che esso vorrebbe negare: l'essere, l'apertura della significazione, la struttura originaria.
Ne consegue che l'essere è la stabilità suprema. La struttura originaria, che io stesso sono, è dunque l'impossibilità di sperimentare la propria "fine". 

2) il non-essere che non "significa" alcunché è semplicemente una contraddizione; in che modo, infatti, qualcosa può "essere" senza "significare qualcosa"?

3) la coscienza non è instabile: ciò significa che l'apertura in cui ogni apparire determinato è possibile (apertura che io stesso sono, in quanto sempre in-relazione con un "mondo") non può mai venire meno, perché se venisse meno, questa sua negazione, per essere "negazione", dovrebbe comunque apparire, dunque "essere"... "significare", "manifestarsi"... 
All'interno dello sfondo immutabile della struttura originaria, le diverse interpretazioni del mondo mutano senza sosta. Quello che non muta è lo sfondo in cui il mutamento delle interpretazioni appare come "mutamento". Del resto, solo se c'è qualcosa di im-mutabile può apparire qualcosa come "mutabile". 


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#588 ravel

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Inviato 12 gennaio 2018 - 19:04

Il nulla è un concetto autocontraddittorio, perché esso vuole significare qualcosa (il nulla radicale, l'assoluta insignificanza) che per essere ciò che vuole essere deve necessariamente non-essere-se-stesso, dato che, mentre vuole significare "negazione

 

Raga, rassegnatevi...
Severino è tutto qui: il nulla è un concetto contraddittorio, perché non appena lo pensi (e lo nomini) gli attribuisci l'essere, inevitabilmente, che è ciò che dovrebbe negare.
Lo aveva detto Parmenide già, in effetti. Lì dobbiamo tornare e lì restare. Fine. Non c'è altro da dire, se non bearsi dell'eternità di questo prodigio...

 

La filosofia qualche passo avanti l'avrebbe anche fatto, a cominciare dal "parricida"... , ma niente... non se ne esce. L'essere è e il nulla non può essere perché è contraddittorio.
Severino crede nella logica (quella formale) e il discorso è chiuso.

 

Certo, questo bisogno (umano troppo umano, come notava Elle dall'altra parte) di certezza (bisogno che è quello del paranoico) è già da solo una confessione, ma tant'è...


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"Ciò che l'uomo può essere per l'uomo non si esaurisce in forme comprensibili".
(k. jaspers)

 

Moriremotuttista


#589 frankie teardrop

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Inviato 12 gennaio 2018 - 19:13

sì, come se fosse così facile dire che i passi avanti sono stati fatti... come se quei passi non avessero proprio condotto al crollo della stessa sapienza filosofica, che è, ormai, solo l'attestazione dell'impossibilità di ogni "immutabile"
ma, del resto, Severino ha detto e mostrato, a più riprese, anche questo...

 

p.s.: in ogni caso, quanto al "parricidio", ti consiglio di ripescare il lavoro di Luigi Vero Tarca, che ripensa la "negazione" (e lo stesso concetto di non-essere relativo) alla luce di Severino
 


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#590 markmus

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Inviato 12 gennaio 2018 - 22:15

1) Insomma, il nulla, come radicale insensatezza, come radicale negazione dell'essere, non appare in alcun modo, perché, per apparire, dovrebbe presupporre proprio ciò che esso vorrebbe negare: l'essere, l'apertura della significazione, la struttura originaria.

 

ma che il nulla non appaia non ci piove. pero' non so se cio' ne dimostri l'inesistenza. cioe' ovviamente non esiste ed esiste allo stesso tempo in relazione a quel tutto che hai descritto (l'essere/la sruttura originaria). che inizio a capire, ma che e' solo un'interpretazione fra le tante per come la vedo io.

 

se, per dire, riduciamo tutto l'esistente ad un'arancia e definiamo in questo mondo parallelo la struttura originaria come cio' che definisce la nostra arancia, tutto il resto non avra' senso se non in contrapposizione all'arancia. potremmo chiamare lo spazio intorno all'arancia non-arancia e dire che e' stupido definirla non-arancia in contrapposizione all'arancia perche' non esisterebbe senza l'arancia. ma in realta' non e' in contrapposizione all'arancia, ne e' la negazione semplicemente perche' stiamo parlando dell'arancia e se non ci fosse l'arancia sarebbe altro. quindi dire che il nulla non esista ha senso solo se diciamo che l'essere e' tutto. ma come possiamo sicuri che l'essere e' tutto, che non c'e' altro al di fuori di esso? ci dobbiamo fidare di severino?

 

 

 

2) il non-essere che non "significa" alcunché è semplicemente una contraddizione; in che modo, infatti, qualcosa può "essere" senza "significare qualcosa"?

ma il non-essere non e', quindi non deve essere (parmenide!). quindi non deve significare.

 

 

 

3)l'apertura in cui ogni apparire determinato è possibile (apertura che io stesso sono, in quanto sempre in-relazione con un "mondo") non può mai venire meno

ma secondo me non c'e' bisogno che venga meno se siamo nell'essere. pero' non mi sembra dimostri che l'essere debba essere immutabile.

 

 

 

solo se c'è qualcosa di im-mutabile può apparire qualcosa come "mutabile". 

non ho ancora capito perche' debba essere cosi'. qualcosa puo' apparire mutabile anche rispetto a qualcosa di mutabile, basta che mutino in modo diverso. 

 

@elle, io alla fine la vedo come te mi sembra, mi sta bene che tutto sia considerato esistente (anche il reticolo fuori dall'arancia -> essere/esistente =tutto tutto), forse sono solo un po' agnostico fino ad adesso sulle dimostrazioni... una delle domande sopra infatti era anche in cosa differisce un mondo in cui il nulla esiste rispetto ad uno in cui il nulla non esiste.


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#591 frankie teardrop

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Inviato 12 gennaio 2018 - 22:23

1) markmus, ma se il nulla esistesse, non sarebbe nulla... ci sei su questo? se ci fosse il nulla, a chi apparirebbe questo nulla se non almeno ad un "qualcuno" che non è nulla... e che, quindi, negherebbe la "radicalità assoluta" del nulla (dato che il nulla avrebbe almeno un "qualcuno" fuori di sè!!!)

 

come può essere un'interpretazione tra le tante la struttura originaria se è proprio la SO a rappresentare lo sfondo di ogni possibile interpretazione? insomma: che X sia rosso per me o giallo per te è possibile solo perché, innanzitutto, X appare... e appare perché c'è uno sfondo in cui può apparire!

2) tu scrivi: ma il non-essere non e', quindi non deve essere (parmenide!). quindi non deve significare.
ci siamo: come ho scritto: "
il non-essere che non "significa" alcunché è semplicemente una contraddizione; in che modo, infatti, qualcosa può NON "essere" senza "significare qualcosa"? - mi sono accorto che avevo mancato di aggiungere quel NON (ora penso sia chiaro)

3) se la SO è impossibile che venga meno (dunque, l'essere è "eterno"), allora ciò significa che l'Essere, in quanto apertura della significazione e dell'impossibilità dell'apparire della negazione di sè, è sempre se stesso: immutabile

4) tu scrivi: 
non ho ancora capito perche' debba essere cosi'. qualcosa puo' apparire mutabile anche rispetto a qualcosa di mutabile, basta che mutino in modo diverso

Ma la mutazione "in modo diverso" di due enti dove appare come tale? Appare, appunto, in uno sfondo che è sempre saldo e immutabile. 


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#592 LukakuFakeTroll

LukakuFakeTroll

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Inviato 13 gennaio 2018 - 00:04

Segnalato :)
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A proposito del Maurizio Costanzo show, a me l'ospitata del Joker al programma del personaggio di De Niro ha ricordato una di Aldo Busi, ma proprio uguale, compreso il balletto con cui si presenta al pubblico. Dubito che Phoenix si sia ispirato a quella, ma in certe parti, quando si mette a checcheggiare, la somiglianza era impressionante.

il primo maggiorenne che vedrò vestito da joker a carnevale, halloween o similia lo prendo per il culo di brutto
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#593 bachi

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Inviato 13 gennaio 2018 - 10:19

ma che il nulla non appaia non ci piove. pero' non so se cio' ne dimostri l'inesistenza. cioe' ovviamente non esiste ed esiste allo stesso tempo in relazione a quel tutto che hai descritto (l'essere/la sruttura originaria). che inizio a capire, ma che e' solo un'interpretazione fra le tante per come la vedo io.

se, per dire, riduciamo tutto l'esistente ad un'arancia e definiamo in questo mondo parallelo la struttura originaria come cio' che definisce la nostra arancia, tutto il resto non avra' senso se non in contrapposizione all'arancia. potremmo chiamare lo spazio intorno all'arancia non-arancia e dire che e' stupido definirla non-arancia in contrapposizione all'arancia perche' non esisterebbe senza l'arancia. ma in realta' non e' in contrapposizione all'arancia, ne e' la negazione semplicemente perche' stiamo parlando dell'arancia e se non ci fosse l'arancia sarebbe altro. quindi dire che il nulla non esista ha senso solo se diciamo che l'essere e' tutto. ma come possiamo sicuri che l'essere e' tutto, che non c'e' altro al di fuori di esso? ci dobbiamo fidare di severino?


ma dire che qualcosa "non è" non significa "non appartiene più all'essere", questo è l'equivoco di severino sul nulla. per restare nel tuo esempio , se l'arancia marcisse , e dicessimo che l'arancia sana non esiste più, non intenderemmo certo che ciò che resta non faccia più parte dell' assoluto-arancia , bensì che la nostra interpretazione di ciò che era arancia non sia più adatta , secondo la nostra stessa coscienza, a descrivere cio che ora appare.
nell'altro tuo esempio , quello della sedia: quando la sedia depersice, noi diciamo - tra l'altro lo diciamo in un momento imprecisato , perché "sedia" è un termine indefinito - che la sedia non esiste più. ma non crediamo che ciò che era sedia sia "uscito dall'essere" e che ciò che invece resta sia "entrato nell'essere". quel che intendiamo è: l'approssimazione-sedia non è più in grado di descrivere la nuova percezione di una realtà che non possiamo conoscere , e che per questo chiamiamo "divenire" (e di cui immagianiamo un assoluto , forse sbagliando).
certo, se crediamo che quando diciamo "sedia" stiamo indicando una parte propria dell'essere, un essente, va da sé che la sedia è eterna. ma questa è una tautologia, oltreché un delirio da manicomio.

davvero, io non avevo mai ponderato la filosofia di severino - ho in casa un paio dei suoi volumi, non prettamente filosofici, non miei - ma la sensazione più netta è quella di avere a che fare con un disturbato. per capire chi è, come parla, come si esprime, cogliere la semeiotica di una qualche patologia... ho guardato anche un breve video su youtube. in quel video il giornalista mangia cannoli e severino sostiene che sono eterni, come la defunta moglie, che anzi se la passerebbe meglio di lui. e fin qui "ok". poi però comincia a raccontare che le teorie di einstein siano identiche alle sue ,benché in forma scientifica, che quando crepiamo la vita ci passa davanti in un attimo, che dopo la morte appare la gloria. si avverte proprio quel kitsch che separa gli impostori dagli artisti.

https://youtu.be/tLbbG_SzSx8
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#594 frankie teardrop

frankie teardrop

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Inviato 13 gennaio 2018 - 10:36

Quel video lo lascerei perdere, perché non è certo lì che c'è la filosofia di Severino. O meglio: c'è, ma si presta a banalizzazioni. Si leggano i suoi libri e poi ne riparliamo, perché a gironzolare sulla rete o su Youtube non si fa certo un piacere alla filosofia "seria". Anzi, si finisce per comportarsi come quei bambocci che, letto Parmenide, sghignazzano dicendo: "Ahahahahah! L'essere è e il non essere non-è! Che stronzata"!... come se tutto si risolvesse nella semplice enunciazione di una formula che è la radice della cultura occidentale!

 

In ogni caso, anche il "cannolo", in quanto ente, è un eterno, nel senso che il suo apparire si offre come l'apparire di un certo ente che non potrà mai essere preda del nulla... cioè, tale ente, in quanto in relazione originaria con la struttura che fonda il nesso Io-Mondo, è qualcosa che appartiene, sempre e comunque, a tale nesso. E' impossibile, infatti, sperimentarne la nientificazione, ma al massimo l'uscita, temporanea o meno, dall'Apparire. 

 

Severino, comunque, sa bene che il problema del "non essere" relativo è un problema da prendere con le molle. Per lui, però, questo "non essere" è da rigettare nel momento in cui va ad indicare la nientificazione dell'ente. Avevo, non a caso, richiamato il lavoro di Luigi Vero Tarca, altro filosofo italiano vivente da leggere. Tarca, partendo da Severino, propone il concetto di "differenza pura", per cui il "non essere" che oppone due enti va a significare semplicemente che X si oppone a Y e viceversa. Solo che in questa opposizione, sia X che Y si co-istituiscono a vicenda. In ogni ente, dunque, è sempre presente la totalità, che lascia apparire l'ente determinato. Che cos'è la Totalità in Tarca? La stessa struttura originaria. 

 


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#595 bachi

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Inviato 13 gennaio 2018 - 10:49

ho cercato un video per dare un volto e una voce a quei deliri , non mi aspettavo di trovarne altri di tale portata. quindi ho linkato, per mostrare a chi magari come me non se ne occupa quotidianamente il personaggio con cui si ha a che fare.
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#596 frankie teardrop

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Inviato 13 gennaio 2018 - 10:55

sì, ma la filosofia non si fa con i video "a caso"...
quelle cose, dette così, non significano nulla - o,meglio: il loro significato è oscuro e sviante
lo stesso Severino, quando viene chiamato a semplificare il suo discorso, avverte sempre che, senza la dimostrazione seria del fondamento di quello che dice, c'è solo un enunciato qualunque

 


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#597 bachi

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Inviato 13 gennaio 2018 - 10:59

non mi sembra di avere soltanto postato un video e vaffanculo al resto.
comunque frank, penso sia il mio ultimo post in assoluto su severino. capitolo severino chiuso per sempre. ciao.
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#598 frankie teardrop

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Inviato 13 gennaio 2018 - 11:07

sì, però postandolo cosa volevi dimostrare? che si può prendere una battuta al volo di un filosofo così complesso (e questo lo dicono anche i suoi detrattori più "seri") e buttarla lì?
comunque, ciao


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#599 LukakuFakeTroll

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Inviato 13 gennaio 2018 - 11:09

sì, ma la filosofia non si fa con i video "a caso"...
quelle cose, dette così, non significano nulla - o,meglio: il loro significato è oscuro e sviante
lo stesso Severino, quando viene chiamato a semplificare il suo discorso, avverte sempre che, senza la dimostrazione seria del fondamento di quello che dice, c'è solo un enunciato qualunque


"Se mi ascoltate senza leggermi dico solo cose inutili, ma se leggete le dimostrazioni vedete che sono tautologie inutili"
Nice/for fans
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A proposito del Maurizio Costanzo show, a me l'ospitata del Joker al programma del personaggio di De Niro ha ricordato una di Aldo Busi, ma proprio uguale, compreso il balletto con cui si presenta al pubblico. Dubito che Phoenix si sia ispirato a quella, ma in certe parti, quando si mette a checcheggiare, la somiglianza era impressionante.

il primo maggiorenne che vedrò vestito da joker a carnevale, halloween o similia lo prendo per il culo di brutto
minimo un A STRONZOOOO, ANCORA STU JOKER? STRONZOOOO, vieni a casa mia che ho bisogno di una mano a sgomberare la mansarda, STRONZOOOO

There is a duality between thought and language reminiscent of that which I have described between dreaming and play

Man the sum of his climatic experiences Father said. Man the sum of what have you


#600 frankie teardrop

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Inviato 13 gennaio 2018 - 11:15

ecco un altro che ha capito tutto...


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