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Problema Energetico


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145 replies to this topic

#141 Boces

Boces

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Inviato 13 gennaio 2011 - 17:32



volevo solo aggiungere che la situazione attuale di gestione generale dei rifiuti radioattivi, a conoscerla bene, è molto più sicura di quanto ci si potrebbe immaginare.

ma capirai bene che le scorie di una centrale nucleare sono ben diversi da rifiuti radioattivi di industrie/ospedali... da wikipedia:

tempi di isolamento delle scorie che oscillano indicativamente dai 300 anni al milione di anni. Questo è il tempo necessario affinché le scorie diminuiscano la loro radiotossicità fino al valore dell'uranio naturale; dopo tale periodo la radiotossicità delle scorie non è zero, ma comunque, essendo pari a quella dei giacimenti di uranio normalmente presenti nella crosta terrestre, è accettabile in quanto sostanzialmente si ritorna -in termini di radiotossicità- alla situazione di partenza.



capisco. ma saprai anche che l'Italia ha già delle scorie di quel tipo. il tutto senza che né a te né a me sia arrivato il benché minimo danno.

dal tuo post dovremmo concludere che la Francia è un paese allo sfascio economico ed ecologico.

e poi c'è una cosa che non riesco mai a capire. Testa, Areva e Ansaldo sono tutti dei Montgomery Burns: ok, fin qua ci può stare; invece, ed è qui che faccio fatica, sembra che implicitamente si debba concludere che le ditte che lavorano nel solare sono tutti salesiani.

in effetti non è un problema molto attuale in francia la maggior parte delle scorie sono conservate in appositi depositi.. ma è proprio questo quello che mi turba. sviluppando questo settore non si è molto lungimiranti, se si devono smaltire scorie in 300-1000000 di anni... francia, italia e gli altri paesi europei sono molto piccoli, il numero di questi depositi aumenterà nel tempo e comincerà a diventare un problema... il sodalizio francia/energia nucleare non procede a gonfie vele, lo stato spende un sacco di soldi per mantenerle attive la notte per vendere a paesi stranieri (come l'italia) l'energia prodotta di notte a un prezzo irrisorio... per gli altri pesei è un gran guadagno e la francia ha numerosi problemi (e oppositori all'interno)... e i cittadini pagano veramente così poco?
da wikipedia

Va rilevato che l'approvvigionamento di minerali di uranio (tramite le miniere gestite dalla azienda statale Areva NC, principalmente in centro Africa e Niger), l'arricchimento, la produzione del combustibile e lo stoccaggio delle scorie sono -anche per ovvie ragioni di geopolitica e di sicurezza militare- gestite dallo Stato Francese e non gravano direttamente sulle bollette bensì sulla fiscalità generale. «La filiera nucleare francese è sotto lo stretto controllo dello stato ed è strettamente connessa con le attività militari relative all??arsenale atomico, non si può essere sicuri che il vero prezzo del kWh nucleare sia quello in borsa elettrica, i cittadini francesi potrebbero pagare (sotto forma di costi militari) nelle tasse, il cui livello è uno dei più alti al mondo, quello che i consumatori di energia elettrica risparmiano grazie al nucleare. Un indizio di questo è dato dall??alto livello di spese militari della Francia, 2,6% del PIL rispetto al 1,5 della Germania o del 1,8 dell??Italia, rispetto a quest??ultima la Francia spende circa 23 mld di $ in più all??anno; livelli simili si riscontrano anche per altri paesi detentori di arsenali nucleari.»

fonte -> http://www.aspoitali...mito-realta.pdf

...

Nel 2009 un'inchiesta della rete televisiva di stato France3[14] ha mostrato che fra il 1945 ed il 2001 le 210 miniere d'uranio sul suo territorio (oggi esaurite) hanno prodotto 300 milioni di tonnellate di rifiuti radioattivi di tipo minerario (rocce da scavo contaminate ecc.) che sono stati abbandonati nelle campagne senza misure di protezione e senza sorveglianze particolari. Addirittura l'inchiesta ha evidenziato come una parte di tali materiali siano stati utilizzati per costruire strade, parcheggi, abitazioni, scuole e giardini.


non so nulla in effetti delle società che si occupano di solare, solo che penso che sia un settore lungi dall'essere avviato (le norme sulle rinnovabili sono state appena approvate e hanno diversi punti che penalizzano alquanto questo settore, più che altro si tratta di norme piuttosto instabili) anche perchè la domanda è molto bassa e quello che i pro-solare continuano a sostenere è che agevolando la sua crescita l'offerta potrà ampliarsi in gradezza e qualità (ed è quello che succedera presto probabilmente, almeno in altri paesi del mondo, anche se chiaramente l'espansione forte delle rinnovabili non porrà fine al dibattito sulla politica energetica)

non so, se il settore del solare finisse... "in mani sbagliate"... cosa potrebbe succedere? non è una domanda retorica non sono in grado di averne un idea precisa, immagino che i contro non riescono a soppiantare i pro, in termini di quantità. E non ci sono rifiuti tossici da smaltire. E' quasi da considerarsi normale la speculazione in italia? Eh che ne so io spiegatemelo voi, non vorrei sembrare pontificatore, mi guardo intorno e cerco di capire
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#142 stalker

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Inviato 13 gennaio 2011 - 19:46

il sodalizio francia/energia nucleare non procede a gonfie vele, lo stato spende un sacco di soldi per mantenerle attive la notte per vendere a paesi stranieri (come l'italia) l'energia prodotta di notte a un prezzo irrisorio... per gli altri pesei è un gran guadagno e la francia ha numerosi problemi (e oppositori all'interno)... e i cittadini pagano veramente così poco?
da wikipedia

Va rilevato che l'approvvigionamento di minerali di uranio (tramite le miniere gestite dalla azienda statale Areva NC, principalmente in centro Africa e Niger), l'arricchimento, la produzione del combustibile e lo stoccaggio delle scorie sono -anche per ovvie ragioni di geopolitica e di sicurezza militare- gestite dallo Stato Francese e non gravano direttamente sulle bollette bensì sulla fiscalità generale. «La filiera nucleare francese è sotto lo stretto controllo dello stato ed è strettamente connessa con le attività militari relative all??arsenale atomico, non si può essere sicuri che il vero prezzo del kWh nucleare sia quello in borsa elettrica, i cittadini francesi potrebbero pagare (sotto forma di costi militari) nelle tasse, il cui livello è uno dei più alti al mondo, quello che i consumatori di energia elettrica risparmiano grazie al nucleare. Un indizio di questo è dato dall??alto livello di spese militari della Francia, 2,6% del PIL rispetto al 1,5 della Germania o del 1,8 dell??Italia, rispetto a quest??ultima la Francia spende circa 23 mld di $ in più all??anno; livelli simili si riscontrano anche per altri paesi detentori di arsenali nucleari.»

fonte -> http://www.aspoitali...mito-realta.pdf


vivendoci da 3 anni ho un'idea di quanto si paghi di elettricità in francia. in questi 3 anni il costo del kw/h è sensibilmente aumentato ma ci si trova a circa una media di 0,12 euro al kw/h (quasi 0,15 euro nelle ore più care del giorno e meno di 0,10 per la notte e alcune fasce orarie tipo 14h-15h30).
in italia se non mi sbaglio si viaggia a più di 0,20 euro al kwh.
sul fatto che poi si paghi indirettamente sulle tasse magari è vero  ma non credo che ci sia un'enorme differenza sulla pressione fiscale dei due paesi in termini % (in più la differenza va vista nella totalità dei servizi e non solo sui costi militari)

in ogni caso restano in francia abomini ecologici come i termosifoni elettrici (io ho quelli in casa e moltissime case ne sono dotate)
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#143 arvic

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Inviato 26 giugno 2011 - 12:33

L'effetto della diminuzione della vergognosa incentivazione sul fotovoltaico inizia a mostrare i primi effetti positivi: dopo aver drogato il mercato per aumentare la domanda, di fatto annullando la concorrenza per l'efficienza ma riducendola alla rincorsa ai permessi, si diminuisce bruscamente la sovvenzione, senza permettere al produttori un graduale allineamento dei prezzi.
Speriamo almeno che questo processo distruggi mercato permetta d'arrivare alla tanto ambita grid-parity, ossia l'equivalenza del prezzo di produzione elettrica attraverso il pannello fotovoltaico con quella in arrivo dal contatore.

Fotovoltaico, è crollo dei prezzi. Quali effetti?

I prezzi dei componenti fotovoltaici in questo ultimo mese sono scesi in picchiata a causa dei grossi volumi di invenduto accumulati nei magazzini per le incertezze sugli incentivi in alcuni dei principali mercati, tra cui quello italiano che comunque è sempre più vicino alla grid parity. L'analisi di Bloomberg New Energy Finance Solar Value.

I prezzi dei componenti per gli impianti fotovoltaici in questo ultimo mese sono scesi in picchiata. La colpa e dei grossi volumi di invenduto che si sono accumulati nei magazzini a causa delle incertezze sui meccanismi incentivanti in alcuni dei principali mercati, tra cui quello italiano. E quanto emerge dall'edizione di giugno del Bloomberg New Energy Finance Solar Value.

A giugno, mese su mese, il silicio di grado solare è sceso di prezzo del 28%, attestandosi a 53,4 $/kg, alleviando così la pressione sui produttori di wafer e celle. La forte riduzione di prezzo del silicio infatti si trasmette, anche se in modo più attenuato lungo tutta la filiera. Il prezzo di un wafer policristallino da 6" multicristallino a giugno è calato del 23% fino ad arrivare a 2,39 $ a pezzo. Le celle di silicio policristallino hanno registrato una diminuzione di prezzo del 15%, arrivando a 0,92 $ per watt.

I moduli FV sono sono scesi del 6,5% fino a 1,69 $/W, che diventa di 1,49 $/W per i moduli di produzione cinese; quelli fabbricati fuori dalla Cina sono invece ancora un po' cari e si attestano a 1,79 $/W. Da quanto emerge dall'analisi, a giugno i moduli fotovoltaici costano meno della metà (il 58% in meno) rispetto a quanto costavano nel terzo trimestre del 2008. Ricordiamoci tuttavia che il peso del costo del modulo oggi rappresenta circa il 35-40% di quello dell'impianto installato.

Si prevede che la diminuzione di prezzo non si arresterà. “Al momento i mercati vedono un oversupply di moduli, dato che i produttori cercano di diminuire i loro investimenti in mercati che chiedono moduli a minor prezzo per compensare i tagli degli incentivi. I produttori si stanno preparando per una dolorosa stabilizzazione che potrebbe avere l'effetto di vedere diversi concorrenti eliminati dal settore”, spiega Martin Simonek, analista di Bloomberg New Energy Finance.

Il suo collega Michael Liebreich, vede l'altro lato della medaglia: “Questi cali di prezzo significano che in regioni soleggiate si può produrre elettricità dal fotovoltaico a 0,18$/kWh per i grandi impianti e a 0,20 per quelli su tetto. Visto che i prezzi di vendita dell'elettricità in alcuni mercati oscillano tra 0,20 e 0,25 $/kWh, il quadro per il settore, da questo punti di vista, sta diventando veramente interessante".

E tra i mercati più interessanti, dove c'è sole e l'elettricità costa relativamente cara c'è senza dubbio l'Italia, aggiungiamo noi. Qui, dove l'utente finale medio paga il chilowattora, tasse incluse, circa 16 centesimi di euro, riuscire a produrre elettricità dal sole a 0,18 $/kWh, ossia 12,5 centesimi di euro, con grandi impianti e 0,20 $/kWh, cioè 14 centesimi, con i piccoli, significa che in pratica siamo già alla grid-parity in autoconsumo, cioè al momento in cui conviene prodursi l'elettricità con il fotovoltaico rispetto ad acquistarla dalla rete.

Un recente studio del professor Arturo Lorenzoni (Qualenergia.it, Fra tre anni fotovoltaico meno caro dell'elettricità dalla rete) prevedeva che questo momento per i piccoli impianti (< 3 kWp) del Sud Italia sarebbe arrivato nel 2014 e per quelli più grandi (> 200 kW) nel 2013. Lo stesso Lorenzoni aveva però spiegato a Qualenergia.it che la grid parity sarebbe arrivata prima delle sue previsioni se si fosse verificato il probabile crollo dei costi conseguente al taglio degli incentivi: proprio quello descritto dal report di Bloomberg. Se il calo dei prezzi riportato, che è riferito al mercato mondiale, si tradurrà in un uguale calo del costo degli impianti sul mercato italiano, la grid parity è dunque veramente a un passo. Ma questo andrà verificato nei prossimi mesi: proprio a causa degli incentivi generosi, nel nostro paese gli impianti sono sempre stati più costosi rispetto ad altri mercati.

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#144 Boces

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Inviato 23 settembre 2011 - 17:49

Domani è il giorno di protesta annuale che www.350.org organizza per focalizzare la lotta al surriscaldamento globale. Ho scritto un pezzetto dove sintetizzo alcuni dati sul surriscaldamento globale e su 350.org e sulla giornata di domani, non è niente di che ma spiego più o meno cosa avviene... domani farò distribuire dei volantini co sta cosa ma non so a quanto servirà... però magari da voi qualcosa si ottiene

350.org MOVING PLANET SABATO 24
Tutti a correre contro il surriscaldamento globale

Il pianeta si sta surriscaldando. La stragrande maggioranza degli scienziati nel mondo concorda che ciò sia causato dall'uomo con le emissioni di CO2. Sin dai primi modelli richiesti al MIT da parte del Club di Roma (gruppo di scienziati e imprenditori europei, autori de “I Limiti dello Sviluppo”) dal 1972 a oggi tutti i modelli scientifici sul surriscaldamento globale prevedono che le temperature medie aumenteranno esponenzialmente nello scenario “proseguiamo come abbiamo sempre fatto”. La validità del meccanismo con cui si compongono tali modelli è stata dimostrata prendendo atto della loro precisione (comparando le previsioni per gli ultimi 30 anni con i dati effettivamente registrati). James Hansen, climatologo della NASA, tra i più noti ed esperti del surriscaldamento globale, ha fissato il limite di sicurezza per la salute dell'ambiente di concentrazione di CO2 nell'atmosfera a 350 parti per milione. Siamo arrivati a 390 ppm che aumentano costantemente di circa 2 unità all'anno; danni gravi si registrano a concentrazioni già superate (360 ppm sanciscono la condanna delle barriere coralline), i tempi di recupero naturali si allungano dai secoli ai millenni (anche con un intervento tempestivo), si innescano complesse reazioni a catena a dir poco catastrofiche. Hansen è considerato un vero e proprio eroe dagli analisti, giornalisti e chiunque si sia occupato di surriscaldamento globale. Egli ha posto le basi per le conoscenze che hanno permesso al moderno ambientalismo di prendere piede, a partire dalla storica lezione sulle 350 ppm. Sulla base dei suoi studi, Bill McKibben (primo giornalista ad aver scritto un libro sul surriscaldamento globale, figura di spicco se non la più importante dell'ambientalismo americano/mondiale) ha fondato un movimento di protesta: 350.org. E' una lotta globale, come problema di tutti viene combattuto in ogni parte del mondo. Come ogni anno (nel 2010 vi è stata una spettacolare galleria d'arte visibile dallo spazio: enormi pezzi d'arte o scritte “350” erano sparse per il mondo), anche nel 2011 vi è un giorno di mobilitazione globale. Sabato 24 settembre 2011 350.org invita chiunque sia interessato al problema a fare qualcosa, in particolare a muoversi. Infatti quest'anno è il Moving Planet: organizzate una gita in bici, una marcia, un movimento per celebrare la protesta contro i mancati provvedimenti per risolvere il surriscaldamento globale. Anche le forme di protesta tradizionali sono accettate ma questo movimento include chiunque, chi si muove da solo, in gruppo, in massa. Da ogni parte del mondo è possibile partecipare, inviando la foto della propria protesta a 350.org: milioni di persone da centinaia di paesi prendono parte a questo movimento globale. E anche se in Italia passa inosservato non è un buon motivo per scoraggiarsi: ogni piccolo contributo viene premiato, così come dovrebbe essere in un mondo che si sviluppa sostenibilmente. Il problema del surriscaldamento globale dovrebbe smuovere gli animi delle persone, vi è qualcosa di strettamente legato alla sua umanità nel modo dell'uomo di distruggere l'ambiente. Il percorso interiore che dovremmo intraprendere per formarci una coscienza ambientalista (verso la quale non dovremmo avere pregiudizi come fosse “un altro modo per far soldi”, “un modo limitato di vedere le cose”, “un catastrofismo insensato”) è importantissimo e il desiderio di armonia con l'ambiente che ne consegue può e deve spingerci a prendere parte a un movimento così vasto. La consapevolezza è il punto di partenza, dopo il secondo passo se ne aggiunge un terzo e presto tutti corrono in direzione della soluzione. Moving Planet di 350.org mira a sottolineare questo: le persone, gli animi, i cervelli si muovono in direzione di un mondo senza emissioni di CO2, un mondo che può esistere ed esisterà solo se ci affrettiamo a correre verso di esso, prendendo per mano tutti quelli che sono ancora fermi, invitandoli a correre col mondo. 350.org è globale e come tale tutti sono invitati a partecipare, modestamente o no. Buona corsa a tutti, ci auguriamo di raggiungere presto la meta.

Io e qualche amico ce ne andiamo in canoa con uno striscione 350.org e facciamo un giretto del lago di bracciano... è modesto ma pur sempre partecipativo, soprattutto a una cosa così enorme e bella
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#145 Mr Repetto

Mr Repetto

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Inviato 06 febbraio 2014 - 10:21

Posto qui un articolo sulla situazione globale enregetica e i suoi riflessi sulle relazioni internazionali.
Molto sintetico e molto ben fatto.

http://www.project-s...political-power
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#146 Abdullah The Butcher

Abdullah The Butcher

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Inviato 30 gennaio 2018 - 12:25

ma dunque ad oggi come stanno le cose? 

 

il carbone è diventato il villain principale? il gas naturale si sta consacrando definitivamente come il fossile più pulito, e dunque di transizione? Nucleare di nuovo visto bene? il previsto boom delle rinnovabili c'è stato? anche in India & Cina? I programmi di risparmio energetico stanno funzionando? USA tra le nazioni più cattive tra uscita di patti, fracking e gasdotti in terre sacre? I

 

Ve lo chiedo perchè io non è che ne sappia molto, l'argomento mi interessa molto ma non so come mai quando inizio leggere qualcosa a riguardo (saggi, articoli, ecc) quasi subito inizio irrimediabilmente rompermi i coglioni.  :ph34r:


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