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Emir Kusturica


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48 replies to this topic

#41 bluetrain

bluetrain

    Fourth rule is: eat kosher salamis

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Inviato 13 aprile 2019 - 14:54

Non so se sia un'idea mia o ci sia un fondo di verità, ma mi pare che dopo la sbornia di successo degli anni 90 il buon Emir sia un po' caduto in disgrazia, non ne sento parlare quasi più, neppure fra gli appassionati di cinema. Posso capire il fatto che gli ultimi suoi film non siano memorabili, ma non mi pare un buon motivo per radere al suolo una carriera... Ad essere onesto, io stesso - non vedendo più un suo film da eoni - sono stato assalito dal dubbio che all'epoca fosse stato sopravvalutato, e quindi ho provato a riguardami tutti i suoi film. Fortunatamente, il giudizio sui suoi vecchi lavori non è mutato, ed anzi ad una nuova visione l'amore per il suo stile felliniano in prospettiva balcanica (che raggiunge l'apice in "Underground" e "Gatto nero gatto bianco") si è cementificato ulteriormente.
In quegli anni, in Europa, per me aveva pochi rivali.
 
 
Ti ricordi di Dolly Bell? (1981) 8
Esordio sul grande schermo subito molto convincente. Un film sul passaggio dall'adolescenza all'età adulta, con la Jugoslavia degli anni '60 a far più che da semplice sfondo, ed in cui inizia a far timidamente capolino l'elemento del realismo magico (qua rappresentato dalla passione per l'ipnosi del protagonista).
Perfetto ed evocativo l'utilizzo ossessivo di "24.000 baci" come colonna sonora.
 
Papà... è in viaggio d'affari (1985) 8,5
Col secondo film il nostro si becca la Palma d'oro a Cannes. 
In un certo senso è un film complementare al primo. Le vicende familiari dei protagonisti qua fanno più da sfondo al tema centrale, che sembra essere quello degli anni 50 jugoslavi, caratterizzati dalla rottura tra Tito e Stalin e le conseguenti repressioni interne verso chi si ostinava a simpatizzare per il Baffone.
 
Il tempo dei gitani (1988) 9
Premio per la miglior regia a Cannes, è il suo primo vero capolavoro, nonché la prima volta in cui il nostro si rapporta con la cultura gitana, con tutte le sue luci ed ombre. Qua gli elementi magici - che si sposano a meraviglia con la way of life dei Rom - entrano con prepotenza nella sua poetica, sempre in bilico tra realismo quasi pasoliniano (non a caso, gli attori sono quasi tutti Rom non professionisti) e viaggi onirici felliniani. La vicenda, ispirata ad un fatto di cronaca, è davvero potentissima e straziante e messa in scena in maniera impeccabile, nonché del tutto personale, da vero grande autore di cinema.
 
Il valzer del pesce freccia (Arizona Dream) (1993) 7
La trasferta americana non giova moltissimo a Kusturica. Nonostante un grande cast (Johnny Depp, Jerry Lewis, Faye Dunaway e Vincent Gallo, tutti magnifici), la colonna sonora di Bregovich a cui partecipa Iggy Pop (cantando il brano "In the death car") ed alcune trovate senza dubbio geniali tanto nella sceneggiatura quanto nella messa in scena, il film gira un po' a vuoto, alternando momenti alti e bassi. 
Evidentemente, la formula kusturicana, che si sposa a meraviglia con la dimensione balcanica, ha un'aria vagamente posticcia traslata nello scenario a stelle e strisce, dove non riesce ad ingranare la quinta.
Ad ogni modo, non da buttare: i film brutti sono ancora un'altra cosa.
 
Underground (1995) 10
Ci siamo: signore e signori, il capolavoro è servito.
Nel rivederlo dopo tanti anni ho davvero goduto come un riccio. Un film magmatico, folle, un'epopea unica che mischia Storia, fantasia, magia, amore, amicizia, guerra*, odio, musica e chi più ne ha più ne metta. Inutile dilungarsi troppo, se ne potrebbe parlare per pagine.
La quintessenza della sua poetica, nonché il suo punto più alto.

 

* A latere, faccio davvero fatica a capire le critiche che hanno pesantemente investito Kusturica dopo la presentazione del film a Cannes (al punto che, amareggiato, fu quasi sul punto di smettere di fare cinema), tacciandolo di aver fatto una pellicola smaccatamente filo serba. A me è sembrato un film filo-un-cazzo, al limite un film antimilitarista e contro la guerra e sul dolore di una nazione che si dissolve. 
 
Gatto nero, gatto bianco (1998) 9
Non sarà al livello irraggiungibile di Underground, ma per me resta uno dei suoi 3 film migliori. Una commedia picaresca e grottesca assolutamente unica, ancora una volta ambientata nel mondo gitano. Le trovate memorabili e i personaggi cult si sprecano, così come i riferimenti cinematografici mischiati con incoscienza caleidoscopica, dalla scena iniziale leoniana, al fantasma di Fellini che aleggia in versione zingaresca per tutto il film, all'immancabile - per quel periodo - strizzata d'occhio tarantiniana (il meraviglioso Dadan Karambolo sembra uscito da un pulp fiction slavo, quindi molto più estremo). 
Rimane comunque un lavoro personalissimo ed unico, kusturicano al 100%, nonché uno spasso totale.
 
La vita è un miracolo (2004) 7,5
Purtroppo con questo film inizia un lento declino artistico per Emir.
Il fllm, ambientato nel pieno del conflitto serbo-bosniaco è comunque alla fin fine valido, cerca di riproporre la formula di "Underground" e "Gatto nero gatto bianco", ma senza la giusta potenza e a tratti sembra andare un po' al rallentatore.
Il lungo minutaggio (che in altre sue pellicole non aveva costituito alcun problema) qua si fa sentire e a mio avviso una sforbiciata non avrebbe fatto poi così male.
 
Promettilo! (2007) 6
Forse il suo film peggiore. Una commedia sgangherata, a tratti quasi slapstick nella costruzione dei tempi comici, che per quanto presenti qua e là scene divertenti e riuscite e sia nel complesso girato e fotografato bene, manca di coesione e alla fin fine non si capisce dove voglia andare a parare. Forse l'intento del regista era proprio quello di fare un film comico, grottesco e monodimensionale, ci può anche stare...
 
On the Milky Road - Sulla Via Lattea (2016) 7
Ultimo lavoro di Kusturica (qua anche in veste di attore protagonista del film). 
I tempi d'oro sono sempre lontani, ma devo dire che (nonostante quella cagna impunita della Bellucci, le cui performance artistiche hanno un effetto peggiore di un'estrazione dentaria senza anestesia) il film si fa vedere e qua e là il campione lascia sempre il segno con le sue zampate. A far da sfondo alla melodrammatica storia d'amore tra i due protagonisti ancora una volta la guerra nella ex Jugoslavia. E, ancora una volta, si alternano sullo schermo in maniera schizofrenica momenti da commedia grottesca, il dramma più puro, il sogno, la follia. Insomma, un po' come dovrebbe essere la vita.
 
Non ho mia visto il suo documentario su Maradona, prima o poi lo recupererò.


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#42 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 13 aprile 2019 - 18:38

Anch'io non vedo un suo film da una vita ma l'anno scorso sono stato nel paesetto che ha costruito sulle montagne serbe e che fa da sfondo ai suoi ultimi film, ho fatto pure un giro sulla ferrovia di La vita è un miracolo, posto magico sul serio anche se i Serbi in generale mi son sembrati molto più tranquilli e posati di quelli del suo cinema.
Registone comunque.
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#43 Claudio

Claudio

    I am what I play

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Inviato 13 aprile 2019 - 22:54

Ti ricordi di Dolly Bell? (1981) 8
Esordio sul grande schermo subito molto convincente. Un film sul passaggio dall'adolescenza all'età adulta, con la Jugoslavia degli anni '60 a far più che da semplice sfondo, ed in cui inizia a far timidamente capolino l'elemento del realismo magico (qua rappresentato dalla passione per l'ipnosi del protagonista).
Perfetto ed evocativo l'utilizzo ossessivo di "24.000 baci" come colonna sonora.
 
Papà... è in viaggio d'affari (1985) 8,5
Col secondo film il nostro si becca la Palma d'oro a Cannes. 
In un certo senso è un film complementare al primo. Le vicende familiari dei protagonisti qua fanno più da sfondo al tema centrale, che sembra essere quello degli anni 50 jugoslavi, caratterizzati dalla rottura tra Tito e Stalin e le conseguenti repressioni interne verso chi si ostinava a simpatizzare per il Baffone.
 
Il tempo dei gitani (1988) 9
Premio per la miglior regia a Cannes, è il suo primo vero capolavoro, nonché la prima volta in cui il nostro si rapporta con la cultura gitana, con tutte le sue luci ed ombre. Qua gli elementi magici - che si sposano a meraviglia con la way of life dei Rom - entrano con prepotenza nella sua poetica, sempre in bilico tra realismo quasi pasoliniano (non a caso, gli attori sono quasi tutti Rom non professionisti) e viaggi onirici felliniani. La vicenda, ispirata ad un fatto di cronaca, è davvero potentissima e straziante e messa in scena in maniera impeccabile, nonché del tutto personale, da vero grande autore di cinema.
 
Underground (1995) 10
Ci siamo: signore e signori, il capolavoro è servito.
Nel rivederlo dopo tanti anni ho davvero goduto come un riccio. Un film magmatico, folle, un'epopea unica che mischia Storia, fantasia, magia, amore, amicizia, guerra*, odio, musica e chi più ne ha più ne metta. Inutile dilungarsi troppo, se ne potrebbe parlare per pagine.
La quintessenza della sua poetica, nonché il suo punto più alto.
 
Gatto nero, gatto bianco (1998) 9
Non sarà al livello irraggiungibile di Underground, ma per me resta uno dei suoi 3 film migliori. Una commedia picaresca e grottesca assolutamente unica, ancora una volta ambientata nel mondo gitano. Le trovate memorabili e i personaggi cult si sprecano, così come i riferimenti cinematografici mischiati con incoscienza caleidoscopica, dalla scena iniziale leoniana, al fantasma di Fellini che aleggia in versione zingaresca per tutto il film, all'immancabile - per quel periodo - strizzata d'occhio tarantiniana (il meraviglioso Dadan Karambolo sembra uscito da un pulp fiction slavo, quindi molto più estremo). 
Rimane comunque un lavoro personalissimo ed unico, kusturicano al 100%, nonché uno spasso totale.


Questa cinquina per me è da empireo della storia del cinema. Sarà anche caduto in disgrazia presso i blogger cinefili à la page, ma chi ama il cinema davvero non potrà mai dimenticarlo.
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#44 Tom

Tom

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Inviato 14 aprile 2019 - 06:14

Pero' i blog neanche esistevano quando qualcuno ha girato l'interruttore tra "Gatto nero gatto bianco" e "La vita e' un miracolo", quando Kusturica e' passato dall'essere uno dei registi piu' famosi del mondo, i cui film erano un evento, ad autore praticamente ignorato e in breve anche semi-dimenticato nell'immaginario collettivo. Un "acceso/spento" che ha davvero pochi eguali e su cui mi sembra interessante riflettere, dato che non e' spiegabile solo con la poca riuscita di qualche film.

 

Anzi, a pensarci il mito di Kusturica era gia' svaporato prima di "La vita e' un miracolo". Sette anni dal precedente film non erano pochi e nel frattempo il mondo era cambiato parecchio, soprattutto la guerra dell'ex-Jugoslavia - argomento su cui si e' incancrenito nel modo sbagliato, secondo me - era passata da tema bollente a evento storico che tutti volevano dimenticare. Fosse riuscito a rilanciare con un film potente probabilmente staremmo ancora parlando di un regista famosissimo, invece diede proprio la sensazione di essere rimasto indietro. E il seguito della carriera non ha fatto che confermare la cosa. 

 

Io stesso, che pure mi ritengo uno abbastanza fedele nelle sue passioni, devo dire che sono passato dall'amarlo a cagarlo poco o per nulla. I suoi due ultimi film neanche li ho visti. Probabilmente neanche mi dispiacerebbero se li vedessi, ma non mi attirano i titoli, mi annoiano le tematiche, mi smontano le scelte di cast (la Bellucci, cristosanto), mi trasmettono la sensazione di un tran tran da comico triste che ripete sempre le stesse gag e sembra non accorgersene.

 

EDIT: ho visto ora il trailer e mi sa che "Promettilo!" l'ho pure visto, ma l'ho anche totalmente rimosso. :o Mi sovvengono gag con marchingegni stile "Mamma ho perso l'aereo", possibile?.


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#45 bluetrain

bluetrain

    Fourth rule is: eat kosher salamis

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Inviato 14 aprile 2019 - 10:18

EDIT: ho visto ora il trailer e mi sa che "Promettilo!" l'ho pure visto, ma l'ho anche totalmente rimosso. :o Mi sovvengono gag con marchingegni stile "Mamma ho perso l'aereo", possibile?.

 
Sì, direi che ci ha preso in pieno. E non sei il primo che lo accosta a "Mamma ho perso l'aereo".

 

Tralasciando comunque i suoi ultimi film - concordo con te con il fatto che accanirsi sempre sulle stesse tematiche non gli abbia giovato - resta il fatto che la cinquina quotata da Claudio dovrebbe restare scolpita a caratteri cubitali nella storia del cinema degli anni 80/90 e faccio fatica a capire perché Kusturica sia passato in cavalleria e scomparso dai "salotti" cinematografici, soprattutto in un periodo in cui, grazie alle possibilità offerte dal web, si recuperano/rivalutano cani e porci, a volte anche solo per il mero gusto del famolo strano.

Forse perché le tematiche trattate, ormai non più attuali, sono lontane dal sentire comune della cultura occidentale? Può essere, ma mi sembra debole come spiegazione o, per lo meno, come unica spiegazione. Forse c'entra pure il fatto che sia stato ostracizzato a livello politico dalla critica "alta" (vedi le polemiche su Underground di cui ho parlato sopra), ma pure questa spiegazione non mi pare convincente fino in fondo. Magari deve semplicemnte passare ancora un po' di tempo perché arrivi lo youtuber (o quel che sarà in un futuro prossimo, visto che le tecnologie e i mezzi di diffusione mediatica ormai durano il tempo di un battito di farfalla) di turno a riscoprirlo col clamore di chi ha scovato la mummia di Similaun. Chissà...


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#46 kristofferson

kristofferson

    Giù la testa, coglioni

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Inviato 15 aprile 2019 - 09:28

faccio fatica a capire perché Kusturica sia passato in cavalleria e scomparso dai "salotti" cinematografici,


su quello hanno pesato sicuramente anche le sue posizioni nazionalistiche e filo-serbe (in effetti parecchio discutibili)...
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#47 bluetrain

bluetrain

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Inviato 15 aprile 2019 - 11:49

Ad essere onestí, però, di queste fantomatiche dichiatazioni incendiarie io ne ho sentito parlare piú dai detrattori che altro... Quando ho letto sue interviste o sue dichiarazioni mi é parso tutto molto "gonfiato" se non travisato. Poi per carità, son temi delicati e complessi per cui non mi sento di dare un giudizio tranchant.
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#48 Garga Charrua

Garga Charrua

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Inviato 15 aprile 2019 - 17:01

Secondo me se ne parla di meno molto semplicemente perchè è vero che non imbrocca più un film da Gatto Nero Gatto Bianco.

La Vita è un Miracolo lo vidi all'apice del mio periodo Kusturica, ma fu una delusione cocente. Promettilo! mi fece addirittura schifo. A quel punto lasciai perdere.

 

Però bisogna ribadirlo: fino a Gatto Nero praticamente non ha sbagliato un solo fotogramma, anche se nella mia cinquina c'è Arizona Dream al posto del Tempo dei Gitani. Vincent Gallo che smette di masturbare la tipa per andare a recitare la scena di Toro Scatenato è uno dei miei momenti di cinema preferiti in assoluto:

 

 

"Do they touch De Niro's face? Think anybody fucking touches Johnny Depp's face?"  asd 

 

 

 


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"Sei stati, cinque nazioni, quattro lingue, tre religioni, due alfabeti e un solo Gargamella."


#49 Sandor

Sandor

    Classic Rocker

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Inviato 15 aprile 2019 - 17:32

Vedo che le vedove di Emir sono numerose, naturalmente mi iscrivo pure io.
Il tempo dei gitani resta il mio preferito ma anche gli altri pre pausa sono bellissimi.
Chi sa che gli è successo in quel periodo,si dedicò alla musica , evidentemente non aveva più stimoli e voglia di cinema.
Spero che prima o poi si riaccenda la lampadina,la tecnica e lo stile ci sono evidentemente.
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