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No country for old men


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148 replies to this topic

#1 nicholas_angel

nicholas_angel

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Inviato 22 febbraio 2008 - 12:51

Apriamoci un topic apposito.
E' uscito oggi e io l'ho visto quest'inverno a New York, insieme a Juno e a I am Legend.

No Country for Old Men... mi sembra che sia un verso di Yates. Il libro di McCarthy è molto bello e questo nuovo dei Coen riesce perfettamente a coglierne lo spirito e va' pure oltre. L'ho visto vicino al Lincoln Center di NY. Piccola premessa: i Coen lavorano molto sugli slang dei vari stati e questa volta è stato scelto il texano; quindi quando parla Tommy Lee Jones-originario di San Saba- non si capisce nulla, tranne il monologo iniziale quasi identico al libro.
La storia è quella di un cacciatore, Llewellyn Moss, che riesce a impadronirsi di una valigetta piena di milioni di dollari trovata vicino la scena di un delitto. Forse è possibile cambiare la vita con quella e diventare felici... Sulle sue tracce da una parte c'è l'assassino Chigur e dall'altra c'è lo sceriffo che in fondo crede ancora nella giustizia. Ma gli uomini sono cambiati.
E' un film alla Fargo sicuramente, per il tema dei soldi e della felicità, che pur non arrivando a quei livelli-di capolavoro-ci va' molto vicino. Merito di una sceneggiatura solida che lascia col fiato sospeso dall'inizio alla fine. Ci sono sicuramente scelte stilistiche particolari: l'inizio lento in cui vengono riprese fedelmente le descrizioni del libro-dei paesaggi, delle strade, dei personaggi in silenzio...- con dialoghi ridotti all'osso è omaggio a un cinema vecchio stile, tra John Ford e il miglior Malick. La seconda parte è un solido western metropolitano dove il grandissimo Javier Bardem si cimenta in un altro perfetto ruolo da villain. E' crudele, è pericoloso-ancora più della peste, dice uno dei protagonisti- e se lo incontri devi avere solo tanta fortuna: Testa o croce? Tante volte assassini hanno fatto giochetti simili, ma il risultato qui è veramente angosciante, quasi da film horror. Insomma fa' sembrare i membri della famiglia Firefly, la famiglia Addams. Oltre a lui fanno la loro figura il protagonista Josh Brolin, visto di recente in Planet Terror, Woody Harrelsoon e il già citato Tommy Lee Jones. L'unica donna è la brava e bella Kelly MacDonald e anche lei ci sa fare-ricordate Trainspotting?-. Ci sono pure delle gustosissime aggiunte surreali in puro stile Lebowski. Insomma i Coen non potevano fare di meglio e lasciano la strada aperta a quello che potrebbe essere il loro capolavoro assoluto.
8 (a una seconda visione, capendo cosa dice Tommy Lee Jones, potrò forse dargli 9)

PS: possibilmente andatelo a vedere in inglese coi sottotitoli. Il doppiaggio sembra pessimo da quanto ho sentito nel trailer


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#2 Flight

Flight

    cosa rimane dentro noi

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Inviato 22 febbraio 2008 - 13:42

(...) Insomma i Coen non potevano fare di meglio e lasciano la strada aperta a quello che potrebbe essere il loro capolavoro assoluto.


sì, va a imprimersi senza dubbio tra i più significativi di questi autori d'eccezione; ho avvertito costantemente la loro impronta e quel senso ineluttabile inesorabile, letale, tenendo a mente soprattutto il torbido esordio noir "Blood Simple." (1984) che affiora subliminale. L'opera più vicina a cui quest'ultimo riconverge temi, ambienti e taglio complessivo, semmai con meno licenza e ancora più algido, perturbante livore.
Lo rivedrò a breve, è un film che va almeno rivisto una seconda volta a distanza di tempo.
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fabio

#3 Jules

Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 22 febbraio 2008 - 13:52

Apriamoci un topic apposito.


Ecco un altro vanesio...

Il doppiaggio è ottimo..
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#4 TAFKAno2003

TAFKAno2003

    Groupie

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Inviato 22 febbraio 2008 - 15:44

l'ho visto con sottotitoli francesi e non sono riuscito nemmeno io a seguire i discorsi di tommy lee jones.
bardem best villain, ever.
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#5 Hardboiled Mike

Hardboiled Mike

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Inviato 22 febbraio 2008 - 17:01

lo aspetto come un chupacabre aspetta la sua pecora!!!
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#6 strangelove

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    Scaruffiano

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Inviato 22 febbraio 2008 - 18:59

Oggi su Repubblica breve ma divertente incontro al vertice tra teste geniali: i Cohen conversano con Cormack McCarthy. Se da questi tre non esce il capolavoro, smetto di guardare film.


Allora fatti una scorpacciata prima di vederlo. Oppure ritira le tue parole. :D
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#7 corey

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Inviato 23 febbraio 2008 - 00:43

Premetto che il film sta nel thread sbagliato, il topic appropriato sarebbe quello di Melville.

Visto due volte di seguito. Sono senza parole. ASSOLUTO.

Il più bel noir uscito al cinema dai tempi di Heat, non a caso altro film melvilliano fino al midollo. Ma se Mann saccheggiava a piene mani (e sublimemente) Le deuxième souffle, i fratelli Coen attingono altrettanto sontuosamente a Le samouraï. E lo fanno in un modo così intelligente e ispirato che sono assolutamente certo che non se ne sarà (ancora) accorto nessuno: Anton Chigurh, che è già diventato l'idolo di noi tutti, altro non è che una versione rivista e corretta del Frank Costello (Jef nell'originale) di Jean-Pierre Melville. Non sto a spiegare il perché e soprattutto il percome, ma chiunque abbia visto il film di JPM non potrà negare l'esattezza del riferimento. Certo, c'è anche il Siegel di Charley Varrick, probabilmente il Frank Tuttle di This Gun for Hire (prototipo dello stesso film di Melville), e, ipotesi eccentrica, lo splendido Missouri di Arthur Penn, ma Le samouraï costituisce costante sottotesto.

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i periti hanno dimostrato che non vi è alcuna certezza.

#8 corey

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Inviato 23 febbraio 2008 - 01:12


Premetto che il film sta nel thread sbagliato, il topic appropriato sarebbe quello di Melville.
(...)Le samouraï costituisce costante sottotesto.
Voto: 10


speravo caldamente in una reazione simile, rispolvero quel Melville prima di subito, e torno a vedere il film una seconda volta.


Sssssssssssìììììììììììììììì!!!!!!!!!!!! ;D
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i periti hanno dimostrato che non vi è alcuna certezza.

#9 mr.paradise

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    Roadie

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Inviato 23 febbraio 2008 - 09:29

Voto: 10


è bastato questo per avermi convinto, domani ci vado.
spero di poter essere d'accordo con te.
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soldato witt: lei non si sente mai solo?
sergente welsh: solo in mezzo alla gente

mi sono innamorato di un'attrice hard

Non morite come me

#10 Tom

Tom

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Inviato 23 febbraio 2008 - 11:03



Il più bel noir uscito al cinema dai tempi di Heat, non a caso altro film melvilliano fino al midollo. Ma se Mann saccheggiava a piene mani (e sublimemente) Le deuxième souffle, i fratelli Coen attingono altrettanto sontuosamente a Le samouraï. E lo fanno in un modo così intelligente e ispirato che sono assolutamente certo che non se ne sarà (ancora) accorto nessuno: Anton Chigurh, che è già diventato l'idolo di noi tutti, altro non è che una versione rivista e corretta del Frank Costello (Jef nell'originale) di Jean-Pierre Melville. Non sto a spiegare il perché e soprattutto il percome, ma chiunque abbia visto il film di JPM non potrà negare l'esattezza del riferimento. Certo, c'è anche il Siegel di Charley Varrick, probabilmente il Frank Tuttle di This Gun for Hire (prototipo dello stesso film di Melville), e, ipotesi eccentrica, lo splendido Missouri di Arthur Penn, ma Le samouraï costituisce costante sottotesto.


Naturalmente sono uno sporco ipocrita che in genere se ne sbatte dell'origine letteraria della maggior parte dei film che vede ;D, ma visto che in questo caso ho letto il romanzo e McCarthy è attualmente uno dei miei scrittori preferiti, rompo le balle e rilevo che nella tua e altre analisi del film manca il riferimento al libro.
Le citazioni che rilevi sono tutte pertinenti e suggestive (particolarmente azzeccati secondo me i riferimenti a Siegel e al mio adorato Penn), ma non dimentichiamo che "Non è un paese per vecchi" è soprattutto la trasposizione molto fedele di un romanzo. L'ombra e la filosofia di McCarthy si estendono sulla pellicola dalla prima all'ultima battuta, dalla prima all'ultima scena. Melville & compagnia, se ci sono, vanno prima filtrati attraverso il tentativo, in gran parte riuscito, dei Coen di riproporre sullo schermo le atmosfere disseccate, i dialoghi laconici e i personaggi crudelmente innocenti dello scrittore. Insomma, prima di copiare e incollare nel topic di Melville sarebbe il caso di aprirne uno dedicato allo scrittore e passare prima da lì. :P

Ah, dimenticavo: grandissimo film... posso continuare a guardare film.  ;)
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#11 strangelove

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Inviato 23 febbraio 2008 - 11:07

Ragazzi, vi consiglio (anche se il materiale non so se sia reperibile anche in rete) la chiacchierata tra McCarthy e i Coen, apparsa ieri su repubblica, perchè davvero traspare tanta intelligenza.

Il film dopo una prima parte davvero ottima non mantiene tutte le aspettative ("giustificherò" meglio più avanti), ma ovvio che va visto.
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#12 corey

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Inviato 23 febbraio 2008 - 11:25



Il più bel noir uscito al cinema dai tempi di Heat, non a caso altro film melvilliano fino al midollo. Ma se Mann saccheggiava a piene mani (e sublimemente) Le deuxième souffle, i fratelli Coen attingono altrettanto sontuosamente a Le samouraï. E lo fanno in un modo così intelligente e ispirato che sono assolutamente certo che non se ne sarà (ancora) accorto nessuno: Anton Chigurh, che è già diventato l'idolo di noi tutti, altro non è che una versione rivista e corretta del Frank Costello (Jef nell'originale) di Jean-Pierre Melville. Non sto a spiegare il perché e soprattutto il percome, ma chiunque abbia visto il film di JPM non potrà negare l'esattezza del riferimento. Certo, c'è anche il Siegel di Charley Varrick, probabilmente il Frank Tuttle di This Gun for Hire (prototipo dello stesso film di Melville), e, ipotesi eccentrica, lo splendido Missouri di Arthur Penn, ma Le samouraï costituisce costante sottotesto.


Naturalmente sono uno sporco ipocrita che in genere se ne sbatte dell'origine letteraria della maggior parte dei film che vede ;D, ma visto che in questo caso ho letto il romanzo e McCarthy è attualmente uno dei miei scrittori preferiti, rompo le balle e rilevo che nella tua e altre analisi del film manca il riferimento al libro.
Le citazioni che rilevi sono tutte pertinenti e suggestive (particolarmente azzeccati secondo me i riferimenti a Siegel e al mio adorato Penn), ma non dimentichiamo che "Non è un paese per vecchi" è soprattutto la trasposizione molto fedele di un romanzo. L'ombra e la filosofia di McCarthy si estendono sulla pellicola dalla prima all'ultima battuta, dalla prima all'ultima scena. Melville & compagnia, se ci sono, vanno prima filtrati attraverso il tentativo, in gran parte riuscito, dei Cohen di riproporre sullo schermo le atmosfere disseccate, i dialoghi laconici e i personaggi crudelmente innocenti dello scrittore. Insomma, prima di copiare e incollare nel topic di Melville sarebbe il caso di aprirne uno dedicato allo scrittore e passare prima da lì. :P

Ah, dimenticavo: grandissimo film... posso continuare a guardare film.  ;)


Hai ragione da vendere Tom. E io ne compro un po'. Non ho letto il libro e ho già discusso la questione con persone che lo hanno letto (e adorato).
Eppure trovo che un film del genere vada affrontato senza aver letto il romanzo prima. Per una semplice ragione: sennò godi meno. E non mi sembra una ragione da poco (opinione discutibile ma dannatamente sincera).
Per apprezzare la sontuosa, iperbolica, totale cinematograficità di questo film occorre essere liberi dalle sovrastrutture letterarie. Questo è un film perfetto. Cinematograficamente perfetto. E la sua ragion d'essere è innanzitutto cinematografica. Che poi questo CINEMA sia impregnato di McCarthy è senz'altro importantissimo e trascurarlo sarebbe delittuoso (quindi incasso l'obiezione ripromettendomi di leggere il libro), ma, ripeto, credo che per godersi pienamente il film sia preferibile non aver letto il romanzo di McCarthy.
Guarda, ti suggerisco di rivedere il Samouraï melvilliano: non si tratta di citazioni, ma di serratissimo dialogo intertestuale. Non ne parlo qui perché voglio scriverne per Gli Spietati, ma ti assicuro che è un faccia a faccia continuo. Naturalmente quella del topic sbagliato era una boutade, questo film è coeniano nel sangue, Blood Simple.

PS- Sto riguardando Chi ucciderà Charley Varrick?, riferimento molto più pertinente di quanto ricordassi.
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#13 corey

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Inviato 23 febbraio 2008 - 12:54

Ah, dimenticavo: trovo le figure femminili di questo film semplicemente meravigliose, madre rompicoglioni compresa  asd
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#14 Jules

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Inviato 23 febbraio 2008 - 13:08

Ora non ho tempo, comunque il miovoto è 10+...

Non sono d'accordo con Tom sulla grandezza di McCarthy (scrittore molto sopravvalutato) e difendo corey dal non aver fatto grandi accenni nel suo commento al libro d'origine (d'altronde è del film che qui si parla)...la cosa che più mi ha colpito è la valenza letteraria dei Coen che il libro lo hanno praticamente riscritto a modo loro, da una parte fedeli allo sviluppo dell'autore, dall'altra non smentendosi e tornando ai loro vezzi migliori, piegando il registro narrativo alle loro esigenze di finzione...

Anzi, mi spingo oltre, il film è la PIETRA MILIARE definitiva nella filmografia dei fratelli di Minneapolis, la presa di coscienza del mondo che va in cancrena si affianca all'ironia feroce e metalinguistica a loro cara (qui c'è veramente tutto, da "Fargo" e "Il grande Lebowski" a "L'uomo che non c'era")...insomma dopo questo capolavoro non si potrà più dire che i film dei Coen si parlano addosso...

Cast da paura, regia impeccabile e sceneggiatura che donerei tutti gli organi vitali per conoscere il segreto di come imparare a scriverla..
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#15 corey

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Inviato 23 febbraio 2008 - 13:11

Anzi, mi spingo oltre, il film è la PIETRA MILIARE definitiva nella filmografia dei fratelli di Minneapolis (...)


Era quello che avevo in mente di scrivere io. No Country for Old Men è il Fanny & Alexander dei fratelli Coen.
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#16 Tom

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Inviato 23 febbraio 2008 - 13:14

Questo è un film perfetto. Cinematograficamente perfetto. E la sua ragion d'essere è innanzitutto cinematografica.


Concordo eh. Non vorrei che si pensasse che intendo sottovalutarlo: questo è un film dei Coen al 100%, che spero appunto serva anche alla riabilitazione di quel suo piccolo gemello oscuro che è "Blood Simple". Che i due fratelli abbiano saputo sovrapporsi e far loro la poetica di McCarthy, è roba da grandi del cinema.

Tra le tante cose da dire su questo film, una per me sentitissima: la quasi totale assenza di colonna sonora. Dopo tanti anni di film jukebox, un film americano che lascia parlare i suoni e i rumori è una rigenerazione. Ho i brividi di cosa sarebbe stata la magistrale scena dello scontro al motel tra Barden e Brolin (cazzo era il fratello maggiore dei "Goonies"! ho passato tutto il film a provare a ricordare dove l'avevo già visto!) senza quel meraviglioso silenzio.
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#17 Guest_vegeta_*

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Inviato 23 febbraio 2008 - 13:25


Ho i brividi di cosa sarebbe stata la magistrale scena dello scontro al motel tra Barden e Brolin (cazzo era il fratello maggiore dei "Goonies"! ho passato tutto il film a provare a ricordare dove l'avevo già visto!) senza quel meraviglioso silenzio.


il film lo vedrò stasera.

Josh Brolin è però il vero attore-rivelazione del 2007: sinora relegato a ruoli da comprimario (lo ricordo in "Mimic" o "L'uomo senza ombra"), è apparso in alcuni dei film più belli e importanti della stagione: perfetto, viscido cattivo in "Planet Terror" e "American Gangster" di Scott. Capo della polizia "Nella Valle di Elah" e infine antieroe in questo acclamato film dei Coen.

Mi sa che ne sentiremo parlare ancora parecchio

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#18 nicholas_angel

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Inviato 23 febbraio 2008 - 18:18

Pensa, alcuni lo vogliono come nuovo terminator  ???
Volevo sapere una cosa: Le samourai esiste in Italia in dvd? Se nò mi accontenterei anche di una criterion oltreoceano...
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#19 Guest_vegeta_*

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Inviato 23 febbraio 2008 - 18:49

Pensa, alcuni lo vogliono come nuovo terminator  ???


dopo cotanti filmoni non si sputtanerà mica subito?  :-\

#20 Enrico

Enrico

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Inviato 23 febbraio 2008 - 19:37

Io non ho resistito e l'ho visto in inglese, è un film della madonna. I Cohen hanno un gusto per l'ambientazione impareggiabile, solo Tarantino è al loro livello. Questo basterebbe a rendere il film una pietra miliare per cui andatelo a vedere anche solo per questo e prestate attenzione a Javier Bardem.
Assieme a Deathproof il più bei film dal 2000 in poi.
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