Vai al contenuto


Foto
- - - - -

Into the wild - Sean Penn


  • Please log in to reply
179 replies to this topic

#161 Notker

Notker

    Scaruffiano

  • Redattore OndaRock
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 18302 Messaggi:

Inviato 01 agosto 2008 - 11:17

aggiungo che Into the wild è un film coraggiosissimo, che non ti aspetti da Hollywood.
Penn ha lottato non poco per acquisire i diritti del libro di Krakauer (Nelle terre estreme), a testimonianza di una caparbietà davvero commovente, dato il soggetto basato su una storia vera.
il film è coraggioso non solo perché narra una ricerca "vera" della libertà e di sè stessi spogliandola da facili (e oggi incomprensibili) velleità idealistiche (post-hyppie) ma perché ricuce uno strappo consumato tanto tempo fa (anche per colpa di Hollywood) tra l'America come luogo metafisico e il popolo americano.
nell'epoca in cui trionfa la logica del fast-food (parliamo dei primi anni 90, quando la stessa di McDonald's splendeva radiosa), del bockbuster, dell'USA&getta, dell'obesità e dell'edonismo di massa, narrare la vicenda di un ragazzo che insegue la sua "frontiera" è una scelta davvero coraggiosa.
La "frontiera", quel luogo della mente e del corpo su cui s'è costruito il mito americano, viene recuperata nella sua più drammatica accezione (frontiera anche della vita stessa, vista la sorte del protagonista) e rilanciata nella nostra epoca senza assumere alcuna valenza politica ma come semplice e puro "atto di fede".

non posso che confermare: un film SPLENDIDO, tra i migliori non solo di questo decennio.
  • 0
« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
« Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l'ho presa non bisogna pagare per averla »

#162 sandoz

sandoz

    Groupie

  • Members
  • StellettaStellettaStelletta
  • 251 Messaggi:

Inviato 01 agosto 2008 - 15:01

minchia ragazzi non ci sono mezze misure per sto film! A me purtroppo non ha lasciato niente, a parte i paesaggi. Sarò insensibile, ma mi è sembrato tutto troppo stereotipato (ma ammetto che non conoscevo la storia del tipo, decisamente interessante). Il problema infatti è proprio la resa filmica, e non la storia in sè. Cioè condividerei appieno la scelta del protagonista, se non fosse che vedendo il film finisci per odiarlo (soprattutto per l'infelice scelta dell'attore, una faccia di culo d'altri tempi), soprattutto come è reso il rapporto con il vecchio. Sì insomma purtroppo non sono riuscito a non farmi venire la gastrite di fronte a sto sbarbato che insegna a dx e sx. Lo so magari è colpa mia, il problema ripeto è come è stata resa la storia su pellicola. Sinceramente sulla fuga dalla civiltà, dai consumi e come rigetto della stessa (anche se in entrambi i casi non sono i fulcri pieni delle opere) consiglio il documentario di Herzog, Grizzly Man, quello veramente un'opera da ricordare, priva di qualsivoglia sentimentalismi e decisamente VERA.
  • 0

#163 geeno

geeno

    Scaruffiano

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 11358 Messaggi:

Inviato 01 agosto 2008 - 15:09

Aldila' del film, che a me non e' dispiaciuto, ho letto da uqlache parte che in Alaska il tipo e' ritenuto un coglione dai locali, perche' il furgone in realta' si trovava a pochi chilometri da una strada statale. Insomma, pare che non fosse proprio andato alla fine del mondo.
  • 0

#164 satyajit

satyajit

    Enciclopedista

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 6747 Messaggi:
  • LocationMilano

Inviato 01 agosto 2008 - 15:12

minchia ragazzi non ci sono mezze misure per sto film! A me purtroppo non ha lasciato niente, a parte i paesaggi. Sarò insensibile, ma mi è sembrato tutto troppo stereotipato (ma ammetto che non conoscevo la storia del tipo, decisamente interessante). Il problema infatti è proprio la resa filmica, e non la storia in sè. Cioè condividerei appieno la scelta del protagonista, se non fosse che vedendo il film finisci per odiarlo (soprattutto per l'infelice scelta dell'attore, una faccia di culo d'altri tempi), soprattutto come è reso il rapporto con il vecchio. Sì insomma purtroppo non sono riuscito a non farmi venire la gastrite di fronte a sto sbarbato che insegna a dx e sx. Lo so magari è colpa mia, il problema ripeto è come è stata resa la storia su pellicola. Sinceramente sulla fuga dalla civiltà, dai consumi e come rigetto della stessa (anche se in entrambi i casi non sono i fulcri pieni delle opere) consiglio il documentario di Herzog, Grizzly Man, quello veramente un'opera da ricordare, priva di qualsivoglia sentimentalismi e decisamente VERA.


Condivido tutto al 100%. Mi hai tolto le parole di tastiera; solo che io sarei stato meno diplomatico.
  • 0

#165 Jules

Jules

    Pietra MIliare

  • Redattore OndaCinema
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 21403 Messaggi:

Inviato 01 agosto 2008 - 15:41

Scommetto che se era ambientato in Turchia o in Pakistan ti sarebbe piaciuto tantissimo! (scherzo  :-*)
  • 0

#166 Brucaliffa

Brucaliffa

    mainstream Star

  • Redattore OndaCinema
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 2602 Messaggi:

Inviato 01 agosto 2008 - 16:01

Questo forum ancora una volta si conferma luogo dove si mettono in discussione film altrove incensati all'unanimità. Solo che per quanto mi riguarda non è caratteristica di cui farsi vanto.


Secondo me non c'è niente di male in questo, solo che la maggior parte delle critiche mi sembra molto superficiale.

  • 0
Better Call Saul!

#167 Jules

Jules

    Pietra MIliare

  • Redattore OndaCinema
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 21403 Messaggi:

Inviato 01 agosto 2008 - 16:15

Sottoscrivo. Ci mancherebbe che l'unanimità presente altrove debba scoraggiare la voglia di dire la propria opinione (anche se minoritaria). Mi stupisce semmai il tenore delle critiche (se questo è un film che va per stereotipi, tutto il cinema è una grande stereotipo!).
  • 0

#168 strangelove

strangelove

    Scaruffiano

  • Redattore OndaCinema
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 12000 Messaggi:

Inviato 01 agosto 2008 - 16:28

Avevo cancellato il mio intervento senza accorgermi di essere stato quotato.
Ci tenevo a sottolineare, oltre all'impossibilità di criticare un'interpretazione come quella di Emile Hirsch (consentitelo: l'intensità messa in campo da questo attore è oggettiva), l'abitudine di andare controcorrente. Non dico che ci sia premeditazione in ciò, ci mancherebbe: fatto sta che più volte qui si sono messe in discussione opere altrove amate all'unanimità.
Poi, certo, la mancanza di argomentazioni (si legga pure che ogni intervento tira in ballo la storia dello stereotipo) e l'accostamento ad Herzog (come se analogie nelle storie trattate potrebbero comportare paragoni sulle pellicole stesse) sono aggravanti che vanno avanti da quando il film è uscito nelle sale.
Come sempre non dico che il film di debba amare a tutti i costi, ma qui sul forum (e quasi soltanto qui) pare quasi che si stia parlando dell'ultima americanata che siamo stati costretti a subire. Sono io che non me ne capacito: il problema magari è mio, boh.
  • 0

#169 vegeta851

vegeta851

    Enciclopedista

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 8571 Messaggi:
  • LocationFerrara

Inviato 01 agosto 2008 - 16:53

Sono io che non me ne capacito: il problema magari è mio, boh.


ma pure io eh
  • 0

#170 satyajit

satyajit

    Enciclopedista

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 6747 Messaggi:
  • LocationMilano

Inviato 01 agosto 2008 - 17:17

A me ormai mi marcate a uomo, comunque...

Su questo film a me onestamente stupisce l'unanimità di critiche positive, perché mi sembra davvero un filmetto. Non brutto, ma molto modesto.
Altre volte sono io che, avendo un'idea di cinema diversa da quella dominante, vado consapevolmente controcorrente (ad esempio nel caso dell'ultimo dei Coen) e lo riconosco, ma non mi capacito di come possa piacere così di tanto questo di Penn, pur essendomi piaciuti decisamente gli altri due suoi lavori che ho visto (La promessa e l'episodio di 11/09/01). Che devo dire? Lo rivedrò, prima o poi.
  • 0

#171 Jules

Jules

    Pietra MIliare

  • Redattore OndaCinema
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 21403 Messaggi:

Inviato 01 agosto 2008 - 17:27

Eh no ma tu mi inviti a nozze!

Ora non posso esimermi dal chiederti che differenza c'è fra la tua idea di cinema e quella dominante. Perchè ti renderai conto di quanto elitarismo si percepisca da una tale affermazione.
  • 0

#172 strangelove

strangelove

    Scaruffiano

  • Redattore OndaCinema
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 12000 Messaggi:

Inviato 01 agosto 2008 - 17:36

A me ormai mi marcate a uomo, comunque...

Su questo film a me onestamente stupisce l'unanimità di critiche positive, perché mi sembra davvero un filmetto. Non brutto, ma molto modesto.
Altre volte sono io che, avendo un'idea di cinema diversa da quella dominante, vado consapevolmente controcorrente (ad esempio nel caso dell'ultimo dei Coen) e lo riconosco, ma non mi capacito di come possa piacere così di tanto questo di Penn, pur essendomi piaciuti decisamente gli altri due suoi lavori che ho visto (La promessa e l'episodio di 11/09/01). Che devo dire? Lo rivedrò, prima o poi.


Ecco, io parlavo proprio di questi interventi. Del "filmettino modesto".
Un filmetto non può contare su una tale passione, su una potenza audio-visiva tanto traboccante, su un senso paesaggistico personalissimo nel suo non essere nè malickiano nè herzogiano. Qualcuno ha fatto notare che il protagonista direbbe cose banali e risapute, magari aspettandosi da parte di un adolescente composizioni degne di trattati filosofici.
  • 0

#173 satyajit

satyajit

    Enciclopedista

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 6747 Messaggi:
  • LocationMilano

Inviato 01 agosto 2008 - 23:14

Sul film non ho molto da aggiungere, visto che condivido le critiche che sono state fatte. Saranno "facili" ma non mi pare che le opinioni favorevoli siano più profonde.
Il paragone col film di Herzog è inevitabile vista la vicinanza temporale delle due uscite e Penn ne esce malconcio. I dialoghi (anzi i monologhi)  di Grizzly Man sono molto più stupidi, ma non per questo vengono edulcorati come in Into the Wild.
Se poi non sono granché, si possono anche omettere e far parlare le immagini - è questa la mia idea di cinema, o una delle mie idee - anzichè soffocarli con le parole e con il montaggio: in Into the Wild le immagini non respirano. E in Herzog, soprattutto, percepisco una grande tensione etica pressoché assente nel film di Penn.
Poi ovviamente esistono anche "terze vie" e Olmi ne è un validissimo esempio, ma il cinema alla Into the Way come profondità è rimasto ai tempi non certo esaltanti di Easy Rider. Io mi aspetto un'evoluzione, per tornare ad apprezzare il cinema hollywoodiano.


  • 0

#174 Nekokuma

Nekokuma

    mainstream Star

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 1197 Messaggi:

Inviato 03 agosto 2008 - 11:50

In una lettura in chiave proppiana di quest'opera, il protagonista che conformemente alla tradizione dei racconti di fate intraprende un viaggio verso un obiettivo esterno e dentro se stesso, allontanandosi dalla famiglia naturale, a differenza del figlio de re rifiuta tutti i doni che gli vengono offerti dai maghi che incontra nel suo cammino, di cui la verginità della sedicenne è simbolo ad effetto. Questo gli impedisce di fare ritorno trionfante, trasformato interiormente, alla casa del padre. Quello che viene offerto ad Alex dai ??maghi? che incontra gli permetterebbe di sconfiggere i suoi fantasmi, di comprendere che il suo sentimento antisociale, così com'è, è ingiustificato, ma lui non lo comprende ed è inevitabile che muoia solo e infelice.  Anche nella tradizione favolistica, che offre degli interessanti modelli archetipici di crescita e sviluppo della psiche, il viaggio dell'eroe solitario non può essere compiuto da un eroe veramente solo, eppure gli episodi che scandiscono la crescita di Alex nei capitoli del film non gli insegnano nulla, perchè lui non è disposto a condividere nulla con gli altri esseri umani e neppure a ricevere un dono. La dimensione epocale di questo film risiede proprio nel fatto che molti individui egocentrici di oggi commettono gli stessi errori di Alex, e senza bisogno di scappare in Alaska non comprendono che ??la felicità è vera solo quando condivisa? e non aspirano a realizzarsi nella società, nel rapporto con l'altro.

  • 0

#175 sandoz

sandoz

    Groupie

  • Members
  • StellettaStellettaStelletta
  • 251 Messaggi:

Inviato 03 agosto 2008 - 13:25

Avevo cancellato il mio intervento senza accorgermi di essere stato quotato.
Ci tenevo a sottolineare, oltre all'impossibilità di criticare un'interpretazione come quella di Emile Hirsch (consentitelo: l'intensità messa in campo da questo attore è oggettiva), l'abitudine di andare controcorrente. Non dico che ci sia premeditazione in ciò, ci mancherebbe: fatto sta che più volte qui si sono messe in discussione opere altrove amate all'unanimità.
Poi, certo, la mancanza di argomentazioni (si legga pure che ogni intervento tira in ballo la storia dello stereotipo) e l'accostamento ad Herzog (come se analogie nelle storie trattate potrebbero comportare paragoni sulle pellicole stesse) sono aggravanti che vanno avanti da quando il film è uscito nelle sale.
Come sempre non dico che il film di debba amare a tutti i costi, ma qui sul forum (e quasi soltanto qui) pare quasi che si stia parlando dell'ultima americanata che siamo stati costretti a subire. Sono io che non me ne capacito: il problema magari è mio, boh.


A) niente è oggettivo, se si parla di musica o cinema, almeno per me (vabbeh postulati oggettivi ci sono, tipo i Doors erano in 4, Janis Joplin la dava via, ecc), quindi per me Hirsch è oggettivamente un faccia di culo e tale faccia mi impedisce di scorgerne l'assoluto talento (stronzata grossa come le pile di merda di mia figlia letta da qualche parte). Bene che molti lo pensino, bene lo stesso che io non ci riesca.

B)Se a me risulta stereotipato, è perchè pur di crititcare sto film osannato da tutti tiro fuori questa argomentazione? Purtroppo no, primo perchè altre cose di Penn mi piacciono, mi piace lui, ma mi è sembrato stereotipato il film. Non vedo perchè sarebbe mancanza di argomenti.

C) L'accostamento ad Herzog mi viene naturale, anche se come ho scritto sono differenti i fulcri tematici dei due film, però mi viene naturale forse solo per comune ambientazione e per i personaggi perdenti. Anche se non sono paragonabili, tra i due, sul tema della fuga dalla società, consiglio quello di Herzog.

D) Non dico sia un film brutto, solo che a me non ha detto niente e non ho neanche voglia di rivederlo.
  • 0

#176 Faber

Faber

    pivello

  • Members
  • Stelletta
  • 10 Messaggi:

Inviato 24 agosto 2008 - 01:05

Un film strano, che lascia molto contraddetti.
  • 0

#177 Homer

Homer

    Classic Rocker

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 3019 Messaggi:
  • LocationBoston

Inviato 24 agosto 2008 - 15:28

Perchè lascia contraddetti?
Comunque è ora di trovare il tempo per una seconda visione, è passato troppo tempo e ho bisogno di dare un giudizio definitivo.
  • 0

"Beh, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un’ottima domanda. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Ok. Per me... io direi... per Groucho Marx tanto per dirne una, e Willie Mays e... il secondo movimento della sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione Potatoehea Vlues... i film svedesi naturalmente... L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili... mele e pere di Cézanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracey"

"Saigon. Merda. Sono ancora soltanto a Saigon. Ogni volta penso che mi risveglierò di nuovo nella giungla"


#178 marziano

marziano

    pivello

  • Members
  • Stelletta
  • 8 Messaggi:

Inviato 29 settembre 2008 - 16:40

secondo me lei è oggettiva...mente splendida.

Immagine inserita

  • 0

#179 Maldon

Maldon

    Groupie

  • Members
  • StellettaStellettaStelletta
  • 225 Messaggi:
  • LocationEurope

Inviato 21 febbraio 2009 - 15:32

Pellicola intimista che coglie con grande raffinatezza il lato metafisico della vicenda, laddove il libro è a volte troppo affaccendato nel dettaglio tipico del giornalista. Sean Penn si conferma come uno dei migliori registi mainstream d'America, un uomo che porta sullo schermo con raggelante poesia il sogno americano, sogno che porta sempre a Ovest.

"Cinque settimane prima aveva caricato tutti gli averi sulla sua Datsun e si era diretto a ovest, senza seguire un itinerario preciso. Sarebbe stato una vera e propria odissea, un viaggio epico che avrebbe cambiato ogni cosa. Per come la vedeva lui, negli ultimi quattro anni si era dedicato a un compito oneroso e assurdo: laurearsi. Adesso, finalmente si sentiva libero, si era lasciato alle spalle i condizionamenti del mondo soffocante dei genitori e simili, quel mondo di superficialità ed eccessi materialistici che lo escludeva dall??autentico pulsare dell??esistenza.
Lasciando Atlanta alle spalle, Chris intendeva inventarsi una vita nuova, una vita in cui fosse possibile immergersi nelle esperienze senza filtri di alcun genere. Simbolo della completa rottura col passato fu l??adozione di un nuove nome: da quel momento non si sarebbe più chiamato Chris McCandless ma Alexander Supertramp, il vagabondo padrone del proprio destino."
Jon Krakauer, Nelle terre estreme

Ma nel libro c'è anche un'altra verità, più prosaica ma non per questo meno vera:

"Da giovane è facile credere che ciò che desideri sia ciò che ti meriti, è facile convincersi che se davvero vuoi qualcosa, è tuo sacrosanto diritto ottenerla. [?] Pensavo che scalare il Devils Thumb avrebbe sistemato tutto quello che non andava della mia esistenza. Di fatto non cambiò quasi nulla, ma mi permise di comprendere che le montagne non sono un buon ricettacolo per i sogni. E sopravvissi per raccontare la mia storia."
Jon Krakauer, Nelle terre estreme

Sean Penn decide, deliberatamente, di aderire al sogno americano, persuaso che l'idea di Chris McCandless non era quella di fuggire ma, al contrario, di poter affermare la sua libertà contro le imposizioni sociali e familiari. Per alcuni critici il finale scelto da Penn è troppo "mistico", in realtà è funzionale alla poetica del regista, alla sua testarda autonomia in un Paese da cui non ha mai voluto fuggire ma su cui non ha alcuna intenzione di negarsi la libertà di critica. Come ha confermato lo stesso regista:" Into the wild è anche la mia lettera d'amore all'America che amo, che magari va cercata ma c'è ancora. Io non sono cinico: a volte demoralizzato, ma cinico mai..."
E' la magia dell'America.
Nel film c'è poca, pochissima psicologia, e tanta, tantissima umanità.
Quell'umanità che porterà Chris a scrivere, in limine mortis, "happiness is real only if shared" e a riappropriarsi del suo nome.
Lo farà, e non casualmente, in un mondo lontanissimo dalla Civiltà, dove ti capita di essere sfiorato da un orso bruno che sembra quasi indifferente a quel corpo denutrito, dove un branco di lupi voraci banchettano alla tua tavola, dove qualche filo d'erba puo' essere infido se non, addirittura, letale.
Perché la Natura non è né buona, né cattiva, ma è governata da leggi inviolabili che non contemplano sentimenti di pietà.

Questo è grande cinema, dove la forma si fa anch'essa sostanza e che si eleva ancor di più grazie a un Vedder favoloso.

saluti
krisis

p.s. ho letto le prime 3/4 pagine del 3d.
Ho apprezzato, tra le altre, le parole di Corey.
  • 0
[4.48 Psychosis]
«Omaggio a Sarah Kane. Le corde vocali di Staples diventano marmo su cui scivolano le parole della drammaturga britannica. Il mood Velvet Underground aleggia su questo brano...
è il miglior momento di Waiting for the Moon.»
Maldon

#180 corey

corey

    mainstream Star

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 1732 Messaggi:

Inviato 22 febbraio 2009 - 10:58

Thanks! :)

Apprezzamento integralmente ricambiato.

Saluti
  • 0
i periti hanno dimostrato che non vi è alcuna certezza.




0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi

IPB Skin By Virteq