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Into the wild - Sean Penn


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179 replies to this topic

#1 Homer

Homer

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Inviato 26 gennaio 2008 - 00:07

POSSIBILI SPOILER

Into the Wild 
Un film di Sean Penn. Con Emile Hirsch, Marcia Gay Harden, William Hurt, Jena Malone, Brian Dierker, Catherine Keener, Vince Vaughn, Kristen Stewart, Hal Holbrook. Genere Drammatico, colore 148 minuti. - Produzione USA 2007. - Distribuzione Bim

Scritto, diretto e prodotto da Sean Penn, Into the Wild è liberamente tratto dal romanzo Nelle terre estreme di Jon Krakauer. Sean Penn ha dovuto aspettare ben dieci anni prima di ottenerne i diritti, dimostrando una grande sensibilità ed il forte desiderio di portare a termine questo progetto.
Il film (la quinta regia di Penn, a 6 anni da La promessa) racconta la vera storia di Christopher McCandless, un giovane benestante che -dopo il college- rinuncia ad ogni bene materiale (la famiglia, i soldi, la prospettiva di una brillante carriera universitaria) e, dopo aver attraversato buona parte degli Stati Uniti, raggiunge l'Alaska, dove finisce per immergersi completamente nella natura più selvaggia.
Sean Penn, partendo dalla radicale scelta del protagonista (rinunciare a tutto per il semplice e chiaro rifiuto di una vita agiata sì, ma costruita, non sincera, lontana dalla verità) e frammentando i piani temporali del racconto, ci regala un film lungo, complesso, forte, intenso. Un viaggio, come fuga da un mondo corrotto dal consumismo (la società) e che non sentiamo appartenerci (la famiglia); come ricerca della verità (tenuta nascosta in quel mondo poi rifiutato); quindi -anche- un viaggio come iniziazione alla vita, attraverso l'incontro con diversi persone, che scandisce i "capitoli" che compongono la storia; ed infine un viaggio alla ricerca del contatto assoluto, lontano da ogni agio, con la Natura e della sfida con essa; una Natura selvaggia, incontaminata dove fuggire, crescere ed esorcizzare le proprie paure (le rapide, la paura dell??acqua, la caccia dell??alce) e morire, perchè inevitabilmente troppo immerso in essa.
Una regia quanto mai varia, che spazia dai campi lunghi in cui mostrare una natura maestosa ed incontaminata ai primissimi piani, stretti sui volti, sugli sguardi dei protagonisti o di nuovo sulla natura (ancora una volta a venire in mente è Terence Malick). Un cast di tutto rispetto, con un breve ma intenso ruolo di William Hurt (sarebbe bello vederlo più spesso) o con la brava Catherine Keener. Convincente anche la prova del giovane Emile Hirsch, fortemente voluto da Penn e che dedica tutto se stesso, anche fisicamente, a questo ruolo. La colonna sonora, firmata da Eddie Vedder ed interamente semi-acustica, è intensa e -grazie anche ai bei testi- si coniuga alla perfezione con la storia, le immagini e le sensazioni.

Voto: 8

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"Beh, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un’ottima domanda. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Ok. Per me... io direi... per Groucho Marx tanto per dirne una, e Willie Mays e... il secondo movimento della sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione Potatoehea Vlues... i film svedesi naturalmente... L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili... mele e pere di Cézanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracey"

"Saigon. Merda. Sono ancora soltanto a Saigon. Ogni volta penso che mi risveglierò di nuovo nella giungla"


#2 Guest_materasso-divino_*

Guest_materasso-divino_*
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Inviato 26 gennaio 2008 - 01:02

Volevo andare a vederlo questa sera immediatamente, ma qui da me non l'han messo ancora fuori  :-[
Nutro grandissime aspettative dal film, dato che adoro Penn.

#3 Guest_vegeta_*

Guest_vegeta_*
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Inviato 26 gennaio 2008 - 01:09

Straordinario viaggio nella natura, "Into The Wild" è un intenso percorso iniziatico che mostra le molte facce dell'America (siano luoghi, persone, odori, musiche...)
Penn fa perdere lo spettatore tra gli splendidi e selvaggi territori della wilderness americana e simpatizza totalmente per il suo giovane protagonista (il bravissimo Emile Hirsch), in fuga dai valori del mondo borghese. Ma, come Herzog in "Grizzly Man", non ha paura di mostrare anche il lato beffardo e violento della natura, in cui darwinianamente, solo il più forte è destinato a sopravvivere.
E la narrazione scelta dal regista, da inizialmente dilatata e straniante (e spezzettando la linea temporale del racconto, che parte dalla fine) si fa via via più trascinante e struggente, e raggiunge in alcuni momenti, quando immagini e musica (splendida, di Kaki King e Michael Brook, con canzoni di Eddie Vedder) si fondono in un unica cosa, vette di straordinaria liricità. Siamo vicini al capolavoro.

8,5

Ingiustamente snobbato dall'academy, che gli ha dedicato solo due nomination all'oscar: al vecchio e grande Hal Halbrook e al montaggio.


#4 corey

corey

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Inviato 26 gennaio 2008 - 08:10

Un film semplicemente meraviglioso. Visto ieri sera: 148' in apnea. Un'esperienza visiva di rara forza (est)etica. Sean Penn, in una prova registica che eguaglia artisticamente il suo stupefacente esordio (The Indian Runner), sa che per fabbricare l'impressione di verità occorre lavorare sullo stile. Il suo è cinema puro che entra nelle pieghe della realtà con un impasto di immagini e musica da brividi reiterati. E ci parla di responsabilità senza indottrinare (esemplare la stoccata alla retorica interventista di George Bush ai tempi della Guerra del Golfo). Con nettezza ma senza supponenza: cinematograficamente.

Oggi vado a rivederlo, necesse seconda estasi.
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i periti hanno dimostrato che non vi è alcuna certezza.

#5 Guest_vegeta_*

Guest_vegeta_*
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Inviato 26 gennaio 2008 - 08:36

già che ci sono, i miei voti ai film di Sean Penn

Lupo Solitario: 9/10
Tre Giorni Per la Verità: 7,5/10
La Promessa: 8/10
11 Settembre 2001 (ovviamente il suo episodio): 8/10
Into the Wild: 8,5/10

insomma, come regista è davvero valido

#6 corey

corey

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Inviato 26 gennaio 2008 - 09:21

I miei son questi:

The Indian Runner: 9
The Crossing Guard: 8 (film sottostimatissimo)
La Promessa: 7
11 Settembre 2001: 9

Into the Wild: aspetto la seconda visione, provvisoriamente 9


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i periti hanno dimostrato che non vi è alcuna certezza.

#7 Guest_eustache_*

Guest_eustache_*
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Inviato 26 gennaio 2008 - 11:06

si un vero atto d'amore di sean penn al romanzo che ha amato tanto,. c'è qualcosa di Trouffaut nel suo amore feticista per il libro in questione.

si sentono, come negli altri suoi film, le influenze dei molti registi con cui Sean Penn ha avuto l'onore di lavorar: malick innanzitutto, eastwood, anche Sindey Pollack (Corvo rosso non avrai il mio scalpo). purtroppo c'è qualche strascico di Oliver Stone ma niente di eccessivasmente fastidioso.

ho trovato fastidiosa la colonna sonora, il protagonista (il suo pontificare) e la prima parte. ma il finale è sorprendente nella perfezione tematica con cui Penn nega e conferma il messaggio ribadito continuamente nel film.

trovo molto interessante l'attenzione. sia all'interno dei suoi film sia nello stile, verso i vecchi (o i maestri) e isopravvissuti che va al dilà della retorica

#8 Guest_vegeta_*

Guest_vegeta_*
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Inviato 26 gennaio 2008 - 12:21

purtroppo c'è qualche strascico di Oliver Stone ma niente di eccessivasmente fastidioso.


ummm...ma a cosa ti riferisci?

#9 Guest_eustache_*

Guest_eustache_*
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Inviato 26 gennaio 2008 - 12:42


purtroppo c'è qualche strascico di Oliver Stone ma niente di eccessivasmente fastidioso.


ummm...ma a cosa ti riferisci?


sono solo delle scelte espressive e visive (split screen a parte) come l'uso degli anamorfici, ma niente di che (visto che sean penn ha lavorato con stone in UTurn ho pensato potesse esserci qualche influenza, come c'è per molti degli autori con cui ha lavorato)

comunque la colonna sonora di vedder è atroce. poteva scegliere neil yung almeno... opure affidarla solo al grande Hans Zimmer

#10 Brucaliffa

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Inviato 26 gennaio 2008 - 12:58


Non mi aspettavo questi 9/10 a Lupo Solitario, l'ho visto proprio ieri sera per consolazione, perché non sono riuscita a entrare al cinema per vedere Into the Wild, da quanta gente c'era, e stavo giusto pensando a quanto sia immaturo come film... troppo didascalico, fin dall'inizio la voce narrante e i dialoghi non lasciano proprio nulla all'immaginazione, tanto che in 2 ore il film non fa che girare su se stesso. Molto belle la regia e la fotografia, ma i dialoghi e gli sviluppi della storia mi sono sembrati un po' immaturi, gli darei 6.5 o al massimo 7, ho preferito di gran lunga La Promessa e il corto per 11 Settembre 2001! Tre Giorni per la Verità non l'ho visto. 
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#11 Guest_vegeta_*

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Inviato 26 gennaio 2008 - 13:02

... opure affidarla solo al grande Hans Zimmer


a proposito di atrocità... ;)

#12 Guest_eustache_*

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Inviato 26 gennaio 2008 - 13:06


... opure affidarla solo al grande Hans Zimmer


a proposito di atrocità... ;)


beh! il lavoro fatto per la sottile linea rossa, o per batman begins non mi sembra atroce. anzi

#13 Jules

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Inviato 26 gennaio 2008 - 13:16


Non mi aspettavo questi 9/10 a Lupo Solitario, l'ho visto proprio ieri sera per consolazione, perché non sono riuscita a entrare al cinema per vedere Into the Wild, da quanta gente c'era, e stavo giusto pensando a quanto sia immaturo come film... troppo didascalico, fin dall'inizio la voce narrante e i dialoghi non lasciano proprio nulla all'immaginazione, tanto che in 2 ore il film non fa che girare su se stesso. Molto belle la regia e la fotografia, ma i dialoghi e gli sviluppi della storia mi sono sembrati un po' immaturi, gli darei 6.5 o al massimo 7, ho preferito di gran lunga La Promessa e il corto per 11 Settembre 2001! Tre Giorni per la Verità non l'ho visto. 


Sono sostanzialmente d'accordo con te...


ps: Dopo aver visto "Into the Wild" mi viene da dire che Sean Penn E' IL FIGLIO SEGRETO DI WERNER HERZOG
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#14 Inside of Silence

Inside of Silence

    Groupie

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Inviato 26 gennaio 2008 - 13:24

scusate ma perchè non esce nelle multisale ?

sembra che sia distribuito con il contagocce,

perchè dovrei andare a vederlo in un vecchio cityplex puzzoso e umido ?
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#15 out of the cool

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    Roadie

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Inviato 26 gennaio 2008 - 13:38

Io l'ho visto ieri sera precisamente in una multisala qui a milano...io son tutto fuorchè un intenditore di cinema ma maronna che du coglioni di film. mi ha ammosciato la serata in modo clamoroso: super-ripetitivo, lento da morire, poi visto anche senza intervallo...argh.
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#16 corey

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Inviato 26 gennaio 2008 - 14:06



Non mi aspettavo questi 9/10 a Lupo Solitario, l'ho visto proprio ieri sera per consolazione, perché non sono riuscita a entrare al cinema per vedere Into the Wild, da quanta gente c'era, e stavo giusto pensando a quanto sia immaturo come film... troppo didascalico, fin dall'inizio la voce narrante e i dialoghi non lasciano proprio nulla all'immaginazione, tanto che in 2 ore il film non fa che girare su se stesso. Molto belle la regia e la fotografia, ma i dialoghi e gli sviluppi della storia mi sono sembrati un po' immaturi, gli darei 6.5 o al massimo 7, ho preferito di gran lunga La Promessa e il corto per 11 Settembre 2001! Tre Giorni per la Verità non l'ho visto. 


Sono sostanzialmente d'accordo con te...


ps: Dopo aver visto "Into the Wild" mi viene da dire che Sean Penn E' IL FIGLIO SEGRETO DI WERNER HERZOG


Accipicchia, Bruca, addirittura non sei riuscita a vedere il film di Penn perché vi era affluenza hollywoodiana? Delle due l'una: o la sala era poco più grande della cabina di proiezione o i cinefili si stanno riproducendo in maniera incontrollata. Non so quale delle due ipotesi sia la più inquietante  ;)

Jules, il padre ufficiale di Penn era tale Leo, un regista ebreo di origini russe-lituane finito nelle liste nere della Cia negli anni '50 perché accusato di essere comunista (sto più o meno trascrivendo dati dall'ultimo numero di dvd cult, interessante rivista chiusa proprio dopo la pubblicazione di The Indian Runner). Il padre segreto Penn Arthur.

A Herzog ci ho pensato anch'io, impossibile non correre a lui con l'immaginazione, soprattutto se si è visto The Grizzly Man con quello sciroccatone di Treadwell che si è fatto incamerare dal simpatico orso dell'Alaska. Ma a mio personalissimo avviso l'analogia è soltanto superficiale: al di là dell'ambientazione e della somiglianza di alcune situazioni (l'orso che sbuffa a un micron da Alex/Christopher), tra la sublime crudeltà herzoghiana e lo scrosciante vitalismo di Penn non ci sono molti punti in comune. A mio personalissmo avviso, ripeto a scanso di equivoci.

Su The Indian Runner (mi ostino a chiamarlo così perché la traduzione italiana, oltre ad essere offensiva, tradisce lo spirito del film): è un film di una ingenuità e di una sincerità disarmanti. Vive di opposizioni e antinomie radicali, sicché il didascalismo non lo considero un limite. E' tutto un dualismo: Joe e Frank, la legge e il disordine, lo stanziale e il nomade, la parola e il corpo. Questa radicalità, unita a una narrazione anacronisticamente neohollywoodiana e a un'estetica ruvidamente struggente, me lo ha fatto amare a dismisura.

The Crossing Guard, altro titolo massacrato dalla traduzione, è un film stranissimo, incentrato sul senso di colpa e sulla (im)possibilità della vendetta. Sembra girato negli anni '80 da quanto è squadrata la messa in scena, ma in questo dramma marmoreo si aprono squarci di emotività quasi insostenibile (l'uscita dal carcere, la danza al rallentatore di Robin Wright Penn) che hanno fatto gridare alla ricattatorietà. A mio avviso è invece il secondo capitolo di una filmografia di una sincerità e di una passione per il cinema e per la vita semplicememte uniche nel cinema contemporaneo.
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i periti hanno dimostrato che non vi è alcuna certezza.

#17 Jules

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    Pietra MIliare

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Inviato 26 gennaio 2008 - 14:15

Non credo sia così superficiale la similitudine con Herzog, e non la ritrovo solo pensando al capolavoro sull'uomo grizzly...

C'è tutta la tensione dell'uomo a vincere se stesso, a confrontarsi con gli elementi primordiali della natura che mi ha fatto davvero pensare al venerabile tedesco in più parti...certo, qui siamo (quasi) a Hollywood e l'uso di musiche e parole (io avrei preferito molto meno parlato)rende il film molto più "americano"...

Il difetto di Sean Penn regista mi sembra il troppo amore verso le proprie pellicole: se fosse più spietato verso di sè e avesse il coraggio di tagliare di più in sede di montaggio il suo cinema ne guadagnerebbe...

Detto questo, inizio d'anno col botto fra Kechiche e Penn..
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#18 corey

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Inviato 26 gennaio 2008 - 14:22

Angolazioni.
Del resto ogni confronto/scontro con la natura mette di fronte a codesti focolai tematici. Figurati che quello che mi ha colpito di più è stato proprio il carattere profondamente personale della trasfigurazione cinematografica della natura. Pensavo tra me e me: se Sean Penn ha dei padri artistici, ormai li ha assimilati così profondamente da non farli più apparire in superficie. E facevo queste riflessioni ricordandomi del prologo di The Indian Runner, che è una citazione quasi letterale del prefinale di Badlands di Malick.
Comunque oggi vado a rivederlo e ci rifletto un po' su.

Diciamo inizio col Penn  ;)

PS- La promessa stranamente non mi ha convinto più di tanto, forse per il mio folle amore per il libro (probabilmente qualsiasi adattamento mi avrebbe deluso). Vabbè, considerazione oziosa.
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#19 Jules

Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 26 gennaio 2008 - 14:45

Manco a me mi convinse, forse proprio per il troppo amore di Penn verso la fonte..
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#20 Brucaliffa

Brucaliffa

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Inviato 26 gennaio 2008 - 14:46


Accipicchia, Bruca, addirittura non sei riuscita a vedere il film di Penn perché vi era affluenza hollywoodiana? Delle due l'una: o la sala era poco più grande della cabina di proiezione o i cinefili si stanno riproducendo in maniera incontrollata. Non so quale delle due ipotesi sia la più inquietante  ;)


Già, sono andata al Plinius per lo spettacolo delle 21.30 e c'era una fila lunghissima che iniziava fuori dal cinema, sembrava di essere a Disneyland... tra l'altro erano tutti per Sean Penn, erano rimasti solo 17 posti! Ma Milano è una città silenziosamente cinefila, dai...
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