Vai al contenuto


Foto
- - - - -

Cous cous


  • Please log in to reply
100 replies to this topic

#41 verdoux

verdoux

    mainstream Star

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 2788 Messaggi:

Inviato 16 gennaio 2008 - 22:45

Continuo a credere che sia pazzesco fare i puritani sulle "sfumature", sulle "psicologie" rese dalla voce e addirittura sul "montaggio", quando per contro dovremmo distogliere per tutta la durata del film lo sguardo dall'immagine per dover leggere dei sottotitoli e creare con questo fare un montaggio nel montaggio del tutto innaturale e questo si contro la volontà dell'autore (per quanti diano a questa volontà un'importanza rilevate).


grande ..... !


io sono per il doppiaggio o per l'originale senza sottotitoli, purchè sia in italiano  asd; senza doppiaggio non avrei visto il gattopardo e zampanò e tanti altri;
secondo i puristi, provincialisti, non si dovrebbero fare film con attori stranieri  ???;
  • 0

#42 corey

corey

    mainstream Star

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 1732 Messaggi:

Inviato 17 gennaio 2008 - 06:39

Ma difatti puoi votare per quello che ti pare e puoi preferire ciò che vuoi, figurati (...)


che magnanimità, temevo le manganellate!

basta che non ci prendiamo per il culo con le finezze di voce e di montaggio mentre durante tutto il film si è costretti a guardare intermittenti le  immagini e come queste vengono accostate, per dover leggere i sottotitoli. Ecco, magari esprimere una preferenza soggettiva senza dover dare per forza una spiegazione scientifica con sottofondo di vertià assoluta che si contraddica a se stessa sarebbe molto meno auctoritate.



1. Nessuno ha dato "una spiegazione scientifica con sottofondo di vertià assoluta che si contraddica a se stessa". Al di là della tua spericolata sintassi mi sembri un tantino capzioso. Qui sono state espresse semplici preferenze di gusto e ciascuno le ha motivate con gli argomenti che ha ritenuto più perinenti. Se poi a te sembra che la sola posizione non perculante sia la tua, ebbene questo è un altro discorso...

2. Basta mettersi d'accordo sulle priorità: tu ritieni essenziale capire tutto alla prima visione e passi sopra al fatto che si perda la solidarietà tra voce e corpo dell'attore. A te interessa il significato, il gioco tra questo e il significante lo ritieni secondario. Posizione legittima ma non esente da limiti.
Personalmente preferisco perdermi qualcosa alla prima visione, causa sottotitoli, e arricchire la comprensione del film con le altre visioni. Il punto è esattamente questo: a meno che il film non sia una stronzata (e non è questo il caso) per me una sola visione è del tutto insufficiente. La visione multipla, a mio personalissimo avviso, è il solo risarcimento che uno spettatore può dare a un testo che ha richiesto mesi e mesi di lavorazione. Questo la dice lunga sul rapporto tra film e spettatore: la preparazione del film dura parecchi mesi (se non sbaglio la durata standard della produzione complessiva, dall'ideazione al lancio, si aggira sui 24 mesi), la fruizione (che orribile parola) "brucia" in 90', 120' (o 151' come in questo caso) al massimo.
Rivedere è necessario: con una convinzione simile la questione sottotitoli diventa molto meno condizionante (alla seconda visione l'impasse linguistica è già superata). Questa la mia questionabilissima posizione sul tema.

3. Siccome mi sembra che nei cinema circolino prevalentemente pellicole doppiate, non vedo perché la critica alla situazione esistente debba essere bollata come purismo o peggio provincialismo. C'è già la realtà a darci contro, ci manca solo che si scaglino contro di noi pazzi e assassini seriali e siamo a posto.
  • 0
i periti hanno dimostrato che non vi è alcuna certezza.

#43 Pierrot le fou

Pierrot le fou

    Roadie

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStelletta
  • 645 Messaggi:

Inviato 17 gennaio 2008 - 07:11

1. Nessuno ha dato "una spiegazione scientifica con sottofondo di vertià assoluta che si contraddica a se stessa". Al di là della tua spericolata sintassi mi sembri un tantino capzioso. Qui sono state espresse semplici preferenze di gusto e ciascuno le ha motivate con gli argomenti che ha ritenuto più opportuni. Se poi a te sembra che la sola posizione non perculante sia la tua, ebbene questo è un altro discorso...


se si afferma di preferire i sottotitoli perchè ne va del montaggio e delle finezze di voce presupponendo che così siano le intenzioni del regista, scusami ma non sono d'accordo e lo faccio notare, sperando in una spiegazione che si attenga alla materia invece che alla psicologia dell'interlocutore e all'auctoritates. spero arrivi presto!

2. Basta mettersi d'accordo sulle priorità: tu ritieni essenziale capire tutto alla prima visione e passi sopra al fatto che si perda la solidarietà tra voce e corpo dell'attore. A te interessa il significato, il gioco tra questo e il significante lo ritieni secondario. Posizione legittima ma non esente da limiti.
Personalmente preferisco perdermi qualcosa alla prima visione, causa sottotitoli, e arricchire la comprensione del film con le altre visioni. Il punto è esattamente questo: a meno che il film non sia una stronzata (e non è questo il caso) per me una sola visione è del tutto insufficiente. La visione multipla, a mio personalissimo avviso, è il solo risarcimento che uno spettatore può dare a un testo che ha richiesto mesi e mesi di lavorazione. Questo la dice lunga sul rapporto tra film e spettatore: la preparazione del film dura parecchi mesi (se non sbaglio la durata standard della produzione complessiva, dall'ideazione al lancio, si aggira sui 24 mesi), la fruizione (che orribile parola) "brucia" in 90', 120' (o 151' come in questo caso) al massimo.
Rivedere è necessario: con una convinzione simile la questione sottotitoli diventa molto meno condizionante (alla seconda visione l'impasse linguistica è già superata). Questa la mia questionabilissima posizione sul tema.


ammazza, quando penserò qualcosa verrò da te a chiedere se lo stia pensando davvero.
Non ricordo più neanche quante volte avrò visto "La schivata"...ma non vado millantando che siccome le volte successive alla prima ho capito quel che si dicono, allora queste visioni saranno come quella di un madrelingua che riesce a cogliere le sfumature di linguaggio in tempo reale e perdipiù voler stabilire la mia tesi in base a quello che io presuppongo siano le intenzioni del regista e/o il suo lavoro con gli attori. proprio magari la differenza tra "impasse" e sfumature e psicologia della voce.

p.s. dalla progettazione fino al lancio di un film possono passare anche solo 6 mesi.


  • 0

#44 corey

corey

    mainstream Star

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 1732 Messaggi:

Inviato 17 gennaio 2008 - 09:15

se si afferma di preferire i sottotitoli perchè ne va del montaggio e delle finezze di voce presupponendo che così siano le intenzioni del regista, scusami ma non sono d'accordo e lo faccio notare, sperando in una spiegazione che si attenga alla materia invece che alla psicologia dell'interlocutore e all'auctoritates. spero arrivi presto!


Che tu esprima il tuo dissenso nei termini che ritieni più opportuni per me è solo un bene, sicché non ti devo scusare di alcunché.
Se rileggi il thread ti accorgi che nei miei interventi non ho parlato né di montaggio né di finezze della voce, ma di qualcosa di più determinante (almeno a mio avviso): del lavoro con/sugli attori e del ritmo dell'eloquio (e potrei aggiungere anche qualche considerazione sul timbro, altra qualità sonora che va irrimediabilmente perduta nel doppiaggio).
Personalmente non ho mai parlato di "volontà dell'autore" (espressione che in tutta franchezza non mi piace neanche un po'). Delle intenzioni del regista tenderei a non parlarne, è un terreno troppo scivoloso per i miei gusti, mentre le intenzioni del testo invece mi interessano eccome. Torno al monologo di Julia: vedendo il film in originale (e non leggendo dichiarazioni di Kechiche o aneddoti vari) è impossibile non rendersi conto che lei non è madrelingua e che cavalca la rabbia per impossessarsi del linguaggio. In quel momento lo scollamento tra linguaggio e interiorità che caratterizza la sua condizione tende ad assottigliarsi e quasi a sparire: è un piccolo miracolo che ha risonanze non solo estetiche ma addirittura politiche (è alla stregua di un gesto eversivo ai miei occhi, anzi alle mie orecchie). Di tutto ciò c'è traccia nella versione doppiata? Si vede una tizia incazzata che cabla la sua rabbia su toni piagnucolosi e vittimistici. La ribellione è diventata sfogo improduttivo. Non c'è da bisogno di scomodare l'intenzione del regista per capire che una parte troppo sostanziosa del monologo è andata perduta: è  il film, semplicemente il film a dircelo.
Così è abbastanza chiaro o devo fare lo spelling?

ammazza, quando penserò qualcosa verrò da te a chiedere se lo stia pensando davvero.


E' sufficiente che tu scriva, non darti pena.

Non ricordo più neanche quante volte avrò visto "La schivata"...ma non vado millantando che siccome le volte successive alla prima ho capito quel che si dicono, allora queste visioni saranno come quella di un madrelingua che riesce a cogliere le sfumature di linguaggio in tempo reale e perdipiù voler stabilire la mia tesi in base a quello che io presuppongo siano le intenzioni del regista e/o il suo lavoro con gli attori. proprio magari la differenza tra "impasse" e sfumature e psicologia della voce.


Nessuno ha mai messo in dubbio che tu abbia visto (e anche rivisto) La schivata, la tua puntualizzazione, ohibò!, è piuttosto inquietante. Non so dove tu abbia letto che qualcuno "millantava" le cosacce che riporti. Di certo non in questo thread, e soprattutto non nei miei interventi (a meno che tu non fossi sotto effetto di alcaloidi, beato te!). Tra superare un'impasse e cogliere tutte le sfumature di un testo c'è una bella differenza. Per me la comprensione integrale del testo è una tensione asintotica, un obiettivo ideale, non solo per i film stranieri, ma per qualsiasi film. E, ribadisco, le intenzioni del regista (ma non il lavoro con/sugli attori che traspare dal film) tenderei a lasciarle da parte (anche se possiedono una loro innegabile importanza "perifilmica").
Sei pregato di raccogliere i cocci della tua confutazione.

p.s. dalla progettazione fino al lancio di un film possono passare anche solo 6 mesi.


Anche di meno, se è per questo. Infatti ho parlato di durata standard, mica dei casi singoli. Mi sa che parliamo linguaggi diversi, ci vorrebbero i sottotitoli.
  • 0
i periti hanno dimostrato che non vi è alcuna certezza.

#45 reitz

reitz

    aspirante indie

  • Members
  • StellettaStelletta
  • 90 Messaggi:

Inviato 17 gennaio 2008 - 10:22

o magari qualcuno che vi doppia dicendo cose che non c'erano in sceneggiatura...
  • 0

#46 Pierrot le fou

Pierrot le fou

    Roadie

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStelletta
  • 645 Messaggi:

Inviato 17 gennaio 2008 - 20:20

Che tu esprima il tuo dissenso nei termini che ritieni più opportuni per me è solo un bene, sicché non ti devo scusare di alcunché.
Se rileggi il thread ti accorgi che nei miei interventi non ho parlato né di montaggio né di finezze della voce ma di qualcosa di più determinante (almeno a mio avviso): del lavoro con/sugli attori e del ritmo dell'eloquio (e potrei aggiungere anche qualche considerazione sul timbro, altra qualità sonora che va irrimediabilmente perduta nel doppiaggio).
Personalmente non ho mai parlato di "volontà dell'autore" (espressione che in tutta franchezza non mi piace neanche un po'). Delle intenzioni del regista tenderei a non parlarne, è un terreno troppo scivoloso per i miei gusti,
mentre le intenzioni del testo invece mi interessano eccome. Torno al monologo di Julia: vedendo il film in originale (e non leggendo dichiarazioni di Kechiche o aneddoti vari) è impossibile non rendersi conto che lei non è madrelingua e che cavalca la rabbia per impossessarsi del linguaggio. In quel momento lo scollamento tra linguaggio e interiorità che caratterizza la sua condizione tende ad assottigliarsi e quasi a sparire: è un piccolo miracolo che ha risonanze non solo estetiche ma addirittura politiche (è alla stregua di un gesto eversivo ai miei occhi, anzi alle mie orecchie). Di tutto ciò c'è traccia nella versione doppiata? Si vede una tizia incazzata che cabla la sua rabbia su toni piagnucolosi e vittimistici. La ribellione è diventata sfogo improduttivo. Non c'è da bisogno di scomodare l'intenzione del regista per capire che una parte troppo sostanziosa del monologo è andata perduta: è  il film, semplicemente il film a dircelo.
Così è abbastanza chiaro o devo fare lo spelling?


mi serve lo spelling perchè così facendo contraddici la soggettività di cui andavi fiero prima: siccome per te è così, hai capito così, a te sta bene, allora è "semplicemente il film a dircelo".
Con il caso specifico e con i parametri personali non si va da nessuna parte, pensa che il doppiaggio di Krimo nella Schivata lo reputo molto meglio dell'originale in quanto per me rispecchia armonicamente quello che Krimo rappresenta anche in relazione agli altri personaggi. Il doppiaggio della sua timidezza sposa esattamente la mia idea di timidezza, la stessa costanza di tono e di timbro che ho ritrovato nella mia esperienza di vita. Credo che la sua voce originale, in una certa maniera, sbilanci quell'equilibrio sbirciabile in filigrana che la tanto bistrattata "piattezza" è riuscita ad instaurare in questo film. è semplicemente il film a dircelo.
pensa che il film ci dice pure a proposito di una qualità per te determinante: che non è stato fatto nessun lavoro sugli attori in quanto liberi di improvvisare. ma tu mi dirai, anche questo è un lavoro.

p.s. che nei tuoi interventi non parli di alcune cose, ma poi intervieni sui quote di altri con toni tra l'altro improbabil-moralistici, presuppone per esempio che

io voto per i sottotitoli, per le sfumature e per le psicologie rese dalla voce tutta la vita

sia una confessione che in assoluto tu prediliga ascoltare il film e leggerlo invece di guardare la messa in scena, il montaggio, ecc...
come abbiamo sempre detto tra di noi, questione di gusti.


Nessuno ha mai messo in dubbio che tu abbia visto (e anche rivisto) La schivata, la tua puntualizzazione, ohibò!, è piuttosto inquietante.


se mi spari una filippica sulla straordinaria intuizione che hai avuto rendendoti conto che vedere i film più di una volta bla bla bla, è chiaro che mi fai venire voglia di renderti noto che anche io abbia avuto la stessa intuizione. affinità elettive?


Non so dove tu abbia letto che qualcuno "millantava" le cosacce che riporti. Di certo non in questo thread, e soprattutto non nei miei interventi (a meno che tu non fossi sotto effetto di alcaloidi, beato te!). Tra superare un'impasse e cogliere tutte le sfumature di un testo c'è una bella differenza. Per me la comprensione integrale del testo è una tensione asintotica, un obiettivo ideale, non solo per i film stranieri, ma per qualsiasi film. E, ribadisco, le intenzioni del regista (ma non il lavoro con/sugli attori che traspare dal film) tenderei a lasciarle da parte (anche se possiedono una loro innegabile importanza "perifilmica").
Sei pregato di raccogliere i cocci della tua confutazione.


grazie, ho capito cos'è per te la comprensione integrale di un testo.


Anche di meno, se è per questo. Infatti ho parlato di durata standard, mica dei casi singoli. Mi sa che parliamo linguaggi diversi, ci vorrebbero i sottotitoli.


non esiste una durata standard, hai espresso semplicemente un'affermazione falsa.

  • 0

#47 corey

corey

    mainstream Star

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 1732 Messaggi:

Inviato 17 gennaio 2008 - 22:00

Rispondo solo su un punto (faccio davvero troppa fatica a comunicare con te), ma credo sia paradigmatico della tua intransigenza.

Tu dici: "non esiste una durata standard, hai espresso semplicemente un'affermazione falsa."

A parte il fatto che leggere frasi come quella che ho appena virgolettato mi procura un certo imbarazzo, mi vedo costretto a contraddirti. La durata standard di una produzione cinematografica non è una mia invenzione (non sono ancora arrivato a tanto), è un dato che ho letto qualche anno fa (tra il 2001 e il 2002) su un libro ("Come si produce un film" di Claudio Biondi, Dino Audino Editore). A dire il vero non ricordo con esattezza se fossero proprio due anni o qualcosa di meno (mi sembra che il dato fosse riportato in numero di settimane complessive) e non a caso ho aggiunto "se non sbaglio" e altre espressioni cautelative come "si aggira sui 24 mesi". Ho anche cercato invano il libro in casa, giuro (ero convinto di averlo da qualche parte), ma non l'ho trovato. Di una cosa però sono certo: il libro riportava proprio durate standard (perciò non vincolanti ma indicative), sicché se ritieni che il signor Biondi, che di mestiere fa il produttore, abbia detto una stronzata, non ti resta che protestare con lui.

Affinità elettive tra di noi, vivaddio, non ne scorgo. Per me è chiusa qui.
  • 0
i periti hanno dimostrato che non vi è alcuna certezza.

#48 Pierrot le fou

Pierrot le fou

    Roadie

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStelletta
  • 645 Messaggi:

Inviato 17 gennaio 2008 - 23:26

Ho anche cercato invano il libro in casa, giuro (ero convinto di averlo da qualche parte), ma non l'ho trovato. Di una cosa però sono certo: il libro riportava proprio durate standard (perciò non vincolanti ma indicative), sicché se ritieni che il signor Biondi, che di mestiere fa il produttore, abbia detto una stronzata, non ti resta che protestare con lui.


si, il libro riporta durate teoriche, a pagina 70 del primo volume splitta i tempi per fase produttiva concludendo: "per una durata complessiva di novantasei settimane". Il libro di Biondi è stato pubblicato nel 1996. Da allora sono cambiate tantissime cose ed i tempi/costi di produzione, anche grazie alle nuove tecnologie che negli ultimi anni hanno rivoluzionato in maniera esponenziale un pò tutto questo mondo, variano davvero molto da lavoro a lavoro senza poter incasellare tempistiche come una volta.
  • 0

#49 corey

corey

    mainstream Star

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 1732 Messaggi:

Inviato 18 gennaio 2008 - 06:47


Ho anche cercato invano il libro in casa, giuro (ero convinto di averlo da qualche parte), ma non l'ho trovato. Di una cosa però sono certo: il libro riportava proprio durate standard (perciò non vincolanti ma indicative), sicché se ritieni che il signor Biondi, che di mestiere fa il produttore, abbia detto una stronzata, non ti resta che protestare con lui.

si, il libro riporta durate teoriche, a pagina 70 del primo volume splitta i tempi per fase produttiva concludendo: "per una durata complessiva di novantasei settimane".


La mia memoria è molto meno inaffidabile di quanto pensassi, me ne compiaccio.
Indovina chi è stato a "esprimere" un'affermazione falsa?

Il libro di Biondi è stato pubblicato nel 1996. Da allora sono cambiate tantissime cose ed i tempi/costi di produzione, anche grazie alle nuove tecnologie che negli ultimi anni hanno rivoluzionato in maniera esponenziale un pò tutto questo mondo, variano davvero molto da lavoro a lavoro senza poter incasellare tempistiche come una volta.

Ma dai, veramente? Vedo che non sono il solo a frequentare il pensiero di monsieur De la Palice. Anche di questo mi compiaccio.
Pazzo, credi davvero che la puntualizzazione attenui o addirittura neutralizzi l'assurdità della tua sparata? Tra l'altro quello che dici è tutto da verificare: considerato che il cinema è anche e soprattutto un'industria, non mi spingerei ad affermare che le tabelle di produzione siano totalmente scomparse. Poi magari mi sbaglio, ma a naso credo proprio che durate standard, a seconda dei budget impegnati, sussistano ancora, specialmente nelle grandi case di produzione. Il libro del Biondi poi è stato pubblicato nel 1996 (e poi ristampato a distanza di qualche anno se non erro), mica nel 1952, qualcosa di attendibile la dirà ancora.

Ti rispondo anche su una cosa concernente il discorso di prima: difendere una posizione soggettiva a proposito del doppiaggio non significa rinunciare ad argomentare in maniera strutturata e circostanziata. Non è che la soggettività escluda il confronto serrato coi testi.
  • 0
i periti hanno dimostrato che non vi è alcuna certezza.

#50 Pierrot le fou

Pierrot le fou

    Roadie

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStelletta
  • 645 Messaggi:

Inviato 18 gennaio 2008 - 07:56

caro amico, quello che è accaduto negli ultimissimi anni non è minimamente paragonabile a tutto quello che dagli anni dieci ai novanta la produzione cinematografica ha avuto a disposizione. con l'avvento del digitale e, in particolare, con la possibilità di girare in HD potendo effettuare lavorazioni di Digital Intermediate (correzione colore tramite Laster direttamente su schermo cinematografico), Digital Front End (gestione in tempo reale dei giornalieri) e Direct to print (stampa diretta di pellicola interpositiva e positiva) si sono verificate condizioni nuove come per esempio: chiunque ormai può girarsi il suo film con pochi soldi e riversarlo in pellicola o comunque ottenere il sempre più in voga HDCAM; le produzioni possono fare scelte infinite, anche dalla fase di preparazione e quindi di progettazione, perdendo sistematicamente lo "standard" a cui metodologie di lavorazione obbligate le avevano abituate. c'è traccia di queste cose sul manuale del giovane produttore?
dice, a naso.

ti saluto.

  • 0

#51 corey

corey

    mainstream Star

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 1732 Messaggi:

Inviato 18 gennaio 2008 - 08:47

Così mi garbi, bello bruciacchiato. Ora alzo un po' il voltaggio.

Folle, prima ti lanci in affermazioni assolutistiche e poi, messo alle corde, storicizzi ampollosamente. "Con l'avvento del digitale", madò! Ci manca solo che tu tiri fuori l'espressione "rivoluzione copernicana" e poi siamo a posto.
Ti rendi conto che così facendo, almeno ai miei occhi, ti copri di ridicolo? Che attendibilità può avere un interlocutore del genere? Te lo dico io: quella di uno spot pubblicitario (e non a caso ti esprimi con la stessa pedanteria commerciale di una réclame). Credi che enumerare programmi video risolva magicamente il contraddittorio? E tra l'altro, ammesso e non concesso che tu abbia ragione cronologicamente, senz'altro non ne hai ontologicamente, come tuonava la tua sbruffonata metastorica ("non esiste una durata standard, hai espresso semplicemente un'affermazione falsa.", poffarbacco!).
Non mi piace come scrivi (ti trovo tremendamente farraginoso), non mi piace come argomenti e quello che dici mi pare irrimediabilmente capzioso. Questa è l'idea che mi sono fatto di te in questi giorni. Se vuoi continuare a bisticciare, per me possiamo andare avanti a oltranza, fa attività.
  • 0
i periti hanno dimostrato che non vi è alcuna certezza.

#52 Pierrot le fou

Pierrot le fou

    Roadie

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStelletta
  • 645 Messaggi:

Inviato 18 gennaio 2008 - 23:22

ma guarda che probabilmente il problema è tuo, per quanto mi riguarda non bisticcio affatto.
comunque in effetti rileggendomi devo dire che terribilmente farraginoso, riferito alla mia scrittura, è un eufemismo. è pur vero che sto componendo i miei versi superficialmente perchè ti trovo un pò noioso, e per questo me ne scuso.
che abbia riportato a mò di spot pubblicitario, semplificando dei concetti che avrebbero bisogno di conoscenze basilari di produzione e che non tutti sarebbero in grado di decodificare non per trascuratezza ma perchè oggettivamente bisognerebbe apprenderle con il lavoro, non significa che il nostro discorso debba venire interrotto: andiamo avanti, attendo obiezioni fondate sul fatto che i tempi di produzione di un film, grazie alle ultime innovazioni tecniche, non siano teoricamente uniformi come quelli di prima.
in definitiva, comunque, non si capisce come chi non sa, sistematicamente assegna i torti e le ragioni.
  • 0

#53 Jules

Jules

    Pietra MIliare

  • Redattore OndaCinema
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 21631 Messaggi:

Inviato 18 gennaio 2008 - 23:45

Ma è ancora il thread sul film di Kechiche? O è diventato quello su chi piscia più lontano?
  • 0

#54 corey

corey

    mainstream Star

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 1732 Messaggi:

Inviato 18 gennaio 2008 - 23:53

ma guarda che probabilmente il problema è tuo, per quanto mi riguarda non bisticcio affatto.
comunque in effetti rileggendomi devo dire che terribilmente farraginoso, riferito alla mia scrittura, è un eufemismo. è pur vero che sto componendo i miei versi superficialmente perchè ti trovo un pò noioso, e per questo me ne scuso.
che abbia riportato a mò di spot pubblicitario, semplificando dei concetti che avrebbero bisogno di conoscenze basilari di produzione e che non tutti sarebbero in grado di decodificare non per trascuratezza ma perchè oggettivamente bisognerebbe apprenderle con il lavoro, non significa che il nostro discorso debba venire interrotto: andiamo avanti, attendo obiezioni fondate sul fatto che i tempi di produzione di un film, grazie alle ultime innovazioni tecniche, non siano teoricamente uniformi come quelli di prima.
in definitiva, comunque, non si capisce come chi non sa, sistematicamente assegna i torti e le ragioni.


Anche "un po' noioso" riferito a me è un eufemismo, lo riconosco, mi appallo da solo, figurati. Personalmente non ho niente da obiettare sui tuoi consigli per gli acquisti (figurati se ti seguo, la mia ignoranza in materia è quasi totale non ho problemi ad ammetterlo), mentre sul tuo stile argomentativo ho da eccepire moltissimo. Spari ad alzo zero e non ti accorgi che colpisci prima di tutto le tue affermazioni (prima sentenzi che non esistono durate di produzione standard e poi ti correggi storicizzando, errore puerile). Non ho mai sostenuto che "i tempi di produzione di un film, grazie alle ultime innovazioni tecniche, (...) siano teoricamente uniformi come quelli di prima" (che razza di modo balordo di esprimerti hai, ti incarti ogni mezza frase). Affibbiare posizioni rigide e oltranzistiche agli altri è tipico del tuo modo vichingo di argomentare, non ci vuole molto a capirlo. Io ho soltanto detto, riportando un dato riscontrabile (cosa che del resto tu stesso hai fatto), che la durata di produzione standard di un film si aggira sui 24 mesi. E il mio discorso, pur partendo da un film girato nel 2007, intendeva riferirsi ai prodotti cinematografici in generale (sicché anche a quelli di 10, 20, 30, 40 anni fa), sottolineando l'enorme sproporzione tra tempi della produzione e tempi del consumo. Poi è ovvio che quella durata si avvicini più o meno alla realtà a seconda delle circostanze storiche, geografiche, politiche e così via. La sproporzione resta, il succo del mio discorso è quello. Altra cosa è invece affermare, come fai tu, che oggi, dovunque e in qualsiasi situazione non esista alcuna durata standard. Sono io che attendo prove.

"in definitiva, comunque, non si capisce come chi non sa, sistematicamente assegna i torti e le ragioni."

In definitiva non si capisce come si possa mettere una virgola tra il soggetto e il verbo della stessa frase.

Siamo in due ad annoiarci, su questo possiamo concordare.
  • 0
i periti hanno dimostrato che non vi è alcuna certezza.

#55 corey

corey

    mainstream Star

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 1732 Messaggi:

Inviato 19 gennaio 2008 - 00:03

Ma è ancora il thread sul film di Kechiche? O è diventato quello su chi piscia più lontano?


Sempre meglio di quello su chi piscia controvento, non trovi?  ;)
  • 0
i periti hanno dimostrato che non vi è alcuna certezza.

#56 Guest_Oyuki_*

Guest_Oyuki_*
  • Guests

Inviato 19 gennaio 2008 - 00:08

Ma dopo un po' tutto 'sto acidume non vi fa male allo stomaco?!  :P

#57 Jules

Jules

    Pietra MIliare

  • Redattore OndaCinema
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 21631 Messaggi:

Inviato 19 gennaio 2008 - 00:11


Ma è ancora il thread sul film di Kechiche? O è diventato quello su chi piscia più lontano?


Sempre meglio di quello su chi piscia controvento, non trovi?  ;)


Immagine inserita


Già vi vedo a te e a pierrot..
  • 0

#58 corey

corey

    mainstream Star

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 1732 Messaggi:

Inviato 19 gennaio 2008 - 00:12



Ma è ancora il thread sul film di Kechiche? O è diventato quello su chi piscia più lontano?


Sempre meglio di quello su chi piscia controvento, non trovi?  ;)


Immagine inserita


Già vi vedo a te e a pierrot..


Come fai a sapere che assomiglio a Benigni?
  • 0
i periti hanno dimostrato che non vi è alcuna certezza.

#59 Pierrot le fou

Pierrot le fou

    Roadie

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStelletta
  • 645 Messaggi:

Inviato 19 gennaio 2008 - 00:26

...


il succo del tuo discorso era chiaro, meno il fatto che abbia voluto rispondere solo sul punto che conosci di meno e pretendere pure la ragione.
se non hai altro da aggiungere a parte correggere la sintassi la chiuderei qui, anche perchè altrimenti jules si inquieta e poi sono cazzi per tutti.
  • 0

#60 Jules

Jules

    Pietra MIliare

  • Redattore OndaCinema
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 21631 Messaggi:

Inviato 19 gennaio 2008 - 00:31

Non è per la sintassi che m'inquieto...è che la mia pisciata non è da competizione...

Comunque mi rimetto a leggere la vostra disputa...sono appena tornato dal film di Ridley Scott e trovo molto più originale la deriva che il thread su cous cous pare abbia preso..
  • 0




0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi

IPB Skin By Virteq