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Farmacisti contro Bersani


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113 replies to this topic

#81 Psyke

Psyke

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Inviato 21 luglio 2006 - 14:26

Ecco, nessuna appunto. Ma sei stata tu a sostenere che un non professionista (=non iscritto all'albo) non sarebbe all'altezza e a tirare in ballo l'amore per la scienza.


e quando mai l'ho fatto?
di certo con NON PROFESSIONISTA non mi riferivo a chi ha fatto il mio stesso corso di studi e a cui manca solo l'abilitazione.

Bensì rispondevo a chi invece asseriva che basta un buon liceo e un'infarinatura di stampo universitario per fare il farmacista.
Forse ti sei perso questo passaggio!
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#82 Guest_galway_*

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Inviato 21 luglio 2006 - 14:33


Veramente mi riferivo a questo


dicono di cancellare gli albi professionali...
allora uno cosa diamine si sbatte il culo a studiare se poi un tizio qualsiasi si può improvvisare "professionista" e fare il tuo lavoro?

E' come far costruire una casa ad un appassionato di lego...

O far fare il dottore a un fan di E.R.

Io devo stare lì... a rompermi l'anima per imparare strutture, molecole, e la loro biochimica... per sapere COSA do ad un cliente e PERCHE' ... per poi ridurmi a fare la commessa in un supermercato...


cosa che avevi detto molto prima. Ma fa niente.
Il punto e': mi fai capire cosa ne pensi in materia di ereditarieta'?
E' solo che a me sembra strana questa coincidenza, che tutti i figli di farmacisti che si iscrivono a farmacia lo facciano per questa grande vocazione a stare dietro il bancone. Chissa' perche' a me che sono figlio di operaio metalmeccanico non e' stata tramandata questa vocazione paterna...

#83 Psyke

Psyke

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Inviato 21 luglio 2006 - 14:58

cosa che avevi detto molto prima. Ma fa niente.
Il punto e': mi fai capire cosa ne pensi in materia di ereditarieta'?
E' solo che a me sembra strana questa coincidenza, che tutti i figli di farmacisti che si iscrivono a farmacia lo facciano per questa grande vocazione a stare dietro il bancone. Chissa' perche' a me che sono figlio di operaio metalmeccanico non e' stata tramandata questa vocazione paterna...


Io non ho mai detto di aver scelto farmacia per una questione di vocazione. Anche perchè mia sorella si era già laureata, quindi se c'era da pensare ad una questione di "a chi lascio le redini" non c'era bisogno che io continuassi. Anche se ora lei lavora da tutt'altra parte per motivi personali. Ma nel momento in cui ho finito il liceo e mi sono resa conto di non avere reali interessi verso altre materie ho ritenuto più giusto pensare di studiare qualcosa che mi permettesse di lavorare concretamente data la possibilità che avevo in famiglia. Penso di non essere ipocrita a dirlo. E in seconda cosa le mie "capacità" scolastiche fortunatamente sono state sempre più orientate sulle materie scientifiche, il che mi ha permesso, almeno fino a questo momento di non avere grosse difficoltà nei confronti del piano di studi che questo corso di laurea prevede.

Per quanto riguarda l'eredità, siccome la farmacia, o altra attività, o una casa o un gioiello che sia, trattasi di un bene personale e alla fine di famiglia, mi pare logico che il proprietario pensi di lasciarlo ai suoi eredi. Che poi essi decidano di vendere e fare altro o che decidano di continuare laureandosi son problemi loro. Ma non vedo perchè l'attività non debba comunque essere lasciata in eredità in quanto bene a chi si vuole.

Cmq per quanto riguarda la questione degli albi, con "tizio qualsiasi" mi riferivo sempre a non professionisti, nel senso di senza alcun titolo.

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#84 FUsandro

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Inviato 21 luglio 2006 - 16:00

Guarda che in una farmacia i controlli degli scaduti sono mensili!

Cosa che in un supermercato non credo proprio accada

Ma che razza di discorso è? Adesso vorrai dire che i farmaci non si possono vendere al supermercato perchè rischiano di essere venduti scaduti e senza che nessuno se ne accorga?
Poi nei supermercati normali ci sono addetti che controllano i gli scaffali con i prodotti tutti i santissimi giorni.
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#85 FUsandro

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Inviato 21 luglio 2006 - 16:05

a parte che ultimamente è entrato in vigore la possibilità da parte del farmacista di praticare a sua scelta uno sconto fino al 20%

Questo significa pure che i prezzi non devono obbligatoriamente essere quelli stampati sulle confezioni dalle case famaceutiche.
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#86 Guest_Paradosso_*

Guest_Paradosso_*
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Inviato 21 luglio 2006 - 16:06

Per quanto riguarda l'eredità, siccome la farmacia, o altra attività, o una casa o un gioiello che sia, trattasi di un bene personale e alla fine di famiglia, mi pare logico che il proprietario pensi di lasciarlo ai suoi eredi.


Questo mi starebbe benissimo se chiunque potesse aprire di punto in bianco una farmacia. Ma la cosa non sta così, ci vuole una licenza. Lo scandalo è che questa venga lasciata in eredità, non certo l'immobile-farmacia, che nessuno vuole espropriare. Il sistema crea delle enormi barriere all'entrata per chi volesse fare il farmacista e non avesse una farmacia di famiglia sulla quale contare: crea disparità. La licenza deve essere esclusivamente nominale, non familiare.

E davvero non trovo un'idea per cui tale disparità debba essere giustificata. Tu ce l'hai, Psyke?

P.

#87 Guest_Number 5_*

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Inviato 21 luglio 2006 - 16:09

ma quali pensi che siano le differenze tra il farmacista laureato in farmacia che sta dietro il bancone e il ricercatore laureato in farmacia che sta in laboratorio!?

guarda che il corso di laurea è lo stesso.

L'iscrizione all'ordine. E comunque i ricercatori in genere sono laureati in CTF (Chimica e Tecnica Farmaceutica), che è un corso della facoltà di Framacia.

#88 Psyke

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Inviato 21 luglio 2006 - 16:56

Ma che razza di discorso è? Adesso vorrai dire che i farmaci non si possono vendere al supermercato perchè rischiano di essere venduti scaduti e senza che nessuno se ne accorga?
Poi nei supermercati normali ci sono addetti che controllano i gli scaffali con i prodotti tutti i santissimi giorni.


Si riveriva al discorso dei prodotti destinati all'alimentazione dei bambini che sono stati trovati scaduti in più di un negozio. filmato dalla televisione
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#89 Psyke

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Inviato 21 luglio 2006 - 16:57

Lo scandalo è che questa venga lasciata in eredità, non certo l'immobile-farmacia, che nessuno vuole espropriare.


dato che la titolarità è ACQUISTABILE è altrettanto da considerare un bene da poter lasciare in eredità
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#90 Psyke

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Inviato 21 luglio 2006 - 17:00


a parte che ultimamente è entrato in vigore la possibilità da parte del farmacista di praticare a sua scelta uno sconto fino al 20%

Questo significa pure che i prezzi non devono obbligatoriamente essere quelli stampati sulle confezioni dalle case famaceutiche.


non devono essere quelli obbligatoriamente stampati... ma ciò non significa che la casa farmaceutica li fa pagare col medesimo sconto a grossisti e farmacisti.
Bensì sono questi ultimi a dover abbassare il loro guadagno praticando lo sconto!

Tutto ciò perchè è lo stato che non si può impegnare a far abbassare i costi e pretende che siano invece i lavoratori in questione a farlo in favore dei cittadini

Questo nemmeno mi sembra giusto. Allora se volete smantellare la fantomatica lobby, partite all'origine. Ovvero dalla speculazione che fanno le case farmaceutiche e di conseguenza il guadagno dello stato. Così una volta in farmacia il farmaco costerà di meno. E siamo tutti contenti... o no?
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#91 Guest_Paradosso_*

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Inviato 21 luglio 2006 - 17:03

Non è un bene come gli altri, perché non è un bene di cui esista un mercato, è un bene regolamentato dallo Stato.

Se tu hai una mela, e io non ho una mela, meglio per te, sei nato più fortunato: mi andrò a cogliere anche io una mela. Ma se tu hai una mela, io non ho una mela, ed esiste una legge che dice che nel nostro paesino non può esistere più di una mela, la tua fortuna ostacola la mia possibilità di successo. Questo non è giusto. Più chiaro di così non riesco ad essere.

P.

#92 Psyke

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Inviato 21 luglio 2006 - 17:03

L'iscrizione all'ordine. E comunque i ricercatori in genere sono laureati in CTF (Chimica e Tecnica Farmaceutica), che è un corso della facoltà di Framacia.


E quello è una cosa secondaria alla preparazione che poi si ha sia che tu poi faccia il farmacista sia che tu lavori in un laboratorio! Perchè oltre ai laureati in CTF, anche quelli in farmacia possono lavorare nelle case farmaceutiche.
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#93 Psyke

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Inviato 21 luglio 2006 - 17:07

Non è un bene come gli altri, perché non è un bene di cui esista un mercato, è un bene regolamentato dallo Stato.


Ma il prodotto che la Farmacia offre non è un capo d'abbigliamento, non è un alimento.
E' un qualcosa di cui si ha una domanda che si aggira comunque su valori nazionali standard.

Di conseguenza mentre di maglie, pantaloni o cianfrusaglie puoi acquistarne quante e come vuoi, e soprattutto da chi vuoi, non credo che tu necessiti di altrettante scatole di aulin, tachipirina, aspirina ecc.

Per questo c'è una regolamentazione riguardo al numero di farmacie in funzione del numero di abitanti.

La liberalizzazione faciliterebbe sì l'entrata in commercio di neolaureati. Ma a livello dei consumatori... cosa cambia? tu comprerai più farmaci?
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#94 Guest_Paradosso_*

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Inviato 21 luglio 2006 - 17:27

Psyke, il punto non è che il sistema com'è adesso faciliti i figli di farmacisti, perché questo avviene per qualsiasi altro esercizio: il punto è che il sistema com'è adesso preclude delle possibilità agli studenti di farmacia non figli di farmacisti. Per piacere, non facciamo finta di non capire.

Per quanto riguarda i prezzi: per alcuni di essi (i più venduti peraltro) il farmacista può decidere se fare o meno uno sconto dall'1% al 20%. Mettiamo che i due farmacisti del tuo paesino si mettano d'accordo per fare uno sconto del 5%. E chi li ammazza? Hanno deciso il prezzo dei farmaci. Mettiamo che invece ocn la liberalizzazione ci sia possibilità per un terzo, magari un non figlio di farmacisti, di aprire una terza farmacia nel paesino. E siccome è nuovo e non ha clientela, farà uno sconto del 15%. A quel punto, onde non perdere la clientela, anche gli altri due saranno costretti a fare uno sconto se non del 15% almeno del 10% (ci sarà qualcuno che non cambierà farmacia anche a costo di pagare di più).

Analizziamo le due situazioni:

1) paesino con due farmacie

- Domanda di scatole di aspirina: 200
- Prezzo scatola di listino (deciso da stato e industria) 100
- Sconto 5%
- Prezzo per il consumatore 95
- Prezzo all'ingrosso 65

La farmacia 1 vende 100 scatole, la farmacia 2 vende 100 scatole.

Guadagno farmacia 1: (95-65) * 100 = 3000
Guadagno farmacia 2: (95-65) * 100 = 3000

2) situazione con tre farmacie

- Domanda scatole di aspirina: 200 (come vedi ho usato la stessa)
- Prezzo listino 100
- Sconto: 1 e 2 scontano 10%, 3 sconta 15%
- Prezzo per il consumatore: 90 da 1 e 2, 85 da 3
- Prezzo all'ingrosso 65

Guadagno farmacia 1: (90-65) * 66 = 1650
Guadagno farmacia 2: (90-65) * 66 = 1650
Guadagno nuova farmacia: (85-65) * 66 = 1320

-------

Osservazione:

I figli di farmacista ci hanno perso: prima guadagnavano 6000, ora 3300. Dove sono andati i rimanenti 2700?

Sono andati:

- 1320 a un non figlio di farmacisti che fa saltare il loro cartello e corona il suo sogno di aprire una farmacia (pur essendo comunque svataggiato rispetto alle altre due, ma questo avviene dovunque).

- il resto ai consumatori, che prima pagavano una scatola 95, ora possono scegliere se pagarla 90 dal farmacista di fiducia o 85 da quello nuovo. In altre parole il prezzo dell'aspirina per il consumatore si è abbassato.

Il provvedimento quindi toglierebbe ai figli di farmacisti per dare ai consumatori e agli aspiranti farmacisti non figli di. La cosa è, a mio parere, buona e giusta.

E ripeto: più chiaro di così non riesco ad essere.

P.


#95 Psyke

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Inviato 21 luglio 2006 - 17:45

e quello sarà il suo guadagno! visto che lo stato ha già difficoltà a dare i soldi alle ASL per il pagamento degli attuali farmacisti figurati con quelli aggiunti!
aspetta aspetta... sai come faranno!?
alzeranno il costo del ticket!! o perchè no! nuove tasse! che graveranno anche sui non farmacisti!

Io sinceramente preferirei pagare un'aspirina anzichè dover sborsare soldi per un farmaco prescrittomi dal dottore e che evidentemente serve a curare una patologia più grave di un'emicrania!

Per non parlare degli stipendi che i neolaureati riceverebbero per il loro lavoro da dipendenti in un farmasupermarket anzichè in una farmacia a tutti gli effetti.

Se il farmaco costasse meno a partire dalla casa farmaceutica:

1- costa meno al farmacista
2- costa meno allo stato
3- costa meno al consumatore
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#96 vamos

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Inviato 21 luglio 2006 - 18:07

e penso che chiunque se avesse uno sbocco di lavoro certo non ci avrebbe pensato due volte e avrebbe fatto lo stesso!


Ma anche no! Non generalizziamo, per fortuna c'è gente che sceglie i propri studi in base ai suoi interessi, non solo pensando allo stipendio o alla sicurezza di trovare un posto una volta laureato.

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#97 Z-Boy

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Inviato 21 luglio 2006 - 18:15

1- costa meno al farmacista
3- costa meno al consumatore


Ma anche no: semplicemente potrebbe aumentare il profitto delle farmacie che, viste le numerose  barriere all'entrata, sono in grado di accordarsi per tenere costante il prezzo pur di fronte ad un abbassamento dei loro costi.
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#98 ubik

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Inviato 21 luglio 2006 - 18:34

Tutto ciò perchè è lo stato che non si può impegnare a far abbassare i costi e pretende che siano invece i lavoratori in questione a farlo in favore dei cittadini

Questo nemmeno mi sembra giusto. Allora se volete smantellare la fantomatica lobby, partite all'origine. Ovvero dalla speculazione che fanno le case farmaceutiche e di conseguenza il guadagno dello stato. Così una volta in farmacia il farmaco costerà di meno. E siamo tutti contenti... o no?

No!
E' spiegato bene in questa segnalazione (AS131) dell' AGCM, a proposito di un passato provvedimento del governo mirato al controllo dei prezzi.
[...]La previsione, da parte dell'articolo 36, comma 12, della legge n. 449/97, di iniziative da parte del Ministro della Sanità volte a reintrodurre elementi di regolamentazione dei prezzi rappresenta un ripensamento rispetto alle iniziative già adottate a livello normativo al fine di liberalizzare il settore, e, più in generale, contrasta con il processo di apertura alla concorrenza avviato nel mercato farmaceutico nei principali paesi europei.

Più in particolare, la norma in esame sostanzialmente attribuisce al Ministero della Sanità la facoltà di valutare quando gli incrementi di prezzo sono "non giustificati". In un ambito in cui la non sussistenza di esigenze di contenimento della spesa farmaceutica pubblica garantisce la possibilità che il mercato sia sottoposto esclusivamente alle regole della libera concorrenza è difficile comprendere quali parametri, diversi dal rispetto delle regole del mercato, possano consentire una qualificazione in tal senso dei prezzi determinati dalle imprese.[...]
La recente iniziativa del Ministro della Sanità in attuazione della norma in esame, consistente in un accordo concluso con le associazioni Farmindustria e Assosalute che prevede un codice di autoregolamentazione delle imprese nella fissazione dei prezzi dei farmaci collocati in classe C, evidenzia una esigenza di controllo dei prezzi che, anche per l'assenza di criteri in relazione a cui valutare il prezzo "ingiustificato", sembra porsi in contrasto con i principi di cui all'articolo 41 della Costituzione, dalla cui attuazione discendono le regole a tutela della concorrenza.
Inoltre, la reintroduzione di elementi di regolamentazione incentiverebbe presumibilmente le imprese a continuare nei loro comportamenti coordinati, agevolando nel contempo questi ultimi (ad esempio, in caso di imposizione di limiti di incremento massimi, le imprese avrebbero un immediato punto di riferimento a cui allineare i propri prezzi).
La stessa comunicazione preventiva delle variazioni di prezzo al CIPE e al Ministero della Sanità, pur configurandosi come uno strumento di controllo da parte di detti organismi, costituisce un ulteriore veicolo di diffusione preventiva dell'informazione sulle medesime, costituendo in tal modo uno strumento che agevola l'eventuale adozione di politiche di prezzo coordinate tra le imprese.

Ne consegue che l'introduzione dell'articolo 36, comma 12, della legge n. 449/97 non solo si muove in senso opposto all'auspicata rimozione degli ostacoli normativi ancora esistenti, ma rischia di vanificare gli interventi a tutela della concorrenza intrapresi dall'Autorità offrendo alle imprese strumenti legali idonei a facilitare politiche non competitive nella fissazione dei prezzi.

L'Autorità confida che le osservazioni qui rappresentate trovino adeguato seguito, nel convincimento che la piena attuazione dei meccanismi concorrenziali nei mercati dei prodotti farmaceutici, in senso coerente con i principi già introdotti a partire dalla liberalizzazione dei prezzi del 1995, limitando la crescita della spesa farmaceutica a carico dei cittadini, possa più efficacemente contribuire alla realizzazione dell'obiettivo generale di tutela della salute.


Altri documenti dell'AGCM sono piuttosto illuminanti.
Questo provvedimento , in particolare, sulla celebre ed emblematica vicenda del latte artificiale, il cui prezzo variava sensibilmente non solo dall'estero all'italia, ma anche dalla grande distribuzione italiana alla farmacia.
E questa segnalazione , sulla distribuzione dei farmaci e sulla titolarità della farmacia privata.

Il decreto prevede anche l'eliminazione dell'obbligo per il grossista di detenere il 90 % delle specialità farmaceutiche; obbligo che rappresenta una mazzata alla concorrenza fra le industrie farmaceutiche.  Ciò dovrebbe concorrere ad abbassare i prezzi.
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#99 MisterX

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Inviato 25 luglio 2006 - 11:16

Federfarma si dice contraria soprattutto alla norma che rende indispensabile la presenza di un farmacista nei negozi che venderanno i prodotti da banco: un passaggio che preclude alla possibilità di gonfiare il mercato con "farmacie di tipo commerciale, al di fuori dalle regole". La liberalizzazione "non è fatta per aiutare il cittadino, ma per avvantaggiare la grande distribuzione, l'unica in grado di assumere farmacisti nei negozi".

Link @ Repubblica

Ora dovrebbe essere più chiaro che si tratta semplicemente di una lotta per mantenere i propri privilegi.
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#100 FUsandro

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Inviato 25 luglio 2006 - 12:11

Avevi dei dubbi?
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