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Miike Takashi


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316 replies to this topic

#281 William Blake

William Blake

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Inviato 12 giugno 2015 - 19:48

comunque, per chiudere, vi siete fissati troppo sulle parole "mainstream", "commerciale" (forse perché le ho usate troppo anche io), che sono connotate culturalmente, quando io partivo dal discorso fatto da william e slot su miike "autore che non vuole essere tale". miike non è un punk come tsukamoto, non è un autore nel senso di kitano. qualcuno ha detto: è inclassificabile. okay

 

a me sembra un regista di genere, cosa nobilissima, con una cifra personale riconoscibilissima, altro fattore notevole, che se fosse nato in occidente avrebbe girato una vagonata di action-movies invece che di yakuza movie. non vedo nessuna corrispondenza con lynch e cronenberg, registi che non si sono mai veramente "sporcati le mani" nel genere (forse giusto cronenberg agli inizi)

 

minchia, Cronenenberg è stato considerato un regista di horror fino agli anni 90 e si è sporcato le mani "giusto agli inizi"? asd Miike ha girato tantissimi yakuza movie ma anche film assolutamente inclassificabili e spesso ha portato i generi fuori dagli schemi di partenza, poi ha girato thriller, horror, drammi, commedie grottesche e commedie con spazi musicali...facendo film spesso e volentieri personalissimi (o che comunque portano la sua firma, non solo per determinate scelte stilistiche ma anche tematiche con una continuità assolutamente "autoriale"). insomma se mi trovi un altro regista come lui, invece di dire che se fosse americano avrebbe fatto una vagonata di action movie facciamo prima :D comunque il discorso è utile anche perché risalta ancora di più l'inafferrabilità del regista nipponico...


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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#282 cinemaniaco

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Inviato 12 giugno 2015 - 20:16

è quella che vi dico dall'inizio: miike è un autore. e perché invece registi come, boh, tony scott non lo sono per voi cinefili/critici?


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#283 Sandor

Sandor

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Inviato 14 giugno 2015 - 13:22

Per me sta nelle emozioni che ti trasmette e naturalmente é una questione personale.
A me ogni film di Miike ha lasciato un ricordo importante,niente contro i Tony Scott vari ma siamo su un'altro livello,al massimo sono un paio d'ore di piacevole passatempo che é già qualcosa.
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#284 slothrop

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Inviato 14 giugno 2015 - 13:33

Il discrimine fra cinema mestierante e cinema d'autore in alcuni casi è molto labile, lo sappiamo (anche perchè una categoria critica, utile per sistematizzare la storia del cinema ma forse non così sentita da chi il cinema lo fa sul serio). In passato sempre sul forum posi la questione a propositodi Robert Aldrich (uno che di sicuro non faceva film per andare a Cannes ma altrettaneto certamente oltre che il manico aveva pure delle ossessioni ricorrenti nel suo cinema) e arrivai a porla, pur come provocazione consapevole, persino su Arthur Penn (che peraltro amo assaje, ma certo è uno che ha fatto film di genere sempre diverso, lo si potrebbe dire anche di Kubrick...). Ed esistono miriadi di casi di confine, dai citati Hellman e Cronenberg fino a Sam Fuller e Carpenter, da Danny Boyle a Rodriguez e così via.

 

Diciamo che in ultimissima istanza la differenza chiave tra Miike e Tony Scott è che del primo scelgo di vedere un film perchè "è di Takashi Miike", del secondo lo faccio "se mi interessa la trama". In sostanza, non tratto Scott come un autore, pur avendone apprezzato diversi film. Penso che sia bravo anche Zach Snyder, per dirne uno di oggi, ma non vado a vedere uno suo film perchè è suo. Fin qui però il discorso è puramente personale, consequenziale a una mia classificazione che potrebbe essere figlia di un pregiudizio e di un condizionamento culturale. Eppure con Miike faccio selezione in base alla trama solo perchè di film ne fa troppi, altrimenti me li vedrei tutti, come cerco di fare con Sogo Ishii del quale in realtà amo pochi film, di solito mi delude abbastanza ma mi interessa la sua estetica, il suo modo di guardare le cose. So che Miike di solito mi sorprende o con trame veramente strampalate, o con trovate registiche assurde o con sequenze mozzafiato (gli ultimi 40 minuti di Lesson of the Evil sono una delle migliori sequenze horror scolastiche di sempre, peccato che per arrivarci tocchi fare qualche sforzo di pazienza...).

 

Detto questo, la categoria del "cinema d'autore" è pesantemente influenzata dai festival del cinema, che ad esempio invitano Miike solo da qualche anno e direi sempre fuori concorso, mentre i giapponesi preferiti a Cannes sono nettamente Koreeda e la Naomi Kawase, cineasti dalla sensibilità molto europea, per quanto presi da problematiche, tradizioni e scenari molto nipponici.

Tsukamoto è stato ammesso in concorso a Venezia solo di recente, Sion Sono è stato considerato solo a Venezia con Himizu nel 2011 (comunque in una sezione minore, mi pare). Insomma, diciamo che il riconoscimento critico autoriale di questi registi (ci metto dentro sia Miike che i punk-rooted) non è passato dai grandi festival.


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#285 Sandor

Sandor

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Inviato 14 giugno 2015 - 15:02

Per curiosità ho letto qualcosa di Tony Scott  e manco sapevo che si era suicidato,comunque ha fatto film di merda forte ,altro che piacevole passatempo  asd

Dai non facciamo confronti inutili e parliamo di Miike che è meglio.


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#286 Sandor

Sandor

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Inviato 17 giugno 2015 - 14:54

Sembra che il nostro eroe si sia sposato,così dicono su 400calci ,ho fatto una veloce ricerca ma non ho trovato ne altre conferme ne immagini,vediamo se mette la testa apposto asd  


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#287 slothrop

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Inviato 17 giugno 2015 - 16:37

Ne approfitto a questo punto per condividere alcune immagini di Megumi Kagurazaka, moglie di Sion Sono, Chissà se Takashi ha superato il rivale... asd

 

http://www.google.it...ed=0CCYQMygHMAc



http://www.google.it...ed=0CEYQMygaMBo


http://www.google.it...ed=0CDEQMygRMBE



http://www.google.it...ed=0CDIQMygSMBI


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#288 William Blake

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Inviato 17 giugno 2015 - 19:15

è l'attrice popputa di "Guilty of Romance", no?

Miike mi pare strano che non sia gay (anche se mai dichiarato) asd 


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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#289 piersa

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Inviato 18 giugno 2015 - 15:45

Fudoh - The New Generation (MT, 1996)

 

Segnato come il film che ha globalizzato il fenomeno Miike, ha una sinossi deprimente che non gli rende giustizia: film-yakuza, rapporto padre-figlio-fratello, la squola giapu con le cosciazze e i vestitini alla marinara, tanto sangue, finale aperto (il sequel c'è ma lo ha girato un altro).

Il processo invece è una sorta di diorama, di quei mischioni che utilizza tarantino (e rodriguez, anche se non ha la fama dei due sopra): zoccole che insegnano inglese, tossici che insegnano inglese, spie nordcoreane che insegnano ginnastica, bande di bambini come neanche Rossellini in "Germania anno zero" si era sognato di rappresentare, professori di inglese che giocano a palla ma solo rotolando. E poi Bud Spencer che te corka con l'avambraccio, zoccole con i denti nella vagina (mestruata) e il boss dei boss che si riconosce perché è l'unico che mette i rayban di notte.

Senza alcuna preoccupazione morale, al netto di un certo riserbo sul sesso (talché secondo me è gay e forse non lo sa), la forza con cui gira strafottendosene della pre-occupazione intellettuale dello scoprire le cause delle cause (ho rivisto un pezzo di assassini nati di stone che per fare sociologia sfarina un ottimo copione, di tarantino, è una più che buona realizzazione, la sua) punta all'effetto puramente estetico come se il mondo fosse perfetto comunque, anche quando ti tagliano la testa.

Ottimo.


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#290 Sandor

Sandor

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Inviato 19 giugno 2015 - 07:22

Ne approfitto a questo punto per condividere alcune immagini di Megumi Kagurazaka, moglie di Sion Sono, Chissà se Takashi ha superato il rivale... asd

 

http://www.google.it...ed=0CCYQMygHMAc



http://www.google.it...ed=0CEYQMygaMBo


http://www.google.it...ed=0CDEQMygRMBE



http://www.google.it...ed=0CDIQMygSMBI

Bravo Sono,ottima scelta  :popcorn:


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#291 piersa

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Inviato 19 giugno 2015 - 10:20

Sono Bravo


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#292 Sandor

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Inviato 19 giugno 2015 - 13:04

Sono Bravo

Ti Sono 


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#293 slothrop

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Inviato 24 giugno 2015 - 13:02

Attenzione perchè Sogo Ishii pare tornato ad alti livelli:

 

http://www.dailymoti...r-vo_shortfilms

 

PS: forse non è la discussione giusta, vabbè....


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#294 piersa

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Inviato 13 maggio 2017 - 21:08

Riporto su dopo 22 mesi e 15 giorni (forse 16, l'anno scorso era bisesto, no?).
Nell'arco di 22 ore ho visto

The City of the Lost Souls (2000)
Zebraman 2 (2010)

Entrambi belli.
Il primo rientra nel genere "identitario".
Una sorta di Apollo, figone mulatto con gli occhi azzurri, è un giapu di discendenza brasileira innamorato di una cinesin-bam-bam (la bajura la bajà) nelle mire di una triade che ha portato a Tokyo la cocaina e il Tao Te Ching, e una jakuza che si crede padrona di casa e del gioco (sul Tao si dimostra più possibilista).
Si spara e l'Amore è perfido e pericoloso. Sarà di sicuro piaciuto al Rodriguez dei machete e Mariachi. Tokyo è vista nei suoi quartieri più eterotopici, i brasili viaggiano nei loro luoghi comuni più frusti (il futbol, la torcida, la tv epica, il ballo, le percussioni; peccato non abbia, Miike, fatto una comparazione tra i due Carnevale tra i più suggestivi e pur diversissimi tra loro). Bravo Miike.

Zebraman, una sfortunata serie tv che visse una decina di episodi, torna 6 anni dopo ed è ambientata nel 2025, anno in cui il mondo è diventato come The Purge, la violenza catartica in realtà malthusiana.
Il film, entrambi, potrebbero rientrare nel filone "cazzone" (tipo gli Yattaman e gli Yakuza Apocalypse) e invece, oltre a essere ricchi di iper-realtà, hanno anche una forte carica morale e questa volta i sensei, maestri di vita ma anche di scuola, sono i buoni per davvero. La zebra oltre a significare la Juve è anche bianca e nera, il bene e il male che da teodicea acclarata si può separare tramite apposite centrifughe che danno vita a una fighissima Zebra-Woman. Tempo addietro avevo accostato il primo episodio a " Lo chiamavano Jeeg Robot", per evidenziare che il pur gradevole film italiano aveva strutture definitive di un barocco terminale laddove Miike lo aveva girato con leggerezza e disimpegno.
Li consiglio caldamente, i 2 zebra e i Lost Souls.
Bravo Takashi!
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#295 William Blake

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Inviato 13 maggio 2017 - 21:31

 

 

 

The City of the Lost Souls (2000)

Il primo rientra nel genere "identitario".
Una sorta di Apollo, figone mulatto con gli occhi azzurri, è un giapu di discendenza brasileira innamorato di una cinesin-bam-bam (la bajura la bajà) nelle mire di una triade che ha portato a Tokyo la cocaina e il Tao Te Ching, e una jakuza che si crede padrona di casa e del gioco (sul Tao si dimostra più possibilista).
Si spara e l'Amore è perfido e pericoloso. Sarà di sicuro piaciuto al Rodriguez dei machete e Mariachi. Tokyo è vista nei suoi quartieri più eterotopici, i brasili viaggiano nei loro luoghi comuni più frusti (il futbol, la torcida, la tv epica, il ballo, le percussioni; peccato non abbia, Miike, fatto una comparazione tra i due Carnevale tra i più suggestivi e pur diversissimi tra loro). Bravo Miike.

 

 

 

abbastanza folle anche questo. secondo me un film che di base poteva essere abbastanza scarso, valorizzato proprio dai temi e dai modi miikiani che evidenzi. ma la questione dello sradicamento, del senso di continuo estraniamento è forse affrontata con maggiore profondità e sensibilità in "Ley Lines" (ma in generale in tutta la trilogia) e in "Blues Harp"


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#296 piersa

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Inviato 13 maggio 2017 - 22:04

Lo credo anche io ma purtroppo ho dovuto interrompere la visione di Ley Lines dopo pochi minuti perché, nonostante le ricerche spasmodiche per trovare i sub (infine trovati in eng) mi son dovuto arrendere a una qualità video quasi vergognosa. Peró ho visto i primi due e non fatico a non darti torto.
Hai mica una versione decente?
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#297 William Blake

William Blake

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Inviato 14 maggio 2017 - 07:57

non l'ho con me. comunque se non sbaglio l'avevo registrato su fuori orario, quando ancora mi funzionava il registratore dvd


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#298 Dudley

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Inviato 03 agosto 2017 - 21:01

Premessa: non nutro una particolare venerazione per MT, non ho mai cercato ad ogni costo di guardare ogni suo film (qualcuno c'è mai riuscito?). Di tanto in tanto sono capitato su sue opere, qualcosa mi è piaciuto (il rifacimento de "13 assassins", "Ichi the killer"), qualcosa meno (il pompatissimo "Audition", tanto per dirne uno - ma ammetto che non lo vedo da anni).

Ad ogni modo, in questi giorni ho visto la trilogia "Black society": si parte fortissimo con "Shinjuku triad society": grande, cazzutissimo film. Uno yakuza-movie fuori dagli schemi, con personaggi sgradevoli ma tratteggiati benissimo, con una marcissima Tokyo ripresa "ad alzo zero", un'accozzaglia disordinata di stradine, di sotterranei, di stamberghe che, davvero, inghiotte la luce ... Impareggiabile la galleria di tossici, furfanti, debosciati e malati di mente messa in scena, lunga la lista di scene e situazioni azzeccatissime, bene anche la trama (insomma non ci sono troppe sbrodolature), con sullo sfondo l'interessante questione razziale dei sino-giapponesi, non così ben visti a quanto pare ...

Si prosegue con "Rainy Dog", e per me qui si fa un passo indietro. Film discreto, ma dal ritmo un po' zoppicante, con un filo di maniera nel dipingere certe atmosfere noir/malinconiche. Si chiude con "Ley Lines", e si riprende quota. Al centro della storia, di nuovo, tre disadattati sino-giapponesi, che se ne vanno a Tokyo e finiranno per fare amicizia con una prostituta, fare affari con un produttore di droga e ... fare la guerra con un boss di Shinjuku. Il film è un po' una via di mezzo tra i primi due della trilogia ... non così indiavolato come il primo, non così lento come il secondo. Il tocco è inoltre un filo più leggero, nonostante non manchino le tragedie ... Grandi attori grandi facce, personaggi geniali, tanta libertà nel portare avanti la storia, insomma mi è piaciuto.

Gran finale con i voti: 8.5 al primo, 6 al secondo, 7.5 al terzo (mezzo punto in più grazie all'attore Kazuki Kitamura).

Segnalo che i film sono finalmente disponibili in una buona edizione homevideo pubblicata dalla ARROW, i sottotitoli (in inglese) sono fatti in modo da permettere di capire quando si parla giapponese e quando in mandarino, e questo (della lingua, dell'origine, dello sradicamento) è uno dei punti chiave di tutta la trilogia.

BLACK_SOCIETY_2D_BD-228x228.jpg


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#299 xone89

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Inviato 06 novembre 2017 - 20:00

Finalmente sono riuscito nell'eroica impresa di iniziarmi alla maratona miikiana che mi ha portato a visionare un numero sufficiente di pellicole (ne recupererò altre sicuramente, almeno The bird people, DOA 2 e Katakuris) volte a farmi una panoramica su questo grande e imprescindibile (non)autore che vado qui ad elencare in ordine -più o meno - di gradimento:
 
Izo (2004): E qui siamo dalle parti del capolavoro, 2 ore di nichilismo puro, seppur con una (forse) speranza alla fine del circolo, cinema totalmente libero e che non fa sconti a nessuno
Ichi the killer (2001): manifesto per eccellenza del suo cinema o del suo momento clou (anche se ovviamente sarebbe oltraggioso fermarsi solo qui), che dire di più
13 assassini / Hara-kiri (2010-2011): qui va fatta una piccola puntualizzazione: di sicuro questi non sono i film più rappresentativi di Miike, nè pertanto quelli che consiglierei a un neofita o comunque uno che volesse comprendere l'estetica/cifra dell'autore, ma proprio per questo formano un dittico che in maniera proprio opposta rispetto all'altro filone rivelano tutta l'ecletticità di Miike e il suo sapersi adattare a qualsiasi pelle; poi si, sono dei remake, io non ho visto gli originali, quello di Kobayashi so che è unanimamente considerato un capo, siccome non faccio eccezzioni per nessuno su tale questione, sono pronto a declassare i suddetti nel caso, resta il fatto che sono due film bellissimi e che forse finiscono per piacermi anche un filo in più rispetto al altri suoi lavori capitali
Audition (1999): con Ichi il suo più famoso e "spendibile", almeno fra quelli della prima fase, una prova maiuscola e di maturità, nonchè un punto di svolta nella sua carriera, e lei non si dimentica, anche se alcune cose sul finale mi hanno lasciato perplesso, e l'averlo visto tempo dopo Imprint (al cui confronto questo sembra quasi una passeggiata di salute) me lo ha inevitabilmente un pò depotenziato
Big bang love, juvenile A (2006): visivamente probabilmente rappresenta il suo apice, non mi è arrivato del tutto ma è forse il suo film più complesso, difatti dovrei rivederlo, comunque un unicum nella sua filmografia e un altra dimostrazione dell'eclettismo del nostro che lascia spiazzati, c'è poi un lavoro di montaggio sopraffino che scompone e ricompone gli eventi a piacimento e una regia e scenografia che annulla il tempo e lo spazio 
Visitor Q (2001): lucida follia, altro must e punto focale dell'irruenza e libertà artistica del regista, che qui sperimenta anche con il formato video, forse il grottesco a tratti sovrasta un pò tutta l'impalcatura "teoretica" che a dispetto di ciò che è messo in scena qui è quadratissima, ma avercene, paradossalmente poi si ride di gusto come nessun altra sua opera
Graveyard of honor (2002): vale un pò lo stesso discorso fatto per il dittico samurai, con la differenza che qui si cambia un pò di più rispetto alla fonte, a cominciare dal piano temporale in cui si svole la vicenda
Fudoh: The new generation (1996): suo primo in cui emerge la cifra folle, pop, freak e fumettosa per cui è maggiormente famoso, ed è fra i suoi migliori in quel senso e uno di quelli con la miglior gestione del ritmo
Lesson of the evil (2012): questo appartiene alla cosidetta svolta "mainstream" (d'uopo il virgolettato), e difatti si nota la messa in scena più classicheggiante e il budget più alto credo, resta un altro gran bel film, quasi una sorta di versione terrena di Izo volendo, lungo ed eccessivamente lento a tratti (una sua consuetudine), ma con una seconda parte che in occidente semplicemente non potrebbe esistere se non forse relegata all'interno di circuiti veramente underground
Gozu (2003): da molti ritenuto il suo capolavoro, per me no, anzi li per li non m'era piaciuto, poi pensandoci su e leggendo un pò di roba in giro ho corretto il tiro, la creatività secondo me è un pò derivativa stavolta, sia nei confronti di altri autori che di sè stesso per alcune trovate, noiosetto a tratti e  che un pò mi ha lasciato il dubbio di essere un tantino pretestuoso, ma è anche un altra opera totalmente fuori dagli schemi, disturbata e al suo interno custodisce schegge di straordinaria inquietudine e weirdismo. Anche e sopratutto qui mi tengo in serbo una revisione
Black society trilogy (1995-1999): ​qui Miike a tratti sembra un po' voler appropriarsi e riadattare certi stilemi da cinéma vérité europeo, si tratta però dei suoi film con cui ho avuto più problemi. Il primo (Shinjuku triad society) è per me il migliore ed è anche un film importante in quanto il primo pensato per il cinema e in cui la sua poetica e le sue ossessioni sono già ben distinguibili, gli altri due mi hanno convinto meno, non fosse altro perchè ho avuto proprio difficoltà ad entrare nelle storie e nei personaggi, anche a causa di un ritmo e una narrazione zoppicante e di troppi tempi morti. Dei due Ley lines forse è più interessante, ha degli splendidi scorci visivi virati su rossi e blu pienissimi. In ogni caso, è incredibile come a seconda di cosa deve filmare Miike riesca ad adottare uno stile registico sempre diversissimo e specifico per l'occasione, difatti questa - come anche quella di DOA - è una trilogia antologica, che condivide solo temi e stile registico impiegato, eppure si identificano bene come un corpus unitario
Dead or alive (1999): questo è l'altro suo classicone che non ho propriamente amato, essenzialmente si costituisce di un incipit e un finale geniali (roba che quando lo vedi non ci credi asd), il problema è che tutto ciò che sta nel mezzo mi ha convinto e interessato assai meno e in maniera un pò simile a quanto detto sopra, resta comunque un paradigma delle infinite possibilità dell'autore all'interno del genere e non
Yakuza apocalypse (2015): altra follia totale, anche parecchio di maniera stavolta, certo, ma è anche nella maniera di un film come questo (qui alla sua 100 produzione tipo ndr) che vedi la genialità di Miike, quel guizzo che ti fa svoltare, vedere per credere
Sukyiaki western django (2007): il suo minore fra quelli visti, simpatico l'omaggio, le citazioni, lo humor e tutto il resto, ma stavolta il risultato è un pout-purri fiacco, stanco, e nemmeno così pop come potrebbe sembrare a prima vista, poi anche il solito intreccio "aka Kurosawa"  capisco che è un topoi, ma avrebbe anche un pò rotto...poi tecnicamente è ottimo e come DOA gode di un gran bell' incipit (con la scenografie finte) e un buon finale, e i tocchi miikeani - comunque presenti - sparsi all'interno del genere gli danno comunque senso d'esistere

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#300 slothrop

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Inviato 14 novembre 2017 - 12:59

raramente sono stato così d'accordo con qualcuno su così tanti film di Miike. Se guardo al microscopio qualche pensierino diverso dai tuoi lo posso trovare, ma devo dire che la convergenza di giudizio è sorprendente, specie se parliamo di un regista del genere.

 

A proposito, qualcuno ha visto "Blade of the Immorta!"?

E soprattutto, ma dove diavolo "si reperiscono", nel 2017, questi film?


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