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Valerio Zurlini


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#41 corey

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Inviato 23 giugno 2009 - 12:55

Mi fa immensamente piacere che la segnalazione della messa in onda abbia dato questi frutti. Tra l'altro si tratta di una copia splendidamente restaurata e sostanzialmente rispettosa dei valori iconici originali (la supervisione del restauro è di Giuseppe Rotunno). Resta il mistero durata: anche in questo caso siamo sui 108' contro i 122' segnalati nelle schede tecniche ufficiali.

Totalmente d'accordo con le osservazioni di William, che a mio avviso ha afferrato in pieno il quid dell'estetica zurliniana. Condivido almeno in parte anche le considerazioni di Tom: è innegabile che rispetto a "La prima notte di quiete" "Cronaca familiare" sia un film più controllato e coeso (anche a fronte di una durata notevolmente minore, soprattutto nella copia trasmessa stamani). Ed è altrettanto indubbio che Mastroianni corrisponda con maggiore aderenza al personaggio voluto da Zurlini di quanto farà Delon ne "La prima notte di quiete" (sul set tra i due si creò una marcata idiosincrasia: il regista detestava profondamente la volgarità di Delon). Occhio però a non sottovalutare l'interpretazione di Perrin. Quantunque circoscritta nei limiti di una fragilità esasperata, la sua recitazione è semplicemente esemplare: dalla spigolosità con cui gioca a ping pong alla sfiancata orizzontalità della sua degenza ospedaliera passando per la remissività con cui si rannicchia sotto la pesante coperta nella camera del fratello, il suo corpo veicola un senso di inadeguatezza alla vita che ha dell'esiziale.

D'altro canto, tornando a "La prima notte di quiete", tra i motivi del fascino maledetto di questo film così incontrollato e in qualche modo testamentario c'è proprio l'eccesso, la dismisura, l'oltraggiosa spudoratezza. Tutto il contrario di "Cronaca familiare", film in cui la misura trattenuta (che si lascia andare a ondate di patetismo solo in alcuni frangenti, come nei commoventi incontri nell'ospizio) è la cifra estetica. Basti pensare alla sequenza del pranzo in campagna con la nonna: quale altro regista italiano avrebbe impostato la scena collocando il tavolo dove mangiano i tre in un angolo alla destra del quadro e piazzando la macchina da presa in alto nell'angolo opposto? Il pranzo in campagna, che rappresenta una pausa liberatoria dalle coercizioni del convento per la nonna e l'ultimo squarcio di una familiarità negata per i nipoti, è risolto con un piano sequenza che rinuncia deliberatamente all'enfasi emotiva (i primi piani) per privilegiare una distanza che diluisce i sentimenti nello spazio. In questa inquadratura, che dura più di tre minuti e mezzo, c'è tutta la poetica di Zurlini, la sua capacità di dire i sentimenti attraverso la composizione del quadro, per così dire "spazializzandoli".

Quanto a "Le soldatesse", film sconciamente sottostimato, trovo che sia l'ennesima ingiuria critica nei confronti di Zurlini. Si tratta di una pellicola magnificamente orchestrata e percorsa da una sensibilità ferocemente antiretorica. Anche se dovrei rivederlo (la mia ultima visione risale a un paio d'anni fa), ricordo una straordinaria capacità di lambire i territori della commedia e del grottesco senza mai scadere nella sciatteria e nella faciloneria cialtronesca in cui spesso e volentieri si incanagliva la commedia all'italiana. Anche ne "Le soldatesse", insomma, Zurlini si mantiene in equilibrio tra demistificazione storica (le brutture delle milizie italiane in Grecia), (dis)umanità (i comportamenti dei vari soldati nei confronti delle prostitute) e scavo sentimentale (il rapporto tra il tenente Martino e Eftichia), valorizzando come al solito la dimensione spaziale in cui si svolge la vicenda (il viaggio verso l'Albania). Da brividi l'epilogo con la citazione degli ultimi versi della "Bufera" montaliana: "Come quando/ ti rivolgesti e con la mano, sgombra/ la fronte dalla nube dei capelli,/ mi salutasti - per entrar nel buio".

"Seduto alla sua destra" è invece un film assai peculiare. Inizialmente pensato per essere un episodio di "Amore e rabbia" (o "Vangelo '70"), diventò un lungometraggio a sé stante quando Zurlini, vedendo la qualità scadente degli altri episodi mentre stava ancora girando, si rifiutò di farsi coinvolgere nella catastrofe e lo dilatò per fargli raggiungere un minutaggio adeguato (89'). Pur essendo viziato da una prospettiva declamatoria (in fondo è una rilettura cristologica in chiave terzomondista), è un film che apprezzo molto per la brutalità nella messa in scena della violenza e per la solita propensione zurliniana a trasformare lo spazio in cassa di risonanza del dramma (il film si svolge prevalentemente in una cella). Tra l'altro, insieme a "La prima notte di quiete", è il solo film che ho avuto la fortuna di vedere al cinema.
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#42 dazed and confused

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Inviato 23 giugno 2009 - 13:15

Basti pensare alla sequenza del pranzo in campagna con la nonna: quale altro regista italiano avrebbe impostato la scena collocando il tavolo dove mangiano i tre in un angolo alla destra del quadro e piazzando la macchina da presa in alto nell'angolo opposto? Il pranzo in campagna, che rappresenta una pausa liberatoria dalle coercizioni del convento per la nonna e l'ultimo squarcio di una familiarità negata per i nipoti, è risolto con un piano sequenza che rinuncia deliberatamente all'enfasi emotiva (i primi piani) per privilegiare una distanza che diluisce i sentimenti nello spazio. In questa inquadratura, che dura più di tre minuti e mezzo, c'è tutta la poetica di Zurlini, la sua capacità di dire i sentimenti attraverso la composizione del quadro, per così dire "spazializzandoli".


Corey, hai tutta la mia stima. Quello che scrivi è semplicemente magnifico. Perchè non scrivi la monografia di Zurlini per Ondacinema? Ti lascio volentieri la staffetta. Chapeau.
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#43 Tom

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Inviato 23 giugno 2009 - 13:41

Resta il mistero durata: anche in questo caso siamo sui 108' contro i 122' segnalati nelle schede tecniche ufficiali.


Il dizionario tecnico del cinema italiano di Poppi e Pecorari (per esperienza personale affidabile al 99% sui dati tecnici dei film) riporta la durata di 107 minuti.


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#44 corey

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Inviato 23 giugno 2009 - 13:47


Basti pensare alla sequenza del pranzo in campagna con la nonna: quale altro regista italiano avrebbe impostato la scena collocando il tavolo dove mangiano i tre in un angolo alla destra del quadro e piazzando la macchina da presa in alto nell'angolo opposto? Il pranzo in campagna, che rappresenta una pausa liberatoria dalle coercizioni del convento per la nonna e l'ultimo squarcio di una familiarità negata per i nipoti, è risolto con un piano sequenza che rinuncia deliberatamente all'enfasi emotiva (i primi piani) per privilegiare una distanza che diluisce i sentimenti nello spazio. In questa inquadratura, che dura più di tre minuti e mezzo, c'è tutta la poetica di Zurlini, la sua capacità di dire i sentimenti attraverso la composizione del quadro, per così dire "spazializzandoli".


Corey, hai tutta la mia stima. Quello che scrivi è semplicemente magnifico. Perchè non scrivi la monografia di Zurlini per Ondacinema? Ti lascio volentieri la staffetta. Chapeau.


Grazie e ancora grazie Dazed, inutile dire che il tuo apprezzamento mi è particolarmente gradito poiché proviene da un'appassionata cultrice di Zurlini. Ma jamais au grand jamais ti toglierei l'onore e il privilegio di scrivere la monografia per OndaCinema. Anzi, aspetto con grande interesse e curiosità quello che scriverai, sicuro che renderai giustizia a questo cineasta immeritatamente sottostimato dalla critica parruccona e dalla cinefilia più distratta.
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#45 corey

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Inviato 23 giugno 2009 - 13:58


Resta il mistero durata: anche in questo caso siamo sui 108' contro i 122' segnalati nelle schede tecniche ufficiali.


Il dizionario tecnico del cinema italiano di Poppi e Pecorari (per esperienza personale affidabile al 99% sui dati tecnici dei film) riporta la durata di 107 minuti.



Ah bene, questo mi rincuora assai, perché in tutte le fonti che ho compulsato (dizionari comuni, monografie e pubblicazioni specializzate) ho sempre trovato l'indicazione 122'. Spero (e mi fido) che Poppi e Pecorari siano più attendibili e meno approssimativi degli altri. Resta tuttavia il mistero della discrepanza tra la loro indicazione e tutte le altre: per dire, anche il libro pubblicato nel 2000 dalla Philip Morris in occasione del restauro de "La prima notte di quiete", che è molto puntuale dal punto di vista tecnico, riporta 122'. Da dove nascerà questa discrepanza? A cosa deve essere attribuita? Mystère!
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#46 dazed and confused

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Inviato 23 giugno 2009 - 14:06

Corey, mi sento imbarazzata. Non credo di essere alla tua altezza, davvero. Sei capace, hai una chiarezza di immagini e di scrittura notevolissime, una delicata, intima, accorata ammirazione per Zurlini. Apprezzo la tua gentilezza, ma quando ci si sente di fronte all'eccellenza, credo che sia più onesto recedere. Ma ormai la cosa è fatta ed diventata una sfida con me stessa. Vedremo.

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#47 corey

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Inviato 23 giugno 2009 - 14:25

Troppo generosa, Dazed. In ogni modo, se lo ritieni opportuno, inseriscimi tranquillamente in citazione. Tra l'altro ho già scritto tre recensioni zurliniane (tutte già segnalate in questo thread): quella de "La prima notte di quiete", de "Il deserto dei tartari" e ovviamente "Cronaca familiare". Qualora in queste (o anche negli interventi nel forum, fa lo stesso) tu trovassi qualcosa di estrapolabile, preleva pure liberamente, per me è solo un piacere (nonché un onore). E grazie ancora per le gentili parole.
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#48 dazed and confused

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Inviato 23 giugno 2009 - 14:30

Troppo generosa, Dazed. In ogni modo, se lo ritieni opportuno, inseriscimi tranquillamente in citazione. Tra l'altro ho già scritto tre recensioni zurliniane (tutte già segnalate in questo thread): quella de "La prima notte di quiete", de "Il deserto dei tartari" e ovviamente "Cronaca familiare". Qualora in queste (o anche negli interventi nel forum, fa lo stesso) tu trovassi qualcosa di estrapolabile, preleva pure liberamente, per me è solo un piacere (nonché un onore). E grazie ancora per le gentili parole.


Ho letto con vero interesse tutto quello che hai scritto. Se lo troverò opportuno,  inserirò qualcosa di tuo.
Adesso sono ancora in fase di raccolta di materiale e revisione dei film. Quando mi sentirò pronta, magari chiederò il tuo prezioso parere.
Grazie di cuore, Corey.


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#49 corey

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Inviato 26 giugno 2009 - 13:00


Molto bello anche "Le soldatesse", visto qualche mese fa, con un cast femminile da restarci secchi. Straordinaria la prima ora e mezza di "donne verso l'ignoto" di wellmaniana memoria e tensione quasi western (non a caso con al centro della scena un mitologico Tomas Milian pre-Cuchillo). Solo nell'ultima mezz'ora si scade nel didascalico, ma visto che è uno dei pochi film (l'unico?) che denucia senza mezze misure i crimini di guerra degli italiani "brava gente", personalmente gli perdono tutto.


Appena finito di rivedere. In effetti un po' di sbraco c'è (soprattutto nell'ultima parte, vero), ma che capacità di tratteggiare le situazioni e che attenzione per la descrizione degli ambienti (il film sembra risarcire la terra violentata grazie agli aspri squarci consacrati al paesaggio)! Inoltre, folgorante analogia, l'improvviso attacco di paura del sergente durante il tragitto in camion mi ha ricordato "Vite vendute" di Clouzot (analogia del resto acuita dalla battuta di Adorf che sbotta: "Dietro ci s'ha la dinamite!"). Gran film.
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#50 Roy Montgomery

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Inviato 29 giugno 2009 - 15:32

sfortunatamente ho visto "cronaca familiare". La prima parte è semplicemente vuota e inutile, con alcuni dei dialoghi più brutti che abbia mai visto in un film. La seconda invece raggiunge rare vette di pateticità persino per il livello medio dei film italiani. Raramente ho osservato tanta incapacità nel ricreare i rapporti umani, sembrava quasi che la sceneggiatura fosse stata scritta da un giornalista di Repubblica.

adesso vedo il film con delon, ma se i primi 30 minuti sono sullo stesso tono, ho chiuso per sempre con questo "regista".
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3 a 0 in 26 minuti contro il LECCE. Vado a fare la spesa.


#51 signora di una certa età

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Inviato 29 giugno 2009 - 22:59

ma corey, perchè "imbarazzante Giuliano Gemma" nel deserto dei tartari? mi  è sembrato piuttosto efficace in quel ruolo da ottuso. e anche Gassman ... i loro personaggi si risolvono bene nel dialogo del trasferimento...
comunque bella trasposizione cinematografica, che ti prende piano piano come anche il romanzo (almeno è  quello che è successo a me)
e poi menzione speciale per la città di Bam che ho visitato prima del terremoto che l'ha distrutta e che ho riconosciuto con una certa emozione  :-*

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In realtà secondo me John Lurie non aveva tante cose da dire... ma molto belle


#52 dazed and confused

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Inviato 29 giugno 2009 - 23:47

Brava, Signora, mi lascia sempre felicemente sorpresa di alcune sue considerazioni.
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#53 corey

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Inviato 30 giugno 2009 - 00:17

ma corey, perchè "imbarazzante Giuliano Gemma" nel deserto dei tartari? mi  è sembrato piuttosto efficace in quel ruolo da ottuso. e anche Gassman ... i loro personaggi si risolvono bene nel dialogo del trasferimento...
comunque bella trasposizione cinematografica, che ti prende piano piano come anche il romanzo (almeno è  quello che è successo a me)
e poi menzione speciale per la città di Bam che ho visitato prima del terremoto che l'ha distrutta e che ho riconosciuto con una certa emozione  :-*


mah, come dire?, l'interpretazione di gemma mi è sembrata di un monocorde sotto benzodiazepine (ovviamente si tratta di una considerazione che travalica la rigidità del personaggio che incarna). quanto alla prestazione di gassman, a mio modo di vedere, il pilota automatico s'impone. in ogni modo i giudizi sugli attori, nel male e nel bene ( ;)), lasciano recensoriamente il tempo che trovano (nel senso che più che altro fungono da spia del gusto di chi scrive).
quanto a bam siamo d'acc: bam bam. santuario dell'assenza.
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#54 Tom

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Inviato 30 giugno 2009 - 08:00

e poi menzione speciale per la città di Bam che ho visitato prima del terremoto che l'ha distrutta e che ho riconosciuto con una certa emozione  :-*


Quella meraviglia è andata distrutta?  :'( :'( :'(

Visto ieri per la terza volta, ma per la prima alla luce degli altri film di Zurlini, il che in effetti cambia non poco le cose. Diciamo che per la prima volta l'ho visto come un film di Zurlini e non come un adattamento da Buzzati. Ad esempio dopo aver visto "Cronaca famigliare" e "La prima notte di quiete", acquista una sua dimensione la scelta di non aver fatto invecchiare il personaggio di Perrin, non quanto nel romanzo almeno (dove mi pare passavano trenta anni). Anche tutte quelle facce troppo note del cast, stavolta non mi hanno dato fastidio, diavolo c'era dentro mezzo cinema d'autore europeo dell'epoca! Insomma stavolta mi è piaciuto. Okey, era e rimane cinema illustrativo, ma con un punto di fuga della prospettiva messo bello profondo nello schermo.

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#55 corey

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Inviato 30 giugno 2009 - 09:08

Segnalo la mia recensione del dvd de "Le ragazze di San Frediano" edito dalla Dolmen:

http://www.spietati....an_frediano.htm

Buona lettura!
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#56 signora di una certa età

signora di una certa età

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Inviato 30 giugno 2009 - 14:26

Brava, Signora, mi lascia sempre felicemente sorpresa di alcune sue considerazioni.


grazie per la maiuscola  ;)


Immagine inserita

:'(
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#57 debaser

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Inviato 30 giugno 2009 - 14:42

Davvero, sono andato anch'io a vedere le immagini di quella città (posto in cui mai sono stato e in cui mai sarei comunque andato) dopo il terremoto e quasi mi metto a piangere :'(

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Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
non si dice, non si scrive solamente si favoleggia


#58 signora di una certa età

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Inviato 30 giugno 2009 - 20:59

scusate se torno sulla questione degli attori ma è proprio come dice Tom "c'era dentro mezzo cinema d'autore europeo dell'epoca" ... forse anche un tre quarti. è come se Zurlini avesse portato Bergman, Bunuel, mezzo cinema francese e italiano al cospetto di Buzzati. Ma soprattutto tutti gli hanno detto di sì. Insomma da quello che ho capito Zurlini non era esattamente il regista più famoso del mondo, mi pare un mezzo miracolo, ma di sicuro i meccanismi del cinema all'epoca erano diversi.
Le facce erano importanti e mi pare che ad ognuno sia stato affidato il giusto ruolo. Anche qui menzione speciale per Helmut Griem - Tenente Simeon e per la sua trasformazione diabolica da amico a nemico di Drogo, la sua espressione nel momento in cui nega a Drogo la possibilità di partecipare agli eventi è straordinaria. Ma, ripeto, mi pare molto merito di Zurlini l'aver messo l'attore giusto al posto giusto.
Un bel gruppo di maschietti. Spero di riuscire a vedere anche le femminucce all'opera ne "Le soldatesse"  ;)
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#59 dazed and confused

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Inviato 30 giugno 2009 - 21:08


Brava, Signora, mi lascia sempre felicemente sorpresa di alcune sue considerazioni.


grazie per la maiuscola  ;)


Immagine inserita

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Che scempio.
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#60 popten

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Inviato 13 luglio 2009 - 11:19

visto Cronaca Familiare, finalmente.

Anche a me è piaciuto molto, mi ha preso molto, alcune sequenze poi sì molto intense. Anche io sottolineo l'importanza della musica.

Mastroianni davvero stupendo, ma tutto il cast anche.

Esteticamente pure mi è piaciuto molto. non arrivo a cogliere tante cose che avete scritto ma ho comunque apprezzato, banalmente anche il senso di lontananza che si vuole trasmettere, che anche a me ha dato come risultato quello di essere molto coinvolto.

spero di recuperare anche altri suoi film! oltre a questo ho visto solo il deserto dei tartari
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