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100.000.000.000 di Euro- [ Agg. 155 Miliardi di Euro]


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59 replies to this topic

#41 Russian

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Inviato 18 novembre 2010 - 12:01

PENALI SLOT: NELLA VICENDA ANCHE LA RISOLUZIONE NANNICINI

Grosse responsabilità anche da parte dei Comunisti Italiani

http://www.affarital...id=271009095242

Intanto MilanoFinanza informa che l'antimafia ha scoperto altre evasioni per un minimo di 55 Miliardi di Euro imputabili alle società concessionarie mediante dati falsati immessi in rete dalle macchinette collegate.
Continuiamo a far finta che il problema non esista,mi raccomando.
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FORZA LEGA, FORZA SALVINI!

#42 Russian

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    populista

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Inviato 18 novembre 2010 - 17:00

Sulle new slot nuova truffa da 55 miliardi
(Bassi a pag. 9)
NUOVO FILONE DI INDAGINE DEL NUCLEO SPECIALE TUTELA ENTRATE DELLA GUARDIA DI FINANZA

New Slot, truffa da 55 miliardi

Lo rivela la bozza di relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta su mafia e riciclaggio. Che intanto chiede maggiore trasparenza sulle concessioni dei giochi. Anche su quelle on line
DI ANDREA BASSI

tina nuova bufera rischia di abbattersi sul settore delle slot machine. Dopo le maxi-penali da98 miliardi di euro contestate ai concessionari di Stato dalla Corte dei Conti per il mancato collegamento degli apparecchi alla rete della Sogei. adesso il settore sarebbe finito nel mirino del Nucleo Speciale Tutela Entrate della Guardia di Finanza. A rivelarlo è la bozza di relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle artre associazioni criminali. anche straniere. sui profili del riciclaggio connessi al gioco lecito e illecito. Il documento è stato inviato ieri dal presidente della Commissione antimafia. Giuseppe Pisanu. ai presidenti di Camera e Senato. «Si ritiene. anche grazie alle informazioni (non secretate) fornite dalla Guardia di Finanza. Nucleo Speciale Tutela Entrate», si legge in un passaggio della bozza che MF-Milano Finanza ha potuto visionare. «che i gestori che acquistano il parco macchine dai produttori e poi le noleggiano agli esercenti. siano frequentemente dediti al taroccamento (attraverso un sistema denominato dagli investigatori
schedino) delle macchine stesse, onde evitarne la corretta reportistica ai Monopoli». Ma a far tremare i polsi è la stima fatta del danno subito dalle casse dello Stato a causa di questa truffa. «A oggi». spiega il documento. «risulterebbe un danno erariale da mancato prelievo di circa 55 miliardi di euro». E settore delle slot machine, secondo la relazione del Comitato. sarebbe poi a elevato rischio di penetrazione da parte della criminalità organizzata. II documento ricorda un intervento del senatore Raffaele Lauro del Pdl. componente della Commissioaggiunto il senatore. «l'Amministrazione autonoma dei Monopoli dello Stato ha sempre meno controllato e sempre più offerto opportunità (indesiderate e inintenzionali, manco a dirlo) ai trust dell'illegalità». Ieri. parlando con Agicos, il senatore Lauro ha rincarato la dose. «Le organizzazioni criminali», ha detto. «utilizzano l'esca del gioco legale per i loro traffici illegali, usando per esempio dei prestanome. Non controllando il settore», ha aggiunto Lauro, «si permette anche all'usura di proliferare: le persone giocheranno, si indebiteranno e poi saranno
costrette a chiedere aiuto agli strozzini. Conosco moltissimi casi di famiglie rovinate per questo motivo e questo non è accettabile».

R ,, ;'«elc i!ro

ne, che già aveva avvisato'che «con la legalizzazione delle slot machine (legge finanziaria del 2003) si è riprodotto quell'effetto di incorporamento del legale nell'illegale che avviene quando il modello di business non è corredato da una effettiva capacità regolativi dello Stato. Così». ha
A conclusione della sua indagine, la Commissione antimafia ha chiesto una rivisitazione delle norme sulle concessioni, in particolar modo quelle sulla trasparenza (già oggetto di intervento in finanziaria. ma solo per il canale fisico). La richiesta che arriva dall'Antiniafia. in particolare, è quella di modificare il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps). Bisognerebbe riconoscere alle società estere di
capitale azionario anonimo costituite legittimamente secondo le prescrizioni degli altri stati membri. spiega la relazione. la facoltà di organizzare e gestire le scommesse sul territorio italiano, subordinando però. per ragioni di ordine pubblico, tale autorizzazione, al rilascio della licenza di polizia che a sua volta dovrebbe essere effettuata a valle di accertamenti sugli amministratori e ad accurati controlli dei bilanci di esercizio e delle rendicontazioni contabili delle società, accompagnati da apposite relazioni di certificazione redatte da primarie società di revisione contabile. Inoltre la Commissione chiede che, in caso vengano meno i requisiti che avevano portato al rilascio della concessione. questa venga revocata. «Multare con 500 o 1.000 euro un concessionario se infrange le leggi, come ad esempio permettere a un minore di giocare». ha detto ancora il senatore Lauro ad Agicos. «è una soluzione che fa ridere. lo penso che chi sbaglia deve pagare con la revoca della licenza. Sono cose», ha concluso, «che dirò anche in aula quando discuteremo della Finanziaria: ho capito che il governo deve pensare a fare cassa, ma questo non si può fare pensando di allentare la presa sul gioco illegale». 



http://www.cortecont...11817192480.txt
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#43 sheikyerbouti

sheikyerbouti

    anti-intellettuale, coerente, obiettivo, ironico, arguto, spacca

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Inviato 18 novembre 2010 - 17:15

Governo schizofrenico,
combatte la ludopatia aumentando i giochi



interessanti anche gli articoli collegati.

buona lettura.
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#44 Russian

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Inviato 26 novembre 2010 - 18:08

Ecco nel dettaglio a cosa pensavano i nostri eroi dei vari buonismi,mentre ci indottrinavano su accoglienze senza se e senza ma,sulla necessità di bombardare di qua,le morali sui sindacati,l'evasione fiscale,il pericolo Lega e berlusconi e bla bla bla....

Leggete,anche se qualche cuoricino patirà delle piccole fitte....buon  divertimento !




   
La vera storia del Bingo:trucchi e malaffari



Roma. "Le calde atmosfere familiari natalizie che migliaia di famiglie si apprestano a trascorrere nelle prossime festività, presto potranno essere vissute quotidianamente da milioni di persone". Detta così è detta fin troppo bene, ma è comprensibile e pure giusto, perché questa prosa un po' diabetica, questi toni fin troppo zuccherosi, appartengono all'ufficio stampa della società forse maggiormente agguerrita - senza sottovalutare il prurito alle mani e l'entusiasmo altrui - fra quelle interessate al più spettacolare business di questi anni. Il business è quello del Bingo. La società si chiama - appunto - Formula Bingo, nata e cresciuta nel recinto degli amici e dei collaboratori dell'ex presidente del Consiglio, Massimo D'Alema. Il business è presto spiegato. Entro pochi mesi, in Italia verranno aperte quattrocentoventi sale da Bingo. Se le cose andranno come devono andare, e cioè bene, nel giro di un paio d'anni le sale diventeranno ottocento. In queste sale, tutti gli italiani maggiorenni potranno entrare, acquistare le cartelline coi quindici numeri a tremila lire e giocare a tombola. Tutto il giorno, volendo. Lo faranno, secondo gli esperti. Nella Finanziaria è scritto che nel 2001 dal Bingo arriveranno seicentosettantacinque miliardi per l'erario. Si prevede, dunque, che da giugno in poi (quando apriranno le prime sale) gli italiani spenderanno quasi quattromila miliardi per il solo Bingo. Nel 2002 si raddoppierà, se non di più. Quando le sale saranno ottocento, lo Stato incasserà tremila e cinquecento miliardi di lire all'anno. Se anche l'ottimismo fosse eccessivo, l'affare c'è. Racconta un tesserato ds che quand'era consigliere comunale in un paese in provincia di Roma, e si organizzavano le Feste dell'Unità, i dibattiti e i cineforum erano sempre affollati, ma mai come gli spazi dove si giocava a tombola per portare a casa salsicce e caciotte. Era la versione casereccia di quello che accadrà d'ora in poi. Perché la svolta definitiva ha un luogo e una data: Roma, Testaccio, Festa dell'Unità, luglio 1999. I capi coinvolgono nell'organizzazione della festa una società spagnola, la Cirsa, di cui in seguito si parlerà molto. La Cirsa è una delle società leader al mondo nel settore del gioco d'azzardo. Una gran quantità delle sale Bingo spagnole le appartengono. In Italia ha portato cinquemila di quelle diaboliche macchinette mangiasoldi: i videopoker. A Madrid - e lo vedremo meglio più avanti - è indagata dall'irriducibile Baltasar Garzón, convinto che alla Cirsa si ricicli denaro sporco. Comunque sia, la Cirsa arriva al Testaccio e impianta una sala Bingo volante. Un trionfo. La gente che va alla Festa dell'Unità ha un bel sangue: la politica è la politica. Gli interventi dei leader sono affollati e applauditi. Agli stand dei libri non ci si può lamentare. Alle cucine si lavora sodo, come sempre. Ma è allo stand del Bingo che succede di tutto. La gente s'ammassa e gioca a getto continuo. Gli incassi sono da fregarsi le mani. Alla Cirsa del resto se lo aspettavano. E non soltanto alla Cirsa, a ben vedere. Nella Finanziaria del 1998 sul 1999 si parla di nuove forme di intrattenimento "considerata l'opportunità di incrementare le entrate erariali". Al governo cominciano a lavorarci su. Il ministro delle Finanze è Vincenzo Visco, al quale si deve, fra l'altro, la fantastica stagione del Gratta e Vinci e del Superenalotto. Ma le mode sono passeggere per definizione. In quel 1999 i segnali sulla crisi del gioco erano già evidenti; a fine anno si registrerà un calo degli incassi del trenta per cento, anche se il totale rimarrà enorme: quarantamila miliardi di lire. L'idea di individuare "nuove forme di intrattenimento" prende ben presto il nome Bingo. L'iter legislativo, come al solito, non è rapido ed è decisamente noioso. In ogni caso, un anno fa, il 31 gennaio del 2000, la Gazzetta Ufficiale pubblica le "Modalità per la partecipazione al pubblico incanto per l'affidamento in concessione della gestione del gioco del Bingo". Nel frattempo premier è diventato Giuliano Amato e ministro delle Finanze Ottaviano Del Turco. E' Del Turco, su spinta della Cisl di Sergio D'Antoni, ad apportare una prima, fondamentale modifica. La gestione della gara per l'assegnazione delle sale non verrà affidata a un privato (come pensò Visco, suscitando appetiti e scatenando qualche guerricciola), ma ai Monopoli di Stato, in fase di smantellamento. Il Bingo ha un primo vincitore: D'Antoni, che salva parecchi posti di lavoro statali. Il 22 gennaio del 2001 è scaduto il termine per la presentazione delle domande. Le sale in corsa sono mille e trecento. Ai Monopoli se ne aspettavano ottocento. Un successone. Ma i veri protagonisti sono soprattutto quattro: la Formula Bingo, la Ludotec, la Snai e il gruppo Cecchi Gori. La Snai è quella che gestisce da sempre le sale corse, dove si scommette sulle gare di trotto e di galoppo. Ha esperienza, tecnologie, struttura. Logico che partecipasse. Cecchi Gori non è in un periodo di grandi floridezze economiche e possiede cinema facilmente convertibili, compresi alcuni storici nel centro di Roma: il Volturno, il Golden, il New York. La Ludotec è, senza girarci troppo attorno, una emanazione dei Ds. La Ludotec è controllata dall'immobiliare Beta (che ha come ragione sociale la gestione del patrimonio immobiliare dei Ds), dalla Pielleffe (la concessionaria di pubblicità del partito) e dalla Ccfr (la finanziaria della Lega delle cooperative). Chi fornisce le tecnologie a Ludotec? Ma naturalmente la Cirsa, che tanto bene s'era portata al Testaccio. Per capire l'affare, però, è meglio per ora concentrare l'attenzione su Formula Bingo, che ha una storia significativa. Formula Bingo, tanto per cominciare, ha sede in un bel palazzo romano, in via San Nicola de' Cesarini al 3, che dà su piazza di Torre Argentina. E' un palazzo di cui Alfio Marchini, il costruttore ex azionista dell'Unità, possiede alcuni piani. Oltre alla sede di Formula Bingo, il palazzo ospita quella di Italianieuropei, la fondazione di D'Alema, quella di Reti Srl, la società di consulenza di Antonio Napoli, di Massimo Micucci e soprattutto di Claudio Velardi, già tutti amici e collaboratori di D'Alema. Non è finita. Nel palazzo ci sono pure le stanze della Elle U Multimedia, cioè quel che rimane dell'Unità: la versione telematica. Sono le prime di tante coincidenze. Chi è il vicepresidente operativo di Formula Bingo? E' Luciano Consoli, quarantacinquenne con un passato già impegnativo; cresciuto nelle sezioni romane della Fgci, Consoli s'è distinto negli ultimi tempi per aver affiancato Indro Montanelli nell'avventura della Voce e Ferdinando Adornato in quella di Liberal. Consoli controlla la Formula Bingo attraverso la sua Chance Mode, di cui è consigliere Roberto De Santis, simpatico uomo d'affari di Gallipoli, quello che ha ceduto a D'Alema la celebre barca Ikarus. Nella sede di Formula Bingo, per qualche settimana sono stati ospiti anche Velardi e Micucci. Le cose andarono così, dice Consoli: "Quando D'Alema si dimise, chiamai Claudio e gli chiesi, adesso che fai? Lui mi disse: niente, sono disoccupato. E io, d'accordo, ma domattina 'ndo vai? E lui, non lo so. Allora gli ho detto, vieni qua, una stanza per te, Micucci e Napoli te la metto a disposizione io, così puoi fare due telefonate e organizzarti. Poi il caso ha voluto che sullo stesso pianerottolo nostro si liberasse un ufficio, ma è stato davvero soltanto il caso. Velardi e gli altri, con la Formula Bingo, non c'entrano per nulla. Non mi hanno dato mai nemmeno un consiglio". D'Alema non c'entra, Velardi nemmeno. Registrato. Ma i fatti vanno riepilogati: alla fine del 1999, inizio 2000, D'Alema e Velardi stanno a Palazzo Chigi dove sono quantomeno molto ben informati sul lancio del Bingo. Quando il governo cade, si trasferiscono tutti nello stesso palazzo - o nelle stesse stanze - dove un paio di loro amici si stanno attrezzando al concorso. E lo fanno con un certo anticipo sugli altri. Si muovono con grande professionalità. Sciorinano progetti che non sono certo stati buttati giù. E alla fine si iscrivono alla gara con quattrocentouno sale. Nella stanza di Consoli campeggia una cartina d'Italia trafitta da quattrocentouno bandierine rosse. Ogni bandierina una sala. Ogni sala, molte speranze di vittoria. "Noi vogliamo ottenere quattrocentouno licenze", dice Consoli fiducioso mentre illustra nei dettagli il suo progetto. Formula Bingo ha altri soci prestigiosi. Per esempio la Confcommercio di Sergio Billè (di cui si parla come futuro ministro berlusconiano, malgrado riserve di Confindustria), la Confesercenti, la Federalberghi, l'Adn Kronos di Pippo Marra, la Meliorbanca di Pierdomenico Gallo. Soprattutto, Formula Bingo ha un presidente prestigioso: Vincenzo Scotti, ex democristiano, ex ministro dell'Interno, uno di quegli uomini della prima Repubblica su cui i magistrati si accanirono. Che c'entra Scotti con il Bingo? Lo spiega Consoli: "Noi volevamo un presidente che avesse caratteristiche ben precise. Che fosse autorevole, intelligente, che avesse esperienze in sedi istituzionali, che, in poche parole, ci consentisse un più facile ingresso in alcune stanze, che avesse contatti importanti. Quando la Confcommercio ci ha proposto Scotti, accettammo con entusiasmo. Era l'uomo che poteva fare per noi". Scotti aggiunge: "Io non ho ruoli operativi. Io sono, diciamo così, un superconsulente. Do consigli, indicazioni, spiego a quali porte bisogna andare a bussare, e come, senza perdere troppo tempo. Questa è un'iniziativa interessante, la Formula Bingo è una società guidata da gente seria e capace, non potevo dire di no". Questa è Formula Bingo, ma in principio era un'altra cosa. In principio era una società che voleva concorrere direttamente alla gestione delle sale. Il bando dice che ogni società può ottenere fino a un massimo del dieci per cento delle concessioni. Cioè, quarantadue. La Formula Bingo nacque nell'agosto del 1999, fondata da una "piccola, coraggiosa banca d'affari" (definizione maligna di Francesco Cossiga), la London Court di Piero Masia e di Roberto De Santis (quello dell'Ikarus) e dalla Chance Mode di Consoli. Poi, spiega Consoli, quando la gestione della gara viene affidata ai Monopoli, la strategia cambia. Perché ci si accorge che è inutile cercare di conquistare quarantadue sale soltanto, quando ce ne si può accaparrare molte di più. Come? Assistendo i privati in qualità di service provider. La London Court cede via via le proprie quote alle società che entrano in Formula Bingo, potendo contribuire alla nascita di un service provider in grado di fornire davvero tutto. Poniamo il caso di un piccolo imprenditore che intendesse riconvertire un supermercato in sala Bingo. Che fa? Si prepara un progetto e concorre da solo contro i colossi? Oppure ai colossi si affida, contando non soltanto sulla loro professionalità, sulla loro preparazione, sulla loro potenza economica e consortile, ma anche sui loro suggestivi nomi? Infatti Formula Bingo (e così Ludotec e Snai) è in grado di assistere un concorrente dall'inizio alla fine. Si fa dare venti milioni (e altri quindici in caso di vittoria), e in cambio fornisce il progetto, presenta la domanda, controlla attraverso una squadra di quattordici avvocati che tutto vada per il verso giusto, e via di questo passo. All'imprenditore non rimane che sedersi in poltrona e aspettare, in attesa di poter tirare su la saracinesca. Questi service provider, poi, garantiscono di poter allestire la sala entro i tempi richiesti; il bando, infatti, prevede che dall'assegnazione della licenza debbano passare non più di centocinquanta giorni, poi la sala deve aprire e ospitare i giocatori. L'allestimento comprende i tavoli, le sedie, i monitor, le palline, le schede, gli angoli di ristorazione, praticamente tutto, comprese le insegne (seriali come quelle, per intendersi, del MacDonald's) e il personale con tanto di divisa. L'imprenditore pagherà a Formula Bingo a seconda dei servizi richiesti e si impegnerà a girare al service provider l'1,5 per cento dei soldi incassati dalla vendita delle cartelle. A proposito del personale, dicono Consoli e i suoi che sarà "specializzato". Dovrà seguire corsi e superarli. Si prevede che si creeranno tredicimila nuovi posti di lavoro, e potrebbero salire a trentamila con l'indotto e le altre trecentottanta sale. Formula Bingo sta già istruendo il personale, individuato attraverso alcune società di lavoro interinale, fra cui le più importanti sono Italia Lavoro, di Natale Forlani, ex sindacalista cislino e Obiettivo Lavoro di Cgil, Cisl e Cdo. Anche Scotti - il presidente di Formula Bingo - ha un ruolo di rilievo in una società di lavoro interinale: presiede la Ali, fondata nel 1997. Scotti ammette: "In una seconda fase, anche la Ali dovrebbe collaborare con Formula Bingo". E così, oltre che l'esperienza e il prestigio, l'ex ministro potrà mettere in ballo anche la sua seminuova e battagliera Ali. Secondo i propositi di Formula Bingo (considerando che entro un mese si saprà la graduatoria), le prime sale saranno in grado di partire nel mese di giugno, pronte a fare il pieno durante la stagione estiva. Perché, insistono alla Formula Bingo, "il gioco della festa, della famiglia, dell'allegria e dello stare in compagnia è per antonomasia la tombola". II Se questa storia del Bingo fosse un romanzo, la trama si consumerebbe attorno a Massimo D'Alema e a Walter Veltroni. Infatti l'idea del Bingo, l'idea delle quattrocentoventi sale (ottocento entro due anni) in cui presto si potrà giocare alla versione yankee della tombola, nasce a Palazzo Chigi nei mesi del governo D'Alema. La prima società a buttarsi nell'affare è la Formula Bingo, guidata da Luciano Consoli e Roberto De Santis, vecchi amici di D'Alema. La Formula Bingo ha sede in piazza di Torre Argentina, in un palazzo che in gran parte appartiene ad Alfio Marchini (ex azionista dell'Unità) e che ospita i nuovi uffici di Claudio Velardi (superconsulente del D'Alema premier) e quelli della fondazione lanciata dal D'Alema postpremier. Consoli ripete, instancabile: "Mi rendo conto delle coincidenze, ma coincidenze restano. Con noi, D'Alema e Velardi non c'entrano proprio". Fra i rivali più vivaci di Formula Bingo c'è la Ludotech. Sin qui i giornali hanno parlato poco di Ludotech. Eppure, in fatto di coincidenze, anche in questo caso è successo di tutto. Fulvio Ichestre è l'amministratore delegato della Pielleffe. La Pielleffe è la concessionaria di pubblicità dei Ds. E' la Pielleffe, per intenderci, che amministra gli spazi pubblicitari alla Festa dell'Unità. E' Ichestre che nel 1999 ha l'idea di trasformare la tombola in un business, da passatempo che era. Chiama gli spagnoli della Cirsa, che a casa loro spadroneggiano con le sale Bingo e da noi hanno mostrato di che pasta sono fatti installando cinquantamila macchinette del videopoker. La Cirsa mette su uno stand del Bingo alla Festa dell'Unità del Testaccio e il successo è spettacolare. Siamo nella seconda metà del '99. Il governo sta pianificando il lancio del Bingo. Consoli s'è già messo in pista. E Ichestre? Ichestre, attraverso la Pielleffe, mette in piedi la Playservice. Suoi compagni d'avventura sono la Beta immobiliare e la Lega delle cooperative. La Beta immobiliare è presieduta da Alfredo Medici, giovane dirigente diessino dalla buonissima fama. Ha trentasei anni, è consigliere comunale a Reggio Emilia. Ma, soprattutto, ha l'incombenza di amministrare il ricco patrimonio immobiliare del partito. Si parla di spazi per duecentocinquanta miliardi di lire. Quasi altrettanto è nelle disponibilità della Lega delle cooperative. Medici diventa presidente di Playservice. Ichestre ha l'idea, Medici le sale ed è un tipo sveglio e dinamico, quelli delle Cooperative hanno il nome e l'organizzazione. A questo punto manca soltanto qualcuno che abbia le strutture e sappia come si mette in piedi una catena di sale Bingo. Ichestre conosce gli uomini che fanno al caso suo: quelli della Cirsa, gli spagnoli arrivati pochi mesi prima al Testaccio. L'accordo è immediato: Cirsa fornirà alla Playservice tutto il supporto tecnologico, nel quale è avanzatissima. Ma Cirsa non si accontenta. Walter Cecchini, direttore generale di Cirsa Italia, dà vita alla sua Playservice. La Playservice diessina cambia nome e diventa Ludotech. In questo modo, la Cirsa concorre alla conquista delle sale sia per conto proprio (tramite la Playservice) sia attraverso la joint venture con Ludotech (ex Playservice). La vicenda è ingarbugliata, ma gustosissima. Perché nel frattempo entra in scena anche Roberto Colaninno, numero uno di Telecom e Olivetti. Che c'entra Colaninno? C'entra, perché ultimamente sembra che i terreni su cui Colaninno preferisce muoversi siano soprattutto due: le telecomunicazioni e le lotterie. Già c'è il caso della Lottomatica....

http://www.comunicat...erdi/29042.html







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#45 Life Is Insignificant

Life Is Insignificant

    Deadman

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Inviato 26 novembre 2010 - 22:00

Governo schizofrenico,
combatte la ludopatia aumentando i giochi



interessanti anche gli articoli collegati.

buona lettura.

Qui non vedo dove sia il problema.
Uno stato che si professa liberale deve rendere legali e regolamentare queste cose, mentre ora molte di queste sono ancora in un limbo legislativo che è più nebbioso che altro.
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#46 Russian

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    populista

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Inviato 28 novembre 2010 - 15:32

Più che altro ci sono le mani dei partiti di destra e sinistra che arraffano soldi con la collaborazione delle mafie nostrane e straniere. E' tutto scritto.
La legislazione è ridicola per questo motivo. E gli atti compiuti da Visco e Tremonti,con l'appoggio di 7/8 del parlamento, sono da galera vietnamita a mollo in mezzo alle pantegane.
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#47 virginia wolf

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    apota

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Inviato 15 maggio 2011 - 12:24

Interessante indagine di Report sui concessionari e sul ??sistema gioco?.

I BISCAZZIERI


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Penso a come contiamo poco, come tutti contino poco; com'è travolgente e frenetica e imperiosa la vita, e come tutte queste moltitudini annaspino per restare a galla.

#48 Russian

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Inviato 18 novembre 2011 - 09:18

Ho senbtito che Monti,grazie a incessanti pressioni europee, dedicherà gran parte delle risorse del suo governo
per recuperare tal smisurato patrimonio sottratto alla collettività ( e anche alla comunità,europea,ovviamente ) .
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#49 gulliver

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Inviato 18 novembre 2011 - 09:30

allora è per questo che la lega lo detesta ( visto che il loro uomo alla banca popolare di milano - banca buona e non tecnoratica - finanziava una società di gioco d'azzardo e slot machine, con i buoni uffici del pidiellino la boccetta) asd
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#50 Russian

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    populista

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Inviato 18 novembre 2011 - 10:02

Dai dai,dov'è la "discontinuità" ? Sugli aumenti delle rendite catastali ? asd
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#51 ucca

ucca

    CRM

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Inviato 18 novembre 2011 - 11:15

Monti deve svolgere il programma tedesco, siamo commissariati. Io avrei preferito l'invasione, ma va bene anche cosi dai.
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https://www.facebook...sychomusicband/

 

Mettere su un gruppo psichedelico a 40 anni.


#52 joseph K.

joseph K.

    Tout est pardonné

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Inviato 28 dicembre 2011 - 10:43

Da Dagospia:

Cambiano le maggioranze, cambiano i governi, ma loro sono sempre lì, a divorare il sangue dei cittadini più deboli con le loro macchinette mangiasoldi e l'Alto Patrocinio della Repubblica Italiana.
"Regalano un miliardo ai ras delle slot machine. Dopo le frequenze Tv anche le licenze dei giochi d'azzardo vengono cedute gratis dallo Stato alle grandi concessionarie. Il governo può ancora indire un'asta e ricavare soldi. Lo farà?". Sul Cetriolo Quotidiano (pp.2-3), meritoria inchiesta di Ferruccio Sansa e Marco Lillo, i quali ricordano anche lo scandalo di quegli 89 miliardi che le concessionarie devono allo Stato (la cifra è stata calcolata dalla Corte dei Conti), ma che dallo Stato non sono mai stati incassati.
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Ora l'inverno del nostro scontento è reso estate gloriosa da questo sole di York, e tutte le nuvole che incombevano minacciose sulla nostra casa sono sepolte nel petto profondo dell'oceano.


#53 tabache

tabache

    Enciclopedista

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Inviato 29 dicembre 2011 - 08:33

Nuove licenze per le slot machine
Un regalo ai “soliti” dieci concessionari di Marco Lillo


Il giro d'affari del gioco legale in Italia è di 42 miliardi di euro. Come per il beauty contest, il governo potrebbe fare un'asta pubblica per impedire che i big del settore (Bplus, Sisal e Lottomatica) ottengano le concessioni gratuitamente
http://www.ilfattoqu...egalo-ai-soliti
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#54 joseph K.

joseph K.

    Tout est pardonné

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Inviato 30 maggio 2012 - 08:14

http://www.repubblic...56/?ref=HREC2-6

Ma quella che probabilmente è stata fatale a Rapetto è forse la più importante, quella sulle slot machines del "gioco legale" installate negli esercizi pubblici, che ha portato al recupero di 2 miliardi e mezzo per il bilancio dello Stato ma ha pestato molti piedi importanti, nei Monopoli, nelle società concessionarie e nella galassia di faccendieri che si muovono tra politica, alta burocrazia ed affari. Dicono alcuni parlamentari che Rapetto avesse ricevuto caldi inviti ad andare piano con le sue indagini, inviti che il colonnello ha del tutto ignorato contribuendo a scoperchiare un giro di malaffare i cui sviluppi sono ancora in corso. E' di oggi la notizia degli arresti domiciliari per Massimo Ponzellini 1, che quando era presidente della Bpm concesse un finanziamento da 148 milioni di euro, ritenuto irregolare, alla società Atlantis, vincitrice dell'appalto per i giochi, a sua volta controllata da una società offshore basata nelle Antille Olandesi e facente capo a Francesco Corallo, figlio di Gaetano, condannato per reati di criminalità organizzata, e legato al clan di Nitto Santapaola. In varie interrogazioni si adombra l'ipotesi che proprio questo sia il motivo che ha generato l'"ordinario criterio di rotazione del personale" in base al quale Rapetto è stato rimosso.


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Ora l'inverno del nostro scontento è reso estate gloriosa da questo sole di York, e tutte le nuvole che incombevano minacciose sulla nostra casa sono sepolte nel petto profondo dell'oceano.


#55 ucca

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Inviato 30 maggio 2012 - 09:54

Interessante articolo, in Italia basterebbe lasciare lavorare chi è capace, fare un pò di pulizia e i soldi di troverebbero per magia.
Se però uno recupera 2,5 miliardi e lo Stato per premiarlo lo caccia, allora non sono i teteschi, non sono i banchieri, gli speculatori, siamo noi a essere bacati.
E la cosa ancora piu' assurda è che se Monti non interviene (come è intervenuto su Villa Adriana) non interviene nessuno. Ho proprio la sensazione netta
che quello che diceva Mussolini era non vero, ma sacrosanto "governare gli italiani non è diffiicle, è inutile".
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https://www.facebook...sychomusicband/

 

Mettere su un gruppo psichedelico a 40 anni.


#56 Russian

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Inviato 14 giugno 2013 - 13:06

Il ministro Cancellieri: “Recuperare i 98 miliardi delle slot per sicurezza e ricerca”


http://www.ilfattoqu...ricerca/356837/

Una promessa fatta un anno fa...eh, se solo li avessimo lasciati lavorare...
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#57 Russian

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Inviato 23 ottobre 2013 - 07:28

Tanto per non dimenticare....che un pezzo di merda a palazzo chigi vale l'altro e che dobbiamo rassegnarci al fatto che questo ci meritiamo. Tutti.



http://www.video.med...-del-gioco.html
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#58 Bara dei pupi

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Inviato 23 ottobre 2013 - 07:31

sulle slot è il PD ad avere interesse come il PDL, i singoli vengono dopo, anche solo per questo non andrebbe mai presa in considerazione la posizione di uno che si identifica in un partito del genere, partiti che favoriscono lo strozzinaggio e hanno quote nelle società che lo applicano che cazzo devono fare di buono?
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#59 Russian

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Inviato 13 febbraio 2015 - 10:39

C'è chi non sembra rassegnarsi...

 

Slot machine, l’ex generale Gdf Rapetto: “Mi chiesero di non indagare”

Dopo lo sconto di 500 milioni al gruppo Bplus, della famiglia Corallo, da parte della Corte dei Conti, l'ex comandante del Nucleo Speciale Frodi Telematiche mostra ai pm una lettera in cui il generale Cicciò gli chiedeva di "comunicare la nostra incompetenza in materia"

 

http://www.ilfattoqu...dagare/1408200/


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#60 Russian

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Inviato 25 febbraio 2015 - 12:45

ocio...

 

 

Azzardopoli pregusta il regalo sulle nuove slot

 

 

http://www.avvenire....nuove-slot.aspx

 

La bozza di legge di riordino del gioco d’azzardo a qualcuno piace, e non lo nasconde. Sistema Gioco Italia, la confederazione di concessionari e gestori che tra l’altro otterrebbero una tassazione più bassa, incasserebbe una serie di regali che renderebbero meno difficile la vita ai padroni di azzardopoli. Nessun divieto alla pubblicità, poteri di vigilanza sottratti ai sindaci, possibilità di ampliare l’offerta di gioco, solo per dirne alcuni......

 

 

 

...poi mentecatti e ignoranti sono quelli che votano Salvini ..... asd


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