Vai al contenuto


Foto
* * * * - 24 Voti

cosa state leggendo


  • Please log in to reply
18994 replies to this topic

#18981 oblomov

oblomov

    Mommy? Can I go out and kill tonight?

  • Moderators
  • 17908 Messaggi:

Inviato 27 marzo 2020 - 09:27

 

 

Hai cominciato dalla sezione migliore. Ottimo pure Bolano.

Grazie Duck :). Bolano l'ho conosciuto grazie al forum e ho intenzione di continuare a leggere i suoi libri in ordine di pubblicazione. Da quello che ho capito i capolavori arriveranno in futuro ma era certamente partito molto bene!

 

Proprio oggi dopo una decina di giorni ho finito un altro libro, Sorgo Rosso di Mo Yan. Bellissima lettura ambientata in un periodo molto affascinante della storia cinese di cui conosco poco: la guerra civile combattuta prima, durante e dopo la 2a guerra mondiale.

È stato molto affascinante leggere il susseguirsi degli eventi che sferzavano a fasi alterne ma tristemente costanti la piccola realtà della zona rurale Gaomi - nei cui dintorni il romanzo si svolge nella sua interezza. Un andirivieni costante di banditi, soldati comunisti, soldati nazionalisti, collaborazionisti, giapponesi e financo un esercito di cani, sempre ai margini del racconto pronti ad entrare propotentemente nella storia come una tempesta e sconvolgere le vite dei poveri abitanti del luogo. Protagonista assoluto del libro sono i campi di sorgo (parola menzionata centinaia o forse migliaia di volte nel libro ma senza mai stuccare) attorno a cui ed entro a cui ed anche in funzione a cui l'epopoa degli uomini - e in particolare di una famiglia - ha luogo. Consigliato

 

 

Benvenuto pingu, ci vogliono forze fresche in questa sezione (che come dice Duck è la migliore del forum).

 

Ho letto Sorgo Rosso diversi anni fa e ne ho dei bellissimi seppur vaghi ricordi. In particolare mi ricordo la scena potentissima con i cani.  Poi non ho più approfondito l'autore ma vorrei leggere Le sei reincarnazioni di Ximen Nao.

 

 

Per me il suo migliore è Il supplizio del legno di sandalo


  • 0
Soltanto chi non ha approfondito nulla può avere delle convinzioni.

#18982 100000

100000

    Enciclopedista

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 7003 Messaggi:

Inviato 27 marzo 2020 - 09:55

Fra un Watchmen (incredibile come certi capi rimangono capi per quanto si sia prevenuti (nel senso di avere già aspettative molto alte)) e un Mickey Mouse di Gottfredson (Collection #2, letta solo la prima storia, ma il #5 (l'unico altro volume che ho) mi sembrava un po' più maturo/migliore), ho letto anche La fine della strada di Barth.

Ecco, anche questo, nonostante avessi già letto cose sue (L'opera galleggiante) e su di lui, ma insomma, quanto sono belli i suoi romanzi? E (grazie anche al suo stile e approccio) quanto sono ancora contemporanei? Che bello trovare autori (come Bulgakov per dirne un altro) di mezzo secolo fa che sembrano più moderni di molti contempoanei. Niente, mi sa che mi sono innamorato e ora mi scarico Lost in the Funhouse.


  • 1

#18983 Scripti Politti

Scripti Politti

    Scienziologo in quarantena a Casalpusterlengo

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 2649 Messaggi:
  • LocationTorino

Inviato 27 marzo 2020 - 10:26

2666 di Bolaño. Adesso o mai più.

Buona fortuna.

Spero sia davvero un'oasi di orrore gioia in un deserto di noia.
  • 4

#18984 Ducktail

Ducktail

    Categnaccio

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 21085 Messaggi:

Inviato 27 marzo 2020 - 11:40

Stupendo, per 3/4 si regge pure in quarantena.

Dopo occhio a I dispiaceri del vero poliziotto.


  • 1

«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 


consigli per il futuro: leggere i fantaconsigli dell'UU e fare l'esatto opposto


l'appestato è tale se è una eccezione, non se è la normalità


#18985 debaser

debaser

    utente stocazzo

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 21946 Messaggi:

Inviato 27 marzo 2020 - 12:33

 ho letto anche La fine della strada di Barth.

Ecco, anche questo, nonostante avessi già letto cose sue (L'opera galleggiante) e su di lui, ma insomma, quanto sono belli i suoi romanzi? E (grazie anche al suo stile e approccio) quanto sono ancora contemporanei? Che bello trovare autori (come Bulgakov per dirne un altro) di mezzo secolo fa che sembrano più moderni di molti contempoanei. Niente, mi sa che mi sono innamorato e ora mi scarico Lost in the Funhouse.

 

bravo ottima idea mi hai dato, l'anno scorso ho letto the floating opera e mi ha fulminato, ora mi leggo qualcos'altro.
 


  • 1

Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
non si dice, non si scrive solamente si favoleggia


#18986 Greed

Greed

    passive attack

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 11886 Messaggi:

Inviato 27 marzo 2020 - 17:07

Salvatore Satta: La veranda, Il giorno del giudizio

 

 

Trattasi di due romanzi che Salvatore Satta (1902-1975), insigne giurista, non ha e non avrebbe mai pubblicato. Il primo è stato scritto intorno al 1928-1930; il secondo, apparentemente poco prima della sua morte. Ritrovati qualche anno dopo, vengono stampati, acclamati, e tradotti in un numero non indifferente di lingue (17 per Il giorno). Tra questi due estremi narrativi, il nulla: a parte un crogiuolo di pubblicazioni sul diritto. Stiamo parlando di un romanziere che avrebbe potuto non esserci.

 

La veranda è interamente ambientato in un sanatorio di montagna per malati di tubercolosi. La prima parte del romanzo è una lunga galleria di personaggi-ombra, senza veri nomi: si parla di Pavia, Vigevano, Piacenza, Melanzana. I rapporti sono impietosi, il modo di passare il tempo meschino. La seconda parte è più lineare, ed è dedicata agli ultimi mesi in sanatorio del narratore, un giovane avvocato.

Il Giorno del giudizio è il romanzo di Nuoro, ritratta tra la fine dell'Ottocento e la fine della Grande Guerra. Troneggia nel libro la famiglia di Don Sebastiano Sanna, Donna Vincenza e i loro sette figli (oggi la chiamerebbero "famiglia disfunzionale"); ma intorno a loro ruota tutto il mondo della città e delle campagne. Anche qui una galleria di personaggi, legati da rapporti di lavoro, servitù, clientela (romanamente parlando), familiari. Di amicizie, praticamente non c'è traccia.

 

Entrambi i romanzi sono così concentrati in un microcosmo, che un'impressione sorge spontanea: quel piccolo mondo brutale, di rapporti brutali, è IL MONDO. Ivi i personaggi sono "più uomini che altrove: come uomini messi a nudo, anime che traspaiono" (La veranda). Sono visti nella fissità della loro essenza come li vedrebbe Dio, nel giorno del giudizio. Non mi sorprende che il narratore della Veranda dice di avere "sempre Dante alle costole". Ma quel che leggiamo qui è l'Inferno che viviamo sulla terra, col mistero ingombrante della presenza degli altri, la solitudine, l'estraneità finanche verso i familiari più stretti, l'incapacità di dare voce a ciò che si sente, l'incomprensibilità verso il nuovo.

 

"Il problema di tutti era quello di vivere, di comporre col suo essere lo straordinario e lugubre affresco di un paese che non ha motivo di esistere. Di un paese, come del mondo, forse" (Il giorno del giudizio)

"Qui è tutto un fluttuare di gente, una marea spaventosa di uomini che affiorano, stanno un poco, e poi sono travolti" (La veranda)

 

51-%2BqqvVNcL._SX317_BO1,204,203,200_.jp         41deljvB3zL.jpg

 

Agevolo anche il commento di George Steiner su un articolo del Corriere, 2003:

Spoiler

Oltre ai nomi internazionali fatti, aggiungerei: De Roberto, Verga, Tomasi da Lampedusa. Ma diverso da tutti.


  • 5

#18987 Ducktail

Ducktail

    Categnaccio

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 21085 Messaggi:

Inviato 29 marzo 2020 - 10:10

Il Centodelitti, raccolta di racconti di Scerbanenco.


  • 1

«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 


consigli per il futuro: leggere i fantaconsigli dell'UU e fare l'esatto opposto


l'appestato è tale se è una eccezione, non se è la normalità


#18988 Greed

Greed

    passive attack

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 11886 Messaggi:

Inviato 29 marzo 2020 - 16:17

Benjamin - Angelus Novus

 

s-l300.jpg

 

Ho provato a leggere "Di alcuni motivi in Baudelaire" tra i saggi di Walter Benjamin, un po' perché ce l'ho, perché è considerato un capo della riflessione sulla modernità, e perché si tratta di Proust. Di Baudelaire non ho mai fatto una vera lettura.

E' normale che ci capisca poco? Poi mi rendo conto che non sono più abituato a fare i conti col ragionamento astratto e filosofico, una fatica immane e non resta niente. (ho letto anche "Il compito del traduttore", ancor peggio). Reynard e Stephen, vendetemi un po' di cervello asd


  • 0

#18989 Trickster017

Trickster017

    Rocker statale

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 4822 Messaggi:
  • LocationRoma

Inviato 01 aprile 2020 - 08:03

Bevuto e finito. Il backstage dell'Americana kennediana dalla seconda metà degli anni cinquanta al giorno dell'attentato. Per quanto celebre, non pensavo fosse un capolavoro di questa portata. Ellroy aveva una conoscenza di quel periodo storico e dei meccanismi nascosti del potere che non immaginavo potesse essere così profonda e dettagliata.

 

41hNe1cqlBL._SY445_QL70_ML2_.jpg


  • 0

Keine Gegenstaende aus dem Fenster werfen


#18990 Homunculus

Homunculus

    Groupie

  • Members
  • StellettaStellettaStelletta
  • 154 Messaggi:

Inviato Ieri, 15:28

Sto leggendo (giä da un pö a dire il vero, ma proseguo a sprazzi) Infinite Jest e devo dire che e' una lettura davvero peculiare. A parte che non mi sto neanche sforzando troppo di seguire il disegno complessivo delle varie narrazioni, alterna secondo me parti davvero sublimi e scorrevoli a intere sequele di pagine che col senno di poi avrei potuto saltare a piedi pari. In ogni caso lettura non scorrevolissima, a volte mi chiedo se riuscirä a mantenermi motivato fino alla fine (sono tipo al 10% del libro secondo il mio Kindle asd)
  • 1

#18991 ravel

ravel

    mon cœur est rouge

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 2113 Messaggi:

Inviato Ieri, 15:51

Benjamin - Angelus Novus

 

s-l300.jpg

 

Ho provato a leggere "Di alcuni motivi in Baudelaire" tra i saggi di Walter Benjamin, un po' perché ce l'ho, perché è considerato un capo della riflessione sulla modernità, e perché si tratta di Proust. Di Baudelaire non ho mai fatto una vera lettura.

E' normale che ci capisca poco? Poi mi rendo conto che non sono più abituato a fare i conti col ragionamento astratto e filosofico, una fatica immane e non resta niente. (ho letto anche "Il compito del traduttore", ancor peggio). Reynard e Stephen, vendetemi un po' di cervello asd

Benjamin scrive(va) molto male, va detto.
O meglio. Ha un modo di procedere rapsodico, fatto di continui cambi di prospettiva, chi è abituato a una prosa filosofica dove tendenzialmente si procede argomentativamente, passando in modo logico da un punto a un altro (come il sottoscritto) fa molta fatica a incedere nella lettura perché l'impressione di saltare di palo in frasca è molto forte.

Aveva dei problemi - penso anche nevrotici - con la scrittura, non era mai contento, non finiva mai quasi nulla, non pubblicava che con fatica.

 

Che avesse intuizioni autentiche comunque è indiscutibile.


  • 2

"Ciò che l'uomo può essere per l'uomo non si esaurisce in forme comprensibili".
(k. jaspers)

 

Moriremotuttista


#18992 dUST

dUST

    dolente o nolente

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 27955 Messaggi:
  • LocationKagoshima

Inviato Ieri, 16:36

Salvatore Satta: La veranda, Il giorno del giudizio
 
 
Trattasi di due romanzi che Salvatore Satta (1902-1975), insigne giurista, non ha e non avrebbe mai pubblicato. Il primo è stato scritto intorno al 1928-1930; il secondo, apparentemente poco prima della sua morte. Ritrovati qualche anno dopo, vengono stampati, acclamati, e tradotti in un numero non indifferente di lingue (17 per Il giorno). Tra questi due estremi narrativi, il nulla: a parte un crogiuolo di pubblicazioni sul diritto. Stiamo parlando di un romanziere che avrebbe potuto non esserci.
 
La veranda è interamente ambientato in un sanatorio di montagna per malati di tubercolosi. La prima parte del romanzo è una lunga galleria di personaggi-ombra, senza veri nomi: si parla di Pavia, Vigevano, Piacenza, Melanzana. I rapporti sono impietosi, il modo di passare il tempo meschino. La seconda parte è più lineare, ed è dedicata agli ultimi mesi in sanatorio del narratore, un giovane avvocato.
Il Giorno del giudizio è il romanzo di Nuoro, ritratta tra la fine dell'Ottocento e la fine della Grande Guerra. Troneggia nel libro la famiglia di Don Sebastiano Sanna, Donna Vincenza e i loro sette figli (oggi la chiamerebbero "famiglia disfunzionale"); ma intorno a loro ruota tutto il mondo della città e delle campagne. Anche qui una galleria di personaggi, legati da rapporti di lavoro, servitù, clientela (romanamente parlando), familiari. Di amicizie, praticamente non c'è traccia.
 
Entrambi i romanzi sono così concentrati in un microcosmo, che un'impressione sorge spontanea: quel piccolo mondo brutale, di rapporti brutali, è IL MONDO. Ivi i personaggi sono "più uomini che altrove: come uomini messi a nudo, anime che traspaiono" (La veranda). Sono visti nella fissità della loro essenza come li vedrebbe Dio, nel giorno del giudizio. Non mi sorprende che il narratore della Veranda dice di avere "sempre Dante alle costole". Ma quel che leggiamo qui è l'Inferno che viviamo sulla terra, col mistero ingombrante della presenza degli altri, la solitudine, l'estraneità finanche verso i familiari più stretti, l'incapacità di dare voce a ciò che si sente, l'incomprensibilità verso il nuovo.
 
"Il problema di tutti era quello di vivere, di comporre col suo essere lo straordinario e lugubre affresco di un paese che non ha motivo di esistere. Di un paese, come del mondo, forse" (Il giorno del giudizio)
"Qui è tutto un fluttuare di gente, una marea spaventosa di uomini che affiorano, stanno un poco, e poi sono travolti" (La veranda)
 
51-%2BqqvVNcL._SX317_BO1,204,203,200_.jp         41deljvB3zL.jpg
 
Agevolo anche il commento di George Steiner su un articolo del Corriere, 2003:

Spoiler

Oltre ai nomi internazionali fatti, aggiungerei: De Roberto, Verga, Tomasi da Lampedusa. Ma diverso da tutti.


Mi hai convinto
  • 1

 mi ricorda un po' Moro.

 

 

 

 

Con trepidazione vivo solo le partite dell'Inter.

 

 

 

Io non rispondo a fondo perchè non voglio farmi bannare, però una cosa voglio dirla: voi grillini siete il punto più basso mai raggiunto dal genere umano. Di stupidi ne abbiamo avuti, non siete i primi. Di criminali anche. Voi siete la più bassa sintesi tra violenza e stupidità. Dovete semplicemente cessare di esistere, come partito (e qui non ci si metterà molto) e come topi di fogna (e qui sarà un po' più lunga, ma cristo se la pagherete cara).

 

 


#18993 signora di una certa età

signora di una certa età

    old signorona

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 18988 Messaggi:

Inviato Ieri, 17:15

 

Benjamin - Angelus Novus

 

 

 

Ho provato a leggere "Di alcuni motivi in Baudelaire" tra i saggi di Walter Benjamin, un po' perché ce l'ho, perché è considerato un capo della riflessione sulla modernità, e perché si tratta di Proust. Di Baudelaire non ho mai fatto una vera lettura.

E' normale che ci capisca poco? Poi mi rendo conto che non sono più abituato a fare i conti col ragionamento astratto e filosofico, una fatica immane e non resta niente. (ho letto anche "Il compito del traduttore", ancor peggio). Reynard e Stephen, vendetemi un po' di cervello asd

Benjamin scrive(va) molto male, va detto.
O meglio. Ha un modo di procedere rapsodico, fatto di continui cambi di prospettiva, chi è abituato a una prosa filosofica dove tendenzialmente si procede argomentativamente, passando in modo logico da un punto a un altro (come il sottoscritto) fa molta fatica a incedere nella lettura perché l'impressione di saltare di palo in frasca è molto forte.

Aveva dei problemi - penso anche nevrotici - con la scrittura, non era mai contento, non finiva mai quasi nulla, non pubblicava che con fatica.

 

Che avesse intuizioni autentiche comunque è indiscutibile.

 

ravel! tutto bene?


  • 0

In realtà secondo me John Lurie non aveva tante cose da dire... ma molto belle


#18994 ravel

ravel

    mon cœur est rouge

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 2113 Messaggi:

Inviato Ieri, 18:05

 

 

Benjamin - Angelus Novus

 

 

 

Ho provato a leggere "Di alcuni motivi in Baudelaire" tra i saggi di Walter Benjamin, un po' perché ce l'ho, perché è considerato un capo della riflessione sulla modernità, e perché si tratta di Proust. Di Baudelaire non ho mai fatto una vera lettura.

E' normale che ci capisca poco? Poi mi rendo conto che non sono più abituato a fare i conti col ragionamento astratto e filosofico, una fatica immane e non resta niente. (ho letto anche "Il compito del traduttore", ancor peggio). Reynard e Stephen, vendetemi un po' di cervello asd

Benjamin scrive(va) molto male, va detto.
O meglio. Ha un modo di procedere rapsodico, fatto di continui cambi di prospettiva, chi è abituato a una prosa filosofica dove tendenzialmente si procede argomentativamente, passando in modo logico da un punto a un altro (come il sottoscritto) fa molta fatica a incedere nella lettura perché l'impressione di saltare di palo in frasca è molto forte.

Aveva dei problemi - penso anche nevrotici - con la scrittura, non era mai contento, non finiva mai quasi nulla, non pubblicava che con fatica.

 

Che avesse intuizioni autentiche comunque è indiscutibile.

 

ravel! tutto bene?

 

 

Ciao!

 

Sì, grazie, tutto bene :)
Nonostante la mia età mi metta alle soglie della fascia a rischio... asd


  • 1

"Ciò che l'uomo può essere per l'uomo non si esaurisce in forme comprensibili".
(k. jaspers)

 

Moriremotuttista


#18995 Greed

Greed

    passive attack

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 11886 Messaggi:

Inviato Ieri, 19:22

 

Benjamin - Angelus Novus

 

 

 

Ho provato a leggere "Di alcuni motivi in Baudelaire" tra i saggi di Walter Benjamin, un po' perché ce l'ho, perché è considerato un capo della riflessione sulla modernità, e perché si tratta di Proust. Di Baudelaire non ho mai fatto una vera lettura.

E' normale che ci capisca poco? Poi mi rendo conto che non sono più abituato a fare i conti col ragionamento astratto e filosofico, una fatica immane e non resta niente. (ho letto anche "Il compito del traduttore", ancor peggio). Reynard e Stephen, vendetemi un po' di cervello asd

Benjamin scrive(va) molto male, va detto.
O meglio. Ha un modo di procedere rapsodico, fatto di continui cambi di prospettiva, chi è abituato a una prosa filosofica dove tendenzialmente si procede argomentativamente, passando in modo logico da un punto a un altro (come il sottoscritto) fa molta fatica a incedere nella lettura perché l'impressione di saltare di palo in frasca è molto forte.

Aveva dei problemi - penso anche nevrotici - con la scrittura, non era mai contento, non finiva mai quasi nulla, non pubblicava che con fatica.

 

Che avesse intuizioni autentiche comunque è indiscutibile.

 

 

Sì, mi ritrovo in quanto dici. In effetti non è neanche un filosofo "tipico". E poi io non sono abituato neanche alla prosa filosofica.

Comunque grazie, volevo sentirmi dire che non sono scemo asd


  • 0




1 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 1 ospiti, 0 utenti anonimi

IPB Skin By Virteq