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19242 replies to this topic

#18941 Ganzfeld

Ganzfeld

    Scaricatore di porco

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Inviato 09 marzo 2020 - 13:57

Cosa mi dite di M. di Scurati? Ho letto che ci sono degli errori storiografici, problematica della quale me ne imporerebbe meno di zero per il libro medio, ma visto l'intento e l'ambizione del romanzo in questione...


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Tuttavia nella mia vita non ho mai smesso di masturbarmi


#18942 Greed

Greed

    passive attack

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Inviato 14 marzo 2020 - 01:38

Conoscete Dovlatov?

 

(((Sergej Dovlatov (1941-1990), nato da una famiglia di gente di spettacolo, dopo una giovinezza sregolata si dedicò al giornalismo, lavorando per giornali di provincia, dai quali veniva regolarmente licenziato per indisciplina. Nel 1978 emigrò negli Stati Uniti, dove furono pubblicati i suoi racconti e romanzi, «commedie autobiografiche» pervase di umorismo instancabile e classicamente russo. Di Dovlatov, questa casa editrice ha pubblicato Straniera (1991, 1999), La valigia (1999), Compromesso (1996, 2000), Noialtri (2000), Regime speciale (2002), Il Parco di Puškin (2004), La marcia dei solitari (2006), Il libro invisibile (2007), Il giornale invisibile (2009), La filiale (2010) e Taccuini (2016).)))


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#18943 100000

100000

    Enciclopedista

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Inviato 14 marzo 2020 - 08:35

Ho letto solo il parco di Puskin, interessante. Consiglio anche il film omonimo di quel geniaccio (grandi registi dei moribondi ecc ecc?) di Aleksey German Jr.
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#18944 Duck

Duck

    Categnaccio

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Inviato 14 marzo 2020 - 09:06

Anche io solo quello, su consiglio di Siberia. Simpatico ma non m'è venuta voglia di approfondire.


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«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 


consigli per il futuro: leggere i fantaconsigli dell'UU e fare l'esatto opposto


l'appestato è tale se è una eccezione, non se è la normalità


#18945 lazlotoz

lazlotoz

    Classic Rocker

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Inviato 14 marzo 2020 - 16:53

Conoscete Dovlatov?

 

(((Sergej Dovlatov (1941-1990), nato da una famiglia di gente di spettacolo, dopo una giovinezza sregolata si dedicò al giornalismo, lavorando per giornali di provincia, dai quali veniva regolarmente licenziato per indisciplina. Nel 1978 emigrò negli Stati Uniti, dove furono pubblicati i suoi racconti e romanzi, «commedie autobiografiche» pervase di umorismo instancabile e classicamente russo. Di Dovlatov, questa casa editrice ha pubblicato Straniera (1991, 1999), La valigia (1999), Compromesso (1996, 2000), Noialtri (2000), Regime speciale (2002), Il Parco di Puškin (2004), La marcia dei solitari (2006), Il libro invisibile (2007), Il giornale invisibile (2009), La filiale (2010) e Taccuini (2016).)))

 

 

Scoperto da pochissimo, grazie al meraviglioso film di German Jr., Dovlatov. Dicono sia molto famoso, ma si sa non son preparatissimo. Voi che ne dite?

 

1198-3.jpg

 

Son all'inizio ed è già da subito bellissimo. Non so dove andrà a parare, forse da nessuna parte, ma son quelle robe così vive e vere che non hanno bisogno di altro.

Se continua così lo consiglio vivamente.

 

Bellissimo questo. E mi ripeto, quotando 100K, il film di German Jr è un capolavoro.

 

 

Io iniziato oggi questo:

 

5664349.jpg


  • 1

#18946 lazlotoz

lazlotoz

    Classic Rocker

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Inviato 15 marzo 2020 - 14:27

Intanto stanotte ho anche iniziato questo:

 

image_11979_1_5192.jpg

 

La visione del mondo di Bonatti è davvero potente nelle sue parole. Scritto bene che si legge d'un fiato. Ho letto la prima parte sul Klondike e m'è venuta una voglia matta di leggermi London.


  • 1

#18947 Greed

Greed

    passive attack

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Inviato 15 marzo 2020 - 14:35

Revolutionary Road di Richard Yates, ovvero la recita della felicità.

Uno spettacolo amatoriale andato male apre una breccia sull'infelicità di Frank e April Wheeler, due perfetti americani del dopoguerra. Tre parti: la prima ricca di flashback che ci riportano all'infanzia e al passato dei due coniugi. La seconda dedicata al tentativo di scappare dal vuoto della loro casa e del loro paese. La terza segnata da una non pacifica sconfitta.

I personaggi recitano copioni già scritti, vite altrui; inseguono fascinazioni vuote di senso; e si muovono in luoghi che sembrano eludere la possibilità di esprimere tanto l'amore quanto il dolore. L'unico che capisce e si permette di additare (brutalmente) lo scacco in cui tutti si trovano è John, internato. Sua madre, Mrs. Grivings, è l'emblema del nulla: quando nelle rare libere uscite porta John a far visita ai Wheeler, cerca di coprire ogni vero discorso (ciò che per lei sono inconvenienti) con il suo chiacchiericcio sull'adorabilità del tramonto, dello spuntino, degli alberi che si vedono dalla finestra. Il set di una vita perfettamente ordinata, su cui incombe la tragedia di due Bovary del ventesimo secolo.

 

___________

 

Dopo Undici solitudini non so se mi va di continuare. Com'è Easter Parade?


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#18948 Duck

Duck

    Categnaccio

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Inviato 15 marzo 2020 - 15:42

Bellissimo, ma sempre un tragedia dietro l'altra.
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«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 


consigli per il futuro: leggere i fantaconsigli dell'UU e fare l'esatto opposto


l'appestato è tale se è una eccezione, non se è la normalità


#18949 paloz

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Inviato 15 marzo 2020 - 16:20

Beh ma a Yates che gli vuoi dire? Da leggere tutto, certo senza infilarli uno dietro l'altro.

 

Io approfitto della quarantena per rileggere Infinite Jest, stavolta in originale.


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esoteros

 

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#18950 Greed

Greed

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Inviato 15 marzo 2020 - 21:12

Se devo dire, è un libro intenso e scritto molto bene (scritto ottimamente anche per il cinema), ma non è ciò che mi piace leggere. Forse anche il tema dell'americano medio, che poi funziona anche senza America, mi annoia. Tra gli americani letti di recente (Hemingway, Carver, Lucia Berlin, Roth) è quello che mi ha catturato meno, ma forse è anche perché è quello che ho "capito" meglio.

Hemingway era venerato da Yates e gli fa scuola di "taglio", anche se Yates non è così brusco e anche quando taglia ambienta molto bene: ogni capitolo di RR sembra poter essere un racconto a sé stante, molto simile alla costruzione dei racconti di Undici solitudini.

Con Carver condivide una comunanza di temi, ma lo stile è molto diverso: piuttosto ricco e colto, quello di Yates, prosaico e sottilmente poetico Carver. Difficile empatizzare con i personaggi terribili di Yates, molta più pietà invece in Carver.

Con Lucia Berlin condivide il genere della short story. Roth è ebreo e non c'entra niente.

 

Sorry for being pointless, sono impressioni a caso.


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#18951 Duck

Duck

    Categnaccio

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Inviato 15 marzo 2020 - 22:15

Ecco, io tra Yates e Roth tutta la vita il primo. Devo approfondire anche Cheever (Cronache della famiglia Wapshot è agghiacciante in certi momenti più di Yates).
Che vi devo dire, mi piacciono le famiglie sfasciate asd
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«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 


consigli per il futuro: leggere i fantaconsigli dell'UU e fare l'esatto opposto


l'appestato è tale se è una eccezione, non se è la normalità


#18952 Araki

Araki

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Inviato 16 marzo 2020 - 00:42

Approfitto della quarantena per leggere la Trilogia dell'Area X di Vandermeer.
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Just when they think they've got the answers, I change the questions.

#18953 Nijinsky

Nijinsky

    Señorito En Escasez

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Inviato 16 marzo 2020 - 00:58

Cheever io lo ricordo più onirico-grottesco (ho letto alcuni racconti e Bullet Park). Non lo rileggerei.
Devo dire che per me Revolutionary Road è un'opera che rasenta la perfezione; però le altre cose che ho letto di Yates non avevano nemmeno lontanamente quella forza (bei libri come tanti).
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Siamo vittime di una trovata retorica.


#18954 Greed

Greed

    passive attack

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Inviato 16 marzo 2020 - 09:01

In effetti un'opera prima così ben scritta è roba rara. Con tutti i modi ben calibrati di passare da presente a passato, di raccontare alcune cose dall'esterno, alcune tramite i personaggi (il capitolo finale in cui Milly racconta di Frank alla nuova famiglia...brr), di usare l'indiretto libero (Oh, Jesus God, to be there with April Wheeler, dice il narratore con la voce di Shep, che invidia a Frank il viaggio a Parigi con April). In realtà aveva già scritto alcuni dei racconti di Undici solitudini (Jody rolled the bones), ma il discorso non cambia.

 

Ecco, io tra Yates e Roth tutta la vita il primo. Devo approfondire anche Cheever (Cronache della famiglia Wapshot è agghiacciante in certi momenti più di Yates).
Che vi devo dire, mi piacciono le famiglie sfasciate asd

 

Sono completamente diversi, basta vedere la tendenza di Roth a entrare con la prima persona e la farneticazione ossessiva anche in libri che hanno di base il narratore esterno (Il teatro di Sabbath). Gli hanno chiesto il perché di questi switch e lui ha risposto che non si accorge neanche di farli asd
Cheever me lo ha consigliato lo stesso irlandese, lettore madrelingua, che vedendomi leggere Hemingway mi ha portato i libri di Carver, Lucia Berlin e tanti altri che non sono riuscito a leggere e di cui non ricordo il nome. Mi fido abbastanza.


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#18955 Dark Mavis

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Inviato 16 marzo 2020 - 20:42

Devo approfondire anche Cheever (Cronache della famiglia Wapshot è agghiacciante in certi momenti più di Yates).
 

41haWAuHNDL.jpg

 

Io ho questo, letto qualche anno fa. Raccolta di 61 racconti curati da Cheever stesso con cui vinse il Pulitzer e anche il National Book Award. Una summa della sua produzione e delle sue tematiche, alcuni racconti me li ricordo bellissimi, dovrei rileggerli. Mi ero segnato anche Bullet Park e Falconer.


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#18956 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 16 marzo 2020 - 20:49

 

Devo approfondire anche Cheever (Cronache della famiglia Wapshot è agghiacciante in certi momenti più di Yates).
 

41haWAuHNDL.jpg

 

Io ho questo, letto qualche anno fa. Raccolta di 61 racconti curati da Cheever stesso con cui vinse il Pulitzer e anche il National Book Award. Una summa della sua produzione e delle sue tematiche, alcuni racconti me li ricordo bellissimi, dovrei rileggerli. Mi ero segnato anche Bullet Park e Falconer.

 

Questo è bellissimo. Non ricordo ma può essere che Il Nuotatore non ci sia lì dentro? Perché alla fine mi sa che quello rimane il suo più bello. Al netto che è certamente il suo più famoso.


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#18957 Dark Mavis

Dark Mavis

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Inviato 16 marzo 2020 - 22:34

Non ricordavo, ho controllato e c'è, è uno degli ultimi in scaletta.


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#18958 Greed

Greed

    passive attack

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Inviato 18 marzo 2020 - 07:59

Poesia: se vi chiedo della poesia scritta in modo semplice, con un lessico quotidiano, che magari contenga impressioni e descrizioni di luoghi...cosa vi viene in mente?

 

____

 

 

Ieri ho letto Ottavio di Saint-Vincent di Landolfi. Ora sono in uno stallo: non so decidermi su Satta, Celati, Raffaello Brignetti e anche Q. di Luther Blisset (ma paloz mi ha detto che è terribile).


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#18959 Reynard

Reynard

    We're not in Kansas anymore

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Inviato 18 marzo 2020 - 08:00

Govoni
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La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#18960 azevedo

azevedo

    Roadie

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Inviato 18 marzo 2020 - 09:22

Q. di Luther Blisset (ma paloz mi ha detto che è terribile).

 

io lo ricordo bello bello bello


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