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18097 replies to this topic

#17761 aldous

aldous

    mainstream Star

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Inviato 10 agosto 2018 - 08:43

https://www.ilsaggia...-senza-memoria/


  • 1

#17762 Ganzfeld

Ganzfeld

    Classic Rocker

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Inviato 10 agosto 2018 - 13:46

Mi fai sapere come è? Lo avevo già adocchiato.


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#17763 aldous

aldous

    mainstream Star

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Inviato 10 agosto 2018 - 18:42

 

Mi fai sapere come è? Lo avevo già adocchiato.

 

Ne ho letto quasi metà, inizio molto poetico e struggente, parte che sto leggento adesso un po' noiosa... ma ce ne fossero.


  • 0

#17764 azevedo

azevedo

    Groupie

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Inviato 11 agosto 2018 - 13:36

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Si tratta della cronaca della storia d'amore incestuosa tra fratello e sorella tra il 1884 e il 1960 circa, in un'imprecisata cornice spaziale che è America e Russia allo stesso tempo, il tutto raccontato dai protagonisti in un misto di prima e terza persona. Non avendo letto nulla di Nabokov, la prima impressione è stata folgorante, uno stile ricchissimo di citazioni, giochi di parole, neologismi, riferimenti culturali su svariati campi del sapere umano (botanica e psicologia soprattutto). Palesi le influenze del Mann della Montagna incantata e dei grandi romanzieri russi, Dosto, Turgenev e Tolstoj su tutti (il personaggio di Lucette ricorda Anna Karenina). Un romanzo traboccante di fatti e emozioni, divertente e malinconico allo stesso tempo, tragedia e commedia si alternano nello spazio di poche righe. Sperimentale ma non impegnativo. Erotico ma non in modo stucchevole.

Ci sono alcuni picchi da antologia, vedasi la descrizione della catena di bordelli aperta da un omonimo del protagonista e una gustosissima scena di duello che fa il verso ai romanzieri sopra citati. Con le dovute proporzioni, è come leggere Tolstoj decostruito dalla mano di Philip Roth.

Non conosco le vicende editoriali, ma credo abbia suscitato molto scandalo all'uscita (un fratello e una sorella che iniziano a fare sesso ancora minorenni, più tabu di così).

La definirei una storia di innocente depravazione.


  • 3

#17765 Duck

Duck

    Categnaccio

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Inviato 11 agosto 2018 - 15:22

M'ha sempre incuriosito ma dopo aver provato Il dono Nabokov l'ho lasciato perdere.

Io per 2-3 settimane ne avrò ancora con la biografia di Hitler (in volume unico, edizione ridotta da 1600 pagine) di Ian Kershaw.


  • 0

«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 

 

 


#17766 Reynard

Reynard

    ciao, sono una merdaccia, e tu?

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Inviato 11 agosto 2018 - 16:19

Alla fine ho preso "La morte e il derviscio". Sto andando un po' a rilento e i primi capitoli mi hanno lasciato una sensazione non del tutto convinta, ma mi sta prendendo. Vedremo.


  • 1
La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#17767 piersa

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Inviato 11 agosto 2018 - 16:28

Nabokov.
Leggendo Azevedo, mi confermo lo stigma per quello che puoi chiamarlo raffinato, erudito, viveur con discrete aberrazioni (Lolita) ma che la pensione di scrittore per me non la prende.
Il minestrone dei "grandi russi" più che una tua semplificazione (ci corrono tre mondi tra i tre che hai detto) mi danno l'idea di uno che un'idea non ce l'ha e possa essere ascritto a quel postmoderno che gioca con tutto senza la seria applicazione del bambino.
  • 1

#17768 azevedo

azevedo

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Inviato 11 agosto 2018 - 17:10

Nel caso di Ada o ardore, è proprio questo non lasciare punti di riferimento (che tu chiami minestrone, e ci può stare) che mi ha colpito positivamente. Sarà che sono un lettore facilmente impressionabile :) .

Ora prendo in mano Lo straniero di Camus, che tra l'altro Nabokov definisce uno scrittore insignificante, orribile.

E per finire ho droppato il 25ello per Estinzione di Bernhard, altro autore a me non noto.
  • 0

#17769 piersa

piersa

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Inviato 11 agosto 2018 - 17:16

Sì, infatti, Camus insignificante, ecco.
  • 0

#17770 QuetzalcoatLFT

QuetzalcoatLFT

    Re di aringhe

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Inviato 13 agosto 2018 - 08:44

Conquistato Infinite Jest, vorrei fare un commento a raggio relativamente ampio.

cover.jpg

 

L'ho iniziato qualche anno fa, dopo vari racconti e saggi del nostro (tutti in ebook fra l'altro, compreso InJest), messo in pausa, ripreso, mollato anni appunto. Nel frattempo ho proseguito con altre raccolte, come Oblio, e non mi ero certo sentito preso in giro dalla mole o dallo stile del romanzone.
Avevo, piuttosto, paura che il destino di alcuni personaggi fosse crudele ai limiti del gratuito.

Il mese scorso, stimolato da un insieme di conferenze e spettacolo, ho ricominciato dall'inizio, con un po' più di chiavi, letture altrui, tempo.

 

Riassumo il contesto perché il commento è leggibile anche a chi non ha ancora preso a leggerselo (e magari non vuole). Romanzo piuttosto corale. Nei futuri [all'epoca della pubblicazione] Anni Sponsorizzati, nell'ONAN (Usa, Canada, Messico, ora "interdipendenti") seguiamo cca 3 flussi di vicende legate a James Orin Incandenza, fisico ottico, preside di un'accademia di tennis, regista, nonché alcolizzato suicida. Da un lato ciò che ruota attorno la casa di recupero per tossicodipendenti Ennett, con al centro l'inserviente Don Gately. Da un altro, il talentuoso rampollo Hal Incandenza, i ragazzi e gli adulti nell'accademia "di famiglia". Dal terzo lato un complotto contro l'America, in cui il doppio(...?)giochista Rémy Marathe è invischiato nella ricerca e/o nella distribuzione di Infinite Jest, ultimo film di Incandenza, la cui visione clandestina pare dia un godimento direttamente neurologico e di fatto letale.
Importanti personaggi ed eventi intersecano questi lati e forse spezzano tale forzatura triangolare.
Il racconto coinvolge tutti gli Anni Sponsorizzati e anche il passato, il secolo scorso, in maniera non consequenziale ed invogliando una lettura ad anello.
 

InJest è una satira enciclopedica a strati psicologici, morali, etici, mistici. E lo è anche in forme giocose, non semplicemente divertenti. La distinzione che intendo è quella fra un'imbeccata di episodi comici, anche arguti, ed un sistema più o meno chiuso di regole per generare un'ampia gamma di situazioni; in particolare, un gioco propedeutico.
Il gioco è letterario per la componente sperimentale (ma accessibile) della struttura, l'ispirazione ai frattali di Sierpinski, probabilmente il triangolo diviso ricorsivamente in triangoli. L'affinità del progetto romanzesco a logiche matematiche ricorda l'OuLiPo [indirettamente citato], gli scacchi e lo stesso tennis, l'Eschaton(!). Ma i triangoli che si possono individuare fra personaggi, luoghi e temi non sono equilateri e pure gli incastri fra "capitoli" non possono avere l'esattezza di un poster geometrico. È più simile a un Escher incompleto, da cui l'invito a giocarci.

Le storie principali sono parabole attraverso la dipendenza e le sue radici, il male di esistere psichicamente, lo sviluppo della propria persona. Quello che Wallace dissemina a riguardo è sempre sentito e orientato, pescato con sincerità per essere costruttivo in chi legge, bucando gli strati di ironia la cui potenzialità frattale Wallace aveva paventato più volte.
Ma non essendo un santo, sapendolo e sapendosi figlio del proprio tempo, DFW ha costruito ambienti tragicomici e situazioni di ironia (sana).

Un altro tema imponente è quello dei rapporti familiari, in cui ho rivisto soprattutto Faulkner [anche lui citato esplicitamente, fintamente di passaggio], di cui ho letto solo L'Urlo e il Furore ma di cui ho rivisto come rifratti i Compson negli Incandenza.
In generale c'è fortissimo e sincero amore (il cui motivo non è "naturale" nel senso di "sano e manifesto"), ma soprattutto catene multiformi di abusi, pedofilie carnali e platoniche, violenza, negligenza, oppressione, incomprensione.

Il misticismo è quasi bislacco a tratti, passando a lato della fantascienza (ho pensato anche a Vonnegut nella Colazione dei Campioni).
Madame Psychosis spiega una metempsicosi che trovo bellissima dal punto di vista poetico, e che giustifica l'attenzione di DFW per il trapasso a livello mentale (vd. oltre che i personaggi morti qui, il neonato e il suicida di due racconti in Oblio).
L'aldilà di Wallace è panoramico? Panteistico? E rimette in gioco le anime.
Allo stesso modo la sua scrittura, come balbettavo in TdG [qui poi qui poi qui nella cosa cui più sono affezionato, seguite la risposta di pajjo più concentrata su DFW], cerca di mettere in gioco una pletora di punti di vista, di esistenze mentali (vd. ancora Oblio, la mente autistica/idiot savant).
E si badi che questo è un esercizio e un gioco cui ci invita, nonché un motivo quasi accettabile per drogarsi o intrattenersi, questa è l'acqua, forse. Wallace non vuole convincerci di essere i vari personaggi, non si mimetizza del tutto e si appende alle note per ricordarlo, ma segue quasi in soggettive e movimenti malickiani e imita, gioca col suo linguaggio e abbraccia quello di chi ci sta presentando, ma non si annulla, non è mica un verista.

 

 

Quanto alla vicenda, è vera la dichiarazione dell'autore, si vedono diverse linee narrative piegarsi e suggerire convergenze o influenze che avvengono fuori dalla cornice effettivamente trascritta; così come è vero che non si può determinare "a priori" (diciamo "a lettura") ogni dettaglio, perché i giochi complessi non sono il tris, di cui si possono vedere tutte le possibili partite. Il gioco del romanzo ha i suoi confini a tratti irrisolvibili all'occhio, come un grafico frattale, e dove finisce la visibilità inizia la fantasia e il secondo aspetto creativo del gioco (dopo quello della creazione del gioco), la partita.
Qui una possibile storia dal finale in poi, ovviamente è spoiler, solo per chi abbia già letto (ma ne avrete già trovate). Non mi convince la versione sulla necessità e somministrazione del DMZ...
 
Il libro, come l'autore, ha diversi detrattori. Alcune accuse sono solo stupide o coscientemente ignoranti, altre sono forse basate su qualche fraintendimento, anche faziosetto, ma colgono alcuni punti nevralgici.
Intanto DFW è stato una mente veramente imponente per volume di conoscenze e capacità di metterle in relazione e in moto. Uno scrittore vero, che lavorava sul suo talento, ma difficilmente assimilabile a quegli artisti prettamente umanistici e illusi che si debba essere prettamente umanistici, che voglia dire qualcosa. Questo rende appetibile la sua scrittura a tutti coloro che non solo amano anche argomenti tecnico-scientifici, ma pure la commistione col "prettamente letterario"; e di contro disturba chi ha forti pregiudizi su tali argomenti o sulla loro commistione.
Poi è una scrittura, almeno in InJest, ma direi in generale, che non cerca di mascherare troppo la sua origine maschile. Piuttosto, la usa per decostruire o almeno scoperchiare tanti panni sporchi nella costruzione del maschio occidentale. Questo non significa che manchino personaggi femminili degnamente congegnati e agenti, ma temo abbia favorito un atteggiamento ostile "femminista".
Non ho letto Interviste Con Uomini Schifosi ed il relativo saggio di Zadie Smith, però ho letto di articoli (a volte scemate da blog o caciara da Vice, a volte proprio articoli lucidi) in cui ci si chiedeva come mai Uomini [schifosi] consigliassero così fortemente Foster Wallace, e come osassero credere che un romanzo di 1200 pag potesse essere una priorità per le riceventi i loro consigli.
Mh. Non mi dilungherò ulteriormente, ma la mia spiegazione è che quella scrittura, con le caratteristiche già dette, sia una trappola per stronzi lettori che confondano Autore e Narratore DFW, e l'esercizio di stile di vita del Narratore con i suoi personaggi, e soprattutto che tendano a identificarsi con la persona che si immaginano piuttosto che seguire il consiglio ad identificarsi o comunque attivarsi coscientemente per comprendere l'esperienza di tutti gli altri e non la spirale auto-referenziale e psichicamente suicida che...

 

 

PS gli errori ci sono, alcuni sono matematici e parrebbero voluti e organizzati "cabalisticamente", alcuni mi sono parsi di francese, ma insignificanti e comunque inseriti nella faccenda del Québec (in Belgio mandavano le serie tv franco-canadesi coi sottotitoli), altri sono di traduzione e penso si possa fare uno sforzo, dopo varie edizioni, per non dire i transforms di Fourier


  • 4

Stamani sono stato al fucking gazebo della Lega.

ma secondo te ti credo?


There is a duality between thought and language reminiscent of that which I have described between dreaming and play

#17771 Duck

Duck

    Categnaccio

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Inviato 13 agosto 2018 - 09:03

#librooscuro
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«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 

 

 


#17772 markmus

markmus

    cui prodi

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Inviato 13 agosto 2018 - 09:15

Sento urgenza di segnalare la raccolta di racconti di uno che conosco, Alessandro Boffa, "Sei una bestia, Viskovitz".

 

CAPOLAVORO IMMANE <3 <3 <3

 

l'ho regalato ad ogni mio amico finche' l'ho trovato dal libraio.

 

pensavo non si trovasse piu' in circolazione, sono contento che sia diventato un cult, se lo merita.

 

salutamelo ("ti saluta markmus!") e digli che e' un mito. ma non scrive piu'?


  • 1

#17773 100000

100000

    Enciclopedista

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Inviato 13 agosto 2018 - 09:35

IJ: gli errori matematici più marchiani mi hanno sempre lasciato perplesso ma non ci sto a cercare le dietrologie cabalistiche alla NGE, se non just for fun (come in NGE appunto): il valore sta altrove, anche se tutto partecipa al fascino.

Ora sparo la cazzata proprio tanto per (potrei quasi scriverla nelle realtà parallele, perché mi piace ma non ci credo neanch'io fino in fondo / né credo di poter sapere perché si è ammazzato (che poi non è quello che voglio dire qui)): fra le altre mille cose, IJ (come tutta l'opera di DFW o quasi) è un tentativo di identificazione e di amore verso il prossimo proprio perché lui stesso era costantemente in cerca di apprezzamento/amore dal proprio prossimo. Lo so, le stronzate di "una richiesta di aiuto" e le letture postume no grazie, ma l'autore (non il narratore) mi ha sempre dato questa impressione: non una richiesta di aiuto ma di apprezzamento/amore, come le sue continue precisazioni, il suo desiderio di essere capito pur nella sua impossibilità intrinseca. In tutto questo la sua estrema consapevolezza di ciò che scriveva fa crollare ogni mia teoria, ma quella sensazione vaga lì dietro (suicidio o meno, non importa) rimane. Come rimane la domanda (molto meno importante) per gli errori di cui sopra.

 

Altre due cose:

1. la parte giocosa diegetica e non mi è sempre piaciuta moltissimo, dall'Escathon alla struttura imperfetta, che però rimanda a un gioco possibile (e cosa c'è di meglio di una possibilità?)

2. il discorso maschilista/femminista sinceramente è quasi l'unico che lascerei fuori da IJ, ma forse non ricordo i passaggi giusti(?). Ora però mi è venuta voglia di rileggermelo (in inglese, stavolta), prima o poi lo farò.


  • 0

#17774 Trickster017

Trickster017

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Inviato 13 agosto 2018 - 09:50

Conquistato Infinite Jest, vorrei fare un commento a raggio relativamente ampio.
cover.jpg
 
L'ho iniziato qualche anno fa, dopo vari racconti e saggi del nostro (tutti in ebook fra l'altro, compreso InJest), messo in pausa, ripreso, mollato anni appunto. Nel frattempo ho proseguito con altre raccolte, come Oblio, e non mi ero certo sentito preso in giro dalla mole o dallo stile del romanzone.
Avevo, piuttosto, paura che il destino di alcuni personaggi fosse crudele ai limiti del gratuito.
Il mese scorso, stimolato da un insieme di conferenze e spettacolo, ho ricominciato dall'inizio, con un po' più di chiavi, letture altrui, tempo.
 

Riassumo il contesto perché il commento è leggibile anche a chi non ha ancora preso a leggerselo (e magari non vuole). Romanzo piuttosto corale. Nei futuri [all'epoca della pubblicazione] Anni Sponsorizzati, nell'ONAN (Usa, Canada, Messico, ora "interdipendenti") seguiamo cca 3 flussi di vicende legate a James Orin Incandenza, fisico ottico, preside di un'accademia di tennis, regista, nonché alcolizzato suicida. Da un lato ciò che ruota attorno la casa di recupero per tossicodipendenti Ennett, con al centro l'inserviente Don Gately. Da un altro, il talentuoso rampollo Hal Incandenza, i ragazzi e gli adulti nell'accademia "di famiglia". Dal terzo lato un complotto contro l'America, in cui il doppio(...?)giochista Rémy Marathe è invischiato nella ricerca e/o nella distribuzione di Infinite Jest, ultimo film di Incandenza, la cui visione clandestina pare dia un godimento direttamente neurologico e di fatto letale.


Importanti personaggi ed eventi intersecano questi lati e forse spezzano tale forzatura triangolare.


Il racconto coinvolge tutti gli Anni Sponsorizzati e anche il passato, il secolo scorso, in maniera non consequenziale ed invogliando una lettura ad anello.
 

InJest è una satira enciclopedica a strati psicologici, morali, etici, mistici. E lo è anche in forme giocose, non semplicemente divertenti. La distinzione che intendo è quella fra un'imbeccata di episodi comici, anche arguti, ed un sistema più o meno chiuso di regole per generare un'ampia gamma di situazioni; in particolare, un gioco propedeutico.
Il gioco è letterario per la componente sperimentale (ma accessibile) della struttura, l'ispirazione ai frattali di Sierpinski, probabilmente il triangolo diviso ricorsivamente in triangoli. L'affinità del progetto romanzesco a logiche matematiche ricorda l'OuLiPo [indirettamente citato], gli scacchi e lo stesso tennis, l'Eschaton(!). Ma i triangoli che si possono individuare fra personaggi, luoghi e temi non sono equilateri e pure gli incastri fra "capitoli" non possono avere l'esattezza di un poster geometrico. È più simile a un Escher incompleto, da cui l'invito a giocarci.
Le storie principali sono parabole attraverso la dipendenza e le sue radici, il male di esistere psichicamente, lo sviluppo della propria persona. Quello che Wallace dissemina a riguardo è sempre sentito e orientato, pescato con sincerità per essere costruttivo in chi legge, bucando gli strati di ironia la cui potenzialità frattale Wallace aveva paventato più volte.
Ma non essendo un santo, sapendolo e sapendosi figlio del proprio tempo, DFW ha costruito ambienti tragicomici e situazioni di ironia (sana).
Un altro tema imponente è quello dei rapporti familiari, in cui ho rivisto soprattutto Faulkner [anche lui citato esplicitamente, fintamente di passaggio], di cui ho letto solo L'Urlo e il Furore ma di cui ho rivisto come rifratti i Compson negli Incandenza.
In generale c'è fortissimo e sincero amore (il cui motivo non è "naturale" nel senso di "sano e manifesto"), ma soprattutto catene multiformi di abusi, pedofilie carnali e platoniche, violenza, negligenza, oppressione, incomprensione.
Il misticismo è quasi bislacco a tratti, passando a lato della fantascienza (ho pensato anche a Vonnegut nella Colazione dei Campioni).
Madame Psychosis spiega una metempsicosi che trovo bellissima dal punto di vista poetico, e che giustifica l'attenzione di DFW per il trapasso a livello mentale (vd. oltre che i personaggi morti qui, il neonato e il suicida di due racconti in Oblio).
L'aldilà di Wallace è panoramico? Panteistico? E rimette in gioco le anime.
Allo stesso modo la sua scrittura, come balbettavo in TdG [qui poi qui poi qui nella cosa cui più sono affezionato, seguite la risposta di pajjo più concentrata su DFW], cerca di mettere in gioco una pletora di punti di vista, di esistenze mentali (vd. ancora Oblio, la mente autistica/idiot savant).
E si badi che questo è un esercizio e un gioco cui ci invita, nonché un motivo quasi accettabile per drogarsi o intrattenersi, questa è l'acqua, forse. Wallace non vuole convincerci di essere i vari personaggi, non si mimetizza del tutto e si appende alle note per ricordarlo, ma segue quasi in soggettive e movimenti malickiani e imita, gioca col suo linguaggio e abbraccia quello di chi ci sta presentando, ma non si annulla, non è mica un verista.
 
 

Quanto alla vicenda, è vera la dichiarazione dell'autore, si vedono diverse linee narrative piegarsi e suggerire convergenze o influenze che avvengono fuori dalla cornice effettivamente trascritta; così come è vero che non si può determinare "a priori" (diciamo "a lettura") ogni dettaglio, perché i giochi complessi non sono il tris, di cui si possono vedere tutte le possibili partite. Il gioco del romanzo ha i suoi confini a tratti irrisolvibili all'occhio, come un grafico frattale, e dove finisce la visibilità inizia la fantasia e il secondo aspetto creativo del gioco (dopo quello della creazione del gioco), la partita.
Qui una possibile storia dal finale in poi, ovviamente è spoiler, solo per chi abbia già letto (ma ne avrete già trovate). Non mi convince la versione sulla necessità e somministrazione del DMZ...


 


Il libro, come l'autore, ha diversi detrattori. Alcune accuse sono solo stupide o coscientemente ignoranti, altre sono forse basate su qualche fraintendimento, anche faziosetto, ma colgono alcuni punti nevralgici.
Intanto DFW è stato una mente veramente imponente per volume di conoscenze e capacità di metterle in relazione e in moto. Uno scrittore vero, che lavorava sul suo talento, ma difficilmente assimilabile a quegli artisti prettamente umanistici e illusi che si debba essere prettamente umanistici, che voglia dire qualcosa. Questo rende appetibile la sua scrittura a tutti coloro che non solo amano anche argomenti tecnico-scientifici, ma pure la commistione col "prettamente letterario"; e di contro disturba chi ha forti pregiudizi su tali argomenti o sulla loro commistione.
Poi è una scrittura, almeno in InJest, ma direi in generale, che non cerca di mascherare troppo la sua origine maschile. Piuttosto, la usa per decostruire o almeno scoperchiare tanti panni sporchi nella costruzione del maschio occidentale. Questo non significa che manchino personaggi femminili degnamente congegnati e agenti, ma temo abbia favorito un atteggiamento ostile "femminista".
Non ho letto Interviste Con Uomini Schifosi ed il relativo saggio di Zadie Smith, però ho letto di articoli (a volte scemate da blog o caciara da Vice, a volte proprio articoli lucidi) in cui ci si chiedeva come mai Uomini [schifosi] consigliassero così fortemente Foster Wallace, e come osassero credere che un romanzo di 1200 pag potesse essere una priorità per le riceventi i loro consigli.
Mh. Non mi dilungherò ulteriormente, ma la mia spiegazione è che quella scrittura, con le caratteristiche già dette, sia una trappola per stronzi lettori che confondano Autore e Narratore DFW, e l'esercizio di stile di vita del Narratore con i suoi personaggi, e soprattutto che tendano a identificarsi con la persona che si immaginano piuttosto che seguire il consiglio ad identificarsi o comunque attivarsi coscientemente per comprendere l'esperienza di tutti gli altri e non la spirale auto-referenziale e psichicamente suicida che...

 
 
PS gli errori ci sono, alcuni sono matematici e parrebbero voluti e organizzati "cabalisticamente", alcuni mi sono parsi di francese, ma insignificanti e comunque inseriti nella faccenda del Québec (in Belgio mandavano le serie tv franco-canadesi coi sottotitoli), altri sono di traduzione e penso si possa fare uno sforzo, dopo varie edizioni, per non dire i transforms di Fourier


La migliore recensione di Infinite Jest in cui mi sia imbattuto. Bravo.
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Keine Gegenstaende aus dem Fenster werfen


#17775 QuetzalcoatLFT

QuetzalcoatLFT

    Re di aringhe

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Inviato 13 agosto 2018 - 09:58

Ora sparo la cazzata 
Altre due cose:
1. 
2.


Beh, il problema di amore e direzioni di amore, di idolatria e comprensione, mi sembra piuttosto riconosciuto, non una cazzata.
D'altronde leggevo sul forum di ondarock che La Piega è una linea che si piega per essere contenuta, smth like that.
1. Non stai chiedendo una risposta ma te la darò quando avrò letto Homo Ludens consigliatomi dall'ottimo Reynard
2. Non è questione di passaggi giusti, anche se Orin è un personaggio problematico (#problematic), ma la cosa è palese e cosciente, vederlo usato come esempio negativo per attaccare Wallace mi è sembrato patetico. Piuttosto che lasciarla fuori, l'ho citata perché è diventata quasi un meme* ed effettivamente non c'è bisogno di far passare il libro per qualcosa di universale o elitario per ripicca. Poi essendo anche un libro sulle strutture e interazioni famigliari e sentimentali, un po' di pepe di genere non si evita.
 
*X, X, e più seri(os)amente X, X, X, X
 
 
 

#librooscuro

 
Direi di no. Parti sul muso di un serpente che si morde la coda e procedi dal fondo schiena fino al torace del serpente, per scoprire che è decapitato e non torni direttamente alla testa. Quindi è oscura la trama del collo, ma i fini del libro e la morale della storia non stanno nel segmento mancante e in come la trama sulle squame del corpo si colleghi a quella sulla capoccia.
#postoscuro
 
 
 

 

[...]

La migliore recensione di Infinite Jest in cui mi sia imbattuto. Bravo.

 


Addirittura, allora lo compri? asd Amunì, leggi a Gianciotto prima, anche se i volumazzi pesano e occupano quasi uguale


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Stamani sono stato al fucking gazebo della Lega.

ma secondo te ti credo?


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#17776 100000

100000

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Inviato 13 agosto 2018 - 10:14

Vabbé su Orin problematic non vado oltre perché non c'è bisogno, non ce ne sarebbe per personaggi e romanzi molto più controversi, ma non sapevo che fosse un meme. Io l'ho consigliato alla mia ragazza che d'altronde ha già letto (e apprezzato) altre cose sue più brevi, ma la mole spaventa. Ho sbagliato?


  • 0

#17777 Trickster017

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Inviato 13 agosto 2018 - 10:18

#librooscuro

Non è assolutamente oscuro, mentre è indiscutibilmente pesante. È una pietra miliare e mentre lo si legge e ci si sforza di capirlo l'ammirazione per il suo autore viene automatica. Ma è anche un'opera perdibile (Thomas Mann non lo è), perché non sta scritto da nessuna parte che debba piacere per forza o che tutte le menti pensanti debbano sorbirselo. Personalmente l'ho letto per la stessa ragione per cui ho letto Il codice da Vinci, e cioè perché, da amante sfegatato dei libri, oltre al filone delle mie letture personali ho anche il filone dei libri-fenomeni letterari che voglio leggere (dal più complesso a quello da bancarella o romanzo rosa o adolescenziale che sia) perché voglio sapere di cosa parlano e il perché del loro successo. Quindi seguo i dibattiti incentrati su di essi e ciò che ne scrivono estimatori e detrattori.

Ma poi non è detto che debba piacere, che debba diventare uno dei propri preferiti, che lo si consideri imperdibile o che lo si debba consigliare.
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#17778 Duck

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    Categnaccio

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Inviato 13 agosto 2018 - 10:20

Guarda Trick, io faccio parte della poco nutrita schiera dei detrattori (e sono arrivato alla fine senza troppi problemi) ma la mia era solo una battuta a LFT.


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«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 

 

 


#17779 Trickster017

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Inviato 13 agosto 2018 - 10:22

Guarda Trick, io faccio parte della poco nutrita schiera dei detrattori (e sono arrivato alla fine senza troppi problemi) ma la mia era solo una battuta a LFT.

Io pure faccio parte della molto nutrita schiera dei detrattori (è nutrita, ma molti si sentono stupidi a confessare apertamente che in fin dei conti, al netto del genio dell'autore e della complessità affascinante dell'opera, non è piaciuto).

E anch'io avevo fatto la battuta a LFT sulla bacheca (ma santuzzo ha rimosso tutto). asd
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#17780 QuetzalcoatLFT

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    Re di aringhe

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Inviato 13 agosto 2018 - 10:34

Vabbé su Orin problematic non vado oltre perché non c'è bisogno, non ce ne sarebbe per personaggi e romanzi molto più controversi, ma non sapevo che fosse un meme. Io l'ho consigliato alla mia ragazza che d'altronde ha già letto (e apprezzato) altre cose sue più brevi, ma la mole spaventa. Ho sbagliato?

 

Se le ha apprezzate, le robe brevi, ci sta consigliare di fare il grosso salto, prima o poi. Anche perché le poetiche fra prose brevi, lunghe e saggi mi sembra forte.

 

 

#librooscuro

Non è assolutamente oscuro, mentre è indiscutibilmente pesante. È una pietra miliare e mentre lo si legge e ci si sforza di capirlo l'ammirazione per il suo autore viene automatica. Ma è anche un'opera perdibile (Thomas Mann non lo è), perché non sta scritto da nessuna parte che debba piacere per forza o che tutte le menti pensanti debbano sorbirselo. Personalmente l'ho letto per la stessa ragione per cui ho letto Il codice da Vinci, e cioè perché, da amante sfegatato dei libri, oltre al filone delle mie letture personali ho anche il filone dei libri-fenomeni letterari che voglio leggere (dal più complesso a quello da bancarella o romanzo rosa o adolescenziale che sia) perché voglio sapere di cosa parlano e il perché del loro successo. Quindi seguo i dibattiti incentrati su di essi e ciò che ne scrivono estimatori e detrattori.

Ma poi non è detto che debba piacere, che debba diventare uno dei propri preferiti, che lo si consideri imperdibile o che lo si debba consigliare.

 

 

Mh, secondo me non è una scrittura molto difficile, quindi non è intrinsecamente pesante (ma 1200 pagine di roba che non ti piace sono chiaramente pesanti). Richiede un po' di ginnastica, sì. È un'opera perdibile come lo è ogni opera presa singolarmente (direi anche Mann, che ancora mi manca e che mi incuriosisce al di là dell'essere un Nobel*, e di cui ho recentemente scoperto i problemi enormi da personaggio di InJest asd), e sicuramente può non piacere, anche a chi lo capisce, ad esempio per il suo semplice avere delle tesi con cui si si può trovare in disaccordo.

 

*io ad esempio Wallace da Nobel non ce lo vedo proprio, amenoché non si fosse deciso a scrivere un po' di romanzi sotto le 200 pagine, compatti e diretti. Tanto era già fuori dal canone di H. Bloom asd


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Stamani sono stato al fucking gazebo della Lega.

ma secondo te ti credo?


There is a duality between thought and language reminiscent of that which I have described between dreaming and play




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