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17411 replies to this topic

#17401 azevedo

azevedo

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Inviato Ieri, 11:04 AM

Sto leggendo Eugenie Grandet di Balzac; mi sta piacendo molto. Il padre è uno stronzo clamoroso!


  • 4

#17402 piersa

piersa

    DOMERATORE - DATTERO RE

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Inviato Ieri, 11:09 AM

Commento memorabile. 150 anni dopo, ms Grandet ancora intriga
  • 1

#17403 ravel

ravel

    mon cœur est rouge

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Inviato Ieri, 16:02 PM

Sto leggendo Eugenie Grandet di Balzac; mi sta piacendo molto. Il padre è uno stronzo clamoroso!

 

Per par condicio, dopo, però, devi leggere anche Le Père Goriot... :)


  • 2

"Ciò che l'uomo può essere per l'uomo non si esaurisce in forme comprensibili".
(k. jaspers)

 

Caballero del corazón rojo

 

"L'abbiamo messo là per quella ragione lì".

(s. marchionne)

 


#17404 Greed

Greed

    god's only nose

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Inviato Ieri, 19:01 PM

Mai citato da nessuno, ma tra quelli che ho letto (perlappunto: Eugenie e Goriot) è stato il mio preferito: Albert Savarus (stampato da Sellerio). Ne ho parlato da qualche parte.

 

Ho letto questo libro su Bob Dylan

bob-dylan-WEB-409x563.jpg

Resoconto di un incontro artistico ed esistenziale tra una persona comune e un artista, in un viaggio attraverso tre canzoni: Lonesome death of Hattie Carrol, Tangled up in blue, Mississippi. Moltissimi aneddoti personali e dylaniani, con un andamento perennemente ondivago: tra il passato e il presente, tra Rossari e Dylan, tra una canzone e tutto il resto.

 

Ho appena iniziato, di Apuleio, Le Metamorfosi. Un libro di una balordaggine incredibile!


  • 2

#17405 azevedo

azevedo

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Inviato Ieri, 19:37 PM

E de Le illusioni perdute che mi dite? Merita? 


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#17406 AxolotLFT

AxolotLFT

    "BATACAZO" DEL LLOP

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Inviato Ieri, 19:56 PM

Io ho finito oggi il Finnegans Wake ridotto e tradotto da John Rodolfo Wilcock.

Finnegans Wake saprete e ci torniamo.

JRW mi sembra un gandula/ganassa, poeta-ingegnere in odore di Borges, Calvino, OuLiPo ma più antipatico forse perché troppo giocoso (così a leggerne dalla prefazione) e pure un po' misogino (così a leggerlo in una "postfazione"), non si presenta in modo tale da incuriosirmi, al di là di questa operazione.

Operazione di carità e riuscita, per cui lo ringrazio veramente. Ha scelto solo alcuni passaggi del libro, 50-60 facciate?, riportate integralmente a fronte e tradotte/ricreate in maniera credo intelligente ed efficace (anche se in tipo 3 casi isolati mi ha lasciato perplesso e le note non sono mai di traduzione ma sempre relative a dettagli dell'originale), forse in maniera simile ad Eco con gli Esercizi di Stile di Queneau.

Però il risultato non è un esercizio di stile, perché ogni intervallo fra passi tradotti è riassunto e spiegato, sicché alla fine della lettura si arriva quantomeno con l'impressione di sapere di cosa parli Finnegans Wake, cosa sia.
Ripeterlo significa ripetere quanto si può leggere nelle introduzioni, ma con cognizione un pochino migliorata.
L'obiettivo è rileggere il testo a fronte, da cui ero partito stupidamente all'inizio, per poi passare - quando sarò grande - al romanzo/poema originale, ossia il sogno di Finnegan in cui si fondono folklore irlandese e geografia dublinese, miti di creazione biblici ed evangelici, indoeuropei, egizi, sumeri, CG Jung, la famiglia e l'edipo, la burocrazia...

Veramente sembra uno zibaldone vago riassunto così, eppure "riassunto" à la Wilcock ha più di un senso, seppure non tutti quelli di Joyce.
  • 2

ma secondo te ti credo?



There is a duality between thought and language reminiscent of that which I have described between dreaming and play

#17407 Trickster017

Trickster017

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Inviato Ieri, 20:11 PM

E de Le illusioni perdute che mi dite? Merita?


!!!
Non è che merita... è che secondo me è imprescindibile.
Continuo ad imbattermi nella vita, soprattutto nel lavoro, di fronte a una serie di situazioni che Balzac in quel romanzo ha già delineato in modo esemplare, nelle premesse e negli esiti.
  • 1

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#17408 Trickster017

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Inviato Ieri, 20:15 PM

Mai citato da nessuno, ma tra quelli che ho letto (perlappunto: Eugenie e Goriot) è stato il mio preferito: Albert Savarus (stampato da Sellerio). Ne ho parlato da qualche parte.

Ho letto questo libro su Bob Dylan
bob-dylan-WEB-409x563.jpg
Resoconto di un incontro artistico ed esistenziale tra una persona comune e un artista, in un viaggio attraverso tre canzoni: Lonesome death of Hattie Carrol, Tangled up in blue, Mississippi. Moltissimi aneddoti personali e dylaniani, con un andamento perennemente ondivago: tra il passato e il presente, tra Rossari e Dylan, tra una canzone e tutto il resto.

Ho appena iniziato, di Apuleio, Le Metamorfosi. Un libro di una balordaggine incredibile!

Tienici aggiornati su Apuleio. Quel libro l'ho acquistato tantissimi anni fa ma ne ho sempre rimandato la lettura, aspettando che qualche stimolo esterno mi sollecitasse ad affrontarlo. Magari quello stimolo verrà da te.

Lo consigli quel libro su Dylan? Sembra proprio di sì da ciò che scrivi, ma chiedo perché magari ne hai altri che ritieni prioritari per approfondire Bob Dylan.

P.s. Ma il Dylan della copertina ha a tracolla un basso?!
  • 0

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#17409 Stephen

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    Invertebrato marino, perlopiù residente in centro

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Inviato Ieri, 20:26 PM

Su Leopardi sono costretto a deludere, con piacere, la curiosità che accolgo con piacere. asd Non saprei cosa dire se non: leggetelo se non pensate già da voi che una eventuale immortalità (tipo Canetti) sarebbe il peggiore dei mali dell'uomo (tipo la prima delle Operette morali, o l'eterno ritorno del Dialogo tra un venditore di almanacchi).

 

Elle legge Finnegans Wake

Un libro molto importante. [meme]Soprattutto un libro molto politico.[/meme] Secondo me il passo centrale di tutto il romanzo è questo, che mi pare non ci sia nell'edizione che dice il nostro caro signor Effettì, quindi lo riporto (anche per sfida a capisci qualcosa*).

 

being a lapsis linquo [...] the consciquenchers of casuality prepestered crusswords in postposition, scruff, scruffer, scrufferumurraimost andallthatsortofthing, if reams stood to reason and his lankalivline lasted he would wipe alley english spooker, multaphoniaksically spuking, off the face of the erse. (FW 178. 1-7)

 

(*Hint: è giunto il momento di fare il culo ai colonizzatori e non sta scherzando)


  • 0

"Mandami una cartolina qualche volta, per ricordo".
"Va bene" disse il poeta "d'accordo".

 

Si mangia bene, si spende poco.


#17410 Greed

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Inviato Ieri, 20:29 PM

Anche io Apuleio l'ho sempre lasciato lì ad aspettare. Mi ricordo che l'avevo iniziato in un parco a Bologna in un giorno di depressione, ma ero talmente depresso che non sono riuscito a oltrepassare tre pagine, c'erano già scritte troppe cazzate.

 

In genere non leggo libri sugli artisti (ma sbaglio), quindi neanche su Dylan ho letto libri. Questo è stimolante e asistematico, perché non è una biografia ma la storia di un incontro e di una vita vissuta con Dylan (qui ognuno di noi ha storie simili). La chiave interpretativa è forse scontata per un ondarocker: Dylan come artista multiforme, "altrove", fantasmatico, in fuga da se stesso, in continuo fluire (brani famosissimi che continuano a cambiare musica e testo nel corso di decine di anni). Forse un po' ingenuo/scrittura creativa, però sì dai, e si legge in un giorno, e ha un bel formato piccolino.


  • 1

#17411 Trickster017

Trickster017

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Inviato Ieri, 20:54 PM

Avevo comprato il libro di Apuleio insieme ai Saggi di Montaigne, secoli fa, quando non conoscevo né l'uno né l'altro, solo che Montaigne l'ho letto (ma in realtà meriterebbe di essere riletto cento volte o di non leggerlo affatto), mentre Apuleio non l'ho mai aperto, anche perché mentre Scalfari mi ha fatto venire la curiosità di aprire il libro di Montaigne, nulla in in paio di decenni è intervenuto a stimolarmi su Apuleio oltre la mia irritazione di non aver letto un libro che ho acquistato.
Ancora più fastidioso il fatto che Le Metamorfosi di Ovidio sono arrivate a casa molto, molto dopo quelle di Apuleio, eppure quelle di Ovidio le ho lette! C'è un veto inconscio sul povero Apuleio. Tu sei la sua ultima carta a suo favore, temo. Se non ci provi almeno tu, potrebbe rimanere lì, solo ad alimentare una leggera irritazione e niente più.
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#17412 AxolotLFT

AxolotLFT

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Inviato Ieri, 20:54 PM

Elle legge Finnegans Wake

Un libro molto importante. [meme]Soprattutto un libro molto politico.[/meme]* Secondo me il passo centrale di tutto il romanzo è questo, che mi pare non ci sia nell'edizione che dice il nostro caro signor Effettì, quindi lo riporto.

being a lapsis linquo [[/size]...[/size]] the consciquenchers of casuality prepestered crusswords in postposition, scruff, scruffer, scrufferumurraimost andallthatsortofthing, if reams stood to reason and his lankalivline lasted he would wipe alley english spooker, multaphoniaksically spuking, off the face of the erse. (FW 178. 1-7)[/size]

*Per esempio sono abbastanza convinto che Derrida non avrebbe parlato de Il monolinguismo dell'altro come ne parla se non fosse per FW, anche se poi lì dentro cita solo Ulisse.
essendo un lapsus linquo (Cado/Manco) [...], le sequenze ubriache smorzanti della casualità strambortiti stronziverba in posposizione, barbettando, sempre più, sbarbettandurràissimo ecquantaltro, se le risme stessero in piedi e la sua corda-(salva)vita(???) e lignaggio durasse, egli spazzerebbe via ogni angloplasma, multafoniacticalmente svomitando, dalla faccia di culo della terra
???
Che fatica. Veramente lo hai letto tutto e in inglese?!


Ci può stare, ma mi manca (tutto) Derrida, nonché Ulisse. E comunque a tratti mi è parso di rileggerlo, specialmente certi sensi del monologo finale dell'uno e dell'altro romanzo.

Quindi Stephen, anche domani quando torno dal ballare la techno, dimmi di più
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