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19477 replies to this topic

#15901 Bugskull

Bugskull

    Been going to bed early

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Inviato 16 maggio 2017 - 16:33

quasi terminato Oltre il confine, di Cormac McCarthy. Quello che ho preferito tra i suoi che ho letto e lo rende definitivamente uno dei miei scrittori preferiti, capolavoro davvero.


  • 0

#15902 Leeeo

Leeeo

    nazi-core

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Inviato 18 maggio 2017 - 22:30

Zamjatin.jpg

 

Sei gradini sopra Huxley, quattro sopra Orwell, due sopra Hugh Benson (ciao Piersa, ogni tanto ti ascolto), Zamjatin scrive il più bel romanzo sulla distopia.

In un futuro imprecisato, un uomo/numero, D-503, mette su carta pensieri, azioni, percezioni, da quando una sconosciuta, I-330, con denti affilati e una X che le si disegna sul volto ogniqualvolta sorride, incappa nella sua vita, con un piano per il rivolgimento globale dello Stato Unico.

Belyj, dall'alto dei cieli, applaude contento: la lettura è ostica, fatevene una ragione; la linearità non esiste, i sensi si aggrovigliano, la materia si fonde con i pensieri, i numeri e il suono delle parole fanno da fondamenta al racconto. D'altronde, da un ingegnere con la fissa per la matematica, la musica, la letteratura, cosa ci si può aspettare? 


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"Скучно на этом свете, господа!"

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#15903 Gonzalo Pirobutirro

Gonzalo Pirobutirro

    Tony Nelli

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Inviato 18 maggio 2017 - 23:29

Grande Leo, Noi ce l'ho in canna, mi sa che lo farò scalare di qualche posizione.
  • 1

#15904 Leeeo

Leeeo

    nazi-core

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Inviato 19 maggio 2017 - 09:28

Grande Leo, Noi ce l'ho in canna, mi sa che lo farò scalare di qualche posizione.

Hašek ti è piaciuto? (È lui in foto, no?)


  • 0

"Скучно на этом свете, господа!"

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#15905 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 19 maggio 2017 - 09:34

quasi terminato Oltre il confine, di Cormac McCarthy. Quello che ho preferito tra i suoi che ho letto e lo rende definitivamente uno dei miei scrittori preferiti, capolavoro davvero.

 

E' il suo libro migliore anche per me, ma Città della Pianura gli è a un'incollatura.

Siamo nell'olimpo ovviamente.


  • 0

#15906 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 19 maggio 2017 - 13:53

2979_Lavitaagra_1227811515.jpg

 

La vita agra di Bianciardi.

Son a circa metà e ho come l'impressione si tratti di un vero capolavoro al di là del tempo. Bianciardi riesce a raccontare con una lingua viva e multiforme il suo tempo e, in realtà, il nostro tempo. Incredibile.


  • 2

#15907 ravel

ravel

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Inviato 19 maggio 2017 - 14:05

2979_Lavitaagra_1227811515.jpg

 

La vita agra di Bianciardi.

Son a circa metà e ho come l'impressione si tratti di un vero capolavoro al di là del tempo. Bianciardi riesce a raccontare con una lingua viva e multiforme il suo tempo e, in realtà, il nostro tempo. Incredibile.

 

Pasolini di qui, Pasolini di là (il nuovo santo laico interdisciplinare e bipartisan - un po' sopravvalutato, IMHO) e invece Bianciardi non se lo fila nessuno (va be'... , "nessuno" è esagerato - prima che qualcuno si rompa una gamba per venire a puntualizzarlo - ma è per dire che la sua presenza nel dibattito contemporaneo è quasi nulla).


  • 0

"Ciò che l'uomo può essere per l'uomo non si esaurisce in forme comprensibili".
(k. jaspers)

 

Moriremotuttista


#15908 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 19 maggio 2017 - 14:33

 

2979_Lavitaagra_1227811515.jpg

 

La vita agra di Bianciardi.

Son a circa metà e ho come l'impressione si tratti di un vero capolavoro al di là del tempo. Bianciardi riesce a raccontare con una lingua viva e multiforme il suo tempo e, in realtà, il nostro tempo. Incredibile.

 

Pasolini di qui, Pasolini di là (il nuovo santo laico interdisciplinare e bipartisan - un po' sopravvalutato, IMHO) e invece Bianciardi non se lo fila nessuno (va be'... , "nessuno" è esagerato - prima che qualcuno si rompa una gamba per venire a puntualizzarlo - ma è per dire che la sua presenza nel dibattito contemporaneo è quasi nulla).

 

Guarda, stavo per scrivere che mi pare che non lo consideri nessuno Bianciardi. Poi non l'ho scritto per evitare puntualizzazioni. Quindi lo confermo, facendomi forza delle tue righe.

E ieri sera si parlava del libro con amici ed è uscito pari pari il nome di Pasolini, che pure io non conosco benissimo come romanziere. E si diceva (o almeno lo diceva uno più studiato di me e io ero d'accordo) che Bianciardi a differenza di Pasolini è totalmente estraneo all'ideologia, non è organico per nulla alla struttura. Pasolini manco, massacrato comunque dal partito. Ma Pasolini pare troppo organico a se stesso e per molte cose (sempre da romanziere, perché invece le poesie sono di altra pasta, e pure i film, anche se non tutti) risulta invecchiato male.

Letto ora per la prima volta, Bianciardi invece è un "outsider" totale. E proprio per questo ci vede lunghissimo, descrivendo una realtà (la sua, il suo tempo) ma allo stesso tempo quello che aveva da venire (il presente, il nostro tempo). Una lucidità che penso possa appartenere solo a chi era fuori da costrizioni ideologiche e non solamente partitiche. Tipo che ora ho letto due pagine prima di andar a prender la figliola a scuola, e nel descrivere il lavoro di precario traduttore pareva descrivesse quello che vivo io tutti i giorni sul lavoro. Illuminante davvero.

Un intellettuale credo, non sapendo molto, di altissima caratura, ma che non ha il posto che si merita proprio perché fuori dalle ideologie di quegli anni lì, in Italia almeno, non si poteva spiccare il volo (per dire son convinto che Fenoglio sia di gran lunga il più grande, e di molto, ma il suo racconto della resistenza non poteva piacere, e allora Fenoglio è "solo" un bravo scrittore...).

Boh, vado.


  • 4

#15909 ravel

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Inviato 19 maggio 2017 - 14:51

 

 

2979_Lavitaagra_1227811515.jpg

 

La vita agra di Bianciardi.

Son a circa metà e ho come l'impressione si tratti di un vero capolavoro al di là del tempo. Bianciardi riesce a raccontare con una lingua viva e multiforme il suo tempo e, in realtà, il nostro tempo. Incredibile.

 

Pasolini di qui, Pasolini di là (il nuovo santo laico interdisciplinare e bipartisan - un po' sopravvalutato, IMHO) e invece Bianciardi non se lo fila nessuno (va be'... , "nessuno" è esagerato - prima che qualcuno si rompa una gamba per venire a puntualizzarlo - ma è per dire che la sua presenza nel dibattito contemporaneo è quasi nulla).

 

Guarda, stavo per scrivere che mi pare che non lo consideri nessuno Bianciardi. Poi non l'ho scritto per evitare puntualizzazioni. Quindi lo confermo, facendomi forza delle tue righe.

E ieri sera si parlava del libro con amici ed è uscito pari pari il nome di Pasolini, che pure io non conosco benissimo come romanziere. E si diceva (o almeno lo diceva uno più studiato di me e io ero d'accordo) che Bianciardi a differenza di Pasolini è totalmente estraneo all'ideologia, non è organico per nulla alla struttura. Pasolini manco, massacrato comunque dal partito. Ma Pasolini pare troppo organico a se stesso e per molte cose (sempre da romanziere, perché invece le poesie sono di altra pasta, e pure i film, anche se non tutti) risulta invecchiato male.

Letto ora per la prima volta, Bianciardi invece è un "outsider" totale. E proprio per questo ci vede lunghissimo, descrivendo una realtà (la sua, il suo tempo) ma allo stesso tempo quello che aveva da venire (il presente, il nostro tempo). Una lucidità che penso possa appartenere solo a chi era fuori da costrizioni ideologiche e non solamente partitiche. Tipo che ora ho letto due pagine prima di andar a prender la figliola a scuola, e nel descrivere il lavoro di precario traduttore pareva descrivesse quello che vivo io tutti i giorni sul lavoro. Illuminante davvero.

Un intellettuale credo, non sapendo molto, di altissima caratura, ma che non ha il posto che si merita proprio perché fuori dalle ideologie di quegli anni lì, in Italia almeno, non si poteva spiccare il volo (per dire son convinto che Fenoglio sia di gran lunga il più grande, e di molto, ma il suo racconto della resistenza non poteva piacere, e allora Fenoglio è "solo" un bravo scrittore...).

Boh, vado.

 

 

Sì, hai colto bene secondo me quello che tradurrei con il problema degli intellettuali nel nostro paese.
Mi è già capitato di scrivere (penso... ) che la solitudine dei nostri migliori (e veri) intellettuali è spaventosa. Cioè di quelli che non hanno intrapreso la strada dei cortegiani (che pure può avere la sua nobiltà, sia chiaro... ).
Bianciardi è stato uno di questi, a mio avviso (Fenoglio senz'altro un altro).
Quello che mi colpisce in lui è la sostanziale assenza di narcisismo. E' anche per questo che è caduto rapidamente nell'oblio, io penso.
Di fatto si è suicidato, solo utilizzando una via più lenta rispetto a quelle usate abitualmente.


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#15910 piersa

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Inviato 19 maggio 2017 - 14:53

beh, Bianciardi è stato licenziato per "scarsa produttività" eh.

tanti di cappello sempre e comunque.


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#15911 ravel

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Inviato 19 maggio 2017 - 15:05

beh, Bianciardi è stato licenziato per "scarsa produttività" eh.

tanti di cappello sempre e comunque.  

 

Fabbricare, fabbricare, fabbricare
Preferisco il rumore del mare
Che dice fabbricare fare disfare
Fare e disfare è tutto un lavorare
Ecco quello che so fare.

 

Campana... eccone un altro, a ben vedere...


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#15912 William Wilson

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Inviato 19 maggio 2017 - 15:21

Pasolini di qui, Pasolini di là (il nuovo santo laico interdisciplinare e bipartisan - un po' sopravvalutato, IMHO)


Condivido.
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#15913 piersa

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Inviato 19 maggio 2017 - 15:22

semmai i pasoliniani. Lui non ne ha colpa


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#15914 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 19 maggio 2017 - 21:42

beh, Bianciardi è stato licenziato per "scarsa produttività" eh.

 

Motivo in più per amarlo.  asd


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#15915 Greed

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Inviato 20 maggio 2017 - 21:16

Joao Guimaraes Rosa - Una storia d'amore (93 pag)

 

41a4FQn5mrL._AC_US218_.jpg

 

C'è un uomo, Manuelzone, che ha una proprietà all'interno del Brasile. Lavora da sempre per non essere povero, o stare sotto altri. Fa erigere una cappella vicino alla sua casa, in ricordo della madre, e per l'occasione si ferma, e dà una gigantesca festa. Comincia a sentirsi estraneo alla festa (e forse alla vita) che ha creato, e alla fine si ritrova con la persona a lui più diversa: Camillo, l'unico a dire "Io non mi diverto, no", un poveraccio, un vecchio che Manuelzone ospita e mantiene.

Il finale è una cantata di Camillo, su "Un bove e un cavallo" indomabili, e traghetta la festa all'alba che l'avrebbe terminata. Questa cantata è l'unica cosa che ho letto e mi abbia ricordato l'incedere della Chanson de Roland, o quelle altre cose del Cento-Dugento francese. E forse i buoi divini-mitici del Tain Bo Cuailnge dell'epica irlandese: ma è solo per dire che se lo stile di Guimaraes è quello di un modernista, il suo mondo e la sua natura conservano una radice sacrale e arcaica.

Giunto alla quarta lettura di Guimaraes, ho capito che sarà difficile attraversare i suoi mondi senza inghippi. Si è sempre alle prese con qualcosa che sfugge. Ma non è questa incertezza che ci rende lettori?

___________________

 

Absent Friend, ho trovato questo in biblio, sto leggendo il saggio del mio professore. C'è qualcosa che mi consigli in particolare? Mi ispira il primo romanzo, "Essi pensano ad altro", e anche quelli per bambini, Penny Wirton o il pinguino.

 

2015738.jpg


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#15916 Greed

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Inviato 20 maggio 2017 - 21:32

Ps. Qualcuno ha letto questo?

https://www.ibs.it/s...e/9788845281259

 

Pps. Non lo leggo da una vita e mezzo, ma sì, sono un tolkeniano.


  • 0

#15917 ravel

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Inviato 21 maggio 2017 - 15:02

Joao Guimaraes Rosa - Una storia d'amore (93 pag)

 

41a4FQn5mrL._AC_US218_.jpg

 

C'è un uomo, Manuelzone, che ha una proprietà all'interno del Brasile. Lavora da sempre per non essere povero, o stare sotto altri. Fa erigere una cappella vicino alla sua casa, in ricordo della madre, e per l'occasione si ferma, e dà una gigantesca festa. Comincia a sentirsi estraneo alla festa (e forse alla vita) che ha creato, e alla fine si ritrova con la persona a lui più diversa: Camillo, l'unico a dire "Io non mi diverto, no", un poveraccio, un vecchio che Manuelzone ospita e mantiene.

Il finale è una cantata di Camillo, su "Un bove e un cavallo" indomabili, e traghetta la festa all'alba che l'avrebbe terminata. Questa cantata è l'unica cosa che ho letto e mi abbia ricordato l'incedere della Chanson de Roland, o quelle altre cose del Cento-Dugento francese. E forse i buoi divini-mitici del Tain Bo Cuailnge dell'epica irlandese: ma è solo per dire che se lo stile di Guimaraes è quello di un modernista, il suo mondo e la sua natura conservano una radice sacrale e arcaica.

Giunto alla quarta lettura di Guimaraes, ho capito che sarà difficile attraversare i suoi mondi senza inghippi. Si è sempre alle prese con qualcosa che sfugge. Ma non è questa incertezza che ci rende lettori?

___________________

 

Absent Friend, ho trovato questo in biblio, sto leggendo il saggio del mio professore. C'è qualcosa che mi consigli in particolare? Mi ispira il primo romanzo, "Essi pensano ad altro", e anche quelli per bambini, Penny Wirton o il pinguino.

 

2015738.jpg

 

Be', veramente di Silvio D'Arzo la prima (e assoluta) cosa da leggere è Casa d'altri, il racconto perfetto, come diceva - mi pare - Montale...


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"Ciò che l'uomo può essere per l'uomo non si esaurisce in forme comprensibili".
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#15918 Greed

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Inviato 21 maggio 2017 - 15:55

L'ho già letto infatti, insieme agli altri racconti di "Casa d'altri e altri racconti" che pubblica Einaudi.
Sì era Montale, e si capisce il perché.
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#15919 Greed

Greed

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Inviato 23 maggio 2017 - 17:08

Io penso che i dialetti vadano insegnati nelle scuole:

 

 

"Dico infatti che quello dei Romani non è un volgare ma un turpiloquio, certo la lingua più brutta tra tutte quelle d'Italia."

 

"Passiamo poi ai Toscani, che, rimbecilliti dalla loro demenza, arrogano a sé il titolo del volgare illustre [...] I fiorentini aprono bocca e dicono Manichiamo, introcque che noi non facciamo altro [...] I senesi: Onche renegata avess'io Siena. Ch'ee chesto?"

 

"Mettiamo fuori anche i Sardi, che non sono Italiani ma agli Italiani vanno uniti, perché sono gli unici che non paiono avere un volgare proprio e imitano il latino come le scimmie l'uomo: dicono infatti domus nova e dominus meus"

 

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#15920 piersa

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Inviato 23 maggio 2017 - 17:36

livre de chevet (ne ho una versione semi-preziosa) schiatta asd


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