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19338 replies to this topic

#15861 Unison

Unison

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Inviato 15 aprile 2017 - 00:13

Le Confessioni di Sant'Agostino


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“Looking forward is only an imagination of your brain.

It’s what you want to imaginate.

I can honestly say what I think now, ‘cause I’m in the time now, is what I can tell you.

So, giving you a story of the future is just an imagination.”


#15862 Infinite dest

Infinite dest

    dolente o nolente

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Inviato 15 aprile 2017 - 11:50

Chiedi alla polvere, di John Fante. Sono ad un terzo (più o meno) ed è semplicemente splendido.


Al di là della mitizzazione postuma da parte di personaggi discutibili (...) la trilogia Ask the dust/Wait til spring Bandini/Brotherhood of the grape è un bel grumo di capolavori
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 mi ricorda un po' Moro.

 

 

 

 

Con trepidazione vivo solo le partite dell'Inter.

 

 

 

Io non rispondo a fondo perchè non voglio farmi bannare, però una cosa voglio dirla: voi grillini siete il punto più basso mai raggiunto dal genere umano. Di stupidi ne abbiamo avuti, non siete i primi. Di criminali anche. Voi siete la più bassa sintesi tra violenza e stupidità. Dovete semplicemente cessare di esistere, come partito (e qui non ci si metterà molto) e come topi di fogna (e qui sarà un po' più lunga, ma cristo se la pagherete cara).

 

 


#15863 Ronald Regaz

Ronald Regaz

    ritardato mentale

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Inviato 18 aprile 2017 - 00:04

Primo libro che leggo di Houellebecq (de Le particelle elementari ho visto il film),

 

per alcuni è il migliore. per me il migliore restano le Particelle (gli altri interessanti, ma lui tende a ripetersi troppo e non ha la vera fantasia creativa del narratore), ma capisco che Estensione sia più snello e contenga già in nuce, senza troppi orpelli, tutta la sua poetca


  • 0

#15864 Duck

Duck

    Categnaccio

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Inviato 21 aprile 2017 - 11:24

Dopo un paio d'anni di assenza, Puttane assassine di Roberto Bolaño.


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«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 

consigli per il futuro: leggere i fantaconsigli dell'UU e fare l'esatto opposto

Poi Eriksen è buono ma Sensi è meglio se non fosse sempre rotto.


#15865 William Wilson

William Wilson

    Doppelgänger

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Inviato 22 aprile 2017 - 18:50

Stavo rivedendo per la 101esima volta gli "Uno contro tutti" con Carmelo Bene. Uno spasso, come sempre. Qualcuno ha letto qualcosa di suo? Consigliate?
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#15866 häxan

häxan

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Inviato 23 aprile 2017 - 02:55

con Vita di Carmelo Bene vai sul sicuro; avevo poi leggiucchiato Nostra signora dei turchi e Sono apparso alla Madonna ma non so se te li consiglio davvero. 


  • 1

#15867 joseph K.

joseph K.

    Tout est pardonné

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Inviato 23 aprile 2017 - 08:16

2 letture.

 

Sonata a Kreutzer - Tolstoj

 

Non ho un apprezzamento mistico per il Nostro, Guerra e Pace ovviamente non mi fece schifo ma non lo trovai nemmeno così esagerato in genialità. Anche qui, non male, buon racconto, ma dopo un po' di una pesantezza letale sulle questioni matrimonio-amore-corruzione-tradimento ecc. Fossi stato l'altro viaggiatore dopo un po' gli avrei detto "E statte n'attimo zitto".

 

La misura del mondo - Kehlmann

Doppia biografia romanzata di Gauss e von Humboldt, mah, libro che ha avuto buone recensioni, a me non è sembrato niente di che, voglio dire gli si dà una letta ma non è riuscito ad entusiasmarmi nonostante si parli di due personaggi in effetti particolari e dalla vita interessante.

 

Ora sto leggendo un contemporaneo italiano (contemporaneo contemporaneo) che, incredibilmente, mi piace. Incredibilmente per me perché onestamente non mi era quasi mai capitato e quindi, sbagliando, parto sempre un po' prevenuto... A breve su questi schermi maggiori info.


  • 0

Ora l'inverno del nostro scontento è reso estate gloriosa da questo sole di York, e tutte le nuvole che incombevano minacciose sulla nostra casa sono sepolte nel petto profondo dell'oceano.


#15868 Reynard

Reynard

    We're not in Kansas anymore

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Inviato 23 aprile 2017 - 08:41

Letto L'erba delle notti di Patrick Modiano.

Narrato in prima persona, è un percorso di ricostruzione del passato a metà tra la rievocazione e l'indagine gialla. Uno scrittore rievoca a distanza eventi e incontri della sua gioventù (e soprattutto la sua relazione con una persona), di cui all'epoca non ha capito nulla e ha vissuto quasi in stato di sonnambulismo. A fargli da guida sono i suoi ricordi, forse affidabili forse no, e mescolati ai sogni, e soprattutto decifrabili solo a posteriori, perché all'epoca vissuti passivamente senza chiedersi cosa stesse succedendo o chi fossero le persone incontrate; e delle tracce scritte, in primo luogo un taccuino di indirizzi, nomi e frammenti di frasi, e poi anche dei verbali di polizia. Solo mettendo nero su bianco (e quasi seguiamo il narratore mentre lo fa) il passato fuggente e brumoso sembra acquisire una forma.

Il bello del romanzo è l'atmosfera di una Parigi onirica, spettrale, che sembra abitata da pochi sparuti esseri viventi e da fantasmi che non si incontrano mai (i vari proprietari degli appartamenti in cui il narratore e la sua amica si intrufolano forse illegalmente forse no, sempre a un passo dal coglierli sul fatto ma che non compaiono mai). I personaggi si muovono apparentemente senza scopo, in realtà mossi da intrighi e trame segrete che solo il narratore non si accorge che si stanno svolgendo sotto ai suoi occhi (ma che a distanza di anni finalmente comincia a sospettare). Siamo a metà tra la spy story surrealista e il dramma da camera en plein air (ma le vie di Parigi in questo romanzo sembrano spazi chiusi). Nessuno sembra rivelarsi a nessun altro (o almeno al narratore) più dello stretto necessario, né si capisce cosa faccia il narratore a parte camminare indefatigabilmente, soprattutto di notte, entrare in appartamenti vuoti o suonare il campanello in appartamenti vuoti, e riuscire a non porre mai domande.

E qui si arriva a ciò che meno mi è piaciuto: molto bella l'atmosfera da sogno, molto bella l'idea di un passato incomprensibile mentre avviene e ricostruibile solo a posteriori, ma Modiano ha ottenuto questo effetto costruendo un protagonista-narratore completamente passivo, apatico, che si lascia manovrare come un burattino non solo dagli altri personaggi ma dalla scrittura stessa. Riesce difficile immedesimarsi nella situazione quando ad ogni pagina ci si trova a chiedersi: "Ma perché non fa mai una cazzo di domanda?". Insomma, lodevole intenzione, splendida atmosfera, ma ottenuta a mio avviso con un trucco troppo facile, e troppo meccanico.

La scrittura è fluida, sottile e introspettiva senza essere pesante; immagino che in originale renda molto. Punto di forza, il contrappunto tra l'estrema precisione nel descrivere e nominare gli ambienti (quasi una cartografia di una certa Parigi, che poi è il contenuto, preciso e fattuale, del famoso taccuino nero) e l'indeterminatezza generale dell'atmosfera e delle vicende (che si ha quando gli scarni dati del taccuino si innestano sui ricordi, o sogni che siano).

 

 

Ora inizio: La morte viene per l'arcivescovo di Willa Cather.


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La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#15869 aldous

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Inviato 23 aprile 2017 - 09:50

letto sinora più della metà, consigliatissimohttps://www.google.i...QDSsQ_B0IkgEwDw


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#15870 Gonzalo Pirobutirro

Gonzalo Pirobutirro

    Tony Nelli

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Inviato 23 aprile 2017 - 13:45

Ora sto leggendo un contemporaneo italiano (contemporaneo contemporaneo) che, incredibilmente, mi piace. Incredibilmente per me perché onestamente non mi era quasi mai capitato e quindi, sbagliando, parto sempre un po' prevenuto... A breve su questi schermi maggiori info.

 

Almeno dicci chi è, eddai asd

 

Anch'io sono alle prese con un italiano contemporaneo, a mio parere tra i migliori in circolazione, ma non dico nulla di nuovo: Michele Mari. Prima ho letto il bellissimo "Tu, sanguinosa infanzia", mentre adesso sono alle prese con "Euridice aveva un cane", che è sempre una raccolta di racconti, dalla natura però un po' differente.

 

In contemporanea, mi sono buttato su Federico Nietzsche: "La nascita della tragedia". Credo di esser partito da quello giusto; per ora meno difficile di quel pensassi. Per ora.

 

Poi, a quasi ventotto anni, ho deciso di leggermi "Il signore degli anelli", cosa che non avevo mai fatto prima, senza particolari motivi; o forse perché sono stato adolescente nel momento in cui tutti impazzivano per i film di Peter Jackson e c'era gente in giro che portava al collo la catenina con l'anello. Ora mi sento un po' più "libero" e con meno fiato addosso, non so se mi spiego.

Sono a quasi cento pagine del primo volume, forse lo finirò nel 2019, forse prima, chissà.


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#15871 atlas

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Inviato 23 aprile 2017 - 14:28

uno dei migliori di MM (ormai mio ex-relatore) è filologia dell'anfibio . molto curioso di leggere il nuovo libro e anche la traduzione de "la macchina del tempo".
  • 0

il faut se radicaliser. 


#15872 Gonzalo Pirobutirro

Gonzalo Pirobutirro

    Tony Nelli

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Inviato 23 aprile 2017 - 14:41

Filologia dell'anfibio ce l'ho!

Deve essere stato ganzo averlo come relatore, almeno credo. Su cosa ti sei laureato?


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#15873 Operación Puerto

Operación Puerto

    Good Kid, D.J.I.M. City

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Inviato 23 aprile 2017 - 17:20

Annie Ernaux - Gli anni

 

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Dopo che hanno cercato per mesi di convincermi a leggerlo*, senza neanche accorgermene mi sono deciso a farlo proprio in periodo di elezioni francesi. In pratica un'autobiografia che è in realtà un mezzo per ripercorrere la storia dell'intera Francia dagli anni '40 al 2006. L'autrice non usa mai l'"io" ma sempre il "noi" o al limite le forme impersonali, non racconta mai episodi specifici della propria vita (se non sullo sfondo) ma dilata il tempo usando l'imperfetto al posto del passato remoto, accumula immagini, eventi, stati d'animo comuni alla società francese di quegli anni.

Dopo qualche pagina temevo che le continue enumerazioni mi avrebbero stufato, a maggior ragione non comprendendo buona parte dei riferimenti, invece mi porto a casa una sensazione di nostalgia irreale, pur essendo nato in un altro periodo e in un paese diverso.

 

 

* A quanto ho capito va fortissimo nelle facoltà di lettere francesi


  • 1
 

 


#15874 joseph K.

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Inviato 24 aprile 2017 - 08:32

 

Ora sto leggendo un contemporaneo italiano (contemporaneo contemporaneo) che, incredibilmente, mi piace. Incredibilmente per me perché onestamente non mi era quasi mai capitato e quindi, sbagliando, parto sempre un po' prevenuto... A breve su questi schermi maggiori info.

 

Almeno dicci chi è, eddai asd

 

 

Finito ieri sera.

A cosa servono gli amori infelici - Gilberto Severini

 

Un uomo è costretto all'immobilità in ospedale per un'operazione e scrive, mescolando il racconto del pre-operazione con lettere, abbozzi di racconti della sua vita. Parla di 3 incontri con tre persone importanti nel quadro di un'esistenza sostanzialmente iperanomina, "generica", buttata, in cui gli elementi memorabili apparirebbero al lettore come "piccini piccini" mentre per il narratore sono grandi svolte. Un lavoro subito e noioso, una vita passata a non vivere, a perdere occasioni senza nemmeno cercarle, una "malattia vitale" contraddistinta dall'immobilismo, come simbolicamente anche la malattia finale rappresenta, che spinge a non agire e a pensare, pensare tantissimo, elaborare strutture e sovrastrutture senza dare peso alla carne e perdendo 58 anni di vita senza accorgersene.

 

Non è una genialata ma è per me un buon libro, a tratti spietatamente malinconico, a tratti delicato, con qualche parte migliorabile ma per me è stata una degna lettura. Non conoscevo l'autore, ho scoperto che è stato candidato ad uno Strega qualche anno fa.


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#15875 Cuore Battle

Cuore Battle

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Inviato 24 aprile 2017 - 09:58

david-byrne-music-book.jpg


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#15876 Duck

Duck

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Inviato 24 aprile 2017 - 09:59

Bellissimo (pure se è una gag di Cuore Battle)


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«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 

consigli per il futuro: leggere i fantaconsigli dell'UU e fare l'esatto opposto

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#15877 combatrock

combatrock

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Inviato 24 aprile 2017 - 10:42

david-byrne-music-book.jpg

 

Dimmi/ditemi di più, per favore.


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Rodotà beato te che sei morto


A voi la poesia proprio non piace eh?Sempre a rompere il cazzo state.


Con trepidazione vivo solo le partite dell'Inter.

 


#15878 Duck

Duck

    Categnaccio

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Inviato 24 aprile 2017 - 10:59

E' una spiegazione a volte tecnica, a volte con spunti autobiografici e opinioni personali, proprio di come funziona la produzione musicale, svincolandosi dalle solite robe tipo l'ispirazione, l'estro ecc. Si parla per esempio di quanto conti il luogo dove la si ascolta, dei budget a disposizione e dei contratti che fanno le case discografiche, della tecnologia o di come mettere insieme uno spettacolo (e Byrne ne sa parecchio, mi viene da dire).

Magari, per chi ne sa già, può risultare troppo semplice, ma come introduzione generale è molto interessante. Quando poi entra più nel personale, sono sempre storie gustose :)

Il libro è anche pieno di immagini e fotografie, ed è disponibile pure in edizione economica (io ho quella costosa, e ne è valsa la pena). 


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«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 

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Poi Eriksen è buono ma Sensi è meglio se non fosse sempre rotto.


#15879 piersa

piersa

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Inviato 24 aprile 2017 - 11:13

L'ho appena finito. In pratica è la sua biografia.
  • 0

#15880 William Wilson

William Wilson

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Inviato 24 aprile 2017 - 17:15

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Lady Jane (Connie, le con) e John Thomas (Mellors, homme-phallus primordiale, ergo – senza fallo – uomo definitivo) sono prigionieri di una gabbia. Vorrebbero (o si trovano a poter) sfuggire amendue una disperata solitudine. Bramano gli spasmi, l’animalità che è in loro sepolta, il climax differito fino all’inverosimile da una società castratrice e infibulatrice che rifiuta l’erotismo gioioso e solare, disprezza gli eremiti dell’amplesso, mette fuori scena l’osceno per farsi essa stesso pornografia, cioè fine del desiderio. Ospite lui di un cauchemar tecnologico, ostaggio lei del paraplegico uomo deumanizzato - il gelido bamboccio sventurato, il calcolatore, lo scrittore da strapazzo, il masturbatore del proprio ego: Clifford, il difensor della sua casta -, rivivono come l’Araba scavandosi nelle proprie cinerine viscere facendo faville.

 

Con Mellors entriamo nel corpo sacro. Nello sprizzare del suo seme si effonde la volontà, il desiderio inappagabile, l’unico senso di una vita amareggiata, risiede il dulcamaro finis in cui consiste ogni cominciamento. I sensi si dilatano mentre il corpo ansima. A un tratto, in preda al sortilegio sessuale, la cognizione del tempo si smarrisce e vengon messe tra parentesi le «complicazioni»; di colpo si fa svanire nel nulla il vorace e «duro mondo di ferro», «il dio mammona dell’avidità meccanica», «lo scintillante mostro elettrico» (è «la nostra epoca [...] fondamentalmente tragica», bellezza), quasi che l’unica utopia politica davvero realizzabile fosse la monta - la reiterata, spregiudicata monta.

 

Leggere questo capolavoro in chiave sociale significa poi realmente frugare la Donna sotto i vestiti e scoprire che è nuda. Essa appare in una veste del tutto inedita per i tempi in cui fu non-pubblicato: libera in quanto sommamente schiava della fiamma d’amore che la brucia checché ne pensi la sua parte razionale, la sua coscienza di martire, cioè – etimologicamente –  di “testimone” (della lenta morte dei propri sensi). Fortunatamente Lady Chatterley vive la propria sessualità con giubilo, e con altrettanta estasi, anche per verba, la vive il guardiacaccia, il quale tocca l’acme della propria filosofia vitalistica allorché sentenzia che «La donna è una cosa splendida quando si può scopare e ha una bella fica».

 

L’amante di Lady Chatterley è un romanzo totalizzante, su un amore totale: un amore, cioè, col cuore e col pene, di là d’ogni ipocrisia e d’ogni rattrappito filisteismo. Si gioisce con i protagonisti, con Mellors si condividono «le irrequiete pulsazioni del pene», il fuoco che arde i lombi, e frattanto la Mona soggioga Mammona. "Post fata resurgo", potrebbe concludere Mr. John Thomas, , così come - e ugualmente à propos - il suo equivalente femminile, cotanto affamato di stimoli.


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